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Creato da phorzia il 20/01/2009

-100% Phorzia-

Me, Myself ..and the Monsters under my bed..

 

il mio viaggio di nozze... Norvegia, mi manchi!

Post n°161 pubblicato il 19 Novembre 2010 da phorzia

 
 
 

1mesedinoi

Post n°160 pubblicato il 28 Settembre 2010 da phorzia

 
 
 

meno uno!

Post n°159 pubblicato il 27 Agosto 2010 da phorzia

 
 
 

ultime 2 settimane da nubile

Post n°158 pubblicato il 13 Agosto 2010 da phorzia

 

Le disgrazie da apprendista sposa continuano.

In principio fu l'infezione della pelle a mettermi ko e ad annientare in pochi giorni la mia abbronzatura fenomenale.

Poi fu la volta dello scontro frontale tra il dito mignolo del piede e la ruota del carrello del centro commerciale, inutile ripetere che la peggio l'ho avuta io e la mia unghia irrimediabilmente spezzata per metà.

Ieri poi, tanto per gradire, ho ben pensato di bruciarmi una gamba.

Ho appeggiato in modo sbadato il polpaccino ignudo contro la marmitta infuocata della moto di mio fratello appena spenta. Un bruciore disumano mi ha accompagnato per tutto il pomeriggio di ieri e per buona parte della nottata, solo il ghiaccio riusciva a darmi sollievo. Giro ancora per casa con una gambetta fasciata e il terrore in mente che la garza medica finisca per attaccarsi alla pelle bruciata facendomi patire le pene dell'inferno al momento della rimozione. Sicuramente per il matrimonio avrò ancora una bella macchia violacea sulla pelle a farmi compagnia, la domanda quindi è..


..che altro mi succederà in queste ultime due settimane da nubile?



Intanto annuncio, con immensa soddisfazione, di aver dato finalmente forma ai biglietti per la disposizione dei tavoli da nettere sul tableau. Semplici, carini e richiamano alla perfezione l'idea Ranch della location.


Ho avviato anche la realizzazione del cuscino per le fedi che seguirà in parte lo stesso filo conduttore. La prima bozza mi è sembrata più che positiva, domani comprerò il cotone per il riempimento e credo che lo porterò a termine. Non vedo l'ora.


Abbiamo anche comprato le fedi.

650 euro.

Non pensavo costassero così tanto, si vede che è la prima volta che mi sposo?

Domani andiamo a provarle. Emozione!


Insomma, manca poco e le cose iniziano ad andare al suo posto. L'unico problema è la mia stampante. Per qualche strano motivo ha deciso autonomamente di smettere di funzionare... prima di aver completato tutti i 60 libretti della messa.

 

 
 
 

-18 :)

Post n°157 pubblicato il 10 Agosto 2010 da phorzia

 

E' così che ci si sente a due settimane e poco più da quello che dovrebbe essere uno dei giorni più belli ed importanti della propria vita, secondo solo alla nascita di un figlio?

Non credo.

Si sto bene, sono felice e non sto vivendo nessun tipo di crisi prematrimoniale.

E' solo che credevo fosse diverso.

Ho sempre visto spose iperindaffarate e agitate, nervose fino allo sfinimento e attente ad ogni minimo dettaglio.

Io, beh.. io non sono così.

Ci sono tante cose da fare è vero, ma mi scivolano sulla pelle in tranquillità.
In questi mesi non mi sono sentita dire altro che “vedrai che gran casino che sarà.. non vedrai l'ora che finisca tutto per poterti rilassare”.
Sarà.. ma io, fino ad ora, non ho provato niente di tutto questo, sono gia rilassata.


Credevo che emotivamente sarei stata in subbuglio, con lo stomaco sotto sopra e quel nodino in gola tipico degli esami tosti all'università. Invece niente.

Le miei giornate sono scandite dal lavoro, dall'organizzazione/preparazione di qualcosa per il matrimonio e da qualche lavoretto o dettaglio da sistemare al nostro micronido.

E' vero il tempo per il resto si è quasi annullato, ma questo non mi pesa minimanete. Vivo tutto così, come viene.


So bene che quella mattina e sicuramente il giorno prima, sarà tutta un altra storia.. so che mi tremeranno le gambe e che l'arrivo sul sagrato della Chiesa colmo di persone che mi aspettano sarà quasi traumatizzante. Ma ora vado avanti così, in modo naturale, come se quella che si sposa non fossi io.


Intanto ho scelto l'acconciatura, che non sarà minimamente quella che avevo visto in precedenza (di cui avevo anche pubblicato una foto). Ne ho provate tre e poi ho scelto la mia. Mi dispiace di non poter avere quella che vi avevo mostrato, ma è stata dichiarata troppo “pericolosa” dalle esperte del settore, in sostanza c'è il rischio che mi crolli prima della fine della giornata. Tuttavia quella scelta non mi dispiace per niente, anzi, credo che sia perfetta per il mi abito.


Abito che, nella sua immensa semplicità, sta decisamente prendendo forma. Alla prova di ieri erano presenti anche mia madre e mia zia, entrambe sono rimaste soddisfatte, credono che sia adatto a me e che rispecchi a pieno il mio modo di essere.

Io lo adoro, nel senso che lo sento mio e sono completamente a mio agio quando lo indosso. Non nascondo che un mezzo dubbietto mi viene a pensare al futuro sposo e al suo Pignatelli. Insomma, vorrei essere all'altezza. È vero che io non l'ho ancora visto e che magari mi sto facendo problemi inesistenti.. ma so bene che il tessuto, almeno, è decisamente particolare. Forse questo sarà il primo matrimonio della storia in cui quella più guardata non sarà la sposa.. ma lo sposo. :)


Passiamo alle piccole tragedie.

Ero riuscita ad ottenere un'abbronzatura invidiabile, perfetta per il mio abito. Poi, il fato ha voluto che prendessi un infezione della pelle dai miei utenti, ora fortunatamente risolta, che ho dovuto curare con del cortisone. Il che ha implicato il divieto totale di esposizioni al sole con conseguente perdita di colorito. Tutto da rifare, o quasi. Il tempo stringe e ci sono tanti nuvoloni all'orizzante. Sarò una sposa cadavere.


Un'altra piccola tragedia riguarda il  dito mignolo del  mio piede destro. Una settimana fa ha avuto uno scontro frontale con le ruote del carrello del centro commerciale. Il risultato è stato un dolore allucinante, tanto sangue e l'unghia completamente spaccata a metà in senso verticale. Dal dolore mi venuta la nausea per poco non ho rimesso  tra gli scaffali tutto quello che avevo mangiato a pranzo poche ore prima.. la mente, nonostante il dolore,  correva gia alle mie scarpine da sposa e al dubbio atroce che quel giorno mi avrebbero potuto fare male. Dopo “l'incidente” non ho mai avuto il coraggio di calzarle fino alla prova di ieri. Ci credete che dopo due passi ho visto non solo le stelle ma anche tutto l'universo? Non so come farò. Manca ancora qualche giorno e spero nel miracolo, altro non posso fare.

 
 
 

- 1 mese

Post n°156 pubblicato il 28 Luglio 2010 da phorzia

 

Oggi avrei voluto vedere la felicità sul tuo viso, ma mi accontento di aver sentito quanto eri contenta per telefono. Sono sicura che eri bellissima”.

 

Diciamolo pure. Fare la prova dell'abito in perfetta solitudine non è il massimo per una sposa. Mamma e le mie testimoni per cause di lavoro erano impossibilitate ad assistere e così, in un'afosissimo giovedì mattina di fine luglio, dopo aver infilato a forza la scatola delle scarpe in borsa, ho inforcato il motorino e sfidando la calura mi sono diretta dalla sarta.

Un nodo in gola pazzesco e tanti pensieri per la testa. E se mi sta male? Come farò senza un consiglio appassionato dato con il cuore da una persona cara?

Con questo turbine di paure e di ansie mi sono infilata quei metri di stoffa pesanti come quintali di punti interrogativi in cemento armato. Poi, piena di spilli e di punti dati qua e la, mi sono voltata e ho incontrato la mia immagine nello specchio. Mi sono sentita leggera e bellissima, le paure ed i timori sono volati via e mi sono lasciata scappare a voce alta uno scontatissimo: “sono una sposa!”. Dopo i complimenti vari siamo passati a qualche piccola modifica, scollatura da rivedere, coda da aumentare.. ecc, ecc.. a giorni mi chiameranno per un'altra prova e stavolta sarà diverso, senza paure.

 

Tuttavia, devo dire che in questo momento della mia vita una delle cose più belle è il riuscire a sentire quanto mi sono vicine le persone più importanti. Basta veramente poco; un gesto, uno sguardo, una telefonata.. perfino uno stupidissimo sms.

Ripensare a mia zia che da Parma ha fatto carte false per poter essere alla mia prova senza poi essere riuscita a venire e al suo messaggino del pomeriggio, dopo che ci siamo sentite, mi fa venire la pelle d'oca ogni volta che la mente scappa a quelle parole ed è sempre una carezza sul cuore.

 

Sono giorni pieni, questi. Abbiamo fatto il punto della situazione con la ditta che curerà la Chiesa e l'allestimento del Ranch. Abbiamo visto foto di lavori precedenti e se tutto viene come deve, sarà un sogno. Un sogno di fiori, vetro e di candele.

 

Stanno iniziando ad arrivare i primi regali, per ora il parentato, da entrambe le parti, è riuscito a stupirmi in positivo. Tutti hanno portato il biglietto dell'agenzia, traduzione: niente ciottori inutili, con nostra immensa gioia.   La Norvegia e i miei amati fiordi, sono sempre più vicini!

E qui apro una parentesi su mia Mamma che mi ha fatto una sorpresa stupenda: ha portato dal gioielliere un paio di orecchini che intendo usare per il matrimonio, in modo che vengano puliti e tirati a lucido. Nell'occasione ha trovato un girocollo magnifico che faceva proprio al caso mio.. ed ha deciso di regalarmelo.

 

Oggi è il 28 luglio manca un mese esatto al nostro matrimonio, saranno giorni di fuoco, la fase “operativa” sta per iniziare e gia faccio il conto alla rovescia affinchè arrivi presto il 20 agosto, giorno in cui andrò in ferie.

 

Dobbiamo ancora:

  • scegliere le fedi,

  • decidere il menù,

  • fare la prova trucco e acconciatura,

  • comprare le valige!

  • Scegliere i piatti, posate e tutto il necessario per la cena,

  • preparare le etichette del vino,

  • finire la la Nostra guida di viaggio,

  • fare il tableau,

  • stampare i libretti per la messa.

 

Ce la devo fare!

 
 
 

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Post n°155 pubblicato il 16 Luglio 2010 da phorzia

 - 1 mese e 12 giorni

 

 

Quando si è totalmente presi dal turbine della felicità è come se si vivesse in un mondo ovattato dal quale possiamo solo trarre del piacere.

 

Questo è quello che pensavo e che provavo fino a qualche giorno fa. Poi tutto è cambiato. Ho creduto di dover annullare tutto perchè qualcosa di più grosso, incontrollabile e tremendo si era abbattutto sulla mia famiglia. Famiglia che, chi mi conosce da tempo sa bene di cosa parlo, ha gia passato incubi del genere e nei quali, negli ultimi giorni, sembrava essere nuovamente sprofondata.

I giorni di tensione e paura sono però passati e la questione si è risolta, con tanto spavento e sofferenza. Ed è stato, senza dubbio, il più bel regalo che potessi mai ricevere per il mio matrimonio.

 

 

Dopo questa parentesi di dovute spiegazioni, passiamo a cose decisamente più frivole.

 

Dopo una settimana di estenuanti ricerche sono riuscita a trovare le mie scarpe.

Ho battuto ogni negozio con esiti più che negativi. Il mio problema è stato, probabilmente, il fatto che avevo ben chiaro cosa avrei voluto indossare e non ero disposta a scendere a patti.. soprattutto se ribaltavano così drasticamente il mio immaginario.

Sono arrivata a sfiorare la pazzia poi, la mattina che ho riportato in Comune dei documenti per le pubblicazioni, ho scovato un piccolo negozietto. Convinta che al suo interno non avrei mai potuto trovare niente che facesse al mio caso, mi sono detta.. ma va, proviamoci ugualmente. Come volevasi dimostrare delle mie scarpe nemmeno l'ombra però la titolare, santa donna, mi ha dato la giusta dritta.
E così, aria condizionata a manetta, mi sono fiondata in macchina alla volta di Lucca con il mio futuro consorte pronto a tirare all'ultimo respiro un po per la calura estiva, un po per il mio stato d'agitazione. Una volta arrivati l'ho obbligato a rimanere in macchina, non deve avere alcun indizio della futura sposa e lui, ormai in coma, non ha di certo fatto resistenza. Il negozio era abbastanza piccolo ma subito, appena entrata, ho avvertito nell'aria che loro erano li.. bastava solo che il mio sguardo le scovasse. Scaffali e scaffali..e ancora scaffali. Sopra una scarpa, una sola, per paio. Li in bella mostra. Una marea di scarpe fitte fitte, tutte bellissime. Mentre la titolare seguiva un'altra ragazza mi sono fatta un giro perlustrativo ed in meno di un minuto ero gia con la mia scarpetta in mano. Era proprio quella che ho sempre immaginato sotto i miei metri di seta. Tacco sette, perchè per il mio numero erano esauriti i nanotacchi a me cari. Con una smorfietta di insoddisfazione mi sono detta che, chi se ne frega, per un giorno devo fare lo sforzo. E poi magia, appena calzata ho scoperto un mondo nuovo, quello dei tacchi Comodi come non mai. Come dire, 7 cm e non sentirli.. e per una come me che praticamente è abituata a girare con le ballerine, la cosa non è da poco. Tuttavia le ho lasciate li per un altra settimana, la Signora mi ha fatto presente che, volendo, avrei potuto abbassare il tacco di un cm. Ed ho accettato, se non altro per una questione psicologica. E' vero non sono costate pochissimo ma, cavolo sono contenta!

 

Altro capitolo merita l'affaire Partecipazioni.

A metà del giro di consegne ai rispettivi parenti e amici in un afoso lunedì sera, guardando il futuro marito mi sono lasciata scappare quello che temevo gia prima di partire. La prossima volta che ci sposiamo le partecipazioni le mandiamo tutte per posta. Si perchè tra i km macinati a destra e a manca, il tempo perso, il caldo, la benzina buttata e le numerose bevute fatte in ogni casa, ocio futuri sposi.. uscirete immancabilmente alticci dal giro di consegna, sembra di affrontare una vera e propria missione impossibile della quale non si vede mai la fine.

Tuttavia, per nostra immensa fortuna, non siamo passati dalla posta per tutte le partecipazioni. Abbiamo spedito solo quelle per gli invitati fuori dal nostro raggio d'azione. Ben 23.

23 partecipazioni andate perse a quanto pare.

Martedì saranno due settimane che le abbiamo spedite e non sono arrivate ancora a nessuno. Ieri sono andata alla posta in cui le ho imbucate e hanno solo saputo dirmi che, probabilmente, sono in giacenza presso qualche punto di smistamento. Sa signorina, è periodo di ferie.. con la carenza di personale sono cose che succedono. Succedono una cippa. Mi ha suggerito di fare una lettera di reclamo che comunque non sarebbe servita a niente e mi ha rassicurato dicendo che prima o poi arriveranno. Peccato che qualcosa mi dice che arriveranno ben oltre il 22, giorno da noi stabilito per avere la conferma della presenza.

 

Va bene, teniamo duro. Se per martedì non sono arrivate sarà un dramma. Ma che ci si deve fare?

Pensando positivo, devo dire che non vedo l'ora di provare il mio abito giovedì mattina, anche se mia madre non potrà accompagnarmi per questioni di lavoro.. ne la mia testimone per i medisimi motivi. La cosa un po mi rattrista, spero che alla prossima siano presenti entrambe.

 

 

Intanto il mio pensiero corre ad una futura sposina che sta per coronare il suo sogno.

Ti auguro felicità immensa.

 

 

 

 

Buon fine settimana.

 
 
 

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Post n°154 pubblicato il 30 Giugno 2010 da phorzia
 

 

Da un bel pezzo pensavo a quando avrei scritto questo post.
Fantasticavo su come sarebbe stato il futuro marito vestito da sposo, su che cosa avrei provato nel vederlo così.. lui, proprio lui che l'elegante non sa nemmeno dove stia di casa.
Avrei voluto raccontare dei miei genitori, del vestito azzurro di mia madre che non mi convince del tutto e, soprattutto, della fierezza di mio padre nel suo abito e della sua voce tremolante nel domandarmi: “vado bene così per portarti all'altare?”. Si che vai bene, sei il papà più bello del mondo. Questo gli avrei risposto, se solo le mie labbra si fossero degnate di schiudersi.

E poi c'è nonna e la sua spesa folle per un abito che non si metterà mai più. Follia che però la rende felice e vitale come non la vedevo da tempo, così vogliosa di vedermi all'altare che cancella i giorni rimanenti dal calendario ogni mattina, appena mette i piedi giu dal letto.

Ci sono tante cose da fare ed altre gia fatte.

Come la lista per il viaggio di nozze in Norvegia aperta giusto ieri e l'albergo ancora da prenotare a Malpensa per la notte prima del volo. Il tableau a cui devo ancora mettere mano, le partecipazioni da ritirare e le scarpe da sposa ancora da comprare.

Ci sono poi giorni importanti, anniversari che aspetti e vivi come un traguardo.

Perchè alla fine domani è il 1 luglio e sono 11 anni insieme.

11 anni. Tantissimi a pensarci. A volte la gente rimane sbigottita quanto viene a sapere da quanto stiamo insieme, ma io non mi sento per niente una mosca bianca. Dico solo che abbiamo gia vissuto una vita insieme, tanti giorni, tutti felici ed importanti.
La patente presa insieme, la maturità preparata con la testa china sui libri uno vicino all'altro, gli esami all'università.. io che lo ascoltavo ripetere e alla fine ne sapevo sempre più di lui che basito rimaneva sconvolto nel vedere con quale facilità riuscivo a memorizzare i nomi scientifici delle più diverse essenze. Poi le vacanze, la casa in Francia, gli amici, noi che diventiamo zii, l'amarezza per il non riuscire a trovare una casa da comprare.. per essere poi risucchiati dalle banche nel vortice della caccia al mutuo, il più vantaggioso, che sembrava sempre un miraggio. Il giorno del rogito non lo dimenticherò mai come mai dimenticherò la fatica e le montagne di polvere spazzate via nei lavori di ristrotturazione del nostro nido. Lui che mi chiede di sposarlo, in ginocchio davanti ai miei piedi.. ed io che come un pesce lesso resto in silenzio, dimenticando il pane nel microonde che inizia a fumare annebbia tutta casa.

Quanti giorni. Tutti importanti. E domani sarà un altro di questi. L'ultimo anniversario da fidanzati, che il caso ha voluto coincidesse proprio con il giorno in cui porterò i documenti in Comune per le pubblicazioni.


Avrei voluto raccontare di tutto questo e di quanto io sia felice in questo momento.

Ed invece, invece la vita alle volte è veramente bastarda e si diverte a prenderci in giro.

Ora ho altri problemi e pensieri per la testa e tutto passa in secondo piano. Tutto perde valore al punto di riuscire a farmi dire l'impensabile fino ad oggi. Le labbra, stavolta, si sono schiuse.

Se qualcosa va storto, blocco tutto.

 
 
 

fine.. o quasi!

Post n°153 pubblicato il 18 Giugno 2010 da phorzia
 

Capita ormai spesso che un numero sempre maggiore di persone mi ferma per strada e mi fa i complimenti e/o gli auguri per il mio matrimonio. Persone che non vedo da tempo, parentato alla lontana, vecchi compagni di scuola... ormai sembra che la “notizia” abbia fatto il giro del mondo. E' una strana sensazione. Non sono mai stata sulla bocca di nessuno, non ho mai dato motivo alla gente di (s)parlare di me, della mia vita o delle cose che faccio. Ora, beh, sono l'argomento del giorno. Questo matrimonio sembra proprio un fulmine a ciel sereno, alla faccia dei quasi 11 anni di rodaggio passati insieme.

 

Detto questo, stasera sarò a cena dalla mia amica storica nonché testimone di nozze. Il mio stomaco attende a fauci spalancate una magnifica paella fumante creata dalle manine abilissime del suo principe consorte. Ci sarà poi una sfida all'ultimo sangue a suon crema Naga (se siete amanti del peperoncino, sperimentate) e scorreranno fiumi di sangria a rallegrane una gia scoppiettante serata.

Questo è il giusto preludio alla giornata, sfiancante, di domani.
Il montaggio della cucina sarà il nostro obiettivo primario raggiunto il quale, rullino i tamburi.. la nostra casa sarà finalmente finita.

Il salotto è a posto, manca solo di sistemare un vetro in un pensile e poi sarà perfetto ed in camera nostra sono da rivedere un paio di scematelle, tuttavia, sento odor di fine.

Ad un anno e mezzo dall'acquisto della casa, stiamo per scrivere la parola FINE a questo capitolo della nostra vita tanto sfiancante quanto meraviglioso e ricco di soddisfazioni.

Ce la siamo fatta su misura, con le nostre mani e con il nostro sudore della fronte. Le ore perse la notte per assemblare e scartare la cucina non si contano, così come i bidoni di calcinacci o di polvere spalati via durante i lavori più pesanti.. ma poco importa ormai.

Si, ora ci siamo, manca veramente poco.

E sarò scema ma sento gia un pizzico di nostalgia per questa parentesi che si sta per chiudere.

 

 

 

Buon fine settimana a tutti voi, che siate spiaggiati a prendere il sole in qualche anfratto costiero o meno.

 

 

E un augurio speciale ad un'amica bloggher,
che una settimana fa ha pronunciato il suo SI.

Un bacione cara Apple.

 
 
 

- 2 mesi e 24 gioni

Post n°152 pubblicato il 04 Giugno 2010 da phorzia
 

 
 
 

:)

Post n°151 pubblicato il 31 Maggio 2010 da phorzia
 

 
 
 

il baule stato aperto..

Post n°150 pubblicato il 15 Maggio 2010 da phorzia
 

 

Meno male che piove... con tutta la siccità che è in giro come avrebbero fatto a spuntare i fiorellini per il mio matrimonio! :)
Ok, questo esordio pietoso me lo potevo anche risparmiare ma ditemi voi se non ci stanno per spuntare le branchie, piove da un mese.

 

Comunque, le giornate sono sempre più dense di cose da fare e altre da decidere.

Due giorni fa ho conosciuto il nostro fotografo, un ragazzo simpatico.. il che non guasta data la mia totale avversione alle fotografie. O meglio, io adoro farle.. ma farmele fare è una cosa che mi manda in bestia. Gli ho spiegato per bene che deve essere discreto, un'ombra insomma, non deve stressarmi con mettiti qui, fai così, fai cosà. Altrimenti per me è finita, inizio involontariamente a fare le facce più disastrose e orrende che si possano vedere nel tentativo di assumere una posa carina.
Ovvio, qualche foto in posa ci sta.. e quelle con il parentato e invitati di rito anche.. ma poi vorrei un reportage, tutto qui. Lui ha accettato volentieri, pensavo che mi desse della sposa isterica.. ed invece mi ha rincuorato dicendo che non sono la prima ad avere questo problemino. Bene direi, no?
A giorni ci rivediamo, vuole vedere la chiesa, il posto del ricevimento e dove abbiamo intenzione di fare qualche altra foto. La cosa non mi dispiace, anzi!

 

Intanto, è scattata l'operazione baule.

Si da il caso che nel tinello di mia mamma c'è un baule, contenente il mio corredo. O meglio le cose che negli anni.. e qui si parla anche di 23 anni fa, le mie nonne e mia madre hanno iniziato a comprare e mettere da parte per me.

Aprire quel baule è stato, per prima cosa, un attentato alla mia salute.

Mamma a suo tempo lo ha farcito ben bene di canfora nel tentativo di evitare che inesettini odiosi andassero a cibarsi delle mie cose. Devo dire che non ha avuto tutti i torti. E' tutto conservato perfettamente, ma che puzza gente!
Tra risate e ricordi, l'ho svuotato. Un po per curiosità, un po per vedere cosa effettivamente mi manca e un po perchè, dovendo ridipingere quella stanza, di li va proprio spostato.

Iniziamo dicendo che tutto era in ordine, riposto dentro scatole o sacchetti di plastica trasparenti.
Le prima cose che mi sono venute in mano sono delle presine da cucina, anzi LE presine.
Dico LE perchè sono fatte a mano dalla mia cara bis nonnina. Rimase inferma parecchi anni e passava le sue giornate a fare questi lavoretti. Nel tirarle fuore dal nylon mi è venuto in mente quando andavo a farle visita a Firenze, e la trovavo in cucina.. sprofondata nella sua poltrona di pelle e con un plaid sulle gambe tutta intenta a sferruzzare con l'uncinetto queste delizie. All'epoca, mai avrei pensato che un giorno le avrei usate nella mia cucina. La bis nonna Giulia (solo dopo la sua morte ho scoperto che in realtà si chiamava Martina, ma questo è un mistero di famiglia) aveva i capelli bianchi e candidi come la neve, gli occhi infossati e una bella gobbetta sulla schiena. La vedevo così vecchietta ma nonostante la sua infermità così arzilla, per me era un portento. Ora, a distanza di 15 anni dalla sua morte, mia nonna.. sua figlia, è diventata esattamente uguale a lei. Stessi occhi infossati, stessa gobbetta e stessa voglia e spirito di rendersi utile, sempre. Adoro queste donne di alti tempi.

Dal mucchio di circa 60 presine che ho trovato, ne ho scelte 20.. le ho messe in ammollo con una miscela dei saponi più profumati che ho per togliere quell'orrenda tanfa di canfora e le ho stese all'unico spiraglio di sole di questi giorni, sul terrazzo. Il caso ha voluto che nel mentre passava mia nonna nell'aia sotto casa. Appena le ha viste si emozionata e le è scappato un sano ma allora le porti via veramente?!. Al mio certo che si le è sfuggita qualche lacrima.

 

Ho aperto poi una scatola, dentro ho trovato la bellezza di 40 asciughini da cucina di ogni tipo e tessuto. Alcuni erano in set abbinati con una presina e un guanto da cucina. Un numero così elevato è del tutto merito di mia mamma, spesso ..soprattutto negli ultimi anni, è tornata a casa con qualche strofinaccio.. ogni volta dicendo che queste sono le cose utili e dopo avermelo sventolato sotto al naso per farmelo apprezzare.. correva a riporlo nello scatolone. Evidentemente deve aver perso il conto. Anche di questi ne ho scelti solo una quindicina, il resto li lascio a lei.. o a mio fratello come per le presine.

 

E' stata poi la volta degli asciugamani. Anche per questi il numero è alto, ma non esponenziale come nei casi precedenti, credo infatti che li porterò via tutti. Intanto ne ho preso qualcuno e insieme agli asciughini ho fatto un primo carico della lavatrice, anche qui con una miscela di sapone iper profumato.

 

Mentre la lavatrice andava, presa sempre più dalla curiosità, ho deciso di svuotare interamente il baule.

Sul fondo ho trovato due scatole rettangolari grandi, praticamente piatte. Al loro interno dei lenzuoli. Appena li ho visti ho ricordato tutto. E sono passati 23 anni. Me li ha regalati la mia nonna materna. Ricordo quando i miei genitori mi portavano da lei a Salerno, il viaggio era lungo.. quasi estenuante.. e una volta arrivati nonna mi accoglieva con queste cose. A me faceva sempre un'enorme tristezza.. ero una bambina, avevo sei anni, tutto quello che volevo dal mondo era giocare. E lei mi regalava tutta orgogliosa dei lenzuoli il cui uso per me era decisamente lontano. Ricordo perfettamente quanto questi doni mi facevano restare male. Non capivo perchè una nonna, che poi non vedevo praticamente mai salvo una volta l'anno se tutto andava bene, mi doveva regalare lenzuoli e non giocattoli. La cultura del matrimonio, specialmente al sud si sa che è molto radicata, inziare a fare il corredo ad una bambina in fasce è del tutto normale. Peccato che io all'epoca non lo capivo.

Ora, tornando a queste due scatole di lenzuoli, iniziano i problemi.

Sono lenzuoli vecchi, nel senso che sono pieni di trine-pizzi-ricami. Esteticamente sono belli, ma credetemi che io, non li metterei mai sul mio letto. Per prima cosa non hanno gli angoli.. ed io distruggo dopo 5 minuti di sonno un letto con lenzuoli senza angoli. E poi sono troppo “ricchi” per i miei gusti. Troppo da signora, anziana. E la loro dimensione? Esorbitanti credetemi. I nostri cuscini in quelle federe nuotano perfettamente, non ho mai viste di così grandi. Anche i lenzuoli stessi sono enormi, mi viene da chiedermi se nel sud italia di 23 anni fa i letti matrimoniali fossero più grandi! Mia madre stessa è rimasta sorpresa. Con dispiacere le ho spiegato come la pensavo su questi lenzuoli.. non avrei mai voluto che si offendesse, infondo sono un dono di sua madre. Tuttavia ha risposto che capisce e che, infondo, sono un po troppo anche per lei. Li lascerò quindi qui, a casa dei miei. Stesso discorso per un paio di tovaglie ipersuperextra ricamate e trinose, anch'esse dono della nonna materna.

 

Il risultato di questo primo approccio al baule è stato quindi che sono senza tovaglie, oltre quelle trinose e ricamante che non porterò via, non ne ho altre.
Ho riposto poi tutto nel baule, prima però ho lasciato un post-it su ogni scatola. Si per la roba che porterò via e No per quella che lascio qui.
Ora si tratta solo di fare lavatrici su lavatrici della roba targata SI. Ma questo ahimè dipende dal meteo.

 

Buon fine settimana a tutte voi, non mi vedete ma mi tengo aggiornata. Spero che questo periodo di tempo tiranno finisca presto.

 

E una domanda, a chi si è sposato o si sta per sposare..
quante copie del libretto della messa avete fatto?

 
 
 

DI FINE SETTIMANA SEMPRE UGUALI..

Post n°149 pubblicato il 08 Maggio 2010 da phorzia
 

 

Intanto, un po in anticio ma magari domani ti chiamo...

AUGURONI AMICA, TVB.

 
 
 

un passo alla volta..

Post n°148 pubblicato il 05 Maggio 2010 da phorzia
 

 
 
 

questione di valige

 

Prima di partire per un lungo viaggio.. porta con te la voglia di non tornare più..


Fare le valige, due giorni fa, è stato strano.
Infilavo quella roba nei borsoni alla meglio e la testa era sgombra.
Di solito quando mi ritrovo a fare questa operazione il cervello mi va in escandescenza. Se non ho sotto gli occhi una lista più che dettagliata di quello che devo portare, finisce sempre che dimentico qualcosa.
Stavolta i post-it non servivano. Il primo viaggio all'orizzonte è soltanto alla fine d'agosto. Fare la valigia è stato solo un “prendere la palla al balzo”. Mi sono detta che dovevo fare il cambio dell'armadio e che, stavolta, ammassare maglioni e maglioncini di lana in un angolo in attesa del ritorno dell'inverno non avrebbe avuto senso. E così, armata di sacchi e borsoni ho iniziato a far “piazza pulita” di tutto. Se da una parte l'idea che di li a poco li avrei riposti nel mio nuovo armadio, a casa mia, mi allettava ... dall'altra un non posso nascondere che mi si stringeva un nodino in gola. Lasciare queste quattro mura non è facile, tuttavia cerco di non pensarci. Quando all'idea mi intristisco mi do subito della scema, cavolo.. non vado in guerra, qui tornerò sempre e non vado di certo a vivere dall'altra parte del pianeta.

Parole, parole...


Proprio quando cercavo di sdrammatizzare e di far viaggiare la mente su altri pensieri è arrivata mia mamma a complicare di nuovo la situazione. Passando per il corridoio ha notato le manovre e all'istante ha intuito. Non ha fatto in tempo a dirmi ti stai trasferendo che ha iniziato a piangere. E non è stato un pianto leggero. Si è lasciata andare sul mio letto, si è stesa tra le pile di vestiti piegati e ha affondato il viso sul mio cuscino quasi a voler nascondere timidamente quelle lacrime. Mi sono intenerita, sono stata li li per cedere e per farle compagnia nel pianto ma sono riuscita, fortunatamente, a sdrammatizzare. E l'aiuto di Panci che ha iniziato a leccarle il viso ha fatto assolutamente la differenza. Senza di lei, sicuramente, saremmo ancora li a frignare come sceme.



..alla fine di questo si tratta, di un lungo (si spera) viaggio.

 
 
 
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