Creato da wild.joe il 09/01/2009

WILD WORLD

guida online per sopravvivere a noi stessi... e non solo

 

 

Riflessioni a freddo sull’attentato alla redazione del Charlie Ebdo

Post n°131 pubblicato il 13 Gennaio 2015 da wild.joe
 

Come ben sapete pochi giorni fa a Parigi 12 persone sono state uccise all'interno della redazione del giornale satirico Charlie Ebdo da tre uomini armati di fucili automatici AK47. Tutta l'operazione dei tre "terroristi" lascia molti interrogativi... come hanno fatto i tre uomini ad entrare in Francia con delle armi dell'esercito sovietico? Dove sono riusciti a rimediare quei fucili? Com'è possibile che nell'organizzare a tavolino un attentato del genere poi, durante l'azione, si possa confondere numero civico entrando inizialmente nella palazzina sbagliata? Come è possibile che sparando a distanza ravvicinata ad un uomo - il poliziotto sdraiato in terra che si vede nel video - non ci sia un minimo zampillo di sangue? Come è possibile che tre persone preparate ad una piccola azione di guerriglia urbana vadano a colpire il loro obbiettivo portandosi appresso le carte d'identità e dimenticandole nella macchina usata durante l'attentato? Per quale motivo uno dei tre dopo la strage appena compiuta si è consegnato alla polizia?
Tutte queste domande - e forse altre - potrebbero portarci a pensare che questa operazione sia stata organizzata da qualcun altro per altri motivi - come accadde a quello che reputo essere il finto attentato alle Torri Gemelle avvenuto a settembre del 2001 - e, forse, uno di questi motivi potrebbe essere individuato nell'omicidio di una delle 12 vittime in particolare all'interno della redazione del Charlie Ebdo. Questa persona era Bernard Maris, membro del Consiglio della Banca di Francia, il quale aveva sostenuto più volte negli ultimi tre anni che
«Le banche creano denaro dal nulla. Lo creano da sole con il permesso della Banca Centrale. Per esempio: stai acquistando una proprietà del valore, diciamo, di 500mila euro. Bene, la banca crea 500mila euro dal nulla. Non produce davvero 500mila euro in banconote, ma nei fatti crea davvero 500mila euro e te li dà. Solo che te li dà sotto forma di una mera scrittura, perché non proverai davvero ad acquistare la tua proprietà usando 500mila euro in banconote! Pagherai con un assegno. Ma è la stessa cosa. Se tu volessi pagare con le banconote, la banca ti darebbe 500mila euro in banconote che può farsi dare dalla Banca Centrale, semplicemente dicendo "Ok, ho un diritto su questa persone che vale 500mila euro: cosa mi dai in cambio?" E la Banca Centrale direbbe: "Ti darò 500mila euro in banconote". Ma a parte questo, dato che le banconote non sono mai richieste, tutto il denaro transita in forma digitale. Ma dovete capirlo! Una volta che l'avete capito, avete capito tutto quello che c'è da sapere sul denaro. Le banche creano denaro dal nulla! È qualcosa che è davvero difficile da capire.»

fonte:
http://www.byoblu.com/post/2015/01/08/la-banche-creano-denaro-dal-nulla-cosi-bernard-maris-prima-di-morire.aspx

Che sia questo il motivo - o uno dei motivi - reale dietro l'attentato? E se fosse così? Forse è una domanda che non avrà mai una risposta chiara, come è avvenuto riguardo le Torri Gemelle.
Andando oltre gli interrogativi da porsi su questa faccenda, ciò che vorrei dire è altro. Ho notato come molti cosiddetti atei si siano scagliati contro le religioni colpevolizzandole per i mali del mondo e, quindi, anche per questo attentato. Premesso che potrebbero esserci altri motivi e che la questione religiosa potrebbe solo essere una giustificazione usata ad arte, vorrei far notare agli atei ed ai religiosi - io non appartengo né agli uni né agli altri - una cosa che ho capito anni fa... e proverò a farlo raccontandovi un breve aneddoto.

Molti anni fa - avevo all'incirca 21 anni - avevo comprato una maglietta di cui andavo molto fiero. Era una maglietta nera che sul petto aveva la stampa di una svastica imprigionata nel simbolo del divieto - come il cartello stradale del divieto di sosta, per intenderci -... e, come detto, ne andavo fiero. Dopo alcuni mesi, a forza di indossarla, improvvisamente mi resi conto di una cosa, cioè del fatto che ero contro quel simbolo e ciò che esso rappresentava. Certo, non c'è da essere contenti del nazismo e degli orrori che ha commesso - io non lo sono - ma è pur vero che nel mondo c'erano - e ci sono ancora - persone vicine a quell'ideologia di pensiero estremista. Quello che compresi è che, andando contro ad un ideale, per quanto sbagliato fosse, stavo andando contro altre persone... uomini, donne, ragazzi sparsi nel mondo che non la pensavano come me. Quando arrivai a quella conclusione capii che il non voler essere e comportarsi come le persone violente e razziste non deve per forza essere espresso con un'altra forma di violenza. E girare con una maglietta come quella era diventata improvvisamente per me una forma di violenza.
"Per quale motivo devo andare contro chi non la pensa come me?" mi chiesi. "Non posso limitarmi a non comportarmi come quelle persone? Non posso limitarmi ad impegnarmi ad essere una brava persona senza condannare chi non è arrivato ancora a comprendere ciò che io ho appena compreso?". La risposta fu un "Sì, posso farlo!". E da quel momento quella maglietta sparì dal mio armadio.

Qual è la morale? Viviamo in un mondo che si regge sugli opposti e creiamo di continuo dualità. I cattolici vanno contro gli atei e gli atei contro i cattolici, i musulmani contro l'occidente e l'occidente contro i musulmani, gli omofobi contro gli omosessuali e gli omosessuali contro gli omofobi, i bianchi contro i neri ed i neri contro i bianchi... e tutto questo viene fatto liberamente, ognuno esprimendo il proprio pensiero. Tutti vogliono libertà di espressione ma nessuno - o quasi - accetta veramente la libertà di espressione altrui. Molti in questi giorni si sono scagliati contro tutti i musulmani e le religioni - facendo di tutta l'erba un fascio - con odio per quanto accaduto agli uomini della redazione del Charlie Ebdo. Hanno scritto su Facebook che la libertà di espressione non può e non deve essere bloccata. La ritengo una cosa giusta, ma mi pongo un quesito: fin dove ci si può spingere? Fin dove sono libero di esprimere la mia libertà di pensiero? E in quanti e quali modi? L'unica cosa che posso dirmi - e dire a tutti voi - è che, se si vuole libertà di espressione bisogna accettare il fatto che viviamo in un pianeta sviluppatosi nei dualismi e, spesso, nella violenza. Dobbiamo accettare che la nostra personale libertà di espressione del pensiero ci porta a compiere azioni... e che, per quanto vi piaccia o no, ogni azione può generare una reazione. Potrete condannare miliardi di volte le azioni violente, gli omicidi, gli attentati - veri o falsi che siano - in nome di questa o quella religione ed urlare con rabbia tutto il vostro disprezzo, ma non sarete mai felici. Troverete in voi la felicità e la serenità solo quando avrete capito che spesso, senza rendervene conto, anche solo col vostro pensiero state andando contro qualcuno e state alimentando il modo di vivere nelle dualità umane. Troverete la pace solo quando eliminerete dal vostro armadio la maglietta col divieto sulla svastica... o su qualsiasi altro simbolo politico e religioso.

 

 
 
 

Considerazioni sull’anno appena passato fatte alle 5 del mattino di un gelido inizio 2015

Post n°130 pubblicato il 01 Gennaio 2015 da wild.joe
 

In questo apparentemente lungo 2014 ho avuto modo di sentire e leggere cose riguardanti varie tematiche ed ho potuto constatare come, a dispetto di quello che la gente vuol far vedere, poche, pochissime persone sono mediamente serene ed in grado di vivere più o meno in pace con ciò che le circonda. La maggior parte della gente è decisamente arrabbiata, depressa e sempre in cerca di scontri, competizione e discussioni spesso sterili che si trasformano poi in litigi. Ho visto esplodere questa nuova moda chiamata "femminicidio" - termine che non mi piace in quanto lo trovo inutilmente discriminate perché divide ulteriormente l'uomo dalla donna aumentando la spaccatura emotiva, sociale e mentale tra i due appartenenti della stessa razza umana -. Ho letto su Facebook commenti di persone - per lo più donne arrabbiate con i maschi - urlare allo scandalo per il fatto che si viva ancora in una società patriarcale che mantiene le donne sottomesse agli uomini fino al punto di essere picchiate ed uccise da quest'ultimi. Bene, probabilmente sbaglio, ma credo che l'omicidio di una o più donne non c'entri con l'essere maschilisti così come l'omicidio di bambini da parte di un padre o una madre non c'entri con l'essere maschi o femmine. Tutto questo nasce esclusivamente da debolezze psicologiche che nascono e si sviluppano negli anni all'interno di una mente fragile, condizionata da una famiglia non sana, un ambiente sociale ostico ed una serie di insegnamenti ed apprendimenti scorretti e dannosi. Tutto ciò porta molti uomini a sviluppare una forma di fragilità inconscia che purtroppo arriva a scaturire sottoforma di violenza fisica nei confronti delle loro mogli o compagne. Ma questo non ha nulla a che vedere con l'essere maschio dominante in una società maschilista. Che ancora parte della società sia controllata maggiormente dagli uomini è vero, ma è altrettanto vero che al giorno d'oggi esistono donne manager, grandi e piccole imprenditrici, direttrici aziendali in vari settori e donne parlamentari. Una vera società maschilista non permetterebbe l'avvicinamento a certi ruoli da parte delle donne neppure col pensiero. Credo quindi che sia il caso di smetterla di continuare questa caccia alle streghe ed iniziare a comprendere la nascita del male e le sue motivazioni caso per caso, senza fare di tutta l'erba un fascio, altrimenti dovremmo anche iniziare a pensare che tutte le madri sono potenzialmente pazze che potrebbero uccidere i propri figli in preda ad un raptus improvviso. E questa è una cosa che non penso, perché sarebbe una spiegazione troppo semplicistica e qualunquista. Un particolare interessante, poi, è stato accorgermi di quante persone - uomini e donne - che si ritengono buddiste o che si sono addirittura convertite alla religione buddista siano spesso le più ciniche e spietate nel commentare notizie di omicidio o femminicidio che sia. Ecco, io queste persone le definisco "buddisti fai da te". Pur non essendo buddista né ritenendomi tale, ho avuto modo di studiare da autodidatta questa meravigliosa filosofia e, la prima cosa che ho imparato - ed accettato - tanti anni fa, è che esiste una cosa chiamata legge del Karma, la quale sostiene che qualunque azione compiuta genera una reazione uguale e contraria. Bene, evidentemente tutti quei buddisti che odiano profondamente gli uomini che uccidono le donne o le mamme che uccidono i propri figli o un figlio che uccide un genitore  - e così via - hanno saltato il capitolo riguardante il Karma o, peggio ancora, si sono fossilizzati su insegnamenti scritti sui libri che da millenni vengono tradotti in più lingue e tramandati senza pensare che alcune spiegazioni potrebbero non essere totalmente giuste e che non tutti i messaggi del Buddha ci siano arrivati in modo corretto - come potrebbe essere successo anche con la famosa Bibbia -. Che sia per una errata idea del Karma che vorrebbe la creazione di Karma negativo se non interveniamo per correggere un torto - cosa che, dal mio personale punto di vista, è sbagliata - o per una semplice incapacità a voler accettare che ogni cosa nell'universo è regolata da questa legge e che ogni cosa sarà rimessa a posto dall'universo stesso - che non ha bisogno dell'intervento umano e delle sue leggi spesso discutibili - molti ancora giudicano determinando chi è in torto e volendolo punire o pretendendo che altri lo facciano per loro. E l'amore e la comprensione del "tutto" dei buddisti 'ndo sta? Alla fine quelli che ragionano così sono un po' come quei cattolici belli e buoni fuori che, appena escono da messa e salgono in auto, se un extracomunitario gli si avvicina per lavargli il vetro lo guardano con odio e con la tentazione di ficcarlo sotto le ruote. Be', di questi buddisti e cattolici - come anche di loro simili appartenenti ad altri culti religiosi - il mondo è pieno, e non mi sembra che vada particolarmente bene. Poi ci sono anche gli atei. Ecco, questi sono fenomenali - almeno una gran parte, non dico tutti ovviamente - perché riescono a comportarsi in modo arrogante e presuntuoso alla stregua dei religiosi sopra menzionati. Vogliono insistere nel combattere una guerra - non santa ma scientifica - contro i religiosi, nel tentativo di convincerli che sono idioti creduloni. Allo stesso modo ovviamente rispondono i religiosi che dichiarano come gli atei siano stati accecati da Satana in persona che li avrebbe allontanati da Dio. Ok, dico io, ma da quale dio? Ce ne stanno pure troppi secondo me e comincia a diventa' un gran casino. Allora, nel tentativo di fare un po' di pulizia, getto nel mezzo la mia personale idea - che ho scoperto avvicinarsi a quella di alcuni mistici del passato, come ad esempio Osho -... e se non ci fosse alcun dio? No, non sto facendo una dichiarazione da ateo andando contro i religiosi, cerco soltanto di trovare l'equilibrio tra queste due opposte fazioni. E se invece di un Dio antropomorfo, invisibile, intangibile, gigante seduto su un trono nel regno dei cieli, in realtà ci fosse un'essenza divina? Cosa intendo? Energia, la "sostanza" da cui tutto ciò che esiste è composto. Sì, quella stessa energia che gli scienziati studiano da un secolo abbondante. E se questa energia fosse "composta da più livelli" che, man mano che aumentano portano ad uno stadio di evoluzione tale da essere una forma pensiero energetica? Ovvero, se tutto ciò che compone l'universo, i corpi celesti, i pianeti e le varie forme di vita presenti su di essi, fosse una coscienza energetica capace di evolversi all'infinito? Ecco che sparirebbe la credenza di un Dio che ci ha creato per premiarci o punirci lasciando il posto all'idea di un'essenza divina che è trasmutata in materia per sperimentare se stessa attraverso le incarnazioni. Ecco che improvvisamente la visione religiosa e quella ateo-scientifica avrebbero un punto di incontro. Voi religiosi e voi atei non credete a ciò che ipotizzo? E va be', a me che me frega? Io mica so' come voi che devo convincere per forza gli altri a pensarla come me perché "io ho ragione e gli altri torto"... l'ho semplicemente buttata lì, chi vuole ci ragioni, altrimenti, come si dice in questi casi, ciccia al culo! :)
Passando ad un altro argomento, mi viene in mente la recente nascita di un'altra moda assai discutibile, quella del movimento denominato "Sentinelle in piedi". Gli appartenenti a questo movimento me fanno mori' dal ride', giuro! Pretendono di avere il diritto di manifestare non per un loro diritto ma contro i diritti di altri esseri umani... è proprio vero, all'idiozia e all'egoismo non c'è fine! Bene, direi di passare direttamente oltre...
Un altro argomento interessante è stato quello trattato da molte persone - anche in questo caso molti erano buddisti - ovvero quello dell'eliminazione della prostituzione. Premesso che ciò che si dovrebbe provare a sconfiggere è lo sfruttamento della prostituzione - perché nel caso ci fossero donne intenzionate a prostituirsi di loro spontanea volontà sarebbero affari loro e sarebbero libere di farlo - ancora aspetto una risposta da alcune persone a cui ho rivolto una domanda: "Come si può fare ad eliminare la piaga dello sfruttamento?"... ovviamente la risposta non è mai giunta da parte di nessuno di quelli con cui ho dialogato qui su FB o dal vivo. E quando ho detto: "Bene, mentre pensate a come risolvere il problema, perché non riapriamo le case chiuse e mettiamo le prostitute in condizioni umane, riparate dal freddo e dal caldo, da gente pericolosa che gira la notte, dai protettori che le violentano e le picchiano, evitando che stiano per la strada trovandosi in situazioni del  genere?". Sono stato additato come un maschilista e come uno che dice così perché va a mignotte. E chi erano la maggior parte delle persone che mi hanno attaccato in questo modo? Guarda caso donne... magari quelle del vecchio movimento "Se non ora quando?", ve lo ricordate? Comunque femministe, quindi incazzate di base con i maschi, quelle che fanno di tutta l'erba un fascio e non si accorgono che la tua proposta è indirizzata a difendere provvisoriamente in quel modo donne che sono in costante pericolo di vita. A questo punto cambio la proposta: perché non apriamo dei centri di recupero per la calma mentale dove far studiare un po' di donne avvelenate dalla rabbia? Secondo me a molte servirebbe... e pure a molti maschi, ovviamente.
Un ennesimo grido di battaglia targato 2014 è stato "boicottiamo!". Cosa? Tutto, ogni cosa passasse nella testa di molte persone... soprattutto l'idea di boicottare tutte le marche che producono cibo, abbigliamento o altro con manodopera all'estero per pagare meno tasse e creando disoccupazione in Italia. Va bene, ok, boicottiamo tutto... ma tutto tutto, eh! Anche tutte le sottomarche prodotte da fabbriche di proprietà delle stesse grandi marche. Praticamente iniziamo a campa' ad acqua e aria - almeno finché non ce le faranno pagare - . E mentre ci nutriremo di ossigeno inquinato, scopriremo anche che boicottando - ammesso che sia possibile riuscirci realmente - avremo fatto fallire centinaia di fabbriche facendo finire per la strada migliaia di operai e portando al collasso totale la nostra produzione interna e quindi la nostra economia già moribonda.
Per finire - anche se ci sarebbero molti altri discorsi da accennare... ma già mi sono dilungato abbastanza - ci sarebbe anche la questione dell'attuale schiavismo moderno accettato qui nel nostro paese soprattutto dai più giovani under 30. Le frasi tipo: "La paga è bassa e non mi trattano bene, ma meglio che stare senza lavoro" oppure "I giovani non hanno voglia di faticare" o anche "I giovani sono tutti mammoni che stanno ancora a casa dei genitori" e poi la più bella "I giovani non vogliono fare sacrifici". Ecco, su quest'ultima affermazione direi che si può intuire il livello di ipnosi di massa. Fare sacrifici? Quindi la vita è un dover fare sacrifici? Fermi tutti, ma che cazzo state a di'? Dal mio punto di vista la vita è qualcosa - che non saprei definire a parole - che va vissuta con gioia e serenità. E voi mi volete convincere che devo fare dei sacrifici? Con tutto il rispetto, ma andate a cagare! Anche questa idea dei sacrifici secondo me deriva da alcune religioni - spargere crocifissi ovunque forse ha inculcato questa idea inconscia del sacrificio obbligatorio in cambio del premio nell'aldilà - e dal pensiero tramandato di generazione in generazione a causa dei periodi successivi a guerre e carestie varie. Quindi, se volete vivere sacrificandovi e facendo gli schiavi, siate consapevoli di cosa state perdendo... non tanto i soldi a causa degli stipendi sempre più bassi, nemmeno particolarmente la dignità sul posto di lavoro dove i vostri datori vi trattano male o vi sfruttano facendovi fare più di quanto dovreste da contratto... no ragazzi - e ragazze e signori e signore - ciò che vi stanno rubando è molto di più. Una volta si lavorava cinque giorni a settimana, poi con l'arrivo dei supermercati e dei centri commerciali si è arrivati a lavorare sei giorni a settimana e spesso a fare turni anche di domenica. Ecco, amici miei, vi stanno rubando la cosa più preziosa al mondo, il vostro tempo. I soldi si possono perdere e guadagnare, la dignità si può ritrovare, il rispetto si può ottenere... ma il tempo, una volta andato, non torna più.
In conclusione, non vi auguro un buon anno - perché non servirebbe a un cazzo di niente e perché sarà un anno abbastanza duro tra aumenti di tasse e stronzate varie dei nostri massonici parlamentari di destra e di sinistra - ma un buon risveglio di coscienza individuale che vi porti verso la reale comprensione della vita, verso una più nitida visione del meccanismo politico-sociale in cui siamo intrappolati e verso il raggiungimento della vostra serenità interiore nonostante tutto, senza più voler giudicare né punire chi è violento, senza più voler convincere chi la pensa diversamente da voi che sta sbagliando, senza più fare la guerra tra atei e religiosi - o tra nord e sud, o tra italiani ed extracomunitari, ecc. -, senza più etichettare persone e situazioni, senza più stabilire sempre cosa è giusto e cosa è sbagliato e senza più farvi usare arrivando a trasformarvi in automi che obbediscono a leggi e comandi senza riflettere e scegliere con la vostra testa. Buon risveglio a tutti... Namasté.

 

 
 
 

Ci sono le vere donne e ci sono i veri uomini…

Post n°129 pubblicato il 16 Ottobre 2014 da wild.joe
 

poi ci sono gli unicorni, la pentola d’oro in fondo all’arcobaleno, la marmotta che confeziona la cioccolata…

 

Ormai da un po' di anni sento dire - ed ora scrivere su Facebook ed altri social network - una frase che sembra essere diventata ricorrente nelle giustificazioni di molte persone.
"Non ci sono più i veri uomini", sostengono molte donne... "Non ci sono più le vere donne", replicano gli uomini. E io mi chiedo, dov'è la verità? Probabilmente né da un estremo né dall'altro ma nella solita via di mezzo.
Iniziamo col chiederci una cosa: cosa significa VERAMENTE "vero uomo" e "vera donna"?
Cari uomini, come dovrebbe essere un vera donna? Un mix di sensualità, passionalità, dolcezza, intelligenza, onestà, carattere, simpatia e bellezza? Magari pure fedele e porca a letto, così sì che sarebbe perfetta, no!?
Svegliatevi per piacere, non esiste un tipo di donna così. Ci sono sicuramente donne che hanno alcune di queste caratteristiche, e magari qualche donna le ha pure tutte, ma dovete fare i conti anche con le loro debolezze, le loro fragilità, i loro momenti no che, a seconda della durezza o meno del carattere, possono essere difficili da superare. Insomma, una donna può essere ognuna delle cose meravigliose che ho scritto sopra, ma possiede anche il rovescio della medaglia per ognuna delle caratteristiche elencate.
Donne, invece voi come vedete il vero uomo? Forte caratterialmente, muscoloso, maschio, onesto e leale, fedele, premuroso e protettivo, colto, amante dei bambini e della famiglia, sessualmente dotato, ironico, divertente e capace di capire al volo ognuno dei vostri silenzi? Magari anche romantico da impazzire, così si raggiunge la perfezione.
Bene, sappiate che quell'uomo ha un mantello rosso, una grande S sul petto, viene da Kripton e... no, non esiste! Anche in questo caso, per quante belle qualità abbiano molti uomini, dovete sempre mettere in conto i momenti no, le insicurezze - sì, ne abbiamo anche noi per fortuna - i dubbi, i momenti di rabbia, ecc. E soprattutto scordatevi il romanticismo, perché in natura non esiste! Avete mai visto un castoro portare un mazzo di fiori ad una castorina e abbracciarla guardando le stelle? Io no.
Il romanticismo è solo un movimento artistico nato alla fine del 18° secolo in Germania. Per eventuali approfondimenti:
http://it.wikipedia.org/wiki/Romanticismo.
Uomini e donne possono essere sensibili, compassionevoli, premurosi, rispettosi... tutte qualità innate dell'essere umano - se seguite in modo istintivo, ovviamente - ma non possono essere romantici. Sono solo fantasticherie fanciullesche che spesso vengono utilizzate come arma di seduzione.
Detto questo, potremmo affermare quindi che i prototipi di uomo e donna perfetti non esistono. Ora provate - almeno per 5 minuti - a cancellarli dalla vostra mente. Bene, andiamo avanti.
Il mio punto di vista - ovviamente discutibile - è semplice. Ormai penso che la maggior parte delle donne, per quanto siano belle, attraenti, femminili e magari anche con un buon lavoro ed emancipate, non si sentano donne vere e complete, non a causa della mitologica scomparsa dei "veri" uomini ma più che altro per colpa delle proprie insicurezze personali e dell'influenza sociale trasmessa anche attraverso frasi che, ripetute e ascoltate per centinaia di volte, si trasformano in "verità" storpie che non fanno altro che alimentare convinzioni e sovrastrutture mentali, fino alla creazione di un uomo ideale... che non troveranno mai.
Ovviamente anche per i signori uomini vale lo stesso ragionamento. Per quanto siano belli, palestrati, con una brillante carriera professionale e magari ricchi, le insicurezze interiori - nate in giovane età ed alimentate da messaggi errati provenienti dall'esterno - li hanno portati a crearsi convinzioni sbagliate e rigide, forgiando nella loro mente un prototipo di donna che non esiste in natura.
In sostanza, mi sento di poter affermare che si tratta sempre di condizionamenti mentali indotti dall'esterno e contemporaneamente auto-indotti, i quali causano un aumento delle idee rigide che portano donne ed uomini a non fidarsi dell'altro e a mettere le distanze tra i due.
Come risolvere il problema? Sempre nel solito modo, ovvero diventando più coscienti e consapevoli di se stessi, smettendo di ascoltare messaggi distorti portati dall'eco della massa addormentata nelle proprie convinzioni. Imparare a concentrarsi su se stessi ascoltando le proprie intuizioni e le proprie emozioni, trovando la fiducia per seguirle e vedere dove ci portano.
Dal mio punto di vista, l'uomo e la donna sono due esseri simili ma non uguali, entrambe potenzialmente pieni di caratteristiche positive e dei loro opposti. Possono essere maturi ma anche bambini - non nel senso di infantili ma di semplici -, possono essere forti ed anche deboli, allegri ma anche tristi, riflessivi ma anche istintivi, e così via, in una vasta gamma di qualità che li contraddistinguono rendendoli unici pur assomigliandosi un po' tutti. La vera donna potrebbe essere quella che è sentimentale e contemporaneamente logica. Il vero uomo potrebbe essere quello che è logico ma contemporaneamente sentimentale. L'essere in perfetto equilibrio ed armonia con la natura potrebbe - e forse dovrebbe - essere quello che riesce a vivere esprimendo dentro se stesso e al di fuori sia caratteristiche femminili che maschili. Ci avete mai pensato?
Bene, ora vado a fare un po' di pesi e poi mi sparo Grease mangiando cioccolata in compagnia della marmotta, del mio unicorno e del mio ricchissimo amico folletto irlandese.

Alla prossima dal vostro amichevole Wild Joe

 
 
 

Controsensi contro senso

Post n°128 pubblicato il 14 Ottobre 2014 da wild.joe
 

Negli ultimi tempi, grazie ad internet - ormai sempre più una terrazza "virtuale" affacciata sulla società attuale - mi sono accorto di alcune cose "tristemente divertenti" (cit. Caparezza).
Mi è capitato di leggere discorsi, status e commenti su Facebook che spesso - molto spesso - sono perfettamente in contrasto con il carattere e i modi di fare delle stesse persone che hanno postato tali informazioni o riflessioni.
Così, girovagando tra i vari diari, mi sono ritrovato di fronte a cattolici che si dichiarano democratici e rispettosi, i quali hanno commentato spesso il loro dissenso - e fin qui non ci sarebbe nulla di male, visto che siamo più o meno in democrazia - nei confronti dei matrimoni tra omosessuali e della possibilità che l'adozione di bambini divenga legale anche per loro. E ho potuto così constatare come la maggior parte dei cattolici - e forse di appartenenti anche ad altre religioni - nutre una profonda paura nei confronti del cambiamento, fino al punto di sfociare - consapevolmente o meno - nel più triste razzismo, arrivando a scendere in piazza con tanto di libri alla mano - forse mai letti -, restando in silenzio come forma di protesta a questi due eventuali cambiamenti sociali. La giustificazione è: "Abbiamo il diritto di manifestare per conservare quella che riteniamo essere la famiglia tradizionale." Bene, a mio avviso si manifesta per difendere i propri diritti, non per affossare quelli di altre persone... ma probabilmente voi siete troppo cattolici per poterlo capire.
Ho letto post e commenti di una seconda categoria composta dagli appartenenti a vari corpi delle forze dell'ordine, la maggior parte convinti di essere tutti buoni, onesti, integerrimi e fedeli alla bandiera e al popolo, tanto da non vedere che molti loro colleghi spesso sono corruttibili e/o corruttori, che a volte hanno il manganello facile o l'anfibio che casualmente finisce sulla faccia di un manifestante già sdraiato in terra e bloccato da altri colleghi con gli stessi anfibi.
Mi sono ritrovato poi a leggere pubblicazioni di una terza categoria, i fissati con la spiritualità - che, detto da uno che crede nella reincarnazione e segue filosofie orientali ed occidentali indirizzate alla crescita interiore e al risveglio, è il massimo! -. Così ho potuto leggere i loro post riguardanti riflessioni zen, citazioni di filosofi, mistici, santi, preti, scienziati, spazzini e piazzisti - tanto ormai la spiritualità è sulla bocca di tutti - e di come trascorrono il loro tempo libero facendo yoga, o meditazione con la spada, o altre forme ancora di meditazione, per poi leggere pubblicazioni successive delle medesime persone incazzate se la propria squadra di calcio perde, vederle litigare per stabilire quale tifoseria sia migliore o quale società calcistica abbia rubato più campionati, sfogarsi in tempo reale postando la propria incazzatura per un parcheggio rubato, prendersela con un lavavetri extracomunitario perché ruba il posto di lavoro ad un ipotetico lavavetri italiano, e chi più ne ha più ne metta. Ma riuscire a fargli capire che bisognerebbe parlare meno di spiritualità e provare a praticarla di più è cosa assai ardua, così come fargli comprendere che la causa dei loro mali e delle proprie frustrazioni ed incazzature sono solo loro stessi.
C'è poi anche una quarta categoria presente nel web, quella degli infervorati dalla politica, sempre pronti ad uno scambio di opinioni democratico, fin quando non iniziano ad inveire - spesso anche con epiteti volgari o crudeli - verso chi non la pensa come loro.
Come non citare poi gli appartenenti alla categoria dei tanto famigerati "complottisti"? Molti di loro arrivano a livelli di paranoia tali da vedere una cospirazione politico-massonica anche nell'assenza del rotolo di carta igienica mentre stanno cacando nel loro bagno, così da iniziare a dubitare dei loro stessi genitori e ad accusare la nonnina - in verità solo un po' rincoglionita - di essere una spia del KGB già dai tempi della guerra fredda. Allora, per evitare attacchi di gente folle chiarisco il mio punto di vista su quest'ultimo argomento: io stesso credo fermamente che le Torri Gemelle siano state fatte crollare per mezzo di un'esplosione controllata voluta dal governo Bush che ha operato per mezzo della CIA, e sono certo che molte guerre siano nate e durino tutt'ora per il controllo politico ed economico del petrolio e per la vendita di armi, così come sono certo che vari omicidi nella storia siano stati attuati per altri scopi e che esistano la Massoneria - alla quale gran parte del Vaticano è affiliata - e le famose famiglie di ricconi ebreo-americani che hanno formato gli Illuminati. Ma che Robin Williams sia stato "suicidato" dai potenti dell'industria del cinema americano che, in realtà, sarebbero tutti appartenenti alla Massoneria e agli Illuminati, nun se po' senti'!!! Dai, un limite ci vuole... va bene svolgere indagini e cercare di capire come e perché si siano svolti alcuni eventi che lasciano molti dubbi, ma credere che ogni cosa avvenga a causa della Massoneria o di quei cattivoni degli alieni Rettiliani ce ne vuole... e lo dice uno che crede in ALCUNI complotti e nell'esistenza di altre forme di vita intelligente - più di noi, spero - presenti nell'universo. Potrei citare altre categorie, ma non ne ho voglia. L'unica cosa che mi sento di dire è che, da tutto quel che ho letto almeno negli ultimi dieci mesi, mi sono reso conto che questo povero pianeta è abitato da un numero incalcolabile di persone pretenziose. Qui ognuno pretende di avere ragione su qualcun altro, qualunque sia l'argomento non ha importanza, l'importante è che si abbia ragione e basta! Perciò, se sei un complottista, ogni cosa è dovuta da un complotto, questa è la verità e TU HAI RAGIONE. Se sei un appassionato di politica, è solo la TUA idea quella che conta, gli altri o sono imbecilli o ladri che votano altri ladri - che possano semplicemente essere creduloni che votano convinti dalle idee di un politico onesto o meno che sia, non ti passa nemmeno per l'anticamera del cervello -. Se sei un fissato di spiritualità fai di tutto per svegliare gli altri e portarli verso la TUA verità, trascinandoli tra un corso di yoga, una meditazione con la spada, un Nam myoho renge kyo e altre cose orientali che fanno figo, senza essere in grado di fare la prima cosa sensata nei confronti di chi si avvicina per la prima volta a certe tematiche e ad un modo di osservare il mondo oltre la materia: dare il tuo buon esempio con la calma - o almeno la pazienza - accettando qualunque cosa succeda intorno a te, anche se ingiusta e dolorosa, senza criticare in eccesso né etichettare le persone che dicono o fanno cose che tu reputi sbagliate o strane. Se sei un poliziotto, o un carabiniere, o un finanziere, un militare o altro, sei sicuro di aver ragione SEMPRE TU? Che tutti i tuoi colleghi siano buoni e giusti e che siano i primi a rispettare la legge? Se sei un cattolico - o appartenente ad un altro culto religioso - HAI RAGIONE TU a prescindere, manco te dico niente, altrimenti te 'ncazzi.
In sostanza, se vi venisse il dubbio di far parte di una delle suddette categorie e di vivere di controsensi ed esagerazioni, cercate di accorgervi che state diventando sempre più pretenziosi, che vi aspettate che siano gli altri a cambiare, a venirvi incontro e poi a diventare come voi... e, una volta che ve ne sarete accorti, magari provate a smetterla, grazie.

 

 
 
 

Per andare dove dobbiamo andare, dove VOGLIAMO andare?

Post n°127 pubblicato il 09 Settembre 2014 da wild.joe
 

Ognuno di noi almeno una volta nella vita si è chiesto: "Cosa voglio dalla vita? In che direzione voglio dirigermi? Cosa voglio fare di me stesso? Quale traguardo voglio raggiungere?".
Il fatto, dal mio punto di vista, è questo: salvo rare eccezioni che già da giovani - anche adolescenti - sanno cosa vogliono fare nella vita, quasi nessuno sa chi è né quello che vuole.
La maggior parte delle persone vaga spaesata nella propria esistenza cercando di capire cosa deve fare, cosa è giusto, cosa gli piace o pensa gli possa piacere diventare, finendo spesso col fare cose che in realtà non c'entrano nulla con la propria natura interiore.
Molti passano da un'idea all'altra, provando un tipo di scuola, poi un'altra, poi una facoltà universitaria che magari in seguito sostituiscono con una simile o totalmente differente, per poi trovarsi spesso - non sempre - alla fine del percorso di studi senza sapere se hanno fatto realmente la scelta giusta. Quindi iniziano a sperimentare varie tipologie di lavori in cerca di quello giusto, finendo poi spesso con l'adattarsi e restando incastrati in qualcosa che non amano e che giustificano con l'illusione di una libertà approssimativa provata attraverso il raggiungimento di piccole soddisfazioni avute grazie ai soldi guadagnati.
Altri, già adulti e senza particolari problemi inerenti al lavoro, si sposano e mettono al mondo figli, certi che sia quello che vogliono... ma non tutti in realtà poi sono felici. Molti, solo dopo qualche anno, iniziano a rendersi conto di non sentirsi tagliati per quel modo di vivere ma, ormai è fatta, la famiglia è formata e bisogna tenersela.
Come quelli appena fatti, potrei portare altri esempi di scelte che poi si rivelano sbagliate, che scopriamo solo dopo tempo non essere ciò che avremmo voluto.
Queste cose accadono perché, abituati fin da piccoli ad ascoltare le voci esterne a noi, finiamo col crearci confusione su ciò che è giusto o sbagliato, ciò che è serio e ciò che non lo è, ciò che è divertente e ciò che è noioso, fino a non saper più distinguere i nostri veri gusti e le nostre personali idee.
Troppo spesso siamo influenzati dall'esterno che ci spinge ad entrare in un meccanismo automatizzato, perdendo la capacità di trovare le nostre risposte semplicemente e dentro di noi, portandoci ad una confusione tale da renderci sfiduciati verso noi stessi e convincendoci di non essere in grado di capirci né di sapere cosa è giusto per noi. Arrivati a questo punto sarà facile iniziare a provare paura, la quale ci porterà a scegliere - consapevolmente o meno che sia - di affidarci sempre di più ai consigli di altre persone - amici, parenti, genitori, ecc. - e una volta giunti a questo livello non sapremo più fare a meno degli altri, che utilizzeremo all'inizio come voce della nostra coscienza e successivamente, in caso di scelta sbagliata e conseguente fallimento, come capro espiatorio.
Da questa breve analisi nasce un evidente quesito: se la maggior parte della gente non sa cosa vuole per la propria vita, come può essere in grado di dirci cosa è giusto per noi? Semplice, non può. Nessuno al di fuori di noi stessi può sapere chi siamo e cosa desideriamo veramente, cosa ci appassiona a tal punto da perseguire un obbiettivo fino al punto di raggiungerlo. Solo e soltanto noi possiamo capire tutto ciò ma, per riuscirci, dobbiamo svuotarci delle influenze esterne, dei consigli a volte anche troppo sensati, dei desideri irrealizzati di un nostro genitore, di eventuali tradizioni di famiglia, delle aspettative di una moglie o un marito, e dei sensi di colpa che potrebbero insorgere iniziando a dire NO a quelle voci esterne.
Per sapere dove dobbiamo andare dobbiamo semplicemente ascoltarci dentro e decidere dove VOGLIAMO andare. E una volta fatto questo, superata la paura iniziale e sconfitti i sensi di colpa, da lì in poi la strada sarà tutta dritta.

 
 
 
Successivi »
 

AREA PERSONALE

 

FACEBOOK

 
 

ULTIME VISITE AL BLOG

BacardiAndColawild.joesignora_sklerotica_2hastasiempre62psicologiaforenseLord_Of_Shadowslacey_munrocall.me.Ishmaelitaly_giodisilluso70gipsy.mmvaniloquiolubopofrfenghedecurtata.ko
 

ARCHIVIO MESSAGGI

 
 << Gennaio 2015 >> 
 
LuMaMeGiVeSaDo
 
      1 2 3 4
5 6 7 8 9 10 11
12 13 14 15 16 17 18
19 20 21 22 23 24 25
26 27 28 29 30 31  
 
 

CERCA IN QUESTO BLOG

  Trova
 

 
RSS (Really simple syndication) Feed Atom
 

La fantasia è l'unica cosa che ci resta per sentirci ancora liberi...
e forse per tornare ad esserlo anche nella realtà quotidiana.


 

Guardo gli asini che volano nel ciel...

 
 

CHI PUÒ SCRIVERE SUL BLOG

Solo l'autore può pubblicare messaggi in questo Blog e tutti gli utenti registrati possono pubblicare commenti.
I messaggi e i commenti sono moderati dall'autore del blog, verranno verificati e pubblicati a sua discrezione.
 
Citazioni nei Blog Amici: 6