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Inval-SI o NO ?

Post n°24 pubblicato il 18 Maggio 2012 da la.cozza

Non sono un'insegnante.
La scuola più che altro la subisco assieme ai miei figli e, da quando ci sono ripiombata dentro per il mio impegno in una associazione che si occupa di dislessia, cerco di "rivoluzionarla".
Quindi non ho nessuna voce in capitolo per parlare delle Prove Invalsi.
Ma ho orecchie che ancora funzionano bene e l'altro ieri sul pulmann che portava me e Scuttle a Roma per una riunione non ho potuto fare a meno di ascoltare.
Siamo sull'autobus che riporta a casa i ragazzi dei paesi disseminati tra la mia piccola città e la Capitale dopo una faticosa mattina di scuola.
Avrei voluto che ad ascoltare insieme a me ci fossero un paio di ministri.

- Ho copiato tutto. Abbiamo copiato tutti. ***** dettava e noi scrivevamo.
- Per fortuna che c'era l'Ipod e internet sennò era un macello.
- Uno, due, tre e quattro, cinque, sei e poi giù una croce. Quando è passata la prof. mi ha detto: non si vede che li stai facendo a caso!
- E' passata la vicepreside e allora ho fatto sparire tutto, banco pulito!
- Venti domande! Chi ci capiva niente!!
- E' assurdo, pure la scheda studente, mica vero che sono anonimi, c'è il codice!
- Barra la casella del mese in cui sei nato...e sotto c'era scritto: Barra una sola casella!
Ma sono scemi?

Brandelli di conversazioni (ho censurato le parolacce!) tra compagni e racconti al telefono a mamme in ansia.

Un mare di soldi buttati : qualunque fosse lo scopo di queste prove, fatte così non servono a niente. 




 

 
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Dormono dormono sulla collina.

Post n°23 pubblicato il 17 Maggio 2012 da la.cozza

Poco tempo dopo aver conosciuto Scuttle sua mamma è venuta a mancare.
L'anno dopo a Natale sono andata per la prima volta con lui in Sicilia per una settimana di prova di convivenza che si è rivelata poi un vero e proprio viaggio di nozze.
A casa dei suoi genitori.
Dove lui ha trascorso gran parte della sua vita.
A casa di sua mamma.
Perchè sono le donne che curano la casa.
E la loro anima trapela dagli oggetti, dal posto che occupano, dai quadri e dalle fotografie, dalla biancheria e dalle saponette.
La casa rispecchia chi ci vive, è una sorta di biglietto da visita.
Così ho conosciuto la mia mancata suocera. Così è nato in me il desiderio di farle visita nella sua ultima casa.
Non so bene perchè nè cosa mi aspettassi so solo che ho chiesto inutilmente a Scuttle di portarmi lì quella volta e la successiva, quando ci siamo tornati  per la nostra prima vacanza con Figlia4, Figlio5 e Figlio6.
L'anno scorso ci siamo tornati e mi sono impuntata, l'ho tormentato finchè non mi ha accontentato.
Il camposanto è bellissimo. Non me l'aspettavo.
Molto più bello e ricco di spendide opere d'arte tenute molto meglio di quanto non lo sia la città dei vivi.
E' più grande di quello che pensavo.
Adagiato lungo il fianco di una collina è visivamente un unicum con le case e le strade pulsanti di vita.  I tetti delle cappelle delle famiglie nobili e i tetti delle case, le guglie di miniature di cattedrali e le terrazze assolate.
Squadre di operai del comune lavorano nel caldo di una caldissima giornata di agosto.
Scuttle è geloso dei suoi sentimenti, soprattutto della commozione e del dolore.
E di dolore lì ce ne è tanto.
Evito i suoi occhi, evito di guardarlo davanti a suo fratello.
Poi parla, racconta: parentele, storia locale, saghe familiari, amicizie, faide, amori e tradimenti in una terra dove a volte tutto è estremo, dove il sole invece di sbiadire i colori li rende più vividi, dove il rosso è il fuoco della montagna e il nero la pietra scagliata in mare da Polifemo contro "nessuno".
Suo padre è un dolore più sopito.
Poi quella foto che qui sembra tanto diversa.
Resta dietro di me.
Aspetto.
La mente non formula pensieri nè preghiere.
Aspetto.
Dal niente un'aquila.
Fa uno, due larghi giri sopra di noi.
Poi sparisce così come era arrivata.
So che gli sembrerò pazza :" Era qui per noi, ora possiamo tornare a casa."
Ma lui ha ancora un pò di aceto da bere dal suo calice.
Lapidi da far accapponare la pelle. Giovani. Troppo giovani.
Crollato su di un muretto, davanti alla foto di un sorridente bellissimo e giovanissimo ragazzo, quello che resta di un padre.
Qui, in questa terra dura, la morte è più vicina alla vita.
E nella sua amarezza è più dolce.

 
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Conflitto di interessi

Post n°22 pubblicato il 13 Maggio 2012 da la.cozza

Figlio5 gioca a pallone.
Per carità, niente di che, fa solo parte di una piccolissima società locale.
Però si diverte e gli piace.
A me piace un pò meno perchè ho sempre un sacco di roba da lavare visto che, oltre agli allenamenti ed alle partite, ogni volta che può va a giocare insieme ad un gruppetto di amici con cui condivide scuola, squadra, passione e spesa dell'affitto del campetto.
Lo scorso anno la società per cui gioca è entrata a far parte delle società affiliate alla S.S. Lazio. Il che in sè è un'ottima cosa.
E' per questo che stasera tutti i ragazzi del settore giovanile, dalla scuola calcio agli allievi,insieme agli allenatori ed ai dirigenti accompagnatori sono a Roma  per la partita Lazio-Inter. Anche questa è un'ottima cosa.
Naturalmente a sgolarsi e fare il tifo nella Curva riservata ai tifosi della Lazio.

                                 

Già.
Figlio5 è tifoso,anzi tifosissimo.
La sua non è una passione ma una vera fede.

                              

Già.
Fede Neroazzurra!!!
                                           
             

 
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Se Parigi val bene una Messa...

Post n°21 pubblicato il 06 Maggio 2012 da la.cozza

...un voto val bene un sorriso.
Così deve aver pensato pochi giorni fa l'aspirante amministratore del mio piccolo Comune, in cui oggi si vota, incontrandomi in Piazza.
Negli ultimi sette anni la mia vita è cambiata al punto che mi sembra di aver vissuto non una ma due vite.
Ci sono scelte che cambiano radicalmente tutto. Io ne ho fatta una.
Così mi sono ritrovata di punto in bianco a perdere amicizie che duravano da trenta e più anni. Amicizie profonde e vite condivise più che se fossimo stati fratelli.
Saluti appena accennati da marciapiede a marciapiede dove prima c'erano baci ed abbracci.
Fino alle elezioni.
L'incontro, un saluto, mi aspetto il solito copione fatto di sguardi sfuggenti, passi rapidi, formalità tanto per buona educazione ed invece rallenta, sorride, si avvicina e mi ferma.
Anzi "ci" ferma visto che sono con Scuttle.
Abbraccio, baci e sorrisi.
"Come stai? I figli?"  e giù tutte le domande che si fanno quando ci si ritrova tra vecchi amici che non si vedono da tempo.
Sto sulla difensiva, ho visto il suo manifesto elettorale su facebook ed aspetto.
Non sono così ingenua da non aver capito il perchè del suo repentino cambiamento nei miei confronti.
L'ultima volta che mi aveva rivolto la parola, sette anni fa, sempre incontrandomi in strada, era stato per giudicare pesantemente le mie scelte senza sapere in realtà niente della mia vita familiare, rasentando l'insulto e dimostrando, col ritenermi capace delle azioni e delle motivazioni di cui mi accusava, di non avermi mai veramente conosciuto.
Arriviamo fino ai saluti. Possibile che mi sia sbagliata?
Ed ecco che, buttata là con noncuranza, arriva la richiesta di voto.
Con il solito discorsetto sugli amici, sulla fiducia e bla bla bla.
Ho ripreso la strada di casa disgustata ed arrabbiata.
Scuttle, che non conosce tutti i "protagonisti" della mia vita di prima, ha ascoltato pazientemente la spiegazione del mio voltastomaco e la lectio magistralis che ho improvvisato solo per lui subito dopo sulle qualità che deve avere un buon amministratore della cosa pubblica.
Sto uscendo per andare a votare.
Scommettiamo che sapete a chi di sicuro NON darò il mio voto?
 
                    


 
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Anno nuovo blog nuovo, anzi riciclato.

Post n°3 pubblicato il 06 Gennaio 2012 da la.cozza

Lo sapevo che alla fine questo posticino tranquillo mi sarebbe tornato utile.
Quando le cose vanno male viene a tutti la voglia di scappare verso lidi lontani dove nessuno possa raggiungerci.
Ed eccolo qui il mio lido lontano.
L'ultima spiaggia?
Spero proprio di no.
Avevo un blog.Ci stavo bene ma negli ultimi tempi era diventato un pò troppo affollato,c'era chi lo teneva sotto controllo,sembrava di essere sotto la Santa Inquisizione.
Far calmare le acque.
In questi casi si fa così.Sparire per un pò e poi tornare sotto mentite spoglie.
Mentite?No!In fondo sono ancora le mie,è solo uno dei tanti molteplici aspetti della mia personalità.
Ho messo i ricordi in cassaforte e resto qui ad aprire le bottiglie che il mare mi porta per leggerne i messaggi e condividerli col vento.
Forse qualcuno ascolterà.
                                              

 

 
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