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2017 QUATTRO CENTENARI: LA SFIDA DELLA STORIA, LA RISPOSTA DELL'ETERNO

Post n°145 pubblicato il 08 Novembre 2017 da Veritatis1973

"2017 quattro Centenari:  la sfida della storia, la risposta dell' Eterno"

 

Salerno, sabato 21 ottobre 2017

ore 16:30-20:00

Salone dei Marmi - Palazzo di Città, Via Roma 76

https://2.bp.blogspot.com/-FMnc1mbLLZ8/WbPolHTPpiI/AAAAAAAALpQ/mBP40w78FtcbOyHHFIka0khFk6cGiIZNwCEwYBhgL/s1600/bozza3.jpg

VIDEO: 2017 Quattro centenari: la sfida della storia, la risposta dell'Eterno

 

Prof. Stefano Fontana

Direttore dell'"Osservatorio internazionale Cardinale Van Thuan" sulla dottrina sociale della Chiesa (Trieste)

1517 Cristo sì, Chiesa no.

Lutero. La pseudo-riforma alle origini del relativismo:  la separazione tra fede e ragione.

 

S. E. Mons. Luigi Negri

Arcivescovo emerito di Ferrara - Comacchio

1717 Dio sì, Cristo no.

La massoneria. Una grande congiura contro la verità.

 

Avv. Giovanni Formicola

1917 Dio è morto, anzi non è mai esistito - In fine il mio Cuore Immacolato trionferà,

Il comunismo all'assalto del Cielo. Fatima, la via della resistenza verso il trionfo del Cuore Immacolato di Maria. 

***

Nel 2017 ricorrono ben quattro centenari di eventi che hanno profondamente trasformato la cultura e la storia dell'Occidente e che sono parte rilevante del dibattito culturale attuale.
 
Cinquecento anni fa la "riforma" di Lutero provocò la nascita delle chiese protestanti.
 
Trecento anni fa, a Londra, fu inaugurata la prima loggia massonica del mondo.
 
Un secolo fa, due eventi quasi contemporanei e legati da un filo rosso che ha segnato per oltre settant'anni la storia mondiale: le apparizioni di Fatima, nelle quali la Madonna predisse la Rivoluzione leninista che, a distanza di pochi mesi, avrebbe instaurato la dittatura comunista nella Russia zarista e, successivamente, in tutto l'Est Europeo.
 
Quattro eventi che hanno mutato le sorti di intere popolazioni, che hanno condizionato profondamente, e negativamente, il loro sviluppo.
 
Quali conseguenze hanno avuto e quanto abbiano pesato sulla storia d'Europa e del mondo, quanto ancora oggi influenzino le nostre prospettive culturali e sociali, è il tema del convegno  "2017 quattro Centenari:  la sfida della storia, la risposta dell'Eterno", che ha come ospiti il Prof. Stefano Fontana, scrittore, Direttore dell'Osservatorio Cardinale Van Thuan sulla Dottrina Sociale della Chiesa (Trieste), S. E. Mons. Luigi Negri, arcivescovo emerito di Ferrara-Comacchio, e Giovanni Formicola, giurista ed esperto di Dottrina sociale della Chiesa.
 
Il convegno ha il patrocinio del Comune di Salerno e l'adesione del Comitato "Difendiamo i nostri figli" (Salerno), dell'Associazione culturale "Veritatis Splendor", della Comunità "Opzione Benedetto" e del Coordinamento Nazionale "Summorum Pontificum".

 
 

 

 

 
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Maurizio Botta, Le grandi domande sulla Fede

Post n°144 pubblicato il 01 Novembre 2017 da Veritatis1973

ADULTI E BAMBINI: LE GRANDI DOMANDE SULLA FEDE

Incontro con padre Maurizio Botta c.o.
in occasione della presentazione dei volumi
"Le grandi domande dei bambini" e "Sceglierà lui da grande"

Martedì 3 ottobre 2017
ore 21:00
Parrocchia S. Pietro in Camerellis, Salerno.

Video:

Maurizio Botta, Le grandi domande sulla Fede

 

https://scontent-mxp1-1.xx.fbcdn.net/v/t1.0-9/21430550_1556574591047732_8658585152326359082_n.jpg?oh=25e95bd3d72f14695bc30541c87fa450&oe=5A6587AF

 
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Riforma luterana: la Gnosi contro il Logos

Post n°143 pubblicato il 31 Ottobre 2017 da Veritatis1973

 

https://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/9/90/Lucas_Cranach_d.%C3%84._-_Martin_Luther%2C_1528_%28Veste_Coburg%29.jpg/220px-Lucas_Cranach_d.%C3%84._-_Martin_Luther%2C_1528_%28Veste_Coburg%29.jpg

 

Riforma luterana: La Gnosi contro il Logos.

Relazione tenuta il 21 ottobre 2017 a Salerno nell'ambito del Convegno

"2017 quattro Centenari: la sfida della storia, la risposta dell'Eterno"

 

Mi sono chiesto quale cifra possa esprimere contemporaneamente tutti e quattro gli avvenimenti che vengono celebrati in questo 2017: la Riforma luterana, la nascita della Massoneria, la rivoluzione comunista, le apparizioni di Fatima. Credo si possa dire che ciò che esprime, in estrema sintesi, la lotta tragica che questi avvenimenti esprimono sia di origine gnostica, si tratta della battaglia della Gnosi contro il Logos. E' una battaglia già persa per la Gnosi, dato che il Prologo del Vangelo di san Giovanni non dice che in principio era la Gnosi ma che in principio era il Logos. Ma l'apostasia gnostica combatterà fino all'ultimo e in questa battaglia continueranno a prodursi molte sofferenze.

La Gnosi è un'eresia complessa. Tra i tanti suoi aspetti voglio qui ricordarne uno particolarmente importante per il nostro discorso. La Gnosi nega la realtà e la vuole riplasmare. Il comunismo, come diceva Dostoevskij, non riguarda il tema della giustizia, riguarda il tema di Dio. I demoni del suo romanzo omonimo, non sono semplici riformatori sociali, vogliono devastare il piano di Dio e sovvertire l'ordine del creato stabilendo il "diritto al disonore". La Bibbia comincia con il peccato gnostico: "Eritis sicut dii", che nella Massoneria e nel Comunismo ha avuto ed ha la propria continuazione. A Fatima, al contrario, la Madonna denuncia questi tragici errori e indica la via per contrapporsi ad essi in modo vittorioso.

Il luteranesimo come forma dello gnosticismo

Ma perché sostengo il carattere gnostico del pensiero di Lutero? Il motivo principale è che il Monaco tedesco sostituisce la fides qua alla fides quae. La fede ha due versanti: l'atto di fede della persona da un lato (fides qua) e il contenuto delle verità di fede rivelate da Dio in Cristo Gesù (fides quae). La fede di Lutero si fonda sulla sincerità fiduciale dell'atto individuale di fede e non sull'adesione alle verità rivelate. Si fonda sulla coerenza con se stessi e non sulla coerenza con Cristo. A Lutero interessa il Cristo della fede e non il Cristo della storia, il Cristo per me e non il Cristo in sé. Nel luteranesimo è implicita una demitizzazione del Cristianesimo realizzata nella nostra epoca nel modo più radicale da Rudolf Bultmann e denunciata in modo altrettanto radicale da Benedetto XVI a Regensburg nel 2006. Quel famoso discorso fu considerato solo per le conseguenze circa i rapporti con l'Islam, ma conteneva anche una essenziale critica alla prospettiva di Lutero la cui posizione comportava la riduzione dei contenuti della fede all'atto di fede; in ciò consiste appunto la demitizzazione. Il Luterano pensa che la sua fede non abbia bisogno di ragioni, di argomenti e di contenuti: è una passione non una fede, è una fede senza dogmi e quindi anche senza eresie.

La sostituzione della realtà della fede con l'atto soggettivo di fede è applicazione del principio gnostico di rifiuto del reale e della volontà di riplasmarlo. E' un atto di rivoluzione ed ogni rivoluzione affonda le radici nello gnosticismo. Il luteranesimo non può essere una riforma, esso è stata una rivoluzione gnostica. Ciò è evidente nella contrapposizione tra fede e ragione per cui viene meno la possibilità di conoscere l'ordine del creato e il suo carattere normativo per la morale personale e sociale: la legge morale naturale. La natura non è conoscibile dalla ragione, che rimane al buio.

E' così che il Dio creatore viene contrapposto al Dio salvatore, in perfetta sintonia con il sentire gnostico. Come Marcione sosteneva che la natura creata era frutto di un Dio malvagio, padrone oppressivo assetato di sangue, così Lutero ritiene che la natura creata sia inquinata irrimediabilmente dal male, oggetto dell'ira divina. Come Marcione pensava che il Dio di Gesù Cristo è un Dio di comprensione e di misericordia, così Lutero pensa che la salvezza non dipenda dal nostro rispetto di un ordine di natura e di grazia ma dal manto misericordioso con cui Dio decide di coprire i nostri peccati, come un debitore traccia un segno di penna sulla cifra del debito. La salvezza verrebbe dalla negazione della creazione e dal suo ordine, come hanno sostenuto tutte le utopie rivoluzionarie di tipo prometeico e chiliastico, dagli anabattisti a Thomas Mŭnzer, da Mably a Karl Marx alle teorie di Ernst Bloch, ma come non può richiedere il Dio dal volto umano rivelatosi in Gesù Cristo. Il superamento della natura nella storia, il superamento della verità nella misericordia, il superamento della prassi nella teoria o della dottrina nella pastorale sono esempi di gnosticismo post-luterano.

La centralità della coscienza e i suoi danni

Lutero pone sul piano religioso il principio di immanenza. Cristo dentro la coscienza e non la coscienza aderente a Cristo e in Lui vivente. Dal piano religioso il principio della centralità della coscienza si è trasposto al piano filosofico e teologico. Originaria è la coscienza e tutto quanto è, è dentro la coscienza. La filosofia moderna è essenzialmente protestante perché gnostica; la realtà è immanente alla coscienza. Kant separa ragione e fede e ritiene vero solo ciò che la coscienza pone. Hegel intende come vero solo il sistema, ossia la coscienza storicamente dispiegata. Schleiermacher pensa che Dio sia dentro la coscienza e propone una Chiesa liquida. Wittgenstein pensa che la morale e la religione si possano solo mostrare e non dimostrare e il Modernismo dirà che la rivelazione di Dio avviene nell'autocoscienza credente della Chiesa: non Cristo in sé ma Cristo per noi.

Tutta la filosofia moderna è stata influenzata dal luteranesimo, compresi i suoi esiti nichilistici di chi, a partire da Nietzsche ma insieme a diversi precursori prima di lui, hanno sostenuto che in fondo anche la coscienza è frutto di determinazioni incoscienti. Da allora, il semplice "accadere" ha sostituito il principio di immanenza stesso: l'esito filosofico della riforma protestante non può essere che il nichilismo debole dell'indifferenza.

L'influenza sulla teologia cattolica

Essendo che il luteranesimo ha influenzato in modo determinante la filosofia moderna e la filosofia moderna ha influito in modo determinante sulla teologia, anche la teologia cattolica è stata inquinata a fondo dal luteranesimo. Con una contraddizione: se la fede luterana non ha ragioni e la teologia si fa con la ragione, che rimane della teologia cattolica se accoglie il punto di vista luterano? E infatti la teologia cattolica, sotto quella influenza, si  è depotenziata nelle sue pretese teoretiche ed è diventata teologia narrativa o ermeneutica della fede. Karl Rahner e il suo allievo Walter Kasper pensano, con Kant, Hegel e Heidegger, che l'uomo sia dentro il problema e che possa conoscere solo "situato" storicamente. Lì avverrebbe la rivelazione di Dio, in modo apriorico, atematico e pre-religioso. E' la "svolta antropologica" che importa nella teologia cattolica il principio protestante del primato della coscienza e della prevalenza dell'atto di fede sul contenuto della fede. Non si ritiene più possibile incontrare i contenuti della fede, ma solo le interpretazioni. la tradizione diventa una serie di interpretazioni e non la trasmissione fedele di un contenuto, e negli studi teologici cattolici non si insegnano più i contenuti della fede - vale a dire i dogmi -  attestati dal magistero in ascolto della tradizione, ma le opinioni dei teologi, le loro interpretazioni. La vittoria dell'ermeneutica sulla metafisica nella teologia cattolica è la più evidente attestazione dell'influenza esercitata dal protestantesimo e una chiara vittoria, anche se momentanea, dello gnosticismo.

Simul iustus et peccator

Il luteranesimo è gnostico anche perché ritiene che l'uomo possa essere peccatore e giusto simultaneamente. Anche il cataro osservante pensava di poter essere libero spiritualmente nella lascivia sessuale, libero interiormente perché altro è lo spirito e altra è la materia del corpo. Questo è solo uno strumento che non incide su chi lo usa. Dall'invenzione della pillola contraccettiva alla fecondazione artificiale e all'utero in affitto la visione gnostica del corpo ha fatto molta strada. Si è trattato di un principio tragicamente fecondo. Le sette luterane sono arrivate ben presto ad accettare tutte queste novità e sono all'avanguardia nel riconoscimento dei cosiddetti diritti civili e oggi celebrano nelle loro chiese i "matrimoni" tra persone omosessuali. Non c'è un ordine naturale cui l'uso del corpo debba attenersi e l'uomo vive come in due regni, il regno interiore della fede e il regno esteriore della schiavitù. Oggi anche tanti cattolici, vescovi compresi, accettano l'omosessualità e la fecondazione artificiale e ciò è sintomo della protestantizzazione della fede cattolica. Per il cataro è possibile essere santo nella sozzura morale, per qualche vescovo cattolico è possibile che una unione omosessuale sia il luogo dove si sperimenta la grazia di Dio. In mezzo sta il luteranesimo con la sua dottrina simul iustus et peccator.

La politica dei due regni

Due sono i regni. Nel regno interiore l'uomo è soggetto solo a Dio cui egli aderisce nel sacrario della sua coscienza individuale, senza Chiesa, senza magistero, senza tradizione. Nel regno esteriore l'uomo è soggetto a tutti. Egli nella società è come un mulo che deve essere bastonato. A ciò serve il potere politico, a tenere legata la bestia che l'uomo è sul piano naturale. Il potere politico non persegue finalità di bene comune perché la società non rispecchia un ordine naturale comprensibile dalla ragione. Del potere politico il protestante ha paura e nello stesso tempo gli è indifferente perché non c'entra nulla con la sua salvezza. Egli è così timorosamente obbediente da adattarsi ad ogni pensiero dominante. Onnipotente, il potere politico, ed inutile nello stesso tempo, ai suoi occhi. Ad esso è deputato il ruolo di tenere insieme i cittadini che sono guidati solo dall'egoismo. Senza il potere la società sarebbe un branco di lupi affamati che si sbranano l'un l'altro. La visione disperata di Hobbes ha i suoi presupposti in Lutero. L'uomo è solo un lupo per l'altro uomo. Ecco perché il luteranesimo è all'origine del convenzionalismo politico, sia nella forma assolutistica di Hobbes sia in quella democratica di Rousseau.. Senza Lutero non ci sarebbe stata la democrazia che Tocqueville vedeva votata alla concentrazione pianificata del potere, la democrazia vuota e onnipotente di oggi, vuota e proprio per questo oppressiva e intollerante. Lutero era intollerante con i contadini in rivolta che voleva vedere - come in effetti furono - impiccati. Ugualmente la democrazia moderna riesce ad essere intollerante nella sua apparente tolleranza tanto quanto un potere assoluto. E' quanto avviene oggi: una società fondata sulla luterana libertà di coscienza che impedisce a chi vuole attenersi alla propria coscienza anche in pubblico di poterlo fare. Se il giudice supremo è la coscienza, la coscienza alleata con altre coscienze può anche abolire la libertà di coscienza. E' la dittatura del relativismo, che segue necessariamente l'abbattimento dei contenuti della coscienza come fonte della loro verità.

Sbagliato concentrarsi sulle "intenzioni" di Lutero

Ma è soprattutto nella dottrina teologica dell'evoluzione del dogma che il luteranesimo fa breccia nel cattolicesimo. Si tratta infatti di un modo per annullare la tradizione o, meglio, per farla coincidere con l'autocoscienza credente della Chiesa. Come se la rivelazione avvenisse nelle coscienze dei fedeli. Il modernismo, che proprio questo diceva, deriva dal protestantesimo attraverso il giansenismo ed ambedue risalgono allo gnosticismo.

In questo 500.mo anniversario della Riforma protestante abbiamo assistito ad una celebrazione di Lutero, avvenuta in varie forme anche molto azzardate e temerarie. Un aspetto ha segnato l'atteggiamento della Chiesa cattolica in questa occasione, l'idea di trattare la Riforma non con riferimento alla dottrina ma alle intenzioni del monaco Lutero. Si è creduto così di poterlo rivalutare  come un appassionato di Dio, dando poi la colpa alla degenerazione delle contingenze storiche e alle rigidità della Chiesa cattolica. Ma già così facendo la Chiesa cattolica ha fatta propria la posizione protestante, che proprio in questo consiste, nel dare il primato alla coscienza sul dogma. Si è potuto così dire che Lutero non voleva una rivoluzione ma una riforma e il cardinale Kasper lo ha paragonato a San Francesco. Si è anche potuto dire che le differenze tra cattolicesimo e luteranesimo non sono sostanziali. L'intento era di favorire una prassi comune, ma anche questa è una concessione alla mentalità della Riforma che antepone la prassi alla dottrina. Lutero aveva uno scopo "pratico" e non conoscitivo o teoretico: sentirsi in Grazia di Dio. A lui interessava il Cristo per lui e non il Cristo in sé.

Ricollegandosi alle intenzioni di coscienza di Lutero e non alla dottrina luterana si vuole forse rivedere i contenuti dottrinali senza darlo a vedere. Se questa ipotesi fosse vera comporterebbe l'assunzione del principio gnostico della riplasmazione della realtà a partire dalla coscienza e sposerebbe la visione modernista del dogma, come qualcosa che si evolve con la coscienza. Una applicazione del paradigma ermeneutico come sostitutivo del paradigma metafisico.

La Dottrina sociale della Chiesa

Nella visione protestante la Dottrina sociale della chiesa è impossibile e non è da escludere che il suo lento abbandono nella Chiesa cattolica non derivi dall'influenza del luteranesimo. L'allentamento del rapporto tra fede e ragione, la rinuncia ai principi non negoziabili, l'oblio della legge morale naturale, la revisione del rapporto tra procreazione, apertura alla vita e socialità, la svolta antropologica con l'eterno slogan "ripartire dall'uomo" che era già fallito ai tempi di Maritain e del Vaticano II, l'abuso della categoria del discernimento, il pastoralismo senza dottrina, la presenza senza identità, l'idea che si possa collaborare con tutti ... tutto questo mette in crisi profonda la Dottrina sociale della Chiesa, e si tratta di una crisi di origine luterana.

Stefano Fontana

Fonte: https://www.vanthuanobservatory.org/ita/riforma-luterana-la-gnosi-contro-il-logos-relazione-tenuta-il-21-ottobre-2017-a-salerno/

 

 

 
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Puccetti: perché si distrugge la morale

Post n°142 pubblicato il 27 Maggio 2017 da Veritatis1973

Lobby gay e spinta per la dissoluzione della morale cattolica

di Renzo Puccetti

Vescovi

24-05-2017

Il 9 maggio sulla NBQ Lorenzo Bertocchi dava un resoconto puntuale dello sviluppo teologico avviato dall'enciclica Amoris laetitia (AL). Riportava che le encicliche Casti connubii di Pio XI e Humanae vitae del beato Paolo VI sulla contraccezione, Veritatis splendor sulla morale generale, l'esortazione Familiaris consortio sulla morale coniugale, entrambe di San Giovanni Paolo II, sono ormai apertamente sotto accusa. La colpa, dicono alcuni teologi, è di avere introdotto "dei blocchi di pensiero e di azione nella Chiesa cattolica", un "massimalismo morale", una "discontinuità" e una "forzatura nella lettura delle fonti tradizionali" a cui Amoris laetitia avrebbe posto rimedio. 

Nel 1914 l'accademico di Francia Paul Bourget scriveva il romanzo "Il demone meridiano"; vi si leggeva: «Bisogna vivere come si pensa, se no, prima o poi, si finisce con il pensare come si è vissuto». Il professor Richard Weaver nel 1948 pubblicava il libro "Ideas have consequences" (Le idee hanno conseguenze). Spiegava il disfacimento morale della modernità come lo sviluppo obbligato dell'idea nominalistica avviata da Guglielmo di Ockham. Azione e pensiero, pastorale e dottrina, ortoprassi e ortodossia non sono separabili. 

È questo attuale per noi? Sono convinto di sì. Senza una vita casta, è facile diventare autori e prede di idee viziose e queste, a loro volta, alimenteranno altre idee, spingendo ad ulteriori comportamenti in una spirale verso il basso. Ora io non mi arrogo di dire se AL affermi ciò che per alcuni è lodabile e per altri deprecabile, ovvero che vi siano circostanze in cui è permessa la Comunione a divorziati risposati che non vivano in continenza, se cioé Francesco contraddica San Giovanni Paolo II in Familiaris consortio, tuttavia, poiché autorevoli personaggi della Chiesa giudicano reale e sostengono con favore tale cambiamento, so esaminare le conseguenze logiche e necessarie di una tale idea. 

Dallo studio della questione del controllo delle nascite, raccolto nel mio volume "I veleni della contraccezione", ho compreso che il punto di tenuta dell'intera impalcatura morale bimillenaria cattolica ruota attorno alla inscindibilità dei significati unitivo e procreativo dell'atto coniugale. Lo dovette ammettere persino il giurista cattolico John T. Noonan nel suo studio pro-pillola: sin dagli albori del cristianesimo «nessun teologo cattolico ha mai insegnato "La contraccezione è un'azione buona"». 

Le idee hanno conseguenze e l'idea di separare sesso e fertilità ha conseguenze logiche. Se si ammette la sessualità sterilizzata, perché non la fertilità asessuata della fecondazione artificiale? Se è lecita la sessualità senza le conseguenze della paternità, se il sesso è un mero piacere, a che scopo caricarlo del fardello della fedeltà coniugale e del matrimonio stesso? E come negare il rimedio abortivo in caso di fallimento contraccettivo, una volta che la sessualità "liberata" dalla prole sia acquisita come il bene in certe situazioni? E ancora, se la fecondità è una mera appendice, attaccata alla sessualità con la clip tecnologica, perché mai dovrebbe essere rilevante la complementarietà sessuale nel matrimonio? 

Nel 1972 la filosofa Elizabeth Anscombe pubblicava un saggio in difesa di Paolo VI ed Humanae vitae dal titolo "Contraccezione e castità". Riporto un passaggio di quel testo della docente di Oxford: «Se il rapporto eterosessuale contraccettivo è lecito, allora, dopo tutto, quale obiezione può esserci alla mutua masturbazione, o alla copula in vaso indebito (extravaginale, n.d.r.), la sodomia, il sesso anale, quando la normale copula è impossibile o sconsigliabile (o in ogni caso secondo i gusti)? [...] Ma se queste cose sono tutte giuste, diventa perfettamente impossibile individuare qualcosa di sbagliato, ad esempio, col rapporto omosessuale». E proseguiva: «Non sto dicendo: se pensi che la contraccezione va bene, allora farai queste cose; niente affatto. L'inclinazione alla rispettabilità persiste e i vecchi pregiudizi sono duri a morire. Ma sto dicendo: non avrai ragioni solide contro queste cose. Non avrai risposta a qualcuno che afferma, così come fanno molti, che anche loro sono buoni». 

Sono passati 45 anni e quelli che la Anscombe chiamava i vecchi pregiudizi paiono essere crollati per molti pastori. Com'ella previde, se oggi si cercano estimatori ecclesiastici della "bontà" sodomitica non c'è che l'imbarazzo della scelta: «Credo che sia uno sviluppo positivo che gli stati siano liberi di aprire il matrimonio civile per gli omosessuali» (cardinale Danneels). «Nella nostra cultura personalistica l'interdizione delle relazioni omosessuali è considerata come una discriminazione inaccettabile: ci saranno uomini e donne che non hanno il diritto di vivere apertamente la loro sessualità solo perché non vivono alla stessa maniera di come vive la grande maggioranza delle persone» (vescovo Bonny). «Gay si nasce» (cardinale Kasper). «Se c'è una relazione omosessuale fedele per trent'anni, non si può dire che non è niente, che non ha valore» (cardinale Marx). 

Quando nel 1930 gli anglicani decisero di rompere l'unità del cristianesimo sulla contraccezione, ciò avvenne anche per un motivo pratico: i pastori anglicani avevano cominciato ad usare la contraccezione con le loro mogli; come potevano dunque considerare un peccato ciò che loro praticavano in privato? Posso errare, e preciso di non volermi riferire a nessuna persona particolare, volendo semplicemente riferire un'impressione generale, ma un istinto mi suggerisce che qualcosa di analogo stia avvenendo riguardo a questo cedimento dottrinale nei confronti delle relazioni omosessuali. 

Ho l'impressione che l'interdizione all'ordine sacro per le persone con tendenze omosessuali, peraltro recentemente confermata sotto l'attuale pontificato, sia stata per decenni largamente disattesa ed ora se ne vedono i frutti avvelenati. I seminaristi sono diventati preti, i preti docenti, monsignori, rettori, vescovi e alcuni di questi cardinali. La lobby gay costituisce una piaga purulenta di cui, nonostante i tentativi, non si riesce a coprire il tanfo. 

Le idee hanno conseguenze. Quando il gesuita padre James Martin afferma che obbligare tutti a servirsi dei bagni corrispondenti al loro sesso biologico costituisce «un affronto alla dignità umana», fa solo un altro passetto nella stessa direzione: se la realtà biologica dell'altro non è rilevante per il coito, perché dovrebbe importare la realtà biologica di se stessi in qualsiasi attività? 

Quando si stila l'anagrafica dei sostenitori della Comunione ai divorziati risposati si scopre che gli stessi sono anche per la contraccezione, la fecondazione artificiale, sono muti sull'aborto, sono favorevoli al riconoscimento delle unioni tra persone dello stesso sesso (oltre ad essere contrari al celibato ecclesiastico e favorevoli all'ordinazione sacerdotale delle donne), tutta roba che riguarda i genitali, l'area dove si direbbe individuino il baricentro esistenziale dell'uomo. 

E non è un caso che anglicani e luterani, dopo avere dichiarato lecita la contraccezione, abbiano poi ammesso tutto il resto, compresa l'ordinazione di preti gay e la celebrazione di matrimoni omosessuali. Ci deve essere un qualche elemento teorico unificante. Lo troverete in ciò che Veritatis splendor rifiuta e condanna: etica della buona intenzione (Vs, 78), della situazione e proporzionalismo (Vs, 79) ed in ciò che difende: doveri della coscienza (Vs, 61) e male intrinseco (Vs, 80). 

Per questo difendere Veritatis splendor è decisivo. Aggirare gli assoluti morali negativi, ovvero le azioni che non si devono compiere mai per qualsiasi motivo ed in ogni circostanza, attraverso l'esaltazione del discernimento dei casi, obbliga a dovere presentare casi dove la legge non sia applicabile, cioè a quella casuistica da cui, a parole, si dice di non volere cadere. Fino ad ora tutti i tentativi hanno però rappresentato niente di più che l'irrisione della logica, quando addirittura non hanno confezionato performance tragicomiche come quella di sua eminenza il cardinale Coccopalmerio, cultura sopraffina, ardita al punto da produrre la singolare tesi giustificativa dell'adulterio a scopo antidepressivo. 

Il rendentorista Marcelo Vidal afferma che Amoris laetitia "è contro Veritatis splendor", ma se così è, allora non è più un modo pastoralmente diverso di affermare la stessa dottrina, è piuttosto un'inversione di dottrina, con buona pace dei pompieri. E se invece così non è, sorprende e sconcerta che non giunga alcuna smentita dagli interpreti di AL accreditati di autorevolezza. Ora si ode il bisbiglio su un prossimo cantiere per la rottamazione di Humanae vitae, ma fragorosa è stata la sordina messa all'ultima enciclica di Paolo VI e al martirio che gli è costata, in occasione della beatificazione di Papa Montini. 

Tuttavia la valanga non può fermarsi al solo ambito della morale e Paolo VI, Giovanni Paolo II e Benedetto XVI, uomini colti e razionali, ne sono stati consapevoli. Se si cambia l'insegnamento di Cristo sul matrimonio perché, come sostiene il capo dei gesuiti, non c'era il registratore per documentare con certezza le parole del Signore, perché non dubitare anche della resurrezione, dal momento che né Caifa, né gli apostoli avevano installato il sistema di videosorveglianza nel sepolcro? E perché difendere la transustanziazione eucaristica, se questa ostacola l'abbraccio ecumenico, in fin dei conti, mica c'era Piero Angela a controllare i fatti dell'ultima cena? I glossoprotrusi in servizio permanente effettivo possono sbraitare, agitarsi ed offendere quanto vogliono, possono pornoteologare, pornoconsultare e pornopraticare, ma alla fine le idee hanno conseguenze e tra queste vi è anche quella di svelare la mens dei loro autori.

Fonte: http://www.lanuovabq.it/it/articoli-lobby-gay-e-spinta-per-la-dissoluzione-della-morale-cattolica-19946.htm

 

 

 

 
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Mons. Schneider: il frutto di Fatima

Post n°141 pubblicato il 27 Maggio 2017 da Veritatis1973

S.Nicola in Russia: "E' il frutto di Fatima"di Andrea Zambrano

26-05-2017

 

Nel 1995 un giovane missionario della Fraternità San Carlo, don Ubaldo Orlandelli, da pochi anni arrivato ad evangelizzare la Siberia reduce dalla terribile esperienza sovietica passava per le strade di Novosibirsk portando in processione eucaristica il Santissimo Sacramento con appena cinque o sei fedeli dietro di lui. Una piccolissima processione del Corpus Domini che si snodava inosservata in una terra che aveva vissuto l'ateismo per mezzo secolo.

22 anni dopo a Mosca arriva da Bari la reliquia di San Nicola, viene accolta solennemente dal patriarca Kirill e per l'occasione si mobilita il governo: cinque km di fila per poter baciare la reliquia. Protagonista è la Chiesa ortodossa che è andata fino a Bari per farsi consegnare la sacra reliquia del santo venerato in Russia e che rimarrà in Russia fino a luglio. I giornali hanno raccontato fotograficamente la straordinaria testimonianza di fede di un popolo che 70 anni di comunismo non ha fiaccato nella devozione ai santi e alla Madonna.

Due foto che a modo loro parlano, ma che si possono accostare l'una all'altra sebbene si tratti di contesti ed epoche diverse.

Come inquadrare questo fenomeno senza ricorrere ai soliti clichè del devozionalismo? E soprattutto, che cosa è successo in questi 22 anni nei quali si è passati da una situazione di deserto a una rinascita spirituale? La distinzione tra Chiesa ortodossa o cattolica è importante da fare, ma non è decisiva in questo discorso. Come spiega bene in questa intervista concessa alla Nuova BQ monsignor Athanasius Schneider, vescovo di Astana in Kazakhistan che è in Italia in questi giorni per un ciclo di conferenze (oggi a Verona alle 18 nell'auditorium Fondazione Mutilati di guerra e domani a Bergamo).

Eccellenza, che cosa è accaduto in Russia in questi 25 anni?

E' successo che c'è stato un aumento impressionante di vita cristiana. L'Unione Sovietica era lo Stato ateo per eccellenza, ma anche lo Stato che ha perseguitato più di tutti le Chiese e non permetteva che si avesse un segno cristiano nella vita pubblica. Oggi si assiste ad una vitalità della fede provvidenziale.

E la peregrinatio Sancti Nicolae lo dimostra?

Altroché. Ma ci sono molti altri segni che ci fanno vedere questa rinascita spirituale del popolo e delle istituzioni russe. I dati in nostro possesso dicono che a 25 anni da crollo del comunismo in Russia sono state costruite ex novo 20mila chiese ortodosse. Non è mai accaduto nella storia della Chiesa che in appena un quarto di secolo in un solo Paese si costruissero così tante chiese. L'altro dato significativo è la ripresa della vita monastico-contemplativa. In pochissimi anni in tutta la Russia sono fioriti oltre 1000 monasteri maschili e femminili dove i monaci hanno ripreso a condurre una vita di ascesi e intercessioni.

Il segno di una presenza.

In queste 20mila chiese c'è il Santissimo Sacramento presente nel tabernacolo, gli ortodossi hanno la messa valida e si venera la Madonna come madre di Dio. Tutto questo è un segno eloquente della presenza di Dio dove fino a pochi anni fa Dio era bandito.

Eppure la società russa è ancora molto secolarizzata...

Certamente, ma queste cifre parlano da sé. Dio ha risposto ad una chiamata.

A che cosa si riferisce?

Credo che questa rinascita si possa interpretare come una tappa del processo della conversione della Russia, la conversione di cui parlava la Madonna a Fatima.

Stiamo parlando però di una conversione alla Chiesa ortodossa, che non è in comunione con Roma.

E' un processo lungo, Dio non fa accadere le cose da un giorno all'altro, perché sarebbe contrario alla legge naturale. Sempre Dio agisce attraverso uno sviluppo organico, ma noi possiamo vedere in questa rinascita spirituale la mano di Dio che conduce la Chiesa verso il processo della conversione del mondo.

Eppure la consacrazione è un atto così lontano dalla logica del mondo...

Ma è un atto gradito a Dio, come ci ha detto la Madonna a Fatima. Quando Giovanni Paolo II ha consacrato la Russia il 25 marzo 1984 è iniziato il lungo processo di conversione del popolo russo. Ma si trattava di una consacrazione implicita, che secondo quanto detto da Suor Lucia, è stata gradita al cielo. Però per avere la conversione perfetta della Russia bisognerà fare una consacrazione esplicita, solo allora la Chiesa ortodossa rientrerà nella piena comunione con Roma.

Quindi anche il processo ecumenico rientra in questo disegno?

Sì, soprattutto con il popolo russo. Un fatto è certo: la Madonna ha chiesto che il Papa consacri in unione con tutti i vescovi del mondo la Russia in modo esplicito. Lo stesso cardinale Cordes ricorda spesso che Giovanni Paolo II gli confidò che non era riuscito a fare una consacrazione pubblica a causa delle resistenze della diplomazia vaticana che all'epoca sconsigliavano questo atto. Ma oggi molte cose sono cambiate. Ecco perché non si può più attendere.

La manifestazione di popolo per San Nicola ci mostra anche un coinvolgimento attivo dello stesso governo della Federazione russa...

E' un fatto estremamente positivo. In una nazione non si deve separare il popolo dal suo governo. Anche i governi dunque, essendo corpi sociali, devono consacrarsi a Dio e alla Madre del Redentore perché questo è un comandamento ben preciso. Ecco perché nel fare un atto pubblico di fede nel Dio vero Gesù Cristo o in un santo canonizzato, il governo ha dato un bell'esempio di ordine sociale.

Non c'è il rischio che questo sia dettato da opportunismo? Dal considerare il sentimento religioso un Instrumentum Regni?

Certamente può essere un rischio. Ma questo è sempre accaduto nella storia, spesso i governi hanno utilizzato la Chiesa per i propri vantaggi o per promuovere la propria gloria. Ma questo non contraddice l'atto in sé che è oggettivo, le intenzioni le conosce soltanto Dio, noi possiamo soltanto auspicare che il governo operi con la massima sincerità. E da questo riconoscere che qualche cosa è cambiato in meglio per la vita di fede del popolo. Non dimentichiamo che prima le Chiese erano perseguitate.

Un'altra immagine "potente" è quella del popolo russo in fila anche per 5 km per poter venerare la reliquia. Come è possibile che 70 anni di comunismo non abbiano cancellato questo sentimento?

E' merito del Battesimo che anche clandestinamente i russi hanno ricevuto durante il regime sovietico. Non dimentichiamo che lo stesso presidente russo Vladimir Putin è stato battezzato in segreto dalla madre quando era ancora in vita Stalin. Nella Chiesa ortodossa inoltre, al Battesimo si accompagna sempre anche la Cresima. Tutto ciò ha contribuito a tenere viva la luce della fede che era soffocata e che ora può esprimersi nella libertà.

Se guardiamo con una logica europea tutto ciò ci appare incomprensibile...

Sta avvenendo un processo all'inverso: durante la guerra fredda nei paesi sovietici erano banditi gli atti di venerazione a Dio, oggi invece questo appare impossibile da parte delle nomenklature europee. Nessun rappresentante di governo europeo oggi concepirebbe questo e non è un caso che la Massoneria sia sempre più presente in quegli apparati di governo.

Dal suo osservatorio come vede l'attenzione del governo russo alla rinascita della fede?

C'è una cura sociale fondamentale. Ci sono alcuni segni del governo che sono positivi e contrastano con l'idea antiumana e degradante che invece si sta diffondendo in Europa. In Russia è proibita la pubblicità omosessuale, ma si stanno portando avanti anche programmi di promozione della famiglia naturale nelle scuole e nelle università. Anche in Europa bisogna procedere con le consacrazioni dei singoli stati.

Lei ha parlato di Fatima, è questo uno dei messaggi dunque ancora attuali?

Sì. La Madonna ha scelto il popolo russo come strumento di un futuro rinnovarsi della società cristiana. Ecco perché ogni singolo stato deve consacrarsi ed entrare così nel processo in itinere del trionfo del cuore immacolato di Maria. Le consacrazioni hanno un valore enorme: Dio attira tantissime benedizioni su quei Paesi o quelle realtà locali che si consacrano, si tratta di acquistare atti meritevoli che ci porteranno innumerevoli grazie. Ma questo vale per ogni uomo: si assisterà ad un rinnovo spirituale, tante piccole luci che si accendono nel buio di questa epoca. 

Fonte: http://www.lanuovabq.it/it/articoli-snicola-in-russia-e-il-fruttodi-fatima-19960.htm

 

 

 
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