Community
 
wild.joe
   
 
Creato da wild.joe il 09/01/2009

WILD WORLD

guida online per sopravvivere a noi stessi... e non solo

 

 

RIFLESSIONI NOTTURNE IN UNA VENTOSA NOTTATA “AUTUNNALE” DI LUGLIO

Post n°125 pubblicato il 21 Luglio 2014 da wild.joe
 

Nella mia vita ho incontrato molte persone. Ognuna di loro, coi suoi atteggiamenti negativi o positivi che fossero, mi ha permesso di imparare molto. Da ogni esperienza vissuta fino ad ora ho compreso come volessi o non volessi essere, e credo di aver fatto un buon lavoro su me stesso. Sono ancora in cammino - lo sarò fino alla morte - e in costante evoluzione del mio pensiero, ma a grandi linee ho capito che ci sono cose di me stesso che non cambierò per niente e per nessuno, perché le reputo scelte di vita personali sacre, che mi hanno permesso e mi permettono tutt'ora di essere me stesso, senza farmi influenzare dalle idee e dalla vita degli altri.
Ho compreso che non sempre si può andare d'accordo con tutti, perché molto spesso si hanno opinioni diverse dovute a diverse esperienze di vita o a un diverso modo di guardare una situazione o un comportamento. Ciò è causato dalle influenze esterne a noi della società, della scuola, della famiglia e delle religioni. Ho capito già da vari anni che l'unico modo per essere se stessi è imparare a guardarsi dentro a tal punto da comprendere quali siano i pensieri che abbiamo creato a causa di queste influenze esteriori e, una volta compreso che non sono idee veramente nostre, allenarsi per eliminarle un po' alla volta, svuotando la nostra mente per riempirla con idee veramente nostre, nate da riflessioni fatte con maggior attenzione. Ho compreso che non tutti sono pronti a raggiungere un alto livello di attenzione verso se stessi e che per questo ci vedranno in modo strano e ci giudicheranno come freddi, egoisti, creduloni, pazzi, o altre cose del genere. Ho imparato che per vivere bene in questo mondo si deve raggiungere un alto livello di amore verso se stessi, il quale ci permette di non preoccuparci più del giudizio altrui, nemmeno di quello dei nostri stessi genitori e parenti, raggiungendo la giusta dose di distacco - da non confondere col menefreghismo - che ci consentirà di vivere come vogliamo, senza sentirci in colpa per questo.
Essere se stessi è il sentiero verso la felicità, che non è fatta di momenti - come molti sostengono - né può venire dall'esterno, portata da altre persone - amici, parenti, genitori, fidanzati, mogli o altro - verso di noi. La felicità è uno stato dell'ESSERE... essere, esistere, sentirsi vivi. Dovremmo capire tutti e ricordarci sempre che, per essere felici, come motivo basta la nostra esistenza. IO esisto e sono felice, perché posso essere me stesso, sperimentare la mia vita e fare di me tutto ciò che voglio. Ma, attenzione, posso fare tutto ciò che voglio di ME, non degli altri... quella non sarebbe libertà, ma egoismo.
Eppure da anni - soprattutto negli ultimi due - continuo ad incontrare persone che pretendono dagli altri qualcosa.
Alcuni si fingono ciò che non sono recitando spesso il ruolo dei "buoni incompresi" e, in alcuni casi, arrivano addirittura a mentire creando versioni distorte dei fatti per far sì che gli altri gli diano ragione e gli restino vicino. Questa si chiama MANIPOLAZIONE e viene usata dalle persone che hanno terribilmente bisogno di essere circondate dalla gente, di essere al centro dell'attenzione, perché sono perennemente insoddisfatte di se stesse e cercano la felicità negli altri.
Alcuni fingono di non vedere o conoscere certe situazioni e non prendono mai scelte, senza rendersi conto che non prendere una scelta è di per sé già aver scelto... soprattutto che tipo di persona vuoi essere.
Alcuni pretendono che gli altri gli diano ragione, che facciano quello che dicono loro, che gli vadano incontro su tutto o quasi. Ciò accade perché queste persone hanno PAURA. Non hanno compreso cosa vuol dire VIVERE e sono convinte che la felicità venga dall'esterno, che un'altra persona possa renderci felice o triste attraverso i suoi comportamenti, quindi fanno di tutto per pilotarli - consciamente o inconsciamente che sia - obbligandoli tramite i sensi di colpa a farli cambiare come loro vorrebbero che fossero.
Altri, sempre convinti che l'amore sia un dover scendere a compromessi, si obbligano a cambiare e a fare cose che non vorrebbero fare per accontentare la persona amata - marito, fidanzata, madre, padre, figlio o genitore che sia - arrivando solo a snaturarsi, perdendo di vista se stessi e diventando sempre un poco più insoddisfatti ed infelici.
Spesso molti genitori fanno l'errore di ripetere gli errori dei loro genitori, dimenticando ciò che hanno vissuto da piccoli e da adolescenti. Sostengono che i figli debbano seguire le loro orme, oppure i loro consigli, avendo così la stessa visione della vita. Ma ognuno ha percezioni diverse e vede diverse sfumature, quindi come si può pensare che i figli dovranno fare ciò che gli viene detto? Come si può credere che sia giusto sempre e solo il punto di vista dei genitori? Come si può voler spingere un figlio - che si sostiene di amare - a fare ciò che si vuole da lui se di base si è un genitore triste o depresso che non ha ancora trovato il modo di risolvere i propri problemi interiori? Ovvio, è sempre la PAURA che spinge le persone a comportarsi così. Se si ha paura di vivere liberamente e non ci si sente all'altezza degli altri, arrivando spesso a provare un'insana invidia, si cercherà in tutti i modi di portare gli altri a fare ciò che vogliamo per far sì che ciò ci provochi felicità. Una felicità ingannevole, perché questo sistema porterà a scontrarci con gli altri e a crearci antipatie, inimicizie, odio ed incomprensioni. Ed è un sistema messo in pratica dalla maggior parte delle persone, di ogni età ed estrazione sociale. La gente preferisce fare così piuttosto che guardarsi dentro e faticare per cancellare i condizionamenti esterni arrivando a cambiare e a trovare il proprio vero IO. "Cambiare fa paura, meglio far cambiare gli altri" sembra essere il pensiero inconscio di moltissima gente... e così si diventa egoisti.
"Se non fai questa cosa vuol dire che non mi ami veramente", oppure "Dai retta a mamma e papà, loro sanno cosa è meglio per te", o anche "I miei genitori sono cattivi e menefreghisti", e altri esempi del genere. Quante volte ho sentito frasi di questo tipo? Non le conto nemmeno più.
La verità è che non esistono genitori cattivi, ma solo genitori che sanno amare a modo loro, secondo quello che hanno imparato a loro volta e alle idee che si sono creati attraverso l'esempio di altri o dei loro genitori. La verità è che non esistono figli ingrati, ma solo figli che vorrebbero vivere liberamente la loro vita, rischiando anche di commettere errori... non è forse dagli errori che si impara e si cresce? La verità è che, se il vostro fidanzato, vostra moglie o vostro figlio non fa tutto ciò che volete e non la pensa sempre come voi, non significa che non vi ama ma che è una persona al di fuori di voi, con le proprie percezioni della vita, con le proprie idee e i propri modi di fare. E non è scendendo a compromessi - ovvero vendendovi e comprandovi a turni, reciprocamente - che risolverete i problemi tra di voi. L'unico modo è comprendere che il problema viene da dentro e non da fuori, che è il nostro ego che ci fa vedere le cose in modo falsato, e che solo col rispetto di se stessi e verso gli altri la nostra vita può migliorare.
Se io sono libero - o voglio esserlo - di dire e fare quello che ritengo meglio per me, allora devo essere pronto a rispettare la libertà altrui. Non c'è un altro modo, ficcatevelo in testa. Non mi importa che siate Cattolici, Ortodossi, Ebrei, Musulmani, Buddhisti, o altro, se pretendete che gli altri cambino per voi e avete paura di guardarvi dentro e risolvere i vostri VERI problemi, siete INFELICI... e questo è un dato di fatto. La vostra infelicità dipende da come guardate il mondo, non da come è il mondo, e più sarete infelici più continuerete a guardare il mondo col filtro della vostra infelicità e delle vostre paure, cadendo sempre più nella trappola dell'ego e pretendendo che gli altri siano come volete voi con l'unico risultato di farvi odiare e continuare così ad essere infelici.
Il cambiamento può avvenire SOLO dentro di voi. A chi vuol essere felice dico BUON LAVORO. Agli altri, BUONA SOFFERENZA... e da quella prima o poi imparerete, quindi è pur sempre un grande augurio.

Namasté

 
 
 

NIENTE È PER SEMPRE… O ALMENO CREDO

Post n°124 pubblicato il 18 Giugno 2014 da wild.joe
 

"Non puoi cambiare tutto e poi andartene" - da: Cercando Alaska, di John Green.

Poco fa mi sono imbattuto in questa frase e subito una riflessione ha preso a muoversi tra i miei neuroni... "per sempre" non esiste. Dire a qualcuno "ci sarò per sempre" è qualcosa di bello e confortante - sia per chi lo dice che per chi lo riceve - ma spesso irreale, perché impossibile o quantomeno altamente improbabile da mettere in pratica.
La vita porta tutti noi a cambiare. Il cambiamento è alla base stessa della vita - a livello biologico e filosofico - che ci porta spesso a modificare parte di noi, dei nostri pensieri, delle nostre idee. Se negli anni cambiamo attraverso le esperienze, come possiamo pensare che qualcosa sia "per sempre"? Non ho mai creduto all'amore eterno - non nella stessa forma almeno - né al "e vissero felici e contenti". Anche e soprattutto nei rapporti di coppia - così come in amicizia - le cose possono cambiare, anche dopo molti anni. Se due amanti - o due amici - che hanno condiviso molto tempo insieme, lentamente iniziano a cambiare in modo differente arrivando ad avere una diversa visione della vita e quindi diversi obiettivi, quasi certamente arriveranno a separarsi per imboccare strade diverse, fare nuove conoscenze, avere nuove storie e nuove amicizie. Quindi, da questo punto di vista, la frase sopracitata - tratta da un noto romanzo - è sbagliata. È anzi normale che, dopo aver portato l'altro a cambiare con la nostra presenza nella sua vita ed essere cambiati a nostra volta per via della sua presenza nella nostra, si possa uscire improvvisamente da quella situazione o vedere l'altro andar via.
Probabilmente se due persone fossero in grado di ricevere gli stessi insegnamenti dalle esperienze che vivono, forse pur cambiando riuscirebbero a mantenere una linea di pensiero parallela che li porterebbe a continuare il loro viaggio insieme. Ma una sintonia del genere si verifica molto raramente... in alcuni casi, pur essendoci già dal principio, dopo molti anni può comunque svanire lasciando posto a due persone ormai troppo diverse per continuare a capirsi fino in fondo.
I cambiamenti fanno parte della vita, non bisogna averne paura. Per vivere pienamente non bisogna fissarsi su idee, ideali, abitudini, usanze, promesse, matrimonio, perché tutto può cambiare.
Questo pensiero non mi rende triste, mi porta semplicemente a capire che la vita va vissuta un giorno alla volta e che non è la quantità di tempo che passeremo con una persona ad essere importante, ma la qualità. E magari, se sapremo dare una qualità elevata ai nostri rapporti interpersonali, forse dureranno nel tempo nonostante i cambiamenti.

 

 

 
 
 

COME UN'ONDA

Post n°123 pubblicato il 02 Giugno 2014 da wild.joe
 

L'amore è come un'onda che arriva per poi ritrarsi, è un flusso infinito, una vibrazione costante che non ha principio né fine. I rapporti umani - di amicizia o di coppia - possono finire e spesso finiscono, pur continuando a provare amore. Ognuno di noi crescendo ed invecchiando cambia nel tempo, modifica pensieri, idee ed atteggiamenti, perché tutto è mutabile. L'unica possibilità che un'amicizia o una storia durino negli anni - magari tutta la vita - dipende dal fatto di portarsi reciprocamente rispetto nonostante idee diverse, e rispettare l'altrui libertà - di pensiero e d'azione -. Ma, nonostante il rispetto, se attraverso le esperienze della vita si cambia in tempi diversi e con ottiche diverse, comunque non si riuscirà più a stare con una determinata persona. L'amore non finisce, ma può cambiare forme e modi di essere donato.

 

 
 
 

...E POI INCONTRARSI COSI'

Post n°122 pubblicato il 23 Marzo 2014 da wild.joe
 

Un rapporto nato per caso, un po' come tutti, vissuto spontaneamente durante gran parte dell'estate e dell'autunno e, alla fine, troncato - e male - con un ultimo messaggio su Facebook. Una serie di belle emozioni e sentimenti sommersi da paura, orgoglio, rabbia. Tre mesi trascorsi senza vedersi, senza sentirsi. Poi, in una ventosa e fredda sera di inizio primavera, incontrarsi per la strada, in due gruppi separati di amici. Salutarsi con un freddo bacio sulla guancia - forse imposto dai modi di fare socialmente accettati - senza nemmeno guardarsi negli occhi, senza dirsi una sola parola... e restare lì, per una decina di minuti, parlando con gli altri di cazzate, continuando a non guardarsi negli occhi.
È così che devono finire le storie d'amore? Questo è tutto ciò che resta del nostro esserci amati? Chiedo a me stesso, mentre quasi di nascosto osservo il tuo viso celato dietro la maschera del più falso e negativo distacco. E quando finalmente guardo per un attimo nei tuoi occhi, mi accorgo che non c'è più la luce che avevo visto mesi fa.
Continuo a guardarti e penso che forse dovrei dirti qualcosa, farti almeno un cenno, un mezzo sorriso... ma non mi viene, e se provassi a farlo non sarebbe naturale.
No, le storie non dovrebbero finire così, dovrebbero - o almeno potrebbero - portare le persone ad imparare ad accettare la fine di quel ruolo vissuto accanto all'altro e, col tempo, a continuare ad amarsi sotto un'altra forma, una bella e sincera amicizia, per non buttare via quello che c'è stato... per non sprecare quell'amore. E sono sicuro che, sparse nel mondo, molte persone siano riuscite a rimanere in ottimi rapporti nonostante la fine di una storia - che non determina la fine dell'amore ma una metamorfosi nel modo di amarsi - riuscendo a creare un onesto rapporto di amicizia. Ma tra noi due non è successo, non ci siamo riusciti... e mi sento triste da fare schifo.
Per fortuna però dura solo un momento. Guardo alla mia sinistra e vedo il volto della ragazza della quale mi sono innamorato da poco tempo e mi rendo conto di essere fortunato ad averla accanto a me. Non so quanto durerà con lei né dove arriveremo, ma so che voglio vivermi anche questa storia con coraggio, onestà e naturalezza, proprio come ho sempre fatto con tutte... come ho fatto anche con te.
Improvvisamente una nostra amica propone di incamminarsi. Ci salutiamo tutti con un semplice ciao accompagnato dal gesto della mano. Tu vai da una parte col tuo gruppetto, io nella direzione opposta col mio. 
Non so se in futuro potremo tornare ad essere qualcosa, a creare un nuovo rapporto che ci faccia riavvicinare come amici... forse sì, ma ora è inutile pensarci. L'unica certezza che ho è che l'essere umano è una delle razze più immature presenti nell'universo, forse la più immatura. Ma, pur facendone parte, forse essermi accorto di questa cosa e continuare a provare ad aprirmi verso il mondo dando ciò che sono agli altri fa di me una persona sensibile... e forse ho buone possibilità di non sprecare la mia vita dietro alle paure e all'ego.
Ripensando a quest'incontro avvenuto poche ore fa, ho pianto. Ora mi sento più leggero ma ho sonno, ho bisogno di dormire... e, anche se l'alba si avvicina, buona notte mondo.  

 

 
 
 

LA TENTAZIONE DI ESSERE NORMALE

Post n°121 pubblicato il 09 Marzo 2014 da wild.joe
 

Ci sono giorni in cui la mia mente non ne vuol sapere di starsene tranquilla. Prende il sopravvento, si insinua nella mia serenità coi SUOI pensieri, con le SUE idee nate dalle piccole paure, causate a loro volta dall'influenza del mondo esterno, dalle convenzioni sociali, dai bigottismi religiosi, dai moralismi eccessivi. E in quei giorni inizio a pensare senza riuscire a calmarla in nessun modo... e sono costretto a tuffarmi in ogni mio pensiero, senza fargli resistenza, per arrivare il più velocemente possibile a capire l'origine delle mie paure momentanee e giungere alla conclusione di tutto quel pensare.
Questa volta la mia tranquillità interiore è stata disturbata dal rendermi conto che sto invecchiando.
Mi sembrano passati pochi mesi dal mio 15esimo compleanno, quando andavo al liceo, quando ancora facevo gli allenamenti di basket ed uscivo solo il pomeriggio con gli amici. Invece tra non molto ne compirò 37 - la mia barba, sempre un po' più bianca, è lì a ricordarmelo - e nonostante la mia età ancora vivo come se ne avessi 15. Non ho un lavoro fisso, vado a dormire ogni notte ad un orario diverso, ho pochi soldi in tasca e mi arrangio come posso, frequento persone di varie età, dai 18 ai 50 anni, cazzeggio come se avessi ancora 15 anni e vivo alla giornata senza preoccuparmi del domani.
Molta gente, soprattutto miei coetanei o persone più grandi, mi guarda strano, come se fossi l'uomo più irresponsabile del pianeta.
Magari lo sono davvero, penso a volte. Ed è in quei  momenti che comincio a pensare con i pensieri degli altri. Mi dico: È ora che tu cresca e ti prenda le tue responsabilità. Smetti di cazzeggiare, trovati un lavoro serio - anche se c'è la crisi e non ti assume nessuno, tu trova un lavoro serio... DEVI trovarlo - e smetti di provare a realizzare il tuo sogno. Esci solo con persone della tua età o poco più grandi, non frequentare ragazzi e ragazze più giovani, non sta bene, non è normale. Comprati una casa, poi trovati una donna, sposala, fai dei figli... diventa normale, come gli altri.
Quando inizio a pensare così sento qualcosa che da dentro mi preme sul petto... poi li riconosco... sensi di colpa, retaggio di insegnamenti sociali e morali che ci vorrebbero tutti uguali, omologati, obbedienti... "normali".
La cosa che mi spaventa non è tanto avere dei sensi di colpa con i quali combattere quanto il fatto che a volte, anche solo per un momento, vorrei arrendermi, vorrei smettere di essere ciò che sono e diventare uguale alla massa.
Forse sarebbe più facile, mi dico ingenuamente. Forse non dovrei più combattere col giudizio delle altre persone, con gli sguardi che mi fissano come se fossi un alieno, forse mi sentirei finalmente accettato e quel piccolo pezzetto di senso di inadeguatezza che ancora mi tormenta sparirebbe una volta per tutte. Sarebbe così semplice diventare una persona normale, smettere di pensare e vivere diventando come gli altri si aspettano che io sia.
Poi mi torna alla mente la storiella del cigno e dello scorpione...

Un giorno uno scorpione doveva attraversare un fiume ma, non sapendo nuotare, chiese ad un cigno lì vicino di dargli un passaggio.
Il cigno rispose di no, dicendo: «Se ti porto sulla mia schiena, tu mi pungerai e morirò avvelenato.»
Lo scorpione, con tono rassicurante, disse al cigno: «No, stai tranquillo, non lo farò, perché, in quel caso, morirei anch'io affogando nel fiume.»
Il cigno, convinto da quelle parole, si caricò lo scorpione sulla schiena e iniziò a nuotare verso l'altra sponda del fiume. A circa metà del percorso una fitta improvvisa lo fece arrestare, sentì le forze che lo abbandonavano. Lo scorpione lo aveva punto avvelenandolo. «Perché lo hai fatto? Ora moriremo entrambi. Perché mi hai punto?» Chiese il cigno morente. Lo scorpione lo guardò con fare indifferente e rispose semplicemente: «Mi dispiace, ma è la mia natura.»

Per quanto sia apparentemente triste, questa storia riesce sempre a riportarmi ai miei reali pensieri e a rimettermi allegria. Così mi ricordo che, come tutti, anch'io possiedo la mia personale natura e per quanto provassi a cambiarla - o quantomeno a rinchiuderla in fondo, dentro di me - alla fine lei risalirebbe a galla portandomi ad essere ciò che sono. E, tutto sommato, mi vado bene così. Nonostante le apparenze so di non essere uno sprovveduto né un irresponsabile. Ho sempre agito con attenzione e rispetto nei confronti miei e degli altri ed ho sempre accettato le conseguenze delle mie scelte e delle mie azioni.
Non potrò mai omologarmi alla massa e costringermi a cambiare, ad essere "bravo", a diventare "normale". Se fossi "normale" starei con una donna della mia età ed avrei già dei figli... che forse nemmeno voglio. Invece sto con te, e nonostante i nostri 13 anni di differenza, se chiudo gli occhi e focalizzo mentalmente il tuo sguardo, i tuoi occhi castani ma limpidi che fissano i miei, so che ho tutto ciò che mi serve per essere certo della mia scelta. Certo, l'amore non è una scelta, capita! Arriva all'improvviso e ti porta verso una persona senza che tu lo abbia deciso. La decisione sta nello scegliere di starci insieme oppure no, di avere coraggio e rischiare oppure rinunciare in partenza per paura di soffrire, o di non risultare normale agli occhi degli altri. Io ho scelto di avere coraggio e di non preoccuparmi del giudizio altrui. E vado avanti, un giorno alla volta... insieme a te.

 
 
 
Successivi »
 

AREA PERSONALE

 

FACEBOOK

 
 

ULTIME VISITE AL BLOG

lost4mostofitallyeahjeremy.pursewardenstreet.hassleaquilafenicewild.joeride5mylkycaberlon.raffaeleMarquisDeLaPhoenixantoniettamaria02carloreomeo0Le_Tre_Rose_Di_Maryautumninrom0broken_strings75belladinotte16
 

ARCHIVIO MESSAGGI

 
 << Luglio 2014 >> 
 
LuMaMeGiVeSaDo
 
  1 2 3 4 5 6
7 8 9 10 11 12 13
14 15 16 17 18 19 20
21 22 23 24 25 26 27
28 29 30 31      
 
 

CERCA IN QUESTO BLOG

  Trova
 

 
RSS (Really simple syndication) Feed Atom
 

GUARDO GLI ASINI...

La fantasia è l'unica cosa che ci resta per sentirci ancora liberi... e forse per tornare ad esserlo anche nella realtà quotidiana.

 

Guardo gli asini che volano nel ciel...

 
 

CHI PUÒ SCRIVERE SUL BLOG

Solo l'autore può pubblicare messaggi in questo Blog e tutti gli utenti registrati possono pubblicare commenti.
I messaggi e i commenti sono moderati dall'autore del blog, verranno verificati e pubblicati a sua discrezione.
 
Citazioni nei Blog Amici: 5