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Puccetti: perché si distrugge la morale

Post n°142 pubblicato il 27 Maggio 2017 da Veritatis1973

Lobby gay e spinta per la dissoluzione della morale cattolica

di Renzo Puccetti

Vescovi

24-05-2017

Il 9 maggio sulla NBQ Lorenzo Bertocchi dava un resoconto puntuale dello sviluppo teologico avviato dall'enciclica Amoris laetitia (AL). Riportava che le encicliche Casti connubii di Pio XI e Humanae vitae del beato Paolo VI sulla contraccezione, Veritatis splendor sulla morale generale, l'esortazione Familiaris consortio sulla morale coniugale, entrambe di San Giovanni Paolo II, sono ormai apertamente sotto accusa. La colpa, dicono alcuni teologi, è di avere introdotto "dei blocchi di pensiero e di azione nella Chiesa cattolica", un "massimalismo morale", una "discontinuità" e una "forzatura nella lettura delle fonti tradizionali" a cui Amoris laetitia avrebbe posto rimedio. 

Nel 1914 l'accademico di Francia Paul Bourget scriveva il romanzo "Il demone meridiano"; vi si leggeva: «Bisogna vivere come si pensa, se no, prima o poi, si finisce con il pensare come si è vissuto». Il professor Richard Weaver nel 1948 pubblicava il libro "Ideas have consequences" (Le idee hanno conseguenze). Spiegava il disfacimento morale della modernità come lo sviluppo obbligato dell'idea nominalistica avviata da Guglielmo di Ockham. Azione e pensiero, pastorale e dottrina, ortoprassi e ortodossia non sono separabili. 

È questo attuale per noi? Sono convinto di sì. Senza una vita casta, è facile diventare autori e prede di idee viziose e queste, a loro volta, alimenteranno altre idee, spingendo ad ulteriori comportamenti in una spirale verso il basso. Ora io non mi arrogo di dire se AL affermi ciò che per alcuni è lodabile e per altri deprecabile, ovvero che vi siano circostanze in cui è permessa la Comunione a divorziati risposati che non vivano in continenza, se cioé Francesco contraddica San Giovanni Paolo II in Familiaris consortio, tuttavia, poiché autorevoli personaggi della Chiesa giudicano reale e sostengono con favore tale cambiamento, so esaminare le conseguenze logiche e necessarie di una tale idea. 

Dallo studio della questione del controllo delle nascite, raccolto nel mio volume "I veleni della contraccezione", ho compreso che il punto di tenuta dell'intera impalcatura morale bimillenaria cattolica ruota attorno alla inscindibilità dei significati unitivo e procreativo dell'atto coniugale. Lo dovette ammettere persino il giurista cattolico John T. Noonan nel suo studio pro-pillola: sin dagli albori del cristianesimo «nessun teologo cattolico ha mai insegnato "La contraccezione è un'azione buona"». 

Le idee hanno conseguenze e l'idea di separare sesso e fertilità ha conseguenze logiche. Se si ammette la sessualità sterilizzata, perché non la fertilità asessuata della fecondazione artificiale? Se è lecita la sessualità senza le conseguenze della paternità, se il sesso è un mero piacere, a che scopo caricarlo del fardello della fedeltà coniugale e del matrimonio stesso? E come negare il rimedio abortivo in caso di fallimento contraccettivo, una volta che la sessualità "liberata" dalla prole sia acquisita come il bene in certe situazioni? E ancora, se la fecondità è una mera appendice, attaccata alla sessualità con la clip tecnologica, perché mai dovrebbe essere rilevante la complementarietà sessuale nel matrimonio? 

Nel 1972 la filosofa Elizabeth Anscombe pubblicava un saggio in difesa di Paolo VI ed Humanae vitae dal titolo "Contraccezione e castità". Riporto un passaggio di quel testo della docente di Oxford: «Se il rapporto eterosessuale contraccettivo è lecito, allora, dopo tutto, quale obiezione può esserci alla mutua masturbazione, o alla copula in vaso indebito (extravaginale, n.d.r.), la sodomia, il sesso anale, quando la normale copula è impossibile o sconsigliabile (o in ogni caso secondo i gusti)? [...] Ma se queste cose sono tutte giuste, diventa perfettamente impossibile individuare qualcosa di sbagliato, ad esempio, col rapporto omosessuale». E proseguiva: «Non sto dicendo: se pensi che la contraccezione va bene, allora farai queste cose; niente affatto. L'inclinazione alla rispettabilità persiste e i vecchi pregiudizi sono duri a morire. Ma sto dicendo: non avrai ragioni solide contro queste cose. Non avrai risposta a qualcuno che afferma, così come fanno molti, che anche loro sono buoni». 

Sono passati 45 anni e quelli che la Anscombe chiamava i vecchi pregiudizi paiono essere crollati per molti pastori. Com'ella previde, se oggi si cercano estimatori ecclesiastici della "bontà" sodomitica non c'è che l'imbarazzo della scelta: «Credo che sia uno sviluppo positivo che gli stati siano liberi di aprire il matrimonio civile per gli omosessuali» (cardinale Danneels). «Nella nostra cultura personalistica l'interdizione delle relazioni omosessuali è considerata come una discriminazione inaccettabile: ci saranno uomini e donne che non hanno il diritto di vivere apertamente la loro sessualità solo perché non vivono alla stessa maniera di come vive la grande maggioranza delle persone» (vescovo Bonny). «Gay si nasce» (cardinale Kasper). «Se c'è una relazione omosessuale fedele per trent'anni, non si può dire che non è niente, che non ha valore» (cardinale Marx). 

Quando nel 1930 gli anglicani decisero di rompere l'unità del cristianesimo sulla contraccezione, ciò avvenne anche per un motivo pratico: i pastori anglicani avevano cominciato ad usare la contraccezione con le loro mogli; come potevano dunque considerare un peccato ciò che loro praticavano in privato? Posso errare, e preciso di non volermi riferire a nessuna persona particolare, volendo semplicemente riferire un'impressione generale, ma un istinto mi suggerisce che qualcosa di analogo stia avvenendo riguardo a questo cedimento dottrinale nei confronti delle relazioni omosessuali. 

Ho l'impressione che l'interdizione all'ordine sacro per le persone con tendenze omosessuali, peraltro recentemente confermata sotto l'attuale pontificato, sia stata per decenni largamente disattesa ed ora se ne vedono i frutti avvelenati. I seminaristi sono diventati preti, i preti docenti, monsignori, rettori, vescovi e alcuni di questi cardinali. La lobby gay costituisce una piaga purulenta di cui, nonostante i tentativi, non si riesce a coprire il tanfo. 

Le idee hanno conseguenze. Quando il gesuita padre James Martin afferma che obbligare tutti a servirsi dei bagni corrispondenti al loro sesso biologico costituisce «un affronto alla dignità umana», fa solo un altro passetto nella stessa direzione: se la realtà biologica dell'altro non è rilevante per il coito, perché dovrebbe importare la realtà biologica di se stessi in qualsiasi attività? 

Quando si stila l'anagrafica dei sostenitori della Comunione ai divorziati risposati si scopre che gli stessi sono anche per la contraccezione, la fecondazione artificiale, sono muti sull'aborto, sono favorevoli al riconoscimento delle unioni tra persone dello stesso sesso (oltre ad essere contrari al celibato ecclesiastico e favorevoli all'ordinazione sacerdotale delle donne), tutta roba che riguarda i genitali, l'area dove si direbbe individuino il baricentro esistenziale dell'uomo. 

E non è un caso che anglicani e luterani, dopo avere dichiarato lecita la contraccezione, abbiano poi ammesso tutto il resto, compresa l'ordinazione di preti gay e la celebrazione di matrimoni omosessuali. Ci deve essere un qualche elemento teorico unificante. Lo troverete in ciò che Veritatis splendor rifiuta e condanna: etica della buona intenzione (Vs, 78), della situazione e proporzionalismo (Vs, 79) ed in ciò che difende: doveri della coscienza (Vs, 61) e male intrinseco (Vs, 80). 

Per questo difendere Veritatis splendor è decisivo. Aggirare gli assoluti morali negativi, ovvero le azioni che non si devono compiere mai per qualsiasi motivo ed in ogni circostanza, attraverso l'esaltazione del discernimento dei casi, obbliga a dovere presentare casi dove la legge non sia applicabile, cioè a quella casuistica da cui, a parole, si dice di non volere cadere. Fino ad ora tutti i tentativi hanno però rappresentato niente di più che l'irrisione della logica, quando addirittura non hanno confezionato performance tragicomiche come quella di sua eminenza il cardinale Coccopalmerio, cultura sopraffina, ardita al punto da produrre la singolare tesi giustificativa dell'adulterio a scopo antidepressivo. 

Il rendentorista Marcelo Vidal afferma che Amoris laetitia "è contro Veritatis splendor", ma se così è, allora non è più un modo pastoralmente diverso di affermare la stessa dottrina, è piuttosto un'inversione di dottrina, con buona pace dei pompieri. E se invece così non è, sorprende e sconcerta che non giunga alcuna smentita dagli interpreti di AL accreditati di autorevolezza. Ora si ode il bisbiglio su un prossimo cantiere per la rottamazione di Humanae vitae, ma fragorosa è stata la sordina messa all'ultima enciclica di Paolo VI e al martirio che gli è costata, in occasione della beatificazione di Papa Montini. 

Tuttavia la valanga non può fermarsi al solo ambito della morale e Paolo VI, Giovanni Paolo II e Benedetto XVI, uomini colti e razionali, ne sono stati consapevoli. Se si cambia l'insegnamento di Cristo sul matrimonio perché, come sostiene il capo dei gesuiti, non c'era il registratore per documentare con certezza le parole del Signore, perché non dubitare anche della resurrezione, dal momento che né Caifa, né gli apostoli avevano installato il sistema di videosorveglianza nel sepolcro? E perché difendere la transustanziazione eucaristica, se questa ostacola l'abbraccio ecumenico, in fin dei conti, mica c'era Piero Angela a controllare i fatti dell'ultima cena? I glossoprotrusi in servizio permanente effettivo possono sbraitare, agitarsi ed offendere quanto vogliono, possono pornoteologare, pornoconsultare e pornopraticare, ma alla fine le idee hanno conseguenze e tra queste vi è anche quella di svelare la mens dei loro autori.

Fonte: http://www.lanuovabq.it/it/articoli-lobby-gay-e-spinta-per-la-dissoluzione-della-morale-cattolica-19946.htm

 

 

 

 
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Mons. Schneider: il frutto di Fatima

Post n°141 pubblicato il 27 Maggio 2017 da Veritatis1973

S.Nicola in Russia: "E' il frutto di Fatima"di Andrea Zambrano

26-05-2017

Don Ubaldo in Siberia

Nel 1995 un giovane missionario della Fraternità San Carlo, don Ubaldo Orlandelli, da pochi anni arrivato ad evangelizzare la Siberia reduce dalla terribile esperienza sovietica passava per le strade di Novosibirsk portando in processione eucaristica il Santissimo Sacramento con appena cinque o sei fedeli dietro di lui. Una piccolissima processione del Corpus Domini che si snodava inosservata in una terra che aveva vissuto l'ateismo per mezzo secolo.

22 anni dopo a Mosca arriva da Bari la reliquia di San Nicola, viene accolta solennemente dal patriarca Kirill e per l'occasione si mobilita il governo: cinque km di fila per poter baciare la reliquia. Protagonista è la Chiesa ortodossa che è andata fino a Bari per farsi consegnare la sacra reliquia del santo venerato in Russia e che rimarrà in Russia fino a luglio. I giornali hanno raccontato fotograficamente la straordinaria testimonianza di fede di un popolo che 70 anni di comunismo non ha fiaccato nella devozione ai santi e alla Madonna.

Due foto che a modo loro parlano, ma che si possono accostare l'una all'altra sebbene si tratti di contesti ed epoche diverse.

Come inquadrare questo fenomeno senza ricorrere ai soliti clichè del devozionalismo? E soprattutto, che cosa è successo in questi 22 anni nei quali si è passati da una situazione di deserto a una rinascita spirituale? La distinzione tra Chiesa ortodossa o cattolica è importante da fare, ma non è decisiva in questo discorso. Come spiega bene in questa intervista concessa alla Nuova BQ monsignor Athanasius Schneider, vescovo di Astana in Kazakhistan che è in Italia in questi giorni per un ciclo di conferenze (oggi a Verona alle 18 nell'auditorium Fondazione Mutilati di guerra e domani a Bergamo).

Eccellenza, che cosa è accaduto in Russia in questi 25 anni?

E' successo che c'è stato un aumento impressionante di vita cristiana. L'Unione Sovietica era lo Stato ateo per eccellenza, ma anche lo Stato che ha perseguitato più di tutti le Chiese e non permetteva che si avesse un segno cristiano nella vita pubblica. Oggi si assiste ad una vitalità della fede provvidenziale.

E la peregrinatio Sancti Nicolae lo dimostra?

Altroché. Ma ci sono molti altri segni che ci fanno vedere questa rinascita spirituale del popolo e delle istituzioni russe. I dati in nostro possesso dicono che a 25 anni da crollo del comunismo in Russia sono state costruite ex novo 20mila chiese ortodosse. Non è mai accaduto nella storia della Chiesa che in appena un quarto di secolo in un solo Paese si costruissero così tante chiese. L'altro dato significativo è la ripresa della vita monastico-contemplativa. In pochissimi anni in tutta la Russia sono fioriti oltre 1000 monasteri maschili e femminili dove i monaci hanno ripreso a condurre una vita di ascesi e intercessioni.

Il segno di una presenza.

In queste 20mila chiese c'è il Santissimo Sacramento presente nel tabernacolo, gli ortodossi hanno la messa valida e si venera la Madonna come madre di Dio. Tutto questo è un segno eloquente della presenza di Dio dove fino a pochi anni fa Dio era bandito.

Eppure la società russa è ancora molto secolarizzata...

Certamente, ma queste cifre parlano da sé. Dio ha risposto ad una chiamata.

A che cosa si riferisce?

Credo che questa rinascita si possa interpretare come una tappa del processo della conversione della Russia, la conversione di cui parlava la Madonna a Fatima.

Stiamo parlando però di una conversione alla Chiesa ortodossa, che non è in comunione con Roma.

E' un processo lungo, Dio non fa accadere le cose da un giorno all'altro, perché sarebbe contrario alla legge naturale. Sempre Dio agisce attraverso uno sviluppo organico, ma noi possiamo vedere in questa rinascita spirituale la mano di Dio che conduce la Chiesa verso il processo della conversione del mondo.

Eppure la consacrazione è un atto così lontano dalla logica del mondo...

Ma è un atto gradito a Dio, come ci ha detto la Madonna a Fatima. Quando Giovanni Paolo II ha consacrato la Russia il 25 marzo 1984 è iniziato il lungo processo di conversione del popolo russo. Ma si trattava di una consacrazione implicita, che secondo quanto detto da Suor Lucia, è stata gradita al cielo. Però per avere la conversione perfetta della Russia bisognerà fare una consacrazione esplicita, solo allora la Chiesa ortodossa rientrerà nella piena comunione con Roma.

Quindi anche il processo ecumenico rientra in questo disegno?

Sì, soprattutto con il popolo russo. Un fatto è certo: la Madonna ha chiesto che il Papa consacri in unione con tutti i vescovi del mondo la Russia in modo esplicito. Lo stesso cardinale Cordes ricorda spesso che Giovanni Paolo II gli confidò che non era riuscito a fare una consacrazione pubblica a causa delle resistenze della diplomazia vaticana che all'epoca sconsigliavano questo atto. Ma oggi molte cose sono cambiate. Ecco perché non si può più attendere.

La manifestazione di popolo per San Nicola ci mostra anche un coinvolgimento attivo dello stesso governo della Federazione russa...

E' un fatto estremamente positivo. In una nazione non si deve separare il popolo dal suo governo. Anche i governi dunque, essendo corpi sociali, devono consacrarsi a Dio e alla Madre del Redentore perché questo è un comandamento ben preciso. Ecco perché nel fare un atto pubblico di fede nel Dio vero Gesù Cristo o in un santo canonizzato, il governo ha dato un bell'esempio di ordine sociale.

Non c'è il rischio che questo sia dettato da opportunismo? Dal considerare il sentimento religioso un Instrumentum Regni?

Certamente può essere un rischio. Ma questo è sempre accaduto nella storia, spesso i governi hanno utilizzato la Chiesa per i propri vantaggi o per promuovere la propria gloria. Ma questo non contraddice l'atto in sé che è oggettivo, le intenzioni le conosce soltanto Dio, noi possiamo soltanto auspicare che il governo operi con la massima sincerità. E da questo riconoscere che qualche cosa è cambiato in meglio per la vita di fede del popolo. Non dimentichiamo che prima le Chiese erano perseguitate.

Un'altra immagine "potente" è quella del popolo russo in fila anche per 5 km per poter venerare la reliquia. Come è possibile che 70 anni di comunismo non abbiano cancellato questo sentimento?

E' merito del Battesimo che anche clandestinamente i russi hanno ricevuto durante il regime sovietico. Non dimentichiamo che lo stesso presidente russo Vladimir Putin è stato battezzato in segreto dalla madre quando era ancora in vita Stalin. Nella Chiesa ortodossa inoltre, al Battesimo si accompagna sempre anche la Cresima. Tutto ciò ha contribuito a tenere viva la luce della fede che era soffocata e che ora può esprimersi nella libertà.

Se guardiamo con una logica europea tutto ciò ci appare incomprensibile...

Sta avvenendo un processo all'inverso: durante la guerra fredda nei paesi sovietici erano banditi gli atti di venerazione a Dio, oggi invece questo appare impossibile da parte delle nomenklature europee. Nessun rappresentante di governo europeo oggi concepirebbe questo e non è un caso che la Massoneria sia sempre più presente in quegli apparati di governo.

Dal suo osservatorio come vede l'attenzione del governo russo alla rinascita della fede?

C'è una cura sociale fondamentale. Ci sono alcuni segni del governo che sono positivi e contrastano con l'idea antiumana e degradante che invece si sta diffondendo in Europa. In Russia è proibita la pubblicità omosessuale, ma si stanno portando avanti anche programmi di promozione della famiglia naturale nelle scuole e nelle università. Anche in Europa bisogna procedere con le consacrazioni dei singoli stati.

Lei ha parlato di Fatima, è questo uno dei messaggi dunque ancora attuali?

Sì. La Madonna ha scelto il popolo russo come strumento di un futuro rinnovarsi della società cristiana. Ecco perché ogni singolo stato deve consacrarsi ed entrare così nel processo in itinere del trionfo del cuore immacolato di Maria. Le consacrazioni hanno un valore enorme: Dio attira tantissime benedizioni su quei Paesi o quelle realtà locali che si consacrano, si tratta di acquistare atti meritevoli che ci porteranno innumerevoli grazie. Ma questo vale per ogni uomo: si assisterà ad un rinnovo spirituale, tante piccole luci che si accendono nel buio di questa epoca. 

Fonte: http://www.lanuovabq.it/it/articoli-snicola-in-russia-e-il-fruttodi-fatima-19960.htm

 

 

 
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VIDEO: I misteri di Fatima luce per il nostro tempo

Post n°140 pubblicato il 15 Aprile 2017 da Veritatis1973

Incontro organizzato il 20 aprile 2017 ore 20:00 a Salerno presso la chiesa di S. Pietro in Camerellis, sul tema:
 
I misteri di Fatima
luce per il nostro tempo


E' intervenuto

Dott. Julio Loredo

Giornalista e saggista

Nel corso della serata è stato presentato il volume di don Marcello Stanzione

"Gli angeli custodi delle nazioni. Cent'anni fa a Fatima l'angelo del Portogallo parlava ai tre pastorelli", Sugarco 2016.

(Video dell'incontro svolto)

 

 

fatima 20 aprile 2017

 

 
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GIANNA JESSEN

Post n°139 pubblicato il 14 Marzo 2017 da Veritatis1973

http://www.brinktv.com/images/plaatjes-player/getuigenissen/GE004_Gianna_Jessen_AbortionSurvivor_ENGLISH.jpg

Visto il successo clamoroso delle conferenze organizzate lo scorso inverno, ProVita, insieme ad altre associazioni delle varie città interessate, ha invitato di nuovo Gianna Jessen per un altro ciclo di conferenze in questo mese di marzo, nelle città di Soresina, Benevento, Caserta, Poggibonsi, Brescia e La Spezia (vedi sotto per i dettagli).

 

Gianna Jessen è una testimone prolife d'eccezione, conosciuta a livello internazionale: è sopravvissuta a un aborto salino, nel 1977, in una clinica Planned Parenthood, quando la madre era a 30 settimane di gravidanza. La soluzione (salina) iniettata in utero di solito porta alla morte in 24 ore, corrodendo il bambino. Ma Gianna non ha accettato il crudele destino...

 

ProVita è lieta di accompagnare Gianna, la quale porterà la sua testimonianza in questo mese di marzo nelle seguenti città:

  • 16 Giovedì a Soresina (CR), ore 21:00, Chiesa di San Siro;
  • 19 Domenica a Benevento, ore 20:30, Auditorium del Seminario Arcivescovile;
  • 21 Martedì a Caserta, ore 19:30, Cinema Dual, Via P. Borsellino;
  • 23 Giovedì a Poggibonsi (SI), ore 21:15, Parrocchia dello Spirito Santo, Via A. Volta, 51;
  • 24 Venerdì a Brescia, ore 20:30, Teatro Santa Giulia Via Quinta, 5 -Villaggio Prealpino-;
  • 26 Domenica a La Spezia, ore 17:00 Teatro Palmaria, Via Palmaria, 50 -Canaletto- La Spezia.

 

Puoi reperire maggiori informazioni qui:

https://www.notizieprovita.it/attivita/gianna-jessen-con-provita-di-nuovo-in-italia/

 

 

 
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Pornografia, l'Ue vuole "sbianchettare" i divieti

Post n°136 pubblicato il 12 Febbraio 2017 da Veritatis1973

Pornografia, l'Ue vuole "sbianchettare" i divieti

di Ermes Dovico

11-02-2017

http://www.corrierecomunicazioni.it/upload/images/06_2014/video-contenuti-140610153001_medium.jpg

Mentre la pornografia continua a dilagare, con effetti distruttivi sia sui soggetti che in vario modo la alimentano sia sulla società nel suo complesso, il Parlamento europeo sta esaminando una proposta di modifica della direttiva 2010/13 sui servizi di media audiovisivi, che potrebbe seriamente indebolire la protezione dei bambini rispetto alla trasmissione di contenuti pornografici. La denuncia proviene dalla European federation of catholic family associations (Fafce), che ha lanciato un appello ai parlamentari europei  chiedendo di migliorare la legislazione comunitaria in materia. La modifica della direttiva - che regolamenta le offerte di contenuti delle televisioni, dei servizi a richiesta e delle piattaforme online per la condivisione dei video - è diventata necessaria, a sette anni dalla sua entrata in vigore, per la continua e rapida evoluzione dell'universo digitale. Il testo attuale prevede esplicitamente all'articolo 27 che le trasmissioni televisive non debbano contenere scene pornografiche o di violenza gratuita che possano "nuocere gravemente allo sviluppo fisico, mentale o morale dei minori". Ai servizi on-demand è invece dedicato l'articolo 12, secondo cui gli Stati membri devono impegnarsi a garantire che i contenuti pericolosi "siano messi a disposizione del pubblico solo in maniera tale da escludere che i minori vedano o ascoltino normalmente tali servizi di media audiovisivi a richiesta". Ora, il problema sta proprio nella nuova formulazione dell'articolo 12, contenuta nella proposta che la Commissione ha inviato all'esame del Parlamento europeo, che renderebbe più vago il quadro normativo: "I contenuti più pericolosi, come la violenza gratuita e la pornografia, dovrebbero essere soggetti alle misure più severe, come la criptazione e un efficace controllo dei genitori". Ma la previsione di queste "misure più severe" (in pratica, delle eccezioni alla norma generale) elimina di fatto il divieto del testo attuale. Altrettanto problematica, secondo la Fafce, è la proposta della commissione Cultura del Parlamento che, se fosse approvata così com'è, eliminerebbe del tutto l'articolo 12 originario, integrandolo in un nuovo e più lungo articolo, con un'uguale regolamentazione per tv e portali di condivisione video, ma con un linguaggio più morbido e senza alcun riferimento esplicito al divieto sulla pornografia. La Fafce, che rappresenta associazioni familiari di 15 Paesi europei, mercoledì ha organizzato una conferenza a Bruxelles proprio per sensibilizzare gli europarlamentari sul rischio per i bambini, alla quale hanno preso parte la slovacca Anna Zaborska (Ppe) e l'italiano Luigi Morgano (S&D), presidente e vicepresidente del Family Friendly Policy Intergroup. L'organizzazione ha anche lanciato sul proprio sito una raccolta firme diretta a tutte quelle Ong che vogliono chiedere al Parlamento di riaffermare il divieto sulla pornografia e la violenza gratuita, estendendolo a tutti gli altri servizi audiovisivi. Anche perché va considerato che i bambini di oggi sono ormai dei nativi digitali, che usano con disinvoltura vari mezzi tecnologicamente sofisticati, rendendo sempre più difficile il controllo dei genitori e la loro stessa opera educativa. I dati e varie ricerche mostrano chiaramente che la pornografia - oltre a essere una piaga per gli adulti, che in diversi casi ne diventano dipendenti e incorrono più facilmente in depressioni, disagi relazionali e divorzi - è diffusissima anche tra i minori. In Italia, secondo un recente sondaggio, il 67% dei ragazzi e il 15% delle ragazze tra i 14 e i 19 anni hanno guardato materiale pornografico. In Svezia, queste percentuali salgono rispettivamente al 92% e al 57% per adolescenti di 15-18 anni, mentre nel Regno Unito un'indagine su minori nella fascia 11-16 anni ha scoperto che oltre la metà aveva già guardato filmati pornografici. Per salvaguardare il più possibile l'innocenza e l'armonico sviluppo dei più piccoli, è perciò necessario scongiurare il pericolo che si nasconde dietro la proposta di modifica della direttiva e fare il possibile per migliorarla, perché come argomenta la Fafce "gli atteggiamenti e il comportamento dei bambini sono negativamente influenzati dalla pornografia. Attraverso la pornografia i bambini ricevono una povera, spesso umiliante e violenta, immagine delle relazioni sessuali, dissociando la sessualità dal più ampio contesto della relazione".

Gli articoli sono coperti da Copyright - Omni Die srl - Via Ferdinando Magellano 38, 20900 - Monza - MB 
P.Iva 08001620965 

 

Fonte: http://www.lanuovabq.it/it/articoli-pornografia-l-ue-vuole-sbianchettare-i-divieti-18911.htm

 

 

 
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