monologo in rossosolitarie dicotomie in ordine sparso |
1 MARZO
"Bellissimo ricordo..." Rispondesti. Così, da quando ti conosco, odio i puntini sospensivi. E il superlativo "bellissimo" associato al sostantivo "ricordo", il tutto al maschile singolare, mi irrita a dismisura. Ambirei ad essere dimenticata, una volta e per tutte, con la stessa gelida crudeltà con cui mi hai mutilata della mia parte migliore.
Ed ora, non vorrei mai più effetti speciali. Una sobria nudità, spoglia di parole lette e ridette, ed un paio di gesti semplici come stringere le mie mani infreddolite, potrebbero bastare a rigarmi gli occhi di emozione.
Sono scalza, discinta, alquanto contrariata, molto spettinata. Mi disfo di ciò che non mi piace. Vorrei passeggiare a piedi nudi su un prato verde, tenendoti per mano. Mossa da un eccesso di stupidità.
( Sì. Ho bisogno di essere stupida. Incredibile, vero? Prendimi a sberle, su, mentre ti insulto a bassa voce. Ti piacerebbe molto.)
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E, come spesso accadeva, fui presa da inquietudine. Risaliva verso l'alto a fiotti, come una marea irruenta e incostante. Cercando (invano) una ragione tra i respiri spezzati, realizzai che era una di quelle reazioni che hanno spesso vecchi e bambini. Così, mi concessi di piangere con disperazione, senza nessuna intenzione di smettere.
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