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abbandonare le sicurezze, i luoghi comuni, alla scoperta di cosa c'è fuori di qui

 

Messaggi del 14/06/2012

Orientarsi - consigli di viaggio 27

Post n°535 pubblicato il 14 Giugno 2012 da odio_via_col_vento
 

 

Kristina Jurick, A new direction

 

 

Riprendere la strada dopo una lunga sosta o un grande cambiamento non è facile.
Non deve essere necessariamente un capovolgimento negativo di vita, una difficoltà, una malattia o una perdita, quella che ci fa sentire come se avessimo perso la rotta. 

Anche cose belle e novità gioiose possono dare lo stesso senso di sbilanciamento e disorientamento.
La crescita è un trauma: tutti siamo stati adolescenti e lo abbiamo sperimentato sulla nostra pelle. Qualcuno è anche stato genitore di adolescenti e ha provato lo stesso trauma dalla parte opposta della barricata.
Dicono che anche la nascita sia un trauma per il bambino che viene al mondo. A giudicare dal pianto che segue la grande fatica, si direbbe proprio di sì.
Certo è un trauma per la madre, anche nel più felice dei sensi. 
Un trauma non avere più quella vita che simbioticamente ti cresce dentro, trovarsi da figlia a madre, scoprire che ci sono priorità e responsabilità nuove, non dormire (MAI!!!) dall'emozione. A questo non ti preparano nemmeno i 9 mesi della gravidanza, per quanto strano possa sembrare.

Così è ricominciare: cominciare di nuovo.
Ma cominciare, anche, ex-novo.
Con occhi nuovi, cioè, con un nuovo bagaglio di esperienza, dopo un lungo percorso che non è solo viaggio, ma anche e soprattutto cammino interiore.

A volte sono necessarie scelte: fare a meno di qualcosa o qualcuno, tagliare, ridurre, potare.
Altre volte le scelte sono per accrescere: prendere altri impegni, accogliere nuove persone, cercare un altro senso.

Non è tanto il jet lag, la stanchezza, abituarsi ad un altro ritmo, ad un altro cibo, ad un'altra lingua.
E' quel guardarsi intorno non riuscendo a decidere da quale parte andare, non riconoscendo i contorni dei luoghi, quel senso di deja-vu che stordisce invece di consolare, svegliarsi con l'ansia del giorno che ancora deve arrivare, aspettare non sai cosa: qualcuno o qualcosa.
Rimandare appuntamenti e impegni, col senso dell'inutilità e del provvisorio.
Spiare un aereo che si alza in volo chiedendosi dove andrà, o controllare maniacalmente il telefono, in caso ci fossero chiamate perse. 

 

 
 
 

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