Valle del CedrinoOrosei, Galtellì, Loculi, Irgoli e Onifai, si rispettino e siano in grado di vedere al di là dei propri confini affinché la Valle del Cedrino si imponga e sovrasti per l'altezza delle idee e la dignità dell'espressione. |
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SERENITÀ E PACE
canzone di Fabrizio Moro
Messaggi del 08/06/2012
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Post n°7221 pubblicato il 08 Giugno 2012 da valledelcedrino
da Il dolore dei parenti dell'allevatore ucciso a fucilate Indagini difficili in un complicato intreccio di delitti. Nessuna paura. Di nessuna vendetta. Nessun furto subito: «Nemmeno di una gallina». Nessun investimento in lavori di ampliamento dell' ovile. E nessun fucile portato sempre con sé. Niente di niente insomma, se non i sei colpi a pallettoni sparati da un calibro 12 alle 6 e 30 del mattino di martedì, nelle campagne di Pauleddas, terra e granito tra Lula, Irgoli e Siniscola. Colpi che hanno ferito a morte Giommaria Serra, 58 anni, stramazzato per terra dopo un'inutile e disperata fuga, prima a bordo della sua golf e poi a piedi. Attraverso un fiumiciattolo, oltre un reticolato, fino a un abbeveratoio, dove la corsa è finita. Parla la famiglia dell'allevatore. Senza nomi «non c'è bisogno», ma parla chiaro: «Giommaria non temeva proprio nessuna vendetta - spiegano -. Aveva sì un fucile, con regolare porto d'arma, ma non lo portava con sé quasi mai. E appunto martedì mattina non lo aveva con sè. Non aveva subito furti, né piccoli né grossi. Nemmeno una gallina. E non stava facendo nessun particolare investimento nel suo ovile. Nessuno si aspettava quello che è successo. E nessuno riesce a darsi una spiegazione». Ci provano gli inquirenti, che non tralasciano alcuna pista. E men che mai i due moventi più classici degli omicidi di campagna: la vendetta e l'invidia. Vendetta per uno sgarro, o invidia per un affare o un investimento che sta per andare in porto. In una realtà che troppo spesso "non mangia e non lascia mangiare", ma nella quale però Serra era perfettamente integrato (e molto rispettato). Il tutto senza chiaramente perdere d'occhio le parentele "pesanti" dell'allevatore di Irgoli (un cognato e un nipote uccisi a fucilate) e gli intrecci che questo omicidio può avere in una comunità che negli ultimi 25 anni ha sotterrato 17 morti ammazzati, assicurando alla giustizia i colpevoli solo in tre casi. E così, mentre si attende il risultato delle perizie balistiche (che chiariranno se i killer che hanno fatto fuoco sono uno o due) prosegue senza sosta (e per ora senza risultati) la girandola di interrogatori. Vicini, amici, parenti. E la comunità che si interroga, impaurita da un omicidio che rompe una tregua che durava dal 2008. Quando a finire sotto i pallettoni era stato il nipote di Giommaria, Pierpaolo Serra. Un omicidio misterioso, avvenuto esattamente nel trigesimo di uno dei delitti più cruenti che la comunità irgolese ricordi: quello dei due fidanzati Mario Mulas e Sara Cherchi, per cui il 22enne Andrea Dessena è stato di recente condannato all' ergastolo. Un capitolo drammatico, che sembrava chiuso. Ma che le sei fucilate di martedì mattina in molti temono possa riaprire. di Giovanni Bua
Una folla immensa dice basta alla violenza. Una folla immensa, avvolta nel doloroso e cupo silenzio che accompagna tutti i funerali di un morto ammazzato, si è stretta ieri pomeriggio intorno ai familiari di Giommaria Serra durante le esequie concelebrate dal vescovo di Nuoro Mosè Marcia e dal parroco don Angelo Cosseddu. Un intero paese in lutto, e non per la proclamazione istituzionale voluta dal Comune ma per il sentito cordoglio nei confronti dell'ennesima vittima di una violenza omicida che sembra un male inestirpabile in questo angolo tanto bello quanto disgraziato di Baronia. Un abbraccio (angelo fontanesi)
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Post n°7220 pubblicato il 08 Giugno 2012 da valledelcedrino
da Ieri le esequie dell'allevatore assassinato Giovanni Maria Serra. IRGOLI. «Io mi metto in ginocchio davanti a te, Franca. E davanti a voi, Maria Grazia e Antonio. Vi prego, in nome di Dio, non cercate vendetta». Il vescovo di Nuoro Mosè Marcia si rivolge ai familiari di Giovanni Maria Serra con le parole spezzate dalla commozione. Fino a quel momento la sua omelia nel giorno dei funerali dell'allevatore di Irgoli assassinato all'alba di martedì, era stata dura e decisa. Monito e reprimenda. «Caino, bestia», chiama l'assassino parlando idealmente con lui. Che forse lo sente dalle panche della parrocchia di San Nicola, piena all'inverosimile. In pochi ieri a Irgoli non hanno voluto stare vicini a una moglie e due figli straziati dal dolore, senza più lacrime da versare. Francesco Cabras |
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Post n°7219 pubblicato il 08 Giugno 2012 da valledelcedrino
da
Un'équipe della Rai è già al lavoro da alcuni giorni per preparare la ripresa della messa di domenica prossima alle 11 nella parrocchiale del SS Crocifisso che andrà in onda in diretta su Rai l prima dell'Angelus di Papa Benedetto XVI da San Pietro. La Santa sede e la Cei hanno voluto onorare il quattrocentesimo anniversario dei miracoli del Cristo di Galtellì con questo di Angelo Fontanesi
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Post n°7218 pubblicato il 08 Giugno 2012 da valledelcedrino
da
Una troupe della Rai è arrivata nei giorni scorsi a Galtellì per preparare la trasmissione in diretta su Rai 1 con diffusione nazionale, della messa di domenica prossima, che andrà in onda alle 11, prima dell'Angelus di Papa Benedetto XVI da San Pietro. Per speciale mandato del (m. b. d. g.) |
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Post n°7217 pubblicato il 08 Giugno 2012 da valledelcedrino
da Oggi alle 19 nel cineteatro Pitagora l'amministrazione comunale, in collaborazione con là direzione didattica, presentano "La leggenda delle Janas". È la chiusura del laboratorio teatrale delle prime B e D condotto da Bruno Venturi, in collaborazione con le insegnanti Angela Maria Soro, Paola Ruiu, Maddalena Farris, Alessandra Appeddu e Maria Giovanna Carboni. di Angelo Fontanesi
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Post n°7216 pubblicato il 08 Giugno 2012 da valledelcedrino
da Dal 9 al 24 giugno presso i locali di Su Probanu si tèrrà una mostra mercato del pittore e designer Clemente Ponzini, della scuola piacentina. Ponzini da 45 anni continua la sua sperimentazione dal new impressionismo all'astrattismo simbolico, in una ricerca continua tra parole e colore. Parte del ricavato della mostra verrà devoluto ad Emergency. di Angelo Fontanesi
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Post n°7215 pubblicato il 08 Giugno 2012 da valledelcedrino
da Sarà una perizia a stabilire se ci furono o meno responsabilità dirette nella morte del pensionato 69enne di Orosei Salvatore Falqui, morto al San Francesco di Nuoro nel novembre 2009 alcune ore dopo essere stato investito dall'auto guidata da Antonella Rosu, compaesana di Falqui chiamata ora a rispondere di omicidio colposo. Ieri, alla ripresa del processo che si svolge con rito abbreviato, il gup Silvia Palmas ha conferito l'incarico al perito che dovrà ricostruire la dinamica dell'incidente. L'udienza è stata poi rinviata al prossimo 10 ottobre. Tutto accadde a Orosei la mattina del 25 novembre di tre anni fa. Mentre attraversava (pare fuori dalle strisce pedonali), Falqui venne investito da una Daewoo alla cui guida si trovava Antonella Rosu, difesa dagli avvocati Fabio Varone e Giuseppe Farci, che disse subito di non averlo visto. Il pensionato riportò una brutta ferita, ma non perse conoscenza. Trasportato all'ospedale di Nuoro venne sottoposto a una Tac e poi trasferito nel reparto di Neurologia, dove morì nel primo pomeriggio. Francesco Cabras |
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14 marzo 2011
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comune a moglie, figli, genero e congiunti di Giommaria, chiusi in un dignitoso silenzio dietro il feretro. Qui il lutto si vive nel privato, ma dai loro visi e dai loro occhi lo strazio ed il dolore trasparivano inconsolabili. Tanta gente non solo di Irgoli ma di tutto il circondario dove sia la vittima che figli e congiunti erano e sono stimati e apprezzati. Tanti anche da Siniscola, paese d'origine della nuova vedova che Irgoli deve tristemente annoverare tra la sua comunità. Significativa anche le presenza istituzionale, oltre al Giommaria Serra sindaco Porcu e al Consiglio al completo, non ha voluto mancare alle esequie in rappresentanza della sua comunità il sindaco di Orosei Franco Mula. Commossa l'omelia recitata dal vescovo, da lui un invito a cuore aperto a tutta la comunità affinchè torni sulla strada dettata dai più profondi credi cristiani. Unica ricetta per rompere questo perverso e crudele destino di morte e di violenza. Un invito rivolto a gran voce anche agli assassini forse, ha detto, presenti e mischiati in mezzo a quella immensa folla che alla fine della messa ha accompagnato il feretro nel suo ultimo viaggio terreno sino al Camposanto. 

alto riconoscimento. Per speciale mandato del Santo Padre è stato concesso l'Anno Giubilare con le indulgenze plenarie per coloro che si recano in pellegrinaggio al Santuario del Santissimo Crocifisso di Galtelli. La troupe televisiva e il regista delle trasmissioni Rai delle messe patrocinate dalla Cei, don Ciro Sarnataro, stanno effettuando le ultime verifiche e prove della trasmissione. Il commento della messa, nella chiesa del crocifisso miracoloso, sarà affidato allo speaker Enrico Longodoria. Il rito sarà preceduto da un breve filmato della stessa Rai sugli aspetti storici e religiosi di Galtelli, sulle antiche chiese, il caratteristico centro storico, l'imponente statua del Cristo del Tuttavista, uno spaccato ambientale e spirituale della vita dell'antica "Civitas galtellina".














Inviato da: piscinadiirgoli
il 25/05/2013 alle 11:25
Inviato da: baronia_baroniese
il 24/05/2013 alle 22:45
Inviato da: nunylasexy
il 24/05/2013 alle 21:21
Inviato da: antiparassiti_2011
il 24/05/2013 alle 15:55
Inviato da: gonzalesblsnco
il 24/05/2013 alle 14:24