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Un blog creato da valledelcedrino il 27/08/2008

Valle del Cedrino

Le comunità di Galtellì, Irgoli, Loculi, Onifai e Orosei, si impongano per l'altezza delle idee e la dignità dell'espressione, affinchè siano in grado di vedere al dì là dei propri confini.

 
 

 


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La Baronia è rappresentata alla cronache dai media nazionali e regionali. Siamo raffigurati giornalmente da stimati corrispondenti de L’Unione Sarda e La Nuova Sardegna. Pertanto questo blog non rappresenta una testata giornalistica e non può considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 7.03.2001. Le recessioni giornalistiche inserite in questo blog sono tratte in massima parte da Internet e dai quotidiani, qualora la loro pubblicazione violasse i diritti d'autore, previa segnalazione, verranno rimosse. Queste testate giornalistiche assumono una posizione di netto privilegio rispetto alle altre forme di manifestazione del pensiero, raccontando e interpretando una loro versione dei fatti, ed ecco perché il diritto alla critica costruttiva la aspettiamo, la pretendiamo dagli utilizzatori di questo libero spazio mediatico, NON sono io che devo convincere all’ennesima verità, siete voi fruitori di questo angolo mediatico che rappresentandovi, aiutate la Nostra comunità, unendoci per abbattere gli ostacoli ideologici e campanilistici che ancora ci separano e non ci portano da nessuna parte. Con sincero rispetto, Vi auguro serenità.
 

 

SERENITÀ E PACE

Ci sono stati uomini che hanno scritto pagine Appunti di una vita dal valore inestimabile Insostituibili perché hanno denunciato il più corrotto dei sistemi troppo spesso ignorato Uomini o angeli mandati sulla terra per combattere una guerra di faide e di famiglie sparse come tante biglie su un isola di sangue che fra tante meraviglie fra limoni e fra conchiglie... massacra figli e figlie di una generazione costretta a non guardare a parlare a bassa voce a spegnere la luce a commentare in pace ogni pallottola nell'aria ogni cadavere in un fosso Ci sono stati uomini che passo dopo passo hanno lasciato un segno con coraggio e con impegno con dedizione contro un'istituzione organizzata cosa nostra... cosa vostra... cos'è vostro? è nostra... la libertà di dire che gli occhi sono fatti per guardare La bocca per parlare le orecchie ascoltano...Non solo musica non solo musica La testa si gira e aggiusta la mira ragiona A volte condanna a volte perdona Semplicemente Pensa prima di sparare Pensa prima di dire e di giudicare prova a pensare Pensa che puoi decidere tu Resta un attimo soltanto un attimo di più Con la testa fra le mani Ci sono stati uomini che sono morti giovani Ma consapevoli che le loro idee Sarebbero rimaste nei secoli come parole iperbole Intatte e reali come piccoli miracoli Idee di uguaglianza idee di educazione Contro ogni uomo che eserciti oppressione Contro ogni suo simile contro chi è più debole Contro chi sotterra la coscienza nel cemento Pensa prima di sparare Pensa prima di dire e di giudicare prova a pensare Pensa che puoi decidere tu Resta un attimo soltanto un attimo di più Con la testa fra le mani Ci sono stati uomini che hanno continuato Nonostante intorno fosse [tutto bruciato Perché in fondo questa vita non ha significato Se hai paura di una bomba o di un fucile puntato Gli uomini passano e passa una canzone Ma nessuno potrà fermare mai la convinzione Che la giustizia no... non è solo un'illusione Pensa prima di sparare Pensa prima dì dire e di giudicare prova a pensare Pensa che puoi decidere tu Resta un attimo soltanto un attimo di più Con la testa fra le mani Pensa.

canzone di Fabrizio Moro

 
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Messaggi del 07/06/2012

Galtellì. Riunione straordinaria del Consiglio comunale.

Post n°7214 pubblicato il 07 Giugno 2012 da valledelcedrino

Si comunica che Giovedì 7 giugno, presso la sala consiliare del comune di Galtellì, alle ore 18.30, si terrà una riunione straordinaria del Consiglio comunale per discutere il seguente odg.:

  • Conferimento  Onorificenza Unicef: Galtellì città amica dei bambini e degli adolescenti;

  • Nomina consulta giovanile;

  • Consegna attestazione di merito sportivo.


All'incontro sarà presente il dott. Carlo Murgia, presidente provinciale dell'Unicef, i 22 giovani che faranno parte della consulta giovanile per il prossimo biennio (2012/2014),  Giuseppe Gambaiani, giocatore del Tuttavista calcio e Gabriele Sanfilippo della Società di Pallavolo locale.

IL SINDACO
Renzo Soro

 
 
 

Irgoli. Serra girava armato: aveva paura.

Post n°7213 pubblicato il 07 Giugno 2012 da valledelcedrino

dadi giovedì 7 giugno 2012


L'allevatore ucciso a Pauleddas di recente aveva subito un furto di bestiame.

Si cercano legami con altri delitti.

Una vendetta. Forse attesa, visto che Giommaria Serra, che possedeva un regolare porto d'armi per difesa personale, girava sempre (ma non martedì) armato. E da un po' era descritto come «particolarmente guardingo». Una vendetta forse annunciata, da un misterioso (e non confermato) furto di bestiame subito di recente dall' allevatore. Che sul suo ovile nelle campagne di Pauleddas stava puntando grosso, investendo in lavori di ampliamento della porcilaia, con tanto di allevamento a pascolo semi brado. Investimento che verificava ogni mattina, sempre alla stessa ora. Abitudine risultata fatale.
La vendetta. Una vendetta che può nascere da vicino, sia nel tempo che nei luoghi. O dal complesso legame di Giommaria Serra con un territorio che da anni è insanguinato da omicidi variamente (e ancora in gran parte misteriosamente) intrecciati tra di loro. Come quello del cognato Mario Mossa nel 2005, o del nipote Pierpaolo Serra nel 2008, ultimo morto ammazzato a Irgoli. Fino a martedì mattina.
L'omicidio. Ancora impossibile capire quanti siano stati a sparare: bisognerà aspettare i'analisi dei bossoli. Ma gli inquirenti sono convinti che, martedì mattina poco dopo le sei, ad attendere Giommaria Serra alle porte del suo ovile siano stati in due, che hanno esploso cinque o sei fucilate. Ieri mattina c'è stata l'autopsia: l'allevatore è morto dissanguato a causa di un colpo che gli ha perforato un polmone. Tre i colpi che lo hanno raggiunto, tutti nella parte sinistra del tronco. Gli altri si sono infranti sulla fiancata e sui montanti della sua Golf. Sicuri di aver fallito. Altro punto fermo: i killer hanno sparato a Serra fuori dal suo ovile, nascosti dalle carcasse che l'uomo dopo qualche ora doveva rimuovere. Hanno sparato prima che scendesse dall'auto. E, dopo aver visto Serra fare inversione di marcia e tuffarsi a tutta birra nella discesa, se la sono data a gambe sicuri di avere fallito. L'allevatore invece era ferito a morte. E, dopo aver fatto circa un chilometro e avere spaccato la coppa dell'olio della sua auto, ha avuto la forza di fare una cinquantina di metri correndo a perdifiato ed è stramazzato al suolo.
Le telefonate. Ha avuto però anche la forza di fare una telefonata, forse due. All'amico con cui aveva appuntamento poco dopo per smaltire alcune carcasse d'auto. Forse l'ultimo numero che aveva in rubrica. Impossibile sapere cosa abbia detto, anche se sembra abbia solo farfugliato parole incomprensibili. Tanto che quando l'amico ha telefonato al figlio di Serra, gli avrebbe parlato di «un attacco di cuore». Il figlio. È stato proprio il figlio Antonio a trovare il corpo del padre. E probabilmente anche a chiamare il 113, che avrebbe mandato sul posto un' auto della polstrada impegnata in un controllo poco distante. Forse anche l'amico ha chiamato soccorso. Sul posto di sicuro, e quasi in contemporanea, sono arrivati i carabinieri. Ma le indagini sono a carico della squadra mobile della polizia di Nuoro.
Le Indagini. Indagini che proseguono passando al setaccio (con la girandola di interrogatori in corso da martedì) passato e presente dell'allevatore di 58 anni. A iniziare dall' attentato del 2004, quando una potente carica di esplosivo brillò di fronte alla porta della sua casa di Irgoli, unico fatto degno di nota nel passato di un uomo che, nonostante i due omicidi subiti "in famiglia" non è mai stato coinvolto in alcuna indagine e in alcuna diceria.
Pauleddas. Non che nelle campagne di Pauleddas si parli molto. Nella piccola frazione a cavallo tra Irgoli, Lula e Siniscola, dove Giommaria Serra era persona conosciuta e aspettata, non è raro che le faccende come le frequenti razzie di bestiame o i piccoli e grandi atti intimidatori si risolvano in silenzio. Ed è proprio questa la seconda pista che gli investigatori seguono con attenzione. Una vendetta maturata per uno sgarro recente, forse insignificante. Oppure importante, come in certi ambienti potrebbe essere considerata una complicità negata.


 

 

IL PAESE

Domani i funerali, oggi lutto cittadino.

Anche quello di Giovanni Maria Serra in programma domani alle 17 presso la parrocchiale di San Nicola sarà un funerale in forma istituzionale. Il sindaco Giovanni Porcu ha proclamato il lutto cittadino per la giornata odierna e ha convocato il consiglio comunale in concomitanza con le esequie del diciassettesimo morto ammazzato ad Irgoli in 35anni.Una tragica, dolorosa lunga scia di sangue che in soli tre casi ha sinora trovato almeno il conforto della giustizia terrena con l'individuazione e la condanna degli assassini. Un dato amaro che giusto l'altro ieri il primo cittadino rimarcava nella lettera inviata al presidente della Regione Cappellacci dove denunciava il fatto che Irgoli fosse stata esclusa da un bando per progetti in favore della legalità perchè catalogato come  paese "non a rischio". «All'indomani della terribile escalation di omicidi registrati in paese nel 2008 - dice Porcu -, dal ministro all'Interno Roberto Maroni erano arrivate solenni promesse di interventi per potenziare la prevenzione e la repressione degli atti criminosi. Tutte parole rimaste fini a se stesse».

di Giovanni Bua

 
 
 

Irgoli. Il sindaco mobilita la comunità: «Troppi delitti restano impuniti».

Post n°7212 pubblicato il 07 Giugno 2012 da valledelcedrino

dadi giovedì 7 giugno 2012


Giovanni Porcu: diciassette omicidi dal 1987, solo tre i casi risolti.

IRGOLI. La voce di tzia Michela Mereu, 90 anni, rimbomba nel vicinato con un grido acuto. « Izzu vonu, izzu meu », ripete all'infinito la madre dell'ucciso, mentre il canto delle altre donne fa da sottofondo alla sua disperazione e vola fino in fondo alla strada dove decine di ragazzi e di vecchi stanno appoggiati al muro, col capo chino. Il giorno dopo l'omicidio di Giovanni Maria Serra, 58 anni, pastore di Irgoli e ex consigliere comunale sardista assassinato martedì mattina con due fucilate a pallettoni mentre arrivava al suo ovile in località S'Orriu - nella casa del lutto le donne intonano s'attitu , il canto funebre, tradizione che resiste solo in poche comunità dalla Barbagia fino alle terre di mare.
LA VIA CRUCIS. A Irgoli, 2300 abitanti, paese di pastori e artigiani a una decina di chilometri dalla costa di Orosei, dal 1987 a oggi sono ben 17 i morti ammazzati. Una contabilità aggiornata ieri mattina dai vecchi che prendevano il sole davanti alla fontana con lo zampillo in piazza del Municipio, e dai giovani - pochi, in verità - che presidiavano i bar del centro. In tanti, invece, erano tre isolati più in là, dinnanzi alla casa dell'ucciso. Ragazzi e anziani, giovinette e signore in fardetta arrivati al civico 2 di vico Moro - una villetta a un piano con le persiane verdi e un albero di ulivo in giardino - per portare conforto e solidarietà. La soglia del portone è stata varcata da centinaia di persone. E più e più volte nella casa del lutto è stata rievocata la via crucis di Giovanni Maria che, colpito al fianco e al torace dalla rosa di pallettoni, ha tentato la fuga cercando un'impossibile salvezza.
IL COGNATO E IL NIPOTE. Più e più volte, sono stati ricordati gli altri lutti in famiglia: la morte del nipote Pierpaolo Serra (allevatore irgolese di 31 anni, ucciso la sera del 3 ottobre 2008 ndr ) e del cognato Mario Mossa, 34 anni, operaio di Siniscola assassinato nel dicembre 2005. Quest'ultimo era il fratello di Franca, 48 anni, la vedova di Giovanni Maria Serra che ieri mattina si aggrappava ai due figli: Maria Grazia, 26 anni, andata in sposa lo scorso marzo al giovane poeta improvvisatore di Irgoli Giuseppe Porcu; e Antonio, 23 anni, che lavora al banco macelleria di un market a Orosei.
In vico Moro è arrivato anche il sindaco Giovanni Porcu che in quasi cinque anni del suo mandato ha contato quattro morti ammazzati. Giovanni Maria Serra era un suo amico, compagno delle battute di caccia e soprattutto compagno di partito nel Psd'Az. Martedì mattina, non appena ha saputo che a Irgoli il fucile aveva cantato un'altra volta, il primo cittadino è arrivato con metà paese nelle campagne di S'Orriu , un paradiso che segna il confine col territorio di Siniscola e Lula, terra di pastori onesti e luogo di passaggio per abigeatari e bombaroli.
LETTERA AI CITTADINI. Tornato in Comune, il sindaco ha subito scritto una lettera ai cittadini. Lo stesso messaggio richiamato nell'ordinanza di proclamazione del lutto cittadino fissato per quest'oggi, giorno dei funerali (alle 17, nella parrocchiale di San Nicola, la funzione funebre che sarà celebrata dal vescovo Mosé Marcia). Due fogli che stanno affissi sulle vetrine dei bar, dei negozi e degli uffici. «La comunità ferita grida “Adesso basta”». Giovanni Porcu ha richiamato il documento che nel settembre 2008, all'indomani dell'omicidio dei due fidanzati Sara Cherchi e Mario Mulas, venne firmato da ventuno associazioni del paese e poi approvato dal consiglio comunale.
SENZA GIUSTIZIA. «Le Donne e gli Uomini di Irgoli - è scritto - ricordavano i nostri morti ammazzati (15 fino ad allora dal 1987). Il 3 ottobre 2008 veniva poi ucciso il sedicesimo. Oggi Giovanni Maria Serra. E sono 17. I cittadini di Irgoli in quella occasione fecero una forte autocritica ma chiesero, con altrettanta fermezza, l'impegno delle istituzioni per sostenere un programma di progetti educativi finalizzati al rispetto della vita, della dignità e delle basilari regole della convivenza civile e democratica. Forse questo impegno è stato disatteso da molti cittadini. E sicuramente non è stato onorato da Stato, Regione e altre istituzioni preposte a garantire lo sviluppo e la tutela e garanzia della legalità». Cinque anni fa, ai funerali di Pierpaolo Serra, il sindaco Giovanni Porcu - abito di velluto e fascia tricolore - salì sull'altare e, in una chiesa affollata, pronunciò un anatema che gelò pure le lacrime dei dolenti. «Maledetti miserabili», gridò il primo cittadino che era arrivato nella parrocchiale con tutto il consiglio comunale. Assemblea convocata ai piedi del crocifisso, come se non restasse altro da fare che chiedere aiuto al cielo. Oggi, dopo quattro anni di tregua, un altro delitto. «È possibile che su 17 omicidi commessi a Irgoli dall'87 a oggi, siano stati risolti soltanto tre casi, mentre gli altri sono rimasti impuniti?». Oggi come cinque anni fa il sindaco di Irgoli chiede «una più efficace presenza dello Stato: il nostro impegno come comunità non può e non deve essere vanificato dall'indifferenza e dalle inadempienze degli organi preposti alla tutela e alla garanzia della legalità».
FONDI LEGALITÀ NEGATI. E pensare che solo venerdì scorso Giovanni Porcu inviava una lettera al governatore Ugo Cappellacci. Una protesta dopo l'esclusione di Irgoli dall'assegnazione dei fondi regionali a sostegno della legalità per l'anno 2009. «A mio modesto giudizio - ha scritto con amara ironia - avevamo purtroppo i “titoli” per ben figurare tra i destinatari degli interventi». Le croci in cimitero, quelle delle tombe sulle quali piangono i familiari dei morti ammazzati, sono titoli più che sufficienti; ne converrebbe chiunque.
LA VENDETTA. Don Angelo Cosseddu, parroco di Irgoli da sei anni, ha celebrato sette messe funebri per gli uccisi. Conosceva bene Giovanni Maria Serra. «Lo scorso mese di marzo accompagnò la figlia primogenita all'altare», ricorda il sacerdote che questo pomeriggio, nella stessa chiesa, concelebrerà i funerali assieme al vescovo. «Non ci sono più parole. Resiste la mentalità di chi non dialoga e cerca solo vendetta. Diciassette omicidi in questo paese e ben quattordici senza risposta. Senza giustizia».

 

LE INDAGINI.

Giovanni Maria Serra ha visto in faccia chi lo voleva morto.

Ieri l'autopsia sul cadavere dell'allevatore. I funerali questo pomeriggio alle 17.

Il killer (o forse c'era un secondo uomo, questo non è chiaro) ha sparato con un calibro 12 e ha esploso sei fucilate a pallettoni da una distanza di poco più di due metri. Giovanni Maria Serra ha visto in faccia l'uomo che lo voleva morto. L'allevatore, alla guida della sua Golf, era appena arrivato all'ovile e non ha fatto neanche in tempo a scendere dall'auto. Una pioggia di piombo ha investito la fiancata sinistra della vettura, lato conducente, all'altezza dello sportello. Due le fucilate che hanno colpito l'uomo al fianco e al polmone. Poi la disperata fuga. Giovanni Maria Serra ha avuto la forza di riavviare l'auto, levare il freno a mano, premere sull'acceleratore e guidare lungo una discesa, sul sentiero tutto sassi e avvallamenti. Un chilometro di marcia finché la vettura, con la coppa dell'olio rotta, non si è fermata. L'allevatore ha avuto la forza di percorrere altri trecento metri a piedi attraversando un torrente e scavalcando una recinzione di filo spinato. Con il sangue che colava a fiotti e il respiro che veniva meno, ha cercato aiuto chiamando al telefonino l'ultimo numero. Ha risposto un compaesano col quale si erano sentiti la sera prima, che ha sentito solo un sussurro. È stato l'uomo a chiamare il figlio di Serra, Antonio, che poi ha trovato il cadavere.
Ieri l'autopsia, questo pomeriggio i funerali. Le indagini, che si presentano molto difficili, vengono condotte dagli uomini della Mobile coordinati dal vicedirigente Mauro Bernacchia.

Piera Serusi

 
 
 

Avvertimento inquietante al «pentito».

Post n°7211 pubblicato il 07 Giugno 2012 da valledelcedrino

dadi giovedì 7 giugno 2012


Orosei: la molotov sull'auto dei genitori di Derosas, accusatore di Dessena, riapre vecchie ferite.

Inspiegabile, per certi versi, ma di certo inquietante. La bottiglia incendiaria lanciata due notti fa contro l'auto dei genitori di Denis Derosas parcheggiata nel cortile dell'abitazione di famiglia ha fatto riaccendere d'improvviso i riflettori su una delle pagine più nefaste della recente storia oroseina e di tutto il circondario baroniese. Con la condanna all'ergastolo inflitta dai giudici nuoresi lo scorso dicembre ad Andrea Dessena perché ritenuto colpevole del duplice omicidio di fidanzati irgolesi Sara Cherchi e Mario Mulas, sulla cosiddetta "Baronia Connection" sembrava essere calata la calma. Almeno in attesa del processo d'appello per il quale la difesa di Dessena ha già annunciato grande battaglia ribadendo la piena innocenza del giovane 24enne oroseino. Difesa che dovrà gioco forza tentare di scardinare quelli che in primo grado sono stati i cardini dell'accusa, tra i quali proprio le confidenze (mai verbalizzate né confermate in aula) rese da Denis Derosas all'allora comandante dei carabinieri di Orosei Lorenzo Zarra. Strategia difensiva illustrata alla luce del sole dal nuovo difensore di Andrea Dessena, illegale Antonino Rossi dell'associazione Onlus Avvocati senza Frontiere, durante una recente conferenza stampa dove aveva definito il procedimento di primo grado come "Un processo ingiusto perché i principi del "giusto processo" sono stati violati nel momento in cui chi accusa l'imputato non si presenta in aula". Riferimento diretto proprio a Denis Derosas e alla sua "latitanza volontaria", durata tutta la fase processuale e tuttora in corso. Una chiara linea difensiva che certo non può trovare giovamento da un avvertimento di stile pseudo camorristico come quello portato trasversalmente contro il "pentito" Derosas. A chi giova dunque la molotov dell'altra notte? Va anche detto che per l'omicidio dei due fidanzati irgolesi è in corso un altro procedimento penale con due indagati a piede libero: un giovane di Onifai e il fratello maggiore di Andrea Dessena. Ma anche alla loro posizione, in questo frangente, l'attentato intimidatorio contro Derosas non porta certo alcun beneficio. Anzi. Rimane l'ipotesi più inquietante: quella di una minaccia a spettro più ampio, rivolta a persone rimaste sinora sconosciute. Una intimazione al silenzio su cose (o fatti) che lo stesso Derosas o altri potrebbero conoscere e magari avere intenzione di rivelare.

di Angelo Fontanesi


 
 
 

Orosei. Omicidio dei fidanzati, una molotov e tanti misteri.

Post n°7210 pubblicato il 07 Giugno 2012 da valledelcedrino

dadi giovedì 7 giugno 2012

Un avviso di fuoco a un supertestimone virtuale. Denis Derosas, il giovane di Orosei che avrebbe permesso (condizionale d'obbligo, le sue dichiarazioni non sono mai finite in un verbale di polizia) la svolta nelle indagini sull'omicidio di Sara Cherchi e Mario Mulas, i fidanzatini di Irgoli, l'altro ieri è diventato bersaglio di un avvertimento trasversale. Qualcuno ha lanciato una molotov contro l'auto dei genitori, Francesco Derosas e Lina Cucca, ma gli inquirenti sul movente nutrono parecchi dubbi. Una delle ipotesi - a Orosei la voce circola con insistenza - è che il figlio della coppia stesse per tornare in paese dall'estero. Il suo rientro sarebbe stato così sconsigliato col fuoco. Di certo si sa soltanto che Denis Derosas a Orosei è tornato spesso, anche quando il processo per l'omicidio Cherchi-Mulas era in pieno svolgimento. Andrea Dessena, imputato del delitto, è stato condannato all'ergastolo. E in vista del processo d'appello non esistono all'apparenza sviluppi che possano aver fatto riacquistare a Derosas i panni di testimone scomodo.

 
 
 

L'isola e il mondo paleobasco a Galtellì.

Post n°7209 pubblicato il 07 Giugno 2012 da valledelcedrino

dadi giovedì 7 giugno 2012


Linguistica, approda in Baronia il convegno itinerante promosso da Eduardo Blasco Ferrer.

Farà tappa per due giorni anche a Galtellì, i prossimi 13 e 14 giugno, il seminario di convegni che in più sedi dell'isola (Capoterra; Cagliari, Dorgali, Alghero, Barumini e Sinnai) vedrà partecipi i più eminenti studiosi del Mediterraneo antico, esperti di linguistica ricostruttiva, archeologia del Neolitico e genetica. Un convegno itinerante che ha come tesi portante quella di esplicitare la teoria secondo la quale i rapporti più stretti che ebbe la Sardegna già dal Mesolitico sono stati con l'Iberia e, per quanto riguarda il corredo genetico e i resti linguistici col mondo paleobasco. Ipotesi sinora solo avanzata in numerose pubblicazioni ma che adesso viene certificata accademicamente. Organizzatore degli incontri del convegno è lo studioso catalano Eduardo Blasco Ferrer, ordinario di Linguistica sarda all'Università di Cagliari, che per primo ha mostrato alla comunità scientifica internazionale le radici linguistiche del Paleosardo conservate in numerosi toponimi, soprattutto barbaricini e baroniesi. Il Comune di Galtellì ha colto l'occasione di presentarsi quale sponsor di questa iniziativa storico culturale di altissimo livello (che troverà risonanza nella stampa nazionale e internazionale) ospitando i relatori per tutta la sera del 13 e il 14 dalle 9 fino alle 12. Nella prima giornata gli studiosi presenti (americani, francesi, spagnoli e italiani) saranno accompagnati in una visita guidata tra le vie, le case, le dimore e le antiche chiese del centro storico, mentre il giorno successivo, in mattinata, alla biblioteca comunale si terranno diverse relazioni specialistiche in lingua originale. «Si tratta di un'occasione unica - commenta il sindaco Renzo Soro - in cui la cultura di più alto livello esce dalla sedi accademiche e si offre al grande pubblico. Un intreccio tra cultura e territorio come contributo fattivo per una migliore conoscenza delle nostre radici».

di Angelo Fontanesi


 
 
 

Sos Alinos, festa e festival accorpati a causa della crisi.

Post n°7208 pubblicato il 07 Giugno 2012 da valledelcedrino

dadi giovedì 7 giugno 2012


La crisi tocca tutti i settori, sagre e feste paesane comprese. Gli sponsor, privati e istituzionali scarseggiano come numero e come sostanza, e allora occorre ottimizzare anche in questo fronte. Come ha scelto di fare quest' anno l'associazione culturale "Sonos de pitzinnos" di Sos Alinos decidendo di accorpare i suoi due tradizionali appuntamenti estivi, la festa di San Giovanni Battista e il concorso canoro "Borgo festival", in un'unica manifestazione. «Le richieste pervenuteci per il Borgo festival edizione 2012 sono già tante - dicono i componenti del direttivo dell'associazione - ma in questi tempi di crisi stiamo lottando e non poco per recuperare degli sponsor che ci permettano di finanziare l'evento o almeno parte di esso. Le iscrizioni comunque sono aperte e contiamo già diversi iscritti per le categorie bambini, ragazzi e giovani, dove comunque abbiamo ancora spazio per altri partecipanti. È stato proprio per risparmiare qualcosa che abbiamo voluto accorpare il festival alla festa di san Giovanni, due eventi che invece solitamente avevano date lontane fra loro». Così quest' anno il Borgo festival si svolgerà a Cala Liberotto il 22 giugno e anticiperà i festeggiamenti di San Giovanni Battista che si terranno il giorno successivo. Già da più di un mese i ragazzi di Sos Alinos e di alcuni paesi vicini come Dorgali, Budoni, Siniscola e altri si stanno preparando con il maestro di canto Cenzo Marras, da sempre direttore artistico della manifestazione canora che nelle precedenti edizioni ha avuto un buon successo sia come partecipanti che come pubblico e che mette in palio anche premi in denaro che ne fanno lievitare l'interesse tra i partecipanti. Per quanto riguarda l'organizzazione dei due eventi gemellati, i SOCI di Sonos de pitzinnos sono da giorni tutti all'opera e nella borgata praticamente non si parla d'altro. Sostanzialmente non dovrebbero esserci grosse modifiche rispetto al programma delle passate edizioni se non appunto quello dell' accorpamento degli appuntamenti concentrati in due giornate. Il festival canoro diviso in categoria avrà la cornice di alcuni ospiti d'onore mentre la festa di san Giovanni verterà sulla processione in costume che partirà dalla chiesa parrocchiale di sant'Antonio abate dove è custodito il nuovo simulacro ligneo del Santo che su un caro a buoi e seguito dai gruppi folk arriverà sino alla spiaggia di Cala Liberotto centro. Qui si farà festa sino a notte e si ripeterà la tradizione delle coppie che saltano ugualmente i falò accesi sul litorale.

di Angelo Fontanesi


 
 
 

Consiglio comunale per la bretella cave.

Post n°7207 pubblicato il 07 Giugno 2012 da valledelcedrino

dadi giovedì 7 giugno 2012

Il consiglio comunale è convocato alle 18.30 di domani presso la sala consiliare in seduta straordinaria e urgente. In discussione la realizzazione della tangenziale Ovest e Nord di Orosei cosiddetta - "bretella cave". All'ordine del giorno la variante al piano regolatore e l'apposizione del vincolo preordinato all'esproprio dei terreni interessati.

di Angelo Fontanesi


 
 
 

Orosei. Consiglio comunale.

Post n°7206 pubblicato il 07 Giugno 2012 da valledelcedrino

dadi giovedì 7 giugno 2012

Il Consiglio comunale convocato per domani alle 18.30, discuterà del progetto per i lavori di realizzazione della tangenziale Ovest e Nord di Orosei, in particolare della variante al PRG e dell'apposizione del vincolo preordinato all'esproprio.

Agostina Dessena

 
 
 

Orosei, al via il servizio civico.

Post n°7205 pubblicato il 07 Giugno 2012 da valledelcedrino

dadi giovedì 7 giugno 2012


Il servizio civico comunale, approvato recentemente dal consiglio comunale con uno strascico polemica tra maggioranza e minoranze, entra nella fase attuativa. Chi volesse partecipare al bando che prevede una forma di assistenza economica con un assegno mensile sino a 800 euro in cambio di 80 ore di lavoro per impieghi di pubblico interesse, dovrà presentare domanda con tutti i. documenti richiesti dal bando (scaricabile dal sito del Comune) entro il 18 giugno. Richiesta un'età trai 18e i 65 anni e la residenza a Orosei da almeno un anno, un reddito Isee non superiore a 4500 euro annui e la capacità e abilità al lavoro. Potrà presentare domanda solo un componente per nucleo familiare. L'ufficio dei servizi sociali provvederà a redigere l'apposita graduatoria che terrà conto di criteri tra cui la composizione del nucleo familiare, la presenza di più figli minori e di portatori di handicap o invalidi o di persone escluse dalla vita sociale o a grave rischio di emarginazione. Diversi i settori di intervento nei quali potranno essere impiegati gli aventi diritto al sussidio. Tra questi la custodia, vigilanza, pulizia e piccole manutenzioni delle strutture comunali, la salvaguardia e cura del verde pubblico, la vigilanza nelle scuole, l'aiuto alle persone in stato di bisogno, vari servizi di vigilanza e custodia per iniziative comunali o di supporto agli uffici del Comune come fotocopisteria, archiviazione e simili.

di Angelo Fontanesi


 
 
 

Via al Volley camp, Bernabè insegna i segreti sotto rete.

Post n°7204 pubblicato il 07 Giugno 2012 da valledelcedrino

dadi giovedì 7 giugno 2012


Appuntamento a Orosei.

Mandata in archivio la stagione del volley giocato, con il trofeo del Golfo di Orosei che a fine maggio ha visto tre formazioni under 18 femminili fra le più interessanti nello scenario regionale, l'Alfieri Cagliari (fresca vice campione regionale) l'Hermaea di Olbia e le padrone di casa della Sirio Orosei vice campionesse provinciali, la società baroniese si è rimboccata le maniche per definire gli ultimi dettagli in vista della prossima scadenza delle iscrizioni del Volley Camp 2012, che anche quest'anno sarà incorniciato dalle splendide strutture del Marina Resort. Dopo il successo dell'anno ritorna il campo estivo di pallavolo per atlete nate dal 1994 al 1998. Una settimana di lavoro dedicata alla didattica e allo sviluppo del gioco. Particolare attenzione al superamento dei punti deboli dei singoli camper, all'alimentazione sportiva del pallavolista e alle problematiche sulla motivazione e approccio alla gara delle giocatrici.
GLI INSEGNANTI. Novità il Day Camp (un solo giorno per le giovanissime classe 1999). Tra i docenti nomi illustri del volley nazionale come il centrale Andrea Bernabè che ha giocato in A1 al fianco di Andrea Lucchetta, Viaceslav Zaytsev e Hristo Zlatanov e ha vinto in coppia in coppia con Fabio Galli, il golden gala di Montecarlo di beach. Al suo fianco Michela Bridi allenatore di Secondo grado con diverse esperienze come giocatrice in A1. Tra i docenti sardi Paola Nonne ed Alessio Aresu. Un'iniziativa unica che si svolgerà tra le palestra cittadina di Orosei, le strutture del Marina Resort, e la spiaggia del centro baroniese.


Fabio Ledda

 
 
 
 






 

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14 marzo 2011

 

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