Creato da traggogolone il 14/11/2012

Ada vede

Punti di domanda e qualche risposta su di noi e la società, con un pizzico di umorismo

 

Ultimo Invito, Antonio Tabucchi

Per una volta inserisco nel blog una lettura di un bellissimo brano di Antonio Tabucchi, "Ultimo Invito", tratto dal suo libro "I Volatili del Beato Angelico". Ecco, Tabucchi è uno di quegli scrittori italiani, uno dei pochi animati da una vera grandezza, che non doveva proprio andarsene: mi mancano le sue parole, la sua immaginazione, sensibilità ed intelligenza. 

Tabucchi, I volatili del Beato Angelico

 
 
 

Tredici giorni alla Fine del Mondo

Ripubblico un must del mio caro amico staschieach. In fondo il link sano-sano al suo folle articolo..

Tredici giorni alla fine del mondo. Non che la cosa non mi secchi un po', lo riconosco: per esempio non potrò più estinguere il mio primo vero e proprio debito con la banca, cosa di cui, strano a dirsi (lo so), vado un po' orgoglioso. Ci tenevo proprio perchè, da precario del mondo del lavoro (a tempo indeterminato), avere un contratto con la banca di un anno e mezzo, bè, mi faceva sentire finalmente un po' più dentro, stabilmente, al sistema.. in qualche modo. Mi secca anche perchè, avevo da parte una decina di obiettivi ed una ventina di desideri ancora latenti, inespressi. Per esempio avrei tanto voluto vedere Cuba: sudare del suo calore dei tropici, ascoltare la musica sudamericana sul posto, prendere una di quelle vecchissime auto americane che girano tutte fumanti per l'Havana e andarmene su qualche bella spiaggia di cui mi hanno detto, dall'altra parte dell'isola. Mi sarei deciso finalmente a trovare il coraggio di chiedere in sposa la mia attuale (e pluriennale) compagna. Avrei ricomprato la moto, usata ma tenuta bene, con cui sarei andato in viaggio di nozze in Corsica, con quella che sarebbe diventata mia moglie.. La moto e la moglie, o l'ordine inverso, che cambia?.. Nonostante i rimpianti (e qualche rimorso, di cazzate ne ho fatte tante), non sono poi così dispiaciuto di scomparire, adesso, appresso al mio caro vecchio pianeta, perchè qualcosa dopotutto ho imparato. Qualcosa ho capito, dentro di me, di questo incredibile e strano gioco che si chiama vita. Credo. (continua)

 

 
 
 

Lo schermo solare

Di seguito il link ad un articolo molto interessante comparso ieri, 9 dicembre, circa il clima e tutto ciò che vi si sta muovendo attorno, e che chiarisce - ove ce ne fosse ancora bisogno - che la "narrativa" ufficiale sul meteo ed i suoi fratelli, manca di un pezzetto fondamentale di conoscenza. 
L'articolo 

 

 
 
 

La richiesta di johnny

Post n°73 pubblicato il 18 Novembre 2017 da traggogolone
 

  La richiesta di Johnny

 

Siamo diventati amici, un ragazzo di diciannove anni e io trenta più di lui.
Eravamo al bar, giorni fa, mi raccontava che quel giorno s'era svegliato alle dodici e mezza, che non andava bene, che si dovrebbe trovare un lavoretto, prima o poi.
D'altra parte, se non hai impegni con qualcuno, finisce così, che lo so bene pure io.
Lui ha una faccia, un po' da schiaffi, un po' da gigione: avrei voluto essere estroverso la metà di lui, all'età sua.

Quando ho pagato il mio caffè m'è venuto spontaneo pagare anche il suo.
Poi qualche giorno dopo avevo postato sul social, del nostro gruppo di training-attoriale – di cui lui fa parte – un testo da scaricare gratis, così, per avere un pensiero per gli altri ed evitare che, per una singola poesia (come ci ha chiesto l'insegnante) tutti si debba comprare un libro ormai desueto.
Difficilmente leggibile altrimenti.
E lui, il mio nuovo amico, gigione di 19 anni (per la verità, a guardarlo bene, non gliene avrei mai dati meno di ventiquattro), mi ha chiesto se per caso non potessi farglielo avere in qualche altro formato file.
Che così forse non lo leggeva.
Ho pensato che, scusa, già ti faccio il favore di avere avuto la carineria di trovare quel file, leggibile sul pc, in più mi chiedi pure di lavorartelo ulteriormente?
Ma va al diavolo!, ho pensato.
Così, sul social del training attoriale, non gli ho mai risposto: ho abbandonato lì in bella mostra il suo pretenzioso messaggio.
Che tutti vedessero gli scorci della sua arroganza.
Martedì scorso poi sono tornato al pomeriggio di training, dopo un giorno di assenza, per via dell'influenza, e davanti alla brutta porta di legno, di un grigio sbiadito inclassificabile, mezza sgangherata, della ex-cantina dove lavoriamo, c'era uno scooter, tutto rotto, issato dritto sul cavalletto.
Pareva un'opera incompleta di arte contemporanea, tanto era malmesso.
Prima di entrare sono andato a prendere il solito caffè, al solito baretto, dove eravamo stati col gigione, la volta scorsa.
Tornato, dalla porta d'ingresso è riemerso il nostro insegnante di recitazione e mi ha salutato con uno sguardo cupo e una strana lentezza.
Gli ho chiesto – veniva spontaneo – di chi fosse quel rottame di motorino e come mai stesse proprio lì davanti, ancora in piedi sul cavalletto, anziché in discarica.
Mi ha detto di Johnny, l'amico gigione di diciannove anni: degli ultimi istanti della sua vita, finita poco oltre il condominio del palazzo dove ci ritroviamo per il lavoro attoriale.
Una cosa impensabile.
E che quello scooter era il suo.
Su facebook ieri sera avevo visto una nuova richiesta d'amicizia, che, per ragioni di tempo avevo lasciato da parte.
La richiesta di Johnny.

 
 
 

Vai oltre.. arrenditi.. muori..

Foto di traggogolone

Vai oltre, vai oltre, vai oltre l’oltre
Saluti a colui che va…
Oltre persino il concepire un luogo oltre cui andare oltre
Chi è così avventuroso da voler intraprendere questo viaggio?
Hai realizzato quando hai iniziato questo viaggio per arrivare a destinazione che non arriverai mai a destinazione?
In questo processo tu devi morire..
devi morire..
è un viaggio molto molto duro, e con grandi requisiti ..vogliamo volontari
Ora: faremo in modo che questo viaggio sia il più confortevole possibile, ma devi realizzare che dopo che avrai attraversato la fascia di van allen raggiungerai un’altra fascia di frequenze che ti friggerà completamente
e tu morirai. 
Ma li rimarrà di te, la tua essenza.
Allora, vuoi offrirti volontario? Sei pronto?
“Beh ma non potremmo fare una speciale tuta isolante?”
No, mi spiace non possiamo farlo. Ma se creerai abbastanza propulsione ci sarà qualcosa che ti spingerà,
che romperà le barriere e attraverserà l’altro lato. Non possiamo davvero definire
ciò che sarai ma sarai qualcosa che va oltre questo, oltre ciò che sei…
Perchè qualcuno dovrebbe voler fare un viaggio del genere?
Avventura?
Be’ la caratteristica dell’avventura è che l’avventuriero vuole andare in giro ed avere delle avventure, e se sarà distrutto nel processo non ci sarà più un avventuriero che possa avere un’avventura.
Ma vedi, c’è qualcosa che spinge una persona verso questo viaggio, indietro nel tempo, in profondità c’è una memoria, c’è qualcosa dentro ognuno di noi che viene da oltre quel velo
Oltre quel luogo della nostra nascita , ed è come se avessi assaggiato qualcosa del tuo passato che era così in alto, così pieno di energia che niente che tu possa mai sperimentare coi tuoi sensi o coi tuoi pensieri potrebbe mai essere abbastanza
Da qualche parte, dentro, tutti sanno che c’è un luogo che è totalmente soddisfacente, non un disperato guizzo di soddisfazione, è uno ‘stato’ di soddisfazione.
Potrai far esperienza di una disperazione che non hai mai conosciuto prima…Bene! Perchè attraverso la disperazione e la resa arriverai più vicino a quello stato.
Vieni, e arrenditi.
E quello che ti tiene lontano da quel luogo che può darti quel sentimento totale di esperienza, di conoscenza, di soddisfazione:
tutti i tuoi atteggiamenti e comportamenti, tutti i tuoi pensieri, tutti i tuoi modi di organizzare il mondo, tutti i tuoi piani, tutti i tuoi giochi, il tuo esplorare.
Alcuni di noi iniziano questo viaggio senza essersi alzati e offerti volontari (non funziona in questo modo, non è che abbiate scelta e offrirvi volontari o meno), questo non è il modo in cui funziona.
E’ come se voi foste spinti propulsivamente verso il viaggio.
Come la falena verso un fuoco.
Eppure non c’è nessuno che vi spinga, nessuno vicino a voi che vi dica: vai!
Non funziona nemmeno così.
E’ un po’ più simile all’immagine di un bruco che rinchiude se stesso in un bozzolo per poter passare attraverso la metamorfosi.
Per poterne emergere come una farfalla il bruco non dice ecco ora mi immergerò dentro questo bozzolo e ne uscirò come una farfalla.
E’ un processo inevitabile.
E’ inevitabile,
Deve accadere in questa esatta maniera.

 

Estratto da: Ram Dass, Be Here Now

 

Grazie ad Alro, che mi suggerisce sempre delle cose molto interessanti.

 

Dedicato agli amici dell'ayahuasca, con cui ho condiviso un viaggio ben oltre la fascia di cui sopra..

 
 
 
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