abu shwaimaconoscere l'islam |
AREA PERSONALE
TAG
MENU
| « Messaggio #4 | L'IMAM NON HA MINACCIAT... » |
Post N° 5
Post n°5 pubblicato il 19 Novembre 2006 da ali_abu_shwaima
La vasta risonanza che giornali e tv hanno dato della vicenda che ha visto contrapposti l’on. Santanchè e il dott. Ali Abu Shwaima, mi sollecita ad esprimere alcune considerazioni, in quanto ritengo di avere gli elementi per esprimere un’opinione circostanziata e imparziale. Conosco personalmente da quasi 10 anni il dott. Alì Abu Schwaima. Egli infatti abita a Pioltello e si è sempre distinto in città per il suo impegno sociale e civile. L’occasione della sua conoscenza è stata rappresentata da una richiesta all’Amministrazione Comunale di introdurre all’interno della mensa scolastica comunale una serie di indicazioni rispettose dei diversi usi alimentari dei musulmani. Già da questo primo momento è emersa la caratteristica principale della sua impostazione culturale: ci chiese di presentare questa richiesta in un incontro pubblico, rivolto a tutti i genitori dei bambini della scuola, italiani e stranieri. La sua azione è sempre stata dunque rivolta al dialogo, consapevole del fatto che tanto più forti sono le convinzioni di un uomo, politiche, morali, religiose, tanto maggiore deve e può essere la sua disponibilità al confronto con gli altri. Credo che questa considerazione rappresenti molto bene il pensiero e il comportamento di Alì Abu Schwaima, una persona che fa della sua fede un motivo di incontro con le persone e di rispetto per tutto il genere umano. Da questo momento in avanti egli ha partecipato attivamente al percorso di costituzione della Consulta Interculturale di Pioltello (un territorio nel quale è rilevantissima la presenza di cittadini stranieri), organismo che ha presieduto per due anni e che, come ho avuto modo di dire più volte, è stato il primo di questo genere a costituirsi nella provincia di Milano (capoluogo compreso). In questa veste, e anche in seguito, ha promosso numerose iniziative che hanno contribuito a favorire l’inserimento degli stranieri nel nostro tessuto sociale, e promuovere l’integrazione delle diverse culture presenti in città. Tra queste ricordiamo la serata dedicata all’Afghanistan, incentrata sulla denuncia dei crimini del regime talebano e della distorsione che questo compiva del più autentico messaggio dell’islam (iniziativa tenuta ben prima dell’11 settembre 2001!); le assemblee pubbliche sulla promulgazione della legge Bossi/Fini; l’incontro sul progetto di sostegno educativo ai bambini del campo profughi palestinese di Shu’Fat, a Gerusalemme, incontro nel quale erano presenti sia l’Autorità Palestinese che rappresentanti della comunità ebraica milanese; il ciclo di seminari sul diritto di voto degli stranieri alle elezioni amministrative. Mi sorprende quindi molto il fatto che all’on. Santanchè sia affidata una scorta in seguito ad un dibattito avuto con il dott. Alì Abu Schwaima. E la stessa grande sorpresa ha colto le numerosissime persone che lo conoscono. Le stesse (di ogni colorazione politica) che hanno affollato la moschea di Segrate all’indomani del vile attentato a cui fu soggetto un paio di anni fa da parte di un individuo che lo accusava di eccedere nella sua ricerca del dialogo con il mondo occidentale! Tutta questa distorta vicenda, mi dicono, nasce da un commento apparso sul Corriere della Sera il giorno dopo il dibattito televisivo, il cui il noto e prezzolato Magdi Allam sosteneva che Abu Schwaima aveva lanciato una “fatwa” alla Santanchè nel corso dello stesso dibattito. Se così fosse, numerose sarebbero le “fatwe” che pendono sul mio capo in seguito alle diverse occasioni in cui io e Abu Schwaima non eravamo d’accordo su qualcosa, e certo dovrei essere accompagnato da una nutrita scorta visto che mi aggiro continuamente per i luoghi frequentati dai musulmani… L’on. Santanchè non deve temere altro che il suo pregiudizio. In un articolo apparso su La Repubblica (giovedì 19 ottobre) afferma che nel film “Il mercante di pietre”, la cui proiezione è stata organizzata da AN per discutere appunto di islam e occidente, si “..racconta la realtà, quella realtà che forse non tutti vogliono vedere”. Questi i commenti del presidente del suo partito, Gianfranco Fini, anch’egli presente alla proiezione: “E’ un film di propaganda becera” “E’ un film che sconsiglio vivamente a tutti” “Film come questo, infarciti di stereotipi sugli arabi, rischiano senz’altro di alimentare l’islamofibia qui da noi. Davvero non se ne sente il bisogno”. Invito l’on. Santanchè a presenziare alle sedute della Consulta Interculturale di Pioltello, in cui sono presenti due associazioni di donne musulmane: le aderenti di una portano il velo, quelle dell’altra no. Tutte loro dibattono in modo preparato e maturo delle diverse questioni affrontate (la scuola, l’integrazione, la sanità, la legislazione in materia di permessi, ecc.) Qualunque sia l’opinione che ciascuno ha degli usi e dei costumi degli altri, non è attraverso una nuova imposizione che si combatte una vecchia. Mi auguro di aver contribuito, con queste brevi note, a favorire una maggiore comprensione dei fatti e delle posizioni espresse da ciascuno. Soprattutto però voglio sperare che le divisioni e i conflitti siano superati e sostituiti da una comune volontà di confronto e dialogo, nell’interesse generale della collettività. Alberto Taetti Consigliere comunale di Pioltello Assessore ai servizi sociali di Pioltello dal 1997 al 2006 |


Inviato da: victorvegan
il 28/09/2009 alle 21:41
Inviato da: Ayah
il 21/03/2007 alle 17:01
Inviato da: agesmi
il 17/03/2007 alle 17:23
Inviato da: studente.romano
il 11/12/2006 alle 22:17
Inviato da: amoildeserto
il 19/11/2006 alle 21:01