Creato da traggogolone il 14/11/2012

Ada vede

Punti di domanda e qualche risposta su di noi e la società, con un pizzico di umorismo

 

Come liberarsi dai blocchi emozionali e dalle paure (parte seconda)

Vivere una vita senza paura
Molta gente vive nella Matrix – uno stato d'essere in cui si è completamente assorbiti da certi pensieri ed emozioni – La Matrix è la scatola che ti sei costruito attorno a te per evitare la realtà. Esci da quella capoccia – la paralisi per via dell'analisi.
Afferma Tim Groover nel suo libro “Relentless”: ”non pensare. Tu già sai ciò che devi fare, e sai anche come farlo. Cosa può fermarti dunque?”
La sola via, al di fuori della matrix, è confrontarsi con la realtà. Puoi farlo solo esponendoti direttamente alle tue paure e ai problemi emozionali. Fino a che non fai questo, stai vivendo una illusione. Finchè non fai questo, costruirai una pseudo-vita per proteggere te stesso, da te stesso.
La Spiritualità è qualcosa che inizia subito fuori dalla tua “comfort-zone”.
L'essenza di vivere – di essere veramente vivi – è di esporsi direttamente a ciò che si teme.
Dice in proposito Jack Canfield:”Tutto ciò che vuoi sta dall'altra sponda della paura!”
Di cosa hai paura?
Quali esperienze stai evitando?
Da cosa ti sei nascosto?
Quali discussioni hai evitato?
Da quali persone ti sei protetto? Quali persone hai evitato?
Cosa sarebbe la tua vita se ti confrontavi con le tue paure e crescevi senza di esse?
Come sarebbero state allora le tue relazioni? Ed il tuo lavoro?
Quando affronti le tue paure, esse scompaiono.
Per cui hai due sole scelte:
1) Creare la tua intera vita attorno alle tue paure, come fa molta gente.
2) Crearti la vita che vuoi, esponendoti immediatamente a tutto ciò che temi!
Eleanor Roosvelt disse:”Tu acquisti forza, coraggio e autostima, da ogni esperienza in cui la smetti di guardare in faccia le paure. Diventi capace di dire a te stesso: ho vissuto attraverso questo orrore. Posso prendere ciò che segue. Devi fare le cose che pensi di non poter fare.”

La via più veloce per crescere.
“La chiave per perseguire l'eccellenza, è quella di imboccare un processo organico di apprendimento di lungo-termine, e non di vivere in un guscio di statica, sicura mediocrità.
Di solito la crescita avviene quando ne fanno le spese il precedente comfort e la sicurezza – dice Josh Waitzkin
Nel suo libro, The Art of Learning, Josh Waitzkin spiega un concetto che lui chiama “investire nel fallire”. Mentre praticava tai-chi, Waitzkin ha notato che quando ci viene data l'opportunità di fare training con qualcuno, la maggior parte delle persone selezionano un avversario o al proprio livello o ad uno leggermente inferiore. L'obiettivo sarebbe quello di vincere, giusto? Come risultato molta gente, non sviluppa velocemente le proprie abilità.
Per converso, Waitzkin si sceglie sempre un avversario di molto superiore a lui.
In modo coerente, lo avrebbe provocato. L'obiettivo di Waitzkin è quello di fallire. Di conseguenza, egli sarebbe stato costretto ad adattarsi rapidamente. I neuroni specchio nel suo cervello sarebbero riusciti rapidamente ad imitare, abbinare e contrastare le mosse del suo avversario.
Competendo con persone più qualificate di lui, le debolezze di Waitzkin erano esposte in tutta la loro nudità. Di conseguenza, le sue debolezze venivano affrontate e migliorate.

La prova del fuoco.
Mentre la maggior parte delle persone preferisce essere la persona più intelligente della sala , è molto meglio essere la persona più scema della sala! Ciò richiede una grande umiltà. L'ego della maggior parte delle persone è troppo pompato, per guardare e sentirsi inferiori. Ma se sei costantemente la persona più stupida nel tuo circolo sociale, potrai rapidamente crescere nello stesso.
Anziché evitare “la sindrome dell'impostore”, dovresti abbracciarla.
Più ti metti nei panni del sentirti un impostore, e meglio è.
Quando ti senti come un impostore, sei già fuori dalla tua zona di comfort. Stai facendo qualcosa al di là di di dove ti trovi solitamente.
Alcuni anni fa ho iniziato a consigliare startuppers e dirigenti di alto livello. La maggior parte di queste persone erano decenni più vecchie, più esperte e avevano avuto più successo finanziario di me.
La prima settimana o la seconda di consulti a questa gente, mi domandai se non mi scoprissero.
Mi domandai se non avessero capito il truffatore che ero, mi licenziassero e pubblicamente mi mettessero alla gogna.
Ma ciò non accadde.
In poche settimane, capì che le persone e l'organizzazione a cui stavo facendo consulenza apprezzavano completamente la strategia e le prospettive che gli stavo fornendo.
La sindrome dell'impostore era nella mia testa, non nella loro.
Esporre te stesso alle tue debolezze e paure è la via più veloce per crescere.
Ti obbliga a stare in uno stato di flusso. Ti obbliga ad adattarti o fallire, velocemente.
E fallire è la via di apprendimento più veloce.
Il tuo obiettivo dovrebbe essere quello di esporti, il più drammaticamente possibile, alle tue debolezze. Gli psicologi clinici usano l'esposizione alle paure come forma di terapia.
E' la sola via per crescere ed evolvere.
Come W., mettiti nelle situazioni in cui le possibilità di fallire sono estremamente alte. Più alte sono le possibilità, più grande è la lezione che potrai apprendere. Più velocemente ti sarà richiesto di adattarti. Più intenso e profondo dovrà essere la tua capacità di focalizzarti.
Non metterti a cercare appuntamenti con persone che sono al tuo stesso livello. Prova a farlo con persone che percepisci ti sono un miglio lontano.
Sii l'idiota di turno.
Circondati di persone che fanno molti più soldi, sono più allenati, e spiritualmente evoluti di te.
Sii modesto.

Esponiti.
Esci dalla tua matrix!

Vai oltre te stesso
Molte persone vivono una vita di paura, perchè la loro principale preoccupazione sono i propri sentimenti.
Molte persone perseguono relazioni e carriere che credono li rendono felici.
Ma non si può perseguire la felicità direttamente.
La felicità può arrivare come un soggiacente effetto collaterale, del perseguire una causa più grande di te.

Quando il tuo perchè è forte abbastanza, sarai capace di volere qualsiasi cosa esso richieda.
Hai bisogno di una causa in cui credere veramente.
Quando lo fai, sarai ben disposto ad investire nel fallire. Vorrai gettarti, figurativamente, tu (o tuoi sentimenti) sotto l'autobus..
Non riguarda te. Riguarda la causa.
Sta tutto nel tuo proposito, che è molto più grande di te.

Quando ami qualcuno, sei disposto a beccarti un proiettile per quella persona. Sei disposto a morire per ciò che ami. Similmente, saresti disposto a vivere veramente per ciò che ami.
Il vero vivere sta solo oltre le tue paure, fuori dalla scatola.
Dove c'è amore, la paura viene dispersa.
E non devi avere per forza di cose una “scatola”.
Abbandona l'immagine preconfezionata che hai di te stesso. Chi sei veramente non lo si può definire. Dimentica chi pensi di essere. Ed invece segui le tue paure, ovunque ti conducano.
Quelle ti daranno la direzione.
Esponiti, rischia.
Sii chi vuoi essere, non chi il tuo timore definisce.
Vivi per uno scopo più grande di te stesso, qualcosa che puoi sentire nelle ossa.

 

Traduzione a cura di di Traggogolone, per Adavede.

 
 
 

Come liberarsi dai blocchi emozionali e dalle paure (parte prima)

Foto di traggogolone

Traduzione dell'articolo pubblicato il 10 gennaio 2017, parte prima

Tu vivi in una gabbia che ti sei accuratamente costruito per proteggere te stesso.
Così ho fatto io.
Tutti lo abbiamo fatto.
Letteralmente, hai disegnato ogni aspetto della tua vita, per proteggerti dalle paure e dai conflitti interiori che non ti senti in grado di affrontare.
Nel suo libro “The Untethered Soul”, Michael Singer propone l'analogia di una persona con una spina conficcata nel braccio.
Questa spina capita che sia proprio conficcata sul nervo del braccio.
Di conseguenza, anche la più leggera carezza che sfiori la spina, un dolore elettrizzante gli corre lungo tutto il corpo.
Per poter vivere senza dolore, questa persona, si deve rassicurare che nulla possa toccare la spina nel braccio.
Non può dormire nemmeno nel suo letto, se si rigirasse infatti toccherebbe la spina.
Per cui un giorno si inventa un aggeggio che protegge la spina, con cui può anche dormire.
Il problema è risolto.
Non può fare sport o avere molto contatto fisico con la gente. Dunque egli disegna un altro aggeggio che gli protegge il braccio dal contatto eventuale.
Non è molto comodo da mettere, ma protegge la spina.
Problema risolto.
Egli ha imparato come gestire ogni singola area della sua vita, di modo che nulla possa toccare la spina.
Dal lavoro al tempo libero alle sue relazioni.
Controlla il suo ambiente esterno, al punto che si è liberato dai problemi che gli darebbe la spina.
Ma lo è veramente?
In realtà, tutto ciò che ha fatto questa persona è di avere coperto il problema. Dall'aver agito in questo modo, egli ha dovuto costruire la sua intera vita attorno al problema.

La sua altra opzione – di gran lunga meno dolorosa e complicata – sarebbe semplicemente di rimuovere quella spina!
In modo simile, tu hai “spine interiori” attorno alle quali hai costruito la tua intera vita.
Hai seppellito i traumi della tua infanzia, le tue paure, le tue insicurezze emotive.
Quando qualcosa tocchi quelle spine interiori – piuttosto che lasciarle giungere in superficie, prendendone consapevolezza e lasciandole andare – le seppellisci più a fondo, distraendoti dal dolore appena ti è possibile.
Tony Robbins ha detto “tiri fuori dalla tua vita ciò che tolleri”.
Tu hai appreso a tollerare il fatto di vivere con le tue paure e i tuoi conflitti interiori. Come risultato, ti sei programmato una vita molto lontano dal tuo vero potenziale.
Lo abbiamo fatto tutti quanti.

L'evoluzione della paura.

L'essere umano ha implementato in sé una reazione di tipo fuggi-attacca, dinanzi alle sfide.
Per buona parte della storia dell'uomo, siamo stati esposti a rischi fisici, alla nostra incolumità fisica, costantemente.
In tutti i modi, adesso che il nostro ambiente fisico è relativamente sicuro, le nostre sfide da esterne sono diventate interne!
Ora, piuttosto che doversi preoccupare dall'assalto di una tigre, si è preoccupati per la propria auto-stima! Sei preoccupato di ciò che la gente pensa di te. Sei preoccupato di non aver fatto abbastanza. Sei preoccupato di avere offeso altra gente. O preoccupato di fallire.
Quando il tuo corpo è in salute, non è che ci pensi su molto. E' così, funziona adeguatamente.
Ma spendi gran parte delle tue ore di veglia preoccupato del tuo benessere emotivo, provando sempre ad assicurarti di sentirti bene.

Cosa ti dice questo del tuo benessere emotivo?
Emozioni salubri sono lo specchio di un corpo sano – non dovresti preoccupartene tanto.

Quando sorge un problema, piuttosto che seppellirlo più in fondo, risolvilo. Vai oltre. Lascialo andare, cosicchè non debba rovinarti il futuro.
Eppure, questo è il modo in cui molta gente si rapporta con i suoi problemi emozionali. Piuttosto che sistemarli, costruiscono le più bizzarre relazioni e vivono per proteggersi dall'affrontare le paure ed i traumi.

Tu non sei le tue paure.
Il primo passo, nel vivere una vita di libertà, sta nel rendersi conto che tu non sei le tue paure! Tu fai esperienza delle tue paure. Similmente, tu non sei i tuoi pensieri. Sei consapevole di essi.
Non sei nemmeno il tuo corpo.
Piuttosto, si può dire che tu sia l'essere dentro che fa esperienza ed agisce, tramite il corpo.
Tu sei il soggetto – i tuoi pensieri, sentimenti ed esperienze fisiche sono gli oggetti.
Qui sta il perchè molta gente si costruisce una vita attorno alle proprie paure. Sono iper-attaccatti ad una particolare immagine di sé. Hanno creato una scatola attorno a sé – la personalità – per definire chi siano e come agiscano.
La verità è molto più elementare: tu sei quello che fa esperienza dei pensieri, sentimenti e sensi fisici.
Sei l'osservatore del mondo interno ed esterno a te. Tu stabilisci dove mettere la consapevolezza, ciò che gli psicologi chiamano “attenzione selettiva”. Tu riponi l'attenzione a pensieri, sentimenti e cose che hanno importanza per te. Ciò su cui ci si focalizza, si espande. La tua consapevolezza delle cose le rende reali per te.
Quando fai esperienza di qualcosa che è associato ad una emozione disturbante – la spina interiore – la tua attenzione si sposta da qualunque altra cosa stavi facendo. Piuttosto che guardare quel film, ti sei perso in pensieri e ricordi passati.
Questo è il punto in cui fai il passo indietro consapevole.
Tu non sei i pensieri o i sentimenti che stai sperimentando. Lo stesso fatto che queste emozioni stanno crescendo è il segnale che hai un conflitto interiore non risolto.
Piuttosto che seppellire queste emozioni più in fondo, guardale per quello che sono: emozioni.
Esse non sono te. Sono ciò di cui stai facendo esperienza. Concediti di sentirle. Non nasconderti da loro. Non distrarti da loro. Osservale e fanne esperienza completamente. Dimenticati di te o dell'evento. Impara da loro. Saranno probabilmente poco piacevoli. Di solito le seppellisci perchè sono dolorose e spiacevoli.
Fanne esperienza e liberatene.
Togliti quella spina.
La sola altra opzione è di perpetrare e di conservarti il problema. (continua)

 
 
 

PRENDI UNA DEMOCRAZIA E FANNE IL KAZZO CHE TI PARE:

Foto di traggogolone

PRENDI UNA DEMOCRAZIA E FANNE IL KAZZO CHE TI PARE:

1) Incarichi una parte di provocare un attacco chimico SOTTO FALSA BANDIERA: l’intera storia degli Usa, d’altra parte, è avvenuta grazie ad attacchi sotto falsa bandiera, che hanno giustificato le loro incessanti aggressioni. E’ stato dimostrato che lo è stato Pearl Harbour, mentre Hiroshima aveva “scopi scientifici”, il Giappone, è arcinoto, si era già arreso.

2) Ora hai la giustificazione per fare iscrivere tra I COSTI DELLO STATO AMERICANO quelli delle bombe e della missione. Una stima approssimativa per difetto:
- 59 missili Tomahawk, al prezzo unitario del 2011 ($ 756.000 cadauno) moltiplicato 59 = $ 44.604.000 (milioni di dollari)
http://guidoromeo.typepad.com/glog/2011/03/quanto-costa-un-missile-tomahawk.html- Costo della missione (navi, uomini, ecc), stimato a naso $ 10.000.000

“Il tutto, signore e signori, a prezzo di saldo, ve lo vendo ad un totale di appena appena 50 milioni di dollari. Vi va bene? Io dico di si, cazzo sono il presidente! Giovanni dai ordine di bombardare! Carlo, iscrivi in contabilità, sul mastrino “bombe e bombette” 50 milioncini!”
“Signori: volevate la democrazia? Bè, questo è il prezzo per la Vostra libertà. Mò non rompete!”

3) La legge internazionale vieta le aggressioni unilaterali a stati sovrani: bisogna passare PER FORZA DI LEGGE CONDIVISA  E CONTROFIRMATA DAGLI USA dalla sede Onu, ove chiedere un voto per l’autorizzazione ad una azione del genere. E semmai si dovrebbe autorizzare azioni militari condivise. Semmai il presupposto fosse reale. Ma non lo è.

4) Non solo hai caricato sul bilancio dello stato (se va bene) 50 milioncini, puliti-puliti, ma hai altresì caricato sul bilancio karmico del popolo americano, altro sangue e morte.

5) PRENDI UNA DEMOKRAZIA E FANNE IL CAZZO CHE TI PARE: si può ripetere il ritornello con un bel blues in La. O Mi,se preferite, che suona bene.

 
 
 

In ricordo di Mario Monicelli

Ripubblico un brano che avevo postato su un vecchio blog, oramai chiuso, in occasione della prossima ricorrenza della dipartita (6 anni) di Mario Monicelli.
Un regista che ho molto amato. Buona lettura:

..sento la voce fastiosa della vicina che, seppure sempre educata, adesso s'è messa a cantare “Branca Branca Branca.. Leon leon Leon..” e m'ha richiamato alla mente per un attimo la notizia di oggi, della morte, o meglio, del suicidio di Mario Monicelli.
Ad una certa ora, sarà stata suppergiù l'una, stavo in auto con la radio accesa e pioveva a dirotto, ho sentito che ne parlavano ad un programma, ricordando i titoli dei suoi vari film, fra cui appunto “l'Armata Brancaleone”.. e, ad un certo punto la radio ha trasmesso proprio quella canzone, ma in versione vera, completa, orchestrale.
Così ho pensato a Monicelli, al fatto che fosse un uomo di ben novantacinque anni, dotato di quella straordinaria lucidità, che ho potuto ascoltare anche soltanto pochi mesi addietro in qualche trasmissione tv, probabilmente da Fazio.
Forse è una cosa terribile avere 95 anni e starci con le testa fino in fondo, come lui.
Si, certo, c'era stato il precedente del suicidio del padre, che potrebbe in qualche modo giustificare il “richiamo della genetica”.
Però, dopo una vita intera, la genetica si mette a fare il richiamo proprio a 95 anni?
Non credo.
Credo invece che Monicelli s'era stufato, innanzitutto di avere questa incredibile lucidità con cui poteva in un certo senso guardare bene in faccia la morte tutti i santi giorni, e diciamocelo: a 95 anni è molto più probabile pensarci tutti i giorni che non da più giovani. Anche se, certo, la morte ci può sorprendere in ogni momento.
E' paradossale e orrendo, in fondo, essere così lucidi davanti alla morte.
Invece il rincoglionimento aiuta: perdere lentamente le proprie facoltà, aiuta senza dubbio ad avvicinarsi al momento del trapasso con minor paura, trasporto.
Perdendo lentamente le proprie facoltà, ci se ne accorge di meno, insomma, forse.
La lucidità è una cosa che mi ha colpito, in Mario Monicelli.
L'altra, è questo suo viso segnato, magro, stanco, ma anche tenero, come quello di un nonnino che vorresti proteggere, perchè il mondo in cui s'è ritrovato, a 95 anni, è un mondo così strano e assurdo che quand'era giovane, nonostante la sua grandissima fantasia, non se l'era manco mai andato a sognare.
Un mondo troppo veloce, troppo cattivo, troppo ipocrita, troppo.. per renderglielo intellegibile, ma forse più ancora digeribile.
Forse un buon nipote se lo sarebbe potuto tenere fra le braccia un pochino, questo nonnino, e gli avrebbe potuto spiegare con calma le cose folli e incomprensibili di questo mondo del duemiladieci.
Un mondo totalmente scemo.
Forse un buon nipote l'avrebbe potuto aiutare, gli avrebbe detto: “ non ti preoccupare, questo è così perchè.. ma tu non ci pensare, nonno!”
Forse.
E poi, m'è venuto da pensare che è stato anche un uomo molto coraggioso, Mario Monicelli. Non solo per il suo incredibile percorso di vita e di carriera, ma anche perchè ha avuto il fegato, secondo me (mi sbaglierò), di scegliersi pure come e quando morire!
Saltare giù dal quinto piano dell'ospedale dov'era in cura!
Ci voglion le palle, ragazzi, per fare una cosa del genere: non tutti i malati terminali dell'età sua fanno una scelta del genere.
So che quanto sto scrivendo cammina sui binari sottili della scelta, della vita e della morte, del fatto di toccare alcuni tasti pesanti e tosti della malattia, e del modo di viverla e di non viverla: perchè chi l'ha detto che bisogna sorbettarsela tutta e fino in fondo?
Dove sta scritto? ( E se pure sta scritto da qualche parte, ma chi se ne frega!)
Però, io la voglio vedere così la figura di Mario Monicelli, come quella di un uomo grande e coraggiosissimo, che, oltre ad essersi scelto una vita come si deve, s'è voluto scegliere una morte come gli è parsa a lui.

 
 
 

Il vero aspetto della realtà

Il vero aspetto di tutti i fenomeni – il vero aspetto della realtà che ci circonda, ed in cui viviamo – è la lotta INCESSANTE tra il Bene e il Male.
INCESSANTE, ripeto.
Ma, come dice Neil Young: “rust never sleep” (la ruggine non dorme mai), ovverossia, il male non riposa mai!
Il che deve indurre chi ha deciso di FARE IL BENE (occorre deciderlo, altrimenti si resta nel limbo) di non riposare mai, a sua volta.

bene e malese la giocano a scacchi


Sapendo peraltro che “non lottare contro il male è di per sè male”.

La storiella:
Poniamo che qualcuno metta un masso sulle rotaie del treno e che un’altra persona veda il masso, ma non lo tolga nè dia l’allarme: è vero che questa persona non ha commesso l’azione, ma non ha neanche fatto niente di buono, e se il treno deraglia a causa della sua omissione, è come se l’avesse commessa.
   (La Saggezza del Sutra del Loro n.2 –pag 23)

 

 

 

 
 
 
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