WILD WORLD
guida online per sopravvivere a noi stessi... e non solo
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A TUTTI I VISITATORI

Inizio col darvi il benvenuto nel mio piccolo mondo virtuale all'interno di cui troverete descritto parte di ciò che sono e penso. Alla fine sarete voi a stabilire se il mio esser presente su questo mondo ha trovato un suo equilibrio o se barcollo e sbando tra falsa normalità e vera follia, o se vi è in me una punta di fanciullesca fantasia di quel bambino dentro che non vuole crescere, invecchiare, morire, nonostante tutto. So cosa state pensando... no, non sono affetto dalla sindrome di Peter Pan, io SONO Peter Pan! Ed ora... seconda stella a destra e poi dritti fino al mattino!
-ISTRUZIONI PER L'USO-
Se quello che scrivo vi turba e vi infastidisce talmente tanto da innervosirvi, se il vostro nervosismo diventa ben presto una vera e propria incazzatura che rischia di divampare in un incendio di insulti e imprecazioni varie fino a rischiare la vostra morte a causa di quello strano ed inspiegabile fenomeno conosciuto col nome di combustione spontanea, allora vi suggerisco di usare l'apposito estintore di emergenza collocato leggermente in basso alla vostra destra. Qualora l'estintore non dovesse avere un effetto sufficientemente calmante vi propongo di correre giù in fondo al blog al fine di individuare l'uscita di emergenza più vicina.

ALBERT EINSTEIN

"Ci sono due modi di vivere la vita:
il primo è non credere nei miracoli,
il secondo è credere che ogni cosa
è un miracolo."
Albert Einstein
VASCO
A chi non vuole arrendersi a se stesso e alle avversità...
Sally_______________________________________________
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Questa notte sono in fase riflessiva. Mi chiedo se per vivere un rapporto di coppia bastino sincerità e rispetto per gli eventuali diversi punti di vista, oppure se sia necessario avere una visione della vita più simile possibile. Ho sempre pensato che con il rispetto si potessero appianare tutti i problemi imparando a coesistere con tutti nonostante le divergenze di opinioni, di cultura, di religione, ecc. Ultimamente però mi sono imbattuto in discussioni con una donna - che non è una semplice amica ma nemmeno la mia compagna... una situazione ancora non ben definita insomma - tramite le quali mi sono accorto di non riuscire a condividere con lei molte idee. In un paio di occasioni mi sono alterato quando avrei potuto lasciar stare il discorso. Però non credo siano stati i temi trattati ad avermi infastidito ma, più che altro, l'aver compreso che dietro alla sua voglia di "semplicità", di non voler capire tutto o quasi, di voler vivere senza troppi pensieri, ci sia probabilmente la paura di guardarsi dentro e di guardare dentro alle persone e alle situazioni, alla ricerca delle vere motivazioni che spingono ogni singolo individuo ad essere ciò che è. Questa paura inconscia lei la definisce "voglia di non complicarsi la vita" e ne è convinta a tal punto da credere ciecamente, per fare un esempio, nell'oggettività delle cose. «Esistono il bello e il brutto oggettivi... poi una persona può non piacere ad altri, ma è comunque oggettivamente bella e non si può dire non sia così», mi ha detto sere fa. Ora, premesso che se una persona - o una cosa - non piace a tutti non può essere considerata oggettivamente bella, io sono certo che tutto ciò che ci circonda - palazzi, macchine, persone, animali, colori, ecc. - ognuno di noi la percepisce in modo leggermente diverso, con sfumature e dettagli diversi. Anche la scienza sostiene che la realtà che ci circonda è relativa, quindi come può esistere il concetto universale di bello e brutto? Concetto che poi cambia nel tempo, con le mode, e in base al paese di origine e alla cultura. Ma quando ho tentato di spiegare a lei e ad altre persone che in realtà tutto è soggettivo, mi sono sentito dire che non sono semplice, che sono troppo complicato e che credo troppo in quello che leggo. Come se documentarsi sia una cosa sbagliata o inutile. Lei mi ha detto che parlo troppo come un libro... non le è venuto il dubbio che ciò che dico siano intuizioni e comprensioni personali poi riscontrate anche in libri o in trasmissioni scientifiche o di altro genere. Ma non è questo il motivo per cui mi sono arrabbiato. Il vero problema è che lei è una di quelle persone che in nome della tranquillità e della "semplicità" menzionata prima, vive in modo molto chiuso da possibili verità alternative alle sue dogmatiche e, secondo me, rigide. E questo, anche se non se ne rende conto, la porta a vivere con timore nei confronti delle malattie, della morte e di altre cose, e in me fa scattare la voglia di provare ad allargare il suo sguardo in modo da riuscire, col tempo, a farle vedere le sue paure e le sue chiusure affinché possa provare a risolvere i suoi problemi interiori. Ma so perfettamente che non si può forzare nessuno al cambiamento, perché ognuno di noi ha i suoi personali tempi di intuizione, comprensione e maturazione. Quindi, tirando le somme, a meno che non stia commettendo un errore di valutazione, credo che il solo rispetto non possa bastare all'interno di un rapporto di coppia. Col rispetto si può convivere con tutti nel mondo, creando una società migliore, ma i rapporti di coppia, se non c'è una visione simile della vita che permetta di capirsi fino in fondo creando una complicità tale da poter affrontare e risolvere ogni possibile situazione, credo che siano destinati a finire o, quantomeno, a non essere sereni. Certo è anche vero che non si può pensare di trovare una persona identica a noi a tal punto da non avere mai problemi - cosa anche inutile perché non ci permetterebbe di evolverci - ma penso proprio che una empatia di pensiero e un modo simile di osservare e percepire la vita debba esserci. E come potrebbe esserci tra me e lei? Come potrebbero costruire un rapporto solido due persone che vivono in modo diverso, con passioni diverse, idee della vita diverse, gusti diversi? Come possono stare insieme una persona che tende a rimanere in superficie "semplificandosi" la vita e un'altra che invece per natura si immerge sempre nel tentativo di vedere dietro alle apparenze di situazioni e persone? Ho paura che in una situazione del genere col tempo l'amore diventerebbe sopportazione e, alla fine, si arriverebbe a logorare il rapporto. Ho paura che tra me e lei non ci siano molte possibilità come ipotetica coppia. |
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Quando sarò morto molto probabilmente il mondo sarà ancora come l'ho vissuto e visto. Le nazioni saranno ancora piene di problemi... magari non gli stessi, forse diversi, di altra natura... forse. La gente avrà ancora motivi per non fidarsi, per avere paura, per criticare e condannare gli altri convincendosi di essere nel giusto. Uomini e donne saranno ancora in lotta per una parità dei sessi perseguita in un modo assurdo fatto di insulti camuffati da ironia spesso infantile, competizione cieca e sfrenata e ridicoli stereotipi. Forse gli omosessuali, i bisex e i transessuali saranno ancora mal visti da gran parte del mondo. Forse molti conserveranno ancora l'idea che la famiglia possa essere formata solo da un uomo, una donna e dei figli, non accettando che tutti gli esseri umani sono in grado di amare e quindi prendersi cura di un bambino.
"La gente è strana: si infastidisce sempre per cose banali, e poi dei problemi gravi come il totale spreco della propria esistenza, sembra accorgersene a stento." - Charles Bukowski |
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Il 2012 è stato uno degli anni più complessi - sia a livello globale che individuale - che abbia mai vissuto e osservato in vita mia. Ho visto centinaia di persone perdere il posto di lavoro a causa di giochi di potere tra politica e banche che oramai stabiliscono e gestiscono la vita sociale ed economica dei popoli. Ho visto molti di questi disoccupati spogliati della loro importanza di esseri umani e derubati della loro dignità - prima ancora che dei loro soldi - togliersi la vita in preda alla disperazione più totale. Ho visto persone ricche arricchirsi ancora di più perdendo il contatto con la propria umanità e con la realtà della vita. Ho visto poveri e lavoratori comuni riuscire ad andare avanti nonostante tutto. Ho visto gente che probabilmente si ritiene civile e sensibile usare la rete e i social network come muro per lo sfogo della loro intolleranza e del loro odio inneggiando alla pena di morte nei confronti di assassini, pedofili o per sfoghi di altro genere. Ho visto amici allontanarsi da me, alcuni solo fisicamente altri anche col cuore. Ho visto altri amici persi negli anni tornare all'improvviso. Ne ho visti alcuni rimanere fissi a guardarmi mentre io mi allontanavo da loro andando per la mia strada. Ho conosciuto molte persone nuove che hanno suscitato in me curiosità, interesse, stima, affetto. Ho visto amori finire ed altri non iniziare per paure ed incomprensioni. Ho visto amicizie che potrebbero essere potenzialmente perfette incastrarsi nel triste gioco dell'orgoglio, dove alla fine non c'è nessuno che vince, tutti ne escono sconfitti. Ho visto amici criticarsi troppo e per cose che si potrebbero superare con semplicità e un po' di leggerezza. Li ho visti e sentiti parlarsi alle spalle, fare commenti su persone che frequentano in "amicizia". Ho guardato negli occhi di alcuni di loro ed ho visto orgoglio, presunzione, rabbia... tutte cose che nascono dalla paura. In altri occhi ho visto insicurezza, timidezza eccessiva... altre forme di paura. E dietro ad ogni paio di quegli occhi, dietro ad ogni forma di paura, ho intuito la sofferenza che ha segnato ognuna di quelle persone portandole ad avere paura, a non fidarsi e a chiudersi in difesa. Dal mio punto di vista non posso criticarle ma solamente comprenderle ed aspettare che capiscano ed inizino a cambiare, a smettere di pensare che sono sempre gli altri ad avere torto, che sono sempre gli altri a dare fregature, a trattare male, a non rispettare... che, se questo accade, è perché per primi ci si è comportati in qualche modo "negativamente". Tra le tante persone che ho conosciuto ho potuto scorgere anche occhi dallo sguardo pulito e gentile nonostante i timori e le insicurezze, occhi di persone che non parlerebbero mai male alle spalle di nessuno... persone imperfette - come tutti del resto - ma che tentano di dare il meglio di sé nonostante tutto. Ho conosciuto persone di varie razze e culture, provenienti da altri paesi anche molto lontani da qui, ed ho avuto la conferma che scansando le sovrastrutture mentali causate dalle società, dalle religioni e dalle tradizioni, alla fine siamo tutti uguali... tutto il mondo è paese. Ho avuto modo di parlare con tanta gente di varie età, a volte confrontandomi, altre ascoltando e dando consigli. Ho visto persone iniziare un nuovo cammino interiore e, in poco tempo, riempirsi di convinzioni andando troppo di corsa, avendo fretta di smettere di stare male più che voglia di stare bene un passo alla volta. Ho sentito persone dirmi di sapere più cose di me. Ho visto quelle stesse persone che, seppur sapendone di più - nei casi in cui sia effettivamente così - non sono ancora riusciti a mettere in pratica la loro conoscenza e a vivere la loro vita con la giusta dose di serenità e leggerezza, aiutandomi a comprendere che sapere non sempre equivale a saper fare. Ho visto me stesso allo specchio, o riflesso negli occhi di alcuni, o negli atteggiamenti di altri, e continuo a pensare che mi vado bene così, con pregi e difetti, e che nessuna cosa al mondo mi toglierà la leggerezza che ho conquistato. Questo anno pieno di esperienze viste e vissute sta per chiudersi. Un nuovo anno pieno di altre esperienze sta per iniziare. So solo che voglio vivermelo fino in fondo. Per il resto non so che dirvi se non che auguro un po' di pace a tutti quelli che non ne hanno o che proprio non vogliono averne. E sia a chi mi stima e mi apprezza che a chi mi odia o mi invidia dedico un sorriso... e proseguo per la mia strada, con la lentezza che mi contraddistingue.
Un sorriso a tutti... Namasté |
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Post n°109 pubblicato il 08 Dicembre 2012 da wild.joe
Le donne, i cavallier, l'arme, gli amori, le cortesie, l'audaci imprese io canto... scrisse nel 1532 Ludovico Ariosto aprendo così l'epica opera intitolata Orlando furioso. Al giorno d'oggi però la novella che vengo a narrarvi - senza volermi minimamente paragonare al grande scrittore sopracitato - è assai meno epica. Non vi è traccia, infatti, di audaci imprese, le armi più nobili sono quelle dei ricatti, le cortesie altro non sono che scambi di favori sotto lauta ricompensa - vedi mazzetta - e l'unico "cavaliere" presente nella vicenda lascia che a sollazzarlo nelle tristi sere della sua austera esistenza non sia l'ormai sorpassata figura del giullare di corte bensì una vasta gamma di donne che nulla hanno di virgineo. Cari lettori, che voi siate nobili Feudatari, Vassalli, Valvassori, Valvassini, o umili popolani, sappiate che il cavaliere nano è tornato. Scusate un attimo... mi dicono dalla redazione che "nano" è un termine dispregiativo che non può essere utilizzato in un blog di spessore come questo, per cui da adesso in poi userò il sostitutivo "diversamente alto" o altri termini più consoni alla figura dell'ex presidente del consiglio. Il prode Silvio Berlusconi, dopo essersi dimesso lasciando il posto al più diplomatico, sobrio nonché massonico Mario Monti, ha dichiarato due giorni or sono di voler nuovamente scendere in campo per risollevare le sorti dell'Italia, tartassata dalle manovre dei tecnocrati del governo attualmente in carica. Forse colpito da una forma acuta di demenza senile - o dal solito estremo bisogno di crearsi leggi ad personam - l'imprenditore politicante dalle fattezze gnomiche si prodigherà nuovamente nel tentativo di convincere gli italiani a votarlo per spodestare il maggiordomo in loden delle banche. Questa nuova candidatura alle prossime elezioni porterà scompiglio nelle già confuse e spaventate menti degli italiani oppure la gente riuscirà a ricordarsi che il cavaliere col rialzo nei calzari fu mafiosamente responsabile della carneficina economico-sociale avvenuta negli ultimi 20 anni? Non resta che continuare a seguire la vicenda rimanendo con sguardo vigile ma soprattutto con orecchie e menti ben aperte. |
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Post n°108 pubblicato il 27 Novembre 2012 da wild.joe
Domenica scorsa è stata la giornata contro la violenza alle donne. Continuo a vedere istituire giornate tipo. La giornata contro la violenza alle donne, la giornata contro l'omofobia, la giornata contro la pedofilia... la giornata contro questa o quell'altra forma di violenza. E continuo a pensare a quanto sia inutile tutto ciò. Differenziare le varie forme di violenza porta a credere nella testa della gente che ci siano tipi di violenza peggiori di altri, creando così idee diverse che, a loro volta, creano separazione invece che unità. Sarebbe molto meglio comprendere che qualsiasi forma di violenza - anche verbale o scritta - è un sopruso, così da non creare quelle differenze di pensiero arrivando ad unire tutti - uomini e donne appartenenti a qualunque razza, cultura, stato, credo religioso e sessualità - in un unico pensiero collettivo mirato al rispetto generale. Sarebbe bene essere contro ogni forma di violenza ed intolleranza, ma non contro i violenti e gli intolleranti - da considerare non come sadici e crudeli ma come persone deboli dalla mentalità distorta e fragile - . Sarebbe bene non essere per primi violenti o intolleranti - nemmeno verso i violenti e gli intolleranti - . Sarebbe bene non andare contro chi è violento - nemmeno contro chi fa guerre, sparando sulla gente e bombardando città - ma trovare le soluzioni come collettività. Sarebbe bene non istituire giornate in memoria di tali discorsi ma averli sempre ben chiari nella mente mettendoli in pratica giorno per giorno. Sarebbe bene essere meno convinti e più riflessivi. Sarebbe bene seguire meno ideali ed avere più idee. Sarebbe bene imparare a guardarci negli occhi e riconoscerci ognuno negli occhi degli altri. |
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