Creato da Verainvisibile il 09/03/2014

Vertigini

cadere e rialzarsi, avere paura e correre lo stesso

 

 

novantaquattropercento

Post n°70 pubblicato il 24 Gennaio 2015 da Verainvisibile
Foto di Verainvisibile

Che si possa trarre ispirazione da tutto non è una novità. E oggi, aprendo Libero in un impeto creativo pieno di sentimenti sdolcinati (io?), appare un box pubblicitario "diventa un Casanova in 24 ore. Funziona!". Wow, questo non lo posso lasciar passare, clicco ed entro. Leggo, esco. Secondo alcuni ricercatori spruzzarsi addosso una certa dose di feromoni per un maschio equivale a produrre una ecatombe di femmine. Il 94% degli uomini conferma, con una media di quattro (4!! Occhio ragazzi!) donne diverse al mese. "Inspiegabilmente - testimoniano - le donne sono attratte....donne bellissime". Eccoci qui, bestiame. Donne bestiame. Ma non mi scandalizza. Mi fa ridere, davvero. Prendiamo a campione, cerco di immaginare, uno che magari è intelligente, mediamente accettabile di aspetto, poverino solo timido. Su di lui lo chiamerei effetto placebo, ti spruzzi il magico odore e ti senti sicuro, vai! Il figo totale lo escluderei, ci crede già lui non gli serve altro per sentirsi tombeur. E quello che non batte chiodo da una vita? Il tipo aspetto sciatto, non mi lavo perché è un optional, non ho proprietà del mio cervello in quanto troppo impegnato chissà dove, non ho proprietà di linguaggio, non ho argomenti, sono sovrappeso per eccesso di compensazione, mi appassiona il porno come strumento di comprensione della vita, faccio la voce grossa ma solo se non rischio niente, sono galante come un babbuino...ecco, questo qui che speranze ha? Ne ha, ne ha. Quattro, e dico quattro donne in una mese! Stupende, pure. Ok, ditemi che sono finte, lo so, le testimonianze sono finte. Ma metti che qualcuno ci creda? E io ne sono sicura... Oddio, e se lo incontrassi io tutto feromonoso e mi sentissi magneticamente attratta? Tipo "trascende ogni mio controllo...". Vorrebbe dire che ho messo il mio cervello (oltre che vista, tatto e udito) completamente in posizione off...? Contro la mia volontà? E io che credevo che il playboy fosse un lavoro in cui impegnarsi! 

Quindi, cari ormoni di qualunque natura e nome, per pietà lasciatemi al restante sei per cento. Almeno potrò dir di averci messo del mio. 

 
 
 

Frammenti quotidiani

Post n°68 pubblicato il 19 Gennaio 2015 da Verainvisibile
Foto di Verainvisibile

Entrare in ufficio in anticipo di un'ora e trovare il capo già li, che ti guarda torvo e chiarisce che gli straordinari non sono retribuiti, ma ci sarebbe quella cosa urgente da fare.

Passare per le vie dell'area pedonale e ascoltare involontariamente la lite di due anziani, con lui che biascica livoroso "non voglio andare dove dici tu, voglio andare dove dico io".

Ricevere sei messaggi a pochi minuti di distanza che recitano per pranzo torno / non torno /torno / anzi non torno / forse torno / ok torno, e accorgersi che sono quasi le tre.

Aggirarsi trafelata fra le corsie del supermercato, cogliere lo sguardo smarrito di una donna sugli scaffali come a domandarsi 'che devo fare?", e pensare all'improvviso che forse anche tu hai lo stesso sguardo mentre stai pensando a cosa comprare.

Tirare fuori dall'asciugatrice della lavanderia a gettoni il tuo bucato, e avvertire lo sguardo insistente di un ragazzo sul tuo push up verde bottiglia.

Ascoltare i discorsi degli anziani nella sala d'attesa del medico e scoprire che ci vuole una vita per ammalarsi di continuo.

Tornare a casa, scaricare la macchina, piegare il bucato, mettere via la spesa, preparare per cena, scaricare la posta, rifare i letti, entrare in bagno per fare la doccia e scorgere la tua figura nello specchio. Fermarsi un attimo cercando di amarsi un pochino, e chiedere a te stessa se tutto questo che sei andrà sprecato.

aprire l'acqua calda, scegliere lo shampoo e pensare alla canzone di Gaber. Sciacquo. 

 
 
 

Books

Post n°67 pubblicato il 19 Gennaio 2015 da Verainvisibile
Foto di Verainvisibile

Ognuno ha le sue manie. Una delle mie, i libri. Non ho mai lasciato un uomo fuori da Intimissimi o da Max Mara per secoli, nemmeno fuori da un negozio di scarpe o gioielli, o borse o cosmetici. Davanti a una libreria si. Ore. È finita, ovvio.

Anche oggi ho esercitato pressione sul mio inconscio, mi sono detta 'non guardare, fila via', ho cercato di spostare gli occhi sulla gente in galleria, ma sembravo un marinaio con le sirene che cantano sulla scogliera. E sulla scogliera mi sono buttata. Una delle mie preferite,  di scogliere milanesi. Appena entro respiro, prendo il primo libro che trovo e annuso la carta, accarezzo il dorso, palpeggio la sovracopertina, faccio scorrere le dita su una pagina come se potessi toccare le lettere stampate. È l'inizio, lo so, non potrò fermarmi facilmente. Lancio un'occhiata panoramica, mi oriento fra i settori leggendoli ben evidenziati in alto, galleggio fra i tavoli ricoperti di volumi e gli scaffali. Leggo qualche risguardo nella zona best sellers, ma lascio perdere presto. Mi struscio per mezz'ora su 'letteratura americana contemporanea', caracollo verso l'area illustratori e immagine, staziono come uno yogi davanti ai volumi di Murakami con quelle copertine così intense e quelle parole così nude. Poi faccio all'assistente di turno la domanda 'scusi, la zona poesia?' non trovandola nel posto abituale. Mi indica il sotterraneo e lo scaffale, e avvicinandomi so già che non resisterò. Si crea un'elettricità fra me e quei volumi che mi fa pizzicare le dita. Ne tolgo uno, scorro un paio di pagine; poi un altro, e ancora, e ancora e li vorrei tutti. Un signore anziano a poca distanza mi guarda con un sorrisetto sardonico sotto i baffetti, ma io fingo di non vederlo. Poi prendo un volumetto asciutto, con la foto di un uomo anziano e bellissimo in quarta di copertina, so chi è, e di lui non ho niente. Apro a caso dopo una veloce annusata, e leggo ...quei momenti, così numerosi e così remoti nel tempo, tornano ancora, ma brevi, come lucciole nell'aria fragrante di una sera d'estate.. Chiudo di colpo, e mi giro per avviarmi alla cassa avvinghiando il volumetto con le nocche pallide. Il signore coi bafetti mi afferra il gomito facendomi sussultare, e prima che io inveisca sorride e fa "ci avrei scommesso, da come ha alzato la testa dopo aver letto qualcosa, sapevo l'avrebbe preso... Strand, molto particolare". E scompare, letteralmente scompare prima che io riprenda coscienza. Vado in cassa, e li lo ritrovo. Mi fa un gran sorriso stavolta, e mentre pago chiedo "ma lei fa sempre così? Guardi che mi ha messo paura". "No signora, ma lei con quei libri ci stava parlando, capisce? Lo faccio spesso anch'io".

esco, guardo le ore, ommioddio ci avrei messo un decimo del tempo per un vestito.....

 
 
 

Polpa

Post n°66 pubblicato il 14 Gennaio 2015 da Verainvisibile
Foto di Verainvisibile

Hai detto 'mi hai abituato alle morbidezze, questo è istintuale, grezzo, secco e forte'. Per un momento mi ha ferito, perché nelle mie intenzioni avevo scritto una cosa molto intima e tenera. Poi ho riletto, e l'ho trovata amara e struggente. Infine ho riguardato in me, e ti ho spiegato che mi sto difendendo dal provare qualcosa che potrebbe spezzarmi. Ma ti ho risposto 'io sono morbida, tu lo sai'. Perché sei un amico prezioso e senza ombre, e con te spesso espongo il midollo più tenero. 

Io sono morbida. Vorrei essere tagliente, asciutta, persino stronza a volte, e non mi riesce. È così che sono, madida di sudore nello sforzo di ricacciare quel che sento in fondo all'osso più lontano dal cuore. Sono polpa, una labile scorza mi avvolge. Sono acqua, scivolo intorno alle persone senza attaccarmi, rinfresco la pelle e poi evaporo senza disturbare se non mi si trattiene. Sono piuma, sfioro in modo delicato aspettandomi lo stesso in cambio. Sono vino, rosso e rotondo, tiepido e corposo e scendo nella gola se qualcuno vuole bermi, dando conforto al cuore. 

Sono occhi, cerco altri occhi e mi affondo in quei misteri cercando il mio mistero. Sono voce, investo di suoni quest'aria gelata cantando, rido al telefono come una bambina davanti a una sorpresa, avvampo ascoltado le parole dall'altra parte come fossero cibo. Sono parole, scritte con una grafia che scorre senza limite di continuità, oppure polpastrelli che  volano veloci su tastiere, come suonando una musica che non posso trattenere. E sono carne e sangue e ossa, e dita e bocca e schiena, e ho bisogno che tutto questo viva. 

Per questo quello che ho scritto è me. Lo attacco qui, perché resti. Per dirti grazie.

 

Trapela tra le pieghe di un'onda

il nome

che pronuncio fra nuca e labbra,

e leggo la sua voce

nascosta fra le mie orecchie;

e i capelli s'increspano 

di odore di salsedine.

Osservo i miei piedi,

bevono acqua,

e piccoli sassi

a rotolare fra ossa

attutiscono il fuoco  che scava 

la gola asciutta.

 

 

 
 
 

Metti il cappotto che fa freddo

Post n°65 pubblicato il 14 Gennaio 2015 da Verainvisibile
Foto di Verainvisibile

 

Lui: Non mi sento di dirti che va bene cosi

Io: Quindi? Qual è il problema?

Lui: Approfondiamo insieme

Io: Non sei tu che devi approfondire, sono io, non credi....? Non vedi?

Lui: Ti ho detto che lo facciamo insieme. Io sono qui per te

Io: E se poi ci fosse qualcosa che non va? Per davvero, che non va per davvero dico.

Lui: Lo affrontiamo insieme

Io: Tu non sei con me

Lui: Sono con te, anche se non sono in te

Io: Farai qualcosa se te lo chiedo?

Lui: Faremo quel che c'è da fare. Non avere paura

Io: Ho paura. Lo sai, lo vedi

Lui: I tuoi occhi, sì. Non riesco a sostenerli a volte. Sei così diretta... Non sono mai riuscito a non imbarazzarmi parlando con te, e nello stesso tempo è la cosa che mi affascina di te. Non riesco a mentire

Io: Io sostengo i tuoi quando dici certe cose. Cose pesanti, dette delicatamente. Sostieni i miei per favore, e non girare intorno ai fatti, sminuire è un modo di mentire

Lui: Non lo farò. Approfondiamo, poi ti guarderò senza distogliere gli occhi e ti dirò come la penso e cosa possiamo fare. Non pensarci adesso, dai

Io: Ok. E se andasse storta? Se andasse diversamente da come ci aspettiamo?

Lui: Ti accompagnerò dove vuoi tu. Non ti imporrò niente che non vuoi.

Io: Adesso cosa devo fare, fino a che non capiremo, non decideremo...?

Lui: Quello che ti ho sempre detto e sempre ti dirò.Vivi. Non aspettare, vivi. Non vedi quanto sei bella? E io non riesco a mentirti, lo sai da tanto tempo....

Bene. Ci prendiamo questo caffè?  Ho un appuntamento fra un quarto d'ora

Io: Ok. Adesso smettila di dirmi cose che fanno male.

Però hai ragione. Ogni volta me lo dici. Ogni volta ti ascolto dirlo, e penso che lo farò. Ma poi non lo faccio. Ci provo, ma non lo faccio mai. Lo desidero, ma da sola non so farlo.

Il bar è qui dietro, metti il cappotto che fa freddo.

 

 

 
 
 
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