Creato da traggogolone il 14/11/2012

Ada vede

Punti di domanda e qualche risposta su di noi e la società, con un pizzico di umorismo

 

PRENDI UNA DEMOCRAZIA E FANNE IL KAZZO CHE TI PARE:

Foto di traggogolone

PRENDI UNA DEMOCRAZIA E FANNE IL KAZZO CHE TI PARE:

1) Incarichi una parte di provocare un attacco chimico SOTTO FALSA BANDIERA: l’intera storia degli Usa, d’altra parte, è avvenuta grazie ad attacchi sotto falsa bandiera, che hanno giustificato le loro incessanti aggressioni. E’ stato dimostrato che lo è stato Pearl Harbour, mentre Hiroshima aveva “scopi scientifici”, il Giappone, è arcinoto, si era già arreso.

2) Ora hai la giustificazione per fare iscrivere tra I COSTI DELLO STATO AMERICANO quelli delle bombe e della missione. Una stima approssimativa per difetto:
- 59 missili Tomahawk, al prezzo unitario del 2011 ($ 756.000 cadauno) moltiplicato 59 = $ 44.604.000 (milioni di dollari)
http://guidoromeo.typepad.com/glog/2011/03/quanto-costa-un-missile-tomahawk.html- Costo della missione (navi, uomini, ecc), stimato a naso $ 10.000.000

“Il tutto, signore e signori, a prezzo di saldo, ve lo vendo ad un totale di appena appena 50 milioni di dollari. Vi va bene? Io dico di si, cazzo sono il presidente! Giovanni dai ordine di bombardare! Carlo, iscrivi in contabilità, sul mastrino “bombe e bombette” 50 milioncini!”
“Signori: volevate la democrazia? Bè, questo è il prezzo per la Vostra libertà. Mò non rompete!”

3) La legge internazionale vieta le aggressioni unilaterali a stati sovrani: bisogna passare PER FORZA DI LEGGE CONDIVISA  E CONTROFIRMATA DAGLI USA dalla sede Onu, ove chiedere un voto per l’autorizzazione ad una azione del genere. E semmai si dovrebbe autorizzare azioni militari condivise. Semmai il presupposto fosse reale. Ma non lo è.

4) Non solo hai caricato sul bilancio dello stato (se va bene) 50 milioncini, puliti-puliti, ma hai altresì caricato sul bilancio karmico del popolo americano, altro sangue e morte.

5) PRENDI UNA DEMOKRAZIA E FANNE IL CAZZO CHE TI PARE: si può ripetere il ritornello con un bel blues in La. O Mi,se preferite, che suona bene.

 
 
 

In ricordo di Mario Monicelli

Ripubblico un brano che avevo postato su un vecchio blog, oramai chiuso, in occasione della prossima ricorrenza della dipartita (6 anni) di Mario Monicelli.
Un regista che ho molto amato. Buona lettura:

..sento la voce fastiosa della vicina che, seppure sempre educata, adesso s'è messa a cantare “Branca Branca Branca.. Leon leon Leon..” e m'ha richiamato alla mente per un attimo la notizia di oggi, della morte, o meglio, del suicidio di Mario Monicelli.
Ad una certa ora, sarà stata suppergiù l'una, stavo in auto con la radio accesa e pioveva a dirotto, ho sentito che ne parlavano ad un programma, ricordando i titoli dei suoi vari film, fra cui appunto “l'Armata Brancaleone”.. e, ad un certo punto la radio ha trasmesso proprio quella canzone, ma in versione vera, completa, orchestrale.
Così ho pensato a Monicelli, al fatto che fosse un uomo di ben novantacinque anni, dotato di quella straordinaria lucidità, che ho potuto ascoltare anche soltanto pochi mesi addietro in qualche trasmissione tv, probabilmente da Fazio.
Forse è una cosa terribile avere 95 anni e starci con le testa fino in fondo, come lui.
Si, certo, c'era stato il precedente del suicidio del padre, che potrebbe in qualche modo giustificare il “richiamo della genetica”.
Però, dopo una vita intera, la genetica si mette a fare il richiamo proprio a 95 anni?
Non credo.
Credo invece che Monicelli s'era stufato, innanzitutto di avere questa incredibile lucidità con cui poteva in un certo senso guardare bene in faccia la morte tutti i santi giorni, e diciamocelo: a 95 anni è molto più probabile pensarci tutti i giorni che non da più giovani. Anche se, certo, la morte ci può sorprendere in ogni momento.
E' paradossale e orrendo, in fondo, essere così lucidi davanti alla morte.
Invece il rincoglionimento aiuta: perdere lentamente le proprie facoltà, aiuta senza dubbio ad avvicinarsi al momento del trapasso con minor paura, trasporto.
Perdendo lentamente le proprie facoltà, ci se ne accorge di meno, insomma, forse.
La lucidità è una cosa che mi ha colpito, in Mario Monicelli.
L'altra, è questo suo viso segnato, magro, stanco, ma anche tenero, come quello di un nonnino che vorresti proteggere, perchè il mondo in cui s'è ritrovato, a 95 anni, è un mondo così strano e assurdo che quand'era giovane, nonostante la sua grandissima fantasia, non se l'era manco mai andato a sognare.
Un mondo troppo veloce, troppo cattivo, troppo ipocrita, troppo.. per renderglielo intellegibile, ma forse più ancora digeribile.
Forse un buon nipote se lo sarebbe potuto tenere fra le braccia un pochino, questo nonnino, e gli avrebbe potuto spiegare con calma le cose folli e incomprensibili di questo mondo del duemiladieci.
Un mondo totalmente scemo.
Forse un buon nipote l'avrebbe potuto aiutare, gli avrebbe detto: “ non ti preoccupare, questo è così perchè.. ma tu non ci pensare, nonno!”
Forse.
E poi, m'è venuto da pensare che è stato anche un uomo molto coraggioso, Mario Monicelli. Non solo per il suo incredibile percorso di vita e di carriera, ma anche perchè ha avuto il fegato, secondo me (mi sbaglierò), di scegliersi pure come e quando morire!
Saltare giù dal quinto piano dell'ospedale dov'era in cura!
Ci voglion le palle, ragazzi, per fare una cosa del genere: non tutti i malati terminali dell'età sua fanno una scelta del genere.
So che quanto sto scrivendo cammina sui binari sottili della scelta, della vita e della morte, del fatto di toccare alcuni tasti pesanti e tosti della malattia, e del modo di viverla e di non viverla: perchè chi l'ha detto che bisogna sorbettarsela tutta e fino in fondo?
Dove sta scritto? ( E se pure sta scritto da qualche parte, ma chi se ne frega!)
Però, io la voglio vedere così la figura di Mario Monicelli, come quella di un uomo grande e coraggiosissimo, che, oltre ad essersi scelto una vita come si deve, s'è voluto scegliere una morte come gli è parsa a lui.

 
 
 

Il vero aspetto della realtà

Il vero aspetto di tutti i fenomeni – il vero aspetto della realtà che ci circonda, ed in cui viviamo – è la lotta INCESSANTE tra il Bene e il Male.
INCESSANTE, ripeto.
Ma, come dice Neil Young: “rust never sleep” (la ruggine non dorme mai), ovverossia, il male non riposa mai!
Il che deve indurre chi ha deciso di FARE IL BENE (occorre deciderlo, altrimenti si resta nel limbo) di non riposare mai, a sua volta.

bene e malese la giocano a scacchi


Sapendo peraltro che “non lottare contro il male è di per sè male”.

La storiella:
Poniamo che qualcuno metta un masso sulle rotaie del treno e che un’altra persona veda il masso, ma non lo tolga nè dia l’allarme: è vero che questa persona non ha commesso l’azione, ma non ha neanche fatto niente di buono, e se il treno deraglia a causa della sua omissione, è come se l’avesse commessa.
   (La Saggezza del Sutra del Loro n.2 –pag 23)

 

 

 

 
 
 

Ricetta Omnibus # 1


Valutazione Tripla: Io, Tu e le Circostanze. tre simpatico

Posologia: Uscire di casa mai sprovvisti. 

Effetti Collaterali: Gli altri non lo fanno. 

Ipotesi di lavoro: sarà una mia proiezione negativa?

Ipotesi terra-terra: ma se lo fa la maggioranza, è sempre una mia proiezione?

 

 
 
 

Dio era lì

 

    Invocato o non invocato, Dio verrà
(messaggio sulla porta d'ingresso di Carl Jung)

Dio era lì

In un attimo capii tutto: Dio era lì.
Non era servito che facessi delle preghiere, che mi mettessi a svolgere una qualche danza propiziatoria o chiedessi ad un sostanzioso numero di sacerdoti di aiutarmi ad invocarlo.
Dio era lì, e si stava manifestando in un fascio di luce che non aveva alcuna origine visibile: non si riusciva a capire in alcun modo da dove potesse provenire, visto che da dove il fascio partiva, non c’era che soffitto, il muro, spessi mattoni.
Restai profondamente colpito da quella visione, sentii in me un moto di commozione che mi indusse subito ad inginocchiarmi e a rivolgermi a lui con le mani giunte, armato di profonda deferenza.
Avevo avuto questo preciso pensiero, per molti giorni, consecutivamente: Dio, ora si manifesta, qui, vicino a me.
Non so proprio perchè avessi mai avuto questo pensiero, non so da cosa originasse: lo avevo in testa, ed in testa mi ritornava quando meno me lo aspettavo.
Ed ora si era manifestato, lì, vicino e me, e stavo sentendo che Lui era in attesa di una qualche richiesta da parte mia.
Incredibile!
Così, dopo qualche attimo che me ne stavo così, inginocchiato a testa bassa, fu lui a parlare per primo: ”Mi hai chiamato Amedeo. Sono qui, puoi sentirmi in te con chiarezza. Ti ascolto.”
“Signore..”
“Ti ascolto.”
“Ti ho cercato.. un pensiero in me..”
“Lo so. Cosa vuoi che faccia per te? Per l’uomo che sa invocarmi, sono aperte tutte le porte, della terra e del cielo. Tu cosa vuoi, Amedeo?”
La luce in quel momento sembrava avere assunto i toni dorato-arancione della luce estiva che penetra in casa, in certi pomeriggi d’estate.
Una luce rinfrancante, che scalda il cuore.
“Io ti chiedo una cosa sola, Signore. E ti prego di perdonarmi se ti ho invocato.”
“Ti ascolto.”
“Vorrei guarire, Signore. Sono stanco di questa afflizione. Ho sopportato come meglio ho potuto per tanti anni, lunghi anni. Ora sono stanco, ti prego dunque di guarirmi.”
“Se tu sei stato in grado di invocarmi, Amedeo, sappi che tu stesso, con la tua fede, puoi guarirti da te, senza il mio aiuto. Perchè io e te siamo una cosa sola, Amedeo. Non scordartelo: io non sono qualcosa di diverso da te. Opera con fede e profonda serenità e ti sarà dato tutto ciò che ti occorre. Siamo abbracciati ora, Amedeo, ti saluto.”
Così scomparve, lasciandomi un immenso lascito.
Un lascito che ho usato subito, dicendo tra me e me: Ora, tutte le mie cellule lentamente guariranno. Io ho piena fede.
E dopo tre settimane dall’apparizione di quella luce, guarii.

 

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