Post n°7332 pubblicato il
01 Luglio 2012 da
valledelcedrino
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di domenica 1 luglio 2012

LA POLEMICA
DOPPIETTE IN RIVOLTA
Fronte comune contro la Regione: pronti a ricorrere al Tar per fermare il nuovo calendario venatorio 2012-2013
Cacciatori e ambientalisti uniti nella lotta. «Pronti a ricorrere al Tar al fianco di Legambiente contro il nuovo calendario venatorio approvato dalla Regione». Ad annunciare la possibile "clamorosa" alleanza e farsi portavoce della rabbia dei cacciatori nuoresi contro quello che viene considerato l'ennesimo sopruso della lobby cagliaritana delle doppiette, è Pasquale
Canu, figura storica del panorama venatorio barbaricino. Il nuovo calendario venatorio regionale 2012/2013 continua di fatto a suscitare una messe di vibranti proteste in quasi tutta l'isola e martedì prossimo alle 15.30, nella sede della Provincia in viale Trieste, sarà argomento di discussione durante una riunione straordinaria del comitato provinciale . faunistico convocato appositamente dall'assessore provinciale Mario Cosimo Stara. Una protesta dilagante quella che sta montando contro il provvedimento varato a Cagliari all'inizio della settimana, e che dopo le associazioni ambientaliste sta trovando ampia sponda anche tra tantissimi cacciatori, specie tra quelli del Nuorese. A farsi portavoce di questa levata scudi è anche il sindaco di Galtellì Renzo Soro, politico di lungo corso ma anche lui cacciatore appassionato nonchè capogruppo provinciale del Pd. «La scellerata decisione dell' assessore regionale dell'Ambiente Giorgio Oppi e di 'alcuni consiglieri regionali che vivono elettoralmente grazie al sostegno della lobby dei cacciatori cagliaritani non mi sorprende affatto - dice -. Sorprende semmai il silenzio di tanti altri consiglieri che dissentono in silenzio ma evitano di assumere posizioni pubbliche. Il calendario per l'annata venatoria dovrebbe essere la conseguenza di studi attenti e approfonditi, ma in Sardegna così non è. Il comitato chiamato "tecnico" è prevalentemente composto da cacciatori, nominati come tecnici dalla casta della politica. Non a caso la Regione sarda, credo unica in Italia, non ha ancora voluto approvare un piano faunistico regionale». Un piano che trasformerebbe culturalmente il cacciatore e soprattutto le nuove generazioni, secondo Renzo Soro, che definisce nefaste, soprattutto per le specie autoctone, le novità inserite nel nuovo
calendario venatorio sardo. «Il ritorno della giornata intera alla caccia alla pernice e alla lepre serve solo a ripagare i "transumanti delle città del sud Sardegna" del tempo che impiegherebbero a raggiungere il centro dell'isola. Anche l'apertura della caccia grossa il giovedì non è casuale: è nota la passione del cacciatore del Nuorese ma anche dell'Ogliastra e della Gallura per la caccia al cinghiale, e così, mentre molti saranno "distratti" da questa possibilità, tanti altri avranno immense praterie a disposizione per la caccia alla specie migratorie con cani da riporto ma anche specializzati nella caccia alla fauna stanziale che sarà frequente perché incontrollata, con conseguente devastazione del patrimonio faunistico autoctono». Secondo Soro questo calendario non deve essere accettato e le organizzazioni venatorie provinciali, tutte le sezioni locali, la Provincia e i Comuni devono attivarsi unitariamente per promuovere forti forme di protesta al fine di riportare l'argomento in discussione e far rescindere la Regione dalla sua decisione.
di Angelo Fontanesi
