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Creato da cpeinfo il 09/06/2009

Vignola vota

Libera area di discussione

 

 

Nostalgia. Mussolini e il crocefisso in piazza

Post n°33 pubblicato il 16 Novembre 2009 da cpeinfo

In pochi metri di piazza vignolese, due constatazioni che non possono non far riflettere.La Lega Nord organizza una raccolta firme a difesa del crocefisso. In un edicola poco distante, fanno bella mostra di se alcuni calendari inneggianti a Benito Mussolini.Fuori, esposti. Nell’indifferenza generale.Due fatti slegati. Tutto normale, tutto legale.Tutto al suo posto.Solo mi chiedo se questo paese è lo stesso che abitavo una decina di anni fa.Noi non siamo figli del fascismo.E ‘ solo una memoria dispersa e rerefatta che impedisce un sussulto di rabbia verso queste esposizioni. Un sussulto che non viene.Due generazioni sembrano già venti. Tutto dimenticato, tutto velocemente archiviato.Immerso fino al collo nelle magagne quotidiane , il vignolese non ha voglia, tempo e forza per fare mente locale. O peggio, se lo fa, preferisce guardare avanti.Il crocefisso appare come un oggetto preso a prestito , utile alla propaganda di pancia, contro la minacciosa Europa che ci impone i suoi dettami. Vada per la raccolta di firme. Ma anche in questo caso, serve chiedersi da dove vengono i peana difensivi.La Lega Nord ha utilizzato per crearsi un passato un affastellamento di pezzi presi un po’ ovunque. Si va dalla inesistente discendenza celtica sino ad improbabili legami con popolazioni che sono minoranze nel loro paese. Le ritualità padane ( ampolle, il Dio Po) e quant’altro fosse utile a generare un blasone pronto uso, sono simboli ben lontani dalla croce di legno. Il quale, appunto, viene raccolto oggi che l’Unione Europea ci dice di ammainarlo.Chi difende cosa,e in nome di chi?In questa assoluta indifferenza tutto va bene, tutto passa. Tutto può dirsi vergine.Va dunque bene il poster di Mussolini la cui politica ha innaffiato di sangue le nostre terre e sventrato le nostre familgie. Ve dunque bene che un partito che manca di un origine si prenda il crocefisso e lo utilizzi come prova di un dna locale.Quel che va male è la mancanza di indignazione, di riflessione, di consapevolezza di quel che sta accadendo.Ci vorrebbe un po’ di nostalgia. Parola, come scrisse Sofri, erroneamente diventata sinonimo di tendenza malevola. Il nostalgico oggi è divenuto tout court un vetusto rigido legato al passato. Eppure noi un po nostalgici dovremmo esserlo. Un po’ dovremmo ricordare che in questa terra si è trovata forse la miglior sintesi del mondo cattolico e del mondo operaio che votava Pci.Basterebbe dare uno sguardo al benessere che ci circonda, chi più chi meno, per rammentare quanta fatica, quanto sangue è costato tutto questo.Basterebbe leggere un po’ di storia per rendersi conto di come stiamo lasciando al primo venuto l’uso di radici che paiono sepolte da una veloce indifferenza. E quanto sia odiosa l’esposizione di immagini tronfie di dittatori.Celinè ha scritto : Ascoltate la gente parlare in strada, è sempre: “Allora gli ho detto, e lui mi ha detto e allora gli ho detto” – attori, ecco. “Alla gente interessano le assicurazioni e il divertimento – tutto qui. Sesso! “Non c’è niente dentro di loro.Sono come dei tori, sbandiera qualcosa per distrarli; tette, patriottismo, la chiesa, qualunque cosa, e salteranno. Non ci vuole molto, è facilissimo.

 
 
 

Carta dell'acqua

Post n°32 pubblicato il 16 Novembre 2009 da cpeinfo

Carta dell'acqua una buona cosa, assieme alla decisione dello stop ai circhi con animaliApprovata con delibera urgente la Carta dell’Acqua del Comune di VignolaLa Giunta Comunale di Vignola, in data 26 ottobre 2009, ha deliberato all’unanimità di adottare e rendereimmediatamente eseguibile la Carta dell’Acqua del Comune di Vignola.Attraverso questo atto l’Amministrazione si impegna a:* utilizzare, proteggere, conoscere e promuovere l'acqua come bene comune, nel rispetto dei principifondamentali della sostenibilità integrale (ambientale, economica, politica e istituzionale);* diffondere e promuovere una cultura dell’acqua come bene comune fondamentale per l’interaumanità;* mantenere nella sfera pubblica la proprietà e la gestione dell'acqua ovvero il capitale ed i servizi adessa collegati;* garantire la sicurezza dell'accesso all'acqua, nelle quantità e qualità necessarie alla vita, a tutti imembri della comunità locale, in solidarietà con le altre comunità e con le generazioni future;* intrecciare il tema dell’acqua con le iniziative di Cooperazione e Solidarietà internazionale svoltesul territorio;* promuovere le forme più innovative di partecipazione dei cittadini alla definizione delle politichedell'acqua a livello locale tramite gli strumenti della democrazia rappresentativa, partecipativa e diretta etramite un'intensa opera di formazione e informazione dei cittadini in materia d'acqua;* promuovere il ritorno dell'acqua nei luoghi pubblici (come già fatto per le Scuole dell’Unione Terredi Castelli), contrastando il consumo di acqua in bottiglia, così deleterio per l'ambiente, e diincentivare una nuova cultura dell'acqua.L’acqua dell’acquedotto è infatti una risorsa che, rispetto all’acqua minerale in bottiglia, offre vantaggiimportantissimi: minor impatto ambientale in termini di plastica da riciclare, minori emissioni dicarburante per il trasporto dai luoghi d’imbottigliamento stoccaggio, il valore educativo-ambientale diutilizzare l’acqua dell’acquedotto e non acque che arrivano da lontano, controlli più frequenti da parte deilaboratori dell’AUSL, minor spreco delle rimanenze, apporto equilibrato di sali minerali indispensabiliall’organismo umano, ed in particolare ad un organismo in fase di crescita, che le acque in bottiglia,pubblicizzate per la loro “leggerezza”, offrono in quantità spesso troppo basse (in particolare il calcio);* proporre nelle sedi idonee di applicare un sistema tariffario giusto e sostenibile fondato sul principiodi solidarietà, superando il principio secondo cui chi spreca paga e chi inquina paga poiché lo spreco dellarisorsa idrica non può essere accettato;* ridurre, sul nostro territorio, i prelievi eccessivi e sconsiderati che hanno portato ad un notevoleabbassamento della falda freatica e al prosciugamento di numerosi tratti fluviali; ciò anche tramiteinterventi che possano portare a una rialimentazione delle falde tramite misure ecocompatibili chegarantiscano la tutela dell’ambiente e delle risorse idriche naturali in modo rigoroso e permanente, inlinea gli elaborati del Contratto di Fiume;* promuovere sistemi di riutilizzo delle acque reflue che permettano di ridurre i consumi di acquapotabile per usi diversi da quelli legati all’alimentazione e all’igiene;* favorire la riduzione, al di sotto dei livelli di concentrazione massima ammissibile, delle sostanzeinquinanti nelle acque superficiali e sotterranee, come previsto dalla legge n° 152/1999*mettere in atto ogni azione atta a ridurre gli sprechi ed aumentare la tutela dell’ambiente: traqueste, l’avvio della posta Elettronica Certificata PEC vuole rendere l’amministrazione sempre piùsostenibile e attenta all’ecosistema. Meno uso di carta, con conseguente riduzione dei costi e curadell’ambiente, più attenzione all’acqua come risorsa scarsa e preziosa per l’intera umanità.

 
 
 

Vai avanti tu, che mi vien da ridere.

Post n°30 pubblicato il 05 Novembre 2009 da cpeinfo
Foto di cpeinfo

Se fosse necessaria un’ulteriore prova di quanto iperbolica sia stata, anche qua da noi, la campagna tesa a gonfiare la bolla dell’ insicurezza percepita, bastano alcune piccole riflessioni sul colossale flop dei cittadini autorganizzati in ronde.Dopo la campagna elettorale, a sentire la quale i nostri territori stavano per essere trasformati in bivacchi per malfattori di ogni schiatta a causa, ovviamente, della molle politica del governo Prodi e dei suoi pavidi ministri, ci saremmo attesi, decreto Maroni alla mano, l’avanzata massiccia delle truppe rondaiole protese nel fulgido scopo di proteggere i campi, la prole e le vie delle nostre cittadine dalle forze del Male.Invece, dopo l’estensione del decreto Maroni teso a regolarizzare ed intercettare questo fenomeno, delle70 ronde attive (17 solo in Lombardia, 10 in Veneto), solo sei hanno chiesto il riconoscimento ufficiale a sindaco e prefetto. Tre gradi di sbarramento hanno determinato questo flop .Il primo: la democrazia non è un pranzo di gala, ma necessita di regole. Molte di queste persone, con il loro particolare modo di intendere la partecipazione alla cosa pubblica, si sono ritratte perché è stato fissato un minimo di regole, un abito di legge al quale sottoporsi. Quando il ministro Maroni è stato costretto a piantare alcuni paletti legali prevedendo appositi albi presso le prefetture , rigidi requisiti per gli aspiranti volontari, nessun collegamento con forze politiche o finanziamenti privati, ecco che si è assistito al dietro front degli animosi che fino ad un attimo prima fremevano per ingiubbottarsi e tramutarsi in garanti dell’ordine notturno.Insomma, se c’è un minimo di regola, non ci sto.Il potere deterrente della regolamentazione è tale da irretire una gran parte di questi novelli batman, e rificcarli inchiodati alle poltrone televisive. Le 70 formazioni iniziali, nate autonomamente e quindi attratte da piccole divise, per piccoli luoghi e obbiettivi condominiali, incarnavano bene il prototipo del mediocre self made man travestito : ‘ o come pare a me, o me ne sto a casa’. Allergici alle regole dello Stato anche quando ad emanarle è un ministro dell’Interno che viene dalla Lega.Il secondo micidiale sbarramento lo leggiamo da fonti del ministero : ‘Gli osservatori volontari non potranno comunque svolgere la loro attività senza aver sostenuto un corso di formazione.’ Il corso di formazione, no! Questo è stato davvero troppo, è ha contribuito in percentuale corposa a irretire la fetta di partecipanti ardimentosi che era sfuggita la primo sbarramento. Ma chi me lo fa fare di andare alla scuola serale per far uscire il batman che nascondo in seno? Suvvia…Il terzo, insormontabile, gradino che ha stoppato la rimanente pattuglia di arditi, lo ha giudiziosamente posto e ben descritto Maroni stesso quando dice : "Abbiamo voluto mantenere il carattere di volontarietà delle ronde perché nessuno vi partecipi aspettando soldi da parte di qualcun altro. In questo modo i rambo, i superman, i pirla ne rimarranno fuori’.E così la folla di aspiranti ha subito l’ultima e drammatica selezione.Le forze dell’ordine ringraziano. E se tornasse qualche soldino venuto a mancare per mezzi, benzina e divise, lavorerebbero più serenamente.M.M

 
 
 

Girolimoni. Verità e reponsabilità sugli ultimi fatti Vignolesi.

Post n°29 pubblicato il 16 Ottobre 2009 da cpeinfo

E ‘ praticamente impossibile non commentare il fatto accaduto in questi giorni, visto che non riesco a sfuggire alla notizia, anche se in cuor mio lo vorrei. Ed è eticamente discutibile esimersi da un commento sul debordare mediatico che questa notizia sta conoscendo. Matteo Mezzadri è un ragazzo che conosco. Quello stesso uomo che oggi mi ritrovo su tutta la stampa nazionale descritto come un potenziale pericolo per la vita del presidente del Consiglio.I comunicati ufficiali oggi sembrano essere all’ordine del giorno, motivo per il quale, da libero cittadino e nulla di più, mi sento di dire due cose, pensate tra me e me.

La domanda che mi sono posto è; se non ora, quando?

Mezzadri ha commesso un fatto di una gravità non commentabile.E da questo punto, si ha da partire.Quello che ha detto ( piantare una pallottola in capo al Presidente del Consiglio) e il modo col quale lo ha diffuso, non possono trovare né indulgenza, né comprensione, né accomodamento. Insomma, non è opportuno in casi come questi l’atteggiamento paternale del buffetto dato al ragazzino che sbaglia.La violenza non deve essere mai evocata ( mai), e nemmeno attecchire in luoghi ( la rete, ad esempio) nei quali si annidano, li si, persone pericolose e squilibrate. L’Italia in tema di cattivi maestri e assassini che li hanno seguiti, ha già dato.Detto questo, e preso atto della necessaria presa di distanza che il partito al quale lui appartiene, il PD, ha compiuto, mi chiedo, sino a che punto si intenda arrivare. La notizia è stata ripresa da organi nazionali e locali. Sui giornali della destra siamo addirittura giunti a tratteggiare un pericoloso killer in libertà. Una trasmissione radiofonica ieri sera gli ha dedicato uno spazio cospicuo. Ad ‘Anno Zero’ il ritratto emerso di Mezzadri è quello di un dirigente che invoca pallottole per il premier’ o, come leggo oggi su un altro quotidiano, un prodotto che si inserisce in un filone più ampio di ‘sorveglianza su attività tese a esercitare azioni violente’…..

We need some quiet, come dice qual cantante.

Abbiamo bisogno di un po’ di quiete.

 

Può essere che io sia ormai staccato dalla realtà, o distratto, oppure senescente. Ma non ricordo di aver parlato, camminato e scrutinato schede con un pericoloso esponente di Prima Linea, con passamontagna, kalasnikov, e sanpietrini in saccoccia. E nemmeno ricordo atteggiamenti violenti, dichiarazioni offensive. Nulla di tutto questo. Ci metto la mano sul fuoco: quel Mezzadri che è stato descritto dai media , non è quello che io ho conosciuto. Anzi, non ci assomiglia per nulla.Mi si dirà che le notizie si nutrono di arricchimenti in corso d’opera, che il circo mediatico una volta che ti ha appiccicato addosso la divisa del girolimoni non può togliertela. E’ la stampa, bellezza! E mentre articolo tutti questi bei ragionamenti , mi sovviene una frase di Kakfa, annotata sui ‘Diari’ : ‘il paese tace e conosce tutto quel che non dice’. Ecco allora il punto, questo si , violento, feroce, atroce di questa vicenda.

Mezzadri ha poco più di 20 anni. Immagino e spero che vorrà trovarsi un occupazione, sposarsi, fare figli etc etc. Tutte quelle minime cose che permettono al singolo di stare nel legame sociale.Ecco, mi chiedo, chi ha incendiato questa campagna mediatica, si rende conto delle possibili conseguenze? Qualcuno ha pensato ad una famiglia che vede le proprie pareti bucate dalla notizia ‘ vostro figlio cerca un killer per il presidente del Consiglio?’Qualcuno ha fatto i conti con le pesanti ricadute che, una volta che il circo televisivo sceglierà un altro bersaglio, ci potranno essere sul futuro di quest’uomo?Il paese è feroce. Non vuole mostri. I benpensati non dedicano molto tempo a riflettere se si tratti di una costruzione mediatica o del vero; giudica, ghettizza e punisce. Quando un minimo di verità verrà ristabilita, vale a dire quando si capirà che Mezzadri non è un pericoloso malvivente, chi scriverà sulle proprie colonne, che molte strade gli sono state precluse in nome di questo linciaggio? Che magari il contraccolpo è stato più forte di quel che le loro mazzate volevano dare? C’è un limite che non si deve superare. Mezzadri lo ha superato, e ha iniziato a pagare facendo un passo fuori dal suo partito, e facendo pubblica ammenda.Ma anche questo inferno cartaceo – televisivo ha ben superato la soglia.Un inferno nel quale il famoso garantismo della destra sembra essere stato dimenticato per strada, dove la vita di un ragazzo di 22 anni può essere demolita in maniera martellante e senza scrupoli in tutta Italia.

Quindi, calma.Mezzadri avrà tempo per capire la lezione. Avrà tempo per ritrovare la fiducia, la forza, per riscattare quel che ha detto. Ma la terra bruciata che gli si sta facendo attorno, i colpi a palle incatenate che stanno arrivando a lui e alla famiglia, quelli no. Quelli lasciano crepe che poi rendono instabili le mura di un esistenza.Questa non è stata la difesa d’ufficio di chi non ha bisogno di essere difeso. Non è un articolo politico, non è che una personale elucubrazione. Non è stata una polemica facile ( sarebbe stato facile citare l’indulgenza dei media verso chi da tempo va dicendo che ci sono pallottole pronte per i giudici, verso chi esclama che la sinistra deve ‘ morire ammazzata’, o nei confronti di episodi di matrice fascista di picchiatori pelati che cercano nel diverso lo sfogo alla loro malriuscita crescita personale ). Il mio è solo un invito al paese ( Vignola- Savignano) affinché ritrovi il senso spero incorrotto, di quel che distingue un legame sociale solido che gli è proprio, da una caccia alle streghe indiscriminata. Mezzadri è quello che i suoi amici hanno sempre conosciuto, e che hanno o apprezzato o biasimato per la sue peculiarità.

Sarebbe ora che la lapidazione finisse qua.

 

Maurizio Montanari

 
 
 

Il mobbing. Incontro 7 OTTOBRE a Savignano

Post n°28 pubblicato il 05 Ottobre 2009 da cpeinfo
Foto di cpeinfo

Continuano gli incontri dedicati al disagio individuale e sociale.

Il 7 ottobre l'associazione Libera Parola promuove l'incontro sul mobbing.

Sono molteplici le sofferenza sul lavoro.

Si va dall'estremo caso di France Telecom, dove i suicidi sono all'ordine del gionro, a situazioni di malessere più o meno dichiarate, inerenti alla delocalizzazione, alla condizione della donna in ambiente lavorativo.

Cercheremo di analizzare , assieme al dr Indulgenza , un collega di Bologna che da tempo si occupa di questo tema, a quali scompensi va incontro chi trova a prestare la propria opera in un ambiente di lavoro non favorevole.

per informazioni

http://www.savignano.it/notizie/news/incontri_aperti_alla_cittadinanza.htm

www.liberaparola.eu

info@liberaparola.eu

 

 
 
 
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