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Creato da UnaVitaGlutenFree il 23/10/2010

Una Vita GlutenFree

Da un certo punto in avanti non c'è più modo di tornare indietro. E' quello il punto al quale si deve arrivare. (Franz Kafka)

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Pet Therapy

Post n°22 pubblicato il 24 Novembre 2010 da UnaVitaGlutenFree
 
Tag: Me
Foto di UnaVitaGlutenFree

"Pet Therapy" e gioco:

l'attività ludica generalmente risulta essere un qualcosa di piacevole, aumentando il buon umore, sviluppando la socializzazione, rinforzando l’attività fisica.

Anche gli animali, soprattutto se cuccioli, amano giocare molto e possono risultare degli ottimi compagni di gioco, là dove l’isolamento e la solitudine dominano.

"Pet Therapy" e socializzazione:

l’animale da compagnia risulta essere un perfetto tramite per lo sviluppo delle relazioni. Uscire al parco con il proprio cane é fonte di incontri, di discussioni, ecc.

Sviluppo della responsabilità:

alcune volte ci capita di portare a termine un compito assegnatoci con estrema superficialità, a causa di vari motivi, fretta, disinteresse.

Il risultato spesso può essere negativo con anche delle conseguenze, più o meno dannose. Accudire una animale richiede invece una certa attenzione, una "responsabilità" che ci obbliga a svolgere il compito in maniera adeguata perché in questo caso le conseguenze del disinteresse potrebbero essere molto dannose.

Affidare un compito del genere, ad esempio, ad un adolescente, aiuterebbe la sua crescita e a sviluppare il senso dei reali valori della "vita".


Sapete il perchè di questo post? Io, pensavo di impazzire all'inizio di questa avventura e invece? E' arrivata Luna, una chiuauina affettuosissima e coccolosa che ha tirato me e mio fratello fuori dal guscio...pensateci amici...anche per chi ha figli piccoli. E' vero, comporta impegno, responsabilità e una buona dose di pazienza iniziale...ma fidatevi. Verrete ricompensati nel migliore dei modi!!! E soprattutto avere 'una personcina' di cui esser responsabili aiuta a non piangersi troppo addosso 

 
 
 

Ignoranza canaglia

Post n°21 pubblicato il 21 Novembre 2010 da UnaVitaGlutenFree
 

Buongiorno gente!!! 

Scusate, scusate, scusate.  

Un blog dovrebbe essere un 'ritratto' giornaliero, lo so. Ma a volte questa realtà è difficile da descrivere e io non ho passato un bel periodo. Non dico di esserne uscita...in fondo la vita è come la vogliamo vivere e penso di non aver ancora sfogato tutto ciò che ho accumulato negli ultimi sei mesi...Ma so che la colpa è mia. Se permetto che eventi di poca importanza influenzino il mio modo di vedere le cose...bhe...non sono così intelligente come credevo di essere 

 

Ma veniamo al dunque: sapete meglio di me in quanti e quali modi la celiachia possa mostrare il suo viso al mondo. Ci sono gli inconsapevoli (piuttosto che ammettere di esser celiaci trovano mille altre strane allergie), gli asintomatici, i dolori casuali (coloro che sgarrano nella dieta ma hanno 'solo' qualche dolorino sopportabile...bha)chi, come me, ha dolori devastanti ma al tatto non patisce la farina e coloro che, purtroppo, il vedere una briciola di 'tipo 00' li fa star male. Quindi la scala di sopportazione-dolore-dieta è varia e molto soggettiva. 

Io, dopo aver percorso il tunnel iniziale di neo-diagnosticata in parallelo con quello dell'anoressia e che, ancora oggi, devo far mille attenzioni per non incappare nel glutine per sbaglio e poi rotolarmi fin in pronto soccorso per implorare del buscopan/plasil in vena (che fanno effetto velocemente o impazzisco) son stata tacciata di mentire. Cioè non proprio mentire. Ma di usare la 'mia' celiachia come scusa per non fare tutto ciò che fanno gli altri. Sapete che appartengo ad un gruppo di sbandieratori? No? Bhe allora vi spiego in pochissime parole come funziona: ci alleniamo tutto l'anno perchè, in occasione di feste, carnevali, inaugurazioni e mille altri eventi veniamo chiamati a far spettacolo. In Italia, Spagna, Francia...non importa dove nè per quanti giorni. Per 8 anni non ho praticamente perso un'uscita...poi...ho DOVUTO A MALINCUORE RIDIMENSIONARE TUTTO. Perchè come faccio a mangiare per 3/4 giorni o più in posti dove non posso scegliere? Solitamente chi ci ospita ci fornisce un catering o un ristorante  (siamo un gruppo di 40-50 persone) ma il menù è già preventivamente concordato. Quindi, 4 anni fa, ho dato solo la disponibiltà alle uscite di un giorno, massimo 2 perchè in esse posso portarmi il MIO mangiare e star tranquilla. Ieri cosa mi viene detto? " Bha, hai tutte balle, fai solo ciò che vuoi. Dì che è più comodo così... fai ciò che vuoi e nessuno può dir nulla, altro che celiachia e celiachia. Sei solo furba!"

Lo ammetto: mi vien voglia di uccidere in questi casi. O almeno prendere un bastone e sfracassarlo sulle ginocchia dell'ignorante di turno. Ma poi non lo faccio e mi faccio venire in compenso un bel mal di stomaco, tanto mi rode.

Scema!!Ma quanto son scema?? Forse ciò è uno dei tanti passaggi di questo percorso che sto facendo all'interno della celiachia, forse ho beccato, con mia immensa fortuna, l'ennesimo cazzone (passatemi il termine) di turno (ah ERA un mio caro amico costui), ma forse, come mi è stato consigliato, è ora che il mal di pancia se lo becchino gli altri

L'ignoranza è una brutta malattia da cui non si guarisce, al massimo la si può solo peggiorare esternadone i frutti (ovvero liberando i pensieri senza filtro che danno solo aria alla bocca). Ma tranquilli, son stata senza parole una volta...non capiterà la seconda. Anche perchè ognuno è libero di pensarla come vuole ma è fondamentale il rispetto per gli altri  in qualsiasi forma. E sei ignorante...bhe capisco...ma almeno stai zittoooooooooooooooooooooooo!!!

 
 
 

Odore di Natale

Post n°20 pubblicato il 18 Novembre 2010 da UnaVitaGlutenFree
 
Tag: Ricette

PANETTONE (da 1 kg circa)


Ingredienti:
335 gr Farina Bi-Aglut
125 gr zucchero macinato
2 uova
125 gr burro
40-50 gr Lievito fresco (meglio se 50, in Inverno lievita di meno) 
5 gr sale
200 gr acqua tiepida a 30-35° circa
80 gr uvetta sultanina
80 gr canditi cedro-arancia
2 buste vanillina
2 mezze fiale aroma di limone, aroma di arancia

Preparazione:
Portate tutti gli ingredienti a temperatura ambiente. Nel frattempo, sbriciolate il lievito in 200 gr di acqua, sciogliendolo completamente. Ammorbidite l'uvetta in un pò d'acqua tiepida e lasciatela sgocciolare. In una terrina lasciate ammorbidire il burro tagliato a pezzetti, poi con un mestolo o una frusta elettrica incorporate poco alla volta lo zucchero setacciato fino ad ottenere una crema omogenea. Setacciate la Farina Bi-Aglut e disponetela a fontana in una terrina. Formate un incavo e versatevi la crema di burro e zucchero che avete preparato. A parte sbattete le uova con un pizzico di sale e aggiungetele con la vanillina ed il lievito sciolto in acqua alla Farina. Gradualmente, portate la farina a coprire la buca e lavorate bene l'impasto. Aggiungete i canditi e l'uvetta e impastate per altri 5 minuti circa. Lasciate riposare l'impasto per 10 minuti e poi versatelo in uno stampo metallico per panettone, imburrato e infarinato alto 10 cm e del diametro di 16. Lasciate lievitare in un ambiente caldo ed umido (30-40° circa) per 30-35 minuti circa. 
La lievitazione sarà completata quando l'impasto avrà raddoppiato il proprio volume, riempiendo completamente lo stampo. Praticate un taglio a croce sulla superficie dell'impasto e spennellate con un pò di uovo.
Cuocete nella parte bassa del forno a 140°- 150° per 45 minuti circa, avendo l'accortezza di non aprire il forno prima che siano trascorsi almeno 25 minuti dall'inizio della cottura. Prima di togliere il panettone dal forno controllate che sia ben cotto infilandovi uno stecchino di legno: se non rimangono tracce di impasto attaccate allo stecchino, il panettone è cotto. Altrimenti lasciatelo in forno altri 5 minuti. Sfornate e lasciate raffreddare a temperatura ambiente per almeno due ore.

Fatemi sapere se provate! ;)

 

PANDORO 



Ingredienti: 
150 gr Farina per Pane e Paste Bi-Aglut
150 gr Fecola di Patate
150 gr Zucchero macinato
150 gr burro
50 gr latte
25 gr lievito Lievital
2 uova
1 bustina di Vanillina
1 bicchierino di rhum o cognac
1 pizzico di sale
scorza di limone grattuggiata

Preparazione:
Portate gli ingredienti a temperatura ambiente. In una terrina mescolate la Farina Bi-Aglut, la fecola, lo zucchero, la vanillina e il sale. Aggiungete il burro (morbido), le uova e gli altri ingredienti rimasti (compreso il lievito che avrete sciolto nel latte tiepido). Impastate il composto fino ad ottenere una pasta omogenea e versatela in uno stampo tipico da Pandoro imburrato e infarinato. Mettetelo a lievitare in un luogo caldo coprendo la pasta con un panno o un sacchetto di plastica alimentare. Quando la pasta raddoppia il suo volume, la lievitazione è ultimata. Cuocete in forno caldo per un'ora alla temperatura di 180°. Verificate la cottura con uno stuzzicadenti. Spegnete il forno e lasciatevi il pandoro ancora 10 minuti. Prima di mettere il pandoro in tavola cospargetelo di zucchero a velo.

Buon appettito!!!!! =))

 
 
 

Siamo in 3, forse in 4.

Post n°19 pubblicato il 14 Novembre 2010 da UnaVitaGlutenFree
 

Non ci crederete ma è la quarta volta che scrivo questo post (si cancella appena provo a inserirlo)...per concludere in bellezza questa settimana avvilente. Sentimento brutto la delusione sapete? Si attorciglia alla vitalità, spegne le idee, crea rabbia. Il motivo, molti di voi, lo conoscono già...quindi mi scuso per l'assenza...

Ma veniamo al cuore del post di oggi. Domenica. Ricordate l'altro post legato all'eucarestia? Ebbene lo ammetto. Mi ero sbagliata. Anche se i più non hanno compreso la nostra...ehm...'diatriba' con il giovane prete qualcuno ci ha notati e ha tratto le giuste conclusioni. Oggi, entrati in chiesa, ci ha avvicinato un signore, sulla quarantina, evidentemente imbarazzato. Sul viso emozioni contrastanti (sapete...un pò come: 'Mi butto o non mi butto?') e poi ha deciso: ci ha chiesto se poteva seguirci nel prendere l'ostia. Celiaco, diagnosticato da poco, nessuna confidenza con il nuovo parroco (il nostro 'vecchio') e molta timidezza. Un mix di fattori che lo hanno spinto a non far più la comunione da almeno 6 mesi...e così oggi eravamo in 3. Senza nessun problema da parte del Don. Oserei dire: finalmente qualcosa si muove!!!!

Ma non è finita perchè al termine della celebrazione una signora mi tocca il braccio e mi chiede se anche suo figlio può seguirci la prossima domenica. Sono stata interdetta: perchè mi viene a chiedere il permesso? E soprattutto, suo figlio non poteva già aggregarsi a noi oggi? E poi ho capito. Il ragazzo è Down. E celiaco. E la madre voleva solo esser sicura che, se lo accompagnava, nessuno avrebbe creato obiezioni. Ma siamo matti? Ci siamo presentati e abbiamo chiaccherato un pò...La celiachia per questo ragazzo è un problema ENORME perchè se io sono consapevole della contaminazione, ricordo il prontuario, mi informo...bhe ecco lui non è in grado. Sua mamma fa ciò che può ma non è più giovanissima e ha poche informazioni. Averci trovato le ha permesso di respirare un pò...e credo proprio che dalla prossima settimana saremo in 4, celiaci, a prendere l'ostia.

 

Volete vedere che a forza di spingere si sta aprendo una porta? 

 
 
 

Buongiorno Principessa!!!

Post n°18 pubblicato il 10 Novembre 2010 da UnaVitaGlutenFree
 
Tag: Mente

Ciao ragazzi!!!

Questa sera, per parlarvi, seguo il bellissimo filmato che ho postato, tratto dallo splendido film di Benigni...per riflettere. Io rabbrividisco a VEDERE il sentimento travolgente che è racchiuso in questo film e vorrei...bhe...capire. Da voi e in me. Come vivete la celiachia in coppia? So che può esser una domanda 'stupida' MA FIDATEVI...non lo è. Ho parlato con ragazzi e ragazze di diverse età e spesso, anche troppo direi, si sentono in imbarazzo all'interno della coppia. Imbarazzo comprensibile se pensiamo a tutto ciò che abbiamo detto sul fatto di 'scoprirsi' celiaci...meno comprensibile che il/la partner non lo capisca. O faccia finta di non capirlo. Troppo comodo dire: "Ma cosa vuoi che sia? Cambi solo un pò il tuo modo di mangiare e stop!". E fin lì hanno pure ragione ma poi bisogna andare in ferie, o anche solo uscire di casa per un weekend, magari organizzato dal solito gruppo di amici...a cui non si può proprio dir di no. E sorgono i problemi. Perchè un hotel 'informato' è difficile trovarlo se non lo si cerca e tu ti ritrovi a incrociare le dita, o meglio, a fare una valigia di cibi. Frustrante? Di più. Perchè magari il tuo fidanzato nemmeno si preoccupa di tutta la fatica 'psicologica' che c'è dietro a preparare tutto, ad esser pronti all'evenienza di incappare in qualcosa di contaminato e star male da cani. Se poi anche gli amici ti chiedono se ti sei portata dietro casa è la fine. O meglio, la crisi. 

A me è successo all'inizio...quando stavo...al fondo del tunnel. Non capivo come si potesse esser così ciechi da non intuire quanto potesse esser difficoltoso mangiar fuori una sera, un giorno, una vacanza o programmare una gita a Eurodisney. Il fatto di preferire la macchina anche per viaggi lunghi perchè ci si può metter dentro un sacco di cose (cibo innanzitutto) e di dover chiedere ed ancora chiedere al cameriere, al negoziante, a tutti, cosa c'è in ciò che mangi. Ma poi ho capito come fare in una sorta di psicologia inversa. Io non dicevo nulla ma lasciavo che i MIEI problemi li risolvessero gli altri, se davvero volevano che ci fossi. Altrimenti stavo a casa. E all'inizio a casa ci son stata per davvero. Non credetevi, sembrava solo il capriccio di una bambina viziata...ma non ho mollato...e il mio fidanzato ha iniziato a guardarsi intorno con molta più attenzione. E a vedere LA FATICA. Sentirsi dire NO. O scoprire il meraviglioso mondo del prontuario on-line. Gli amici? Sbigottiti. Giuro. A volte anche increduli nel vedere quanta fatica faccio per trovare un locale 'giusto'. Ma il mio fidanzato ha tenuto duro e mi ha aiutato, mi sta aiutando. Si ricorda di comprare le cose giuste al supermercato se non ci sono, conosce gli hotel, sa come trovare e capire gli ingredienti e, spesso, mi propone locali 'infomati' nuovi, da provare (anche se lontani). Si adatta ai miei cibi e soprattutto, INNANZITUTTO, mi ascolta. A inizio dicembre andiamo in 4 a Parigi, per ripetere l'esperienza disneyana. In macchina, con pentole e padelle, un frigo a corrente (e ad accendisigari) e una prenotazione nel parco in un hotel (non bellissimo eh) che conosce la celiachia. All'inizio credevo di esser un peso...poi ho pensato che a ragionare così sarei tornata indietro, nel vortice dei dubbi e mi son decisa. 

IO SONO COSI'. 

 
 
 
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