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Un blog creato da valledelcedrino il 27/08/2008

Valle del Cedrino

Le comunità di Galtellì, Irgoli, Loculi, Onifai e Orosei, si impongano per l'altezza delle idee e la dignità dell'espressione, affinchè siano in grado di vedere al dì là dei propri confini.

 
 

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La Baronia è rappresentata alla cronache dai media nazionali e regionali. Siamo raffigurati giornalmente da stimati corrispondenti de L’Unione Sarda e La Nuova Sardegna. Pertanto questo blog non rappresenta una testata giornalistica e non può considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 7.03.2001. Le recessioni giornalistiche inserite in questo blog sono tratte in massima parte da Internet e dai quotidiani, qualora la loro pubblicazione violasse i diritti d'autore, previa segnalazione, verranno rimosse. Queste testate giornalistiche assumono una posizione di netto privilegio rispetto alle altre forme di manifestazione del pensiero, raccontando e interpretando una loro versione dei fatti, ed ecco perché il diritto alla critica costruttiva la aspettiamo, la pretendiamo dagli utilizzatori di questo libero spazio mediatico, NON sono io che devo convincere all’ennesima verità, siete voi fruitori di questo angolo mediatico che rappresentandovi, aiutate la Nostra comunità, unendoci per abbattere gli ostacoli ideologici e campanilistici che ancora ci separano e non ci portano da nessuna parte. Con sincero rispetto, Vi auguro serenità.
 

 

SERENITÀ E PACE

Ci sono stati uomini che hanno scritto pagine Appunti di una vita dal valore inestimabile Insostituibili perché hanno denunciato il più corrotto dei sistemi troppo spesso ignorato Uomini o angeli mandati sulla terra per combattere una guerra di faide e di famiglie sparse come tante biglie su un isola di sangue che fra tante meraviglie fra limoni e fra conchiglie... massacra figli e figlie di una generazione costretta a non guardare a parlare a bassa voce a spegnere la luce a commentare in pace ogni pallottola nell'aria ogni cadavere in un fosso Ci sono stati uomini che passo dopo passo hanno lasciato un segno con coraggio e con impegno con dedizione contro un'istituzione organizzata cosa nostra... cosa vostra... cos'è vostro? è nostra... la libertà di dire che gli occhi sono fatti per guardare La bocca per parlare le orecchie ascoltano...Non solo musica non solo musica La testa si gira e aggiusta la mira ragiona A volte condanna a volte perdona Semplicemente Pensa prima di sparare Pensa prima di dire e di giudicare prova a pensare Pensa che puoi decidere tu Resta un attimo soltanto un attimo di più Con la testa fra le mani Ci sono stati uomini che sono morti giovani Ma consapevoli che le loro idee Sarebbero rimaste nei secoli come parole iperbole Intatte e reali come piccoli miracoli Idee di uguaglianza idee di educazione Contro ogni uomo che eserciti oppressione Contro ogni suo simile contro chi è più debole Contro chi sotterra la coscienza nel cemento Pensa prima di sparare Pensa prima di dire e di giudicare prova a pensare Pensa che puoi decidere tu Resta un attimo soltanto un attimo di più Con la testa fra le mani Ci sono stati uomini che hanno continuato Nonostante intorno fosse [tutto bruciato Perché in fondo questa vita non ha significato Se hai paura di una bomba o di un fucile puntato Gli uomini passano e passa una canzone Ma nessuno potrà fermare mai la convinzione Che la giustizia no... non è solo un'illusione Pensa prima di sparare Pensa prima dì dire e di giudicare prova a pensare Pensa che puoi decidere tu Resta un attimo soltanto un attimo di più Con la testa fra le mani Pensa.

canzone di Fabrizio Moro

 
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Sistemazione area Monumento naturalistico "Preta Istampata"

Post n°12103 pubblicato il 29 Luglio 2015 da valledelcedrino

Ultimati nei giorni scorsi i lavori di sistemazione dell'area prospiciente al monumento naturalistico "Sa Preta Istampata".. Grazie ad un finanziamento regionale, di circa 40 mila €, della passata amministrazione, si è sistemata la sentieristica che porta al monumento, la cartellonistica e messo in sicurezza con staccionata alcuni tratti scoscesi.


Il sito riconosciuto Monumento Naturalistico con DECRETO N.19132/DecA/53 DEL 23.07.2008, consta di  una fascia di rispetto di 3,14 ettari al fine di non alterare il valore naturalistico del monumento, la sua visibilità e per impedire l’alterazione dell’equilibrio naturale del sito. "Sa Petra Istampata", ubicata a 2,5 Km dal centro urbano di Galtellì, è una grande parete alta circa 40 metri con un foro quasi perfettamente circolare nella parte superiore; si trova ad un’altezza di 636 metri e costituisce una delle emergenze rocciose del settore meridionale del Monte Tuttavista.


Costituisce un esempio estremamente significativo ed esemplificativo dei processi di modellamento del territorio che si sono avvicendati nel corso delle ere geologiche fino al prodotto attuale, costituito da questa grande parete forata. La facilità dell’accesso attraverso un sentiero di poche decine di metri che si diparte dalla strada asfaltata che conduce alla cima del Monte Tuttavista, è un elemento ulteriore di attrattiva poiché da qui è possibile per il visitatore non solo apprezzare il vastissimo panorama sulle Baronie, sui massicci carbonatici supramontani e sul grande arco del Golfo di Orosei, ma anche osservare diversi elementi naturali di forte rilevanza.
Oggi il monte Tuttavista, meta ogni anno di migliaia di turisti, amanti della natura ma non solo, grazie alla sua  forte valenza ambientale e naturalistica si conferma con questi interventi, un ulteriore  punto di forza sull'offerta turistica territoriale.

Cordiali saluti


Giovanni Santo Porcu

 
 
 

LEVA 1985 - LOTTERIA SAN GIACOMO 2015

Post n°12102 pubblicato il 29 Luglio 2015 da valledelcedrino

 
 
 

Orosei comune "riciclone" taglia le tariffe della Tari

Post n°12101 pubblicato il 29 Luglio 2015 da valledelcedrino

da LA NUOVA SARDEGNA di mercoledì 29 luglio 2015

Il consiglio comunale approva il nuovo piano finanziario sulla raccolta dei rifiuti

La differenziata sale all'86 per cento. Masala: «Risultato anche grazie agli utenti»

Orosei comune "riciclone" taglia le tariffe a favore dei cittadini. Nella seduta consiliare di due giorni fa sono state approvate le nuove tariffe Tari . «Tenendo fede a tutte le dichiarazioni fatte nei mesi scorsi, ora possiamo dire con certezza che si è riusciti nell'intento di ridurre il carico tariffario», commenta il delegato all'Ambiente, Giacomo Masala. Nella stessa seduta è stato approvato il nuovo piano economico finanziario sulla raccolta dei rifiuti, pari a circa l milione 745mila euro con un risparmio rispetto a quello approvato lo scorso anno di circa 225mila euro in meno. Riduzione che ha influito notevolmente sul calcolo delle tariffe, a beneficio di tutte le utenze, sia domestiche che commerciali. «Questo importante risultato è stato possibile, oltre per la diminuzione dei costi dell'appalto della raccolta rifiuti, vinto lo scorso anno dalla società Ciclat, ormai a regime, anche grazie a tutta l'attività accertativa svolta dalla società Step, che si occupa del servizio di riscossione, che ha permesso di scovare quei furbetti che per anni sono rimasti sconosciuti alla banca datti del tributo, tarsu prima, tares poi e tari ora». Sono state accertate superfici sconosciute, già messe a ruolo quest'anno pari a 50mila metri quadri e altre superfici maggiori sono ad oggi oggetto di accertamento, che dal prossimo anno permetteranno di ridurre ancora notevolmente le tariffe. «Sono previste forti riduzioni per le utenze domestiche – prosegue Masala - per esempio, un' utenza di 100 metri quadri con 2 componenti pagherà 140 euro circa contro i 165 dell'anno scorso; un'utenza sempre di 100metri quadri con 4 componenti pagherà circa 187euro contro i 228 circa dello scorso anno, con 6 componenti pagherà circa 233 euro contro i 277 dell'anno scorso. Forti riduzioni anche per le utenze commerciali. Per esempio, un ristorante con 100metri quadri di superficie quest'anno si troverà a pagare 679euro circa contro i 1.380, dell'anno passato Un bar con gli stessi metri quadri pagherà 511 euro contro i 951 della passata annualità. Riduzioni sostanziali, dunque. Con una percentuale di raccolta differenziata dell'86 per cento che fa rientrare il nostro comune fra quelli ricicloni, e questo è stato possibile grazie allo sforzo di tutti, cittadini in primis», rimarca il delegato all'Ambiente. Nel corso della stessa seduta è stata introdotta una modifica al regolamento Iuc (parte tari), «che - conclude Masala – consente di ridurre fino ad un massimo del 30 per cento la Tari a tutti quei cittadini che sulla base di progetti obiettivi si occupano di ripulire angoli pubblici del territorio comunale, e su questo ho chiesto al consiglio di demandare alla giunta la predisposizione di un apposito regolamento, in modo che i tanti cittadini meritevoli possano usufruire di questa ulteriore riduzione».

di Nino Muggianu

 

 
 
 

Orosei. Rifiuti meno cari

Post n°12100 pubblicato il 29 Luglio 2015 da valledelcedrino

da L’UNIONE SARDA di mercoledì 29 luglio 2015


Novità sul fronte Tari a Orosei. Lunedì il Consiglio ha approvato le nuove tariffe. «Siamo riusciti a ridurre a ridurre le imposte a carico dei cittadini», fa sapere l'assessore Giacomo Masala. Nella stessa seduta è stato approvato il nuovo piano economico finanziario del ciclo di raccolta: un milione 745 mila e 51 euro, con un risparmio di 225 mila euro rispetto al 2014. Un'utenza di 100 metri quadri e due componenti pagherà 140 euro contro i 165 dell'anno scorso, se i componenti sono quattro 87 euro contro i 228 del 2014. Forti riduzioni alle utenze commerciali e per chi, all'interno di progetti obiettivo, si occupa di riqualificare angoli pubblici.

Francesca Gungui

 
 
 

Bimbo morto a caccia, 2 anni al cacciatore

Post n°12099 pubblicato il 29 Luglio 2015 da valledelcedrino

da LA NUOVA SARDEGNA di mercoledì 29 luglio 2015

Chiusa con una condanna la vicenda giudiziaria legata alla tragica battuta al cinghiale del 2012

E alla fine, dentro t'aula, non sono mancate nemmeno le lacrime. E il profondo dolore di chi, come Francesco Paletta, carabiniere in pensione, per una tragica domenica di caccia, è finito sul banco degli imputati con t'accusa di aver ucciso, durante una battuta al cinghiale, Andrea Cadinu, il figlio di 12 anni di un suo compagno nell'arte venatoria. «Non ho visto il bambino - aveva spiegato – io ho esploso il colpo verso il cinghiale». Per il gup Claudizio Cozzella che lo ha giudicato con il rito abbreviato, come richiesto dal suo avvocato, Francesco Lai, per quella morte Francesco Paletta merita una condanna a due anni. Così ha stabilito ieri leggendo il dispositivo della sentenza. Sei mesi in meno, tuttavia, di quanti ne aveva chiesto la pubblica accusa con il pubblico ministero Giorgio Bocciarelli. Ma ieri mattina, anche se non erano presenti fisicamente in aula, nella ricostruzione della morte del piccolo nuorese Andrea, si è avvertita forte anche il dolore, finora sempre molto dignitoso e discreto, della famiglia del bambino. La tragedia era avvenuta al termine di una giornata di caccia come tante, trascorsa tra amici. Quel giorno, nel novembre del 2012, anche il piccolo Andrea Cadinu, era voluto andare a caccia insieme al papà, a un fratello, e ai loro compagni abituali di battuta. Sembrava una giornata come tante, trascorsa in mezzo alla compagnia di caccia ma sul finale della battuta, purtroppo, era arrivata la tragedia. Il bambino era stato ucciso da una fucilata esplosa verso un cinghiale ma che aveva purtroppo raggiunto lui. Il fucile che aveva esploso quel colpo era imbracciato, per l'appunto, da Francesco Paletta che in seguito era stato indagato per omicidio colposo ma anche per utilizzo di munizionamento non consentito. Il suo avvocato, Francesco Lai, nel corso della sua arringa, ieri ha ripercorso le fasi concitate del tragico incidente e ha messo in evidenza come il suo assistito non avesse alcuna colpa. Il pm Bocciarelli, dal canto suo, ha evidenziato invece gli errori commessi da Paletta nella gestione dell'arma e nella valutazione del rischio di colpire qualcuno che non fosse un cinghiale. Nella vicenda sono intervenute anche diverse associazioni animaliste.
Valeria Gianoglio

 

 
 
 

Ragazzino ucciso a caccia, due anni all'ex carabiniere

Post n°12098 pubblicato il 29 Luglio 2015 da valledelcedrino

da L’UNIONE SARDA di mercoledì 29 luglio 2015

NUORO. Omicidio colposo: attenuanti e pena sospesa per Francesco Paletta

Quell'11 novembre di tre anni fa la festa si trasformò in tragedia. La battuta di caccia nelle campagne di Irgoli di un ristretto gruppo di amici ebbe un epilogo incredibile e funesto. Dal fucile imbracciato dall'ex sottufficiale dei carabinieri, Francesco Paletta, 67 anni, partirono tre colpi in direzione di un cinghiale nella macchia, uno di questi, probabilmente il secondo, raggiunse e uccise il dodicenne nuorese Andrea Cadinu, che aveva seguito il padre in quella domenica di “caccia grossa” in Baronia.
CONDANNA Nella tarda mattinata di ieri, a conclusione di un'udienza celebrata a porte chiuse davanti al Gup Claudio Cozzella, a tratti drammatica, che ha visto diverse volte l'ex carabiniere uscire dall'aula con il volto rigato dalle lacrime, l'imputato è stato condannato a due anni di reclusione per omicidio colposo con la sospensione condizionale della pena. All'ex militare è stata applicata la riduzione della pena prevista dal rito abbreviato e gli sono state riconosciute le attenuanti generiche.
L'ACCUSA Il pm Giorgio Bocciarelli al termine della sua requisitoria aveva sollecitato una condanna a 2 anni e sei mesi mettendo in evidenza l'imprudenza con cui si era mossa la squadra dei sette cacciatori (di cui tre con il fucile) con “poste mobili” in una situazione di scarsa sicurezza. Non solo l'ex carabiniere avrebbe sparato utilizzato pallettoni, munizionamento “spezzato”, vietato per la caccia al cinghiale, ma consentite per altre prede come la volpe.
Nei mesi scorsi si erano costituite parte civile nel processo alcune associazioni animaliste e anti caccia: l'Enpa, l'Anpana (associazione nazionale natura e ambiente) e la Lac (lega anticaccia), queste ultime due attraverso l'avvocato Stefano Piredda. Tutte e tre saranno risarcite (cifra da stabilire) dal condannato.
Anche la famiglia del bimbo colpito a morte in quella tragica battuta si era inizialmente costituita parte civile nel processo attraverso l'avvocato Sebastiano Costa, salvo poi uscirne - almeno in sede penale - dichiarando la propria contrarietà al rito alternativo.
LA DIFESA Nella sua arringa durata oltre un'ora l'avvocato Francesco Lai ha cercato di far crollare il castello accusatorio aggiungendo anche degli elementi mai emersi. Il legale ha concluso chiedendo l'assoluzione del suo assistito sostenendo come non vi fosse alcuna certezza che a sparare in direzione del piccolo Andrea fosse stato Paletta. Oltre al suo fucile avrebbero fatto fuoco altre due armi, quella del padre del ragazzo e quella di un terzo cacciatore, quest'ultima mai sequestrata dagli inquirenti.

Luca Urgu

 
 
 

GALTELLÌ. «Così si stravolgono le regole della caccia»

Post n°12097 pubblicato il 29 Luglio 2015 da valledelcedrino

da LA NUOVA SARDEGNA di mercoledì 29 luglio 2015


I cacciatori della Valle del Cedrino protestano contro il nuovo piano venatorio regionale

Anche i cacciatori della Baronia si uniscono al coro di protesta generale contro il calendario venatorio 2015/2016  proposto dalla Regione. Qualche giorno fa si sono incontrati i rappresentanti delle riserve autogestite dei comuni della Valle del Cedrino: Sandro Carrone, Renzo Dalu, Melchiorre Chessa, Salvatore Piras, Augusto Caseddu e Renzo Soro. «Ci facciamo portavoce del malcontento che sta maturando nell'ambito dei cacciatori locali a seguito del nuovo calendario venatorio - scrivono in un documento - In particolar modo vogliamo manifestare un profondo dissenso per quanto riguarda l'apertura infrasettimanale della caccia al cinghiale. In tal senso ci sembra opportuno muovere tale osservazione partendo da un attenta analisi socio-culturale inerente il nostro territorio dalla quale si evince che l'attività venatoria da noi svolta è una tradizione che viene tramandata da generazione in generazione». Secondo i firmatari della nota stampa le regole della caccia, anch'esse tramandate, vanno ben oltre quelle scritte in un comune regolamento. L'attività venatoria deve essere esercitata venatorio in modo sostenibile. In tal senso - continua il documento - vogliamo sottolineare che noi cacciatori siamo sempre andati ben oltre il divieto di caccia all'interno di un definito "fondo chiuso" o fondo "in attività di cultura", non solo ci siamo sempre guardati bene dal praticare "il nostro svago" in aree coltivate non recintate o adibite al momento a pascolo di bestiame, siamo invece complici di agricoltori ed allevatori che come da buona tradizione ci ospitano nelle loro aziende e ci informano sui problemi della fauna locale. Tale complicità in alcuni casi sta venendo a mancare e in merito a tal punto la causa fondamentale che sta portando alla rottura di tale equilibrio è l'aumento eccessivo delle giornate concesse per la caccia al cinghiale. Si è infatti passati da 7/8 giornate a 17 giornate con apertura domenicale a novembre ed ora si vorrebbe incrementare ulteriormente per arrivare a 27 giornate con apertura anche il giovedì. In questo modo il cacciatore sarà visto come un ospite indesiderato che disturba le aziende agricole. Un altro motivo di dissenso dei cacciatori della Valle del Cedrino è dovuto alla presenza della peste suina grazie alla quale la presenza nelle campagne dei cinghiali sarebbe già stata ridotta all'osso.

di Nino Muggianu

 
 
 

Festa a Orosei per i 101 anni di tzia Efisina

Post n°12096 pubblicato il 29 Luglio 2015 da valledelcedrino

da LA NUOVA SARDEGNA di mercoledì 29 luglio 2015

 

Domenica è stata una giornata di grande festa per tzia Efisina Derosas e tutta la sua famiglia. Sotto gli olivastri di Su Murtale, la nonnina circondata dall'affetto dei figli, delle nuore, dei nipoti e dei pronipoti ha festeggiato ben 101 anni. Dopo la celebrazione della messa da parte di don Gesuino, parroco di Orosei, per la speciale occasione è seguita una festa. Nata il 26 luglio 1914, la centenaria ha vissuto col marito tziu Totore Farris una vita serena, dedicata alla cura della famiglia. Madre attenta e severa nell'educare i figli, nonna dolce e amabile con i nipoti. Nei primi anni cinquanta quando la Baronia iniziava ad aprirsi alle nuove economie inizia a gestire assieme al marito un'attività commerciale, ben avviata poi negli anni, in piazza del Popolo. Che la Sardegna sia terra di centenari è ormai scientificamente assodato e il centro della Baronia, come la famiglia di tzia Efisina può dimostrare, non è da meno. Già il padre Zizzeddu e la madre Annarosa tagliarono il traguardo dei cent'anni. Ancora adesso dona "in limba" a tutti i suoi cari preziosi consigli di vita. Chissà se tra questi non vi sia anche il segreto della longevità.

Cecilia Fontanesi

 

 
 
 

Non voleva far fuori il fratello

Post n°12095 pubblicato il 29 Luglio 2015 da valledelcedrino

da L’UNIONE SARDA di mercoledì 29 luglio 2015

OROSEI. Un anno e sette mesi per Mario Mula

Per il Gup Claudio Cozzella Mario Mula, 55 anni, di Orosei non voleva uccidere il fratello Piero al culmine di una furibonda lite avvenuta nella loro abitazione il 25 febbraio scorso. Così, per l'imputato che rischiava una condanna ben più pesante (il pm Giorgio Bocciarelli aveva sollecitato 5 anni e 4 mesi) se l'è cavata con una pena a un anno e sette mesi. Il suo difensore, l'avvocato Francesco Lai, è riuscito a convincere il giudice a derubricare l'imputazione da tentato omicidio a quella decisamente più blanda di lesioni. La vittima era stata colpita da un oggetto appuntito, forse un coltello mai ritrovato dai carabinieri della compagnia di Siniscola che intervennero poco dopo l'aggressione nella casa dei Mula in una serata ad alto tasso alcolico. Non è stato mai appurato con certezza se il fendente fosse stato inferto con un coltello. Secondo quanto era stato costruito dagli inquirenti Mario Mula una volta rincasato si era scagliato contro il fratello. All'improvviso sarebbe saltato fuori un coltello e un fendente lo avrebbe colpito alla gola. Mario Mula, che aveva scontato undici anni per un grave episodio, era stato immediatamente arrestato.

Luca Urgu

 
 
 

UFFICIO STAMPA GAC SARDEGNA ORIENTALE - Successo della Memoria del mare

Post n°12094 pubblicato il 29 Luglio 2015 da valledelcedrino

Comunicato Stampa n. 21 del 29 luglio 2015

UN BELLISSIMO REDING LETTERARIO
RAFFORZA IL RUOLO DEL
GAC SARDEGNA ORIENTALE

Le Memorie del Mare colpiscono direttamente al cuore delle popolazioni autoctone e di quelle che la stagione estiva richiama per un soggiorno balneare in terre di alto pregio ambientale. Succede durante le sei tappe distribuite in altrettanti approdi che il Gac Sardegna Orientale ha individuato nella variegata area geografica da sostenere, salvaguardare e potenziare. Le parole, le musiche e le pietanze scandite quasi all’unisono dai cinque protagonisti dello spettacolo (che fa capo all’Associazione Chourmo/Marina Cafè Noir), hanno creato suggestioni profonde e rare da ripetere in scenari differenti.
Ad Arbatax c’è stato l’epilogo finale di una tournèe che in precedenza aveva toccato anche Porto Corallo (Villaputzu), Cala Gonone (Dorgali), La Caletta (Siniscola), Santa Maria Navarrese (Baunei) e Villasimius.

Cala Genovesi, luogo che sin dalla fine del 1800 ricoverava le imbarcazioni dei pescatori di stanza in Ogliastra (lì i prodotti del mare venivano messi nelle apposite cassette, pronte al viaggio verso i mercati), ha richiamato diverse centinaia di persone. La voce narrante di Giacomo Casti ha ripescato brani di Omero, Cervantes, Giuseppe Dessì, Sergio Atzeni, tanto per citarne alcuni. Da quelle letture emerge che la nostra isola, il più delle volte inconsapevolmente, è al centro del mondo grazie alla sua posizione strategica che le permette di relazionarsi con chiunque, ma ciò non è sufficiente a salvaguardare la memoria storica. Mentre il pentolone emette i suoi accattivanti vapori, ci pensano musicisti molto noti in Sardegna, i Baska, a creare delle sonorità avvolgenti con il dub di Frantiziscu Medda Arrogalla, il set di fiati di Massimo Loriga e la chitarra di Andrea Congia (Vedere interviste in basso). A fine spettacolo gli uditori plaudenti si dispongono ordinatamente in fila per degustare la prelibata “cassola a sa casteddaja”, a base di ingredienti rigorosamente marini preparata dal cuciniere campidanese Francesco Scanu (vedere intervista in basso).

A fare gli onori di casa il presidente del GAC SO Fabrizio Selenu che ha ricordato come queste attività sono utili a valorizzare il mondo della pesca e l’intera l’attività delle imprese legate alle produzioni ittiche nei territori interessati (54 partners di cui 13 comuni da Posada a Villasimius). “Nessun progetto di sviluppo turistico – ha detto - può fare a meno di quelle che sono la storia, la cultura, la tradizione di questi posti. Memoria del mare é uno dei tanti spettacoli che danno un solido aiuto alla cultura marinaresca”.

ANDREA CONGIA: TRA PAROLE E MUSICA

La sua è una storia di tante avventure. Nasce dalla poesia, che sta tra la parola e la musica. “Il livello del significante e il livello del significato che si sfiorano come in una danza – puntualizza Andrea - seguendo il ritmo dettato dal vissuto delle persone, dall’uditorio, da coloro che riescono in qualche modo a dare un contenuto a quello che l’arte qualche volta propone come un semplice piano sonoro, o di esche per stare in tema marinaresco”.

Andrea Congia ha mancato solo un appuntamento del ciclo ma è giustificato: “Mi sono assentato a Villasimius perché impegnato con un nuovo progetto in una data già codificata prima che si organizzasse la tournèe. Si tratta di un lavoro inscenato a Belvì e dedicato al Promemoria sull’Obiezione di coscienza di Antonio Pigliaru”.

Ha una sua associazione culturale “Tra Parole e Musica, Casa di suoni e racconti”, dove conduce alcuni progetti artistici, ma soprattutto porta avanti il discorso di coniugazione tra parole e musica. “Tipicamente mi dedico alla letteratura sarda – afferma il compositore - perché penso che il nostro popolo debba conoscerla, restituendola dalla scrittura all’oralità; forse facciamo un buon servigio, non lo so, lo scopriremo nella storia”.

Ha contribuito a fondare e curare Baska, progetto che probabilmente vedrà nuova vita in un disco: “Abbiamo 45 composizioni, stratificate nel corso del tempo. C’è una programmazione artistica che tenta di coniugare presente, passato e futuro, tra le chitarre, strumenti della tradizione, i linguaggi di Massimo Loriga che rappresenta l’ambito del solismo, della prima figura che compare da vicino e ovviamente Arrogalla che fa un lavoro nelle profondità, del suo dubbing e delle sue strutturazioni ritmiche che godono di una relazione con i miei linguaggi che sono tipicamente armonici e melodici. La definirei una traiettoria di confine e una traiettoria di sovrapposizione felice di linguaggi molto diversi tra loro”.

Su Memoria del mare ha delle belle sensazioni: “Siamo stati interpellati da Francesco Medda (Arrogalla) che assieme a Giacomo Casti ha costruito questo percorso drammaturgico, fatto in mille maniere diverse e che ad un certo punto ha sentito l’esigenza di articolarsi in termini artistici e ‘sinestesici’ in maniera complessa, cercando di restituire un’idea omnicomprensiva per quanto concerne i sensi coinvolti e il linguaggio utilizzato.

Giacomo Casti, autore del testo, e Arrogalla, autore delle musiche, hanno allargato a Frantziscu Scanu, e alla band di Baska, praticamente nel ruolo di protagonisti all’interno di questa piattaforma narrativa, cercando di utilizzare i sapori, i profumi, le musiche, sempre però sulla falsariga, sul fil rouge dei testi selezionati da Giacomo Casti e su questa drammaturgia”.

Tutte le ‘serate marinare’ sono andate bene. “Da Porto Corallo sino ad Arbatax – esprime Andrea Congia - la gente ha reagito, sia i sardi, sia i non sardi. Le location e i linguaggi artistici utilizzati, hanno sicuramente cercato di trasferire un’idea di mare. E questo ha dato un risvolto di natura culturale ai luoghi che abbiamo vissuto. Credo che fosse l’obiettivo primario: cercare attraverso i linguaggi dell’arte e dell’umanità, quelli antropologici più radicali, più profondi, di comunicare che il mare è un luogo dell’uomo, che oltre alle sue peculiarità naturalistiche, oggettive, nel senso paesaggistico e biologico, vi è un peso potente, largo, vasto, che è la storia dell’uomo e del suo rapporto col mare, fonte di vita e capace di dare un nuovo futuro a questo nostro tempo confuso”.

Il suo vissuto vuol essere utile alla collettività: “Sto facendo in modo che, nell’atto del comunicare, possa essere il più profondo possibile. Nella mia quotidiana attività farò in modo di tramutare la musica in parola, la parola in musica, la coniugazione tra la parola e la musica, quello che sta tra la parola e la musica. E condividerlo con le persone che ascoltano. La mia vita è dedicata al mio percorso artistico, integralmente”.

FRANTZISCU MEDDA “ARROGALLA”:

“IL MARE MI APPARTIENE”

Missione compiuta, è stato meraviglioso, metterei la firma per fare performance di questo tipo, in location simili”. Frantziscu Medda noto Arrogalla ha scelto naturalmente la musica dub dopo un’evoluzione lunghissima. A sedici anni già si cimentava con le basi, dotato di una piccola batteria elettronica. Dopo studi approfonditi, ascoltando i suoni di ogni origine e specie, e soprattutto confrontandosi con gli amici che come lui condividevano la stessa passione, costruisce dei set sempre più complessi, arrivando a comporre suoni tutti suoi legando il computer ad una serie di dispositivi che piano, piano si sommano. Dei suoi lavori non ha mai buttato niente. “Dopo 17 anni ho generato questo set – dichiara Frantziscu - che mi consente di improvvisare, di seguire delle scalette e potermi muovere in maniera orizzontale e verticale all’interno delle composizioni. L’approccio è sempre lo stesso, anche quando faccio altro.

Il mese scorso è uscito un bellissimo video girato in Barbagia, presso il museo Nivola Immerso tra le opere d’arte dell’artista di Orani, Frantziscu ha suonato il remix di “Mortu est nostrusennori”di Elena Ledda e Mauro Palmas.

“Memoria del mare” si è rivelato uno spettacolo molto complesso per lui: “Devo gestire, oltre che i miei suoni, anche le chitarre di Andrea, sax, sulittu, trunfa, armonica a bocca di Massimo, le voci di Giacomo, la cucina. Tra l’altro il microfono migliore ce l’aveva il pentolone. Si usa nei set cinematografici ed è congegnato per prendere esclusivamente quella porzione di spazio. Ciò che facciamo all’interno del nostro palco immaginario, come la cucina, la musica, e tale tipo di interazione, è un progetto nato da due persone che poi si è arricchito in maniera meravigliosa: tutti sosteniamo come dei piccoli pilastri questa grande barca. Un lavoro così non ti lascia indifferente. La performance e l’esecuzione viene condizionata da tutti gli elementi in campo. Ci sono mille nemici, non sei in teatro, devi fare i conti con gli echi, le macchine che passano, i problemi legati alla corrente. Però il lato buono è che comunque ti dà tanto, ti riempie, ti fa stare bene e le persone che usufruiscono dei nostri contributi alla fine sono felici”.

Ma se tanta passione è stata messa sul campo, la si deve anche al buon feeling che Frantziscu ha con tutto ciò che sa di salsedine: “L’acqua è un mio elemento. Amo anche la montagna e la pianura, ma ho un rapporto strettissimo con il mare, cerco di andarci sempre, in tutte le stagioni e soprattutto mi ci tuffo, quando il tempo è buono, anche d’inverno. Se vivo lontano dal mare mi ammalo, perché il mio corpo ha bisogno di iodio. In quel caso la tiroide impazzisce, il sistema immunitario cambia. Ho vissuto a Bologna per cinque anni, in un posto senza vento e lontanissimo dal mare: in quel periodo ero sempre acciaccato. Vicino al mare riprendo le mie forze e le mie energie. Il mare è una necessità, uno spazio, un luogo che amo, e che continuo a vivere. E ovviamente anche la mia musica è profondamente condizionata dai pesci, dai paesaggi sottomarini e sonori. I mari sembrano tutti uguali ma non è così: cambiano continuamente e da luogo a luogo. L’individuazione dei diversi suoni del mare è per me lavoro e passione”.

FRANCESCO SCANU:

“È BELLO SAPERE CHE IL GAC

ACCOMUNA DIVERSE REALTÀ”

Ci sa fare con gli spettatori. Li strega con piccoli approfondimenti di natura familiare e ‘casteddaia’, ma sempre con il mare come argomento dominante, dando il tempo a Giacomo Casti di riprendere fiato, prima di proseguire con la lettura di nuovi spunti letterari. Francesco Scanu è il cuciniere della compagnia, si prende i meriti della buona riuscita della ‘cassola’, ma nella malaugurata ipotesi che il piatto non piaccia, può sempre dire che recitare è il suo mestiere principale. “Siamo molto entusiasti e felici di questa esperienza – dice Francesco - anche oltre le aspettative. Mi ha colpito soprattutto la reazione e la partecipazione della gente, che è uno dei canali su cui l’Associazione Chourmo lavora. Però vederla così amplificata, rispetto anche alle piccole aspettative che avevamo, è stato davvero molto entusiasmante”.

Un passato da capo animatore nei villaggi turistici, e poi da artista di strada e clown. Dopodichè l’incontro con il gruppo dell’Associazione Chourmo che da tredici anni organizza l’importante manifestazione Marina Café Noir. Nell’idea di una regia d’insieme, di spettacoli letterari Francesco e Giacomo hanno intrapreso questo percorso che li ha portati a creare queste performance di teatro e cucina che, a oggi, sono tra le pochissime che riscuotono consensi in tutto lo stivale.

“Le due menti siamo io e Casti – aggiunge Scanu - l’idea base la dobbiamo a Giacomo, la mente creativa del gruppo che spulcia sui libri e immagina i viaggi. Poi intervengo io con le suggestioni per cercare di ampliare quello che è il suo percorso professionale di lettore professionista. Quindi alle singole letture dei reading aggiungiamo pian, piano nuovi ingredienti, primo fra tutti la musica, e poi componiamo un viaggio delirio come quello che stiamo portando in giro”.

La sua ‘cagliaritanità’ non conosce confini, come è giusto che sia: “Giochiamo molto sulle rivalità tra capo di sopra e capo di sotto – continua Francesco - ma in fondo ci rendiamo conto che sono dei piccoli luoghi comuni che abbiamo abbandonato da un pezzo. Da Cagliari città, molte cose si riflettono oppure vengono da fuori e tornano da noi e viceversa, ormai fanno parte del patrimonio di tutti. Quindi anche dai sardi più arcigni riceviamo accoglienza e armonia: si manifestano entusiasti nell’accompagnarci in questo viaggio interattivo.” Ora conosce molto meglio anche gli intenti del GAC: “Mi sono fatto un’idea bellissima. Ci ha coinvolto dopo aver visto lo spettacolo e quindi anche per i suoi affiliati è stato un amore reciproco a prima vista. E poi, ne discutevamo in questi giorni, ci ha stupito che sia un gruppo che accomuna così tante realtà, sfatando il detto dei ‘centu concas e centu berrittas’. È stato invece un trait d’union gratificante, ci hanno riservato un’accoglienza molto calda, abbiamo dato vita ad una sinergia davvero molto bella”.

Finito il ciclo di spettacoli resta tanto lavoro da fare in questa estate rovente: “Siamo impegnati con l’organizzazione del Festiva Marina Cafè Noir (dal 2 al 6 settembre) e quindi agosto sarà il mese delle prove di innumerevoli spettacoli, dell’organizzazione della logistica e gli altri mille impegni che un Festival così importante richiede. Però a fine settembre vorremmo riprendere con Memoria del mare”.

Tutte le informazioni riguardanti il Gac Sardegna Orientale si possono leggere sul sito:

www.flag-sardegnaorientale.it/  

e sulla pagina

www.facebook.com/gacsardegnaorientale


a sx Giacomo Casti e il cuciniere Francesco Scanu (Foto Graziano Secchi)


Cala Genovesi ad Arbatax (Foto Arrogalla)


Frantziscu Arrogalla al museo Nivola di Orani


Il presidente del GAC SO Fabrizio Selenu (Foto Gianna Saba)


il primo da sx è Andrea Congia
assieme ai suoi compagni di viaggio nella memoria del mare


Il pubblico ogliastrino ascolta in religioso silenzio (Foto Gianna Saba)


L'attore cuciniere Francesco Scanu
distribuisce sa cassola a sa casteddja (Foto Gianna Saba)


L'uditorio di Villasimius (Foto Davide Cao)


Memoria del mare a Villasimius (Foto Davide Cao)


Tanta gente anche ad Arbatax (Foto Gianna Saba)


Visione dall'alto dello spettacolo ad Arbatax (Foto Gianna Saba)

 
 
 

Bimbo nuorese ucciso a caccia, due anni all'ex carabiniere

Post n°12093 pubblicato il 28 Luglio 2015 da valledelcedrino

Bimbo nuorese ucciso a caccia, due anni all'ex carabiniere

Il gup attenua di sei mesi le richieste del pm. L'incidente risale al novembre 2012

NUORO. E' stato condannato a due anni _ sei mesi in meno di quanto aveva chiesto il pubblico ministero Giorgio Bocciarelli _ Francesco Paletta, il carabiniere in pensione che era stato rinviato a giudizio con l'accusa di omicidio colposo durante un incidente di caccia. La tragedia era avvenuta nel novembre del 2012, nelle campagne baroniesi, e aveva avuto come vittima un bambino di 12 anni, Andrea Cadinu, che quel giorno stava partecipando a una battuta di caccia insieme al padre e al fratello. Francesco Paletta faceva parte della stessa compagnia di caccia. Il bambino era stato ucciso proprio da un colpo di fucile esploso dall'arma che imbracciava Paletta. "Non ho visto il bambino, stavo sparando verso un cinghiale", ha sempre sostenuto l'uomo, difeso dall'avvocato Francesco Lai. Nella sua arringa, il legale, ha battuto a lungo sul concetto di totale assenza di dolo da parte del suo assistito, oltre a ricostruire i passaggi dell'incidente di caccia. Il pm Giorgio Bocciarelli ha chiesto per Paletta una condanna a due anni e sei mesi. Il gup ha attenuato questa richiesta condannando l'ex carabiniere a due anni.

 

 

 

 

 
 
 

Irgoli, ex carabiniere uccise un bambino di 12 anni durante la battuta di caccia: condannato

Post n°12092 pubblicato il 28 Luglio 2015 da valledelcedrino

Irgoli, ex carabiniere uccise un bambino di 12 anni durante la battuta di caccia: condannato
Un ex carabiniere è stato condannato dal gup di Nuoro per avre ucciso un bambino di 12 anni durante una battuta di caccia a Irgoli. La pena a due anni per Francesco Paletta, 67 anni, è stata sospesa.
Il giudice dell'udienza preliminare lo ha ritenuto colpevole dell'omicidio colposo di Andrea Cadinu, ucciso a 12 anni nel novembre del 2012.
All'ex carabiniere è stata applicata la riduzione della pena prevista dal rito abbreviato e gli sono state riconosciute le attenuanti generiche.
Il pubblico ministero Giorgio Bocciarelli aveva chiesto per lui due anni e sei mesi, mentre il legale di Paletta, Francesco Lai, aveva chiesto l'assoluzione.

 
 
 

Serate a Galte...

Post n°12091 pubblicato il 28 Luglio 2015 da valledelcedrino

Tornano le tanto attese visite guidate serali tra gli appuntamenti in calendario per l’estate galtellinese. Quattro date per conoscere Galtellì con un viaggio nel tempo lungo i sentieri notturni che interesseranno il Castello medievale di Pontes e il Parco Letterario Grazia Deledda.
Si inizia mercoledì 22 luglio alle 20.30 con “Fascino e mistero del castello di Pontes”, manifestazione organizzata dal Centro Commerciale Naturale –Borgo Ospitale in collaborazione con il coro Voches e ammentos de Garteddi.
Una passeggiata guidata al tacco calcareo che ospita il castello, in cui le voci del coro e la voce della guida si alterneranno sino a raggiungere i suggestivi ruderi della fortezza medievale. Si replica mercoledì 29 luglio alle ore 20.30.
Mercoledì 5 e mercoledì 12 agosto
 le visite guidate serali si spostano invece nel centro storico di Galtellì con “Conoscere Grazia accompagnati dalla luna”: un percorso notturno tra i luoghi che hanno fatto da sfondo al romanzo “Canne al vento”curato dalle guide della cooperativa Tramas. L’inizio della manifestazione è fissato per le ore 21.00 con incontro presso la Piazza Santissimo Crocifisso.
Entrambe le manifestazioni si chiuderanno con la degustazione di prodotti locali; il modo migliore per completare la conoscenza del borgo.

Una serie di appuntamenti culturali che l'anno scorso per una serie di inconvenienti non è stato possibile programmare.... quest'anno abbiamo voluto ripristinare il tutto, recuperando anche delle risorse, ma soprattutto grazie al grande spirito collaborativo delle varie associazioni (CCN,Tramas, e coro Voches e Ammentos) in questo caso, impegnate nella promozione culturale del nostro borgo e che ringrazio.... Si persegue la valorizzazione del nostro borgo con le successive manifestazioni, per le quali invito a presenziare, che a ruota si alterneranno in questa calda estate

Cordiali saluti


 
 
 

Acqua, un piano per rifare le reti idriche della Baronia

Post n°12090 pubblicato il 28 Luglio 2015 da valledelcedrino

da LA NUOVA SARDEGNA di martedì 28 luglio 2015

 

La Regione destinerà al progetto una parte dei fondi della legge 388

Serviranno a risanare le condotte dei vari comuni serviti da Su Gologone

OLIENA. Un piano per rifare le reti di Dorgali e Oliena consentirà un sensibile risparmio della preziosa risorsa idrica proveniente da Su Gologone. Risultato: l'acqua verrà distribuita anche ai comuni della bassa Baronia. Il progetto di interconnessione tra gli acquedotti del Cedrino e del Govossai, presentato recentemente nell'assemblea pubblica di Irgoli, alla quale erano invitati i sindaci di Oliena, Dorgali, Galtellì, Loculi, Irgoli, Onifai e Orosei, mira al raggiungimento del menzionato obiettivo e alla risoluzione degli annosi problemi di approvvigionamento. Lotta agli sprechi e alle perdite, dunque. Nei giorni scorsi la Regione ha programmato interventi per 5 milioni di euro, finanziati con i fondi del ministero dell'Ambiente, attraverso la legge 388. Una parte sono destinati al risanamento delle reti idriche di Oliena e Dorgali. Entrambi i centri vengono serviti dalla sorgente di Su Gologone. Per comprendere la dimensione di un enorme grattacapo, che coinvolge più amministrazioni, basti pensare che le condutture cittadine del borgo barbaricino hanno una percentuale di dispersione idrica pari al 70 per cento. Per farsi un'idea, in media nell'ultimo anno sono stati immessi in rete 51,6 litri al secondo, a fronte di un fabbisogno teorico di 15,6 litri al secondo. Di poco inferiore, ma pur sempre elevato è l'ammanco, che si registra nel paese costiero del monte Bardia, pari al 55 per cento. Ciò significa che 39,3 litri al secondo di acqua immessa devono essere rapportati a un fabbisogno teorico di 17,6 litri al secondo. Conseguenza scontata sarà, allora, una volta rimessa in sesto la rete colabrodo, la realizzazione della linea di congiunzione tra la fonte carsica olianese e la valle del Cedrino. Con un investimento complessivo di quasi due milioni di euro e lavori programmati per nove mesi verranno recuperati, insomma, circa 57 litri al secondo. Un risparmio notevole, dirottato verso i centri di Galtelli, Irgoli, Loculi, Onifai e Orosei. L'intervento rientra nel piano di collegamento tra gli acquedotti del Cedrino e del Govossai, che riguarderà, appunto, anche la sorgente di Su Gologone. Oltre alla riduzione delle perdite nelle reti comunali, sono previsti la sostituzione dei tratti di condotte adduttrici che presentano condizioni di degrado e frequenza di disservizi, nonché il potenziamento dei sistemi di telecontrollo e automazione. «Non possiamo che dichiararci soddisfatti - sottolinea il sindaco Martino Salis - abbiamo messo il tema dell'acqua ai primissimi posti della nostra agenda, portando la questione all'attenzione degli enti preposti e studiando soluzioni a breve e medio termine, che potessero soddisfare le necessità della popolazione».

di Mattia Sanna

 

 
 
 

La Baronia avrà l'acqua della fonte di Su Gologone

Post n°12089 pubblicato il 28 Luglio 2015 da valledelcedrino

da L’UNIONE SARDA di martedì 28 luglio 2015

Interventi di Abbanoa anche sulle reti colabrodo di Oliena e Dorgali

Cinque milioni di euro per placare la sete della Baronia utilizzando l'acqua sorgiva di Su Gologone e riandando le reti colabrodo di Oliena e Dorgali. Sono le risorse assegnate dal ministero dell'Ambiente e messe in campo dalla Regione per uscire una volta per tutte dall'emergenza. Una parte dello stanziamento è destinato al risanamento delle reti di Oliena e Dorgali, che si approvvigionano dalla sorgente di Su Gologone. L'obiettivo è realizzare nuove ed efficienti condotte che eliminino la dispersione idrica, che nel caso del paese ai piedi del Monte Corrasi arriva al 70 per cento. Di poco inferiore ma ugualmente preoccupante la situazione di Dorgali dove gli sprechi raggiungono il 55 per cento del totale.
VANTAGGI Rifare ex novo le reti dei due centri confinanti - annuncia il gestore unico Abbanoa - consentirà di risparmiare un'enorme quantità d'acqua proveniente da Su Gologone per poi distribuirla anche ai Comuni della bassa Baronia attraverso il progetto di interconnessione tra gli acquedotti del Cedrino e del Govossai. L'opera è stato presentata nei giorni scorsi in un'assemblea pubblica a Irgoli davanti ai sindaci di Oliena, Dorgali, Galtellì, Loculi, Irgoli, Onifai e Orosei.
LOTTA AGLI SPRECHI Il programma prevede tappe serrate: grazie a un investimento di quasi due milioni di euro e lavori programmati per nove mesi si abbatteranno le ingenti perdite nelle reti con un recupero di 57 litri al secondo. In questo modo è stato calcolato che la preziosa risorsa idrica recuperata sarà dirottata verso i Comuni della Valle del Cedrino.
Oltre alla riduzione delle perdite nelle reti comunali, sono previsti la sostituzione dei tratti di condotte adduttrici degradate e il potenziamento dei sistemi di telecontrollo e automazione.
RISULTATI ATTESI Gli interventi - assicura Abbanoa - garantiranno l'alimentazione della Baronia bypassando il potabilizzatore di Galtellì e utilizzando l'acqua proveniente da Su Gologone, la possibilità di alimentare Oliena da Janna 'e Ferru in caso di problemi ricorrenti soprattutto nel periodo invernale alle fonti di Su Gologone. L'interconnessione tra gli acquedotti consentirà anche di soddisfare le esigenze delle zone costiere nel periodo estivo e di rendere disponibile pure i 580 litri al secondo prodotti dal potabilizzatore di Janna 'e Ferru e i 250 litri al secondo di Taddore.
BORTIGALI Intanto, Abbanoa smentisce la presenza di sostanze cancerogene nell'acqua erogata nella frazione di Mulargia nel comune di Bortigali.

Luca Urgu

 
 
 

Galtellì, giovedì il via Teatro itinerante

Post n°12088 pubblicato il 28 Luglio 2015 da valledelcedrino

da L’UNIONE SARDA di martedì 28 luglio 2015


Giovedì alle 20,30 via alla sedicesima edizione di “Viaggi emozionali teatro itinerante da opere di Grazia Deledda”. Partenza dal cortile della chiesa di S. Pietro, con la compagnia Bocheteatro di Nuoro e il contributo di Comune e Pro loco di Galtellì. Protagonisti gli abitanti che seguono i laboratori: bambini e adolescenti, diretti dall'attrice e regista Monica Corimbi, e adulti guidati da Giovanni Carroni.

 

 
 
 
 
 

Cedrino: interconnessione degli acquedotto e lotta alle perdite idriche nei centri abitati di Oliena e Dorgali

Post n°12086 pubblicato il 27 Luglio 2015 da valledelcedrino

Comunicato stampa del 27 luglio 2015

 

CEDRINO: INTERCONNESSIONE TRA GLI ACQUEDOTTI

E LOTTA ALLE PERDITE IDRICHE

NEI CENTRI ABITATI DI OLIENA E DORGALI

Un piano per rifare le reti di Dorgali e Oliena, risparmiare preziosa risorsa idrica proveniente da Su Gologone e distribuirla anche ai Comuni della bassa Baronia: è il progetto di interconnessione tra gli acquedotti del Cedrino e del Govossai che è stato presentato nell'assemblea pubblica di Irgoli alla quale erano invitati i sindaci di Oliena, Dorgali, Galtellì, Loculi, Irgoli, Onifai e Orosei.

Lotta agli sprechi
Nei giorni scorsi la Regione ha programmato interventi per 5 milioni di euro finanziati con i fondi del Ministero dell'Ambiente con la legge 388. Una parte sono destinati al risanamento delle reti idriche di Oliena e Dorgali. Entrambi i centri sono principalmente approvvigionati dalla sorgente di Su Gologone. Le reti comunali di Oliena hanno una percentuale di dispersione idrica del 70 per cento: in media nell'ultimo anno sono stati immessi in rete 51,6 litri al secondo a fronte di un fabbisogno teorico di 15,6 litri al secondo. Di poco inferiore, ma pur sempre elevata, è  il 55 per cento di dispersione idrica che si registra a Dorgali: 39,3 litri al secondo di acqua immessa a fronte di un fabbisogno teorico di 17,6 litri al secondo.

Da Su Gologone ai Comuni della valle del Cedrino
Con un investimento complessivo di quasi due milioni di euro e lavori programmati per nove mesi si abbatteranno le ingenti perdite nelle reti con un recupero di 57 litri al secondo.  Preziosa risorsa idrica che sarà dirottata verso i centri di Galtellì, Irgoli, Loculi, Onifai e Orosei.

Il collegamento degli acquedotti
L'intervento rientra nel piano di interconnessione tra gli acquedotti del Cedrino e del Govossai che riguarderà anche la Sorgente di Su Gologone. Oltre alla riduzione delle perdite nelle reti comunali, sono previsti la sostituzione dei tratti di condotte adduttrici che presentano condizioni di degrado e frequenza di disservizi, il potenziamento dei sistemi di telecontrollo e automazione.

I risultati

Sarà possibile garantire, a seconda delle esigenze:

  • L'alimentazione della Baronia (Orosei, Onifai, Galtellì, Loculi) bypassando il potabilizzatore di Galtellì e utilizzando l'acqua proveniente da Su Gologone
  • Maggiore elasticità nel soddisfare le esigenze delle zone costiere nel periodo estivo, dove si registra un fabbisogno idropotabile con punte elevatissime.

  • L'alimentazione di Oliena, Dorgali e Cala Gonone dalla sorgente di Su Gologone con nuovi sistemi che consentano il taglio drastico degli attuali costi di energia elettrica per gli attuali impianti di sollevamento
  • La possibilità di alimentare Oliena da Jann'e Ferru in caso di emergenza: quando le fonti di Su Gologone sono inutilizzabili a causa della torbidità causata dalle piene, in presenza di guasti oppure quando diminuisce la disponibilità nel periodo estivo.

Risorsa preziosa
La sorgente di Su Gologone ha una produzione massima che varia dai 90 litri al secondo nel periodo estivo a 130 litri in inverno quando, però, è soggetta a fenomeni d'intorbidimento in caso di piene. Il collegamento tra gli acquedotti consentirà rendere disponibile anche i 580 litri al secondo prodotti dal potabilizzatore di Jann'e Ferru e i 250 litri al secondo del potabilizzatore di Taddore. L'acqua prodotta da quest'ultimo impianto è stata sottoposta a un programma di monitoraggio giornaliero che ha riguardato le reti di Orosei, Galtellì, Irgoli, Onifai e Loculi. I risultato confermano la regolarità dei valori e l'assenza di fuori norma. Abbanoa ha inserito nel proprio sito una sezione speciale Cedrino con la pubblicazione di tutti gli esiti dei campionamenti.

 
 
 

Orosei, denunciati due bracconieri

Post n°12085 pubblicato il 27 Luglio 2015 da valledelcedrino

da LA NUOVA SARDEGNA di lunedì 27 luglio 2015


CONTROLLI  DEI CARABINIERI

Si erano appostati per abbattere un cinghiale nella zona di Aratha

Sorpresi in fragranza di reato mentre nelle campagne di Orosei si erano appostati per abbattere un cinghiale. Due uomini di Orosei sono stati fermati e denunciati dai carabinieri che fanno capo alla compagnia di Siniscola. Da diversi giorni, i carabinieri della squadriglia di Iloghe erano sulle tracce di due bracconieri che cacciavano di frodo in località Aratha. Durante una delle tante perlustrazioni che quotidianamente vengono effettuate nelle campagne della giurisdizione, i militari di avevano che in mezzo al bosco era stato posizionato del mangime per attirare i cinghiali e spararli poi comodamente da una postazione celata nella macchia. I carabinieri hanno rimosso il cibo destinato agli ungulati in maniera tale che i bracconieri non trovandolo più, si convincessero che era stato consumato dai cinghiali. L'episodio si è ripetuto diverse volte, fino a quando nella trappola preparata dai carabinieri, sono caduti due uomini di Orosei C.G.B. di 53 anni e il 59enne LA.. All'imbrunire i due armati di un fucile calibro 12 a cui era stata montata una torcia per illuminare la preda convinti della presenza degli animali in zona si sono appostati in attesa dell'arrivo del cinghiale. Ad attenderli, però c'erano i carabinieri della squadriglia di Iloghe che, dopo aver sequestrato il fucile, li ha denunciati per esercizio venatorio in periodo di divieto e porto illegale di arma in luogo pubblico". Nonostante fossero regolarmente titolari di porto di fucile ad uso caccia, ai due a seguito della denuncia è scattato il ritiro di tutte le altre armi in loro possesso.

Sergio Secci

 
 
 

Quinto e ultimo appuntamento con la rassegna cinematografica La finestra sul cortile - Martedì 28 luglio alle ore 21:00

Post n°12084 pubblicato il 27 Luglio 2015 da valledelcedrino

Quinto e ultimo appuntamento con la rassegna cinematografica

La rassegna cinematografica "La Finestra sul Cortile" si concluderà il 28 luglio con Il Re dei Poliziotti realizzato nel 2010 dall'etnomusicologo Fabio Calzia nell'ambito del concorso AViSa. Il documentario racconta il complesso mondo del canto a chitarra logudorese attraverso lo sguardo di un gruppo di Poliziotti che fanno musica con passione e competenza. Vi aspettiamo martedì prossimo alle 21:00 nel cortile della casa natale di Grazia Deledda.


 L'ingresso è gratuito. Si ricorda che gli appuntamenti nel cortile di Casa Deledda prevedono il limite di cinquanta spettatori per serata. Si consiglia di prenotare i posti telefonando al numero 0784 242956 o scrivendo a prenotazioni@isresardegna.org   

Sarà data priorità di accesso agli spettatori con prenotazione.

Programma completo e locandina

Museo Deleddiano/Casa natale di Grazia Deledda
Via Grazia Deledda, 42 - Nuoro

 
 
 
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14 marzo 2011

 

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