Il Paese dei Viceré
UN PAESE DI SANTI, DI NAVIGATORI E DI TRASFORMISTI
Ultimi Commenti
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La Curcio editore si il 21/07/11 alle 12:10 via WEB
Linda Rando e il suo sito si scaglia anche contro armando curcio editore Questa la storia http://www.writersdream.org/blog/2011/06/asengard-chiude-i-battenti/ È di pochi minuti fa la triste notizia: la casa editrice Asengard chiude i battenti. Le motivazioni sono spiegate sul loro blog, ma non è difficile immaginarle: la situazione dell’editoria italiana qui in Writer’s Dream la conosciamo bene, ed è pessima… almeno per chi, come Asengard, ha sempre fatto il suo lavoro da piccola casa editrice mettendoci tutto l’impegno e la cura possibile. C’è chi, invece, sceglie di affrontare le difficoltà economiche diventando un editore a pagamento; ve l’abbiamo fatto notare che Armando Curcio chiede ora 4000€ per la pubblicazione? L’amarezza e la tristezza per la perdita del panorama editoriale di una casa editrice valida come Asengard non può che riempire la bocca di tutti gli appassionati non solo di fantasy e horror, i generi pubblicati da Asengard, ma di tutti gli amanti dei buoni libri. Non posso però non ammirare il coraggio delle loro scelte e la loro volontà di rimanere coerenti con le loro idee fino alla fine. Un saluto e un tributo ad Asengard e a tutti coloro che ci hanno lavorato. Questo hanno scritto i collaboratori della Rando
ecco cosa scrive la Curcio eccovi il testo della smentita: La Armando Curcio editore è una casa editrice con alle spalle una storia trasparente e chiara. Dal 2003 ci siamo affacciati in libreria con un catalogo ampio e siamo stati tra i primi a dare spazio al genere fantasy in Italia. Nessuno dei titoli da noi pubblicati è stato mai oggetto di contributo economico da parte degli autori; tutti i testi sono stati dapprima valutati dalla direzione editoriale e, una volta pubblicati, gli stessi sono sempre stati sostenuti e promossi con impegno e serietà. E’ ovvio che ci sono stati successi maggiori e successi minori; quindi se la Armando Curcio alla luce dei successi minori si è poi rifiutata di proseguire il rapporto con l’autore dei medesimi, questo non può giustificare i continui attacchi da parte dello stesso. La casa editrice continuerà pertanto a pubblicare i lavori nei quali crede diffidando chiunque a proseguire in tentativi diffamanti diffondendo informazioni false e tendenziose non supportate da prove concrete. Comunque è chiaro che se tali attacchi dovessero proseguire non esiteremo ad adire le giuste sedi. Cordiali saluti Anna Gentilini armando curcio editore responsabile ufficio stampa La Curcio ha subito un grave danno d'immagine - l'importante è capire: la notizia è vera? I continui attacchi sono disinteressati? Si spera qualcuno possa fare chiarezza
sulle tante attività di feroci critiche che provengono da un sito per capire se
tutto è spontaneo o davvero vi siano interessi economici celati. |
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ansa007 il 06/06/11 alle 15:12 via WEB
Ne parlavo proprio l'altro giorno con una portaborse. In nero, i contributi li devono autopagare e non sono neanche regolari. Lavorano spesso oltre le 10-12 ore al giorno, andando perfino a far la spesa o a pagare le bollette ai parlamentari...
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kiro il 27/04/11 alle 12:40 via WEB
Vergogna..... anche se questo non è niente in confronto al resto che spunterà al più presto.
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Tertulio il 26/01/11 alle 17:29 via WEB
La verità viene sempre fuori...
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Giulo Comencini il 26/01/11 alle 17:26 via WEB
Il papa sembra un vecchio che si sveglia ogni tanto e fa la sua predichetta. Da parte di gente che si è macchiata dei crimini più orrendi ogni parola è vuota e retorica.
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Lidia C. il 26/01/11 alle 17:24 via WEB
La cosa comica è che c'è ancora qualche cerebroleso che le da un minimo di credito. Ma le bugie sono troppe e verrà presto il momento che nessuno le crederà più. Ha passato ogni misura di decenza.
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davideromano1971 il 20/01/11 alle 16:22 via WEB
Il premier in un video minaccia: ''Punire quei magistrati''. Famiglia cristiana e Avvenire all'attacco. Il Terzo Polo invoca: "Dimissioni".
di Barbara Cataldi
Man mano che passano i giorni e si spulciano le intercettazioni il sistema bunga bunga è sempre più chiaro. Quando Silvio Berlusconi ha voglia di svagarsi con balletti, lap dance e coccole, chiama il suo amico di scorribande Emilio Fede che nel giro di un giorno o di mezz'ora deve convocare giovani donne disposte a tutto per sollazzare il premier.
Come si muove Fede? Naturalmente chiama il più abile conoscitore di prostitute su Milano, Lele Mora, che tra l'altro è anche suo amico. Se per organizzare il festino c'è tempo allora si chiamano con calma le ragazze dell'entourage berlusconiano, selezionando le fanciulle in base alle ultime preferenze del premier. Ma se di tempo ce n'è poco si pesca dalle vallette dei programmi Mediaset.
L'autodifesa
Silvio Berlusconi sceglie di difendersi contrattaccando. Il suo è un affondo durissimo contro i Pm milanesi che indagano sulle notti di Arcore: spono, secondo il presidente del Consiglio, magistrati di sinistra che tentano di sovvertire il voto con palesi violazioni di principi costituzionali, commettendo anche violenze indegne sui testimoni che dovranno essere punite.
Ma - da un fronte completamente diverso - arrivano gli attacchi più duri. Da una parte il più diffuso e popolare tra i settimanali cattolici, Famiglia Cristiana parla, in un editoriale, di squallore e depravazione ad Arcore. Dall'altra il quotidiano dei vescovi, Avvenire, sempre con un editoria, oggi dice "Basta con i cattivi esempi".
Le intercettazioni
E' questo il quadro desolante che emerge dalle intercettazioni degli amici del premier, ora accusati di induzione alla prostituzione, Emilio Fede e Lele Mora. "E nei contatti della consigliera regionale Pdl in Lombardia Nicole Minetti che - come risulta dalle telefonate - gestisce gli appuntamenti, seleziona una parte degli inviti, ma si occupa anche della sistemazione nelle case, del pagamento delle bollette, delle liti che inevitabilmente scoppiano tra chi aspira a diventare la "favorita", scrive oggi Fiorenza Sarzanini, sul Corriere della sera.
"Cerca a Rete4"
Alle 20,17 del 25 agosto 2010 e, si legge nei verbali, "Emilio Fede chiede a Lele Mora di 'trovargli' urgentemente qualcuno per la cena". Berlusconi ha già organizzato numerose feste nei giorni precedenti.
Mora: sì
Fede: eh lui è pieno, pimpante mi ha chiamato adesso ma proprio pimpante è la serata giusta ma chi trovo, ho detto a Daniele chiedi consiglio a Lele, chi trovo?
Mora: faccio due telefonate
Fede: eh subito, ciao
Subito dopo Mora chiama Daniele Salemi, il suo factotum su Torino, gli "gira" la richiesta. E lui lo informa che sta provando con le vallette del programma Vivere meglio il programma sulla salute che va in onda su Rete4.
Daniele: c'è Simona che mi ha contattato tutte le sue ex colleghe, le "vitamine" di Rete 4... me le ha contattate... e mi ha detto che loro ci sono e la situazione così va bene. Capito? Però stasera no, nell'immediatezza, son tutti in vacanza... tutte le altre persone, sono tutte a Salsomaggiore
"Emilio Fede rintraccia la sua amica Imam Fadil", scrive il Corriere, "e alla fine, come risulta dalle verifiche effettuate dalla polizia giudiziaria, le ospiti sono tutte straniere: le rumene Ioana Claudia Amarghioale e Ioana Visan, la brasiliana Iris Berardi, la russa Raissa Skorkina".
Video-messaggio ai Promotori della libertà
Ancora una volta, il premier preferisce al confronto in un dibattito televisivo, un video-messaggio ai Promotori della Libertà.
Davanti alla telecamera, sgombra in primo luogo il campo dai dubbi sulla tenuta della coalizione: a suo dire, infatti, il voto incassato dal centro-destra sulla relazione in merito allo stato della giustizia in Italia equivale ad una rinnovata "fiducia" con cui la maggioranza incassa "venti voti" in più dell'opposizione. Segue una puntigliosa memoria difensiva. Dice di aver "finalmente letto le 389 pagine" di quella che definisce "l'ultima persecuzione giudiziaria" ai suoi danni.In 17 anni - aggiunge - sono stato inquisito a Milano 28 volte.
"Violazioni di legge incredibili"
Ai magistrati milanesi contesta "violazioni di legge incredibili" tese a "sovvertire il voto popolare".
Berlusconi parla di "monitoraggio continuo" di Arcore a partire dal gennaio del 2010 allo scopo di "controllare tutte le persone che entravano e uscivano" dalla sua abitazione.
"Come contro la mafia e la camorra"
Il tutto con l'utilizzo di "tecniche sofisticate" degne di una "retata contro la mafia o contro la camorra".
Berlusconi cerca un nuovo cavillo giuridico: in quella casa "svolgo funzioni di governo e di parlamentare", il che rende le "violazioni" da parte dei Pm particolarmente "gravi" perché contrarie ai "più elementari principi costituzionali".
Inoltre, aggiunge, é la stessa Procura a riconoscere che i fatti contestati "sarebbero stati commessi" in qualità di Presidente del Consiglio dei Ministri. Fatto che a suo giudizio dimostra come "l'unico tribunale competente" sia quello dei ministri. Secondo Berlusconi, poi, la procura di Milano non è né funzionalmente, né territorialmente "legittimata" ad indagare perché il funzionario della questura (che sarebbe stato vittima di concussione) "era a Sesto San Giovanni". E ciò significa che la competenza è del Tribunale di Monza.
"Vorrei andare dai giudici, ma da questi no"
Il premier sostiene che vorrebbe "andare immediatamente dai giudici" per difendersi da accuse "assurde" che "sarebbe facilissimo smontare", ma aggiunge di non poterlo fare perché si tratta di "Pm che vogliono utilizzare questa vicenda come strumento di lotta politica".
Il video-messaggio prosegue con una puntuale memoria difensiva in cui il Cavaliere smentisce entrambe le accuse mossegli dai pm: concussione, per aver fatto pressioni sulla questura allo scopo di affidare Ruby a Nicole Minetti, e prostituzione minorile per aver avuto rapporti sessuali con l'allora minorenne marocchina.
"Costrette a spogliarsi e perquisite"
Berlusconi si scaglia anche contro i metodi usati con le ragazze coinvolte nell'inchiesta, sottolineando che non si tratta di "indagate, ma soltanto di testimoni". Perquisizioni, attacca, "compiute con il più totale disprezzo della dignità della persona e della loro intimità": sono state "maltrattate, sbeffeggiate, costrette a spogliarsi, perquisite corporalmente". Una procedura che definisce "irrituale, violenta e indegna di uno Stato di diritto che non può rimanere senza una adeguata punizione".
Il giallo sulla "punizione" che non c'era nel testo originario
Un concetto che il premier rafforza ancor di più, sostituendo la parola "reazione" (contenuta nella versione cartacea del messaggio) con quella assai più dura di "punizione". La chiusa è tutta politica e suona come un monito ai pm: "Io sono sereno; il governo continuerà a lavorare e il Parlamento farà le riforme necessarie per garantire che qualche magistrato non possa più cercare di far fuori illegittimamente chi è stato eletto dai cittadini".
Le notizie precedenti, Ruby in tv: "Violentata a 9 anni"
''Il primo dramma della mia vita è accaduto quando avevo 9 anni, quando fui violentata da due miei zii, fratelli di mio padre. Da allora mi sono sempre inventata una vita parallela''. Lo ha detto Ruby Rubacuori, la diciottenne marocchina al centro delle cronache degli ultimi giorni per il suo presunto legame con il presidente del Consiglio, intervistata da Signorini.
Non solo. La ragazza, nonostante le intercettazioni, dice di non aver mai fatto sesso con Berlusconi: "Sono io la prima a dire che lui non mi ha mai toccata con un dito".
La ragazza, infatti, stasera sarà in seconda serata su Canale 5 ospite di Alfonso Signori alla sesta puntata di Kalispéra per il consueto "faccia a faccia".
Alla puntata parteciperanno anche Teo Teocoli, la showgirl Pamela Prati e Giulia Nicole Magro, seconda classificata all'ultima edizione di Miss Italia.
La Began: "Io lo amo".
"Sono io il Bunga Bunga. Non c'è niente di strano in questa cosa mi ritengo un po' una scimmia". Lo ha detto l'attrice Sabina Began, intervistata a Sky Tg24.
La Began aveva affermato nei giorni scorsi che il Bunga Bunga è un codice tra lei e il presidente del Consiglio. La Began dop aver dichiarato di essere stata lei a organizzare numerose feste per il presidente ha negato che ci fossero orge: "È una cosa inventata, è assurdo". "Si facevano queste feste per divertimento - ha detto -. Per me Berlusconi è una persona anche sola, ma davvero bella. Lo amo con tutta me stessa".
Fini: "Non capisco cosa ci sia di divertente"
Intanto interviene sulla vicenda anche il presidente della Camera Gianfranco Fini, che polemizza proprio con Berlusconi: "L'unico che trova qualcosa di divertente è il presidente del Consiglio, francamente non so cosa ci sia da divertirsi".
Berlusconi: "Non mi dimettero mai"
Di fronte allo scandalo bunga bunga, la strategia di difesa di Berlusconi ora è chiara. All'ipotesi dimissioni ha già risposto con chiarezza: "Ma siete matti?". E ai cronisti ieri ha precisato: "Dimettermi? Non faccio gestacci in pubblico. Sono assolutamente sereno, mi sto divertendo". Poi ha tentato un'incursione in tv, via telefono, durante Ballarò, in onda su Rai3. Il conduttore Giovanni Floris, però, gli ha negato l'ospitalità telefonica rilanciando l'invito al premier a partecipare di persona quando vuole.
Per fugare ogni dubbio, poi, il presidente del Consiglio ha fatto sapere che non si presenterà in Procura a Milano, perché i suoi legali gliel'hanno sconsigliato. "Il tribunale è incompetente" e aggiunge: "Dai pm gravissime violazioni di legge".
Atteso al Copasir
Al Copasir, però, forse si dovrà recare comunque per chiarire i fatti legati al Rubygate. Almeno questo è quello che chiede il presidente del comitato sulla sicurezza, Massimo D'Alema. Domani comunque è saltata l'audizione del sottosegretario alla presidenza del Consiglio con delega ai servizi segreti, Gianni Letta. L'appuntamento è slittato a giovedì 27 gennaio.
La presenza del presidente del Consiglio sui temi del segreto di Stato e della sicurezza nazionale è prevista per legge, ma da quando si è insediato nel 2008 Berlusconi non si è mai presentato.
Invitato a comparire
Intanto dalla procura di Milano, che lo ha invitato a chiarire la sua posizione, in quanto indagato per prostituzione minorile e concussione, hanno reso pubblici i giorni in cui il presidente del Consiglio è atteso: dal 22 al 24 gennaio dalle 10 del mattino alle 22. La Giunta per le autorizzazioni a procedere della Camera, però prende tempo e fa slittare a martedì prossimo 25 gennaio la data in cui deciderà se accettare la richiesta della Procura di perquisire gli uffici del cassiere di berlusconi, colui che avrebbe il compito di pagare le prostitute del giro di Arcore.
Oggi sit in davanti al Quirinale
Per invitarlo a fare un passo indietro oggi ci sarà una manifestazione al Quirinale contro Berlusconi. Un gruppo che si definisce "Gli indignati" ha organizzato per domani sera una manifestazione davanti al Quirinale "per dire che è arrivato il momento di voltare pagina". "Mercoledì 19 gennaio saremo davanti al Quirinale dalle ore 20 per dire che è arrivato il momento di voltare pagina mobilitando le coscienze perchè dobbiamo rispetto innanzitutto tutto a noi stessi, alle cittadine e ai cittadini di questo Paese umiliato e offeso", dice un comunicato di Gianfranco Mascia, uno dei fondatori del cosiddetto "Popolo Viola" e in passato dei comitati "Boicotta il Biscione". Gli organizzatori invitano a partecipare senza simboli o bandiere, ma con un fischietto "per farci sentire, noi Italiani, Ignorati e ora Indignati".
Napolitano smentisce Berlusconi
Napolitano ieri è intervenuto sullo scandalo bunga bunga e ha smentito Berlusconi: "Non c'è stata alcuna telefonata tra il Capo dello Stato e il premier riguardante l'indagine che ipotizza il reato di sfruttamento della prostituzione a carico del Cavaliere".
Non solo. Nella sostanza il Quirinale invita il presidente del Consiglio a farsi processare: "Senza interferire nelle valutazioni e nelle scelte politiche che possano essere compiute dal presidente del Consiglio, dal governo e dalle forze parlamentari, egli auspica che nelle previste sedi giudiziarie si proceda al più presto ad una compiuta verifica delle risultanze investigative".
Berlusconi ieri al Quirinale
Non si sa per qual motivo, se per le celebrazioni del 150° anniversario dell'unità d'Italia, per chiarire la smentita di ieri mattina, o per discutere delle dimissioni dal presidente del Consiglio, ma Berlusconi attorno alle 17 è salito al Quirinale. Ad accompagnare il presidente del Consiglio anche il sottosegretario Gianni Letta.
Il colloquio col Capo dello Stato è durata circa un'ora.
"L'opinione pubblica è turbata"
"Naturalmente, il presidente della Repubblica è ben consapevole del turbamento dell'opinione pubblica dinanzi alla contestazione, da parte della Procura della Repubblica di Milano al presidente del Consiglio, di gravi ipotesi di reato, e dinanzi alla divulgazione di numerosi elementi riferiti ai relativi atti d'indagine". si legge ancora nella nota del Quirinale.
"Non ho letto le carte dell'indagine"
Il Quirinale smentisce che Napolitano abbia ricevuto le carte dell'indagine. "Si smentisce egualmente che il Capo dello Stato abbia letto o comunque ricevuto - non competendogli in alcun modo - le carte trasmesse dall'Autorità giudiziaria alla Camera dei Deputati che dovrà pronunciarsi sull'autorizzazione richiestale a eseguire una specifica perquisizione".
Le ultime intercettazioni emerse
Cominciano a farsi più consistenti le prove del fatto che che Berlusconi abbia pagato le ragazze che partecipavano alle feste di Arcore. Almeno da quanto emerge dalle oltre 300 pagine mandate alla giunta per l'autorizzazione a procedere della Camera, in cui i magistrati di Milano elencano le "fonti di prova" che secondo la procura accerterebbero i reati di concussione e prostituzione minorile contestati al Cavaliere.
Il premier Silvio Berlusconi ha, infatti, effettuato due bonifici da diecimila euro ciascuno a favore di Alessandra Sorcinelli, una delle ragazze che, secondo la procura di Milano, frequentavano le feste ad Arcore.
2 buste da 2 mila e 500 euro
Nono solo. Pagamenti emergerebbero da altre intercettazioni. "Buste da cinque e da di più". Il giorno dopo una serata ad Arcore (19 settembre 2010), le ragazze presenti alla cena parlano dei "compensi" ricevuti. Le conversazioni telefoniche intercettate rivelano che Francesca Cipriani dice a Giovanna Rigato di aver ricevuto un braccialetto e 2.000 euro.
Aris Espinosa racconta a Iris Bernardi che la mattina dopo ha avuto ancora "una, una da cinque divisa in due" e che l'altra metà l'ha avuta una ragazza, di cui non fa il nome, che si trovata con lei in quel momento. La Espinosa precisa "due e cinque e due e cinque".
Ruby chiedeva soldi anche al tesoriere del premier
Karima Ruby el Mahroug chiedeva i soldi anche al tesoriere di Berlusconi, Giuseppe Spinelli, con il quale si è incontrato almeno in un'occasione. È quanto si evince da alcune intercettazioni trascritte dalla Procura di Milano. Ruby telefona più di una volta al contabile spiegando di essere "nella merda" e di avere bisogno di denaro. Anche dopo che ormai il suo "caso" era esploso sui giornali.
Pagate anche le bollette
Le bollette della luce, del gas o del telefono degli appartamenti dati in uso o regalati alle ragazze su ordine del premier venivano pagate o dalla consigliera regionale Nicole Minetti o da "un uomo che pagava anche in contanti" le bollette per le utenze riconducibili a Berlusconi. È questo un altro particolare che emerge dalla documentazione.
Le intercettazioni, parla la Minetti
Centinaia di pagine, decine di intercettazioni e - tra di esse - ce ne sono alcune che alzano il sipario su una realtà davvero sconvolgente. Per di più descritte dalle stesse organizzatrici delle orge che si tenevano ad Arcore.
E' il caso di Nicole Minetti, igienista dentale preferita da Berlusconi, consigliere regionale eletta in un listino "blindato" in Lombardia e mille altre cose.
La Minetti parla al telefono con una sua amica fuori dal giro, che sta cercando di introdurre: è una ragazza con due lauree, originaria di Rimini come lei.
E le dice: "C'è la zoccola, quella che viene dalle favelas, quella un po' più seria e poi io, che faccio quello che faccio".
Su quanto facesse davvero la Minetti (nella foto nel consiglio regionale della Lombardia, con accanto il figlio di Bossi, Renzo) nella sala del bunga bunga non mancano i particolari. Travestita da uomo, si dava da fare con la lap dance e poi, a seno nudo, si portava a "distanza ravvicinata" da Berlusconi e si lasciava ammirare (e non solo).
Imma De Vivo: "Sganci, è diventato pure brutto"
Abbondano le mercenarie. Non solo perché si fanno pagare le loro prestazioni, ma anche perché cercano profitti sempre maggiori. E non hanno il cuore tenero, come dimostra il colloquio intercettato tra Imma De Vivo (presente a una delle serate) e la gemella Eleonora (che in quel caso non c'era): "E' diventato pure brutto: deve solo sganciare. Speriamo che sia più generoso. Io non gli regalo più un cazzo".
Quanto valessero le prestazioni delle gemelline, lo rivela - però - Emilio Fede parlando con la Minetti: "Ma che volgiono 'ste due, che facevano i pompini a 300 euro?".
Le notizie di lunedì: 300 pagine che fanno inorridire
Chi le ha lette assicura che in queste 300 pagine ci sono "prove schiaccianti" contro Silvio Berlusconi e particolari da far inorridire. Il faldone è arrivato alla Giunta per le autorizzazioni a procedere della Camera ma i parlamentari potranno leggere le carte solo a partire dal pomeriggio. È chiaro che da domani le centinaia di pagine degli atti dell'indagine sul premier non saranno più un mistero. I deputati, però, cominceranno a lavorare sulla richiesta della Procura di Milano solo a partire da mercoledì 19 gennaio.
Oggi la patata bollente sarà prima nelle mani di Pierluigi Castagnetti, il presidente della Giunta, che poi farà le copie da consegnare ai parlamentari membri della Giunta, che potranno leggere ma non fotocopiare il materiale, né portarlo fuori dall'ufficio della Giunta, che si trova all'interno di Montecitorio.
La notiza però non è tale per il Tg1 di Minzolini, che nell'edizione delle 20 apre sulla Tunisia.
La richiesta di autorizzazione a procedere
Sul sito della Camera si legge copia della richiesta di autorizzazione alle perquisizioni domiciliari. Scrivono i pm: "Un rilevante numero di giovani donne si sono prostituite con Berlusconi presso le sue residenze, dietro pagamento di corrispettivo in denaro". Il clima politico si surriscalda.
Nella richiesta di autorizzazione a procedere si legge anche che i pm di Milano avrebbero trovato "ampi riscontri investigativi" sulle case date dal premier Silvio Berlusconi ad alcune ragazze che partecipavano alle serate di Arcore.
L'intercettazione di Ruby sulle case
Lo ha raccontato la stessa Ruby ai pm nell'interrogatorio del 3 agosto scorso: "Alcune giovani donne che partecipavano ai suddetti eventi ricevevano in corrispettivo da Silvio Berlusconi la disponibilità gratuita di appartamenti ubicati in 'Milano due'".
"Sul punto - prosegue il documento - rilevano ampi riscontri investigativi (...) che mettono in rilievo il ruolo svolto da Spinelli Giuseppe, quale fiduciario di Silvio Berlusconi, in costante contatto con Minetti Nicole".
Ruby: "Frequento casa sua da quando ho 16 anni"
"Frequento casa sua da quando ho 16 anni, ma ho sempre negato tutto per salvaguardarlo". Lo dice Ruby a un'altra ragazza in un'intercettazione. "Io ho negato tutto e ho detto 'no', che sono andata a casa sua, ma lui pensava che fossi maggiorenne, pensava che avessi 24 anni anche perché non li dimostro. Poi, dopo che ha scoperto che ero minorenne mi ha buttato fuori di casa".
"Gli ho chiesto 5 milioni per tacere"
E ancora "io sto cercando di salvaguardare lui, così a me torna in tasca qualcosa". Proprio a tal proposito Ruby dice in una coversazione telefonica con un ex fidanzato intercettata: "Gli ho chiesto 5 milioni per tacere".
Poi in un altra intercettazione col padre Ruby dice: "Silvio ha detto al suo avvocato: dille che le pagherò il prezzo che vuole, l'importante è che lei chiuda la bocca, che neghi tutto... Che io non ho mai visto una ragazza di 17 anni".
"O sei pronta a tutto o te ne vai"
Non solo. Gli atti giudiziari danno uno spaccato ancor più inquietante della dimensione dello scandalo che coinvolge. "O sei pronta a tutto oppure prendi il taxi e te ne vai", si legge in un'intercettazione tra due ragazze riportate nell'invito a comparire della procura di Milano al premier.
Lo chiamano tutte "amore" e "tesorino"
E non finisce qui. Ancor più inquietanti appaiono le indiscrezioni che trapelano dai parlamentari che hanno letto l'invito a comparire della procura di Milano. "È allucinante. Non sai. Lo chiamano tutte 'amore', 'tesorino'. Non puoi nemmeno immaginare quello che avviene lì... Nei giornali dicono molto meno della verità anche quando lo massacrano", dicono due ragazze al telefono.
Berlusconi tocca i culi a tutte
"Un puttanaio. Sembra di stare al Bagaglino - racconta ancora una ragazza - Ma è peggio. Un puttanaio. Con Berlusconi che toccava i culi alle ragazze. Ora se quelle cose le fai in camera da letto, sono affari tuoi, ma così, davanti a tutti! Mi chiedo, il giorno dopo, come faccia a lavorare".
Nessun controllo all'entrata
Un'altra intercettazione, invece, riporta d'attualità la questione della sicurezza del premier. "Siamo entrate senza alcun tipo di controllo. È molto semplice. Dai il tuo nome al citofono ed entri", dice un'altra ragazza intercettata dalla procura.
Bunga bunga fino alle 2
E poi tra le intercettazioni c'è anche una telefonata tra la parlamentare del Pdl Maria Rosaria Rossi con Emilio Fede nella quale si parla anche del bunga bunga. "Ma tu stai venendo qui?", chiede Maria Rosaria Rossi a Emilio Fede. Il direttore del Tg4 risponde che sarà nel luogo dell'appuntamento non prima delle 21-21.15. Poi aggiunge: "Ho anche due amiche mie...". "Che palle che sei - risponde la Rossi - quindi bunga bunga, 2 di mattina, ti saluto...".
Richiesta pubblica
La domanda di autorizzazione verrà giudicata da i membri della Giunta (qui l'elenco dei deputati). Il testo è stato pubblicato senza i relativi allegati, cioè proprio le compromettenti 300 pagine di documentazione che la procura ha inviato a sostegno delle accuse a Berlusconi: prostituzione minorile e concussione.
"Gli ho detto che ero minorenne"
Chi ha letto le carte assicura che sia la stessa Ruby, che oggi nega di aver avuto rapporti sessuali con Berlusconi, a dichiarare che il premier conosceva la sua età. "Gli ho detto che ero minorenne": è la frase che scolpisce addirittura temporalmente la responsabilità del cavaliere.
Dunque Berlusconi sapeva che si trattava di una minorenne. "Nel verbale del 3 agosto, raccolto dai procuratori di Milano", scrive Repubblica.it, "Ruby parla di sesso, ma si esclude dalla scena. Omette di raccontare tutto? Le indagini hanno accertato attraverso i tabulati telefonici varie date sulla sua frequentazione della villa di Arcore. In tutte queste occasioni, Ruby resta a dormire. E come ormai si sa, ammette con le sue amiche, in varie telefonate, di aver fatto sesso con il presidente".
Pagine che scottano
Il plico contiene il decreto con cui si chiede il via libera per perquisire l'ufficio di Giuseppe Spinelli, uomo di fiducia del premier, alla ricerca di eventuali tracce di pagamenti alle giovani ragazze ospiti ai festini ad Arcore e a chi le avrebbe reclutate, l'invito a comparire al premier e allegati, con le "fonti di prova" che per l'accusa proverebbero che il presidente del Consiglio non ha solo commesso il reato di concussione ma anche quello di prostituzione minorile per presunti atti sessuali con Ruby: intercettazioni, analisi dei tabulati e delle celle telefoniche, testimonianze e pare anche documenti di versamenti di denaro.
Il ruolo della Minetti
Nella tesi accusatoria pare che sia centrale il ruolo di Nicole Minetti, l'ex igienista dentale di Berlusconi e per poco ballerina tv a Colorado Café imposta dal premier ed eletta nel "listino bloccato" di Formigoni alle elezioni per il Consiglio regionale lombardo.
"Ti devo briffare, ne vedrai di ogni!", avrebbe detto l'assistente ai festini di Berlusconi a una ragazza che avrebbe dovuto istruire prima di un bunga bunga ad Arcore.
Dalle intercettazioni telefoniche appare questo il compito di Nicole Minetti, che sceglie e prepara le prostitute prima che partecipino alle feste del premier. E' sempre lei che la notte tra il 27 e 28 maggio 2010 preannunciata al telefono dal Cavaliere alla Questura di Milano come "delegata per la presidenza del Consiglio" a prendere in carico la minorenne marocchina Karima "Ruby" el Marough prima che la 17enne straparlasse magari delle otto notti trascorse ad Arcore fra febbraio e maggio.
La Minetti: "Pompini a 300 euro"
E non finisce qui. C'è un'altra intercettazione tra la Minetti ed Emilio Fede.
La Minetti: "Pompini a trecento euro. La notte a trecento euro. Maristella l'ha dovuta allontanare. Lavorava con uomini che vomitavano in macchina. L'hanno trovata in macchina con droga e un coltello".
Fede: "Quante hanno letto tutti i messaggi di lui! A una di quelle che c'erano ieri sera gli ho dato di tasca mia 10.000 euro perché aveva delle fotografie scattate col telefonino. Aveva bisogno di soldi" .
L'amica riminese
Sempre grazie alle intercettazioni si scopre che nel settembre 2010 Minetti invita una sua amica di Rimini, studentessa universitaria, a una delle cene di Arcore. L'ex compagna di scuola, però, non apprezza il festino a casa Berlusconi e per telefono si lamenterà con le amiche descrivendo lo spettacolo, poco edificante, a cui ha assistito. A lei l'intercettata Minetti, nel prepararla alla serata di Arcore, si rivolge con l'espressione: "Ti devo briffare, ne vedrai di ogni!".
La danzatrice del ventre "disgustata"
Stessa scena e più o meno stesse parole per una danzatrice del ventre coinvolta nei festini di Arcore. La ragazza sarebbe stata interrogata l'altro ieri per la prima volta dai pm che conducono l'inchiesta milanese Ilda Boccassini e Antonio Sangermano. La ballerina sarebbe stata ingaggiata per una delle serate del premier ad Arcore, dove dunque è stata come Ruby ma in epoca successiva a Ruby. È insomma di un «giro» diverso da quello di Ruby e delle sue amiche intercettate. Eppure del modello di quella serata la ballerina marocchina ha riferito gli svolgimenti imbarazzanti, al punto da dirsene letteralmente "disgustata", proprio negli stessi termini già appresi dagli investigatori attraverso i racconti intercettati di altre ragazze in altri periodi.
(http://www.ilsalvagente.it/Sezione.jsp?titolo=Berlusconi+ha+voglia%2C+Fede+e+Mora+organizzano+il+bunga+bunga&idSezione=9406)
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Anonimo il 18/01/11 alle 12:29 via WEB
Subito dopo la remissione della scomunica i quattro vescovi lefevriani scrissero al Papa per ringraziarlo. Sembrava davvero l'inizio di una fase molto promettente, in coincidenza con l'avvio dei lavori della commissione bilaterale Santa Sede - San Pio X. Poi tutto sembra essersi deteriorato: prima il caso Williamson (peraltro espulso dalla Fraternità) che ha rivelato tra l'altro la scarsa capacità di Lefevre di selezionare l'episcopato, visto che praticamente il 25% dei vescovi da lui scelti si è rivelato filonazista peggio di Rudolh Hess. Poi si sono susseguiti una serie di distinguo e di querule disquisizioni a latere della commissione (e il segreto dov'è andato a finire?) da parte del superiore lefevriano Fellay, disquisizioni che in estrema sintesi stavano a significare che era la Santa Sede a dover chiedere perdono alla Fraternità che poi avrebbe deciso se riammettere benignamente questa alla piena comunione con se medesima. Ora segue questo volume di un altro dei moschettieri tradizionalisti che ancora una volta fa da maestro al Papa, segnando tutti i suoi "errori" con la penna rossa. Qualcuno potrebbe gentilmente ricordare a questi signori che le scomuniche - oltre che rimesse - possono anche essere, se del caso, ripristinate?
Luigi Murtas
Cagliari
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Anonimo il 17/01/11 alle 12:39 via WEB
Subito dopo la remissione della scomunica i quattro vescovi lefevriani scrissero al Papa per ringraziarlo. Sembrava davvero l'inizio di una fase molto promettente, in coincidenza con l'avvio dei lavori della commissione bilaterale Santa Sede - San Pio X.
Poi tutto sembra essersi deteriorato: prima il caso Williamson (peraltro espulso dalla Fraternità) che ha rivelato tra l'altro la scarsa capacità di Lefevre di selezionare l'episcopato, visto che praticamente il 25% dei vescovi da lui scelti si è rivelato filonazista peggio di Rudolh Hess.
Poi si sono susseguiti una serie di distinguo e di querule disquisizioni a latere della commissione (e il segreto dov'è andato a finire?) da parte del superiore lefevriano Fellay, disquisizioni che in estrema sintesi stavano a significare che era la Santa Sede a dover chiedere perdono alla Fraternità che poi avrebbe deciso se riammettere benignamente questa alla piena comunione con se medesima.
Ora segue questo volume di un altro dei moschettieri tradizionalisti che ancora una volta fa da maestro al Papa, segnando tutti i suoi "errori" con la penna rossa.
Qualcuno potrebbe gentilmente ricordare a questi signori che le scomuniche - oltre che rimesse - possono anche essere, se del caso, ripristinate?
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Anonimo il 17/11/10 alle 14:33 via WEB
Alberto Maggi dovrebbe vergognarsi per il male che sta facendo alla Chiesa e a tante anime...
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