Creato da ad_metalla il 09/05/2006

RealCaimani Cube

La verità delle parole sta nelle azioni successive

 

 

L’Unione Sarda passa di mano. Oddio, sogno o son desto!?

Post n°1701 pubblicato il 11 Settembre 2013 da ad_metalla
 
Foto di ad_metalla

Son le parole del padrone mio: "Io non conosco", dice lui, "né casa, né moglie, né padrona". Sicché il compito affidato alla mia lingua, sulle spalle me lo riporto a casa grazie a colui e alle sue bastonate.

Son'io in terra, in cielo o all'inferno? Sogno, o son desto? pazzo oppure in senno? Da essi conosciuto, e a me dissimulato! Dirò che sono quel che dicon loro, e, così seguitando, alla ventura in questa nebbia vado.

(William Shakespeare, “La commedia degli equivoci”, atto secondo).

 

di Massimo Manca

Sarà forse per colpa dei rumors che mi giungono da Roma, però resta il fatto che stanotte mi sono visto a leggere un editoriale di Umberto Aime sull’Unione Sarda. Incredulo pigliavo il telefono per chiamare subito un collega della Nuova:  “Ciao carissimo, come stai… dimmi, ho in mano L’Unione, ma che storia è mai questa?”. “Massimo –  mi rispondeva il collega – è una storia  più che preannunciata, non so dirti però se a buon fine”.

Le prime avvisaglie si sono registrate lo scorso luglio, con la decisione dell'editore e del consiglio d'amministrazione dell'Editoriale La Nuova Sardegna SpA di trasferire la sede legale della società a Roma, e la fusione per incorporazione della società editoriale nel gruppo di controllo Finegil-L'Espresso. Per altri, invece, la lunga marcia di avvicinamento di Zuncheddu al Gruppo l’Espresso deve essere retrodata quanto meno alla nomina di Anthony Muroni a direttore del principale quotidiano sardo, non escludendosi la conseguente buona stampa per la coppia Michela Murgia & Francesca Barracciu. Sarà.

Le trattative, così almeno pare,  sarebbero a buon punto esul filo d’arrivo. Le uniche difficoltà – in via di superamento – sarebbero legate alla quantificazione dei debiti maturati dal giornale, o per meglio dire del tentativo di caricare quelli immobiliari sulla parte editoriale. Se l’operazione venisse chiusa, per la storica redazione della Nuova Sardegna si prospetterebbe un trasferimento a Roma: non si sa con quali conseguenze – che comunque non saranno indolori –  anche se la società ha più volte ribadito che “nulla cambierà in futuro e a tutti i livelli nell'autonomia gestionale e professionale de La Nuova Sardegna”.

In attesa di riscontrare conferme, o magari qualche stizzita smentita, ci sarebbe da fare un’ultima considerazione: come reagirà l’establishment politico di viale Trento? Insomma, se con l’approssimarsi delle elezioni regionali i rumors dovessero trovare conferma, la situazione per il centrodestra si farebbe difficile. Per questo motivo alcuni pensano che l’operazione nulla sia di più che un semplice fuoco di paglia, un  azzardo di Zuncheddu per ottenere tutte quelle attenzioni finora non pienamente soddisfatte.  Per altri, invece, l’editore di Burcei sarebbe stanco di buttar via soldi, avendo raggiunto la consapevolezza che nei palazzi della politica regionale nessuno voglia aiutarlo così tanto e quanto lui vorrebbe.

Chissà, forse la prossima notte mi vedrò a leggere l’editoriale di Muroni sulla Nuova Sardegna.

 
 
 

Un altro mio pezzo su Sardinia Post

Post n°1700 pubblicato il 31 Luglio 2013 da ad_metalla
 

Pubblicato il 29 luglio (scritto il 25). QUI!


Un provvedimento inusuale, sorprendente. Del tutto in controtendenza, almeno in Sardegna: un ambientalista, Stefano Deliperi, è stato chiamato a far parte del Consiglio direttivo del Parco naturale regionale Molentargius-Saline di Cagliari e Quartu Sant’Elena, uno dei tesori dell’ambiente isolano che però, ancora oggi, stenta a decollare per le periodiche carenze di risorse e mezzi, ma soprattutto per una gestione operativa che negli anni ha mostrato più ombre che luci.

Istituito nel lontano 1999, per la ricchezza dell’avifauna nidificante e per la particolare posizione all’interno di un più vasto contesto urbano, coi suoi 1600 ettari di estensione il parco si caratterizza come area umida di primaria importanza a livello internazionale, protetto da numerose convenzioni e direttive europee. Adesso a vigilare – su designazione del sindaco di Cagliari Massimo Zedda – ci sarà anche Deliperi, direttore di un ufficio di controllo della Corte dei Conti, delegato regionale della Lega Abolizione Caccia e, soprattutto, presidente dal 1992 del Gruppo di intervento giuridico. Un ambientalista concreto, meticoloso nelle sue denunce, conosciuto anche a livello nazionale per le sue battaglie.

Il provvedimento risale allo scorso 10 giugno, quando l’organo di indirizzo e controllo politico, all’unanimità, ha sostituito l’ex direttore generale del comune di Cagliari, Francesco Cicero, dimissionario da circa un anno. La decisione di avvalersi delle competenze di Deliperi è tuttavia maturata prima, più esattamente il 30 aprile, quando l’Assemblea del Parco ebbe a deliberare senza però avere preventivamente acquisito l’indispensabile autorizzazione della Corte dei Conti. Il nullaosta, richiesto il 7 maggio, è arrivato nel tempo record di 2 giorni, a dimostrazione che quando la pubblica amministrazione vuole può essere anche velocissima.

Confrontando i due atti si rileva una curiosa differenza, d’ordine politico. Così si legge nella prima delibera: “A seguito di ampia ed esauriente discussione si è convenuto collegialmente che possa svolgere le funzioni di componente del Consiglio direttivo il Dott. Stefano Deliperi…”. Nella seconda arriva la precisazione: “…su designazione del vice presidente del Parco”, cioè Massimo Zedda, quasi a voler connotare politicamente e in maniera ben definita la cooptazione dell’ambientalista Deliperi. E infatti, per quanto riguarda l’organo politico collegiale di governo dell’area protetta, si legge ancora: “L’assemblea, stante l’individuazione del Dott. Stefano Deliperi…ha valutato positivamente tale orientamento”.

La decisione del sindaco Zedda di cooptare Deliperi nel Consiglio direttivo del Parco Molentargius è stata tenuta sottotraccia (non c’è traccia di comunicati stampa e lo stesso Deliperi, che aggiorna quotidianamente il blog del Gruppo di intervento giuridico, non ha diffuso fino a ora la notizia), ma segna una rilevante svolta. In particolar modo per le posizioni radicali e le feroci critiche che l’ambientalista ha sempre mosso alla gestione dell’area umida protetta.

Basterà ricordarne alcune, le più recenti: sull’abnorme e ingiustificato numero di dipendenti del Parco e sul tentativo di stabilizzare parte di questi senza ricorrere a concorsi pubblici (“Parco naturale regionale Molentargius-Saline, parco dei milioni perduti e anche parco dei raccomandati?”); sull’abusivismo edilizio dell’area (“Ravvedo il rischio di un loro risanamento assurdo quanto illegittimo”); sulla grave assenza del Piano del Parco, i ritardi della ripresa della produzione salina e sulle discariche (“Non bastano certo alcuni sentieri e zone verdi aperti al pubblico con birdwatching esclusivamente a pagamento per fare un parco”); sulla devastazione degli incendi che si ripete ogni anno nonostante ingenti investimenti di denaro pubblico per opere di risanamento e manutenzioni (“Un mezzo disastro, preoccupa l’inefficacia del sistema idrico antincendio installato con sensibili spese pubbliche anni fa, così la presenza di viabilità chiusa da sbarre che ha ostacolato i soccorsi”); sulla realizzazione di un nuovo ponte in cemento per piste ciclabili (“Molentargius continua a esser un parco naturale all’insegna del cemento, legale o abusivo”).

Ora, se si tiene conto che il Consiglio direttivo del Parco (tre componenti) svolge delicate ed importanti funzioni in ordine all’approvazione di progetti di intervento e attuazione del Programma/Piano esecutivo di gestione, così come del Piano del  Parco, ma anche di programmazione degli investimenti e di nomina dei responsabili degli uffici e dei servizi, fino ad arrivare a deliberare le variazioni al bilancio preventivo di spese, ci si rende facilmente conto dell’impresa ardua che Deliperi dovrà affrontare nei prossimi 5 anni, soprattutto se vorrà essere conseguente alle battaglie decennali che ha condotto per l’effettiva, trasparente ed efficace valorizzazione del compendio naturalistico.

Massimo Manca



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Poi il colpo di scena....

Molentargius, bloccata la nomina di Deliperi. Manca il sì della Corte dei conti

Sfuma la nomina di Stefano Deliperi nel Consiglio direttivo del Parco Molentargius. Le delibere con cui l’Assemblea del Parco aveva nominato l’ambientalista nel Consiglio direttivo dell’area umida protetta, pur  regolarmente adottate e recentemente pubblicate nell’albo pretorio dei comuni consorziati,  anche con l’acquisizione dell’autorizzazione di Giuseppe Mullano (dirigente della Corte dei conti), non sortiranno effetti concreti.

A svelare l’impedimento è stato lo stesso ambientalista con una nota in cui si evidenzia l’assenza, in ultimo, del necessario  nullaosta del Segretariato generale della Corte dei conti, presso la quale Deliperi lavora. La motivazione sarebbe da ricercarsi negli effetti indiretti delle cosiddette norme anticorruzione volute dall’ex governo Monti.

La decisione del sindaco i Cagliari  Massimo Zedda di cooptare Deliperi ai vertici del Parco Molentargius e la successiva nomina formalizzata dall’Assemblea degli enti locali consorziati aveva sorpreso positivamente e fatto discutere un po’ tutti. Deliperi, infatti, è un ambientalista concreto, meticoloso nelle sue denunce: il suo pregresso impegno e rigore non  avrebbe che potuto fare bene all’area umida protetta, pur tra mille comprensibili difficoltà.

Ora ci si interroga sulle prossime mosse dell’Assemblea del Parco Molentargius e su chi sarà chiamato a sostituire Deliperi nel Consiglio direttivo, per quel decollo del compendio naturalistico finora mancato.


Massimo Manca

Link all'articolo: QUI!


P.S.

Ricapitolando:

1) il cosiddetto decreto anti corruzione è stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 92 del 19 aprile 2013;
2) il cosiddetto decreto anti corruzione, dopo la sua pubblicazione, è entrato in vigore il 4 maggio 2013;
3) la prima delibera di nomina di Deliperi nel Consiglio direttivo del Parco Molentargius è del 30 aprile 2013 (quindi successiva alla pubblicazione del decreto anti corruzione). In questa delibera si fa esplicitamente riferimento alla necessità di acquisire l'autorizzazione da parte della Corte dei conti, dove lavora Deliperi;
4) la seconda delibera di nomina di Deliperi è del 10 giugno (quindi successiva sia alla pubblicazione del decreto anti corruzione e sia all'entrata in vigore. In questa delibera si fa riferimento all'autorizzazione richiesta alla Corte dei conti e al suo ricevimento (dopo due giorni);
5) poi il flop, con il segretariato generale della Corte dei conti che non autorizza in ragione del cosiddetto decreto anti corruzione.

Ebbene, tutto questo cosa ci dice? Basta soffermarsi sulle date per capirlo. Vuol dire che Deliperi, Zedda (che ha cooptato Deliperi), l'Assemblea del parco, tutti i vari dirigenti e uffici che hanno istruito gli atti non erano a conoscenza del contenuto del decreto anti corruzione, diversamente si sarebbero ben guardati dall'approvare una nomina del genere. E lo stesso Zedda dal proporre Deliperi. Dirò di più, lo stesso Deliperi, se avesse conosciuto il cosiddetto decreto anti corruzione avrebbe detto fin dall'inizio "no grazie, non si può fare". E invece che fa? Si rende disponibile e trasmette il suo curriculum vitae. Insomma, un raglio d'asino corale.

 
 
 

Ricette geniali. Arriba arriba...Speedy Gonzales Provincia. Perchè tanta fretta?

Post n°1699 pubblicato il 31 Luglio 2013 da ad_metalla

Cos'è il Genio? È fantasia, intuizione, colpo d'occhio e velocità d'esecuzione
(Rambaldo Melandri dal film "Amici miei" di Mario Monicelli)

Quanta fretta, ma dove corri, dove vai? Che fortuna che hai avuto ad incontrare noi, lui è il gatto ed io la volpe stiamo in società, di noi ti puoi fidare... 
(Il gatto e la volpe, Edoardo Bennato, 1977)



Ad un occhio attento che si accompagni con un cervello sveglio: non c’è molto da aggiungere alla cronistoria che riporto in basso. Un piccolo consiglio: ponete attenzione alle date e, soprattutto, agli orari. Poi gli interrogativi verranno da soli. Trovate voi la risposta. Io mi astengo, perché notoriamente ho l’anello ancora attaccato al naso.

6 giugno 2013, con legge n. 64 è differito al 30 settembre 2013 il termine di approvazione del bilancio degli enti locali;
11 giugno 2013, convocazione del Consiglio regionale. Viene inserito per la prima volta nell’ordine del giorno della seduta n. 410 il “Testo unificato n. 301-428-430-432-435-442/A - Norme sul riordino delle province”. L’argomento verrà discusso il 27 giugno e l’approvazione della legge stralcio (n. 15) interverrà il 28 successivo;
18 giugno 2013, la Direzione centrale per la finanza locale ricorda agli enti locali che il termine per l’approvazione del bilancio è differito al 30 settembre 2013;
20 giugno 2013, la giunta provinciale di Cagliari licenzia la delibera n. 89, recante "Approvazione schema del Bilancio di Previsione per l'anno 2013, Relazione Previsionale e Programmatica e schema di Bilancio Pluriennale 2013-2015. Rettifica deliberazione della G.P. n. 80 del 13/06/2013”;
21 giugno 2013, l’assessorato provinciale delle Finanze e Bilancio trasmette al Consiglio provinciale la proposta di deliberazione n. 0091302120002 recante “Approvazione del Bilancio di previsione per l’anno 2013 e relativi allegati”. La proposta di delibera viene iscritta dal Consiglio provinciale al n. 82 dell’O.d.g. suppletivo;
27 giugno 2013, il Consiglio provinciale di Cagliari si riunisce con all’ordine del giorno (al punto 82) l’illustrazione del bilancio di previsione 2013. Viene avanzata la richiesta di inversione dell’ordine del giorno, con l’immediata trattazione del punto 82. La richiesta è accolta. Il presidente del Consiglio comunica di avere ricevuto una nota “firmata dalla maggior parte dei consiglieri nella quale – al fine di procedere con celerità all’approvazione del bilancio di previsione per l’anno 2013 – gli stessi dichiarano di rinunciare ai termini posti in loro favore” per la discussione. Poiché la nota non è firmata da tutti i consiglieri la richiesta è rigettata. I lavori sono aggiornati alla seduta successiva;
27 giugno 2013, il Consiglio regionale della Sardegna (Seduta N. 417) avvia la discussione generale del testo unificato: “Norme sul riordino delle province”;
28 giugno 2013, ore 14, il Consiglio regionale della Sardegna (Seduta N. 418) approva la legge n. 15 “Norme sul riordino delle province”;
28 giugno 2013, ore 18,25, si riunisce il Consiglio provinciale di Cagliari con all’ordine del giorno la trattazione dell’argomento “Bilancio di Previsione per l’anno 2013 e relativi allegati”. All’appello nominale risultano presenti 13 consiglieri, sono invece 16 gli assenti. Il presidente del Consiglio informa di avere ricevuto una nota firmata da tutti i consiglieri provinciali in cui gli stessi rinunciano ai termini posti in loro favore per la trattazione dell’argomento, al fine di procedere celermente all’approvazione del bilancio. Viene avviata la discussione e dopo alcune dichiarazioni di voto il bilancio viene approvato con 17 voti favorevoli su 17 presenti. Subito dopo, a parte, stante la dichiarata “urgenza di assicurare il funzionamento dei servizi della Provincia”, viene anche approvata l’immediata esecutività dell’atto. Sono le ore 21 circa;
28 giugno 2013, dopo le ore 21 (ma c'è qualcuno che sostiene fossero le 21.30), si riunisce la Giunta provinciale di Cagliari, che approva la delibera n. 95 recante “Variazione al bilancio di previsione per l’anno 2013 e relativi allegati, finalizzata all’incremento di diversi interventi di spesa corrente appartenenti a settori vari”. Passano quindi pochi minuti dall’approvazione del bilancio in Consiglio che già l’esecutivo provinciale si autoconvoca per modificarlo. Le modifiche sono tutte in aumento: 80mila euro per la protezione civile, 10mila per il turismo, 100mila per la cultura, 20mila per i servizi sociali, ma soprattutto ben 210mila euro in più per le “prestazioni di servizi” in capo agli organi istituzionali. Non è possibile sapere per cosa saranno utilizzate queste risorse, né tanto meno se rivestano il carattere di urgenza per il quale la legge consente variazioni di bilancio (che comunque entro 60 giorni dovranno essere ratificate o meno dal consiglio, o per meglio dire, a questo punto, dal commissario straordinario);
1 luglio 2013, sul Buras n. 30 viene pubblicata la legge n. 15 del 28/06/2013 recante “Disposizioni transitorie in materia di riordino delle province”;
2 luglio 2013, la delibera di Consiglio provinciale n. 31 del 28 giugno 2013 (di approvazione del Bilancio di previsione) è affissa all’albo pretorio cartaceo e on line dell’ente;
2 luglio 2013, la Giunta regionale approva la delibera n. 25/10 recante “Legge regionale 28 giugno 2013, n. 15 – Disposizioni transitorie in materia di riordino delle Province – Nomina commissari straordinari”. Nella delibera, tra l’altro, si dispone che “i commissari straordinari provvederanno, inoltre, all’amministrazione ordinaria dell’ente e garantiranno il proseguimento dell’esercizio delle funzioni e dell’erogazione dei servizi alla data di entrata in vigore della L.R. n. 15/2013”;
2 luglio 2013, il presidente della Regione firma il decreto n. 94 con il quale, “per le motivazioni e le finalità formulate nella deliberazione della Giunta regionale n. 25/10 del 2 luglio 2013, ai sensi dell’art. 1, comma 4, della legge regionale 28 giugno 2013, n. 15”, Pietro Cadau è nominato commissario straordinario della Provincia di Cagliari;
9 luglio 2013, viene depositato al TAR Sardegna il ricorso n. 548/2013 recante “Enti pubblici delibera della Giunta della Regione Sardegna n. 25/06/2013 avente ad oggetto disposizioni transitorie in materia di riordino delle Province e nomina dei commissari straordinari”. I ricorrenti sono alcuni ex consiglieri provinciali, l’ex presidente Angela Maria Quaquero e alcuni ex assessori provinciali. I resistenti sono la Provincia di Cagliari e la Regione Sardegna;
12 luglio 2013, il TAR Sardegna rigetta la richiesta di sospensiva: i ricorrenti non corrono il rischio di subire  nessun «danno grave e irreparabile» senza la concessione della misura cautelare.

 
 
 

Rally, c’è già profumo di soldi

Post n°1698 pubblicato il 30 Luglio 2013 da ad_metalla
 
Tag: Rally

Dunque ci siamo. Nuovamente. L’altro giorno un quotidiano sardo titolava: "Sardegna, c’è già profumo di rally". Nulla di più sbagliato, la titolazione corretta sarebbe dovuta essere: "Rally, c’è già profumo di soldi". Questa, naturalmente, nel giornale che mi piacerebbe leggere tutti i giorni e che al momento non esiste. Si, perché diciamocelo pure cari colleghi: è ora di finirla. Di finirla di sparare a palle incatenate sugli scontrini del caffè dei grillini chiudendo però gli occhi sulle tante, troppe porcate e spese inutili di cui si pontificano mai dimostrati vantaggi. E per il turismo e per l’economia e per l’occupazione della Sardegna. Lo so, è sempre piacevole essere invitati a sbafo per seguire il rally in sontuosi hotel a 5 stelle. Ed è bello far parte di un circo che ti riempie di inutili omaggi e false carinerie. Che ti riempie anche la pancia al ristorante, lo so. Però, scusate, a tutto c’è un limite: non si può stare perennemente col piede in due staffe. Da una parte ci riempite la testa con ridicoli forum, trasmissioni televisive e inutili dibattiti sulle miserie dell’Isola e, dall’altra, chiudete gli occhi sui quattrini pubblici che ogni anno vengono graziosamente elargiti al Rally di Sardegna? Vogliamo finalmente parlarne? Dalle indiscrezioni che mi giungono alle orecchie pare che gli organizzatori abbiano chiesto 1milione e 500mila euro. Che sarebbe come dire 1.400 euro per chilometro percorso dalle macchine. Pare – dico pare – che la giunta regionale sia disposta a concederne non più di uno. Da qui la decisione degli organizzatori di ridurre il rally a due sole giornate. Sempre troppi i quattrini, dati i tempi. E sono soprattutto uno sputo in faccia a chi non riesce più a sopravvivere. Certo, ci vorrebbe coraggio, quello che pare manchi in viale Trento. Il coraggio di dire no. E questo mi fa pensare. Mi chiedo, infatti, se da quelle parti non abbiano sufficiente intelligenza per capire la portata che potrebbe avere una decisione di questo tipo dinanzi all’opinione pubblica. “Signore e signori, vi abbiamo convocato per comunicare che non finanzieremo, quest’anno, il Rally di Sardegna e che utilizzeremo il milione di euro preventivato per soccorrere le persone che si trovano in difficoltà”. Sarebbero applausi. Titoloni sui giornali. Ecco, così io la vedevo. E invece no, non sarà così. Saranno gamberoni arrosto, cappellini, portachiavi, comode stanze d’albergo e strette di mano, con le solite veline di contorno. E niente applausi, se non l’eco di puzzolentissimi motori tra le nostre montagne. La Sardegna vi guarda e voi le sputate in faccia. Non è bello.

 
 
 

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Post n°1691 pubblicato il 28 Marzo 2013 da ad_metalla
 

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