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WILD WORLD

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Per andare dove dobbiamo andare, dove VOGLIAMO andare?

Post n°127 pubblicato il 09 Settembre 2014 da wild.joe
 

Ognuno di noi almeno una volta nella vita si è chiesto: "Cosa voglio dalla vita? In che direzione voglio dirigermi? Cosa voglio fare di me stesso? Quale traguardo voglio raggiungere?".
Il fatto, dal mio punto di vista, è questo: salvo rare eccezioni che già da giovani - anche adolescenti - sanno cosa vogliono fare nella vita, quasi nessuno sa chi è né quello che vuole.
La maggior parte delle persone vaga spaesata nella propria esistenza cercando di capire cosa deve fare, cosa è giusto, cosa gli piace o pensa gli possa piacere diventare, finendo spesso col fare cose che in realtà non c'entrano nulla con la propria natura interiore.
Molti passano da un'idea all'altra, provando un tipo di scuola, poi un'altra, poi una facoltà universitaria che magari in seguito sostituiscono con una simile o totalmente differente, per poi trovarsi spesso - non sempre - alla fine del percorso di studi senza sapere se hanno fatto realmente la scelta giusta. Quindi iniziano a sperimentare varie tipologie di lavori in cerca di quello giusto, finendo poi spesso con l'adattarsi e restando incastrati in qualcosa che non amano e che giustificano con l'illusione di una libertà approssimativa provata attraverso il raggiungimento di piccole soddisfazioni avute grazie ai soldi guadagnati.
Altri, già adulti e senza particolari problemi inerenti al lavoro, si sposano e mettono al mondo figli, certi che sia quello che vogliono... ma non tutti in realtà poi sono felici. Molti, solo dopo qualche anno, iniziano a rendersi conto di non sentirsi tagliati per quel modo di vivere ma, ormai è fatta, la famiglia è formata e bisogna tenersela.
Come quelli appena fatti, potrei portare altri esempi di scelte che poi si rivelano sbagliate, che scopriamo solo dopo tempo non essere ciò che avremmo voluto.
Queste cose accadono perché, abituati fin da piccoli ad ascoltare le voci esterne a noi, finiamo col crearci confusione su ciò che è giusto o sbagliato, ciò che è serio e ciò che non lo è, ciò che è divertente e ciò che è noioso, fino a non saper più distinguere i nostri veri gusti e le nostre personali idee.
Troppo spesso siamo influenzati dall'esterno che ci spinge ad entrare in un meccanismo automatizzato, perdendo la capacità di trovare le nostre risposte semplicemente e dentro di noi, portandoci ad una confusione tale da renderci sfiduciati verso noi stessi e convincendoci di non essere in grado di capirci né di sapere cosa è giusto per noi. Arrivati a questo punto sarà facile iniziare a provare paura, la quale ci porterà a scegliere - consapevolmente o meno che sia - di affidarci sempre di più ai consigli di altre persone - amici, parenti, genitori, ecc. - e una volta giunti a questo livello non sapremo più fare a meno degli altri, che utilizzeremo all'inizio come voce della nostra coscienza e successivamente, in caso di scelta sbagliata e conseguente fallimento, come capro espiatorio.
Da questa breve analisi nasce un evidente quesito: se la maggior parte della gente non sa cosa vuole per la propria vita, come può essere in grado di dirci cosa è giusto per noi? Semplice, non può. Nessuno al di fuori di noi stessi può sapere chi siamo e cosa desideriamo veramente, cosa ci appassiona a tal punto da perseguire un obbiettivo fino al punto di raggiungerlo. Solo e soltanto noi possiamo capire tutto ciò ma, per riuscirci, dobbiamo svuotarci delle influenze esterne, dei consigli a volte anche troppo sensati, dei desideri irrealizzati di un nostro genitore, di eventuali tradizioni di famiglia, delle aspettative di una moglie o un marito, e dei sensi di colpa che potrebbero insorgere iniziando a dire NO a quelle voci esterne.
Per sapere dove dobbiamo andare dobbiamo semplicemente ascoltarci dentro e decidere dove VOGLIAMO andare. E una volta fatto questo, superata la paura iniziale e sconfitti i sensi di colpa, da lì in poi la strada sarà tutta dritta.

 
 
 

10 modi per dire "mi amo"

Post n°126 pubblicato il 04 Agosto 2014 da wild.joe
 

Questa notte, senza troppe parole,  vi lascio semplicemente 10 consigli (non leggi, né comandamenti, solo semplici consigli) per trovare l'equilibrio interiore.


I dieci ladri della tua energia

1 - Lascia andare le persone che solo condividono lamentele, problemi, storie disastrose, paura. Lascia perdere le persone che solo giudicano gli altri. Se qualcuno cerca un cestino per l'immondizia, fai in modo che non sia la tua mente.

2 - Paga i tuoi debiti in tempo. Nel frattempo fai pagare chi è in debito con te, oppure lascia andare se coloro che sono in debito con te non possono pagarti.

3 - Mantieni le tue promesse. Se non l'hai fatto chiediti perché fai fatica a rispettare le tue stesse parole. Hai sempre diritto di cambiare opinione, scusarti e compensare, rinegoziare e offrire un'altra alternativa ad una promessa non mantenuta, ma non farlo diventare un'abitudine. Il modo più semplice di evitare di non fare una cosa che sai di non poter fare è dire di NO subito.

4 - Elimina, e nel possibile delega i compiti che preferisci non fare. Dedica il tuo tempo a fare le cose che ti piacciono.

5 - Permettiti di riposare quando ti serve, ma anche permettiti di agire se hai un'occasione buona.

6 - Butta, raccogli e organizza. Niente ti prende più energia di uno spazio disordinato e pieno di cose del passato che ormai non ti servono più.

7 - Dai priorità alla tua salute, il corpo sano ti permette di rendere al massimo della tua energia. Fai delle pause.

8 - Affronta le situazioni tossiche che stai tollerando. Non tollerare le azioni negative di nessuno, né di un familiare, né di un amico, né di un compagno, o di un gruppo. È sempre meglio essere chiari e affrontare le persone a viso aperto.

9 - Accetta. Ma non per rassegnazione, niente ti fa perdere più energia di una situazione che non puoi cambiare.

10 - Perdona. Lascia andare una situazione che è causa di dolore, puoi sempre scegliere di lasciare il dolore nel ricordo.


Tenzin Gyatso
(14° Dalai Lama)

 

 
 
 

Riflessioni notturne in una ventosa nottata "autunnale" di luglio

Post n°125 pubblicato il 21 Luglio 2014 da wild.joe
 

Nella mia vita ho incontrato molte persone. Ognuna di loro, coi suoi atteggiamenti negativi o positivi che fossero, mi ha permesso di imparare molto. Da ogni esperienza vissuta fino ad ora ho compreso come volessi o non volessi essere, e credo di aver fatto un buon lavoro su me stesso. Sono ancora in cammino - lo sarò fino alla morte - e in costante evoluzione del mio pensiero, ma a grandi linee ho capito che ci sono cose di me stesso che non cambierò per niente e per nessuno, perché le reputo scelte di vita personali sacre, che mi hanno permesso e mi permettono tutt'ora di essere me stesso, senza farmi influenzare dalle idee e dalla vita degli altri.
Ho compreso che non sempre si può andare d'accordo con tutti, perché molto spesso si hanno opinioni diverse dovute a diverse esperienze di vita o a un diverso modo di guardare una situazione o un comportamento. Ciò è causato dalle influenze esterne a noi della società, della scuola, della famiglia e delle religioni. Ho capito già da vari anni che l'unico modo per essere se stessi è imparare a guardarsi dentro a tal punto da comprendere quali siano i pensieri che abbiamo creato a causa di queste influenze esteriori e, una volta compreso che non sono idee veramente nostre, allenarsi per eliminarle un po' alla volta, svuotando la nostra mente per riempirla con idee veramente nostre, nate da riflessioni fatte con maggior attenzione. Ho compreso che non tutti sono pronti a raggiungere un alto livello di attenzione verso se stessi e che per questo ci vedranno in modo strano e ci giudicheranno come freddi, egoisti, creduloni, pazzi, o altre cose del genere. Ho imparato che per vivere bene in questo mondo si deve raggiungere un alto livello di amore verso se stessi, il quale ci permette di non preoccuparci più del giudizio altrui, nemmeno di quello dei nostri stessi genitori e parenti, raggiungendo la giusta dose di distacco - da non confondere col menefreghismo - che ci consentirà di vivere come vogliamo, senza sentirci in colpa per questo.
Essere se stessi è il sentiero verso la felicità, che non è fatta di momenti - come molti sostengono - né può venire dall'esterno, portata da altre persone - amici, parenti, genitori, fidanzati, mogli o altro - verso di noi. La felicità è uno stato dell'ESSERE... essere, esistere, sentirsi vivi. Dovremmo capire tutti e ricordarci sempre che, per essere felici, come motivo basta la nostra esistenza. IO esisto e sono felice, perché posso essere me stesso, sperimentare la mia vita e fare di me tutto ciò che voglio. Ma, attenzione, posso fare tutto ciò che voglio di ME, non degli altri... quella non sarebbe libertà, ma egoismo.
Eppure da anni - soprattutto negli ultimi due - continuo ad incontrare persone che pretendono dagli altri qualcosa.
Alcuni si fingono ciò che non sono recitando spesso il ruolo dei "buoni incompresi" e, in alcuni casi, arrivano addirittura a mentire creando versioni distorte dei fatti per far sì che gli altri gli diano ragione e gli restino vicino. Questa si chiama MANIPOLAZIONE e viene usata dalle persone che hanno terribilmente bisogno di essere circondate dalla gente, di essere al centro dell'attenzione, perché sono perennemente insoddisfatte di se stesse e cercano la felicità negli altri.
Alcuni fingono di non vedere o conoscere certe situazioni e non prendono mai scelte, senza rendersi conto che non prendere una scelta è di per sé già aver scelto... soprattutto che tipo di persona vuoi essere.
Alcuni pretendono che gli altri gli diano ragione, che facciano quello che dicono loro, che gli vadano incontro su tutto o quasi. Ciò accade perché queste persone hanno PAURA. Non hanno compreso cosa vuol dire VIVERE e sono convinte che la felicità venga dall'esterno, che un'altra persona possa renderci felice o triste attraverso i suoi comportamenti, quindi fanno di tutto per pilotarli - consciamente o inconsciamente che sia - obbligandoli tramite i sensi di colpa a farli cambiare come loro vorrebbero che fossero.
Altri, sempre convinti che l'amore sia un dover scendere a compromessi, si obbligano a cambiare e a fare cose che non vorrebbero fare per accontentare la persona amata - marito, fidanzata, madre, padre, figlio o genitore che sia - arrivando solo a snaturarsi, perdendo di vista se stessi e diventando sempre un poco più insoddisfatti ed infelici.
Spesso molti genitori fanno l'errore di ripetere gli errori dei loro genitori, dimenticando ciò che hanno vissuto da piccoli e da adolescenti. Sostengono che i figli debbano seguire le loro orme, oppure i loro consigli, avendo così la stessa visione della vita. Ma ognuno ha percezioni diverse e vede diverse sfumature, quindi come si può pensare che i figli dovranno fare ciò che gli viene detto? Come si può credere che sia giusto sempre e solo il punto di vista dei genitori? Come si può voler spingere un figlio - che si sostiene di amare - a fare ciò che si vuole da lui se di base si è un genitore triste o depresso che non ha ancora trovato il modo di risolvere i propri problemi interiori? Ovvio, è sempre la PAURA che spinge le persone a comportarsi così. Se si ha paura di vivere liberamente e non ci si sente all'altezza degli altri, arrivando spesso a provare un'insana invidia, si cercherà in tutti i modi di portare gli altri a fare ciò che vogliamo per far sì che ciò ci provochi felicità. Una felicità ingannevole, perché questo sistema porterà a scontrarci con gli altri e a crearci antipatie, inimicizie, odio ed incomprensioni. Ed è un sistema messo in pratica dalla maggior parte delle persone, di ogni età ed estrazione sociale. La gente preferisce fare così piuttosto che guardarsi dentro e faticare per cancellare i condizionamenti esterni arrivando a cambiare e a trovare il proprio vero IO. "Cambiare fa paura, meglio far cambiare gli altri" sembra essere il pensiero inconscio di moltissima gente... e così si diventa egoisti.
"Se non fai questa cosa vuol dire che non mi ami veramente", oppure "Dai retta a mamma e papà, loro sanno cosa è meglio per te", o anche "I miei genitori sono cattivi e menefreghisti", e altri esempi del genere. Quante volte ho sentito frasi di questo tipo? Non le conto nemmeno più.
La verità è che non esistono genitori cattivi, ma solo genitori che sanno amare a modo loro, secondo quello che hanno imparato a loro volta e alle idee che si sono creati attraverso l'esempio di altri o dei loro genitori. La verità è che non esistono figli ingrati, ma solo figli che vorrebbero vivere liberamente la loro vita, rischiando anche di commettere errori... non è forse dagli errori che si impara e si cresce? La verità è che, se il vostro fidanzato, vostra moglie o vostro figlio non fa tutto ciò che volete e non la pensa sempre come voi, non significa che non vi ama ma che è una persona al di fuori di voi, con le proprie percezioni della vita, con le proprie idee e i propri modi di fare. E non è scendendo a compromessi - ovvero vendendovi e comprandovi a turni, reciprocamente - che risolverete i problemi tra di voi. L'unico modo è comprendere che il problema viene da dentro e non da fuori, che è il nostro ego che ci fa vedere le cose in modo falsato, e che solo col rispetto di se stessi e verso gli altri la nostra vita può migliorare.
Se io sono libero - o voglio esserlo - di dire e fare quello che ritengo meglio per me, allora devo essere pronto a rispettare la libertà altrui. Non c'è un altro modo, ficcatevelo in testa. Non mi importa che siate Cattolici, Ortodossi, Ebrei, Musulmani, Buddhisti, o altro, se pretendete che gli altri cambino per voi e avete paura di guardarvi dentro e risolvere i vostri VERI problemi, siete INFELICI... e questo è un dato di fatto. La vostra infelicità dipende da come guardate il mondo, non da come è il mondo, e più sarete infelici più continuerete a guardare il mondo col filtro della vostra infelicità e delle vostre paure, cadendo sempre più nella trappola dell'ego e pretendendo che gli altri siano come volete voi con l'unico risultato di farvi odiare e continuare così ad essere infelici.
Il cambiamento può avvenire SOLO dentro di voi. A chi vuol essere felice dico BUON LAVORO. Agli altri, BUONA SOFFERENZA... e da quella prima o poi imparerete, quindi è pur sempre un grande augurio.

Namasté

 
 
 

Niente è per sempre... o almeno credo

Post n°124 pubblicato il 18 Giugno 2014 da wild.joe
 

"Non puoi cambiare tutto e poi andartene" - da: Cercando Alaska, di John Green.

Poco fa mi sono imbattuto in questa frase e subito una riflessione ha preso a muoversi tra i miei neuroni... "per sempre" non esiste. Dire a qualcuno "ci sarò per sempre" è qualcosa di bello e confortante - sia per chi lo dice che per chi lo riceve - ma spesso irreale, perché impossibile o quantomeno altamente improbabile da mettere in pratica.
La vita porta tutti noi a cambiare. Il cambiamento è alla base stessa della vita - a livello biologico e filosofico - che ci porta spesso a modificare parte di noi, dei nostri pensieri, delle nostre idee. Se negli anni cambiamo attraverso le esperienze, come possiamo pensare che qualcosa sia "per sempre"? Non ho mai creduto all'amore eterno - non nella stessa forma almeno - né al "e vissero felici e contenti". Anche e soprattutto nei rapporti di coppia - così come in amicizia - le cose possono cambiare, anche dopo molti anni. Se due amanti - o due amici - che hanno condiviso molto tempo insieme, lentamente iniziano a cambiare in modo differente arrivando ad avere una diversa visione della vita e quindi diversi obiettivi, quasi certamente arriveranno a separarsi per imboccare strade diverse, fare nuove conoscenze, avere nuove storie e nuove amicizie. Quindi, da questo punto di vista, la frase sopracitata - tratta da un noto romanzo - è sbagliata. È anzi normale che, dopo aver portato l'altro a cambiare con la nostra presenza nella sua vita ed essere cambiati a nostra volta per via della sua presenza nella nostra, si possa uscire improvvisamente da quella situazione o vedere l'altro andar via.
Probabilmente se due persone fossero in grado di ricevere gli stessi insegnamenti dalle esperienze che vivono, forse pur cambiando riuscirebbero a mantenere una linea di pensiero parallela che li porterebbe a continuare il loro viaggio insieme. Ma una sintonia del genere si verifica molto raramente... in alcuni casi, pur essendoci già dal principio, dopo molti anni può comunque svanire lasciando posto a due persone ormai troppo diverse per continuare a capirsi fino in fondo.
I cambiamenti fanno parte della vita, non bisogna averne paura. Per vivere pienamente non bisogna fissarsi su idee, ideali, abitudini, usanze, promesse, matrimonio, perché tutto può cambiare.
Questo pensiero non mi rende triste, mi porta semplicemente a capire che la vita va vissuta un giorno alla volta e che non è la quantità di tempo che passeremo con una persona ad essere importante, ma la qualità. E magari, se sapremo dare una qualità elevata ai nostri rapporti interpersonali, forse dureranno nel tempo nonostante i cambiamenti.

 
 
 

Come un'onda

Post n°123 pubblicato il 02 Giugno 2014 da wild.joe
 

L'amore è come un'onda che arriva per poi ritrarsi, è un flusso infinito, una vibrazione costante che non ha principio né fine. I rapporti umani - di amicizia o di coppia - possono finire e spesso finiscono, pur continuando a provare amore. Ognuno di noi crescendo ed invecchiando cambia nel tempo, modifica pensieri, idee ed atteggiamenti, perché tutto è mutabile. L'unica possibilità che un'amicizia o una storia durino negli anni - magari tutta la vita - dipende dal fatto di portarsi reciprocamente rispetto nonostante idee diverse, e rispettare l'altrui libertà - di pensiero e d'azione -. Ma, nonostante il rispetto, se attraverso le esperienze della vita si cambia in tempi diversi e con ottiche diverse, comunque non si riuscirà più a stare con una determinata persona. L'amore non finisce, ma può cambiare forme e modi di essere donato.

 
 
 
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