Creato da Verainvisibile il 09/03/2014

Vertigini

cadere e rialzarsi, avere paura e correre lo stesso

 

 

Piccolo spazio stupidità

Post n°49 pubblicato il 23 Novembre 2014 da Verainvisibile

Ieri lavoravo, convegno. Mentre ascoltavo gli altri relatori, fatto il mio show, la stanchezza stava prendendo il sopravvento. Così mi è venuto di pensare a cose stupide, per raccogliere un po' di ironia in me (seguiva dibattito, io in genere sono chiara e secca ma gentile - ieri ero pronta a essere velenosa). A flash mi sono sorte in memoria queste...

- corridoio dell'ospedale, una signora mi chiede se so dove sia lo studio del "gastrologo"

- parco zoo safari di Fasano, il mio vicino di coda dice entusiasta alla moglie "perché qui gli animali vivono allo stato ebraico" (brado.....)

- mio figlio quando aveva quattro anni, in montagna. Gli mostro vacche e buoi, e lui dopo un po': "mamma, il singolare di buoi è bòo?"

- dal fisioterapista cedo il posto a una signora visibilmente sofferente che mi dice "grazie signo', questo spuntillo mi sta facendo impazzire" (chiesto al fisioterapista, spondilosi acuta)

- compagna di classe delle medie mi passa un bigliettino " evviva, oggi mia mamma mi compra l'oden" (chi non capisce è troppo giovane...)

-il prete di Suvereto ammonisce i bambini  il 30 ottobre: "non si festeggia aulin, mica siamo protestanti!"

ok, mi devo scuotere, l'ultimo relatore sta finendo e mi viene da ridere di nascosto. Dopo è andata bene, sono tornata secca ma gentile. Basta poco a farmi cambiare umore.

 

 
 
 

Attonita

Post n°48 pubblicato il 19 Novembre 2014 da Verainvisibile
Foto di Verainvisibile

Sto a pranzo con un caro amico in una piccola trattoria di un minuscolo paese. Il paese dove tutti si conoscono, dove tutti sanno tutto di tutti. Una condanna, per certi versi. Ma lui, Angelo, lo è di nome e di fatto, pur nel suo burbero e schietto modo di essere. È il saggio del luogo, direi. Ha cresciuto e protetto generazioni di bambini e bambine, facendo l'allenatore di pallavolo; gli allenatori di una volta, quelli che erano maestri, fratelli, padri. Tutti lo conoscono e lo stimano, per un aiuto o un consiglio si va da lui, e lui non lascia mai correre. Casomai corre lui, ecco. 

Davanti ai piatti fumanti e al vino rosso stiamo condividendo il cuore, è il fratello che non ho più, per me.. Squilla il suo telefono, è il comandante dei carabinieri. Lo vedo impallidire ascoltando, e poi sembra per una volta senza risposte, declina con un "vengo dopo da te". Chiude, mi guarda con le lacrime agli occhi scuotendo la testa, e dice "non pensavo che anche qui....". E racconta. Una bambina, 12 anni, una delle piccole che allenava quattro anni fa, insieme a due compagne. Hanno venduto foto "nude" di se stesse tramite un sito che paga a chi inserisce foto cinque euro per ogni visualizzazione. I carabinieri indagavano su siti pedofili, e il comandante le ha riconosciute perché le foto sono state prelevate e girate su siti così.  "Angelo, Angelo, cosa facciamo? Non voglio denunciarle, vai a parlare con i genitori...." chiedeva il comandante.  Angelo mio, Angelo buono, resto attonita. Non ci sono limiti al male, al male del nostro cuore fin da piccoli, al male lucido e spietato di chi si approfitta di coloro che non riescono a capire. Che fine di giornata pessima. Non riusciamo più a parlare, ci abbracciamo fuori nel freddo, e torno a casa con cuore greve.

e oggi, mentre lavavo il pavimento, con le mani screpolate dal detersivo e dal dolore, sono riuscita a gridare.

 
 
 

Bang

Post n°47 pubblicato il 18 Novembre 2014 da Verainvisibile
Foto di Verainvisibile

Una volta, nel bosco, ho sentito uno sparo di fucile. Secco, breve, forte. Il colpo in quanto tale dura un secondo, il suono è brevissimo e definitivo. Quello che accade dopo, invece, ha una durata che sembra infinita. Colpo, silenzio totale e poi...  folate di ali, stridere di becchi, scivolare tra le foglie di invisibili creature, piccoli passi brevi, come morsi sui tronchi. Non vedi niente, ma percepisci un evento sconvolgente, tanto che perfino l'aria sembra terrorizzata. Non fa paura il colpo. Fa paura la conseguenza, che muove tutto in un disordine incontrollato.

Mesi fa, alzando lo sguardo da me stessa, dal mio silenzio, dal quieto vivere, ho sentito sparare. Bang. Ora è tutto incontrollato. 

 

 
 
 

Toccami

Post n°46 pubblicato il 06 Novembre 2014 da Verainvisibile
Foto di Verainvisibile

È una forma di auto terapia per me. Visto che ho paura di essere toccata, scelgo deliberatamente che qualcuno lo faccia. Per lavoro. Così sabato scorso ho scelto di curare me stessa, e l'ho fatto. Ho prenotato, ho pagato, e mi sono stesa sul letto. Un letto bianco, caldo, profumato. 

L'olio di Argan è tiepido e ha un odore di deserto e roccia. Lo sento scendere lento sulla schiena, sulle gambe, nell'incavo delle braccia. Poi sento le mani, dapprima leggere e volatili, poi decise. È un tocco sempre piu profondo, una mano dietro l'altra a scavare la carne, i muscoli, i nervi. Devo lasciarmi andare, un ordine che mi impartisco nella mente. Ci vuole tempo, e lei se lo prende tutto il tempo. Ripete lo stesso gesto due, tre, quattro volte. Scivola sulle mie gambe con precisione, cattura la tensione e la fa uscire; scorre fra le scapole, preme i fianchi, snocciola la spina dorsale un centimetro alla volta in un rosario di piacere. Arriva al collo, alla nuca, infila le mani calde e unte fra i miei capelli e tira a sé con delicata violenza. È qui che perdo il controllo, lascio che tutto il dolore e tutta la paura escano come un urlo, e mi abbandono. Non ho più il senso del tempo, non ho più alcuna contrazione mentale, il corpo diventa burro. Mi sussurra di voltarmi, lo faccio. Olio tiepido si dilapida sul ventre, sulle ginocchia fragili, passa nei solchi delle clavicole. Le sue mani sono lente, leggermente ruvide. Risale, scala tutta la mia vita e avvolge il collo, afferra il mento, definisce gli occhi e le sopracciglia, si impiglia in questi capelli così aggrovigliati che sotto di lei diventano morbidi nidi. Sento l'odore dell'acqua e del cielo. Sto bene. Non so perché, ma piango senza suono. Lei capisce, sorride e fa un buffo gesto per asciugare le lacrime. 

Tempo scaduto. Massaggio Berbero finito. Lo so, è un trucco squallido... Ma per reimparare a vivere e a lasciarsi toccare è un inizio, il mio inizio. 

 
 
 

Beaute

Post n°45 pubblicato il 30 Ottobre 2014 da Verainvisibile
Foto di Verainvisibile

Era spesso difficile, per me, vedere la bellezza. Ero ingoiata da giornate affannose, riunchiusa in orari ad incastro, schiacciata in angoli senza uscita, a volte sparsa quasi a caso nel tempo, come uno dei magnifici quadri di Pollock. Stavo sempre a fuoco sul "da farsi" e sul "così funziona", come un cecchino col suo fucile. Perché così ci insegnano: devi. Devi stare alle regole, devi stare al gioco, allo schema sociale, alla competizione. Così indossavo un abito perfetto, di quelli che celano i difetti e ti fanno apparire esattamente come si conviene. Agli altri e a te stesso. Al punto che ero diventata giudice inflessibile di me stessa, un tribuno inflessibile: no indulgenze, no flessibilità, uno sguardo duro su me stessa. Bastava uscire di un millimetro dal binario e mi odiavo, mi sentivo inadeguata. Morivo ogni volta un po', mi sembrava di scalare una montagna senza fine. E l'abito diventava stretto, scomodo, prudeva sulla pelle.

Adesso indosso un vestito trasparente, tutte le imperfezioni sono a vista. Se mi guardo allo specchio mi viene da sorridere, a volte penso perfino di essere bella, a volte mi voglio bene. Ma più di tutto sono costantemente stupita, e costantemente desidero. Mi stupisce ogni piccolo cenno di "bello" nella realtà, mi intenerisce la fragilità altrui, il perfetto e precario equilibrio della natura. Mi affascina lo spettacolo del mondo che cerca furiosamente una strada, non mi scandalizza il male, maledico in tutta libertà il dolore, amo senza ritegno e odio senza vergogna. Desidero tutto, dall'aria che respiro alla fetta di torta, dallo sguardo che mi sfiora all'uomo che mi piace. Non so cosa gli altri pensino davvero di me, so che ad alcuni piace vedere tutto, ad altri fa paura. Non mi importa. Non sono più "devi", sono solo "vivi", oppure "scegli". E in questo vestito così confortevole e morbido, anche le cose che devo fare sono scelte coscienti. Se mi stanco? Si. Se mi sento schiacciata a volte? Sì. E a volte mi sento triste, o arrabbiata, o impotente. Ma, qui sta la vera differenza, so che gli scostamenti sono passi, che lo sguardo può abbracciare tutto e me stessa per prima, che un approdo per prendere fiato c'è, e poi si riparte (grazie a un amico per questa immagine così chiara). Vivo, e non me ne pento.

"io non amo la gente perfetta, quelli che non sono mai caduti, non hanno mai inciampato. La loro virtù e spenta. Di poco valore. A loro non si è svelata la bellezza della vita" (B. Pasternak) 

 
 
 
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Scusi vado a letto , mi fa male il linguine......Forse mi...
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secondo me il prete ci ha visto giusto, una giornata...
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Se non si festeggia l'aulin, andiamo per il maalox.
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