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WILD WORLD

guida online per sopravvivere a noi stessi... e non solo

 

 

Ci sono le vere donne e ci sono i veri uomini…

Post n°129 pubblicato il 16 Ottobre 2014 da wild.joe
 

poi ci sono gli unicorni, la pentola d’oro in fondo all’arcobaleno, la marmotta che confeziona la cioccolata…

 

Ormai da un po' di anni sento dire - ed ora scrivere su Facebook ed altri social network - una frase che sembra essere diventata ricorrente nelle giustificazioni di molte persone.
"Non ci sono più i veri uomini", sostengono molte donne... "Non ci sono più le vere donne", replicano gli uomini. E io mi chiedo, dov'è la verità? Probabilmente né da un estremo né dall'altro ma nella solita via di mezzo.
Iniziamo col chiederci una cosa: cosa significa VERAMENTE "vero uomo" e "vera donna"?
Cari uomini, come dovrebbe essere un vera donna? Un mix di sensualità, passionalità, dolcezza, intelligenza, onestà, carattere, simpatia e bellezza? Magari pure fedele e porca a letto, così sì che sarebbe perfetta, no!?
Svegliatevi per piacere, non esiste un tipo di donna così. Ci sono sicuramente donne che hanno alcune di queste caratteristiche, e magari qualche donna le ha pure tutte, ma dovete fare i conti anche con le loro debolezze, le loro fragilità, i loro momenti no che, a seconda della durezza o meno del carattere, possono essere difficili da superare. Insomma, una donna può essere ognuna delle cose meravigliose che ho scritto sopra, ma possiede anche il rovescio della medaglia per ognuna delle caratteristiche elencate.
Donne, invece voi come vedete il vero uomo? Forte caratterialmente, muscoloso, maschio, onesto e leale, fedele, premuroso e protettivo, colto, amante dei bambini e della famiglia, sessualmente dotato, ironico, divertente e capace di capire al volo ognuno dei vostri silenzi? Magari anche romantico da impazzire, così si raggiunge la perfezione.
Bene, sappiate che quell'uomo ha un mantello rosso, una grande S sul petto, viene da Kripton e... no, non esiste! Anche in questo caso, per quante belle qualità abbiano molti uomini, dovete sempre mettere in conto i momenti no, le insicurezze - sì, ne abbiamo anche noi per fortuna - i dubbi, i momenti di rabbia, ecc. E soprattutto scordatevi il romanticismo, perché in natura non esiste! Avete mai visto un castoro portare un mazzo di fiori ad una castorina e abbracciarla guardando le stelle? Io no.
Il romanticismo è solo un movimento artistico nato alla fine del 18° secolo in Germania. Per eventuali approfondimenti:
http://it.wikipedia.org/wiki/Romanticismo.
Uomini e donne possono essere sensibili, compassionevoli, premurosi, rispettosi... tutte qualità innate dell'essere umano - se seguite in modo istintivo, ovviamente - ma non possono essere romantici. Sono solo fantasticherie fanciullesche che spesso vengono utilizzate come arma di seduzione.
Detto questo, potremmo affermare quindi che i prototipi di uomo e donna perfetti non esistono. Ora provate - almeno per 5 minuti - a cancellarli dalla vostra mente. Bene, andiamo avanti.
Il mio punto di vista - ovviamente discutibile - è semplice. Ormai penso che la maggior parte delle donne, per quanto siano belle, attraenti, femminili e magari anche con un buon lavoro ed emancipate, non si sentano donne vere e complete, non a causa della mitologica scomparsa dei "veri" uomini ma più che altro per colpa delle proprie insicurezze personali e dell'influenza sociale trasmessa anche attraverso frasi che, ripetute e ascoltate per centinaia di volte, si trasformano in "verità" storpie che non fanno altro che alimentare convinzioni e sovrastrutture mentali, fino alla creazione di un uomo ideale... che non troveranno mai.
Ovviamente anche per i signori uomini vale lo stesso ragionamento. Per quanto siano belli, palestrati, con una brillante carriera professionale e magari ricchi, le insicurezze interiori - nate in giovane età ed alimentate da messaggi errati provenienti dall'esterno - li hanno portati a crearsi convinzioni sbagliate e rigide, forgiando nella loro mente un prototipo di donna che non esiste in natura.
In sostanza, mi sento di poter affermare che si tratta sempre di condizionamenti mentali indotti dall'esterno e contemporaneamente auto-indotti, i quali causano un aumento delle idee rigide che portano donne ed uomini a non fidarsi dell'altro e a mettere le distanze tra i due.
Come risolvere il problema? Sempre nel solito modo, ovvero diventando più coscienti e consapevoli di se stessi, smettendo di ascoltare messaggi distorti portati dall'eco della massa addormentata nelle proprie convinzioni. Imparare a concentrarsi su se stessi ascoltando le proprie intuizioni e le proprie emozioni, trovando la fiducia per seguirle e vedere dove ci portano.
Dal mio punto di vista, l'uomo e la donna sono due esseri simili ma non uguali, entrambe potenzialmente pieni di caratteristiche positive e dei loro opposti. Possono essere maturi ma anche bambini - non nel senso di infantili ma di semplici -, possono essere forti ed anche deboli, allegri ma anche tristi, riflessivi ma anche istintivi, e così via, in una vasta gamma di qualità che li contraddistinguono rendendoli unici pur assomigliandosi un po' tutti. La vera donna potrebbe essere quella che è sentimentale e contemporaneamente logica. Il vero uomo potrebbe essere quello che è logico ma contemporaneamente sentimentale. L'essere in perfetto equilibrio ed armonia con la natura potrebbe - e forse dovrebbe - essere quello che riesce a vivere esprimendo dentro se stesso e al di fuori sia caratteristiche femminili che maschili. Ci avete mai pensato?
Bene, ora vado a fare un po' di pesi e poi mi sparo Grease mangiando cioccolata in compagnia della marmotta, del mio unicorno e del mio ricchissimo amico folletto irlandese.

Alla prossima dal vostro amichevole Wild Joe

 
 
 

Controsensi contro senso

Post n°128 pubblicato il 14 Ottobre 2014 da wild.joe
 

Negli ultimi tempi, grazie ad internet - ormai sempre più una terrazza "virtuale" affacciata sulla società attuale - mi sono accorto di alcune cose "tristemente divertenti" (cit. Caparezza).
Mi è capitato di leggere discorsi, status e commenti su Facebook che spesso - molto spesso - sono perfettamente in contrasto con il carattere e i modi di fare delle stesse persone che hanno postato tali informazioni o riflessioni.
Così, girovagando tra i vari diari, mi sono ritrovato di fronte a cattolici che si dichiarano democratici e rispettosi, i quali hanno commentato spesso il loro dissenso - e fin qui non ci sarebbe nulla di male, visto che siamo più o meno in democrazia - nei confronti dei matrimoni tra omosessuali e della possibilità che l'adozione di bambini divenga legale anche per loro. E ho potuto così constatare come la maggior parte dei cattolici - e forse di appartenenti anche ad altre religioni - nutre una profonda paura nei confronti del cambiamento, fino al punto di sfociare - consapevolmente o meno - nel più triste razzismo, arrivando a scendere in piazza con tanto di libri alla mano - forse mai letti -, restando in silenzio come forma di protesta a questi due eventuali cambiamenti sociali. La giustificazione è: "Abbiamo il diritto di manifestare per conservare quella che riteniamo essere la famiglia tradizionale." Bene, a mio avviso si manifesta per difendere i propri diritti, non per affossare quelli di altre persone... ma probabilmente voi siete troppo cattolici per poterlo capire.
Ho letto post e commenti di una seconda categoria composta dagli appartenenti a vari corpi delle forze dell'ordine, la maggior parte convinti di essere tutti buoni, onesti, integerrimi e fedeli alla bandiera e al popolo, tanto da non vedere che molti loro colleghi spesso sono corruttibili e/o corruttori, che a volte hanno il manganello facile o l'anfibio che casualmente finisce sulla faccia di un manifestante già sdraiato in terra e bloccato da altri colleghi con gli stessi anfibi.
Mi sono ritrovato poi a leggere pubblicazioni di una terza categoria, i fissati con la spiritualità - che, detto da uno che crede nella reincarnazione e segue filosofie orientali ed occidentali indirizzate alla crescita interiore e al risveglio, è il massimo! -. Così ho potuto leggere i loro post riguardanti riflessioni zen, citazioni di filosofi, mistici, santi, preti, scienziati, spazzini e piazzisti - tanto ormai la spiritualità è sulla bocca di tutti - e di come trascorrono il loro tempo libero facendo yoga, o meditazione con la spada, o altre forme ancora di meditazione, per poi leggere pubblicazioni successive delle medesime persone incazzate se la propria squadra di calcio perde, vederle litigare per stabilire quale tifoseria sia migliore o quale società calcistica abbia rubato più campionati, sfogarsi in tempo reale postando la propria incazzatura per un parcheggio rubato, prendersela con un lavavetri extracomunitario perché ruba il posto di lavoro ad un ipotetico lavavetri italiano, e chi più ne ha più ne metta. Ma riuscire a fargli capire che bisognerebbe parlare meno di spiritualità e provare a praticarla di più è cosa assai ardua, così come fargli comprendere che la causa dei loro mali e delle proprie frustrazioni ed incazzature sono solo loro stessi.
C'è poi anche una quarta categoria presente nel web, quella degli infervorati dalla politica, sempre pronti ad uno scambio di opinioni democratico, fin quando non iniziano ad inveire - spesso anche con epiteti volgari o crudeli - verso chi non la pensa come loro.
Come non citare poi gli appartenenti alla categoria dei tanto famigerati "complottisti"? Molti di loro arrivano a livelli di paranoia tali da vedere una cospirazione politico-massonica anche nell'assenza del rotolo di carta igienica mentre stanno cacando nel loro bagno, così da iniziare a dubitare dei loro stessi genitori e ad accusare la nonnina - in verità solo un po' rincoglionita - di essere una spia del KGB già dai tempi della guerra fredda. Allora, per evitare attacchi di gente folle chiarisco il mio punto di vista su quest'ultimo argomento: io stesso credo fermamente che le Torri Gemelle siano state fatte crollare per mezzo di un'esplosione controllata voluta dal governo Bush che ha operato per mezzo della CIA, e sono certo che molte guerre siano nate e durino tutt'ora per il controllo politico ed economico del petrolio e per la vendita di armi, così come sono certo che vari omicidi nella storia siano stati attuati per altri scopi e che esistano la Massoneria - alla quale gran parte del Vaticano è affiliata - e le famose famiglie di ricconi ebreo-americani che hanno formato gli Illuminati. Ma che Robin Williams sia stato "suicidato" dai potenti dell'industria del cinema americano che, in realtà, sarebbero tutti appartenenti alla Massoneria e agli Illuminati, nun se po' senti'!!! Dai, un limite ci vuole... va bene svolgere indagini e cercare di capire come e perché si siano svolti alcuni eventi che lasciano molti dubbi, ma credere che ogni cosa avvenga a causa della Massoneria o di quei cattivoni degli alieni Rettiliani ce ne vuole... e lo dice uno che crede in ALCUNI complotti e nell'esistenza di altre forme di vita intelligente - più di noi, spero - presenti nell'universo. Potrei citare altre categorie, ma non ne ho voglia. L'unica cosa che mi sento di dire è che, da tutto quel che ho letto almeno negli ultimi dieci mesi, mi sono reso conto che questo povero pianeta è abitato da un numero incalcolabile di persone pretenziose. Qui ognuno pretende di avere ragione su qualcun altro, qualunque sia l'argomento non ha importanza, l'importante è che si abbia ragione e basta! Perciò, se sei un complottista, ogni cosa è dovuta da un complotto, questa è la verità e TU HAI RAGIONE. Se sei un appassionato di politica, è solo la TUA idea quella che conta, gli altri o sono imbecilli o ladri che votano altri ladri - che possano semplicemente essere creduloni che votano convinti dalle idee di un politico onesto o meno che sia, non ti passa nemmeno per l'anticamera del cervello -. Se sei un fissato di spiritualità fai di tutto per svegliare gli altri e portarli verso la TUA verità, trascinandoli tra un corso di yoga, una meditazione con la spada, un Nam myoho renge kyo e altre cose orientali che fanno figo, senza essere in grado di fare la prima cosa sensata nei confronti di chi si avvicina per la prima volta a certe tematiche e ad un modo di osservare il mondo oltre la materia: dare il tuo buon esempio con la calma - o almeno la pazienza - accettando qualunque cosa succeda intorno a te, anche se ingiusta e dolorosa, senza criticare in eccesso né etichettare le persone che dicono o fanno cose che tu reputi sbagliate o strane. Se sei un poliziotto, o un carabiniere, o un finanziere, un militare o altro, sei sicuro di aver ragione SEMPRE TU? Che tutti i tuoi colleghi siano buoni e giusti e che siano i primi a rispettare la legge? Se sei un cattolico - o appartenente ad un altro culto religioso - HAI RAGIONE TU a prescindere, manco te dico niente, altrimenti te 'ncazzi.
In sostanza, se vi venisse il dubbio di far parte di una delle suddette categorie e di vivere di controsensi ed esagerazioni, cercate di accorgervi che state diventando sempre più pretenziosi, che vi aspettate che siano gli altri a cambiare, a venirvi incontro e poi a diventare come voi... e, una volta che ve ne sarete accorti, magari provate a smetterla, grazie.

 

 
 
 

Per andare dove dobbiamo andare, dove VOGLIAMO andare?

Post n°127 pubblicato il 09 Settembre 2014 da wild.joe
 

Ognuno di noi almeno una volta nella vita si è chiesto: "Cosa voglio dalla vita? In che direzione voglio dirigermi? Cosa voglio fare di me stesso? Quale traguardo voglio raggiungere?".
Il fatto, dal mio punto di vista, è questo: salvo rare eccezioni che già da giovani - anche adolescenti - sanno cosa vogliono fare nella vita, quasi nessuno sa chi è né quello che vuole.
La maggior parte delle persone vaga spaesata nella propria esistenza cercando di capire cosa deve fare, cosa è giusto, cosa gli piace o pensa gli possa piacere diventare, finendo spesso col fare cose che in realtà non c'entrano nulla con la propria natura interiore.
Molti passano da un'idea all'altra, provando un tipo di scuola, poi un'altra, poi una facoltà universitaria che magari in seguito sostituiscono con una simile o totalmente differente, per poi trovarsi spesso - non sempre - alla fine del percorso di studi senza sapere se hanno fatto realmente la scelta giusta. Quindi iniziano a sperimentare varie tipologie di lavori in cerca di quello giusto, finendo poi spesso con l'adattarsi e restando incastrati in qualcosa che non amano e che giustificano con l'illusione di una libertà approssimativa provata attraverso il raggiungimento di piccole soddisfazioni avute grazie ai soldi guadagnati.
Altri, già adulti e senza particolari problemi inerenti al lavoro, si sposano e mettono al mondo figli, certi che sia quello che vogliono... ma non tutti in realtà poi sono felici. Molti, solo dopo qualche anno, iniziano a rendersi conto di non sentirsi tagliati per quel modo di vivere ma, ormai è fatta, la famiglia è formata e bisogna tenersela.
Come quelli appena fatti, potrei portare altri esempi di scelte che poi si rivelano sbagliate, che scopriamo solo dopo tempo non essere ciò che avremmo voluto.
Queste cose accadono perché, abituati fin da piccoli ad ascoltare le voci esterne a noi, finiamo col crearci confusione su ciò che è giusto o sbagliato, ciò che è serio e ciò che non lo è, ciò che è divertente e ciò che è noioso, fino a non saper più distinguere i nostri veri gusti e le nostre personali idee.
Troppo spesso siamo influenzati dall'esterno che ci spinge ad entrare in un meccanismo automatizzato, perdendo la capacità di trovare le nostre risposte semplicemente e dentro di noi, portandoci ad una confusione tale da renderci sfiduciati verso noi stessi e convincendoci di non essere in grado di capirci né di sapere cosa è giusto per noi. Arrivati a questo punto sarà facile iniziare a provare paura, la quale ci porterà a scegliere - consapevolmente o meno che sia - di affidarci sempre di più ai consigli di altre persone - amici, parenti, genitori, ecc. - e una volta giunti a questo livello non sapremo più fare a meno degli altri, che utilizzeremo all'inizio come voce della nostra coscienza e successivamente, in caso di scelta sbagliata e conseguente fallimento, come capro espiatorio.
Da questa breve analisi nasce un evidente quesito: se la maggior parte della gente non sa cosa vuole per la propria vita, come può essere in grado di dirci cosa è giusto per noi? Semplice, non può. Nessuno al di fuori di noi stessi può sapere chi siamo e cosa desideriamo veramente, cosa ci appassiona a tal punto da perseguire un obbiettivo fino al punto di raggiungerlo. Solo e soltanto noi possiamo capire tutto ciò ma, per riuscirci, dobbiamo svuotarci delle influenze esterne, dei consigli a volte anche troppo sensati, dei desideri irrealizzati di un nostro genitore, di eventuali tradizioni di famiglia, delle aspettative di una moglie o un marito, e dei sensi di colpa che potrebbero insorgere iniziando a dire NO a quelle voci esterne.
Per sapere dove dobbiamo andare dobbiamo semplicemente ascoltarci dentro e decidere dove VOGLIAMO andare. E una volta fatto questo, superata la paura iniziale e sconfitti i sensi di colpa, da lì in poi la strada sarà tutta dritta.

 
 
 

10 modi per dire "mi amo"

Post n°126 pubblicato il 04 Agosto 2014 da wild.joe
 

Questa notte, senza troppe parole,  vi lascio semplicemente 10 consigli (non leggi, né comandamenti, solo semplici consigli) per trovare l'equilibrio interiore.


I dieci ladri della tua energia

1 - Lascia andare le persone che solo condividono lamentele, problemi, storie disastrose, paura. Lascia perdere le persone che solo giudicano gli altri. Se qualcuno cerca un cestino per l'immondizia, fai in modo che non sia la tua mente.

2 - Paga i tuoi debiti in tempo. Nel frattempo fai pagare chi è in debito con te, oppure lascia andare se coloro che sono in debito con te non possono pagarti.

3 - Mantieni le tue promesse. Se non l'hai fatto chiediti perché fai fatica a rispettare le tue stesse parole. Hai sempre diritto di cambiare opinione, scusarti e compensare, rinegoziare e offrire un'altra alternativa ad una promessa non mantenuta, ma non farlo diventare un'abitudine. Il modo più semplice di evitare di non fare una cosa che sai di non poter fare è dire di NO subito.

4 - Elimina, e nel possibile delega i compiti che preferisci non fare. Dedica il tuo tempo a fare le cose che ti piacciono.

5 - Permettiti di riposare quando ti serve, ma anche permettiti di agire se hai un'occasione buona.

6 - Butta, raccogli e organizza. Niente ti prende più energia di uno spazio disordinato e pieno di cose del passato che ormai non ti servono più.

7 - Dai priorità alla tua salute, il corpo sano ti permette di rendere al massimo della tua energia. Fai delle pause.

8 - Affronta le situazioni tossiche che stai tollerando. Non tollerare le azioni negative di nessuno, né di un familiare, né di un amico, né di un compagno, o di un gruppo. È sempre meglio essere chiari e affrontare le persone a viso aperto.

9 - Accetta. Ma non per rassegnazione, niente ti fa perdere più energia di una situazione che non puoi cambiare.

10 - Perdona. Lascia andare una situazione che è causa di dolore, puoi sempre scegliere di lasciare il dolore nel ricordo.


Tenzin Gyatso
(14° Dalai Lama)

 

 
 
 

Riflessioni notturne in una ventosa nottata "autunnale" di luglio

Post n°125 pubblicato il 21 Luglio 2014 da wild.joe
 

Nella mia vita ho incontrato molte persone. Ognuna di loro, coi suoi atteggiamenti negativi o positivi che fossero, mi ha permesso di imparare molto. Da ogni esperienza vissuta fino ad ora ho compreso come volessi o non volessi essere, e credo di aver fatto un buon lavoro su me stesso. Sono ancora in cammino - lo sarò fino alla morte - e in costante evoluzione del mio pensiero, ma a grandi linee ho capito che ci sono cose di me stesso che non cambierò per niente e per nessuno, perché le reputo scelte di vita personali sacre, che mi hanno permesso e mi permettono tutt'ora di essere me stesso, senza farmi influenzare dalle idee e dalla vita degli altri.
Ho compreso che non sempre si può andare d'accordo con tutti, perché molto spesso si hanno opinioni diverse dovute a diverse esperienze di vita o a un diverso modo di guardare una situazione o un comportamento. Ciò è causato dalle influenze esterne a noi della società, della scuola, della famiglia e delle religioni. Ho capito già da vari anni che l'unico modo per essere se stessi è imparare a guardarsi dentro a tal punto da comprendere quali siano i pensieri che abbiamo creato a causa di queste influenze esteriori e, una volta compreso che non sono idee veramente nostre, allenarsi per eliminarle un po' alla volta, svuotando la nostra mente per riempirla con idee veramente nostre, nate da riflessioni fatte con maggior attenzione. Ho compreso che non tutti sono pronti a raggiungere un alto livello di attenzione verso se stessi e che per questo ci vedranno in modo strano e ci giudicheranno come freddi, egoisti, creduloni, pazzi, o altre cose del genere. Ho imparato che per vivere bene in questo mondo si deve raggiungere un alto livello di amore verso se stessi, il quale ci permette di non preoccuparci più del giudizio altrui, nemmeno di quello dei nostri stessi genitori e parenti, raggiungendo la giusta dose di distacco - da non confondere col menefreghismo - che ci consentirà di vivere come vogliamo, senza sentirci in colpa per questo.
Essere se stessi è il sentiero verso la felicità, che non è fatta di momenti - come molti sostengono - né può venire dall'esterno, portata da altre persone - amici, parenti, genitori, fidanzati, mogli o altro - verso di noi. La felicità è uno stato dell'ESSERE... essere, esistere, sentirsi vivi. Dovremmo capire tutti e ricordarci sempre che, per essere felici, come motivo basta la nostra esistenza. IO esisto e sono felice, perché posso essere me stesso, sperimentare la mia vita e fare di me tutto ciò che voglio. Ma, attenzione, posso fare tutto ciò che voglio di ME, non degli altri... quella non sarebbe libertà, ma egoismo.
Eppure da anni - soprattutto negli ultimi due - continuo ad incontrare persone che pretendono dagli altri qualcosa.
Alcuni si fingono ciò che non sono recitando spesso il ruolo dei "buoni incompresi" e, in alcuni casi, arrivano addirittura a mentire creando versioni distorte dei fatti per far sì che gli altri gli diano ragione e gli restino vicino. Questa si chiama MANIPOLAZIONE e viene usata dalle persone che hanno terribilmente bisogno di essere circondate dalla gente, di essere al centro dell'attenzione, perché sono perennemente insoddisfatte di se stesse e cercano la felicità negli altri.
Alcuni fingono di non vedere o conoscere certe situazioni e non prendono mai scelte, senza rendersi conto che non prendere una scelta è di per sé già aver scelto... soprattutto che tipo di persona vuoi essere.
Alcuni pretendono che gli altri gli diano ragione, che facciano quello che dicono loro, che gli vadano incontro su tutto o quasi. Ciò accade perché queste persone hanno PAURA. Non hanno compreso cosa vuol dire VIVERE e sono convinte che la felicità venga dall'esterno, che un'altra persona possa renderci felice o triste attraverso i suoi comportamenti, quindi fanno di tutto per pilotarli - consciamente o inconsciamente che sia - obbligandoli tramite i sensi di colpa a farli cambiare come loro vorrebbero che fossero.
Altri, sempre convinti che l'amore sia un dover scendere a compromessi, si obbligano a cambiare e a fare cose che non vorrebbero fare per accontentare la persona amata - marito, fidanzata, madre, padre, figlio o genitore che sia - arrivando solo a snaturarsi, perdendo di vista se stessi e diventando sempre un poco più insoddisfatti ed infelici.
Spesso molti genitori fanno l'errore di ripetere gli errori dei loro genitori, dimenticando ciò che hanno vissuto da piccoli e da adolescenti. Sostengono che i figli debbano seguire le loro orme, oppure i loro consigli, avendo così la stessa visione della vita. Ma ognuno ha percezioni diverse e vede diverse sfumature, quindi come si può pensare che i figli dovranno fare ciò che gli viene detto? Come si può credere che sia giusto sempre e solo il punto di vista dei genitori? Come si può voler spingere un figlio - che si sostiene di amare - a fare ciò che si vuole da lui se di base si è un genitore triste o depresso che non ha ancora trovato il modo di risolvere i propri problemi interiori? Ovvio, è sempre la PAURA che spinge le persone a comportarsi così. Se si ha paura di vivere liberamente e non ci si sente all'altezza degli altri, arrivando spesso a provare un'insana invidia, si cercherà in tutti i modi di portare gli altri a fare ciò che vogliamo per far sì che ciò ci provochi felicità. Una felicità ingannevole, perché questo sistema porterà a scontrarci con gli altri e a crearci antipatie, inimicizie, odio ed incomprensioni. Ed è un sistema messo in pratica dalla maggior parte delle persone, di ogni età ed estrazione sociale. La gente preferisce fare così piuttosto che guardarsi dentro e faticare per cancellare i condizionamenti esterni arrivando a cambiare e a trovare il proprio vero IO. "Cambiare fa paura, meglio far cambiare gli altri" sembra essere il pensiero inconscio di moltissima gente... e così si diventa egoisti.
"Se non fai questa cosa vuol dire che non mi ami veramente", oppure "Dai retta a mamma e papà, loro sanno cosa è meglio per te", o anche "I miei genitori sono cattivi e menefreghisti", e altri esempi del genere. Quante volte ho sentito frasi di questo tipo? Non le conto nemmeno più.
La verità è che non esistono genitori cattivi, ma solo genitori che sanno amare a modo loro, secondo quello che hanno imparato a loro volta e alle idee che si sono creati attraverso l'esempio di altri o dei loro genitori. La verità è che non esistono figli ingrati, ma solo figli che vorrebbero vivere liberamente la loro vita, rischiando anche di commettere errori... non è forse dagli errori che si impara e si cresce? La verità è che, se il vostro fidanzato, vostra moglie o vostro figlio non fa tutto ciò che volete e non la pensa sempre come voi, non significa che non vi ama ma che è una persona al di fuori di voi, con le proprie percezioni della vita, con le proprie idee e i propri modi di fare. E non è scendendo a compromessi - ovvero vendendovi e comprandovi a turni, reciprocamente - che risolverete i problemi tra di voi. L'unico modo è comprendere che il problema viene da dentro e non da fuori, che è il nostro ego che ci fa vedere le cose in modo falsato, e che solo col rispetto di se stessi e verso gli altri la nostra vita può migliorare.
Se io sono libero - o voglio esserlo - di dire e fare quello che ritengo meglio per me, allora devo essere pronto a rispettare la libertà altrui. Non c'è un altro modo, ficcatevelo in testa. Non mi importa che siate Cattolici, Ortodossi, Ebrei, Musulmani, Buddhisti, o altro, se pretendete che gli altri cambino per voi e avete paura di guardarvi dentro e risolvere i vostri VERI problemi, siete INFELICI... e questo è un dato di fatto. La vostra infelicità dipende da come guardate il mondo, non da come è il mondo, e più sarete infelici più continuerete a guardare il mondo col filtro della vostra infelicità e delle vostre paure, cadendo sempre più nella trappola dell'ego e pretendendo che gli altri siano come volete voi con l'unico risultato di farvi odiare e continuare così ad essere infelici.
Il cambiamento può avvenire SOLO dentro di voi. A chi vuol essere felice dico BUON LAVORO. Agli altri, BUONA SOFFERENZA... e da quella prima o poi imparerete, quindi è pur sempre un grande augurio.

Namasté

 
 
 
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e forse per tornare ad esserlo anche nella realtà quotidiana.


 

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