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Un commento di Gino Quartieri sul tema 'camorra tra noi'

Post n°19 pubblicato il 27 Luglio 2009 da cpeinfo

Condivido il senso e quanto detto da Montanari in " la camorra fra noi". La Camorra esiste e da tempo, da tempo ci sono controlli e lavori di intelligence che hanno portato a questi arresti, a Modena come a Casal di Principe. Questi fenomeni si sconfiggono, a mio parere, premendo sulle Forze dell' Ordine perché facciano il loro dovere, che è appunto repressione senza quartiere; ma per reprimere è necessario conoscere, e conoscere significa innanzitutto lavoro di intelligence, anche nel senso più “sporco” che questo significa: lavoro di indagine, utilizzando i mezzi pìù avanzati a disposizione sui quali si può anche discutere. L'opinione pubblica va poi educata a non essere ostile, ad essere legalitaria in ogni aspetto della vita quotidiana. Le Associazioni si devono attrezzare a capire dove può nascondersi usura, si devono poi potenziare gli strumenti antiusura. Su queste questioni sono state fatte tante iniziative e si sono ottenuti anche risultati importanti. Ma le sole 300 persone che erano qualche giorno fa alla Commemorazione di Borsellino in via D'Amelio, ci devono fare riflettere sulle nostre politiche antimafia. Di ciò mi piacerebbe discutere. Veniamo al punto: il PD e la sinistra appaiono agli occhi della gente come sistema di governo che non riesce a fare sentire sicuri i cittadini anche se la sinistra è la forza più coerente nella lotta a tutte le mafie. Certo, ci sono gli effetti mediatici dei barconi respinti, la paranoia della lega contro l’immigrazione, ma il problema esiste in Italia e a Vignola. In questa fase della storia i cittadini percepiscono l'insicurezza per gli extracomunitari e per la microcriminalità, quella che ha nella percezione comune la più alta probabilità di entrare in casa tua o di coinvolgerti come persona. Questa percezione, come veicolo di consenso, è molto pesante ed è penetrata anche nell'elettorato del PD, nell'elettorato di sinistra, altrimenti sarebbero inconcepibili i flussi elettorali verso la Lega da parte anche di un elettorato operaio e giovanile: sembra infatti che tutti guai del paese dipendano dagli extracomunitari, ed ovviamente non è così. Ecco non vorrei contrapporre i due temi, ma noi di sinistra abbiamo fatto decine e decine di iniziative sulle mafie, ma pochissime sulla sicurezza, neanche in campagna elettorale siamo riusciti a mettere insieme una iniziative contro la micro criminalità, magari per fare percepire la nostra capacità di governo sulla sicurezza quotidiana. Certo, la battaglia conto la mafia e le mafie non va abbandonata: rimane priorità uno, ma credo sia oltremodo importante una battaglia culturale, politica e sostanziata con atti di governo per la convivenza civile, basata sulle regole, sugli usi i costumi, sulla legalità e sui comportamenti quotidiani delle persone; proprio per costruire il senso civico, il senso della res pubblica, il senso della comunità. Senza un grande senso civico, li spazi per la micro criminalità e la grande criminalità diventeranno enormi. Questa la considero una priorità uno bis, solo perché è più giovane come problematica. Il senso di comunità non si può costruire se non c'è la sicurezza, se le persone non si sentono sicure di poter passeggiare, entrare in casa, andare a fare la spesa, andare al pub o in discoteca, e spesso questa insicurezza è percepita a causa della presenza degli extracomunitari. Qualche volta sono un pericolo reale a volte sono il pretesto di discorsi xenofobi e di azioni sconsiderate. E' evidente che per gli extracomunitari non ci può essere giustificazionismo, se vogliamo mantenere la nostra convivenza a livelli accettabili abbiamo bisogno di affrontare questo problema con azioni che poggiano su repressione, da un lato, e politiche di integrazione più forti di quelle che abbiamo fatto fino ad ora, con al centro il grande e moderno OBIETTIVO CHE SI CHIAMA CONVIVENZA CIVILE, SPIRITO DI COMUNITA', SENSO CIVICO. E' necessario passare alla fase due di questi percorsi: è importante aiutare le comunità etniche che ci sono nel nostro territorio ad organizzarsi a diventare soggetti alla pari del volontariato (vignolese o italiano che sia) ed, in collaborazione con loro, agire per la convivenza civile con un progetto rigoroso di cui ne va misurata periodicamente l'efficacia e lo stato di attuazione. Va incoraggiata e finanziata la capacità delle organizzazioni del volontariato italiano/vignolese ad occupare il territorio e a costruire le occasioni permanenti per una integrazione culturale tra noi vignolesi e queste nuove comunità. Per questo, come già avviene in diverse iniziative, è importante "MESCOLARCI" per condividere azioni e passioni:i giochi, il pub , l'intrattenimento, la fede per le squadre di calcio, per la pallavolo, lo sport praticato, la vita scolastica, la biblioteca, le feste, le biciclettate, i parchi di quartiere, le politiche verso il lavoro; in sostanza occorre “ricucire” in un puzzle integrato la vita comunitaria e delle famiglie. Per procedere verso l'integrazione è importante per chi vien qui la vita famigliare perché può offrire un livello importante di stabilità. Favorire la stabilità è infatti l'altro obiettivo prioritario che dobbiamo porci. Anche in epoca di crisi, la percentuale di extracomunitari rimane sempre a Vignola del 14%, è questo è un dato enorme soprattutto perché è avvenuto molto in fretta. Rudolph Giuliani, "ha messo a posto New York", facendo sparire quasi tutti i barboni e gli emarginati, anche perché il precedente Sindaco democratico aveva costruito un piano da 50.000 alloggi popolari, di cui Rudolph si è preso il merito, per dare la casa a tutti, costruendo così le basi materiali per una più avanzata capacità di convivenza civile. Ora, per concludere, credo che una politica per la casa ad affitti umani, (qualche idea si può mettere insieme), uno stimolo all'auto-organizazione delle comunità di stranieri, una politica per l'integrazione più puntuale e coordinata, ma anche una politica per una rigorosa azione che fa rispettare le regole, ad italiani e stranieri, sia ciò che dobbiamo perseguire. Quello che si percepisce nella gente è che quello che gli italiani non possono fare è, al contrario, giustificato per gli stranieri perché sono in condizioni sfavorevoli. Dobbiamo diventare credibili, e si diventa credibili solo con l’ azione quotidiana. Quindi: più vigili per strada, più forze dell'ordine, ( le assunzioni e il rafforzamento delle forze di polizia devono salire ai primi posti nelle priorità di governo) ma anche costruire luoghi di aggregazione dove le diverse comunità possano incontrarsi e passare il tempo, magari ospiti di italiani. Si potrebbe portare avanti una organizzazione di Assitenti Civici nella accezione della legge regionale Emilia Romagna, che in pochi purtroppo conosciamo. Non si deve lasciare solo alla lega il tema delle attività volontarie per la sicurezza( vedi legge Maroni). Proviamo a progettare qualcosa di utile e non di pericoloso. Il modello dell'Associazione per la Sicurezza di Modena, che esiste da quasi 10 anni, mi sembra una buona base di partenza. Mi scuso per la non esaustività delle risposte, ma il punto è "parliamo di sicurezza più spesso e più in profondità”, non solo delle mafie. Certo, le mafie sono pericolosissime per la loro capacità di contaminare la società del nord, per questo dobbiamo chiedere più qualità e profondità nelle indagini, nell’ azione di intelligence, il sostegno e la spinta della società civile. Ma chiediamoci anche come si può curare il cancro che ci fa scoprire noi, emiliani vignolesi, ogni giorno sempre un po’ più razzisti ed intolleranti. Credo che questo mutamento mini in profondità i valori fondamentali che da sempre la sinistra ha posto a base della sua azione politica, se non affrontiamo queste tematiche senza “ puzza sotto al naso”, rischiamo che questi sentimenti si consolidino e si apra la strada ad un attecchire della lega ancora più forte, la quale, solo a parole e per propaganda, porta avanti queste tematiche. Così, si prefigura certamente un modello di società che non ci può certo piacere, allora non possiamo aspettare a costruire canali di comunicazione efficaci con le persone che ora la pensano così. Verso di loro non possiamo solo dimostrare la nostra esecrazione, ma dobbiamo agire con convinzione. Per questo abbiamo bisogno di prendere l'iniziativa: sulla microcriminalità, sulla sicurezza, sul concetto di convivenza civile, sul concetto di comunità e di senso civico, sui clandestini ( nella accezione della lega è clandestino anche un turista ????) sul concetto di rigorosa applicazione delle regole per tutti i cittadini. In campagna elettorale abbiamo cominciato a parlarne, il punto inserito da Daria nel suo appello, il volantino sui luoghi comuni, erano appropriati e sicuramente segno di una consapevolezza e di una volontà di risposta con accenti nuovi anche per il PD, ma abbiamo bisogno di parlarne ancora per adeguare le nostre politiche di integrazione e sicurezza al fatto che abbiamo il 14% di stranieri, che ci sono i clandestini, che ci sono brave e cattive persone fra gli stranieri, come peraltro fra noi italiani. Su questo tema sento urgente un momento di formazione della nuova classe dirigente del nostro comune, utile a costruire valori condivisi e azioni politiche efficaci e popolari. Gino Quartieri

 
 
 
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