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Creato da fabix412 il 07/02/2008

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La corrida e le feste sanguinarie spagnole

Post n°10 pubblicato il 16 Marzo 2008 da fabix412

Nell'arena in festa, tra musiche e colori, trafitto dalle "picche" e
e dalle "bandierine", dalla spada e dal coltello,
il toro, immobile, vive la sua lenta agonia.

Accanto a lui muore il cavallo. Il "matador" eroico e vittorioso,
si inchina alla folla che applaude. E' il finale dell'ultimo
atto della corrida spagnola che alcuni continuano a definire
espressione d'arte, di cultura, di folklore.

IL TORO

Prima di entrare nell'arena:

*Viene tenuto al buio, sottoposto a droghe e purghe per indebolire le sue forze.
* Viene percosso sui reni con sacchi di sabbia.
*Gli viene cosparsa trementina sulle zampe per impedirgli di star fermo.
*Gli viene messa la vasellina negli occhi per annebbiargli la vista.
*Gli viene infilata della stoppa nelle narici e nella gola per impedirgli di respirare.
*Gli vengono conficcati aghi nelle carni.

Quando entra nell'arena:

*Gli vengono conficcate dai "picadores" le "picas" che producono dolore ed emorragie
*Gli vengono infilate dai "banderilleros" le "banderillas", arpioni che straziano ancora di più i muscoli, costringendo l'animale ad abbassare la testa.
*Viene colpito ripetutamente dalla spada che provoca sempre più gravi emorragie polmonari che soffocano l'animale.

Quando esce dall'arena:

*Viene trascianto via, spesso ancora agonizzante e paralizzato, ma cosciente.
*Ancora vivo, gli vengono tagliate coda e orecchie, macabri trofei di un'ingiusta vittoria.
*Infine vine macellato.

Anche i cavalli, spesso vecchi e malati, feriti
con le corde vocali tagliate, gli occhi bendati,sono
vittime della corrida. A volte sventrati e rapidamente
ricuciti, vengono riportati nell'arena e finiscono
agonizzanti senza che nessuno si curi di loro quando
sono inutilizzabili.

Eppure il toro non è un animale da combattimento, è un animale erbivoro, allevato nei pascoli fino all'età di 4 anni, poi bruscamente trasferito nell'arena. Torturare e uccidere il toro non significa, come afferma una pseudocultura, "vincere il male e le forze avverse della natura", ma significa solo SADISMO, IGNORANZA, VIOLENZA E BARBARIE.

E poi ci sono le feste sanguinarie spagnole. Sono più di 3.000 ogni anno.

Proibite nel 1963 sono oggi incoraggiate dalle autorità sia civili che religiose e alcune, considerate di interesse turistico internazionale, vengono sovvenzionate ufficialmente. Gli animali usati sono bovini, ovini, asini, cani, gatti, conigli, galline, oche...
La maggior parte di queste feste sadico-paesane, organizzate in onore di Gesù, Madonna e Santi, sono torture di bovini ormai inutilizzabili nelle corride e nella riproduzione, quindi utili agli allevatori e ai commercianti di tori per riciclare gli "scarti".

Ecco alcune delle 3000 feste:
A MANGANENSES (Zamora): viene lanciata dall'alto una capra viva.

A TORDESILLAS e in altri luighi: "eroici cavalieri" strappano o tagliano la testa di galli vivi appesi per le zampe.

Festa dell'asinello: si svolge a Villanueva de la Vera (Caceres) in Estremadura ogni anno l'ultimo giorno di carnevale. Un asinello piccolo e vecchio, cavalcato e selvaggiamente bastonato, viene trascinato dalla folla, quando cade viene obbligato a rialzarsi a randellate, mentre i bambini lo riempiono di botte, calci e pugni per ore finche l'animale agonizza.

Festa del toro embolato (toro con le corna di fuoco): Sono più di 50 province di Valencia, Castellan e altri paesi della Spagna. Si avvitano alle corna del toro piccoli arnesi con palle di cotone, olio e catrame, a cui viene dato fuoco. Mentre l'animale impazzisce per il catrame infuocato che gli brucia il muso e gli occhi, viene inseguito, perseguitato e bastonato dalla folla.

Festa del toro de la Vega (Settembre): Un popolo di adulti e bambini armati di lancie lunghe fino a 3 metri, aspetta l'arrivo del toro per torturarlo e trapassarlo in tutte le direzioni. Risulta vincitore di una lancia d'oro, offerta dal Municipio, colui, che per primo taglia i genitali al toro ancora vivo.

Festa del toro di Coria (Giugno, Estremadura): 12 tori vengono seviziati e linciati dalla folla inferocita, 2 al giorno per 6 giorni, in onore di S. Giovanni.

Chi legge può obiettare che è assurdo interessarsi alle crudeltà spagnole quando in Italia abbiamo molti problemi più gravi. Ma oggi molte battaglie di civiltà si vincono solo con la collaborazione internazionale. Come la salvezza delle piccole foche del Canada e di tutti gli animali da pelliccia dipende dalla rinuncia ad acquistare pellicce da parte di paesi consumatori di tutto il mondo, così anche la fine delle corride dipende oggi dai turisti, in quanto l'80% della popolazione spagnola vi è contro, ma sono comunque mantenute in vita da un migliaio di persone che gli animalisti chiamano MAFIA TAURINA.

Cosa si può fare?

1. Diffondere informazioni su tali atrocità.
2. Non assistere alle corride.
3. Inviare lettere e telegrammi di protesta al Governo spagnolo, ai sindaci delle varie città e paesi in cui si svolgono corride e feste sadiche, al Parlamento Europeo per chiedere l'abolizione in Europa di ogni spettacolo crudele.


 
 
 
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Art. 7 - Obblighi dei detentori di animali

1. Chi a qualunque titolo detiene un animale dovrà averne cura e rispettare le norme dettate per la sua tutela.

2. Gli animali, di proprietà o detenuti a qualsiasi titolo, dovranno fatti essere visitare da un medico veterinario ogni qualvolta il loro stato di salute lo renda necessario.
3. I proprietari, o detentori a qualsiasi titolo, di animali, dovranno accudirli e alimentarli secondo la specie, classi d'età, sesso, stato fisiologico e la razza alle quali appartengono.


 
4. A tutti gli animali di proprietà, o tenuti a qualsiasi titolo, dovrà essere garantita constantemente la possibilità di soddisfare le proprie fondamentali esigenze, relative alle loro caratteristiche anatomiche, fisiologiche e comportamentali.
5. I proprietari e i detentori a qualsiasi titolo di un animale devono assicurare la regolare pulizia degli spazi di dimora dellìanimale stesso.
 

Art. 8 Maltrattamento di animali

1. E' vietato mettere in atto qualsiasi maltrattamento o comportamento lesivo nei confronti degli animali e che contrasti con le vigenti disposizioni.

2. E' vietato tenere gli animali in spazi angusti, privarli dell'acqua e del cibo necessario o sottoporli a temperature climatiche tali da nuocere alla loro salute.
3. E' vietato tenere cani ed altri animali all'esterno sprovvisti di un idoneo riparo. In particolare la cuccia deve essere adeguata alle dimensioni dell'animale, dovrà avere il tetto impermeabilizzato; deve essere chiusa su tre lati e non posta in ambienti che possano risultare nocivi per la salute del'animale.

 

4. E' vietato tenere animali in isolamento e/o condizione di impossibile controllo quotidiano del loro stato di salute o privarli dei necessari contatti sociali intraspecifici ed interspecifici tipici della loro specie.

5. E' vietato tenere permanentemente cani e gatti in terrazze o balconi o, anche per gli altri animali, per periodi di tempo ed in spazi comunque non compatibili con il loro benessere psicofisico e con le rispettive caratteristiche etologiche, isolarli in cortili, rimesse, box o cantine, oppure segregarli in contenitori o scatole, anche se poste all'interno dell'appartamento.

6. E' vietato separare i cuccioli di cani e gatti dalla madre prima dei 60 giorni di vita se non per gravi motivazioni certificate da un medico veterinario.

 

7. E' vietato detenere permanentemente animali in gabbia ad eccezioni di casi di trasporto e di ricovero per cure e ad eccezione di uccelli, piccoli roditori e di quelli detenuti nel Bioparco.

8. E' vietato addestrare animali ricorrendo a violenze, percosse, costrizione fisica o psichica; è altresì vietato addestrare animali in ambienti inadatti (angusti o poveri di stimoli) che impediscono all'animale di manifestare i comportamenti tipici della specie.

9. E' vietato addestare animali appartenenti a specie selvatiche.

 

10. E' vietato utilizzare animali a scopo di scommesse e combattimenti tra animali.

11. E' vietato colorare in qualsiasi modo gli animali tranne come sistema di marcaggi temporanei con metodi incruenti e che non creino alterazioni comportamentali effettuati da enti di ricerca ufficialmente riconosciuti.

12. E' vietato trasportare animali in condizioni e con mezzi tali da procurare loro sofferenza, ferite o danni fisici anche temporanei; gli appositi contenitori dovranno consentire la stazione eretta, ovvero la possibilità di sdraiarsi e rigirarsi.

13. E' vietato condurre animali al guinzaglio tramite mezzi di locomozione in mo vimento siano essi a trazione meccanica, animale o a mano.

 

 

14. E' vietato esporre animali in luoghi chiusi a suoni, rumori o musiche ad un volume tale da essere considerato nocivo. L'effettuazione di giochi pirotecnici all'interno o in prossimità di aree verdi deve essere comunicata in anticipo al competente Ufficio comunale per la tutela degli animali al fine di escludere possibili danni agli animali.

15. E' vietato lasciare animali chiusi in qualsiasi autoveicolo e/o rimorchio o altro mezzo di contensione al sole dal mese di aprile al mese di ottobre compreso di ogni anno; è altresì vietato lasciare soli animali chiusi, in autoveicoli e /o rimorchi permanentemente anche se all'ombra e con i finestrini aperti. E' altresì vietato trasportare animali in carrelli chiusi.

16. E' vietato non garantire agli animali detenuti a qualsiasi titolo l'alternanza naturale del giorno e della notte salvo parere scritto e motivato di un medico veterinario, il quale dovrà stabilirne la data d'inizio e fine del trattamento.

17. E' vietato trasportare o porre animali nel baule dell'autovettura, anche se ferma, quando questo è separato o non è tutt'uno con l'abitacolo; il divieto vale anche se il portellone posteriore è parzialmente aperto o sono stati predisposti areatori.

 

18. E' vietato mantenere e/o stabulare animali con strumenti di contenzione che non permettono la posizione eretta e il rigirarsi su se stessi, salvo parere scritto e motivato di un medico veterinario, il quale dovrà stabilire la data d'inizio e fine del trattamento.

 

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