Creato da traggogolone il 14/11/2012

Ada vede

Punti di domanda e qualche risposta su di noi e la società, con un pizzico di umorismo

 

Quel che la Principessa Diana sapeva - prima parte

Foto di traggogolone

Prima di 3 parti, di un lungo articolo comparso il 29 luglio dello scorso anno su http://tapnewswire.com/2015/07/what-princess-diana-knew/
E tradotto da Adavede

Nota di Adavede:
 Ognuno faccia le sue considerazioni sulla veridicità di quanto tradotto. Su molti elementi della vita pubblica non è possibile ottenere verifiche giornalistiche accettabili, per cui occorre fidarsi del proprio sentire, per intuire la verità. E’ per questo che abbiamo ritenuto necessario pubblicare questo lungo articolo.
 Buona Lettura, amici:

"Questa è solo una parte di un documento molto lungo sulla genia dei rettiliani assassini e parassiti, conosciuti come la famiglia reale d'Inghilterra, e ciò che la principessa Diana ha scoperto su di loro. Alcune persone possono trovare quanto segue assolutamente non credibile e scioccante.

Ci sono stati anche dubbi sul fatto che Diana sia stata sepolta sull'isola. Nell'estate del 1998, la rivista Star, negli Stati Uniti, ha citato un anonima "fonte di alto livello" a Buckingham Palace, come quella che aveva detto che il corpo di Diana fosse stato segretamente cremato e, secondo un rapporto del Los Angeles Times, alcune persone nel villaggio di Great Brington non crederebbero nemmeno che lei sia sepolta sull'isola.  So che queste relazioni sono vere dalle mie fonti.

Un residente citato dal Los Angeles Times ha detto che nottetempo la sua bara è stata portata ad Althorp per la sepoltura, il villaggio era stato 'invaso' da parte delle unità dell'esercito, della polizia e delle forze speciali, e tutti gli abitanti del villaggio sono stati ricondotti nelle loro case. Ha detto che il crematorio presso la chiesa è stato in funzione fino a tarda notte. Betty Andrews, il cuoco e governante di Althorp, è citato dalla rivista Star come colui che avrebbe affermato: "C'è una strana sensazione tra gli abitanti del villaggio, che noi si possa non essere stati messi al corrente del quadro completo".

Mentre ero intento a fare delle ricerche per questo libro, mi è stata introdotta Christine Fitzgerald, una guaritrice brillante e di talento, che è stata una cara amica e confidente di Diana per nove anni. Per via della comprensione di Cristina in materia di esoterismo, Diana poteva parlare con lei di questioni che non avrebbe avuto il coraggio di condividere con nessun altro per paura di essere tacciata come folle. E’ chiaro che Diana era a conoscenza della vera natura della storia genetica della famiglia reale e del controllo rettiliano.  I soprannomi che lei stessa usava per i Windsor erano "le lucertole" e "i rettili" e affermava in tutta serietà: «Non sono umani".
C'è una buona ragione per Diana nell’aver adoperato queste descrizioni dei Windsor.

Mentre la sua de-programmazione continuava, Arizona Wilder ricordava chiaramente un rituale  cui aveva assistito alla Clarence House, la casa della Regina Madre vicino a Buckingham Palace, in cui a Diana fu mostrato chi Windsor fossero veramente. Si svolse nei primi sette giorni del mese di luglio del 1981, poco prima che Diana e Carlo si sposassero, il ​​giorno 29. Questo periodo è quello degli ultimi sette giorni del ciclo della Quercia, secondo la legge esoterica, e il rituale è stato chiamato “il risveglio della sposa”. Si tratta di un rituale per tutte le femmine delle 13 linee di sangue che stanno per essere messe in elevate posizioni pubbliche e sposare i rettili per produrre la nuova generazione di governanti. Arizona afferma che la regina madre, la regina, il principe Filippo, Lady Fermoy, il padre di Diana, Earl Spencer, il principe Carlo e Camilla Parker-Bowles, erano tutti presenti quando Diana fu portato nella stanza.

Indossava un abito bianco e un farmaco le fu somministrato da Lady Fermoy. A Diana fu detto che avrebbe dovuto prendere in considerazione la sua unione con il principe Carlo solo come un mezzo per produrre eredi e nient'altro. Camilla Parker-Bowles era la sua consorte, non lei. Arizona dice che il principe Filippo e la regina madre poi si trasformarono in rettili per mostrare a Diana chi fossero realmente. 'Diana era terrorizzata, ma tranquilla', continua. A Diana fu detto detto che se avesse mai rivelato la verità su di loro, sarebbe stata uccisa. (Ricordate il ragazzo di cui ho parlato, che ebbe una chiamata da Diana nel marzo prima di morire per chiedergli consiglio su come rivelare le informazioni sui reali, che 'avrebbero scosso il mondo'?)

La regina madre disse a Diana nel corso del rituale che "tutto le orecchie" sarebbero state ad ascoltare tutto quello che avrebbe detto e "tutti gli occhi" sarebbe stati per sempre a guardarla. Questo è il classico elemento del 'non puoi scappare da nessuna parte' imposto a tutti gli schiavi controllati mentalmente. C'è qualcuno che crede, quindi, che avrebbero consentito a Diana di finire nelle grinfie di Mohamed Al Fayed, se non fosse stato sotto il loro controllo? Il rituale inoltre coinvolgeva anche l'uso di un pene d'oro (simbolismo di Osiride) che è stato utilizzato su Diana, per indicare la cosidetta 'apertura del grembo materno'. Arizona dice che era a forma e dimensione rettiliana e aveva sporgenze aghiformi, progettate per forare superficialmente le pareti della vagina e causarne il sanguinamento.

A Diana fu detto che dopo questo rituale, non avrebbe mai più avuto l’opportunità di essere "onorata" di nuovo dai loro rituali e lei non avrebbe più dovuto fare domande su di loro. Ora la gente capisce perché Diana soffriva di bulimia e di gravi problemi emotivi dal tempo in cui si sposò con Charles?

Diana disse a Christine Fitzgerald che la regina madre era il potere che stava dietro agli Windsor, insieme con il principe Filippo. Ma Filippo era subordinato alla Regina Madre nella gerarchia. La Regina Madre è collegata ad una lunga lista di gruppi e società di Fratellanza ed è il capo del tempio interno, le elite e le società più segrete nei livelli più elevati della professione legale, sulla 'ex' terra dei templari, presso il Temple Bar, a Londra.

E 'stata la regina madre e la sua amica, la nonna di Diana, Ruth Lady Fermoy, che ha manipolato Diana affinchè si congiungesse in matrimonio con il principe Carlo. Questo è il motivo per a cui Diana è stato dato alloggio presso la casa della Regina Madre, la Clarence House, nelle settimane prima del matrimonio e da lì partì per sposare Carlo alla Cattedrale di St Paul.

- "Diana mi diceva che la regina madre era il male", Christine Fitzgerald disse: "Lei aveva usato quella parola, il male. Disse che odiava la Regina Madre e la Regina Madre la odiava".

La maggior parte delle persone in Gran Bretagna saranno stupiti di leggere quanto sopra, perché la propaganda della Regina Madre l'ha trasformata in nonnina preferita della nazione. "Oh sì, la regina madre, una bella, dolce, gentile vecchia signora a modo.." Ma questa donna non è ciò che è affermato di essere. Non posso sottolinearlo abbastanza.

Durante il tempo trascorso alla Clarence House prima del matrimonio, Diana stessa dice che leerano stati dati farmaci anti-depressivi, come il Valium, per curare la sua bulimia. E cos'altro le stavano dando? "La stavano drogando", ha riferito ancora Christine "Sono sicura di questo, la avevano drogata fin dall'inizio." Christine ha avuto molte conversazioni con Diana che si è aperta completamente con lei, in merito alla sua vita da incubo con i Windsor.

 

 (continua)

 
 
 

Fukushima Daiichi, la ferita aperta che la civiltà non vuole vedere

Traduzione dell'articolo tratto da Tapnewswire.com

Sono passati cinque anni da quando un terremoto di magnitudo 9,0 - il più grande nella storia della nazione e uno dei cinque più potenti mai registrati da sempre in tutto il mondo - e il successivo tsunami, ha distrutto gran parte della centrale nucleare di Fukushima Daiichi, uccidendo in conseguenza più di 20.000 uomini, donne e bambini; determinando oltre 200.000 sfollati; portando orrore indicibile e miseria per molti dei sopravvissuti. Le radiazioni di Fukushima stanno mangiando il Pacifico

Il disastro nucleare di Fukushima del 11 marzo 2011, ha provocato una contaminazione radioattiva massiccia della terraferma giapponese, così come ha portato alla ribalta i pericoli delle radiazioni nucleari in tutto il mondo.
Cinque anni più tardi, gli effetti successivi all'evento catastrofico continuano ad affliggere il mondo, rendendolo così il più grande disastro ambientale di tutti i tempi.

Qui ci sono 10 fatti terrificanti sull'olocausto nucleare in corso a Fukushima che vi faranno cagare addosso:

1) 300 tonnellate (272,152 litri) di acqua radioattiva - abbastanza per riempire una piscina olimpionica ogni otto giorni - entra nel Pacifico ogni giorno. Ci ha detto Harvey Wasserman, giornalista e avvocato per le energie rinnovabili. "Questo è un evento apocalittico. E’ qualcosa che potrebbe contaminare l'intero Oceano Pacifico. E'estremamente grave. La realtà è che la Tokyo Electric non sa che cosa stia accadendo e non sa come controllare ciò che sta succedendo. Tutto il nostro pianeta è a rischio ora."

2) La centrale nucleare di Fukushima Daiichi ha ben 11.400 barre di combustibile - Il reattore n °4, da solo, dispone di 1300 barre di combustibile, sistemate in una piscina che perde. Queste barre di combustibile devono essere rimosse manualmente, oltre ad altre 6.300 barre di combustibile sistemate nelle vicinanze. Dal momento che le barre di combustibile, che contengono radiazioni pari a 14.000 volte la quantità rilasciata quando gli Stati Uniti sganciarono la bomba atomica su Hiroshima, alla fine della seconda guerra mondiale, devono essere estratte manualmente per evitare un disastro peggiore della crisi nucleare del Marzo 2011, anche il più piccolo errore potrebbe portare a una reazione nucleare a catena.

3) Nel 2013, TEPCO, la società elettrica giapponese responsabile per il reattore di Fukushima, ha ammesso che i livelli di radiazione nel suo oblò di osservazione delle acque sotterranee, sul lato est degli edifici delle turbine, avevano raggiunto 310 Becquerel per litro, per il cesio 134, e 650 Becquerel per litro per il cesio 137. Secondo l'Organizzazione Mondiale della Sanità, l'acqua potabile a 300 Becquerel per litro è equivalente ad un anno di esposizione alla radiazione naturale del terreno, o, da 10 a 15 radiografie al torace.

4) Nel periodo immediatamente successivo al disastro, l'impianto ha vomitato una stima compresa tra 5.000 e 15.000 tera-becquerels (trilione di becquerel) di cesio-137 al mese. Secondo Jota Kanda, un oceanografo della Tokyo University of Science and Technology Marine, l'impianto continua a perdere 10 miliardi di becquerel di cesio-137 al giorno nell'Oceano Pacifico.

5) Dopo ben due anni dalla catastrofe, la simpatica TEPCO ha ammesso che avevano rilevato dello stronzio-90, altamente tossico, un sottoprodotto della fissione nucleare che può provocare il cancro delle ossa, se ingerito, a livelli 30 volte il tasso consentito. E ha anche ammesso pubblicamente che un cumulativo compreso tra i 20.000 miliardi e i 40.000 miliardi becquerel di trizio radioattivo erano finiti in mare dopo il disastro.

6) Oltre al Cesio-137 e allo stronzio-90, l'impianto continua a perdere grandi quantità di iodio-131 nell'aria. Perché la tiroide assorbe rapidamente lo iodio-131, a seguito di un evento radioattivo, i risultanti danni da contaminazione interna della tiroide portano a ipotiroidismo, il cancro e la morte.
Harvey Wasserman scrive:"Lo iodio-131 può essere ingerito nella tiroide, dove emette particelle beta (elettroni) che danneggiano il tessuto. La piaga della tiroide danneggiata è già stato segnalata almeno tra il 40% dei bambini nella zona di Fukushima. Tale percentuale non può solo che aumentare. Nello sviluppo dei giovani, può arrestare la crescita sia fisica che mentale. Tra gli adulti provoca una vasta gamma di disturbi aggiuntivi, compreso il cancro.

7) Gli esperti lo identificano il più grande rilascio di radiazioni in una massa d'acqua nella storia del pianeta, molto peggio di Chernobyl. Essi prospettano il fatto che l'intero Oceano Pacifico avrà livelli di cesio da 5 a 10 volte superiore a quelli che c'erano al culmine del periodo dei test atomici decenni fa.

8) Le radiazioni dal disastro di Fukushima sono già state diffuse in tutto il mondo. Lo scorso dicembre, gli scienziati hanno trovato un picco di cesio-134 al largo delle coste della California - circa 11 Becquerel per metro cubo di acqua. Inoltre hanno trovato circa 10 Becquerel per metro cubo di acqua 1.500 miglia a nord delle Hawaii un livello di circa il doppio più alto del livello che avevano trovato in missioni precedenti.

9) Secondo il Ministero dell'Economia del Giappone, del Commercio e dell'Industria (METI), più di 1.100 chilometri quadrati di villaggi, montagne e foreste rimangono inabitabili; la pulizia completa del sito richiederà mezzo secolo.

10) Abbiamo infiniti sversamenti nell'Oceano Pacifico che andranno avanti non solo per il periodo delle nostre vite, ma per le vite dei nostri figli, conclude la ricercatrice Christina Consolo:"... Lo scenario peggiore potrebbe determinare la morte di miliardi di persone. Una vera e propria apocalisse ... Un evento atmosferico, un black-out, terremoti, tsunami, guasti dei sistemi di raffreddamento, o esplosioni e incendi in qualsiasi modo, forma, in qualsiasi zona, sul sito di Fukushima, porterebbero a cascata un evento di quella portata".

 
 
 

COS'E' IL FOCUSING

Dopo il terzo incontro conoscitivo-esperienziale sul Focusing, mi sento in grado di raccontare/trascrivere qualcosa a proposito di questa chiamiamola tecnica, che ultimamente va molto di moda, ma, all'atto pratico se ne capisce poco..

Premetto che ho già fatto 2 incontri con Laura T., la quale ha proposto un percorso basato su 3 incontri successivi a cadenza settimanale, e ieri ne ho fatto uno anche con Claudia D., che è stata molto più chiara, per cui ora mi sento in grado di riversare questo piccolo sapere, a beneficio di chi voglia leggerne/saperne qualcosina.

La premessa è che, un po' tutti noi, ci siamo allontanati dal nostro sentire corporeo, siamo un po' tutti “nella mente” oppure, per dirla con un'immagine più easy: siamo delle menti che camminano.. focusing

Dunque il focusing ci aiuta a metterci in contatto con il corpo. Come?

Ecco in breve la tecnica:

Prima di tutto ci si mette in un luogo tranquillo, senza telefono e rumori.

A questo punto occorre farsi una domanda, rivolgerla a sé stessi, dentro. Tipo: com'è la mia vita ora? Oppure, dato che parliamo di una tecnica che agisce bene sulle situazioni congiunturali, potrei chiedermi: come mi sento in questo nuovo lavoro? Oppure, come mi sento dopo il litigio con Giovanna?.., ecc.

A questo punto, a occhi chiusi, ascoltando il proprio respiro, si aspetta che arrivi il cosiddetto “FELT SENSE” , cioè la sensazione pregnante che in qualche modo il corpo lega alla domanda che gli abbiamo posto.

Questa sensazione ci può mettere un po' ad arrivare, ma bisogna avere pazienza, anche perché questa del Focusing è veramente un tecnica molto sottile.

Quando ci arriva la sensazione chiave, io provo a trovare una parola o una immagine che possa corrispondergli.

Poi cerco di mettere insieme le due cose, di associarle: la sensazione e l'immagine o parola che sia.

Se la sensazione si amplifica o se ne va, abbiamo trovato la strada giusta, era quello che cercavamo.

Altrimenti, se non c'è alcun input di ritorno, dobbiamo raffrontare alla sensazione iniziale un'altra parola o immagine, da cercare.

Se la parola o immagine è corretta, succede che la sensazione iniziale cambia (FELT SHIFT),

e quando cambia, cambia di seguito anche la consapevolezza del problema e noi abbiamo una risposta!

E la risposta del corpo non mente! A differenza della mente..

Quando poi decidiamo che, per ora, la nostra sessione di lavoro col focusing è terminata, salutiamo la sensazione, o quella parte di noi stessi su cui avevamo lavorato.

Possiamo anche riporre le cose in un luogo simbolico a cui tornare, che abbiamo creato nel frattempo, tipo un cassetto arancione nella nostra mente che sappiamo solo noi come e quando ritrovare ed aprire.

Concludendo, è possibile fare anche degli scambi tra due persone col focusing, un po' come lo si fa col reiki, anche se qui la persona che accompagna non deve fare molto, a parte far sentire protetto e ascoltato chi focalizza.

Concludendo, il Focusing aumenta la consapevolezza di come viviamo le situazioni della nostra vita e, aggiungo io: se il corpo è aperto, rilassato e disponibile, per esempio dopo una seduta di ginnastica dolce o di bioenergetica, i segnali che da esso ci arrivano sono molto più chiari e facilmente leggibili.

Buon lavoro su voi stessi!

Trag

 
 
 

Mostrare le carte

Delle volte mi capita di guardare questo genere di film sul tubo  e mi pongo qualche domanda, dato che non è mai un caso che ci siano un certo tipo di “proposte mediatiche” , nell’aria.
In altre parole, ritengo che non ci sia mai nulla ad Hollywood (e dintorni) che non abbia il compito, sottile, di veicolare un qualche altro messaggio alle persone oltre a quello evidente, quello in primo piano, che spesso coincide solo con il mero intrattenimento.
il Fuoco della Vendetta - filmIl film in questione come molti altri prima ( e altri lo seguiranno ), mette in evidenza tutto il lato più duro della vita, in cui, in fondo, sei da solo, e l’unica scelta che hai è quella di trovare delle risorse dentro di te (se ci riesci), o altrimenti morire come un cane, perché la società, per come è strutturata - le istituzioni stesse che presiedono alla società - non ti aiutano, ma anzi ti vogliono seppellire.
Letteralmente.
Ho vissuto negli Stati Uniti circa nove mesi, ormai tra i lontani anni ‘97 e ‘98, vi ho lavorato (per caso più che per scelta) e già allora il sentore di un sistema così “configurato”, mi appariva piuttosto evidente: ricordo un uomo sulla cinquantina che veniva a giorni alterni nell’albergo in cui facevo il receptionist, e mi chiedeva sempre gentilmente se poteva utilizzare il telefono dell’hotel per chiamare la famiglia e gli amici, ed evitare così di farlo in strada, col rumore del traffico.
Dopo un pò di volte che era venuto, scambiammo quattro chiacchiere: mi raccontò che faceva un lavoro normale, tipo l’impiegato, poi un giorno s’era ammalato, aveva dovuto permanere un buon paio di mesi in clinica e, a seguito di questo evento, aveva perso il lavoro e gli ultimi soldi che aveva.
Così era finito in strada.
Come lui, ricordo una America piena zeppa di homeless, dato che oltre a San Francisco, ho visto, viaggiando in pulmann, parecchie altre città degli Stati Uniti.
Ancora, c’era una donna di colore su una sedia a rotelle, avrà avuto trentacinque anni, che tutte le notti si metteva in terra, dall’altra parte di Market Street rispetto al mio albergo, issandosi sui braccioli della sedia da sola, per adagiarsi poi sul marciapiede e trovare una qualche condizione possibile per dormire.
Ma, tornando a bomba: è quasi che questi film, di cui parlavo, mitizzino in qualche modo la condizione dell’uomo che riesce a sopravvivere in un sistema divenuto nel frattempo inadatto alla vita.
Ad una vita normale, dignitosa.
E’ molto probabile che qui si voglia far riemergere, volutamente, il solito “tema saturniano” (mai sopito e sempre ben occultato), dell’uomo che, sulla croce che gli spetta, deve sopportare il proprio supplizio, per riuscire a venire a capo delle carni, dei suoi desideri, degli scompensi e delle colpe delle carni, sicchè possa finalmente riuscire a far emergere, in sè, lo spirito rivelato e rivelatore della Verità.
(La carta 16 dei Tarocchi parla un pò di questo, può essere uno spunto di approfondimento ulteriore.)
Se è questo, per l’uomo contemporaneo (come credo che sia), lo scopo ultimo portato avanti dalle elite mondialiste, nell’applicazione sistematica dei loro “protocolli”, a tutti i livelli del vivere umano, io credo che forse sia venuta l’ora di tirar giù la maschera, aprire il sipario, e dichiarare apertamente le ragioni celate del “gioco”.

 
 
 

Storielletta & Riflessioncine sulla Morte

Post n°55 pubblicato il 02 Maggio 2016 da traggogolone
 

Una storielletta e qualche riflessioncina sulla morte

Tarda mattinata di un giugno caldo  e appiccicoso.
M’ero appena staccato dalla bara di mio zio, nella sala della camera ardente, e m’incamminavo per raggiungere il gruppetto compatto di parenti che stavano andando, mogi, verso il cancello principale. 
Non m’ero accorto che una zia, di non so chi, una vecchia megera incartapecorita, con veletta nera, s’era staccata dopo di me dal feretro e da dietro mi fa:”Francesco, bisogna far chiudere subito la bara col coperchio.. con questo caldo!”piazza della morte
Lì per lì ho pensato che la zia dovesse avere un valido motivo per dire una cosa del genere: cos’è? Lo odiava a tal punto, quel mio povero zio, che non voleva manco concedergli qualche altro minuto a contatto con la realtà terrena?
“Adesso, lo dico a papà..”, le riferii, con un tono che, forse, credo, voleva dire: dirò a papà della tua crudele intenzione. A quel punto non è detto che, papà, non voglia far chiudere anche te, nella bara, insieme allo zio!”
Ma la megera si dileguò, dopo avermi sorpassato e aver velocemente salutato il parentame, ora tutto fermo, compatto, a chiacchierare, mesto, prima del cancello.
Il caldo prevaleva su tutto e tutti, e restai lì, qualche metro prima del gruppo, a chiedermi come fosse stato possibile che la megera mi avesse sorpassato con tanta facilità.
Misteri della prossimità con la morte, pensai.

 

Vanno tutti di fretta: è una vita, un intero sistema che è del tutto incompatibile con il fatto di fermarsi un attimo a pensare.
Di giorno tu li vedi, è una corsa continua, scappano a destra e a sinistra, nel solo ed unico tentativo di ingannare la morte.
Questo c’è, dietro il paravento del tuo lavoro, dell’ora in palestra, del riempire il carrello della spesa con i prodotti: il reiterato (e fallimentare) tentativo di dimenticare, ancora per un giorno, il fatto di dover morire.
E’ un errore madornale, anzi, è il più grande errore che si possa commettere.
Certamente il mondo sarebbe un posto migliore, se ci si ricordasse ogni tanto del fatto che pure noi siamo come le Simmenthal del supermercato: un giorno, tu, scadi..


Ci sono poche città in cui c’è una piazza intitolata alla morte.
Sembra una scelta assurda da parte della municipalità, invece è ingegnoso ed è indice di lungimiranza..
Le informazioni oggi ridondano, ed ognuno ha il suo retino personale, per trattenere ciò che crede migliore per sè stesso.
C’è chi si squadra con reverenza la targa con su scritto “piazza della morte”, e c’è chi invece  lo ha sempre ignorato.
Ma va bene così.


Mi soggiace or ora quel tizio al balcone, in quel film, che ripeteva a Troisi:”ricordati che devi morire!”
“Sissì, ora me lo segno!”

 

 

 
 
 
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