Community
 
ad_metalla
Profilo
Blog
Video
Sito
Foto
   
 
Creato da ad_metalla il 09/05/2006

RealCaimani Cube

La verità delle parole sta nelle azioni successive

 

 

« La Regione, Tiscali e Tr...Porti: Pili, Masala e So... »

Progettopoli

Post n°693 pubblicato il 01 Dicembre 2006 da ad_metalla
 
Foto di ad_metalla

L’idea dell’architetto brasiliano Da Rocha cancellerebbe l’immagine storica di via Roma. Tre grattacieli da costruire nell’area del porto. E Granara elabora il piano particolareggiato prima di approvare lo strumento regolatore. La prossima settimana l’esame in comitato della diffida Casic
 
Il piano regolatore del porto non c’è ancora, ma i progetti sono pronti. Il più maestoso prevede tre palazzi a torre di venticinque piani per complessivi mille appartamenti, tre edifici grandi come quello dell’Enel, da realizzare nel pieno dell’area portuale, destinati a oscurare la sky-line storica di via Roma. L’idea è dell’architetto brasiliano Paulo Mendes da Rocha, chiamato a pianificare l’area ex Sem dove sorgerà il campus universitario. Renato Soru gradirebbe e il presidente dell’Autorità portuale Nino Granara si è reso così disponibile ad assecondare gli orientamenti dei vertici regionali e del sindaco da elaborare il piano particolareggiato del porto prima che il comitato portuale approvasse lo strumento regolatore.

Sembra incredibile ma è così: stoppato il dibattito sul piano a causa della diffida inviata dal Casic, Granara si trova in mezzo al guado. Da una parte l’asse di potere cagliaritano che preme per dare il via al festival delle attività commerciali nell’area di via Roma, dove fra l’altro Giorgio Mazzella ha comprato il palazzo Cariplo e dove il presidente dell’Assoindustriali nuorese Salvatore Denti ha acquisito il grattacielo dell’Enel coi buoni uffici dell’ex assessore regionale Pietro Pittalis. Dall’altra il comitato portuale, che sullo strumento di programmazione vuole vedere chiaro e che non intende prendere sottogamba l’iniziativa legale di Sandro Usai.

La strada sembrava tracciata: una sbrigativa discussione sul piano regolatore e relativa approvazione. Poi subito lo strumento particolareggiato, già bello e pronto dal 28 agosto, concordato con le famiglie di imprenditori cagliaritani e ispirato dallo studio Boeri, graditissimo a Soru. Ci sono anche i progetti esecutivi, come se ogni decisione fosse scontata. Il gran finale doveva essere la riconferma alla presidenza dell’Authority di Nino Granara, aspirante chef nella grande abuffata prossima ventura, con l’imprimatur autorevolissimo di Soru. Uno scenario di perfetta ricollocazione dei poteri locali, con l’incrollabile Usai nelle vesti del guastafeste. Ancora forte abbastanza - ne riferiamo nel servizio sotto - da rimandare a casa con perdite sedici membri dell’assemblea del Casic, decisissimi su invito dei vertici regionali a sfiduciarlo e a votare contro il bilancio preventivo per favorire lo scioglimento del consorzio.

L’operazione politica è chiara: bombardamento sul Casic, proposta di acquisto di Tecnocasic con la mediazione di Gualtiero Cualbu, via libera sul fronte del porto e abbandono sostanziale dello scalo industriale, considerato poco attraente dai vertici regionali.

Ma torniamo ai progetti per l’area del porto, divenuta ormai il piatto forte nel desco dell’edilizia affaristica cagliaritana. L’architetto brasiliano Da Rocha, un simpatico signore di 78 anni, è arrivato in città insieme alla sua compagna quarantenne portandosi appresso una fama professionale inattaccabile. Ha lavorato alla baia di Montevideo, ha progettato opere di risonanza internazionale, è un uomo che conta nel panorama della grande architettura mondiale. Qui dovrebbe occuparsi dell’area dell’ex semoleria, il campus proposto dall’imprenditore dei rifiuti Romano Fanti che la Lega delle Cooperative vuole costruire da anni. Era stato l’allora presidente dell’Ersu Luigi Sotgiu a rallentare l’iniziativa, suscitando le ire di Fanti. Poi l’idea sembrava essere abortita. Niente affatto: è stata proprio l’amministrazione Soru ha dare l’accelerata finale e su quello spazio strategico, collocato alle spalle della stazione ferroviaria, l’architetto Da Rocha dovrebbe inventare un campus studentesco d’avanguardia. Poi però, rivolta un’occhiata professionale all’area del porto commerciale, l’anziano artista della progettazione ha pensato di allargarsi e ha proposto le tre torri. Appena quattro giorni fa Renato Soru, in un convegno pubblico al T-Hotel di Cualbu, ha chiarito che Da Rocha lavora per il campus mentre le altre idee rappresentano soltanto un sogno affascinante. Non ci sarebbe, in sostanza, l’intenzione di realizzarle. Eppure il progetto esiste e risulta una fretta micidiale, da parte di Granara e del suo staff, di andare avanti con gli strumenti di programmazione.

Siamo solo alle prime battute del confronto: la prossima settimana Granara porterà i suoi avvocati in comitato portuale per cercare la via d’uscita dalla diffida al fulmicotone sparata dall’avvocato Sergio Segneri per conto di Usai. In comitato troverà un ambiente freddo, perchè l’idea di andare avanti con la pianificazione prima di ottenere il via libera dal parlamentino del porto non è piaciuta. E’ come se Granara avesse acquistato un volo Roma-New York dando per scontato che sul Cagliari-Roma ci fosse posto: brutti scherzi della continuità territoriale, ora il presidente è in una scomodissima lista d’attesa.

Mauro Lissia

abstract: La Nuova Sardegna del 1° dicembre 2006



Usai sventa l’ennesimo agguato: sì al bilancio del Casic. Sedici membri dell’assemblea volevano sfiduciarlo bocciando il conto 2007

E intanto Sandro Usai sventa l’ennesimo agguato politico: sedici membri sui 56 dell’assemblea Casic erano pronti a sfiduciarlo e a votare contro il bilancio di previsione 2007, da approvare - pena il commissariamento dell’ente - entro il 30 novembre. L’operazione, ispirata dai piani alti di viale Trento, è clamorosamente fallita: Usai ha chiamato a raccolta le sue truppe e quando i numeri sembravano condannarlo sono apparsi trentatrè componenti dell’assemblea pronti a votare il bilancio. Risultato finale: il conto preventivo è passato con 28 voti a favore, uno contrario e quattro astenuti. Dunque Usai resta in sella e prepara la fase due della contesa politica.

Curiosi i retroscena della vicenda. Pochi minuti prima che le operazioni di voto si aprissero la pattuglia dei dissenzienti - quasi tutti presidenti di enti - era rappresentata da tre persone. Gli altri tredici aspettavano chiusi nelle automobili, sotto il cavalcavia della sesta strada nell’area industriale di Macchiareddu, a pochi minuti dalla sede del Casic. In stretto contatto telefonico attendevano il momento di agire. Prima di andare avanti col blitz elettorale bisognava fare la conta, stabilire quanti fossero i sostenitori di Usai. Quando i tre mandati in avanscoperta hanno comunicato che l’esercito del ‘grande vecchio’ era folto e munitissimo, i tredici ‘ribelli’ hanno girato la chiave di accensione delle rispettive auto e se ne sono andati mestamente. Mentre viaggiavano verso la città, Usai valutava con la consueta glaciale imperturbabilità l’esito del voto: bilancio preventivo approvato, forze nemiche in ritirata. C’era da dubitarne?

(m.l)

abstract: La Nuova Sardegna del 1° dicembre 2006

 
 
 
Vai alla Home Page del blog