Valle del CedrinoOrosei, Galtellì, Loculi, Irgoli e Onifai, si rispettino e siano in grado di vedere al di là dei propri confini affinché la Valle del Cedrino si imponga e sovrasti per l'altezza delle idee e la dignità dell'espressione. |
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SERENITÀ E PACE
canzone di Fabrizio Moro
Messaggi del 01/08/2012
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Post n°7480 pubblicato il 01 Agosto 2012 da valledelcedrino
SU SINDICU IN BIDDA MEA ESTE: ONESTU D'ANIMU E INTELLETTOS TOTTUS'ASCURTA' CHIN RISPETTU ONESTU D’ANIMU E D'INTELLETTU, NO USAT' CALUNNIAS O FAULAS NO ISPRECAT’UN'ATTIMU DE ALINU Peppe |
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Post n°7479 pubblicato il 01 Agosto 2012 da valledelcedrino
da
Orosei, dimessi sette degli otto comaschi soccorsi dal 118 dopo un pranzo al sacco a Su Barone. Degli otto turisti comaschi ricoverati domenica pomeriggio al San Francesco di Nuoro per una intossicazione alimentare che li aveva colpiti dove aver pranzato al sacco nella pineta di Su Barone, solo uno è stato trattenuto in osservazione in reparto. Gli altri, dopo tutta una serie di accertamenti e le Cure di profilassi, sono stati dimessi la notte stessa del ricovero e hanno di Angelo Fontanesi
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Post n°7478 pubblicato il 01 Agosto 2012 da valledelcedrino
da Orosei, i giovani che lavorano nelle strutture ricettive chiedono agevolazioni. «Non è giusto che paghiamo il ticket in spiaggia per due ore di pausa». Non sono residenti, ma neanche turisti. E sono tanti, oltre mille di certo, sparsi nelle diverse strutture ricettive o di ristorazione del litorale oroseino. Sono l’esercito degli stagionali, soprattutto giovani e sardi. Da tutta l’isola, ma ne arrivano anche dal “continente” e taluni anche dall'estero. Per loro un gran lavoro e uno stipendio al minimo sindacale per tre o quattro mesi. Che per la maggioranza è l’unico reddito ufficiale dell'anno. E per loro, quattro euro al giorno per un bagno in mare mordi e fuggi, sono troppi. «Non ce l’abbiamo contro il ticket sulle spiagge. È una misura giusta e corretta specie quando dai un servizio. Ma come lavoratori stagionali chiediamo, come avviene in altri comparti turistici italiani, di poter godere delle agevolazioni sulle tariffe o almeno essere considerati alla stregua dei residenti». A farsi portavoce della richiesta degli stagionali impiegati nelle strutture turistiche oroseine è Oliver, da anni conosciutissimo chef alle dipendenze di una grossa catena alberghiera oroseina. «I nostri turni di lavoro ci consento massimo due ore di tempo libero nel primo pomeriggio. Giusto il tempo per un tuffo in fretta e furia, perchè poi devi anche riposarti una mezz’oretta, farti la doccia e riprendere servizio. E quel tuffo da quest’anno costa troppo caro, specie per quelli che come me lavorano nel comparto di Cala Ginepro dove la spiaggia libera più vicina e praticabile è quella di Sa Curcurica e l’ingresso auto per i non residenti costa 4 euro. Anche solo per un fugace bagnetto. È vero che in teoria l’accesso in spiaggia a piedi è gratuito: ma è anche vero che con i nuovi divieti di sosta istituiti nelle vicinanze dell’ingresso praticamente ci vorrebbe un ora di tempo tra andare tornare. E dunque per chi come noi lavoranti non ha certo una giornata intera da trascorre al mare, addio bagno. Non chiediamo la luna. Chiediamo una tariffa agevolata o magari un abbonamento per chi lavora in zona». In altri parti d’Italia, specie nelle zone turistiche di alta montagna, la prassi è comune ed è praticata da anni. Ai lavoratori stagionali basta presentare il contratto di assunzione o una busta paga per avere diritto a tutte le tariffe agevolate riservate ai residenti comprese quelle per l’accesso alla piste e alle strutture di supporto e ai trasporti pubblici. Ma c’è anche un altro fattore a sostegno della richiesta degli stagionali: almeno il 50% delle loro buste paga rimane in loco. E non è poco in un indotto risicato come quello di questa stagione turistica. di Angelo Fontanesi
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Post n°7477 pubblicato il 01 Agosto 2012 da valledelcedrino
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14 marzo 2011
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galeotta fu l'insalata di riso preparata dagli stessi villeggianti la sera prima a casa loro e quindi mangiata il giorno dopo in riva al mare. Unico cibo o bevanda consumata indistintamente domenica a pranzo da tutti i componenti dei due gruppi familiari della provincia di Como insieme per le ferie ad Orosei. In un primo momento si era ipotizzato che a causare l'intossicazione fosse stato uno dei numerosi ingredienti usati per condire il piatto, ma dopo i primi accertamenti sembrerebbe che a deteriorare il cibo non sia stato un prodotto avariato ma il gran caldo e la non corretta conservazione del prodotto precotto. Il sole cocente avrebbe insomma innescato una vera bomba batteriologica deflagrata poi nell'intestino dei malcapitati bagnanti. Una brutta esperienza risoltasi tutto sommato senza troppi danni (l'ultimo paziente ancora in osservazione dovrebbe essere dimesso entro stamattina) anche grazie al pronto intervento degli operatori del 118 di Orosei e di Irgoli, due centri di soccorso particolarmente impegnati in questo periodo di calca turistica quando la presenze nel territorio diventano 10 volte maggiori della popolazione residente.
















Inviato da: Zunzellu46
il 20/05/2013 alle 22:45
Inviato da: ginonanni19560
il 20/05/2013 alle 18:27
Inviato da: hermes600
il 20/05/2013 alle 17:54
Inviato da: golfo.orosei2013
il 19/05/2013 alle 20:45
Inviato da: gonzalesblsnco
il 19/05/2013 alle 18:19