Un blog creato da passenger77 il 20/02/2006

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Libere divagazioni di un medio eclettico

 
 
 
 
 
 

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Stazione Delirio

Post n°94 pubblicato il 11 Novembre 2008 da passenger77

In breve:
-Treno delle 7:26 chiude le porte e non lascia salire. Il controllore si sporge e gli chiedo di aprirle, dice che non è possibile. Il treno parte dopo più di un minuto. Avvilente.
-Treno Intercity delle 7:56 si ferma appena dopo Asti e fa una lunga sosta motivata da "Attendiamo prescrizioni dall'Ufficiale Movimento" (una pastiglia? una flebo? una supposta?) poi parte e ripete lo stesso siparietto a Lingotto, questa volta motivato con "Indisponibilità della linea". Il treno arriva con un ritardo NON DICHIARATO di 40+ minuti. La vocina registrata non si degna di dirlo o chiederci scusa.
Arriverò in ufficio circa un'ora dopo ed a nessuno interesserà di come questo si possa ripercuotere sulla mia vita privata: l'imbarazzo con colleghi e superiori, la pausa pranzo tagliata, l'uscita posticipata e la conseguente attesa che la persona che dovrebbe essere a casa mia stasera farà al freddo a causa del mio ritardo (sempre che il treno da cui dovrebbe scendere non sia a sua volta in ritardo).
All'alba di un giorno di sciopero DICHIARATO "a nostro beneficio" (di noi utenti!!!) tutto questo ce lo potevano risparmiare. Davvero? Sono perplesso, ormai gli scioperi hanno cadenza quasi mensile e le situazioni come quella di stamattina quasi quotidiana.
Allora lo propongo io un modo per colpire l'opinione pubblica positivamente, portando le persone comuni, che lavorano e "pendolano", tutte dalla vostra parte: ferrovieri, la prossima volta che scioperate, salite sui treni fermi in stazione con il pulivapor e lavate i treni. La gente vi amerà, e capirà le vostre ragioni, e forse sarà disposta ad arrivare a casa alle nove, come me ieri, per condividere le vostre buone ragioni.
Per ora siamo solamente tutti incazzati neri.

 
 
 

Pronto a partire.

Post n°93 pubblicato il 17 Giugno 2008 da passenger77

Nello zaino tengo alcuni fogli che non leggo mai ed un libro da portare in treno.
Ci sono anche le chiavi e l'ombrello, quello piccolo, pieghevole.
Da quando le lezioni sono finite, non incrocio più i liceali. A volte immagino di essere ancora uno di essi, avendo l'intero viale a mia disposizione. Sfilo leggendo le scritte sui muri dell'edificio mentre lo costeggio a passo lento.
In fondo alla strada la scatola di latta mi porterà alla vita che dura da lunedì mattina a venerdì sera.
Sono stanco ma felice.

 
 
 

Sono un pendolare

Post n°92 pubblicato il 26 Maggio 2008 da passenger77

Il viaggio in treno: due ore di immobile stasi ad osservare un microcosmo di dormienti, urlanti, arrabbiati, amanti, disagiati, maniaci, frustrati, allegri, stanchi, distratti, interfacciati, computerizzati, sporchi, profumati, rallentati pendolari. Un buon motivo che mi sprona a non perderne altre, di ore, a poltrire sul divano: due ore perse che ne fanno guadagnare almeno altrettante in voglia di uscire. Alla stazione mi aspetta una notte intera, domani le palpebre saranno gioisamente pesanti.

 
 
 

Equilibrio

Post n°91 pubblicato il 06 Maggio 2008 da passenger77

Il tempo tra un passo ed il successivo può essere fatalmente breve, od eterno. Detta le regole un flusso di coscienza che potrebbe farmi inciampare, barcollare e, come fatale conseguenza della perdita di equilibrio, cadere. O peggio, restare per sempre sospeso nell'indecisione, come congelato a mezz'aria. Vale anche l'ipotesi di riprendere l'equilibrio appoggiando il piede con un tonfo sonoro che sveglierebbe tutto il vicinato. Ma insomma, non si può nemmeno stare fermi...

 
 
 

d20

Post n°90 pubblicato il 07 Marzo 2008 da passenger77

Ci ho messo troppo tempo a scrivere, ormai la tua dipartita è una notizia di giorni. Ma dovevo scrivere qualcosa, prima o poi.
Ti devo 16 anni di gioco di ruolo. La rievocazione storica, la scherma medioevale. La capacità di figurarsi le cose prima di farle, di pianificare, di ragionare, di astrarre. Il rapporto di odio ed amore con il caso. La capacità di non perdere mai un rifugio nella fantasia. Il vanto di avere organizzato il primo torneo di AD&D della mia città nel 1992. Gli amici con cui sono cresciuto. 12 anni di Associazione Culturale. Almeno due ex.
Come sarei adesso?
Addio Gary Gygax.
-Tristam

 
 
 

Notturno

Post n°89 pubblicato il 03 Marzo 2008 da passenger77

Notturno, questo pensiero che mi tiene sveglio, incollato a pigiare tasti senza scrivere niente.
Domani tornerà il freddo, ha detto il profeta televisivo, quello che non si è tolto il cappotto. Io ho messo il giubbotto di pelle ed una maglia, oggi. Faceva caldo. Avevo anche gli occhiali da sole; siamo nella stagione di mezzo e le cose cambiano, più in fretta del tempo. E le notti pian piano rallentano, esercitandosi per stagnare a ferragosto, in un caldo afoso, immobile. Principiano ad essere inquiete della voglia di far pulizia, di aprire le finestre per cambiare un po' aria, e poi subdolamente si accorciano per lasciare spazio alla luce, ma si travestono soltanto, perché in realtà sembrano più lunghe, interminabili. Almeno il freddo è una culla che concilia il sonno.
Notturno, un sentimento inquieto che si placa nel flusso di coscienza.
A domani, che è già iniziato.

 
 
 

Forse il Tennis

Post n°88 pubblicato il 17 Gennaio 2008 da passenger77


Signor R., credo sia indispensabile una certa dose di scelleratezza per affrontare un viaggio così complesso ed articolato, senza un'adeguata pianificazione. Con tutta questa nebbia, questa dannata, impenetrabile nebbia, non si renderà conto nemmeno di procedere lungo una qualche traiettoria od a casaccio. Lo trovo disdicevole: un gentiluomo come lei dovrebbe sempre procedere sulla retta via, o perlomeno, in linea retta. Non crede? Insomma, voglio dire: prenda le sue precauzioni. Dalle sue azioni dipende il suo destino. Dico io, il destino è un concetto cui dovremmo pagare una qualche forma di tributo, a prescindere dal nostro grado di soddisfazione.
Per non parlare delle sue decisioni. Influenzerà le persone adiacenti con tutte queste decisioni. Ma è proprio sicuro? Non sarebbe meglio demandare? Non crede che viaggiando più leggero sarebbe anche più comodo? Non si lamenti poi, quando si accorgerà di essere leggermente affannato. Chi semina raccoglie! A raccogliere si suda quasi come a seminare. Non le avevano accennato nulla in merito? Godere i frutti è spesso impegnativo come seminarli. Ah ma dentro la polpa, guardando bene, troverà altri semi.
Insomma: non le sembra di aver pretese esagerate? Con tutta questa nebbia, prentende di poter seminare?
Non crede sia meglio dedicarsi a qualche attività più consona alle sue attitudini?
Forse il Tennis?

 
 
 

Etica

Post n°87 pubblicato il 15 Gennaio 2008 da passenger77

La forza di portare avanti un lavoro, un rapporto, una vita eticamente corretta e coerente: questo è l'essere eroi, oggi.
I veri eroi sono le persone comuni che riescono a vivere senza azzannare il prossimo.

 
 
 

Direzioni

Post n°86 pubblicato il 14 Gennaio 2008 da passenger77

Mi cercavi, e mentre lo facevi, sorridevi. Sorridevi sempre.
Giocavi con me con un'aria distrattamente interessata ed io aspettavo anche se le carte erano disposte sul tavolo sin dal principio. Sapevo che ti piaceva quel gioco; persino gli altri se ne erano accorti. Sapevo anche che la situazione ti faceva dannatamente paura; infatti, quando osavi troppo, ti imbarazzavi e distoglievi lo sguardo.
Ascolta i pensieri di quei momenti d'estate. La nebbia li ha custoditi sino all'inverno ed ora la neve li culla. Poi sarà la pioggia che scivolando sbiadirà ogni dubbio. Giochiamo l'ultima carta, qualunque essa sia. Stanchi, affaticati, messi alla prova dalla vita, rischiamo di lasciare un perdente sul campo. Io farò in modo che non accada, ma tu devi sostenere il passo- il passo sicuro di una scelta coraggiosa.

 
 
 

Tempo di pioggia.

Post n°85 pubblicato il 14 Gennaio 2008 da passenger77

E' tempo di pioggia e la mia natura metereopatica, così soggetta all'acqua, alla luna, alle maree ed ai flussi tra cielo e terra, sta pesantemente esigendo il suo tributo.
Così a tratti desidero ed a tratti rifiuto; a tratti sento visceralmente necessario ciò che ragionevolmente mi farà soffrire, domani.
L'acqua scorre ed io esco senza ombrello, senza riparo. Le note si allontanano mentre una canzone mi ricorda le cose che non si possono dimenticare, e quelle che voglio, e non voglio, lasciare indietro. Le sicurezze si sciolgono ed i dubbi affogano nell'animo irrequieto per l'impeto del vento tagliente.
La terra, come madre amorevole, mi insegna a rinascere, dimostrandomi che riesce a  trasformare le lacrime del cielo in linfa vitale per infiniti ecosistemi.
Di tutto questo mi restano un po' di malumore, qualche buona speranza, un vago intorpidimento che dopo pranzo si trasformerà in pacata sonnolenza ed un unico, il solito desiderio, che è sopravvisuto all'uragano abbracciato al salvagente della speranza, o dell'illusione.

 
 
 
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