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Se bussi alla mia porta non senti risposta. E si sa, in un condominio se non ti fai mai vedere per le scale, se non ti fermi a fare due parole nel portone, finisce che i rapporti si riducono ad un cenno del capo quando ci si incrocia, se ci si incrocia. E' quello che sta avvenendo qui. Chiudo (di nuovo) per un po' le imposte e vedo se nella penombra di casa i miei pensieri tornano ad illuminarsi. |
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Post n°210 pubblicato il 07 Marzo 2012 da only4words
Previsioni puntuali come quelle di quest'anno non le ricordavo da tempo. Poi è spuntato un timido sole. L'umido è salito piano, si è diffuso nell'aria insieme a queste temperature che frenano l'entusiasmo dei primi caldi. Ma sole. Un sole ceruleo acceso dentro un cielo di riflessi paglierini. [Ad occhi chiusi penso alle tue mani E so che ad occhi chiusi è tutto chiaro come non è mai stato] |
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Post n°209 pubblicato il 01 Marzo 2012 da only4words
Se mi chiedi come sto adesso, non so che risponderti. Che mi immaginavo che una volta messe a fuoco le curve dell'anima accadesse qualcosa di molto scenografico. Che so, una sorta di apparizione di disco volante con mirabili effetti speciali che ti dipanassero ogni dubbio e ti mostrassero la strada della vita. Una scena da finale fantascientifico con musica che monta e immagini che riempiono. Ed invece nulla. Probabilmente risulto un po' meno affascinante e complicata, sicuramente meno misteriosa, senza quell'aura da madame bovary in perenne ricerca di qualcosa che si sposta sempre un po' più in là, rimanendo irraggiungibile. |
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Post n°208 pubblicato il 21 Febbraio 2012 da only4words
Mi sento onda. Come onda, come acqua, come mare, so. Acqua trasparente ed avvolgente. Mi piace esser acqua e onda e mare. L'acqua è da sempre l'elemento che più mi rappresenta. |
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Fra le citazioni che avrei dovuto fare e mi sono inesorabilmente dimenticata ce n'è una di un blog che spesso mi ha aiutata a superare momenti difficili (soprattutto per la grazia, la profondità e la delicatezza di chi lo tiene). Fra i sette segreti me ne sono dimenticata uno sintomatico: detesto gli specchi, anzi no. Detesto guardarmi allo specchio o trovarmici riflessa dentro. Anche quando la mia autostima è medio alta, tendo a non soffermarmi sulla mia immagine, di me tollero pochi frammenti per volta (ma anche su questo, stiamo lavorando). Ti penso. Tanto e spesso. E non te lo dico, ma so che someone like you does not exist (like you). E sto finalmente iniziando a credere che non esista nemmeno come me (grazie). |
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Anna guardava Marco con un'espressione vacua. La mandibola disarticolata sul suo viso. Non riusciva a pensare che lui non avesse afferrato nemmeno una parola del fiume che gli aveva lavato addosso. Perchè le parole ingannano. I gesti no. Non ci si sposa con uno conosciuto su internet. Sara glielo ripeteva sempre. Dall'alto delle sue tette rifatte, di quel viso sempre truccato, della sua filosofia pret a porter. Sara viveva una felicità da pizza in scatola. Dovevi mangiarla finchè era calda o sarebbe diventata una cosa stucchevole e gommosa, da lasciar marcire nel cartone, senza nemmeno poterci fare la raccolta differenziata. Anna no. Lei viveva con ostinata caparbietà alla ricerca della felicità che raccontano nei film. Ma i film durano due ore. Una vita molto di più. Anna si sentiva una fottutissima eroina moderna. Non si era piegata alle brutture del mondo. Aveva cercato un lavoro che fosse coerente con le sue scelte di vita, con il suo rispetto per questo pianeta violentato e sacchegggiato. Lavorava per un'azienda che si occupava di riciclo, non solo di trasformare le bottiglie di pastica in sedie fashion, ma anche di "ridistribuzione della ricchezza" come la definiva lei. Organizzava gruppi di scambio: Era riuscita a reinserire il baratto fra le monete dell'economia cittadina. Gruppi eterogenei, quasi fantasioso: giovani ricchi pieni di ideali alla moda e vecchi poveracci che non avevano potuto far altro che rubare o chiedere l'elemosina. In mezzo c'era di tutto. Soprattutto fette di quella media borghesia in trasformazione che si era allargata fino a perdere ogni contorno definito. Una generazione senza identità. Marco guardava Anna. Era bellissima. Era sempre stata bellissima. Da quella prima foto che gli aveva mandato quando erano solo emozioni in pixel. Non sapeva quando avesse perso il filo del gioco, con lei. Quando da amante si era trasformato in compagno ed aveva perso ogni diritto di leggerezza. Sapeva che in quel tempo, quando nulla era scritto, gli sarebbe bastato mettere la sua mano sulla sua bocca, girarle leggermente la testa, spingendola contro il muro su cui aveva visto andare a pezzi tanti piatti, e annuire serio mentre le abbassava i pantaloni e gli slip. E lui si trovava a guardarla con struggente desiderio mentre leggeva i titoli di coda della loro storia. Che non sarebbe finita, sarebbe scivolata in un'inconsistente dissolvenza. Per sempre. |
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Post n°205 pubblicato il 10 Febbraio 2012 da only4words
Tutti noi vaghiamo in questo "mare magnum" con la nostra bella valigia appresso. Navigo queste acque da dieci anni, ho cambiato diversi nick, ho tenuto alcuni blog, imbottendoli di centinaia di post che raccontavano di me. A queste persone, per queste persone e per tutto quello che mi restituiscono, spesso inconsapevolmente, vanno tutte le righe che scrivo, vanno i miei segreti, tesi, ipotesi e controipotesi, vanno i miei vaneggiamenti e le mie delusioni, le mie verità rimasticate e i sogni che continuo a fare. Questo per dire che vorrei menzionarvi tutti, mentre questo premio prevede che: - citi chi ha citato me (grazie, è stato davvero un dono inatteso) - raccontarvi sette cose di me - dia questo stesso premio ad altri 15 blog e comunichi ai loro proprietari la mia scelta 1. nuvoletta 2. la espe 3. immabella 4. maura 5. anto 6. nella 7. paoletta 8. susi 9. monologhi 10. art 11. V 12. squaletto 13. vento 14. ste 15. luca
Ancora, a tutti voi, a quelli che ho scritto e a quelli che non ho scritto : |
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Post n°204 pubblicato il 08 Febbraio 2012 da only4words
C'è stato un tempo in cui il passato era un alibi per il presente ed una scusa per il futuro. Ho fatto dell'interpretazione un mestiere, dei codici il mio enigma. E' diventato la mia pelle. Così quando immabella mi dice "pensa come sarà catartico quando smetterai di avercela con te stessa", io un po' barcollo. Che sembra facile, ma mica lo è. Nulla. Razionalmente nulla. Tutto quello che mi dicono gli altri io lo so. La pratica è tutta un'altra cosa. Mai. |
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Post n°203 pubblicato il 06 Febbraio 2012 da only4words
Ha nevicato, infine. Strade sommerse, mal pulite, mal gestite. Mucchi bianchi che diventano marroni, grigi, neri. Persone che scivolano, incespicano, bestiemmiano. Macchine che slittano, scivolano, sbattono. La neve è bella quando non si ha niente da fare. Venendo a lavorare mi perdo a guardare i campi bianchi, gli alberi con i rami innevati, che fanno diventare magico anche il paesaggio più ordinario. Ed un po' questo bianco mi disorienta. Come mi disorientano questo freddo e questo sole che manda una luce azzurra incapace di portare calore. Sarà un bene questo respirare un po' a metà con la condensa che si cristallizza fra labbra e sciarpa, questo freddo che asciuga occhi e guance e rende i capelli elettrici. Sarà.
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Post n°202 pubblicato il 27 Gennaio 2012 da only4words
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