l'eremo dèi Delusiuna storia vera e fantastica delle proprie emozioni |
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Post n°4 pubblicato il 24 Ottobre 2010 da empala
tutti gli anni in questo periodo si verificano alluvioni in tutto il paese con conseguenze disastrose, i miei sentimenti in riguardo sono molto forti, le solite chiacchiere a partire dalla protezione civile fino ad arrivare alle alte cariche dello stato servono solo a tenere buoni gli animi dei malcapitati. il mio punto di vista è che nell'enorme dispendio di fondi, le mani dell'uomo, più che usarle per lavori utili vengono usate per spartire allettanti mazzette per chi sta al gioco. tutti conosciamo la realtà, ma nessuno di noi reagisce, perchè nessuno sa come farlo. nella mia impotenza commento a modo mio con questo titolo: la vendetta di una fonte vitale la tua nascenza non ha misteri il tuo rifulgere a goder i pensieri nell'affluire languisci il tuo deflusso ma il tuo frale, svanisce, passo dopo passo lesina il tuo stato immune a fin che tu possa far del bene non lasciar il ceraso gemere ha bisogno di te per allignare non lasciar che i voli possino allenire senza di te le bocche sanno solo plorare sei ancora gramo nel tuo silenzio ma sempre sapido in quest'ultimo spazio ti affacci alla bolgia con gran discrezione e con questo non senso ti porti all'azione la sua mano umbratile e senza rispetto nello scindere in mille borri come difetto le vergogne a fluitare per dare mollezza non ha coscienza urente la sua debolezza ècco l'uomo e il suo imbratto un turbidume ti ha reso tubefatto si chiama vendetta il tuo debordare quell'essere venefico si deve escomiare non c'è bisogno di ondificare l'esser quartato, basta, a poter quagliare ormai la vendetta ha avuto il suo intento nel pencolare l'uomo ormai è macilento ma al raffittir il sentirsi vilificato non è solo l'annegare ma di certo è l'uomo con il suo modo cavillare
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Post n°3 pubblicato il 20 Ottobre 2010 da empala
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Post n°2 pubblicato il 17 Ottobre 2010 da empala
tanto tempo fa mi venne regalato una semplice penna di legno, apparentemente senza significato se si osserva l'oggetto sotto l'aspetto materiale. questo è quello che osservavo inizialmente io, per un semplice motivo, che non sapevo scrivere, non sapevo esprimermi nemmeno verbalmente, avevo perfino paura ad aprire bocca talmente convinto che l'espressione grammaticale fosse l'unico modo per farsi capire, cosa che io ne ero completamente sprovvisto come si può ancora notare. per molto tempo mi dissociai da quel regalo non trovandovi alcuna ragione di interesse, fino a quando un giorno, mentre consumavo il mio solito pasto in una delle solite tavole calde che frequentavo, casualmente mi ritrovai in una delle tasche del giubbotto quella penna. la presi in mano osservandola per l'ennesima volta combattuto dal gettarla via, o riporla di nuovo in quella tasca, per alcuni minuti rimase appoggiata sul tavolo di fianco alle posate, e mentre ingerivo il mio pasto di tanto in tanto puntavo l'occhio su la penna, senza commenti e senza speranza di utilizzarla, anzi l'unico pensiero che avevo era,"ma cosa me ne faccio". finito di mangiare durante la pausa caffè e fumo, nel fare le solite osservazioni con gli amici dell'argomento preferito da gli uomini incredibilmente tra una battuta e l'altra la penna prese a macchiare di inchiostro il tovagliolo di carta con qualche parola. per tutto il tempo dei nostri chiacchiericci non mi accorsi di niente, solo alla fine osservando quelle frasi, incredulo le rilessi a voce alta ai miei amici. si fecero una bella risata con tanto di complimenti per la fantasia chiedendomi anche un bis. gli risposi che non èra possibile non le avevo nemmeno pensate quelle cazzate: senti questa bella, bella alta, bionda, e occhi a perla dico a lei un pò perverso ma così non ti è permesso tutto quadra, tutto torna ma per favore la mini gonna delle gambe così belle non si può certo coprirle anche a l'occhio così attento non si può chiedere tanto io le gambe non le ho belle ma ho qualcosa che fà faville ora in pubblico non te lo mostro ci vorrebbe un altro posto dove i cuori e le passioni ci farebbero dei bei favori questa fu la prima cazzata che quella penna riuscì a scrivere, ancora tutto oggi non mi so spiegare perchè percepisco il desiderio ma non la capacità, fatto sta che siamo riusciti a mettere insieme tante cazzate che ogni tanto vi presenterò. |
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Post n°1 pubblicato il 11 Ottobre 2010 da empala
per meglio dire, dove è che finisco, visto che la trilogia dei miei libri hanno l'unico scopo di rappresentarmi nella realtà. il primo," l'eremo dèi delusi "(la e accentuata non è un errore), se avrete modo di sbirciallo capirete il perchè, si accosta in maniera confusionaria alla vita del protagonista, creando molti dubbi sulla sua identità, ma tutto quello che viene raccontato da lui è vero. quello che si evince è la modesta quasi inesistente capacità di scrivere, i miei punti di vista non collimano con quelli canonizzati, impedendomi di espletare la profondità di sentimenti che hanno trovato congedo per volontà loro. tutti pensiamo di avere buoni sentimenti senza rendersi conto che non li sappiamo distinguere da quelli cattivi, autocritica personale, è questa la chiave che apre l'unica via di accesso ai buoni sentimenti, ècco perchè ho deciso di mettermi ha scrivere qualunque cosa che possa squotere tutti i sentimenti, buoni e cattivi, perchè cerco sempre ben chiara nella mia mente quella chiave, rimuovendo automaticamente il contesto di incapacità a fare quella cosa. io la definisco trasgressione mentale, ho obbligato la mia mente ha svuotarsi dei contenuti omaggiati dall'interesse per dare spazio a quelli costruttivi e carichi di sacrificio, realizzando che mi trovo povero finanziariamente ma molto più ricco e soddisfatto di buoni valori, e credetemi, i soldi sicuramente fanno la felicità ma non completano una persona, anzi la rendono limitata in quanto non può conoscere la faccia della miseria per quanto ci possa provare, rimanendo isolato da quei sentimenti che scaturiscono certe situazioni. morale della favola, il mio pensiero non collima con quello di chi allude che la cultura si possa raccogliere solo attraverso lo studio, persone limitate, l'esperienze e la capacità di filtrare, così detta saggezza, ha la visione più ampia dei sentimenti. quello che stò cercando di fare è studiare per la saggezza e nella mia autocritica c'è tutta la consapevolezza di non riuscirci, in questa vita. il secondo," il fantasma dell'eremo", nella mia contorta storia autobiografica accosto la propabile realtà di una vendetta con personaggi veramente esistenti, ripescando esperienze veramente vissute con loro, lasciando il sapore dell'imprevisto, come in un giallo. il terzo non ha titolo, devo ancora iniziare ha scriverlo, tenendolo sempre bene impresso nella mente, perchè è lì che giace, l'umile piacere di sognare la" soluzione finale". tra qualche giorno mostrerò la copertina dell'eremo, non fatevi illusioni se il vostro pensiero è limitato, cercate il significato fuori dal limite visivo. |



Inviato da: laluna78
il 20/10/2010 alle 14:15
Inviato da: jezabels
il 20/10/2010 alle 10:40