Eventualmente Varie
Libere divagazioni di un medio eclettico
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Post n°84 pubblicato il 08 Gennaio 2008 da passenger77
Mi disse che pensando intensamente a qualcosa, avrei conferito ad essa una specie di sostanza, una forma quasi tangibile. Implicitamente scettico, non diedi molto credito a tutto ciò. Eppure quel pensiero fa periodicamente capolino tra le mie certezze. L'"uomo di scenza" per un attimo diventa "uomo di medicina" e si interroga sulle ragioni delle credenze e sull'erosione delle certezze. Mi domando se la fede nell'evidenza scientifica sia stata banalmente messa alla prova dal fascino dei suoi occhi scuri: è passato più di un anno ed ancora non saprei rispondere. E se invece quel pensiero così stupidamente irrazionale fosse una specie di "bolla" in cui custodire sogni e desideri, un luogo protetto in cui coltivare la speranza che, in fondo, abbiamo il potere di far accadere ciò che desideriamo veramente? |
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Post n°83 pubblicato il 08 Gennaio 2008 da passenger77
Ho trascorso una notte inquieta: a causa della tosse continuavo a svegliarmi ed a riprendere sonno. Non ricordo nemmeno uno dei sogni di questa notte. Invece quando sono quieto e rilassato il buon Tessitore mi concede sogni incredibilmente realistici. Al risveglio mi restano ben stampati nella mente per un po' di tempo anche se sono destinati a svanire lentamente. Non è il contenuto del sogno ad essere realistico: in generale sono storie incoerenti di volti che si sommano e si susseguono senza un filo logico, una specie di impasto di tutte le cose che mi son capitate di recente, associate ad emozioni, sensazioni, fatti raschiati dal fondo delle mie sinapsi. Sono le percezioni ad essere incredibilmente vive e realistiche. Ricordo che una volta litigai con una persona in sogno con tanta veemenza che al risveglio mi pareva di averci litigato per davvero. Forse dovevo solo somatizzare un nostro reale contrasto; non saprei, ma per tutta la giornata mi fumavano parecchio. Mah. Non assumo stupefacenti. Davvero. Li detesto. Quando ero piccolo i miei sogni erano ancora più coinvolgenti. Mentre stavo per addormentarmi pesavo ad una storia: i personaggi, l'ambientazione, la trama. Poi, mentre pian piano cedevo al sonno, le storie iniziavano ad andare avanti per conto loro. Varcati i famigerati Cancelli l'avventura era ormai un'entità che viveva di vita propria. Oggettivamente ora mi pare una specie di ricordo esagerato, eppure voglio credere che fosse davvero così. Voglio continuare a credere che da bambino avessi la capacità di sognare quel che volevo io, in modo cosciente. In fondo, è molto fico da raccontare. Una roba tipo fumetto di Neil Gaiman. |
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Post n°82 pubblicato il 07 Gennaio 2008 da passenger77
Fine e principio: il ciclo dell'anno mi ha ancora una volta incastrato. Questa sorta di mestruazione cosmica mi destabilizza al punto di farmi percepire la pressante pulsione a crescere, evolvere. Premetto che esco da un'influenza a 39 e mezzo di febbre, che adduco come scusa al mio traballante stato mentale. Non sono ancora da internare, ne sto semplicmente subendo i postumi. Detesto questi momenti introspettivi in cui mi violento per spronarmi ad arrivare ad un dunque. Decisioni, sempre decisioni: sono io a doverle prendere, le decisioni. E fin qui... tutto normale. Ormai ci ho fatto l'abitudine, molto meglio tenere le situazioni sotto controllo che aspettare qualcosa che non arriva mai. Io sono lo scoglio nella tempesta, non una barchetta sballottata. Risa e sollazzi. Fine siparietto, si riprende: questa volta mi son lasciato cullare dalle onde un giorno di troppo, ed ora ho perso la rotta. La via maestra appare incerta. Che palle l'oroscopo avverso, se ci credessi manco dovrei uscire di casa. Blah blah blah. Parole. Ho iniziato a mangiare la cioccolata fondente. Ho iniziato a guardare serial da cerebrolesi. Una notte ho persino visto un pezzo di "Amici". Beh, c'era una con un bel lato B- almeno quello. So a che ora ci sono Star Trek e Strargate SG-1. So i nomi dei personaggi e correggo mio padre che sbaglia la pronuncia. Ho ritrovato i manuali dei giochi di ruolo che non aprivo da 5 anni ed ho riprovato a rileggerli. Ho definitivamente dedotto che mi fanno schifo. E dire che ci ho passato 12 anni. Ho suonato e registrato parti del mio nuovo CD. Ho deciso che lascerò perdere definitivamente anche il lavoro solista, ho le dita incastrate, appiccicose per la cioccolata fondente. Dopo le mie uniche vacanze passate con le febbre, oggi son tornato a casa: in ufficio, insomma. Qui mi sento al sicuro. Sto diventando un burocrate del cazzo. Domenica spero di non avere mal di schiena, ho voglia di fare a spadate. Sento il bisogno di evolvere. Mi sto incattivendo di nuovo o sono io che non mi accontento mai, che non so aspettare? |
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Post n°81 pubblicato il 01 Gennaio 2008 da passenger77
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Post n°80 pubblicato il 18 Dicembre 2007 da passenger77
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Post n°79 pubblicato il 13 Dicembre 2007 da passenger77
Ogni volta mi stupisco. Capita spesso che queste massime di saggezza popolare, i proverbi, le frasi fatte, e tutto il resto mi trasmettano un incredibile senso di identificazione: mi ci rivedo, insomma, ed inesorabilmente mi stupisco di ripetere: banalità-verità. Il silenzio, questo ente dal potere meravigliosamente terapeutico, è solo una forma meno evoluta di quel vuoto dentro che ti permette di riempirti nuovamente, ed evolvere: "Prima di riempirti di nuovi concetti, dovrai svuotarti completamente." E per fare il buio si medita. E per meditare, ci vuole prima di tutto il silenzio. Ma qualcuno dovrebbe dirlo che fa anche male, il silenzio. Chissà, forse le piante che crescono, affondando le radici e facendosi strada nella dura terra, anche loro soffrono. Sembra tutto così sconnesso, sarà che oggi ho uno slancio incredibile verso il buon umore. In silenzio mi domando: banalità-verità? Ma in fondo il silenzio di oggi, di ieri, di molti giorni non è mio. Ciò che cresce non fa rumore. |
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Lei era Meraviglia, ed i suoi occhi sapevano parlare. Questa non era la sua unica capacità: lei sapeva anche ascoltare i pensieri. E non solo: ne capiva il senso più intimo, profondo. A volte, questo dono la rattristava parecchio. Il Viaggiatore seppe rubare un piccolo istante e quegli occhi vollero dividerlo in modo speciale: "Forte emozione e breve attimo, il tuo sguardo complice, imbarazzato. L'animo sobbalza nell'intuizione del non detto: una corrispondenza di intenti celata ma condivisa, meravigliosamente duplice. Per quel solo attimo per quel sei, ti aspetterei fino ad una vita; per quel solo attimo, per averne ancora, forse anche oltre." |
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Lei era Meraviglia, ed avrebbe desiderato un abbraccio, un singolo, avvolgente abbraccio; eppure tutto quello che si concedeva era solo la rassicurante voce del Viaggiatore. Lui le parlava di lontano, e nelle sue parole dosava l'affetto del padre, la sincerità dell'amico e la schiettezza del fratello. Questi, e soli, poteva permettersi: "Piangi, piangi. Chiara come alba incipiente, fresca come acqua di fonte che vergine nasce a monte tra la terra ed il cielo, lascia una lacrima per cancellare un solco ed aprire una strada nuova; lascia tempo per crescere alle morbide curve dei salici ed alle spine delle rose, mentre si dipanano le nubi dopo la pioggia. Spera. Impara che, come il nuovo anno, anche la lacrima ritorna alla fonte." |
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Post n°76 pubblicato il 29 Novembre 2007 da passenger77
In risposta ad A. |
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Post n°75 pubblicato il 28 Novembre 2007 da passenger77
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Inviato da: qualchevoltasuccede
il 20/12/2008 alle 22:25
Inviato da: il_presidente77
il 12/11/2008 alle 22:53
Inviato da: qualchevoltasuccede
il 11/11/2008 alle 14:55
Inviato da: qualchevoltasuccede
il 25/06/2008 alle 13:49
Inviato da: il_presidente77
il 05/06/2008 alle 18:26