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Acqua partecipata.
Post n°39 pubblicato il 19 Gennaio 2010 da cpeinfo
All’incontro sul tema dell’acqua come bene da difendere dalle mire neo liberiste del Governo centrale, i cittadini hanno risposto in maniera importante. Era un argomento quanto mai attuale, parlato e disquisito ovunque. Dagli uffici alle case, dalle edicole alla piazza.Quella sera si è toccato nel suo punto più essenziale il concetto di 'partecipazione'. Presi dall’incalzare dei venti leghisti, nonché dalla campagna mediatica del centro destra nazionale che si proponeva di ‘liberare’ l’Emilia da un presunto assedio delle forze del male, si scopre , dopo tanta acredine, l’acqua calda: la Politica è questa qua. I famosi ‘problemi della gente’ tanto sbandierati, tanto issati a vessillo di questa o quella parte politica, sono questi. E i partiti di una coalizione che ha il compito di governare, di questo devono trattare. Riprendendosi l’onere di fare Politica, con la P maiuscola. Maiuscola perché è l’identità politica di appartenenza che orienta i partiti, che diventano depositari di una delega. Una giunta di centro sinistra, condensato di quella che è stata la storia del Pci e del mondo cattolico avanzato, fa suoi questi temi non già per una coincidenza della storia, ma perché le sono propri. Chi governa questa città ha una sola strada praticabile da seguire: questa. Riappropriarsi senza equivoci di quelle tematiche che costituiscono la base, la tessitura del nostro corpo sociale. Soldi, bilancio, sociale, acqua, istruzione, criminalità, integrazione, crisi economica e potere d’acquisto, sono tematiche vive in un territorio di alcune migliaia di abitanti, che non lasciano spazio alle chiacchere. Raccogliere e dare voce a queste parole rimaste per strada dopo il clangore della battaglia elettorale, serve a ridare loro quella dignità iniziale, evitando che divengano o appannaggio della destra e del suo populismo ( nel caso dell’acqua in verità l’impedimento leghista a tale uso è legato alla politica nazionale, dove il carroccio si distingue per l’avvallo dato al disegno governativo di tale privatizzazione), o degradino in piccole disquisizioni sterili e salottiere, prive oggi di presa sulla cittadinanza. E’ roba di sinistra, per dirla in modo desueto, è un prendersi responsabilità collettive e condivise, quindi la gente partecipa. Sul serio. La partecipazione effettiva dei cittadini, di amministratori di città limitrofe, ha mostrato che quando se ne parla, chi ha davvero qualcosa da dire, partecipa. Chi no, o si aggrega in calce, oppure salta la mano.
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