Creato da wild.joe il 09/01/2009

WILD WORLD

guida online per sopravvivere a noi stessi... e non solo

 

 

L’ego e le sue molteplici forme - 2 - “Le ideologie”

Post n°138 pubblicato il 22 Maggio 2017 da wild.joe
 

Machismo, Maschilismo, Femminismo, Fascismo, Comunismo, Patriottismo... Tutte parole che terminano per "ismo". Tutte ideologie vecchie e logore che resistono al tempo, alle guerre, agli scontri sociali, a causa dell'enorme difficoltà dimostrata dalla razza umana; la difficoltà a mantenere impressi nella mente gli insegnamenti appresi nel corso della storia di questo pianeta. La difficoltà a sconfiggere l'ego, preferendo seguire ancora ideologie e bassi istinti che portano da sempre a tentare di prevalere sugli altri, creando spaccature nel genere umano, dividendolo in gruppi, classificazioni sociali, fazioni politiche, popoli e "razze". E così, uomini e donne, continuano ad auto convincersi da secoli che un ideale sia migliore di un altro, continuando a farsi la guerra in un interminabile gioco al massacro psicologico, morale e fisico.
Machismo, Maschilismo, Femminismo, Fascismo, Comunismo, Patriottismo... Tutte parole che fanno rima con pessimismo, vittimismo, pressappochismo, razzismo, quest'ultimo generato proprio dal seguire in modo ferreo e troppo convinto un'ideologia.
Queste ideologie, queste parole, questi "ismo" non mi piacciono e non li seguo. Alle ideologie che derivano da altri e che creano convinzioni sociali, preferisco le idee generate da mie personali intuizioni. E voi? Siete ancora convinti che uno qualunque di questi "ismo" sia migliore degli altri? Fossi in voi (tutti) ci rifletterei a lungo, da soli, in silenzio, meditando a fondo.

 
 
 

L’ego e le sue molteplici forme

Post n°137 pubblicato il 21 Marzo 2017 da wild.joe
 

Oggi mi sono ritrovato a leggere una frase contenuta in una delle tante immagini che girano su Facebook. La frase diceva: Chi perdona ha una forza estremamente inumana. Chi ti perdona ti ha voluto davvero bene. Il perdono significa «Il mio amore era più grande dei tuoi sbagli». In un primo momento mi è sembrata una riflessione semplice ed innocua, perfino giusta. Ma qualcosa ha iniziato a muoversi nella mia mente, una riflessione istintiva ha preso forma in pochi minuti, permettendomi di notare un dettaglio molto importante. La mia attenzione si è concentrata su questa frase: Il perdono significa «Il mio amore era più grande dei tuoi sbagli». All'apparenza potrebbe sembrare una frase poetica, una di quelle che sottolinea una scelta ed una conseguente azione, rendendo, agli occhi degli altri, nobile colui o colei che l'ha messa in atto. Ma quando qualcosa - un'idea, una frase, un atteggiamento - tende a sottolineare un qualche dettaglio, spesso lo fa cadendo nella classica trappola dell'ego. Per come la vedo io, chiunque sostenga che il proprio amore è più grande degli sbagli altrui sta ammettendo inconsciamente di essere migliore della persona che ha commesso un errore nei suoi confronti, che il suo amore è tale da superare gli errori e le "cattiverie" delle altre persone. Ma questo è amore? È veramente amore? Io credo sia semplicemente ego mascherato da amore apparente. Se fosse amore, la persona in questione non partirebbe dal concetto di perdonare gli altri perché il suo amore è più grande degli sbagli commessi nei suoi confronti, ma si limiterebbe a perdonare semplicemente per liberare se stessa dalla rabbia e dal risentimento nati dalla sofferenza provata. Il perdono, infatti, non dovrebbe essere visto come un'azione nobile, un qualcosa da elargire agli altri meno bravi e buoni di noi. Il perdono è un alleggerire se stessi dal dolore e liberare gli altri - e noi stessi - dalla nostra rabbia e dal nostro giudizio. Se invece chi perdona lo fa per sentirsi migliore degli altri, per sentirsi più buono e "caritatevole", finisce solamente per cadere vittima del proprio ego e del suo bisogno di far sentire l'altra persona inferiore. Perciò, quando pensieri come questo attraversano la nostra mente o quando ci imbattiamo in frasi come questa su internet o pronunciate da altri, riflettiamo a fondo con attenzione per renderci conto delle reali motivazioni nascoste dietro ad una azione, evitando di ingannare noi stessi. 

 

 

 
 
 

Per essere felici, basta essere.

Post n°136 pubblicato il 19 Marzo 2017 da wild.joe
 

Dopo più di un anno di assenza dalle pagine di questo blog, un anno vissuto tra varie difficoltà, scelte da prendere, cambiamenti importanti e la recente morte di mio padre, torno a scrivere un nuovo breve post, semplicemente per ribadire un concetto affrontato altre volte in passato...


Credo che la felicità sia uno stato dell'essere. Sono, esisto, e questo mi basta per essere felice, perché esistendo nel pieno possesso della mia libertà posso essere tutto ciò che voglio, sperimentando la vita. E questa idea mi rende sereno interiormente. Una volta - molti anni fa - cercavo di creare attimi di felicità con i quali intervallare la tristezza e la rabbia che avevo dentro, ora invece ogni tanto capitano brevi momenti di tristezza e accenni di rabbia - molto più facili da gestire e lasciar andare in poco tempo - che tentano di creare scompiglio nel mio essere serenamente e felicemente consapevole che sono felice di sapere chi sono e in quale direzione devo andare per realizzare ciò che voglio. Ma si può - e si "deve" - sempre migliorare lavorando su se stessi. 

Per aspera ad astra. 

 

 

 
 
 

Pace, questa sconosciuta

Post n°135 pubblicato il 23 Gennaio 2016 da wild.joe
 

"La libertà degli altri lungi dall'essere un limite o la negazione della mia libertà. Ne è invece la condizione necessaria e la conferma." - Michail Bakunin, Dio e lo Stato

Chi vive in PACE non esprime idee che vanno contro altri, siano essi gay, etero, neri, bianchi, di destra, di sinistra, ecc. Chi vive in PACE non ha bisogno di discriminare nessuno né di togliere alcun diritto agli altri. Chi vive in PACE non si sente minacciato dagli altrui diritti nati da idee diverse, e si limita a vivere la propria esistenza con le proprie idee, evitando di attaccare gli altri per un motivo qualsiasi. Chi vive in PACE manifesta pacificamente per un proprio diritto, non contro quelli che potrebbero essere - e probabilmente sono - i diritti degli altri. Chi vive in PACE è sereno e pacifico e non cerca motivi di scontro per il calcio, per la politica, per i gusti sessuali o musicali, per decidere se si debba o meno mangiare animali, per chi deve o non deve avere figli, per chi è più bravo a cucinare, per chi ha ragione sulla qualità tecnica e la bellezza o meno di un film o di un libro, o un fumetto, un disegno, ecc. Chi vive in PACE non ha voglia di confrontarsi con gli altri in inutili e sterili discussioni, si limita ad esprimere il suo punto di vista ed accetta che altri non lo condivideranno né lo apprezzeranno. Chi vive in PACE non ha nemici e non vede come nemici coloro gli vadano contro e, qualora questo dovesse accadere, invece che cercare lo scontro si limiterebbe a sorridere, girarsi e andarsene per la propria strada. Ora, vivendo su questo pianeta, la domanda che mi pongo è: chi vive in PACE?

 
 
 

Ed eccoci ad un nuovo e poco fantasioso attentato

Post n°134 pubblicato il 17 Novembre 2015 da wild.joe
 

«Quis custodiet ipsos custodes?» - Chi sorveglierà i sorveglianti? (Decimo Giunio Giovenale)


Fermandomi a riflettere sull'ultimo attentato accaduto in Francia, butto giù qualche pensiero, come sono solito fare in certe situazioni...

Dai tempi dell'attentato alle Torri Gemelle ne sono passati di anni, ciononostante continuo a vedere e sentire persone (tante... troppe) che attaccano questa o quell'altra religione accusandola di essere la causa delle guerre e dei mali del mondo, perché, a detta di molta gente, creano divisione tra le persone facenti parte di un popolo e tra i popoli.
Quello che non riesco a comprendere è come una parola possa essere causa di tale problema.
Premesso che la parola religione deriva dal latino e che sulla sua etimologia ci sono vari punti di vista differenti tra loro, secondo quanto affermato da
Gerardus van der Leeuw, storico e teologo olandese (1890-1950),  sembra che la spiegazione più veritiera sia quella del giurista Masurio Sabino:

«Possiamo quindi intendere la definizione del giurista Masurio Sabinoreligiosum est, quod propter sanctitatem aliquam remotum ac sepositum a nobis est. Ecco precisamente in che cosa consiste il sacro. Usargli sempre debiti riguardi: è questo l'elemento principale della relazione fra l'uomo e lo straordinario. L'etimologia più verosimile fa derivare la parola religio da relegere, osservare, stare attenti; homo religiosus è il contrario di homo negligens

Tramite questa definizione credo sia possibile capire come il termine religione sia decisamente affascinante e pieno di significato costruttivo - N.B. lo "straordinario" o il "divino" da osservare, a cui prestare attenzione, non per forza devono corrispondere ad immagini di divinità metaforiche poste al di fuori di noi -. Ma, se la parola religione è, a mio avviso, così carica di un potente significato, allora dove potremmo - e dovremmo - ricercare la responsabilità di idee così dogmatiche e rigide da creare separazione e differenze tra gli uomini? Credo che la risposta sia nei "culti religiosi", creati nei secoli per ricercare lo straordinario dentro noi stessi ma poi inquinati - in parte volutamente ed in parte accidentalmente - da regole rigide, comandamenti e spiegazioni rese prive di un reale significato, le quali hanno portato inizialmente allo scontro tra gruppi ristretti e, col passare del tempo, tra i popoli.
Altra domanda da porsi dovrebbe essere: chi ha sfruttato i popoli usando le regole dei culti religiosi a suo vantaggio? La risposta potrebbe essere: i sistemi politici nati dai tempi dell'impero romano - o forse prima - che, attraverso i secoli, sono stati inquinati a loro volta da gruppi celati nell'ombra - Massoneria e simili, precedenti e successivi - arrivando ad abusare del loro potere fino all'indirizzamento totale nei confronti del controllo sociale al fine di arricchirsi sfruttando la manodopera - i cittadini - e controllando la gente proprio tramite quegli indottrinamenti pseudo religiosi affiancati da ideologie estremiste politiche.

Arrivato nuovamente a questa conclusione - sto diventando banale? -, penso sarebbe il caso di smetterla di nascondersi dietro la scusa delle religioni ed iniziare a concentrarsi verso quei poteri forti nascosti nell'ombra, composti da elite che, per mezzo del controllo del denaro pubblico, gestiscono alcuni importanti governi indirizzandoli alla creazione di società sempre più consumistiche, votate al "lavora, produci e compra", società composte da un sempre crescente numero di "moderni schiavi tecnologizzati", distratti da ciò che accade nel mondo tramite le più svariate armi di distrazione di massa - sport, format televisivi privi di arricchimento culturale e spirituale, informazione pilotata dei media, ecc. -, resi ciechi dall'abile uso di ideologie desuete, regole sociali sempre più limitanti ed ovviamente dogmi "religiosi" creati ad arte per privare l'uomo della sua natura selvaggia ed incontaminata, rendendolo un animale addomesticato che obbedisce ciecamente alle regole fatte di doveri che, se non seguiti, portano alla creazione dei sensi di colpa - l'arma più potente utilizzata per il controllo delle masse... perché un solo uomo libero può essere pericoloso per il potere nascosto -.
Mi sembra chiaro - faccio notare che il "mi" (particella pronominale) sta per "a me" -, quindi, che il problema non sia la religione ma la strumentalizzazione che se ne fa per creare nemici da farci vedere ovunque e distrarci dai veri organizzatori di stragi terroristiche usate come pretesto per iniziare guerre - a volte "preventive" (???) - con l'unico scopo di controllare il potere economico-politico. Pertanto, non è eliminando le religioni che troveremo la pace, perché l'essere umano corrotto e corruttore inventerà sempre nuovi sistemi e motivazioni per fare guerra a qualche "nemico" di turno. L'unico modo è smettere di farsi ingannare ed usare dai poteri forti... poi, una volta che saremo riusciti a creare società più sane, deprogrammate da insegnamenti e regole subdole, arrivando ad una forma di sana anarchia, ognuno potrà continuare comunque a credere in ciò che vuole ma senza più essere visto come "il cattivo", perché non più usato come pedina contro altre pedine. E continuiamo così...
«per aspera ad astra» - attraverso le asperità alle stelle.

 
 
 
Successivi »
 

AREA PERSONALE

 

FACEBOOK

 
 

ULTIME VISITE AL BLOG

lacky.procinocassetta2wild.joeNuvola_volaestempora_neaslavkoradicfrancesca632un_uomo_della_follaSky_EagleSoloDaisyGiuseppeLivioL2KaedeMaemimaresogno67IrrequietaDbartriev1
 

ARCHIVIO MESSAGGI

 
 << Maggio 2017 >> 
 
LuMaMeGiVeSaDo
 
1 2 3 4 5 6 7
8 9 10 11 12 13 14
15 16 17 18 19 20 21
22 23 24 25 26 27 28
29 30 31        
 
 

CERCA IN QUESTO BLOG

  Trova
 

 
RSS (Really simple syndication) Feed Atom
 

La fantasia è l'unica cosa che ci resta per sentirci ancora liberi...
e forse per tornare ad esserlo anche nella realtà quotidiana.


 

Guardo gli asini che
volano nel ciel...

 
 

CHI PUÒ SCRIVERE SUL BLOG

Solo l'autore può pubblicare messaggi in questo Blog e tutti gli utenti registrati possono pubblicare commenti.
I messaggi e i commenti sono moderati dall'autore del blog, verranno verificati e pubblicati a sua discrezione.
 
Citazioni nei Blog Amici: 6