Creato da traggogolone il 14/11/2012

Ada vede

Punti di domanda e qualche risposta su di noi e la società, con un pizzico di umorismo

 

Fukushima Daiichi, la ferita aperta che la civiltà non vuole vedere

Traduzione dell'articolo tratto da Tapnewswire.com

Sono passati cinque anni da quando un terremoto di magnitudo 9,0 - il più grande nella storia della nazione e uno dei cinque più potenti mai registrati da sempre in tutto il mondo - e il successivo tsunami, ha distrutto gran parte della centrale nucleare di Fukushima Daiichi, uccidendo in conseguenza più di 20.000 uomini, donne e bambini; determinando oltre 200.000 sfollati; portando orrore indicibile e miseria per molti dei sopravvissuti. Le radiazioni di Fukushima stanno mangiando il Pacifico

Il disastro nucleare di Fukushima del 11 marzo 2011, ha provocato una contaminazione radioattiva massiccia della terraferma giapponese, così come ha portato alla ribalta i pericoli delle radiazioni nucleari in tutto il mondo.
Cinque anni più tardi, gli effetti successivi all'evento catastrofico continuano ad affliggere il mondo, rendendolo così il più grande disastro ambientale di tutti i tempi.

Qui ci sono 10 fatti terrificanti sull'olocausto nucleare in corso a Fukushima che vi faranno cagare addosso:

1) 300 tonnellate (272,152 litri) di acqua radioattiva - abbastanza per riempire una piscina olimpionica ogni otto giorni - entra nel Pacifico ogni giorno. Ci ha detto Harvey Wasserman, giornalista e avvocato per le energie rinnovabili. "Questo è un evento apocalittico. E’ qualcosa che potrebbe contaminare l'intero Oceano Pacifico. E'estremamente grave. La realtà è che la Tokyo Electric non sa che cosa stia accadendo e non sa come controllare ciò che sta succedendo. Tutto il nostro pianeta è a rischio ora."

2) La centrale nucleare di Fukushima Daiichi ha ben 11.400 barre di combustibile - Il reattore n °4, da solo, dispone di 1300 barre di combustibile, sistemate in una piscina che perde. Queste barre di combustibile devono essere rimosse manualmente, oltre ad altre 6.300 barre di combustibile sistemate nelle vicinanze. Dal momento che le barre di combustibile, che contengono radiazioni pari a 14.000 volte la quantità rilasciata quando gli Stati Uniti sganciarono la bomba atomica su Hiroshima, alla fine della seconda guerra mondiale, devono essere estratte manualmente per evitare un disastro peggiore della crisi nucleare del Marzo 2011, anche il più piccolo errore potrebbe portare a una reazione nucleare a catena.

3) Nel 2013, TEPCO, la società elettrica giapponese responsabile per il reattore di Fukushima, ha ammesso che i livelli di radiazione nel suo oblò di osservazione delle acque sotterranee, sul lato est degli edifici delle turbine, avevano raggiunto 310 Becquerel per litro, per il cesio 134, e 650 Becquerel per litro per il cesio 137. Secondo l'Organizzazione Mondiale della Sanità, l'acqua potabile a 300 Becquerel per litro è equivalente ad un anno di esposizione alla radiazione naturale del terreno, o, da 10 a 15 radiografie al torace.

4) Nel periodo immediatamente successivo al disastro, l'impianto ha vomitato una stima compresa tra 5.000 e 15.000 tera-becquerels (trilione di becquerel) di cesio-137 al mese. Secondo Jota Kanda, un oceanografo della Tokyo University of Science and Technology Marine, l'impianto continua a perdere 10 miliardi di becquerel di cesio-137 al giorno nell'Oceano Pacifico.

5) Dopo ben due anni dalla catastrofe, la simpatica TEPCO ha ammesso che avevano rilevato dello stronzio-90, altamente tossico, un sottoprodotto della fissione nucleare che può provocare il cancro delle ossa, se ingerito, a livelli 30 volte il tasso consentito. E ha anche ammesso pubblicamente che un cumulativo compreso tra i 20.000 miliardi e i 40.000 miliardi becquerel di trizio radioattivo erano finiti in mare dopo il disastro.

6) Oltre al Cesio-137 e allo stronzio-90, l'impianto continua a perdere grandi quantità di iodio-131 nell'aria. Perché la tiroide assorbe rapidamente lo iodio-131, a seguito di un evento radioattivo, i risultanti danni da contaminazione interna della tiroide portano a ipotiroidismo, il cancro e la morte.
Harvey Wasserman scrive:"Lo iodio-131 può essere ingerito nella tiroide, dove emette particelle beta (elettroni) che danneggiano il tessuto. La piaga della tiroide danneggiata è già stato segnalata almeno tra il 40% dei bambini nella zona di Fukushima. Tale percentuale non può solo che aumentare. Nello sviluppo dei giovani, può arrestare la crescita sia fisica che mentale. Tra gli adulti provoca una vasta gamma di disturbi aggiuntivi, compreso il cancro.

7) Gli esperti lo identificano il più grande rilascio di radiazioni in una massa d'acqua nella storia del pianeta, molto peggio di Chernobyl. Essi prospettano il fatto che l'intero Oceano Pacifico avrà livelli di cesio da 5 a 10 volte superiore a quelli che c'erano al culmine del periodo dei test atomici decenni fa.

8) Le radiazioni dal disastro di Fukushima sono già state diffuse in tutto il mondo. Lo scorso dicembre, gli scienziati hanno trovato un picco di cesio-134 al largo delle coste della California - circa 11 Becquerel per metro cubo di acqua. Inoltre hanno trovato circa 10 Becquerel per metro cubo di acqua 1.500 miglia a nord delle Hawaii un livello di circa il doppio più alto del livello che avevano trovato in missioni precedenti.

9) Secondo il Ministero dell'Economia del Giappone, del Commercio e dell'Industria (METI), più di 1.100 chilometri quadrati di villaggi, montagne e foreste rimangono inabitabili; la pulizia completa del sito richiederà mezzo secolo.

10) Abbiamo infiniti sversamenti nell'Oceano Pacifico che andranno avanti non solo per il periodo delle nostre vite, ma per le vite dei nostri figli, conclude la ricercatrice Christina Consolo:"... Lo scenario peggiore potrebbe determinare la morte di miliardi di persone. Una vera e propria apocalisse ... Un evento atmosferico, un black-out, terremoti, tsunami, guasti dei sistemi di raffreddamento, o esplosioni e incendi in qualsiasi modo, forma, in qualsiasi zona, sul sito di Fukushima, porterebbero a cascata un evento di quella portata".

 
 
 

COS'E' IL FOCUSING

Dopo il terzo incontro conoscitivo-esperienziale sul Focusing, mi sento in grado di raccontare/trascrivere qualcosa a proposito di questa chiamiamola tecnica, che ultimamente va molto di moda, ma, all'atto pratico se ne capisce poco..

Premetto che ho già fatto 2 incontri con Laura T., la quale ha proposto un percorso basato su 3 incontri successivi a cadenza settimanale, e ieri ne ho fatto uno anche con Claudia D., che è stata molto più chiara, per cui ora mi sento in grado di riversare questo piccolo sapere, a beneficio di chi voglia leggerne/saperne qualcosina.

La premessa è che, un po' tutti noi, ci siamo allontanati dal nostro sentire corporeo, siamo un po' tutti “nella mente” oppure, per dirla con un'immagine più easy: siamo delle menti che camminano.. focusing

Dunque il focusing ci aiuta a metterci in contatto con il corpo. Come?

Ecco in breve la tecnica:

Prima di tutto ci si mette in un luogo tranquillo, senza telefono e rumori.

A questo punto occorre farsi una domanda, rivolgerla a sé stessi, dentro. Tipo: com'è la mia vita ora? Oppure, dato che parliamo di una tecnica che agisce bene sulle situazioni congiunturali, potrei chiedermi: come mi sento in questo nuovo lavoro? Oppure, come mi sento dopo il litigio con Giovanna?.., ecc.

A questo punto, a occhi chiusi, ascoltando il proprio respiro, si aspetta che arrivi il cosiddetto “FELT SENSE” , cioè la sensazione pregnante che in qualche modo il corpo lega alla domanda che gli abbiamo posto.

Questa sensazione ci può mettere un po' ad arrivare, ma bisogna avere pazienza, anche perché questa del Focusing è veramente un tecnica molto sottile.

Quando ci arriva la sensazione chiave, io provo a trovare una parola o una immagine che possa corrispondergli.

Poi cerco di mettere insieme le due cose, di associarle: la sensazione e l'immagine o parola che sia.

Se la sensazione si amplifica o se ne va, abbiamo trovato la strada giusta, era quello che cercavamo.

Altrimenti, se non c'è alcun input di ritorno, dobbiamo raffrontare alla sensazione iniziale un'altra parola o immagine, da cercare.

Se la parola o immagine è corretta, succede che la sensazione iniziale cambia (FELT SHIFT),

e quando cambia, cambia di seguito anche la consapevolezza del problema e noi abbiamo una risposta!

E la risposta del corpo non mente! A differenza della mente..

Quando poi decidiamo che, per ora, la nostra sessione di lavoro col focusing è terminata, salutiamo la sensazione, o quella parte di noi stessi su cui avevamo lavorato.

Possiamo anche riporre le cose in un luogo simbolico a cui tornare, che abbiamo creato nel frattempo, tipo un cassetto arancione nella nostra mente che sappiamo solo noi come e quando ritrovare ed aprire.

Concludendo, è possibile fare anche degli scambi tra due persone col focusing, un po' come lo si fa col reiki, anche se qui la persona che accompagna non deve fare molto, a parte far sentire protetto e ascoltato chi focalizza.

Concludendo, il Focusing aumenta la consapevolezza di come viviamo le situazioni della nostra vita e, aggiungo io: se il corpo è aperto, rilassato e disponibile, per esempio dopo una seduta di ginnastica dolce o di bioenergetica, i segnali che da esso ci arrivano sono molto più chiari e facilmente leggibili.

Buon lavoro su voi stessi!

Trag

 
 
 

Mostrare le carte

Delle volte mi capita di guardare questo genere di film sul tubo  e mi pongo qualche domanda, dato che non è mai un caso che ci siano un certo tipo di “proposte mediatiche” , nell’aria.
In altre parole, ritengo che non ci sia mai nulla ad Hollywood (e dintorni) che non abbia il compito, sottile, di veicolare un qualche altro messaggio alle persone oltre a quello evidente, quello in primo piano, che spesso coincide solo con il mero intrattenimento.
il Fuoco della Vendetta - filmIl film in questione come molti altri prima ( e altri lo seguiranno ), mette in evidenza tutto il lato più duro della vita, in cui, in fondo, sei da solo, e l’unica scelta che hai è quella di trovare delle risorse dentro di te (se ci riesci), o altrimenti morire come un cane, perché la società, per come è strutturata - le istituzioni stesse che presiedono alla società - non ti aiutano, ma anzi ti vogliono seppellire.
Letteralmente.
Ho vissuto negli Stati Uniti circa nove mesi, ormai tra i lontani anni ‘97 e ‘98, vi ho lavorato (per caso più che per scelta) e già allora il sentore di un sistema così “configurato”, mi appariva piuttosto evidente: ricordo un uomo sulla cinquantina che veniva a giorni alterni nell’albergo in cui facevo il receptionist, e mi chiedeva sempre gentilmente se poteva utilizzare il telefono dell’hotel per chiamare la famiglia e gli amici, ed evitare così di farlo in strada, col rumore del traffico.
Dopo un pò di volte che era venuto, scambiammo quattro chiacchiere: mi raccontò che faceva un lavoro normale, tipo l’impiegato, poi un giorno s’era ammalato, aveva dovuto permanere un buon paio di mesi in clinica e, a seguito di questo evento, aveva perso il lavoro e gli ultimi soldi che aveva.
Così era finito in strada.
Come lui, ricordo una America piena zeppa di homeless, dato che oltre a San Francisco, ho visto, viaggiando in pulmann, parecchie altre città degli Stati Uniti.
Ancora, c’era una donna di colore su una sedia a rotelle, avrà avuto trentacinque anni, che tutte le notti si metteva in terra, dall’altra parte di Market Street rispetto al mio albergo, issandosi sui braccioli della sedia da sola, per adagiarsi poi sul marciapiede e trovare una qualche condizione possibile per dormire.
Ma, tornando a bomba: è quasi che questi film, di cui parlavo, mitizzino in qualche modo la condizione dell’uomo che riesce a sopravvivere in un sistema divenuto nel frattempo inadatto alla vita.
Ad una vita normale, dignitosa.
E’ molto probabile che qui si voglia far riemergere, volutamente, il solito “tema saturniano” (mai sopito e sempre ben occultato), dell’uomo che, sulla croce che gli spetta, deve sopportare il proprio supplizio, per riuscire a venire a capo delle carni, dei suoi desideri, degli scompensi e delle colpe delle carni, sicchè possa finalmente riuscire a far emergere, in sè, lo spirito rivelato e rivelatore della Verità.
(La carta 16 dei Tarocchi parla un pò di questo, può essere uno spunto di approfondimento ulteriore.)
Se è questo, per l’uomo contemporaneo (come credo che sia), lo scopo ultimo portato avanti dalle elite mondialiste, nell’applicazione sistematica dei loro “protocolli”, a tutti i livelli del vivere umano, io credo che forse sia venuta l’ora di tirar giù la maschera, aprire il sipario, e dichiarare apertamente le ragioni celate del “gioco”.

 
 
 

Storielletta & Riflessioncine sulla Morte

Post n°55 pubblicato il 02 Maggio 2016 da traggogolone
 

Una storielletta e qualche riflessioncina sulla morte

Tarda mattinata di un giugno caldo  e appiccicoso.
M’ero appena staccato dalla bara di mio zio, nella sala della camera ardente, e m’incamminavo per raggiungere il gruppetto compatto di parenti che stavano andando, mogi, verso il cancello principale. 
Non m’ero accorto che una zia, di non so chi, una vecchia megera incartapecorita, con veletta nera, s’era staccata dopo di me dal feretro e da dietro mi fa:”Francesco, bisogna far chiudere subito la bara col coperchio.. con questo caldo!”piazza della morte
Lì per lì ho pensato che la zia dovesse avere un valido motivo per dire una cosa del genere: cos’è? Lo odiava a tal punto, quel mio povero zio, che non voleva manco concedergli qualche altro minuto a contatto con la realtà terrena?
“Adesso, lo dico a papà..”, le riferii, con un tono che, forse, credo, voleva dire: dirò a papà della tua crudele intenzione. A quel punto non è detto che, papà, non voglia far chiudere anche te, nella bara, insieme allo zio!”
Ma la megera si dileguò, dopo avermi sorpassato e aver velocemente salutato il parentame, ora tutto fermo, compatto, a chiacchierare, mesto, prima del cancello.
Il caldo prevaleva su tutto e tutti, e restai lì, qualche metro prima del gruppo, a chiedermi come fosse stato possibile che la megera mi avesse sorpassato con tanta facilità.
Misteri della prossimità con la morte, pensai.

 

Vanno tutti di fretta: è una vita, un intero sistema che è del tutto incompatibile con il fatto di fermarsi un attimo a pensare.
Di giorno tu li vedi, è una corsa continua, scappano a destra e a sinistra, nel solo ed unico tentativo di ingannare la morte.
Questo c’è, dietro il paravento del tuo lavoro, dell’ora in palestra, del riempire il carrello della spesa con i prodotti: il reiterato (e fallimentare) tentativo di dimenticare, ancora per un giorno, il fatto di dover morire.
E’ un errore madornale, anzi, è il più grande errore che si possa commettere.
Certamente il mondo sarebbe un posto migliore, se ci si ricordasse ogni tanto del fatto che pure noi siamo come le Simmenthal del supermercato: un giorno, tu, scadi..


Ci sono poche città in cui c’è una piazza intitolata alla morte.
Sembra una scelta assurda da parte della municipalità, invece è ingegnoso ed è indice di lungimiranza..
Le informazioni oggi ridondano, ed ognuno ha il suo retino personale, per trattenere ciò che crede migliore per sè stesso.
C’è chi si squadra con reverenza la targa con su scritto “piazza della morte”, e c’è chi invece  lo ha sempre ignorato.
Ma va bene così.


Mi soggiace or ora quel tizio al balcone, in quel film, che ripeteva a Troisi:”ricordati che devi morire!”
“Sissì, ora me lo segno!”

 

 

 
 
 

L’ISIS E’ UNA CREAZIONE ISRAELO/AMERICANA - I 10 MAGGIORI INDICATORI

 

I DIECI MAGGIORI INDICATORI CHE L’ISIS E’ UNA CREAZIONE ISRAELO/AMERICANA

Articolo pubblicato il 17 aprile 2016 su http://tapnewswire.com/2016/04/top-10-indications-that-isis-is-a-usisraeli-creation/

A cura di Makia Freeman.
Traduzione di Adavede.

L’Isis è una creazione israelo/americana, un fatto evidente come il cielo blu.
Per molti lettori di notizie alternative, questo è già palesemente ovvio, ma questo articolo è stato scritto per la stragrande maggioranza della popolazione del mondo, che ancora non ha idea di chi stia dietro all’avvento dell’Isis.

Non importa per quale nome si facciano passare – Isis, Isil, Is, Daesh – il gruppo è stato deliberatamente ingegnerizzato dagli Stati Uniti ed Israele, per perseguire alcuni obiettivi geopolitici. Sono una organizzazione di terroristi religiosi, fondamentalisti, Sunniti, creata per terrorizzare e rovesciare alcune nazioni arabe Sciite, come la Siria e l’Iraq, ma non si tratta di una organizzazione solamente “islamica”.
Possono essere islamici , e possono patrocinare lo stato islamico, ma stanno lavorando molto per raggiungere gli obiettivi del
Sionismo. E’ sorprendente vedere quanta gente sta combattendo per questo. Siamo stati inondati dalla propaganda che riguarda la guerra al terrore, fraudolenta, in particolare termini come “terrorismo islamico” e “Islam radicale” sono comparsi, ma frasi molto più accurate sarebbero “terrorismo Sio-islamico”, e “Sio-Islam radicale”.
Agenzie segrete come il Mossad e la Cia ne tirano i fili.

Ecco qui una lista dei 10 principali indicatori e prove che l’Isis è una creazione israelo-americana

1) Isis è l’acronimo di Mossad

Cominciamo con ciò che è ovvio. Isis è esso stesso un acronimo, non per stato islamico in Iraq e Siria, ma per Israeli Secret Intelligence Service (servizi segreti di intelligence israeliani). E’ solo un altro modo per descrivere il Mossad, la losca agenzia il cui motto è “attraverso l’inganno, puoi portare la guerra”.
In questo video (https://youtu.be/jYONiyG-CZk) i due autori intervistati (il giornalista americano Dan Raviv e il giornalista isreliano Yossi Melman) rivelano che Isis è l’acronimo del Mossad.

2) La precognizione sull’Isis, attraverso documenti trapelati della Dia:

L’americana Dia (agenzia di intelligence della Difesa) è una delle 16 agenzie militari di intelligence americane. Sulla scorta di un documento trapelato, ottenuto da Judicial Watch, la Dia scrive, il 12 agosto 2012 che:

..c’è la possibilità di instaurare un Principato Salafita, dichiarato o meno, nella Siria dell’est (zone di Hasaka e Der Zor) e questo è esattamente ciò che vogliono i poteri che supportano l’opposizione, di modo da isolare il regime siriano..”

Questo è stato scritto prima della comparsa dell’Isis sulla scena planetaria. Chiaramente l’Isis non è stata una rivolta casuale, ma piuttosto un ben orchestrato e strigliato “gruppo di opposizione”.
I “poteri che supportano l’opposizione” si riferisce a l’arabia saudita, la turchia, e i Gcc ( i paesi della cooperazione del golfo), nazioni come il Qatar, che sono supportati, in cambio, dall’asse americano-inglese-israeliano nella loro battaglia per spodestare il presidente siriano Bashar Al-Assad.
Come ho sottolineato in questo articolo Syrian Ground War.. , gli Stati Uniti stanno appoggiano le nazioni sunnite, mentre la Russia, la Cina e l’Iran quelle Sciite, per cui esiste un potenziale che le cose sfocino in una terza guerra mondiale.

Nel sito Tapnewswire si vedano i flash dei documenti della Dia

(Per maggiori informazioni si guardi il seguente articolo: http://wakeup-world.com/2015/11/24/reality-check-proof-us-government-wanted-isis-to-emerge-in-syria/

Include 7 pagine del documento citato sopra del Pentagono, che incluse i dettagli circa le ragioni per cui il governo stava operando in Siria, prima dell’emergere dell’Isis)

3) L’Isis non ha mai attaccato Israele.

E’ più che mai strano e sospetto che l’Isis non abbia mai attaccato Israele – è un altra indicazione che l’Isis è controllata da Israele. Se l’Isis fosse stato il frutto di una rivolta indipendente e genuina che non era stata segretamente orchestrata dagli Stati Uniti e Israele, perchè mai non avrebbero dovuto tentare di attaccare il regime sionista, che ha attaccato all’incirca tutti i vicini stati mussulmani, a partire dall’anno del suo insediamento, il 1948?
Israele ha attaccato l’Egitto, la Siria e il Libano, e naturalmente ha decimato la Palestina. Israele ha sistematicamente provato a dividere e conquistare i suoi vicini arabi. E si è lamentata continuamente del terrorismo islamico! Ancora, quando l’Isis è comparsa sulla scena come una organizzazione terroristica islamica, barbarica e sanguinaria, apparentemente non ha avuto problemi con Israele e non ha individuato motivi per occuparsi di un regime che ha perpetrato una dose massiva di ingiustizie contro gli Islamici.

Questo spinge la credibilità al un punto di rottura.

Il fatto è che Isis e Israele non si attaccano reciprocamente – essi si sostengono reciprocamente. E’ stato anche scoperto che Israele si è occupata delle cure di alcuni soldati dell’ISIS e di altri ribelli anti-Assad nei suoi stessi ospedali! Si tratta di nemici mortali, o del migliore degli amici?

4) I furgoncini della Toyota

Dov’è che l’Isis ha preso una intera flotta di furgoncini Toyota? Perché così tanti dei suoi scatti fotografici riguardano una flotta di Toyota che corrispondono - corrispondenti cioè, sia per modello che per colore? Come l’articolo della Information Clearing House umoristicamente statuisce.
La storia ufficiale è che l’Isis li avrebbe rubati ai “buoni terroristi” (di Al Nusra), a cui sarebbero stati dati, questi bei veicoli, dal governo degli Stati Uniti. Cosa che sembrerebbe guidare verso almeno un paio di domande. Non ultima delle quali, perchè gli stati uniti riforniscono terroristi di qualsivoglia estrazione con suv di lusso? E a tal proposito, di quanti suv parliamo? Di quanti, con esattezza? In quali garage l’Isis tiene parcheggiata questa massiccia flotta? E perchè sono tutti a marca Toyota? E’ una scelta dei terroristi o un gusto del governo americano? La Toyota se l’è mai presa, per l’associazione tra i suoi trucks e i terroristi?”

Alcuni di questi trucks sono dei veicoli usati che sono partiti dagli Usa o dal Canada e sono arrivati in Siria. Per esempio, questo veicolo che riporta la scritta di un idraulico del Texas, ha fatto scoprire con orrore al suo ex proprietario che il suo vecchio veicolo sarebbe stato adoperato per la guerra, con il suo logo ancora lì su una portiera!

5) Gli skill di prima classe, nell’uso dei social media, dell’Isis.

La storiella delle Toyota ci spinge dritti alla prossima domanda, in merito all’Isis.
Chi si occupa della loro pubblicità? Come hanno fatto ad ottenere così tante foto delle Toyota che se ne vanno in giro? Come sono riusciti ad ottenere quella risma di video (falsi) che ritraggono le decapitazioni? Come ha potuto fare, un barbaro gruppo di assassini, che parlano una lingua molto diversa dall’Inglese, che propinano ideali religiosi fondamentalisti (come la Sharia) e spesso criticano tutto ciò che è occidentale, a gestire con maestria i social media occidentali, per diffondere i loro messaggi, la propaganda e le loro sfide?

6) Il gruppo israeliano SITE è sempre il primo a rilasciare i video dell’Isis.

Un’altra chiave in omaggio che l’Isis è una creazione Usa/Israele è che il gruppo israeliano SITE (Search for International Terrorist Entities) è stato spesso fra i primi a trovare e a rendere pubblici i video ( come la cofondatrice Rita Katz s’è lasciata sfuggire in più di una occasione). Site è stata implicata in una sfilza di video di finte decapitazioni dell’Isis, nel 2014.

False flag falliti! Si ignorino per un momento i brutti lavori svolti con photoshop. Si noti in questa foto come la luce getta ombre sul lato destro della faccia e del collo di un ostaggio, e sul lato sinistro del viso e del collo dell'altro ostaggio.. Parlando di finte decapitazioni, perchè questa Tv di fiction turca mostra una decapitazione che è identica a quelle dell’Isis?

7) Il capo dell’Isis Baghdadi, un agente del Mossad.

Simon Elliot (Elliot Shimon) aka Al-Baghdadi è nato da genitori ebrei ed è un agente del Mossad. Riportiamo di seguito tre traduzioni che intendono asserire con chiarezza che il califfo Al-Baghdadi è in pieno un agente del Mossad e che è nato da padre e madre ebrei. “Il vero nome di Abu Bakr al-Baghdadi è Simon Elliott.. Colui il quale viene chiamato semplicemente “Elliott” è stato reclutato dall’israeliano Mossad ed è stato addestrato in spionaggio e guerra psicologica contro gli arabi e la società islamica. Questa informazione viene attribuita ad Edward Snowden.

8) Comunicazioni trapelate che evidenziano il piano di rovesciamento della Siria.

Julian Assange di Wikileaks ha fatto un gran lavoro per catturare le informazioni circa quello che stava accadendo in Siria, anni prima delle “primavere arabe” e l’attule guerra, iniziata nel 2011.
Ci ha rivelato che William Roebuck, poi
chargé d’affaires dell’ambasciata americana a Damasco, stava progettando la destabilizzazione del governo siriano. Le seguenti citazioni inviate da Roebuck a Washington dimostrano come egli stesse evidenziando le debolezze di Assad:

Vulnerabilità:

L’alleanza con Teheran: “Bashar sta camminando sul filo del rasoio nelle sue sempre più forti relazioni con l'Iran, in cerca del supporto necessario, pur non alienandosi del tutto le relazioni con i moderati stati vicini arabi sunniti, così da non essere percepito come qualcuno che favorisca gli interessi sciiti persiani e fondamentalisti. La decisione di Bashar di non sostenere i Talebani. La decisione di Bashar di non partecipare al vertice dei Talabani di Ahmadinejad a Teheran, dopo il viaggio FM Moallem in Iraq, può essere visto come una manifestazione della sensibilità di Bashar all’ottica araba, circa la sua alleanza iraniana.

Possibile azione:
Giocare sulle paure Sunnite dell’interferenza iraniana.
Ci sono timori in Siria che gli iraniani siano attivi e nel proselitismo sciita e nella conversione dei, per lo più poveri, sunniti. Anche se spesso esagerati, tali timori riflettono un elemento della comunità sunnita in Siria che è sempre più sconvolta da e focalizzata sulla diffusione dell'influenza iraniana nel loro paese, attraverso attività che vanno dalla costruzione di moschee fino agli affari. Sulle missioni locali egiziane e saudite qui, (così come sugli importanti capi siriani religiosi sunniti), stanno dando sempre maggiore attenzione alla questione che dovremmo coordinare più strettamente con i loro governi, sui modi per pubblicizzare meglio e focalizzare l'attenzione regionale sulla questione.

9) La Russia bombarda Isis, gli Usa li proteggono.

La pubblicità afferma:”Secondo quanto la politica estera americana in Siria: noi vogliamo combattere l’Isis mentre combattiamo contro il presidente Assad...sebbene l’Isis sta combattendo contro Assad, e i russi stanno aiutando la Siria a combattere l’Isis...per cui dobbiamo combattere la Russia per fermarli dal combattere con la Siria, contro l’Isis..

Se ti sembra folle, è perchè lo è!”

Prima che la Russia entrasse militarmente in Siria, gli Stati Uniti reclamavamo il fatto che essa fosse attaccata dall’Isis, sebbene la Russia fosse capace di fare in pochi mesi ciò che gli Usa non sono stati capaci di fare in anni. Perchè, l’esercito americano è a tal punto incapace, oppure questa è una ulteriore prova che gli Usa hanno finanziato e sostenuto l’Isis per tutto questo tempo? Ci sono stati vari rapporti che ai soldati americani sia stato ordinato di non colpire obiettivi Isis, anche se avessero una chiara visione dei nemici, come questo articolo riporta: “Alcuni piloti degli Stati Uniti che sono tornati dalla guerra contro lo Stato islamico in Iraq stanno confermando che sono stati fermati dal lanciare il 75 per cento dei loro ordigni su obiettivi terroristici, perché non potevano ottenere l'autorizzazione per lanciare l'attacco, secondo un membro di spicco del Congresso.
Non possiamo ottenere l'autorizzazione anche quando abbiamo un chiaro obiettivo di fronte a noi ", ha detto Royce [rappresentante degli Stati Uniti, Ed Royce, presidente della Commissione Affari Esteri della Camera]. "Non capisco per nulla questa strategia, perché questo è ciò che ha permesso all'ISIS il proprio vantaggio e la capacità di reclutamento. Inoltre, perché il portavoce del Dipartimento di Stato, Mark Toner, ha dovuto lottare per festeggiare il fatto che l’ISIS aveva perso Palmyra di recente?

10) L’Isis è sempre la scusa per ulteriori interventi armati:

Infine, si consideri questo: perché è l'ISIS sempre la scusa perfetta per un ulteriore intervento militare in Siria? Data la storia dell'ingerenza straniera in Siria, in particolare dagli Stati Uniti e Israele negli ultimi 70 anni, non è piuttosto conveniente che lo spettro dell'ISIS è la giustificazione offerta per proporre delle no-fly zone, attacchi aerei e truppe di terra? Come altro avrebbero fatto gli Stati Uniti e Israele a conquistare il Medio Oriente, senza il loro scagnozzo, l'ISIS?

Si prega di condividere questo articolo con coloro che non si sono ancora risvegliati alla verità sull'ISIS. Molti lo hanno già intravisto attraverso la propaganda. Una volta che noi siamo in numero sufficiente, l'utilità di questo gruppo terroristico ridicolo, pericoloso e vaudevilliano decadrà - e forse verrà raggiunta una massa critica di persone, per tirare via la tenda e, per una volta, avere un assaggio dei veri burattinai che tirano i fili della guerra.

Nota editoriale: Per le immagini, i link e le informazioni mancanti, si guardi il sito linkato in testa, da cui la traduzione. L'editor di Libero presenta numerosi problemi in fase di pubblicazione che mi hanno impedito di ripubblicare tutti gli elementi dell'articolo di cui sopra. Buona lettura, Trag

 

 
 
 
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