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ain't no sunshine

Post n°211 pubblicato il 12 Marzo 2012 da only4words
 
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Se bussi alla mia porta non senti risposta.
Non che non ci sia nessuno, anzi, è un universo decisamente abitato il mio.
Non rispondo.
Non so cos'è, non so perchè.
Mi piacerebbe dire che è una scelta intimista.
Invece è solo assenza di voglia di comunicazione. Totale, completa assenza.

E si sa, in un condominio se non ti fai mai vedere per le scale, se non ti fermi a fare due parole nel portone, finisce che i rapporti si riducono ad un cenno del capo quando ci si incrocia, se ci si incrocia.

E' quello che sta avvenendo qui.
E a me non piace, anche se sono io la causa di ciò che avviene.

Chiudo (di nuovo) per un po' le imposte e vedo se nella penombra di casa i miei pensieri tornano ad illuminarsi. 
Soprattutto vedo se mi torna addosso la voglia di confronto, per adesso vince il bisogno di capire cos'è che mi si muove dentro.

 
 
 

L'ultima neve

Post n°210 pubblicato il 07 Marzo 2012 da only4words
 
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Previsioni puntuali come quelle di quest'anno non le ricordavo da tempo.
Ieri mattina il risveglio è stato inaspettatamente in bianco.
Un bianco che è diventato grigio in un sterzar di ruote.

Poi è spuntato un timido sole. L'umido è salito piano, si è diffuso nell'aria insieme a queste temperature che frenano l'entusiasmo dei primi caldi. 
E stamattina il gelo. un velo ghiacciato a ricoprire tutto il paesaggio, ghiaccio per terra e riccioli argentati sugli alberi e sui prati.

Ma sole. Un sole ceruleo acceso dentro un cielo di riflessi paglierini.
Dentro fa di nuovo caldo. Il verde è tornato a primeggiare sul nocciola dei miei occhi d'inverno. 
L'orchidea ha buttato i primi boccioli, la calendula è in fiore, l'alloro aspetta solo di essere rinvasato. E' la primavera che bussa silenziosa ed inesorabile alla porta.
Io l'aspetto. Come ogni anno, più che ogni anno.

[Ad occhi chiusi penso alle tue mani
e non so se è vivo ricordo o bruciante desiderio.
E non so se ancora voglio
per quanto vorrò
o se ho mai realmente voluto.
So che voglio sapere
e so che vorrei volere
quello che voglio io
e non quello che vogliono gli altri.

E so che ad occhi chiusi è tutto chiaro come non è mai stato]

 
 
 

Hi, how are you?

Post n°209 pubblicato il 01 Marzo 2012 da only4words
 
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Se mi chiedi come sto adesso, non so che risponderti. 
Sulla lingua scivola un bene, poi arriva un'alzata di spalle accompagnata da "sospesa".
Che non è nemmeno la risposta più giusta. La realtà è che mi sento un po' sotto pilota automatico. Ma nemmeno questo è vero. Mi sento leggera.

Che mi immaginavo che una volta messe a fuoco le curve dell'anima accadesse qualcosa di molto scenografico. Che so, una sorta di apparizione di disco volante con mirabili effetti speciali che ti dipanassero ogni dubbio e ti mostrassero la strada della vita. Una scena da finale fantascientifico con musica che monta e immagini che riempiono.

Ed invece nulla. 
Cioè, no. Nulla di eclatante. Nessun fuoco d'artificio.
Solo pacata consapevolezza.
Di quelle che non sembra cambiato nulla ed invece, dentro, è cambiato tutto. 
Di quelle che guardi la vita che scorre e riconosci i tuoi meccanismi e all'improvviso ti appaiono chiari anche quelli degli altri.
Di quelle che il perchè diventa più importante del come e del quando.
Di quelle che senti i tuoi intimi bisogni muovere i tuoi pensieri e puoi guardarli serena, senza seguire nessuna scia, senza lasciarti trascinare. 
Di quelle che gli arrovellamenti da azzaccagarbugli che ti dilaniavano fino a poco tempo fa ti sembrano appartenere ad un lontano passato.

Probabilmente risulto un po' meno affascinante e complicata, sicuramente meno misteriosa, senza quell'aura da madame bovary in perenne ricerca di qualcosa che si sposta sempre un po' più in là, rimanendo irraggiungibile.
Vorrei anche dire che non m'interessa. Ma per adesso non è così. 

 
 
 

Onde

Post n°208 pubblicato il 21 Febbraio 2012 da only4words
 
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Mi sento onda. 
Flusso.
Acqua che va, porta, trasporta.
Moto perpetuo, movimento incessante.
Che sia calmo, che sia impetuoso, che appaia immobile.

Come onda, come acqua, come mare, so.
E' tutto dentro me, dentro questo muovere senza sosta e senza fine.
Dentro quasto muovere che non stanca, ma rigenera.
Dentro questo muovere che scopre e ricopre e disegna ogni volta un panorama diverso. 

Acqua trasparente ed avvolgente.
Mi cullo in questo dondolio, lo calvalco, mi lascio sommergere.
Come acqua formo e trasformo.
Come acqua assumo forme diverse e non ne ho nessuna.
Come acqua mi porto tutto con me e lascio qualcosa ovunque passo.

Mi piace esser acqua e onda e mare.
Ora vicina, ora lontana, sempre presente.
Appaga il mio senso di continuità, di costante divenire.
Giustifica alcuni slanci, compensa la distanza.

L'acqua è da sempre l'elemento che più mi rappresenta.
Oggi per quel che ho scritto, ieri per quel che è stato, domani chissà.

 
 
 

Dimenticanze

Post n°207 pubblicato il 17 Febbraio 2012 da only4words
 
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Fra le citazioni che avrei dovuto fare e mi sono inesorabilmente dimenticata ce n'è una di un blog che spesso mi ha aiutata a superare momenti difficili (soprattutto per la grazia, la profondità e la delicatezza di chi lo tiene).

Fra i sette segreti me ne sono dimenticata uno sintomatico: detesto gli specchi, anzi no. Detesto guardarmi allo specchio o trovarmici riflessa dentro. Anche quando la mia autostima è medio alta, tendo a non soffermarmi sulla mia immagine, di me tollero pochi frammenti per volta (ma anche su questo, stiamo lavorando).

Ti penso. Tanto e spesso. E non te lo dico, ma so che someone like you does not exist (like you). E sto finalmente iniziando a credere che non esista nemmeno come me (grazie).

 
 
 

Frammenti di quotidiana umanità

Post n°206 pubblicato il 14 Febbraio 2012 da only4words
 
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Anna guardava Marco con un'espressione vacua. La mandibola disarticolata sul suo viso. Non riusciva a pensare che lui non avesse afferrato nemmeno una parola del fiume che gli aveva lavato addosso.
Eppure prima si capivano così bene. Quando fra loro non c'era materia, ma solo parole, tutto filava alla perfezione. Lui intuiva tutti i significati, decodificava correttamente tutti i suoi messaggi. O forse era sempre stata lei a concedergli l'alibi della traduzione perfetta, ad incarnarsi in lui ed interpretare ogni parola, anzichè leggerla.

Perchè le parole ingannano. I gesti no.
Nelle parole puoi trovarci tutto quello che vuoi, negli sguardi, nelle espressioni, no. E per quanto Marco si sforzasse di fingere di comprendere, capire, per quanto annuisse con vigore, trasmetteva solo una interessata finzione.

Non ci si sposa con uno conosciuto su internet. Sara glielo ripeteva sempre. Dall'alto delle sue tette rifatte, di quel viso sempre truccato, della sua filosofia pret a porter. Sara viveva una felicità da pizza in scatola. Dovevi mangiarla finchè era calda o sarebbe diventata una cosa stucchevole e gommosa, da lasciar marcire nel cartone, senza nemmeno poterci fare la raccolta differenziata.
La vita le aveva servito occasioni facili, lei le aveva colte tutte, senza lasciarsi sfuggire una sola opportunità sociale: un marito vecchio, ricco ed affermato, uno spin off della sua azienda da fingere di mandar aventi, due bimbi adottati, tate, colf e molto tempo libero. Che trascorreva con amanti casuali e saltuari come tutti i suoi interessi. I più intercettati su internet, appunto. Il suo terreno di caccia preferito: impersonale, distante, governabile e asettico.

Anna no. Lei viveva con ostinata caparbietà alla ricerca della felicità che raccontano nei film. Ma i film durano due ore. Una vita molto di più.

Anna si sentiva una fottutissima eroina moderna. Non si era piegata alle brutture del mondo. Aveva cercato un lavoro che fosse coerente con le sue scelte di vita, con il suo rispetto per questo pianeta violentato e sacchegggiato. Lavorava per un'azienda che si occupava di riciclo, non solo di trasformare le bottiglie di pastica in sedie fashion, ma anche di "ridistribuzione della ricchezza" come la definiva lei. Organizzava gruppi di scambio: Era riuscita a reinserire il baratto fra le monete dell'economia cittadina. Gruppi eterogenei, quasi fantasioso: giovani ricchi pieni di ideali alla moda e vecchi poveracci che non avevano potuto far altro che rubare o chiedere l'elemosina. In mezzo c'era di tutto. Soprattutto fette di quella media borghesia in trasformazione che si era allargata fino a perdere ogni contorno definito. Una generazione senza identità.

Marco guardava Anna. Era bellissima. Era sempre stata bellissima. Da quella prima foto che gli aveva mandato quando erano solo emozioni in pixel.
Desiderava fare l'amore con lei. Aveva aspettato paziente che lei finisse quel delirio accanito in cui si era lanciata con tutto l'ardore che era capace di infilare nelle cose in cui credeva. Lui si era perso al terzo minuto. Si era distratto su quella scollatura che si apriva sulla pelle abbronzata. Pensava di passare il suo dito bagnato di saliva sul segno che separava ciò che poteva essere di tutti da ciò che era solo suo. La pelle bianchissima da quella dorata di un biscotto. E poi voleva smarrirsi dentro lei. La desiderava violentemente. Desiderava fluttuare in quel mondo caldo ed umido che era il suo sesso.
Annuiva ad ogni sospensione che lei metteva nel discorso cercando la sua approvazione. Ma la sua testa era scivolata sotto la cintura. E lei se ne sarebbe accorta. Ne sarebbe nato un litigio da manuale. Di quelli fatti di strepiti, accuse fra i denti serrati e qualche oggetto che finiva er frantumarsi contro il muro. 

Non sapeva quando avesse perso il filo del gioco, con lei. Quando da amante si era trasformato in compagno ed aveva perso ogni diritto di leggerezza. Sapeva che in quel tempo, quando nulla era scritto, gli sarebbe bastato mettere la sua mano sulla sua bocca, girarle leggermente la testa, spingendola contro il muro su cui aveva visto andare a pezzi tanti piatti, e annuire serio mentre le abbassava i pantaloni e gli slip.
Lei avrebbe smesso di parlare. Avrebbe finto di indignarsi, mentendo con gli occhi già accesi di colori di bosco, avrebbe tenuto le cosce strette, serrate. E poi si sarebbe lasciate prendere. Per poco, però. Avrebbe subito reclamato il suo posto. Quel volere animale che lo aveva sconvolto le prime volte che le loro carni si erano incontrate.
Ma Anna era così. Impetuosa ed indomabile in tutto. Solo che ora sembrava non lo desiderasse più. Solo che ora il gioco era rotto.

E lui si trovava a guardarla con struggente desiderio mentre leggeva i titoli di coda della loro storia. Che non sarebbe finita, sarebbe scivolata in un'inconsistente dissolvenza. Per sempre.

 
 
 

PerDinciBacco

Post n°205 pubblicato il 10 Febbraio 2012 da only4words
 
Foto di only4words

Tutti noi vaghiamo in questo "mare magnum" con la nostra bella valigia appresso.
Dentro ci sono scampoli di noi, delle nostre storie, delle nostre vite.

Navigo queste acque da dieci anni, ho cambiato diversi nick, ho tenuto alcuni blog, imbottendoli di centinaia di post che raccontavano di me. 
Milioni di parole che non sono rimaste appese lì sulla rete, ma che sono entrate in altri occhi, in altri cuori. E da questi cuori ho ricevuto risposte inaspettate.
Ho conosciuto persone capaci di straordinaria sensibilità, capaci di essere vicine anche senza esserci, capaci di carezze senza mani e di pensieri che sanno di the caldo e biscotti, capaci di strapparmi una risata senza pensieri o di tenermi sveglia a riflettere, capaci di spalancarmi porte dentro l'anima e suggerirmi nuove prospettive.

A queste persone, per queste persone e per tutto quello che mi restituiscono, spesso inconsapevolmente, vanno tutte le righe che scrivo, vanno i miei segreti, tesi, ipotesi e controipotesi, vanno i miei vaneggiamenti e le mie delusioni, le mie verità rimasticate e i sogni che continuo a fare.
Con alcune si instaura una rispondenza immediata, qualcosa che silenzi ed assenze non allentano. Con altre ci sono scambi ed elucubrazioni, risate e pacche sulle spalle. Con alcune ci si perde, talvolta ci si ritrova, altre no, c'est la vie.

Questo per dire che vorrei menzionarvi tutti, mentre questo premio prevede che:

- citi chi ha citato me (grazie, è stato davvero un dono inatteso)

- raccontarvi sette cose di me
1. i miei occhi sono la parte di me che preferisco, il mio specchio ed il mio mare
2. ho imparato da poco a non fuggire di fronte ad un contatto fisico, che prima mi metteva terribilmente a disagio
3. arrossisco spesso e sono bellissima quando mi succede
4. ho mille sogni nel cassetto e sto imparando che non è mai troppo tardi per relaizzarli
5. ho paura degli insetti che pungono o morsicano, mentre non ho nessuna avversità per nessun altro tipo di animale
6. dopo la gravidanza ho iniziato a soffrire di vertigini e a non sopportare più taluni odori
7. mi sento in colpa perchè nel passaggio che segue vorrei non avere limiti e non dover fare delle scelte

- dia questo stesso premio ad altri 15 blog e comunichi ai loro proprietari la mia scelta

1. nuvoletta

2. la espe

3. immabella

4. maura

5. anto

6. nella

7. paoletta

8. susi

9. monologhi

10. art

11. V

12. squaletto

13. vento

14. ste

15. luca

 

 

Ancora, a tutti voi, a quelli che ho scritto e a quelli che non ho scritto :
grazie.

 
 
 

Fra il Dire ed il Fare

Post n°204 pubblicato il 08 Febbraio 2012 da only4words
 
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C'è stato un tempo in cui il passato era un alibi per il presente ed una scusa per il futuro.
C'è stato un tempo in cui essere ed apparire si sovrapponevano in maschere grottesche, in cui dire e tacere avevano lo stesso significato ed in fondo erano comunque un non dire.

Ho fatto dell'interpretazione un mestiere, dei codici il mio enigma.
Soluzione di fascino e mistero, certo, e di inavvicinabilità.
Ho indossato il costume che dava i migliori risultati e dopo un po' ho smesso di pensare che fosse solo un costume.

E' diventato la mia pelle.
Ed io mi sono ritrovata sua prigioniera. 

Così quando immabella mi dice "pensa come sarà catartico quando smetterai di avercela con te stessa", io un po' barcollo.
Eh si. Perchè il nocciolo è tutto lì.
Nudo, crudo, senza effetti speciali.
Smettere di avercela con me stessa.

Che sembra facile, ma mica lo è.
Eh si lo so, gente che dice: ma tu hai tutto, cazzo, riesci in qualunque cosa fai, ti sei fatta amici dappertutto, sul lavoro ti stimano, in questi tempi hai anche due nuove proposte, hai una famiglia fantastica ed una bimba che è uno spasso, ma che cazzo c'avrai mai da avercela con te stessa?

Nulla. Razionalmente nulla. Tutto quello che mi dicono gli altri io lo so.
Ma c'è una porticina che di solito tengo ben chiusa dove quest'universo di certezze si frantuma. E mi fa sentire brutta ed ignobile. Mi fa sentire come la fortuna che mi sono costruita la fossi andata a rubare e come se io non ne fossi degna.
Risultato degli adattamenti dell'infanzia, quando l'amore non era certezza, ma conquista.
Razionalmente lo so. Sono bravissima a razionalizzare, mettere tutte le robette in fila e tirarne fuori teorie da lettino.

La pratica è tutta un'altra cosa.
Intanto mi rigranocchio le unghie e mastico caramelle.
Ma ci sto lavorando. Io non mollo.

Mai

 
 
 

Let it snow

Post n°203 pubblicato il 06 Febbraio 2012 da only4words
 
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Ha nevicato, infine.
Neve bianca, soffice, farinosa, fredda. Bella a vedersi, scomoda a viversi.

Strade sommerse, mal pulite, mal gestite. Mucchi bianchi che diventano marroni, grigi, neri. Persone che scivolano, incespicano, bestiemmiano. Macchine che slittano, scivolano, sbattono.

La neve è bella quando non si ha niente da fare.
E' bella quando puoi stare avvolta nel tepore del piumone bevendo una tisana calda con gli occhi persi sullo scivolare del bianco sotto la vista.
E' bella quando il gelo che avvolge non è un passaggio obbligato fra interni ed esterni, quando non secca ed asciuga le mani, quando non riduce orecchie e naso ad appendici rosse e screpolate.
Ma non riesce a non incantarmi.

Venendo a lavorare mi perdo a guardare i campi bianchi, gli alberi con i rami innevati, che fanno diventare magico anche il paesaggio più ordinario. 
L'altro giorno sul ciglio della strada a poca distanza dal passaggio delle macchine sopra un cumulo di neve bianchissima, c'era uno scoiattolino con una coda foltissima che continuava a girarsi su se stesso muovendo freneticamente le zampette come se tutto quel bianco stesse disorientando pure lui.

Ed un po' questo bianco mi disorienta. Come mi disorientano questo freddo e questo sole che manda una luce azzurra incapace di portare calore.
La colonnina di mercurio non sale sopra lo zero ed io mi sento immobile. 
Silenziosa e ferma come il paesaggio attorno a me. 
Tutto ghiaccia, anestetizza, scivola.

Sarà un bene questo respirare un po' a metà con la condensa che si cristallizza fra labbra e sciarpa, questo freddo che asciuga occhi e guance e rende i capelli elettrici.
Sarà bene questo muoversi al rallentatore, sentendo il ghiaccio che scricchiola sotto i piedi, oscillando in precario equilibrio su percorsi perfettamente conosciuti.

Sarà.
[Intanto, fra me e me, ho quasi la certezza di averlo visto solo io lo scoiattolo sulla neve..] 

 

 
 
 

Appunto

Post n°202 pubblicato il 27 Gennaio 2012 da only4words
 
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Se vuoi davvero qualcosa, prendila.

Postilla delle 11.00

Da quando ho smesso di pensare che il mondo ce l'avesse con me, il mondo ha smesso di avercela con me. 

 
 
 
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