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Girolimoni. Verità e reponsabilità sugli ultimi fatti Vignolesi.
Post n°29 pubblicato il 16 Ottobre 2009 da cpeinfo
E ‘ praticamente impossibile non commentare il fatto accaduto in questi giorni, visto che non riesco a sfuggire alla notizia, anche se in cuor mio lo vorrei. Ed è eticamente discutibile esimersi da un commento sul debordare mediatico che questa notizia sta conoscendo. Matteo Mezzadri è un ragazzo che conosco. Quello stesso uomo che oggi mi ritrovo su tutta la stampa nazionale descritto come un potenziale pericolo per la vita del presidente del Consiglio.I comunicati ufficiali oggi sembrano essere all’ordine del giorno, motivo per il quale, da libero cittadino e nulla di più, mi sento di dire due cose, pensate tra me e me. La domanda che mi sono posto è; se non ora, quando? Mezzadri ha commesso un fatto di una gravità non commentabile.E da questo punto, si ha da partire.Quello che ha detto ( piantare una pallottola in capo al Presidente del Consiglio) e il modo col quale lo ha diffuso, non possono trovare né indulgenza, né comprensione, né accomodamento. Insomma, non è opportuno in casi come questi l’atteggiamento paternale del buffetto dato al ragazzino che sbaglia.La violenza non deve essere mai evocata ( mai), e nemmeno attecchire in luoghi ( la rete, ad esempio) nei quali si annidano, li si, persone pericolose e squilibrate. L’Italia in tema di cattivi maestri e assassini che li hanno seguiti, ha già dato.Detto questo, e preso atto della necessaria presa di distanza che il partito al quale lui appartiene, il PD, ha compiuto, mi chiedo, sino a che punto si intenda arrivare. La notizia è stata ripresa da organi nazionali e locali. Sui giornali della destra siamo addirittura giunti a tratteggiare un pericoloso killer in libertà. Una trasmissione radiofonica ieri sera gli ha dedicato uno spazio cospicuo. Ad ‘Anno Zero’ il ritratto emerso di Mezzadri è quello di un dirigente che invoca pallottole per il premier’ o, come leggo oggi su un altro quotidiano, un prodotto che si inserisce in un filone più ampio di ‘sorveglianza su attività tese a esercitare azioni violente’….. We need some quiet, come dice qual cantante. Abbiamo bisogno di un po’ di quiete.
Può essere che io sia ormai staccato dalla realtà, o distratto, oppure senescente. Ma non ricordo di aver parlato, camminato e scrutinato schede con un pericoloso esponente di Prima Linea, con passamontagna, kalasnikov, e sanpietrini in saccoccia. E nemmeno ricordo atteggiamenti violenti, dichiarazioni offensive. Nulla di tutto questo. Ci metto la mano sul fuoco: quel Mezzadri che è stato descritto dai media , non è quello che io ho conosciuto. Anzi, non ci assomiglia per nulla.Mi si dirà che le notizie si nutrono di arricchimenti in corso d’opera, che il circo mediatico una volta che ti ha appiccicato addosso la divisa del girolimoni non può togliertela. E’ la stampa, bellezza! E mentre articolo tutti questi bei ragionamenti , mi sovviene una frase di Kakfa, annotata sui ‘Diari’ : ‘il paese tace e conosce tutto quel che non dice’. Ecco allora il punto, questo si , violento, feroce, atroce di questa vicenda. Mezzadri ha poco più di 20 anni. Immagino e spero che vorrà trovarsi un occupazione, sposarsi, fare figli etc etc. Tutte quelle minime cose che permettono al singolo di stare nel legame sociale.Ecco, mi chiedo, chi ha incendiato questa campagna mediatica, si rende conto delle possibili conseguenze? Qualcuno ha pensato ad una famiglia che vede le proprie pareti bucate dalla notizia ‘ vostro figlio cerca un killer per il presidente del Consiglio?’Qualcuno ha fatto i conti con le pesanti ricadute che, una volta che il circo televisivo sceglierà un altro bersaglio, ci potranno essere sul futuro di quest’uomo?Il paese è feroce. Non vuole mostri. I benpensati non dedicano molto tempo a riflettere se si tratti di una costruzione mediatica o del vero; giudica, ghettizza e punisce. Quando un minimo di verità verrà ristabilita, vale a dire quando si capirà che Mezzadri non è un pericoloso malvivente, chi scriverà sulle proprie colonne, che molte strade gli sono state precluse in nome di questo linciaggio? Che magari il contraccolpo è stato più forte di quel che le loro mazzate volevano dare? C’è un limite che non si deve superare. Mezzadri lo ha superato, e ha iniziato a pagare facendo un passo fuori dal suo partito, e facendo pubblica ammenda.Ma anche questo inferno cartaceo – televisivo ha ben superato la soglia.Un inferno nel quale il famoso garantismo della destra sembra essere stato dimenticato per strada, dove la vita di un ragazzo di 22 anni può essere demolita in maniera martellante e senza scrupoli in tutta Italia. Quindi, calma.Mezzadri avrà tempo per capire la lezione. Avrà tempo per ritrovare la fiducia, la forza, per riscattare quel che ha detto. Ma la terra bruciata che gli si sta facendo attorno, i colpi a palle incatenate che stanno arrivando a lui e alla famiglia, quelli no. Quelli lasciano crepe che poi rendono instabili le mura di un esistenza.Questa non è stata la difesa d’ufficio di chi non ha bisogno di essere difeso. Non è un articolo politico, non è che una personale elucubrazione. Non è stata una polemica facile ( sarebbe stato facile citare l’indulgenza dei media verso chi da tempo va dicendo che ci sono pallottole pronte per i giudici, verso chi esclama che la sinistra deve ‘ morire ammazzata’, o nei confronti di episodi di matrice fascista di picchiatori pelati che cercano nel diverso lo sfogo alla loro malriuscita crescita personale ). Il mio è solo un invito al paese ( Vignola- Savignano) affinché ritrovi il senso spero incorrotto, di quel che distingue un legame sociale solido che gli è proprio, da una caccia alle streghe indiscriminata. Mezzadri è quello che i suoi amici hanno sempre conosciuto, e che hanno o apprezzato o biasimato per la sue peculiarità. Sarebbe ora che la lapidazione finisse qua.
Maurizio Montanari |
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