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Post n°294 pubblicato il 12 Giugno 2011 da Vhalyr

Confessa, mio lettore...ignoravi l'esistenza vero di triangoli equilateri di lato uguale a uno eh! Fidati, poiché lo dice il "maestro", tenutario di un sito nonché coltissimo e quant'altro deve essere vero...
Post n°292 pubblicato il 12 Giugno 2011 da Vhalyr
L'importante è partecipare e, soprattutto, prendere posizione, sempre e comunque. Se non lo fai, c'è qualcuno pronto a tirarti per la giacchetta, desideroso di coinvolgerti e di strappare la tua opinione, anche se magari non hai niente da dire, vuoi perché sull'argomento non sai nulla o vuoi perché di quel tema non t'interessa nulla e non rientra nei tuoi orizzonti. Sono cose che succedono: l'eclettismo non è un dono concesso in sorte a tutti. Molto spesso, poi, chi richiede la tua partecipazione - sottolineando magari che partecipare, per quanto in modo superficiale e approssimativo, è indice di libertà -, esige pure una presa di posizione netta: o di qui o di là, o tra i buoni o tra i cattivi. Salvo rarissimi casi, però, nelle società mature e complesse e democratiche come la nostra, le questioni sono molto più sfumate, tendono più al grigio che non al nero o al bianco, e se appena uno si ferma a riflettere un po' scopre che il buono e il cattivo si mescolano in maniera difficilmente districabile: evidenziare questo aspetto rischia di attirare su di sé sospetti di tradimento o di intesa con il nemico. A me pare invece che debba essere sancito il diritto all'indifferenza. Il che non significa, naturalmente, che dobbiamo fregarcene di tutto quanto, ma semplicemente che nella complessità del mondo ci saranno alcune questioni che riescono a coinvolgerci e per le quali possiamo di volta in volta spenderci e altre che ci lasciano freddi. La facoltà di scegliere implica anche che scegliamo di non scegliere, che facciamo un passo indietro o addirittura restiamo immobili, salvaguardando il nostro diritto di non immischiarci, se per un qualsiasi motivo riteniamo di doverci comportare così. Il mito della partecipazione a tutti i costi - e spesso ridotta a chiacchiericcio o firma - è una delle tante eredità dei tempi "sartriani": il punto è che a volersi pronunciare su tutto, firmare ogni buona causa, si finisce per non dire niente, perché ogni questione si equivale se è svuotata di una conoscenza precisa e, in particolare, di una qualche connessione personale con noi. Infine, a me pare che l' "obbligo di partecipare" e le adunate forzate fossero e siano tipiche delle dittature. Certo, non siamo ancora all'obbligo per legge, ma considerare moralmente indegno chi non vuole (sempre) partecipare alla chiamata alle armi è già un buon inizio. tratto da cadavrexquis
Post n°291 pubblicato il 12 Giugno 2011 da Vhalyr

Sto per peccare! Cosa avete detto? Ancora? Ma che perfide che siete!
Siamo al dunque. Dopo mesi di post su post, di thread tra i più improbabili (cucina del Belucistan compresa, colore del bacio e degli ammenicoli) e faccine ammiccanti che a forza di ruotare la testa mi hanno fatto venire una spondilite acuta-deformante-perniciosa, domani lo incontrerò. L'appuntamento è già fissato. Alla stazione, ore 12, pensilina est. Segno di riconoscimento: una rosa color prepuzio. Che emozione! Certo che saremo emozionati ed avremo il timore di non piacerci. Io, di più non posso fare, in questo senso. Oggi ho speso ben 200 euro dall'estetista (ciglia finte, manicure, pulizia del viso, baffi e già che c'era anche il pizzetto), 50 dalla parrucchiera a cui avevo chiesto di nascondere i capelli bianchi con le meches ed è stata costretta a farmele larghe tipo zebra. Non ho avuto il coraggio di domandargli se la preferisce depilata ma..conto nella sua non più giovane età, anche perchè non saprei da chi andare. Altri 200 euro per il completino intimo color rosso (che si confonde coi capillari rotti), ed infine una bella camicia da notte con 17 veli (melius abundare, così si stufa e si accontenta di quel che trova). Sì, avete capito bene! La camicia. Beh, che avete? Non penserete che la nostra passione si esaurisca col tramonto, eh? Ho già prenotato l'albergo; "Nuit encroyable". Su suggerimento di una veterana di forum, sapete com'è, ne ho prenotata un'altra, nel caso Risciard Ghir mi avesse mandato foto scattate con macchina ottimista. Stanotte non dormirò, sono così eccitata. Mi guardo allo specchio per l'ultima volta. Ma chi è quella? Gli piacerò, ne sono certa. Dopotutto sono mesi che mi ripete che il mio aspetto non gli interessa, che vuole la mia anima. Io, in effetti, gradirei ben altro, ma gli dico che lo adoro perchè è un poeta. Speriamo che domani notte non mi canti i suoi versi. Speriamo che le frasi allusive del tipo: quando sto con te mi sento ribollire, sento che qualcosa sale, non si riferissero all'influenza. Dite la verità, l'invidia vi rode eh? Tutti questi discorsi sul tradimento vi hanno messo l'acquolina, mi sa. Ebbene, farò qualcosa per voi. Se vi comporterete bene vi racconterò tutto (lo farei comunque in ogni caso), sempre ammesso che il mio amatore non mi abbia spezzato. Le reni, s'intende.
A presto, care, e pensatemi.
Post n°290 pubblicato il 11 Giugno 2011 da Vhalyr

L'ineffabile neosindaco milanese in arte giuliano pisapia (il minuscolo è voluto) ha come ideale che guevara. Ancora oggi, la sinistra continua a idolatrare Che Guevara e in ogni manifestazione di sinistra c'è sempre qualcuno che sventola una bandiera con sopra il suo bel faccione. Se oggi nessuno osa più innalzare l'effigie di Stalin e se solo i più svitati hanno ancora la temerarietà di sbandierare Lenin, nessuno - o quasi - si vergogna di ispirarsi a che guevara. Eppure che guevara predicava l'odio come fattore di lotta, "l'odio intransigente per il nemico, che spinge l'essere umano oltre i limiti naturali e lo trasforma in un'efficace, violenta, selettiva e fredda macchina per uccidere. I nostri soldati devono [...] condurre la guerra fin dove la conduce il nemico: nella sua casa, nei suoi luoghi di divertimento. Bisogna renderla totale", come scriveva nel 1967 in "Creare due, tre, molti Vietnam... Questa è la parola d'ordine". E non si trattava solo di parole perché già prima aveva messo in pratica quello che predicava, per esempio nella battaglia di Santa Clara, alla fine del 1958, vinta da che guevara e dai suoi scherani, in cui i prigionieri ricevettero un trattamento speciale da parte di questo modello d'uomo, che si occupò personalmente della loro fucilazione. A che guevara Fidel Castro aveva affidato la direzione del carcere di La Cabaña. I nemici non li processava, li indicava, li condannava senza appello e ne ordinava subito l'uccisione. Questa pasta d'uomo fu poi quello che istituì a Cuba i campi di concentramento, i famigerati Umap, in cui dal 1965 al 1968 venivano rinchiusi in primis gli omosessuali, ma anche i religiosi, i poeti, gli intellettuali e i dissidenti in genere, e sottoposti a vari generi di torture. Perché ovviamente chi non condivideva il progetto rivoluzionario castrista era ipso facto un nemico da eliminare o da riconvertire, più con le cattive che con le buone. Quarant'anni fa si sfilava per le strade inneggiando ai nemici dell'Occidente - Mao, Ho-Chi-Minh, Pol Pot -, oggi di tutti questi campioni si è salvato solo che guevara. La spiegazione è semplice. Non è perché oggi, a sinistra, ritengano esempi da seguire le efferatezze commesse o ispirate da lui (chi lo fa appartiene solo a una frangia minoritaria, almeno si spera), bensì perché che guevara si è trasformato in un'icona pop, un guscio cavo svuotato del suo contenuto. Questa evoluzione verso l'insignificanza di personaggi storici, ridotti a simboli a prescindere dalla loro realtà storica, è espressa in maniera perfetta negli immortali versi di uno degli intellettuali di riferimento più apprezzati dalla sinistra odierna, Jovanotti, che qualche anno fa cantava: "Io credo che a questo mondo esista solo una grande chiesa che parte da Che Guevara / e arriva fino a Madre Teresa / passando da Malcolm X attraverso Gandhi e San Patrignano / arriva da un prete in periferia che va avanti nonostante il Vaticano". Se i cantori della "rivoluzione" sono questi, possiamo dormire sonni tranquilli.
Post n°289 pubblicato il 04 Giugno 2011 da Vhalyr
I miei dieci lettori (ché poi magari son meno di dieci) sono avvisati. La lettura degli stralci del libro di cui avevo consigliato la lettura è roba da stomaci forti. Un po' come affrontare la lettura di Celine. Sicuramente imbattersi nella casa della principessa (magari in una notte buia e tempestosa, ve l'avevo detto di non mangiare peperoni la sera) terrorizzerebbe il voivoda Vlad Drakul...il che è tutto dire. 
Immaginate cosa potrebbe accadervi se ad accogliervi è la principessa... 
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Inviato da: sissi_50
il 01/06/2011 alle 18:36
Inviato da: fronteverde
il 14/02/2011 alle 21:19
Inviato da: fronteverde
il 13/01/2011 alle 21:45
Inviato da: stellamarina_07
il 27/10/2010 alle 13:21
Inviato da: fronteverde
il 26/10/2010 alle 20:23