Zacinto mia

Ciò nonostante ognuno, se non proprio felice, almeno non è infelice. E tira avanti.

 

 

SETTIMANA DI PASSIONE

Post n°374 pubblicato il 20 Aprile 2017 da Oxumare81

La scorsa settimana sono venute - senza preavviso - le colleghe di risorse umane per fare i colloqui ai miei impiegati. Colloqui, tutti uguali, ai quali ho assistito. “Signora, sa perché siamo qui? Perché il centro chiude.” “Come sta vivendo questo momento?” “Si tolga gli occhiali neri”.

Hanno portato un elenco di uffici presso i quali sarebbero stati riallocati e volevano subito una risposta. Per fortuna sono riuscito ad ottenere qualche giorno in più per rispondere, posticipato poi di altri 2 giorni, sempre su mia richiesta. Alcune persone, intenzionate all’esodo anticipato, hanno chiesto di aumentare l’incentivo e ho contrattato con risorse umane.

Ovviamente, risorse umane, che si potrebbe considerare “risorse disumane” non ha fatto concessioni, non ha modificato date e cifre, ha trattato tutti come numeri. Ovviamente è arrivato l’ennesimo volantino sindacale, il sindacalista che diceva che avrebbe trovato posto a tutti, alimentando, come al solito, false speranze, ma, ovviamente, non ha ottenuto nulla. Io, che non ho ottenuto niente da questa vicenda, anzi, ci ho perso, io, che non sarei più il capo, ho dovuto fare da tramite con risorse umane, mi sono sentito dire che ho affrettato le cose. Io? Le tempistiche le ha stabilite risorse umane, probabilmente su input di Roma. Una collega m’ha tenuto il muso fino a ieri finchè le ho chiarito che quello che ho fatto, l’ho fatto per loro, se poi risorse umane ha gestito male la situazione, non è colpa mia. Io ho fatto quello che ho potuto. A costo di sembrare logorroico, dopo che la collega del personale non mi rispondeva più al telefono, ho sempre perorato la loro causa. Mi dispiace che le cose siano andate così, io non ho voluto la chiusura del centro. Due colleghe hanno anche litigato perché avevano scelto la stessa sede. In questi giorni, di nulla dal punto di vista lavorativo, perché ci hanno tolto tutte le attività, mi sento mortificato, dispiaciuto per i colleghi, impossibilitato a far di più.

 
 
 

TALENTO

Post n°373 pubblicato il 06 Aprile 2017 da Oxumare81

A me sembra che quelli di risorse umane siano fatti apposta per prendere in giro la gente. A inizio marzo avevo fatto un colloquio farsa in cui avevo manifestato il mio desiderio di continuare la crescita professionale - apparentemente sospesa perchè l'ufficio di Brescia è in chiusura - pur cambiando settore. Sono stato convocato di nuovo, chissà perchè dopo l'incontro col capo di Roma, e nel corso del colloquio mi sono sentito dire che io sono un talento, che in Lombardia ci sono pochi talenti e io sono uno di quelli. Già una che parla così vuole prendermi in giro. Pero - attenzione - io sono un talento amministrativo, non commerciale. Perchè? Ho chiesto di lavorare al commerciale? Il lavoro che avevo chiesto di svolgere prevedeva, tra le altre cose, il coordinamento di alcune persone preposte al raggiungimento degli obiettivi commerciali, ma non era prevista attività di vendita diretta da parte mia. E poi, perchè affermare che io non saprei vendere? Mi è mai stata data l'opportunità? "Passiamo tante ore in ufficio, non dobbiamo fare un lavoro che non ci piace". Appunto. In sostanza torno a Milano a fare quello che non volevo fare: il vice del mio omologo di Milano. Ho ribadito che sono in attesa di ciò che mi spetta dal 1° agosto 2016, ma la responsabile di risorse umane ha ribadito che non era quella la sede. Lei si occupa di gestione del personale. Lei mette le persone giuste al posto giusto. Capirai. E qundi, quale sarebbe la sede per discutere di ciò che mi spetta? Il legale. Complimenti. Ho chiesto che ne sarà dei miei impiegati, che non sono ancora stati oggetto di colloquio. Saranno sentiti a breve. Certo che la chiusura dell'ufficio è fissata per il 30 aprile e finora nulla s'è mosso.

 
 
 

DIPLOMAZIA

Post n°372 pubblicato il 29 Marzo 2017 da Oxumare81

Giovedì scorso è venuto a Brescia il nostro responsabile di Roma (in teoria) per salutare, ringraziare e rassicurare i dipendenti sulla loro riallocazione, anche se la discussione ha assunto toni un po' accesi, dal momento che non è certo un tipo diplomatico. Prima dell'incontro si è soffermato lungamente con me, dicendomi che è sua intenzione tenermi nella sua struttura di Milano. Ha ribadito che gli ho già detto di no a ricoprire la posizione di responsabile a Torino, si è inoltre impegnato a mandare avanti la mia promozione che è stata bloccata da risorse umane centrali. "Avresti comunque 30 persone sotto di te, la struttura è grande..."

Ho passato diversi giorni di riflessione, ho dormito poco queste notti. Se, con la firma del nuovo contratto collettivo, passa veramente la riorganizzazione del personale che prevde un unico livello retributivo per i quadri, ogni mio sforzo sarebbe inutile. Sarebbe l'unico modo per avere all'ultimo momento quello che mi spetta, senza imbarcarmi in un percorso lungo - il solito proposto da risorse umane -, che mi porterebbe in produzione, a fare un lavoro che non mi piace, che non so neppure se si concluderà positivamente.

Ho sentito un ex collega che ora lavora a risorse umane, che mi ha confermato che il dirigente aveva firmato il provvedimento, ma è stata risorse umane di Roma ad averlo bloccato perchè l'ufficio stava chiudendo. Ha aggiuto che, se io andassi a lavorare nella struttura amministrativa di Milano, il provvedimento potrebbe passare in futuro perchè la stessa è ancora in definizione, inoltre appartiene ad una divisione in cui gli organici sono un po' fumosi.

Ieri è uscito un comunicato sindacale che lamentava alcune affermazioni del dirigente sul personale che si avvale dei permessi ex legge 104 e sul futuro dei dipendenti. Mi ha subito telefonato il responsabile delle relazioni industriali per sapere come erano andate le cose. Io, che sono molto diplomatico, ho specificato che il capo era venuto per salutare e rassicuare le persone, poi ha fatto esempi infelici, ma si è trattato di situazioni esagerate, estrapolate da un contesto che aveva obiettivi diversi. Mi sono sentito coi miei capi diretti ("ma perchè fa queste cose? perchè va sugli uffici chiusi? Non è bravo a trattare con le persone"), che mi hanno consigliato di inviare subito il comunicato al dirigente, il quale mi ha chiamato e ringraziato per averlo difeso davanti al responsabile di relazioni industriali. Beh, chiude l'ufficio, si lascia andare a sparate infelici, io devo difendere lui che è tre gradini sopra di me nella scala gerarchica aziendale e prende 10 volte il mio stipendio. Mi ha chiesto se avevo pensato alla sua proposta. Gli ho risposto - con diplomazia - che ho deciso di accettare (forte del debito che ha nei miei confronti), ricordandogli che si è preso l'impegno di far comunque passare il provvedimento relativo al mio livello inquadramentale superiore. Speriamo bene.

 
 
 

INDECISIONE E DELUSIONE

Post n°371 pubblicato il 16 Marzo 2017 da Oxumare81

Se devo essere sincero, ogni giorno che passa mi sembra che la disponibilità che ho dato durante il colloquio della scorsa settimana sia un ripiego. L’ufficio dove andrei a lavorare non mi fa impazzire, io preferisco un ruolo di staff. Lo faccio solo perché la responsabile di risorse umane me l’ha prospettata come l’unica possibilità per avere una crescita futura. Sì, è vero, ma anche quella non è certa. Inoltre, a livello stipendiale, ho scoperto sabato che sono in corso trattative a Roma per firmare il nuovo contratto di lavoro che prevederebbe un’unica area quadri, non più quindi il livello quadro di secondo livello (il mio attuale) e quello di primo livello (a cui ambisco). Il minimo tabellare sarebbe quello del quadro di secondo livello. Certo, a seconda di dove si andrà a finire, l’indennità di funzione cambierebbe, quindi avrei ancora la possibilità di incrementare lo stipendio. Tutto dipende da come mi considererà il dirigente di turno. Il rischio è rimanere col mio attuale stipendio, dopo aver fatto la fatica di imparare un nuovo lavoro (imparare significa un percorso di formazione di un anno in affiancamento ad altri, il che non mi entusiasma affatto, dopo che per oltre un anno sono stato il capo).

Se accettassi un ruolo di staff però non sarei mai il capo, neanche dopo un anno, finirei per fare lo sciacquino del responsabile, che mi affiderà tutti i lavori più urgenti, che nessuno vuol fare (mi ricordo quando ero a Milano), lo stipendio rimarrà probabilmente in eterno lo stesso e sarò depresso, pensando di non poter mai cambiare e crescere professionalmente. Però la tipologia di lavoro mi piacerebbe di più.

Non saprei, non ho voglia di chiamare quella di risorse umane dicendo che ho cambiato idea; farei una brutta figura, inoltre non sono convinto neppure io. Il lavoro in staff ha anch’esso tanti lati negativi.

 
 
 

IL COLLOQUIO

Post n°370 pubblicato il 10 Marzo 2017 da Oxumare81

Mercoledì ho fatto il colloquio con risorse umane per la mia riallocazione. Avevo già messo una pietra sull’ottenimento del livello inquadramentale superiore nell’attuale posizione, essendo l’ufficio ormai chiuso. Quanto meno la responsabile di risorse umane è stata la prima persona che me l’ha confermato. La mia capa di Roma e la precedente responsabile mi dicevano che dovevo aspettare, ma non mi hanno fatto sapere nulla.

Un po’ di delusione c’è; quanto meno mi hanno confermato che la mia attuale divisione non pone limiti al rilascio del personale, pertanto mi avrebbero fissato un colloquio con il capo dell’altra struttura ed avrebbero stilato un percorso di formazione per me, a cui seguirà l’applicazione definitiva. Sta di fatto che tra formazione e applicazione definitiva, passerà un altro anno o anno e mezzo.

Non sono molto felice di ricevere queste notizie, ma, almeno, qualche possibilità di crescita futura c’è. Non è immediata, ma c’è. Devo ricominciare da zero, dopo un anno dovrò imparare un nuovo lavoro, fare fatica, mostrarmi interessato e capace ai nuovi capi. Oltretutto il pendolarismo e gli sforzi compiuti in questi 13 mesi non sono valsi praticamente a nulla.

Cosa devo fare? Una causa all’azienda? La vincerei, ma chissà dove mi sbatterebbero. Non voglio nemmeno farmi venire l’ulcera pensando al passato. Voglio vedere la luce nel futuro e tirare avanti.

 
 
 
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Un blog di: Oxumare81
Data di creazione: 13/08/2007
 

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