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OLBIA GALLURA, Il sindaco ritorna a Palazzo Giovannelli si è insediato, si apre il toto assessori

Post n°372 pubblicato il 20 Maggio 2011 da olbiagallura

 

da L'UNIONE SARDA  20 Maggio 2011
COMUNE.
In serata apertura dello skate park,
stretta di mano con Cocciu
Il sindaco ritorna a Palazzo
Giovannelli si è insediato,
si apre il toto assessori
     unioSard 200511

Ci sono candidati che non trovano il voto della sorella ed elettori che, scorrendo le preferenze del seggio in cui hanno votato, non trovano il proprio. Per gli aspiranti consiglieri che stanno sulla linea che separa chi sta dentro e chi sta fuori dall'Aula sono ancora giorni di passione. Dettagli nel quadro generale. Ieri la commissione elettorale centrale ha completato le procedure proclamando Gianni Giovannelli sindaco. Il leader della Coalizione civica è tornato intorno a mezzogiorno nel suo ufficio. «Da oggi si inizia a lavorare con impegno, entusiasmo e responsabilita, - ha detto - appena la commissione concluderà i lavori di verifica delle preferenze avremo chiaro il quadro del voto e si potrà aprire il confronto nella coalizione per formare la nuova Giunta». Entro i primi di giugno la squadra dovrebbe essere definita.
TOTO ASSESSORI L'argomento per il sindaco e i segretari dei partiti è chiuso con un tassativo: «Non ne abbiamo ancora parlato». Sicuramente non c'è un'intesa preconfezionata da manuale Cencelli, sicuramente decideranno «in base alle competenze», e non è esclusa la presenza di tecnici esterni, ma qualche ipotesi - nonostante le bocche cucite - si può già fare. Il Pd è il primo partito della Coalizione e ha rinunciato ad esprimere il sindaco in favore di Giovannelli e del progetto. Avrà quindi il peso maggiore all'interno della Giunta. Uomini e donne con esperienza politica ne ha diversi: tra i più votati (dopo Gian Piero Scanu che farà solo il consigliere) Rino Piccinnu , Gianni Ricciu e Carlo Careddu . Ma siccome il criterio principale non sarà questo, può entrare nel gruppo dei papabili anche Liliana Pascucci , capogruppo nella scorsa legislatura, al momento prima dei non eletti, e con competenze indiscusse in tema di Servizi sociali. Uno degli assessori Pd sarà probabilmente anche vice sindaco.
La seconda forza è la civica Per Olbia dove ha fatto la parte del leone Vanni Sanna , ex assessore della giunta Giovannelli, unico a restargli fedele. Considerato che il sindaco ha garantito che la sua giunta avrà una consistente presenza femminile, potrebbe avere un posto in Giunta anche Monica Fois , architetto, anche lei ex assessore ma per poche ore. A favore della Fois anche il fatto che, in qualche modo, rappresenta il movimento degli imprenditori della zona industriale nella guerra contro la Tarsu. Discorso un po' più complesso nel Polo per l'Italia che ha al suo interno diverse componenti. Tre su quattro dei consiglieri che per ora risultano eletti sono dell'Udc, tra questi Giulio Careddu , il primo a schierarsi con Giovannelli mentre Fli è rappresentata da Marco Vargiu . Tra i potenziali assessori c'è anche Giorgio Spano , al momento è il primo dei non eletti, ma è tra coloro che più hanno lavorato per Coalizione. L'Upc sceglierà tra i consiglieri il suo assessore. In pole position c'è Gesuino Achenza , che però è impegnato in Provincia. Gli altri due sono il biologo marino Benedetto Cristo e la ginecologa Rina Pileri che insieme alla Pascucci ha lavorato sui programmi dei Servizi sociali. Nell'Idv, fuori discussione Giommaria Uggias , impegnato nel Parlamento europeo, potrebbe avere buone chance Giovanna Spano , prima dei non eletti, responsabile dell'educazione ambientale nell'Amp di Tavolara. Questo il quadro dei partiti principali, restano Sel e Pari Opportunità. Ma anche tanti altri incarichi nelle commissioni e negli enti. Con un occhio sempre al Consiglio: obiettivo della Coalizione civica è quello di restituire peso e dignità all'assemblea.
POLITICA E SKATE Ieri pomeriggio prima uscita ufficiale del sindaco per l'inaugurazione dello skate park al Fausto Noce. E primo incontro con l'opposizione. C'era anche Angelo Cocciu, l'ex assessore allo Sport, uno dei dimissionari, che aveva avviato quel progetto. Qualche istante di imbarazzo superato quando Giovannelli lo ha voluto accanto nel taglio del nastro. Un normale gesto di cortesia istituzionale che, dopo tre mesi di veleni, sembra un fatto straordinario.
Caterina De Roberto

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da L'UNIONE SARDA  20 Maggio 2011
Nizzi e i suoi si rivedono
 
Pdl in conclave: è primo vertice per gli sconfitti

UnioSarda 180511

Compito per casa: la sconfitta, quella grande sconosciuta . Perché da qui Nizzi e i suoi ricominciano. E lo fanno oggi.
FACCIA A FACCIA Dunque, Pdl in conclave, per la prima volta dopo la batosta elettorale incassata e non messa nel conto. Tanto che in casa berlusconiana, è questo l'ostacolo numero uno. Ovvero, metabolizzare il fatto che alla pancia votante della città non siano bastate più le grandi opere del decennio nizziano. E nessuno ne ha mai disconosciuto l'importanza. Ma, a ben vedere, Olbia voleva altro. Esattamente quello che il centrodestra non ha percepito. Ma ora speranze e ambizioni perse di vista, andranno intercettate, se il Pdl vuole conservare la leadership politica che resta incontrastata: 29,62 per cento (Pd al 17,22).
IL RUOLO DI NIZZI Inutile dire che nel Pdl da lunedì tutti vedano nero. A cominciare da Settimo Nizzi che non era abituato a perdere. Ma proprio dalla sua capacità di elaborare la sconfitta dipenderà il nuovo corso del centrodestra. Del resto, per sua stessa ammissione, Olbia non gli ha perdonato i troppi incarichi. Quindi il poco tempo dedicato alla città. A proposito: a sentire gli umori nel partito, poggia qui una fetta di malcontento interno. Ma i più saggi già suggeriscono di ribaltare il piano del confronto. Cioè, non affrontare il nodo delle poltrone con la logica del io non ne ho avute , bensì distribuirle d'ora in avanti in segno di apertura verso la città. Quindi, allargando la partecipazione per garantire migliore efficienza nell'azione politica. Di certo, (quasi) tutti hanno perso voti. Vuol dire che nessuno è senza colpe nell'intero centrodestra.
LO ZOCCOLO DURO Oggi il Pdl è al primo appuntamento. Ma il più importante per capire chi ha voglia di ripartire. Sul piatto andrà messo anche un secondo fattore: decidere come gestire peso ed esperienza di Nizzi, un aspetto, questo, che forse preoccupa il deputato. Ma la soluzione può essere trovata nei leader della sinistra. Da Scanu a Uggias passando per Satta, non ce n'è stato uno che non abbia perso. Ma nessuno di loro si è mai staccato dalla gente. Anche per i berlusconiani è arrivata l'ora di imparare la lezione.
Alessandra Carta

 
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OLBIA PROVINCIA. Alta tensione Dietro l'angolo c'è una sfida: cacciare Sanciu

Post n°371 pubblicato il 19 Maggio 2011 da olbiagallura

 

da L'Unione Sarda 19 Maggio 2011
PROVINCIA. Alta tensione
Dietro l'angolo c'è una sfida: cacciare Sanciu
 
FedSanc 190511

Se (e come) centreranno l'obiettivo, non è dato saperlo. Ma l'asse sinistra-destra, quello galvanizzato dalla vittoria in Comune, già prepara l'assalto alla Provincia. Il voto da spostare è uno. Perché adesso la maggioranza di Fedele Sanciu vale 13 scranni. Così divisi: 4 Pdl (compreso presidente dell'Aula Francesco Pala ), 3 Udc, un Dc più due Riformatori e altrettanti Psd'Az. L'opposizione, invece, ha 12 voti. Con 6 Pd, e due quote a testa per Idv, Upc e Fli.
IL PREAMBOLO Non è necessario leggere nulla in filigrana, per capire che il nodo di via Nanni non è mai cambiato. E proprio lì poggia un pezzetto di sconfitta elettorale olbiese. Infatti: era giugno 2010, primo giorno di legislatura provinciale, quando si consumò lo strappo interno al centrodestra. Sanciu decise di punire la corrente Pdl di Matteo Sanna , quella che aveva piazzato due bandierine. Con Mario Russu l'arzachenese e Gianfranco Pinducciu il teltese. Sulla carta, a Russu toccava un assessorato in quota Gallura rivierasca ed ex An. Ma il presidente-senatore ha fatto spazio a Giuseppe Baffigo , l'assessore tecnico, quindi non passato dalle urne. Un'esclusione, questa, che Sanna e i suoi due fedelissimi non hanno mai digerito. Tanto che tutti e tre optarono per il passaggio nei Fli.
IL LEGAME PROVINCIA-COMUNE Non solo. Sanna ha vinto in Comune. L'ha fatto da alleato di Giovannelli attraverso il Polo per l'Italia, sebbene la quota finiana sia stata messa in ombra dall'area Udc che ha piazzato tre consiglieri sui quattro eletti (non proprio una vittoria per i futuristi). E il quinto, quando verrà ripescato al posto dell'assessore da nominare, sarà un Api. Ma ormai è a un punto di non ritorno, la resa dei conti in Provincia che continua a ricalcare quel modello trasversale sinistra-destra. Con l'ex Ulivo unito e l'ex Polo diviso. E Sanna, adesso, vuol dimostrare al Pdl quanto gli ex An diventati Fli, ma anche i pidiellini pentiti, siano un ago della bilancia negli equilibri politici territoriali. Inutile negare che alla coalizione nizziana siano mancati pure i candidati minori, da seconda fila, anche loro di centrodestra, che si sono rivelati una risorsa per Giovannelli.
A. C.

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da L'Unione Sarda 19 Maggio 2011
ANALISI DEL VOTO. Rispetto al 2007 i consensi persi sono il 13,27 per cento
Pdl, il partito da ripensare
Sorpresa: i primi tre eletti non sono ex Forza Italia

Il Pdl dei paradossi è un bandolo della matassa ancora tutto da sbrogliare. In numeri: 29,62 per cento, per 9.268 voti (manca il conto di tre sezioni). Quasi doppiato il Pd, fermo al 17,22. Addirittura c'è un più 1,43 rispetto alle provinciali 2010. E così sembra pure un successo. Invece berlusconiani ed ex An hanno dovuto cedere il timone del potere. Vero che una sconfitta in 14 anni, non è la fine del mondo. Ma va letto subito il segnale lanciato dalla città tre giorni fa. Perché una cosa è sicura: insieme al Comune, il Pdl ha perso lo spirito vincente che dal '97, senza interruzioni, aveva trasformato le amministrative nella roccaforte del centrodestra.

cons pdl 190511
IL CANDIDATO SINDACO È da Settimo Nizzi che l'analisi comincia. Lui, il trascinatore di Giovannelli alle urne 2007, tanto che da candidato consigliere e sindaco uscente raccolse 2.664 preferenze. Allora Forza Italia e An portarono a casa il 43,29 per cento (ma con 80 candidati anziché gli attuali 40). Questa volta, invece, il partito non ha superato i 30 punti. Vuol dire che in quattro anni al Pdl è sparito il 13,67 per cento di voti. Nizzi, avant'ieri, l'ha detto a L'Unione Sarda : «Olbia non mi ha perdonato gli incarichi da deputato, presidente del Cipnes e vicecoordinatore Pdl. Ma pure il fatto che in questi anni ho parlato poco coi miei concittadini».
BOCCIATI ANCHE I SANCIU Insomma, Nizzi e il Pdl si sono scollati dalla pancia votante di Olbia. E ora il modello di partito andrà ripensato. La cartina di tornasole è pure Francesco Sanciu , fratello di Fedele , senatore, presidente della Provincia, assessore alle Finanze e coordinatore gallurese del Pdl. Altra pioggia di incarichi, a ben vedere digerita poco in tempi in cui manca pure il lavoro stagionale. Non solo. Da uscente ex del Bilancio, Francesco Sanciu paga la gestione della Tarsu alle imprese che erano un suo tradizionale bacino elettorale. Tanto che è finito quarto nella lista degli eletti: 559 voti (senza tre sezioni). Per ora perde il 23,97 per cento rispetto a quattro anni fa.
FIORI, ALTANA E COCCIU A proposito di consensi: sorprende che sul podio Pdl non ci sia nemmeno un ex Forza Italia. Infatti: Michele Fiori , primo assoluto con 728 preferenze, nel 2007 corse col Nuovo Psi. Marzio Altana , il secondo più votato, uscente dell'Urbanistica, è un ex An. Idem Angelo Cocciu , ex dello Sport, terzo a quota 599. Più ancora: i tre (sebbene non gli unici) sono in controtendenza rispetto al partito che smarrisce voti. Infatti: quando mancano ancora i dati dei tre seggi-lumaca (12, 21 e 32), Fiori raccoglie l'83,37 per cento in più, Altana il 4,28, Cocciu il 23,25.
GLI ALTRI ELETTI Come dire: chi ha lavorato bene nella passata legislatura, torna in Aula. Così, e sono cifre definitive, vale anche per Franco Casu presidente uscente dell'Urbanistica, schizzato a più 30 per cento (520 voti). Il sesto è Marco Piro , ex dell'Ambiente, che però perde il 12,98 (516). In salita Tonino Pizzadili , ex presidente del Consiglio: chiude a più 6,58 per cento (437). Ottava piazza per Pietro Carzedda , ex Udc: 354 preferenze (-7,81 per cento). Nono Giovanni Casalloni , la new entry di San Pantaleo a 350 voti. Decimo Tiziano Pinna , ex dei Lavori pubblici, a 289 voti, ma senza tre sezioni (-29,33 per cento). Infine: Valerio Spano , ex della Sicurezza, fa un balzo del 15,44 (da aggiornare in positivo).
IL VICECOORDINATORE In casa Pdl, c'è un altro big che resta senza scranno. È beffa doppia per Gianfranco Bardanzellu , onorevole e vicecoordinatore gallurese. Credeva che Nizzi vincesse, quindi ha lavorato per il partito candidando quattro suoi elettori (Ruju, Asara, Milo e Canu). Aveva calcolato che per tornare in maggioranza gli sarebbero bastati 250 voti. Bardanzellu ne ha presi 247. Ma si sono rivelati troppo pochi per andare all'opposizione.
Alessandra Carta

 
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OLBIA GALLURA «Silvia canterà per noi con gli angeli» L’addio alla studentessa sedicenne.

Post n°367 pubblicato il 27 Marzo 2010 da olbiagallura

 
 da La Nuova Sardegna SABATO, 27 MARZO 2010

«Silvia canterà per noi con gli angeli»

L’addio alla studentessa sedicenne. Il ricordo dei compagni e il dolore del fidanzato

1 olb 270310 2 olb 270310

   3 olb 270310  6 olb 260310

di STEFANIA PUORRO

OLBIA. Simone Pinducciu è seduto nell’ultimo banco della fila di sinistra. Non versa una lacrima. E’ pietrificato dal dolore, è composto, nella sua disperazione. Circondato dagli amici e dai compagni di classe che lo abbracciano e lo accarezzano. Lui, soprattutto lui, rimane quasi appartato tra la folla che ha invaso la chiesa delle Salette. Per l’ultimo saluto alla sua amata Silvia, la “principessa” Silvia, morta a 16 anni, martedì, sull’orientale sarda. E che tanti figli di Olbia, in testa i compagni della 2ª B della media Diaz, hanno accompagnato verso l’ultima dimora.
 Il silenzio, durante la messa, viene interrotto dalle lacrime di alcuni ragazzini. E’ il momento più duro, più dilaniante. E’ l’addio per sempre a Silvia. «Ma dov’era Dio?, avrà ripetuto qualcuno. Dio è morto per noi - dice don Roberto -. E lui ha portato con sé la nostra sofferenza e il nostro dolore. Ora, Silvia, il fiore più bello di tutti, è nel giardino del Signore. Lì non appassirà mai e lì canterà con gli angeli». Sì, canterà. Il canto era la cosa che Silvia Pirina amava di più. La sua voce pulita e meravigliosa era riuscita a incantare tutti. Per l’ennesima volta Olbia - dice ancora il parroco - piange per un figlio che ha lasciato questo mondo a causa di un incidente stradale. Preghiamo per Silvia, ma accompagnamo nella preghiera anche la mamma, i suoi familiari, il fidanzato Simone».
 E poi ancora tante parole, le lettere e i messaggi dei compagni di classe letti al microfono. Per arrivare a cantare la “sua”, “Buonanotte, principessa”. «Con la tua voce d’angelo ci hai abbandonato, dandoci l’ultimo saluto. I tuoi occhi azzurri si illuminavano quando cantavi Vasco Rossi - ricorda il giovanissimo Riccardo -. Tu, un’aquila reale con le ali sempre aperte, diretta verso la tua libertà, grintosa e sicura».
 Le parole che legge Adriana su un foglietto sono le ultime che Silvia aveva scritto su Facebook due giorni prima di morire. «A volte ti capita di dimenticare qualcosa... oggetti, date, nomi, scadenze, confessioni, persone... ma alla fine capisci che basta fermarti un attimo e respirare a fondo per capire che non hai mai dimenticato niente... e soprattutto nessuno... perché, anche se non lo meritano, continui a portarli sempre dentro al cuore...».
 Ora sarà Silvia a essere portata per sempre nel cuore di tutti coloro che l’hanno conosciuta e amata. E che, ieri, hanno accarezzato la sua bara bianca prima di lanciare candidi palloncini nel cielo. Volati subito via, insieme con Silvia.

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 da La Nuova Sardegna SABATO, 27 MARZO 2010

Gli investigatori alla ricerca di un movente per l’attentato incendiario contro gli stazzi di Casagliana di Nanni Secchi

Le fiamme nell’agriturismo: «Un atto intimidatorio»

4 olb agr 270310OLBIA. Le fiamme che hanno incenerito gli stazzi di Casagliana sono ancora in cerca d’autore. Le indagini, portate avanti dai carabinieri di Olbia, partono dalle tracce di liquido infiammabile che gli ignoti incendiari, l’altra notte, hanno dato fuoco mandando in fumo l’agriturismo di Nanni Secchi, 63 anni, già candidato a sindaco e consigliere comunale del Psd’Az nella legislatura di fine anni ’90 Due stazzi bruciati, il terzo si è salvato per puro caso. Il fuoco è stato appiccato negli edifici completati e in parte già arredati. Una batosta economica che supera i 250 mila euro, mezzo miliardo di vecchie lire. Il lavoro di una vita andato in fumo. Nanni Secchi ha ricevuto ieri la solidarietà della classe politica di Olbia e delle centinaia di cittadini che lo stimano da sempre. Resta da capire cosa abbia spinto gli incendiari a bruciare gli stazzi di Casagliana. «Sono senza parole - ha detto Nanni Secchi - mai avuto problemi con nessuno, mai ricevuto minacce, non ho neanche avuto mai un debito. Non riesco a trovare un perché. Quindi, l’unica spiegazione che posso darmi è che sia stato un gesto di una banda che non sa come passare il suo tempo. Una decina di giorni fa ho ricevuto la visita dei ladri, ma non so se possa esserci un legame».
 Anche questo episodio, catalogato come la solita incursione dei “topi di campagna”, viene rivisto sotto una nuova ottica dagli investigatori che si stanno occupando dell’ennesimo incendio doloso scoppiato in Gallura.

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da La Nuova Sardegna SABATO, 27 MARZO 2010

Provinciali. Oggi molti diserteranno la riunione promossa a Tempio dal senatore Sanciu

Il dissenso galoppa dentro il Pdl

Il centrodestra prepara le liste: ci sarà anche la Dc di Uccio Iodice

di ENRICO GAVIANO

6 olb pdl 2703105 olb pdl 270310 OLBIA. Centrodestra gallurese spaccato. Il cuore del dissenso è all’interno del Pdl in cui una corrente è critica verso Cappellacci, l’altra invece affianca il governatore. Nella corsa alla presidenza della provincia il partito di Berlusconi ha un fortissimo rivale, i Riformatori.
 Difficile mettere insieme tutte le anime, che si guardano in cagnesco. Oggi cercherà di tirare un po’ le fila il coordinatore provinciale del Pdl, Fedele Sanciu. Il senatore ha convocato a Tempio la terza riunione territoriale (Palazzo Villamarina, 10.30) per fare il punto. Un incontro in cui mancheranno però diversi rappresentanti di vertice del partito. Fra gli altri il vice coordinatore Matteo Sanna e, per restare a Tempio, Franco Anziani. Nel piatto, amaro, ci sono diversi dissapori. A cominciare dalla corsa alla candidatura alla presidenza, in cui Fedele Sanciu sembra il grande favorito, ma deve cercare di rimettere insieme i cocci. Ieri Bardanzellu, in un pranzo a Badesi, ha lanciato la candidatura di Pietro Luciano. Ma nel Pdl anche l’ala che fa riferimento a Matteo Sanna non si è arresa, tutt’altro, e sottotraccia porta avanti la candidatura del vicesindaco di Olbia, Marzio Altana.
 Tutto perché le divisioni fra gli ex forzisti ed ex di An non è certo sopita. Così la candidatura può essere rivendicata da entrambi anche e soprattutto perché occorre vedere quali equilibri scaturiranno dal tavolo regionale. Stesso discorso vale per le candidature nella lista Pdl, con Fedele Sanciu che metterà nella bilancia il 70 per cento dei nomi, mentre il restante 30 per cento andrà in quota al vicecoordinatore del partito, appunto Matteo Sanna.
 Nella corsa alla candidatura a presidente della Provincia, c’è però l’interrogativo legato ai Riformatori. Anche in questo caso il tavolo degli equilibri, che tiene banco a Cagliari, potrebbe indicare per la Gallura proprio un riformatore, con il conseguente decollo della candidatura di Bastianino Sannitu. Che, fra l’altro, libererebbe proprio per il Pdl il posto di assessore al turismo, con l’inizio di un’altra grossa diatriba fra le due correnti del partito in Gallura.
 Sembra quasi fatto, comunque, il quadro delle liste che correranno nel centrodestra per le provinciali. Con il Pdl e i Riformatori, l’Mpa, il Movimento popolo sardo, e, novità di ieri, la Dc per le autonomie con la candidatura di Uccio Iodice. C’è anche l’ipotesi di una lista civica. Resta il dubbio dell’Udc, che chiude tutte le porte a eventuali liste della Lega, e quello del Psd’az che pone come condizione di avere Franco Del Giudice candidato per il centrodestra a sindaco della Maddalena. Fedele Sanciu sta invece andando nell’isola per presentare Roberto Ugazzi. Altro grattacapo per il Polo...
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OLBIA GALLURA, Auto sotto un camion: Perde la vita Maria Antonietta Maccioni, viveva a Tanaunella

Post n°366 pubblicato il 26 Marzo 2010 da olbiagallura

 
da La Nuova Sardegna VENERDÌ, 26 MARZO 2010

Auto sotto un camion: muore una donna Tragedia sulla quattro corsie.

Perde la vita Maria Antonietta Maccioni, viveva a Tanaunella

Fiat Ulisse si schianta contro un tir in sosta dopo l’esplosione di uno pneumatico

3 olb 260310

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di STEFANIA PUORRO
 OLBIA. Un destino spietato. Una gomma che esplode, la Fiat Ulisse che impazzisce fino a disintegrarsi sotto un camion in sosta. Maria Antonietta Maccioni, 48 anni, che viveva a Tanaunella (frazione di Budoni), è morta ieri pomeriggio alle 16,30 sulla quattro corsie, a pochi chilometri da Olbia.
 La donna era diretta proprio a Olbia, doveva andare a prendere una delle figlie. Ma la sua vita si è spezzata tragicamente a poche centinaia di metri dal bivio per Trudda. Scioccato l’autista del tir, Carlo Bartolucci, originario di Pesaro. Si era fermato da poco in un’area di sosta per telefonare a un collega prima di raggiungere il porto e imbarcarsi sulla nave per Civitavecchia. Ha sentito un botto terribile, sulla sinistra, ha visto volare pezzi di carrozzeria. Ha immediatamente capito che cosa fosse successo. Ma non ha potuto fare nulla. La donna che si trovava al volante della macchina finita sotto il cassone del pesante mezzo, è morta sul colpo. Sul posto un’ambulanza del 118, i vigili del fuoco e gli uomini della polstrada di Siniscola, che si sono occupati dei rilievi dell’incidente.
 La dinamica, anche se le indagini sono ancora in corso, sembra comunque terribilmente chiara.
 Maria Antonietta Maccioni (titolare con i suoi familiari del ristorante “La Volpe” a Tanaunella), stava ormai per arrivare a Olbia, dove l’aspettava la figlia. All’altezza del bivio di Trudda, l’improvvisa esplosione della gomma posteriore destra. La donna non ha avuto nemmeno il tempo di reagire: sull’asfalto, infatti, non c’era nessun segno di frenata.
 La macchina si è schiantata prima contro un palo d’acciaio che sosteneva un cartello indicatore e, in mezzo secondo, ha continuato la sua corsa impazzita per pochi metri, sino a un’area di sosta, dove un autista aveva parcheggiato il suo mezzo pesante. E quel destino crudele ha voluto che la Fiat Ulisse andasse a schiantarsi proprio contro il camion fermo, riducendosi a un ammasso di lamiere contorte.
 Carlo Bartolucci si è precipitato subito sulla strada, non riusciva a credere a quanto fosse accaduto. Un altro automobilista di passaggio si è fermato, ha chiamato i soccorsi senza perdere tempo. Tutto inutile.
 Per Anna Maria Maccioni non c’era più niente da fare e l’équipe del 118 ha potuto soltanto constatarne il decesso.
 L’autista del camion (della ditta Mercantini Studio di Pesaro) che trasportava arredamenti per bar, si doveva imbarcare per Civitavecchia per poi raggiungere Pesaro. «Ma prima di arrivare al porto, ho deciso di fermarmi per telefonare a un collega. Ho quindi posteggiato in un’area di sosta. Dopo cinque minuti, la tragedia. Ho sentito un botto fortissimo sul lato sinistro, ho visto schizzare per aria parti di carrozzeria, ho guardato dallo specchietto retrovisore. Un incubo. Sono sceso, ho gridato aiuto. E’ stato tremendo».

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 da La Nuova Sardegna VENERDÌ, 26 MARZO 2010

Oggi alle Salette l’ultimo saluto alla «principessa» Silvia

6 olb 260310OLBIA. E’ il giorno dell’addio. Dell’ultimo dilaniante saluto a Silvia Pirina, la “principessa” di 16 anni morta tragicamente, martedì pomeriggio, sull’orientale sarda. Schiacciata dalla ruota di un camion.
 Il corteo funebre si muoverà questa mattina alle 10,15 dal cimitero (dove ieri è stata fatta l’autopsia) e poi raggiungerà la chiesa delle Salette. I suoi compagni, insieme con gli insegnanti della scuola media “Armando Diaz”, hanno preparato cartelloni, lettere e messaggi dedicati a Silvia. Per ricordare una ragazzina piena di vita, solare, disponibile, che aveva sempre tenerezze e sorrisi da regalare a tutti. Ma con loro ci saranno tanti figli di Olbia, disperati, increduli.
 Il fidanzato di Silvia, Simone Pinducciu, 19 anni, studente, è riuscito a salvarsi, in quel terrificante incidente. E’ scioccato, non riesce ad accettare la morte della sua piccolina, il suo dolore è infinito.
 Il giovane era alla guida dello scooter azzurro, uno “Scarabeo”, travolto dal camion. Dietro di lui era seduta la sua Silvia, che lo stringeva forte. La giornata era tiepida e volevano fare una passeggiata in spiaggia. Ma al bivio per le Vecchie Saline, pochi chilometri a sud di Olbia sull’orientale sarda, il motorino è stato tamponato con un’incredibile violenza dal pesante mezzo, diretto alla discarica di Spiritu Santu. Un autospurgo della I&G Gallura guidato da Massimiliano Columbano, 37 anni, di Tempio, che continua a non darsi pace. L’autista, rappresentato dall’avvocato Jacopo Merlini, è stato già sentito dagli uomini della polizia stradale di Olbia ma forse, ad alcune domande, non potrà mai essere data una risposta.
 I segni di una lunga frenata sull’asfalto fanno pensare a un disperato tentativo di evitare a tutti i costi l’impatto. Ma non è servito: lo schianto è stato pauroso, i due ragazzi sono volati via. Una tragedia.
 Silvia Pirina è morta sul colpo. Il suo fidanzato si è salvato perché è finito su una cunetta ricoperta di erba.
 Simone Pinducciu non è stato ancora interrogato ufficialmente. Non è in grado di parlare, è troppo presto, il suo cuore è disintegrato, la sua testa scoppia per la disperazione. Avrebbe però detto di ricordare il camion alle sue spalle dal ponte di Padrongianus e poi, una volta arrivato al bivio per le Saline, di aver inserito la freccia per svoltare a sinistra (particolare, quest’ultimo, che invece non avrebbe visto l’autista dell’autospurgo). Poi, il buio totale.
 Quando Simone ha pronunciato ai soccorritori, lucido, le prime parole, ancora non sapeva nulla della sua Silvia. Non la vedeva, ma non sapeva che lei non ci fosse più. Ma è soltanto della sua fidanzatina che continuava a chiedere notizie una volta arrivato all’ospedale (da dove è stato poi dimesso). Alla fine glielo hanno dovuto dire: la sua principessa era volata in cielo. (s.p.)
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da La Nuova Sardegna VENERDÌ, 26 MARZO 2010

L’Upc di Satta chiede spazio

Avanza la candidatura più decisa e dice no alle primarie

Situazione di stallo in attesa dei risultati delle regionali

di ENRICO GAVIANO

2 olb 2603101 olb 260310 OLBIA. Pausa di riflessione anche in Gallura, in attesa dei risultati delle elezioni regionali nella penisola. Il tavolo provinciale del centrosinistra si è fermato, ma alcune cose si muovono comunque. A cominciare dal tema delle primarie e delle candidature alla presidenza.
 Fra i partiti della coalizione, chi ha avanzato in maniera compatta e decisa la candidatura alla guida della Provincia è l’Upc di Antonio Satta. Un’idea lanciata nel tavolo regionale e ripresa anche in quello provinciale. Il partito dell’attuale vicepresidente provinciale ha un’altra posizione precisa: niente primarie, altrimenti corriamo da soli. Una contrapposizione netta rispetto a quello che pensa Pietrina Murrighile che, messa alla porta dai tavoli istituzionali dell’alleanza, pensa di rientrare dalla finestra giocandosi la carta delle primarie.
 «Aspettiamo con fiducia - dice lo stesso Antonio Satta -, saranno importanti le indicazioni regionali, che ci auguriamo facciano sintesi e dettino delle direttive valide per tutti. Altrimenti toccherà al tavolo provinciale raggiungere questa sintesi».
 Per quanto riguarda la sua eventuale candidatura, Satta per ora frena decisamente. «La proposta di un candidato del nostro partito - dice - è concreta, è stata fatta. Da qui a dire quale sarà il nome, però, ci corre. Faremo le nostre proposte e sentiremo con grande rispetto la parola degli alleati di coalizione».
 Ma un punto è fermo. Lo ribadisce il segretario provinciale Giorgio Spano. «L’Upc non intende passare dalle primarie - dice il coordinatore territoriale dell’Upc -. Pensiamo che si possa raggiungere un buon accordo sul nome del presidente da candidare, evitando di spaccare la coalizione in un momento in cui conta essere uniti al massimo».
 La candidatura dell’Upc ha preso consistenza anche perché l’Idv dovrebbe scegliere un proprio candidato in un’altra provincia, dopo la rinuncia (praticamente scontata) fatta dal parlamentare europeo Giommaria Uggias. Il quadro potrebbe ulteriormente evolversi a seconda delle scelte fatte dall’Udc e da Andrea Biancareddu, che ha in mano il pallino gallurese del partito di Pierferdinando Casini. Una candidatura di Satta potrebbe accelerare l’avvicinamento dell’Udc. E il Pd? Per ora ha visto la candidatura di Pierluigi Caria, consigliere regionale in attesa della soluzione della diatriba con Elio Corda. Proposta fatta dalla corrente minoritaria guidata da Antonio Perinu. Che si chiede perchè non debba essere il Pd a proporre il proprio candidato alla presidenza. Se non si arrivasse a un accordo, sarebbero davvero necessarie le primarie, che si svolgerebbero probabilmente il 18 aprile. Con un quadro, presumibilmente, molto disarticolato.

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OLBIA GALLURA, Silvia Pirina era in scooter col suo fidanzato, Muore a 16 anni stritolata da un camion

Post n°365 pubblicato il 24 Marzo 2010 da olbiagallura

 
da La Nuova Sardegna MERCOLEDÌ, 24 MARZO 2010

Muore a 16 anni stritolata da un camion

Olbia, Silvia Pirina era in scooter col suo fidanzato diciannovenne rimasto ferito

L’impatto fatale sulla strada per Murta Maria Ignota la dinamica dell’incidente

240310 olb inc 1

240310 olb inc 2 240310 olb inc 3

240310 olb inc 4di STEFANIA PUORRO

OLBIA. Si teneva stretta al suo fidanzatino, che guidava lo scooter. Un ultimo forte abbraccio prima di morire. A soli 16 anni. Schiacciata sotto la ruota di un camion sulla orientale sarda, a pochi chilometri dalla città. Il terrificante incidente è avvenuto ieri pomeriggio, poco prima delle 17, vicino al bivio per le Vecchie Saline. Silvia Pirina, olbiese, che frequentava la scuola media Armando Diaz, è morta sul colpo. Il suo ragazzo, Simone Pinducciu, 19 anni, di Olbia anche lui, ce la farà. E’ stato portato all’ospedale con un’ambulanza, ma non è in pericolo di vita.
 Una tiepida giornata d’inizio primavera, quella di ieri, che Silvia e Simone avevano deciso di trascorrere sulla spiaggia. A bordo dello “Scarabeo” del ragazzo, si sono quindi diretti verso sud, tra risate e coccole. Ma tutto si è disintegrato in una frazione di secondo. Per cause ancora da chiarire, il motorino è stato preso in pieno da un camion della società di servizi I&G Gallura, condotto da Massimiliano Columbano, 37 anni, di Tempio. E i due giovani sono volati via, come fuscelli. Lei è stata stritolata da una delle ruote posteriori: il casco non è riuscita a proteggerla. Lui si è salvato perché è finito sull’erba di una cunetta.
 Una tragedia. Lo scenario è terrificante. L’autista del pesante mezzo si precipita sull’asfalto, scioccato. Si stringe la testa tra le mani, si rende conto che sotto il camion c’è una ragazzina morta. Non si dà pace.
 Ma non si sa, ancora, che cosa sia esattamente accaduto su quel tratto dell’Orientale sarda e se ci sono eventuali responsabilità, sono ancora tutte da stabilire. L’unica certezza: non si è trattato di uno scontro frontale. Sia il motorino che il camion (il mezzo pesante arrivava alle spalle dei ragazzi) stavano andando nella stessa direzione, verso Murta Maria. Ci sono i segni di una frenata lunghissima, sull’asfalto. Il disperato tentativo fatto da Massimiliano Columbano per evitare l’impatto. Ma è stato tutto inutile. Si pensa che i due ragazzi stessero per svoltare a sinistra, verso la spiaggia delle Vecchie Saline, ma anche questa è soltanto un’ipotesi. Adesso a ricostruire la dinamica dell’incidente saranno gli uomini della polizia stradale di Olbia, coordinati da Andrea Chiminelli, arrivati sul posto in pochi minuti insieme con i vigili del fuoco e un’ambulanza del 118 che ha trasportato Simone Pinducciu al Giovanni Paolo II. Ha riportato numerose fratture ed è tutt’ora in osservazione al pronto soccorso «ma - si diceva lì attorno -, il ragazzo era lucido, rispondeva. E non aveva sicuramente capito che la sua fidanzatina non c’era più».
 Il traffico resta bloccato a lungo, a nessuno viene permesso di avvicinarsi nel tratto di strada macchiato di sangue. Il lenzuolo bianco copre il corpo senza vita di Silvia Pirina, mentre gli investigatori tracciano i segni bianchi sulla carreggiata per cominciare a dare un senso a quella tragedia. Massimiliano Columbano viene interrogato e sottoposto, così come previsto dalla legge, all’alcoltest (che risulta negativo). Vengono anche sentiti alcuni automobilisti. Uno di loro è quello che seguiva, a distanza, il mezzo pesante. «E’ tutto accaduto in un attimo. No, lo schianto non lo abbiamo visto. Abbiamo visto il camion che frenava, delle “cose” che volavano molto in alto. Non riuscivano a capire, pensavamo che qualcosa fosse fuoriuscito dal cassone. Solo dopo ci siamo resi conto che si trattava di un ragazzo e di una ragazza e del motorino azzurro sul quale viaggiavano. Ci siamo bloccati, abbiamo visto il volto disperato dell’autista del camion. Un corpo immobile per terra. E’ stato terribile».

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 da La Nuova Sardegna MERCOLEDÌ, 24 MARZO 2010

Una ragazzina dolce e solare: amava la vita

Dopo qualche difficoltà aveva ripreso con entusiasmo a studiare

Non riesco proprio a farmi una ragione che non rivedrò più quegli occhioni

di GUIDO PIGA

OLBIA. La sua gioia era fare un disegno, era cantare in compagnia, era pensare che il futuro sarebbe stato bello. Anche se la vita non è stata mai facile, anche se ogni passo, il più semplice, appare maledettamente più complicato di quello che devono fare gli altri. Silvia Pirina ha lasciato un messaggio che dice molto di lei, della sua voglia di vivere più forte di tutto, anche delle difficoltà scolastiche ormai superate, come dicono le insegnanti. Alla domanda delle amiche sulle “10 persone più importanti della tua vita”, lei ha risposto “Io, tu, egli, noi, voi ed essi”. Un’altissima risposta d’amore che comprende amici, parenti, insegnanti. Tutti.
 E sono le insegnanti, quelle che hanno sempre creduto in lei, che l’hanno saputa aspettare quando aveva deciso di farla finita con la scuola, che l’hanno accolta con entusiasmo quando ha deciso di seguire le loro raccomandazioni e si era ripresentata in classe, a ricordare Silvia.
 «Di Silvia ricorderò sempre i suoi grandi occhioni verdi, i suoi modi così teneri, la sua dolcezza, ma anche la sua grande voglia di rimettersi in gioco. Aveva abbandonato gli studi, però quest’anno era determinatissima ad andare avanti». Sono le prime parole, pronunciate tra le lacrime, di Bonaria Passarò, insegnante di lettere all’Armando Diaz diretta da Fabiola Martini: è qui che la sua alunna Silvia Pirina frequentava la 2ª B.
 «Si era assentata solo prima di Natale, per una congiuntivite. Poi non era più mancata. Aveva capito l’importanza dello studio e ce la stava mettendo tutta. Gli insegnanti erano soddisfatti, non aveva lacune e anche l’ultima verifica di grammatica era andata benissimo. Non riesco a credere che non sia più con noi, non riesco a credere che non vedrò più il suo sorriso. Andava d’accordo con tutti e, soprattutto, era una ragazzina solare e molto disponibile».
 Silvia viveva con la madre e con i fratelli e, una volta finiti i compiti, il suo tempo libero lo trascorreva con il suo Simone. Amava cantare e le piaceva disegnare. Con la matita era una vera maestra e una delle tante dimostrazioni l’aveva data anche su Facebook: aveva disegnato la sua classe, i suoi compagni. Aveva messo una nuvoletta per l’insegnante che diceva, “Ma che classe è!?!”. E i suoi amici tutti a ridere.
 «Era molto brava nelle materie artistiche - conferma la Passarò - e anche i suoi capolavori saranno per noi un ricordo incancellabile. Domani (oggi, ndr) farò lezione nella seconda B alle prime due ore. Sarà una lezione di vita per tutti i compagni di classe, per quei 27 amici di Silvia che l’hanno amata e che, come noi insegnanti, la porteranno sempre nel loro cuore».

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OLBIA-TEMPIO, PROVINCIA GALLURA Arrigo Filigheddu resta a capo dell’Unione Ordini forensi sardi

Post n°364 pubblicato il 23 Marzo 2010 da olbiagallura
 

 
 da La Nuova Sardegna MARTEDÌ, 23 MARZO 2010

L’avvocato olbiese confermato per il prossimo biennio

Arrigo Filigheddu resta a capo dell’Unione Ordini forensi sardi

SGH03F[1]TEMPIO. È ancora un avvocato gallurese il presidente dell’Unione regionale degli Ordini forensi della Sardegna. Si tratta di Arrigo Filigheddu, noto legale con studio ad Olbia, riconfermato tra l’altro presidente dell’Ordine degli avvocati del foro di Tempio nel corso delle elezioni svoltesi appena qualche settimana fa.
 La sua riconferma, per acclamazione, si è avuta qualche giorno fa nel Palazzo di Giustizia di Nuoro, città che è stata scelta come dislocazione baricentrica rispetto alle sedi di altri ordini, tribunali e uffici giudiziari dell’isola. Arrigo Filigheddu resterà quindi in carica ancora per il biennio 2010-2011 e avrà come vice i colleghi avvocati Ettore Atzori di Cagliari e Gavino Arru di Sassari, come segretario Mario Pilia di Lanusei e tesoriere Giammario Lisca di Tempio.
 Nello stesso tempo l’avvocato Filigheddu continua ad esser membro di una commissione interna all’Ordine forense nazionale, creata ultimamente per studiare la riforma della professione in funzione soprattutto del suo rinnovamento, della sua riconfigurazione in un un tipo di società mutata rispetto al passato e quindi dei modi di accesso.
 Quest’ultimo ruolo rappresenta un impegno che lo porta ad avere contatti con qualificati colleghi di ogni ogni parte d’Italia, con naturali ricadute positive nell’esercizio della funzione di presidente dell’ordine degli avvocati a livello sia locale che regionale. (t.b.)

 

 
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OLBIA, GALLURA, E’ morto Spiggia, il nonno del film «Sonetaula» Scrittore e poeta barbaricino

Post n°363 pubblicato il 22 Gennaio 2010 da olbiagallura

da La Nuova Sardegna VENERDÌ, 22 GENNAIO 2010

E’ morto Spiggia, il nonno del film «Sonetaula»

Scrittore e poeta barbaricino, aveva fatto di Olbia la sua vera patria

ALESSANDRO PIRINA

ST503F[1]
OLBIA. Scrittore, poeta, attore. E’ morto ieri Serafino Spiggia, maestro di intere generazioni. Di origini barbaricine, Spigia è legato da sempre a Olbia.
 È a Olbia che Spiggia lascia la sua maggiore impronta culturale. Nato a Orgosolo nel 1925, fino ai 20 anni Serafino segue le orme paterne e si dedica al mondo della campagna. Come quasi tutti i suoi coetanei Spiggia è un giovane pastore dell’interno della Sardegna. Ma non è quello il suo destino.
 L’amore per la letteratura è più forte e lo spinge a prendersi il diploma magistrale. Da allora il pastore Serafino diventa il maestro Spiggia, ma senza mai tradire le sue origini. Per oltre trent’anni fa la spola da una cattedra all’altra. Il suo nome è legato alle scuole elementari di numerosi paesi isolani. Fino ai primi anni Ottanta, quando Spiggia mette radici a Olbia, dove conclude la sua esperienza di docente e, in qualche maniera, comincia quella di letterato. Tra i suoi lavori più importanti, nel 1982 la traduzione in lingua sarda di «Elias Portolu», il capolavoro di Grazia Deledda. Negli anni Spiggia si dedica anche alla composizione di romanzi e novelle. Tra i primi, «La casa dell’acqua», una serie di racconti e leggende di Olbia, come il «gallo dorato» e la «cantoniera del diavolo». Tra le seconde, invece, «La fata dal telaio d’oro», edita nel 2001. Un’altra grande passione di Spiggia è l’apicultura, a cui dedica anche il bellissimo saggio «Le api nella tradizione popolare della Sardegna».
 Negli anni Novanta al maestro si aprono anche le porte del cinema. Piero Livi, un altro esponente di rilievo della cultura olbiese, lo sceglie per il suo ritorno sul grande schermo con «Sos laribiancos - I dimenticati», un film sui sardi prigionieri in Russia durante la seconda guerra mondiale. Per Spiggia un ruolo piccolo, ma significativo: il protagonista da vecchio. Il cinema sembrava solo una parentesi, ma qualche anno dopo un altro regista isolano, Salvatore Mereu, vuole Spiggia per il suo nuovo film, «Sonetaula», tratto dal romanzo di Giuseppe Fiori, presente al festival di Berlino, dove interpreta il nonno del giovane protagonista. Accanto al cinema Spiggia continua a tessere i rapporti con tutte le associazioni olbiesi che fanno cultura. Non ultima, la sua «Amistade», di cui era fondatore e presidente onorario, e «S’Abboju». Domani Olbia dirà addio al suo maestro, che per la tumulazione ha chiesto esplicitamente di fare ritorno nella sua Orgosolo.
 A dimostrazione che l’uomo di campagna prestato alla cultura non ha mai tradito le sue origini.
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OLBIA,GALLURA,CARLO PALITTA 53 anni, chirurgo plastico, morto in casa

Post n°362 pubblicato il 29 Dicembre 2009 da olbiagallura

 da La Nuova Sardegna MARTEDÌ, 29 DICEMBRE 2009

Il re del bisturi Carlo Palitta

Morto in casa chirurgo plastico

291209 ol medOLBIA. Lui “allungava” la vita degli altri, quella di chi non si arrende al tempo che passa, quella di chi non accetta le proprie imperfezioni fisiche e, eliminandole, cura più la mente che il corpo. Di inestetismi ne ha cancellati a centinaia, negli ultimi 25 anni, lui primo e unico chirurgo plastico di Olbia. Ha rifatto visi, seni, anche nasi, come quello di un ragazzo che giusto ieri mattina lo cercava per farselo sgonfiare. Carlo Palitta, la sua vita, l’ha conclusa ieri a 53 anni, morto dal giorno prima nella sua casa-studio di via Menotti, una traversa di viale Aldo Moro.
 Ucciso da un infarto o dalle medicine, quelle che lui usava per professione, quelle che l’hanno tradito o a cui ha chiesto una mano per sempre. «Non possiamo assolutamente dire che è un suicidio, sarà il medico legale a stabilire domani (oggi, ndr) come è morto. Potrebbe averne preso una dose eccessiva per errore. Possiamo escludere con certezza che si tratti di morte violenta» dice Fernando Spinicci, capo della polizia.
 E’ una storia che ne porta dentro di sé altre, che può essere raccontata non tanto per il giallo che la circonda, ma per la vita stessa di Palitta, per il fatto che ha aiutato molte persone a trattenere l’illusione della giovinezza, o a mascherare qualcosa che disturbava il rapporto con se stessi e gli altri. Era una figura di riferimento sociale, a suo modo, con attività svolta a Olbia, Cagliari, Milano, Palermo. Ieri mattina, dopo che l’allarme era stato dato dai collaboratori cui non rispondeva al cellulare, a decine sono arrivati davanti alla sua casa, increduli, sgomenti, appunto come si può esserlo solo per qualcuno che ha un ruolo “pubblico”, riconosciuto. (g.pi.)

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OLBIA, GALLURA, Bomba contro impresario Nel mirino Nanni Sircana: salta in aria la sua auto

Post n°360 pubblicato il 26 Novembre 2009 da olbiagallura
 

 
da La Nuova sardegna GIOVEDÌ, 26 NOVEMBRE 2009

Il professionista aveva parcheggiato la macchina nel garage seminterrato di via Acquedotto

Bomba contro impresario

Nel mirino Nanni Sircana: salta in aria la sua auto

1 olb att 261109 2 ol att 261109di STEFANIA PUORRO
OLBIA. Un avvertimento. Su questo non sembrano esserci dubbi. Ma la polizia deve ora occuparsi della parte più difficile: scoprire gli autori e capire il perché. Nel mirino un noto commercialista e imprenditore edile: Giovanni Sircana (noto Nanni), 51 anni, calangianese.
 La notte scorsa, un ordigno a basso potenziale ha distrutto la Wolkswagen Touareg che il professionista aveva parcheggiato nel garage seminterrato, in via Acquedotto 65. La macchina è sotto sequestro ma oggi verrà portata via, per consentire ai poliziotti della scientifica di fare ulteriori accertamenti.
 E’ circa l’una di notte quando mezza città viene svegliata da un botto tremendo. L’eslosione avviene nel garage sopra il quale Nanni Sircana vive con la famiglia e dove ha anche il suo studio professionale. Qualcuno, con tutta probabilità, ha piazzato una piccola bomba (ma non si eclude neanche l’atto incendiario), nella parte anteriore della macchina. Il garage-magazzino amplifica il boato ed è per questo che viene avvertito anche ad alcuni isolati di distanza. Sfondata, dall’onda d’urto, anche una saracinesca interna, mentre non ci sono stati danni per le abitazioni vicine (i vetri hanno vibrato ma non sono andati in frantumi).
 Sul posto sono arrivati immediatamente una volante del commissariato e una squadra dei vigili del fuoco ma, stranamente, non è giunta al 113 nemmeno una segnalazione da parte dei cittadini svegliati dall’esplosione.
 Le indagini, ora, vanno avanti a 360 gradi: visto che non sembrano esserci dubbi sull’attentato, si dovrà ora cercare di capire il motivo. Soprattutto per sapere se qualcuno potesse avercela con Nanni Sircana. Il quale, però, in base alle notizie raccolte, sarebbe il primo a non riuscire a dare una spiegazione a un gesto simile. In questi casi, comunque, è sempre complicato stabilire se c’è un movente, visto che anche di recente i numerosi attentati incendiari (si è sempre trattato di macchine o moto date alle fiamme) restano ancora oggi un mistero.
 Nanni Sircana è persona molto conosciuta, così come la sua famiglia (di Calangianus). Suo fratello Antonio era il medico ortopedico e volontario della Caritas, morto in una sciagura area in Kosovo nel 1999. Il padre, Giuseppe, venne sequestrato nella sua impresa di sughero, a Calangianus, nel febbraio del 1995: si è sempre pensato che fosse stato ucciso, ma il suo corpo non venne mai ritrovato. Il resto della famiglia di Nanni Sircana, 3 sorelle e un altro fratello, si sono stabiliti tra Olbia e Sassari lasciando definitivamente Calangianus.

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 da La Nuova sardegna GIOVEDÌ, 26 NOVEMBRE 2009

Incenerito il «Caffè Moro»: non c’è dolo

A fuoco il bar gestito da Piero Mellino. Danni per 400mila euro

  3 olb inc bar 261109  4 olb bar 261109

OLBIA. Alle due del mattino i carabinieri hanno bussato alla sua porta. E le notizie che arrivano di notte, non sono quasi mai buone.
 Piero Mellino, 48 anni, originario di Nule ma da tempo a Olbia con la famiglia, ha saputo così che il bar che gestisce in viale Aldo Moro - insieme con altri soci - era stato completamente distrutto dal fuoco.
 Da un corto circuito (probabilmente partito dal quadro elettrico) si sono sviluppate le fiamme che hanno prima incenerito la cucina e poi si sono allargate nel resto dell’ampio locale. I danni (in parte coperti da assicurazione) sono ingentissimi: si parla di una somma che supera i 400mila euro.
 L’allarme è scattato appena alcuni automobilisti e abitanti della zona si sono accorti di una nuvola di fumo che circondava il Caffè “Moro”, nella parte alta dell’omonimo viale, proprio di fronte all’hotel Royal.
 Quando è scoppiato l’incendio (l’altro ieri notte, ma non si sa a che ora), il bar - come accade ogni martedì - osservava la giornata di chiusura. Tutto era spento, dunque, ed erano in funzione solo i frigoriferi. Le fiamme hanno avuto tutto il tempo per allargarsi silenziosamente prima che dalla strada si potesse capire che il bar stava bruciando. Della cucina, irriconoscibile, non è rimasto nulla e gli elettrodomestici sono stati disintegrati. Alcune parti del controsoffitto sono crollate e attorno c’è ben poco di utilizzabile: si potranno recuperare solo il bancone e buona parte delle sedie e dei tavolini. Per il resto è tutto finito in briciole e i gestori non esagerano quando parlano di quasi mezzo milione di euro di danni. E’ stato uno choc, per loro, trovarsi di fronte a uno spettacolo di quel genere: quando si sono precipitati alle due del mattino davanti al bar, hanno visto solo distruzione e cenere. Sarà dura ricominciare daccapo, sarà dura rimettere in piedi tutto. Ma, ovviamente, Piero Mellino e i suoi soci - stimati e apprezzati dai numerosissimi clienti - hanno l’intenzione di far ripartire l’attività prima possibile. Non appena l’iter burocratico glielo consentirà e, soprattutto, non appena si saprà esattamente se l’incendio sia partito dall’interno del locale o se la causa (sempre accidentale) si debba ricercare all’esterno.
 I primi ad arrivare sul posto, la notte scorsa, sono stati i carabinieri del reparto territoriale e una squadra dei vigili del fuoco della Basa. Ma si è aspettato che cominciasse ad albeggiare per riuscire a capire esattamente quale fosse l’entità del danno.
 Nessun dubbio, comunque, sulla natura accidentale dell’incendio. E questo lo hanno confermato prima i periti dei vigili del fuoco e poi i carabinieri che hanno aperto un’inchiesta. (s.p.)

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OLBIA, Hotel Gallura, in tribunale la causa di sfratto del prestigioso ristorante

Post n°359 pubblicato il 24 Novembre 2009 da olbiagallura
 

 
 da La Nuova Sardegna MARTEDÌ, 24 NOVEMBRE 2009

In tribunale la causa di sfratto del prestigioso ristorante

Hotel Gallura, guerra di cifre «Occupiamo 540 metri quadrati»

SZ111F[1]OLBIA. Sua celebrità l’hotel ristorante Gallura occupa lo spazio di 540 metri quadrati in un palazzetto vecchio di duecento anni. «Cinquecento quaranta e non quasi mille metri quadrati», sostiene Angelo Achenza, difensore di Rita Denza e Arnaldo Pascal nella causa di sfratto che spinge verso il trasloco dal corso Umberto il santuario della gastronomia sarda. La questione non è di lana caprina. «Infatti - aggiunge ancora Achenza - 8500 euro al mese per quasi mille metri quadrati, come sostengono i proprietari dell’immobile, significa un canone di circa 8,5 euro a metro quadrato. Se così fosse firmeremo già domani il nuovo contratto di locazione. Invece la realtà è diversa, a cominciare dalle dimensioni dell’immobile».
 E la realtà è diversa anche sul fronte dei pesanti lavori di manutenzione effettuati a più riprese dai titolari del Gallura per rendere «vivibile» un edificio vecchio e malandato che, probabilmente, senza quei lavori non avrebbe avuto i requisiti necessari per restare aperto. Però i proprietari non intenderebbero pagarli e tanto meno tenerne conto nel calcolo del canone d’affitto. Così tra le parti va avanti un braccio di ferro silenzioso che dura da sette anni e che adesso è sulle pagine dei giornali e sulla bocca di tutti. Nessuna polemica, precisa ancora l’avvocato Achenza, piuttosto l’esigenza di sensibilizzare gli amministratori locali e la comunità «sul serio rischio che un locale di grande prestigio sia costretto a lasciare la sua sede storica». Insomma, riaffermare il principio che il Gallura è un patrimonio da tutelare.
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da La Nuova Sardegna MARTEDÌ, 24 NOVEMBRE 2009

I costruttori ritoccano i listini del 2,5 per cento e i venditori privati fanno sconti del 15

Mercato immobiliare ancora fermo e i prezzi delle case iniziano a calare

1 casa prezzi 241109di LUIGI SORIGA
 SASSARI. Chi da oltre un anno si ritrova un appartamento sul groppone, conosce sulla propria pelle l’andamento del mercato immobiliare in città. Piazzare una casa che supera i cento metri quadri continua a essere un’odissea fatta di decine di appuntamenti e centinaia di “ci pensiamo un attimo”. Uno studio dell’agenzia Gabetti Property Solution conferma il quadro disarmante delle compravendite a Sassari. Gli elementi di fondo sono sempre gli stessi: pochi soldi a disposizione delle famiglie, diminuzione degli acquirenti, prezzi che delineano una distanza siderale tra la domanda e l’offerta. Fortunatamente in una situazione di stallo come questa, i costruttori hanno iniziato a ritoccare al ribasso i listini, e questo è il primo passo per ridare impulso al mercato. Nel primo semestre del 2009, secondo l’ufficio studi di Gabetti, la flessione delle quotazioni immobiliari in città si attesta al -2,5 per cento. «Le politiche degli istituti di credito sono particolarmente selettive e questo contribuisce in modo determinante a frenare le transazioni e gli acquisti di terreni. Ad avere problemi, oltre ai costruttori, sono le giovani coppie, che in questa fase sono quasi tagliate fuori, per lasciare spazio invece alle famiglie consolidate che già possiedono una proprietà immobiliare e determinate garanzie finanziarie».
 C’è da sottolineare il fatto che Sassari parte sempre da uno scenario di prezzi doppati dal boom immobiliare degli anni passati. La crisi attuale, che ha riportato il mattone ai valori reali, condiziona parecchio le trattative. In genere si firma un compromesso dopo 8 mesi e dopo aver applicato uno sconto del 15 per cento sul prezzo iniziale. Chi non è disposto a ribassare e resta su cifre fuori mercato, difficilmente riuscirà a vendere. «Fondamentale è il ruolo degli agenti immobiliari - dicono alla Gabetti - chiamati a rappresentare al cliente la corretta realtà del mercato». In ogni modo i prezzi restano ancora piuttosto alti. Al centro storico, nelle zone più prestigiose attorno al piazza Castello, largo Cavallotti e largo San Sebastiano, i palazzi storici ristrutturati costano 2500 euro al metro quadro. Attorno a via Turritania e verso la Stazione si scende sino a 800 e 900 euro per un usato da ristrutturare. Invece a Monte Rosello un alloggio si vende attorno ai 1800 euro. Chi invece desidera abitare a Luna e Sole, deve rassegnarsi a sganciare 2200 euro al mq per un appartamento nuovo.
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da La Nuova Sardegna MARTEDÌ, 24 NOVEMBRE 2009

Bocciato il rimpastino dei dissidenti

Il sindaco Giovannelli sposa la linea Nizzi. Masala: «Accettiamo controvoglia»

2 olb 241109 3 olb 241109 4 olb 241109 4 221109

di LUCA ROJCH
OLBIA. In trincea. Sui banchi 13 caschi rossi, uno per ogni consigliere di opposizione. Sistemi di difesa antibottiglietta. La minoranza dà il benvenuto al Popolo delle libertà. Il significato lo spiega Nardino Degortes. «Dobbiamo difenderci dai lanci». Bon ton della resistenza. Ma la maggioranza non ha bisogno di provocazioni, deve cercare di sopravvivere a se stessa.
 Alla fine Giovannelli dice no al gruppo che lo ha sostenuto nei giorni di tempesta, quando Nizzi chiedeva scusa alla città per averlo scelto. Per i Liberi nel Pdl nessuna concessione nelle commissioni. Passa la linea Nizzi-Giovannelli. Niente rimpasti. Una scelta sofferta. Una medicina amarissima che ha il sapore di un palliativo per una maggioranza malata. La linea dei nizziani viene sostenuta da Giovannelli. Le commissioni non vengono modificate. La richiesta dei sei dissidenti di una presenza loro in ogni commissione viene elusa, aggirata, e alla fine cestinata. Il capogruppo dei “Liberi”, Pino Masala, non gradisce, e non fa nulla per nasconderlo. «Prendiamo atto che la commissione urbanistica è stata blindata - afferma -. Ci pieghiamo alla volontà di chi ci nega una rappresentanza che ci spetta per regolamento. Lo accettiamo controvoglia, vorrei sapere dal segretario comunale se tutto questo avviene nella legalità». Ma al posto del segretario Giovanni Achenza irrompe il presidente del consiglio, Tonino Pizzadili che conclude una serata no alla direzione dell’aula con un intervento. «Qualcosa è cambiato da ieri sera - dice Pizzadili -. È stato lei a chiedermi di ridurre i vostri posti. In ogni caso sospendo la seduta per un consulto della maggioranza». Il centrodestra confabula per dieci minuti. Le posizioni non si spostano. Muro contro muro. Ma alla fine il voto conferma la composizione delle commissioni. La maggioranza cestina la richiesta del nuovo gruppo. In mezzo anche altri tatticismi. La nascita di un terzo gruppo “Udc-Riformatori Sardi”, capogruppo Antonello Ruda, con lui Giovanni Cassitta e il prestito tecnico di Franco Casu. Ma è stata una serata al moviolone. Dopo oltre quattro ore di discussione sullo spostamento del mercatino da via Imperia in via Redipuglia si è deciso di non decidere. Per gli amanti dell’inutilità della politica si può precisare che la commissione si preoccuperà di ascoltare tutti per preparare il piano di studio sulla fattibilità dello spostamento. Per sintetizzare con le parole del capogruppo Pdl, Settimo Nizzi: «Il mercatino non si sposterà».
 Un piccolo psicodramma si è consumato sul voto della non mozione. Quasi identiche quelle di maggioranza e opposizione. La corsa era alla primogenitura. Pizzadili certissimo che il centrodestra avesse presentato prima la mozione ha messo al voto quella della maggioranza. Ma senza far parlare l’opposizione. Un cavillo procedurale su cui si è consumato un duro scontro con un fiscalissimo Pizzadili che non ha ceduto di un passo. «Da oggi - dice Rino Piccinnu, Pd - lei non è più il mio presidente». Sullo stesso tema Nizzi ha deliziato il pubblico anche con un confronto denso di significati politici con l’altro capogruppo Carlo Careddu. «Sei un ragazzino - ha argomentato Nizzi -, te le do io ora le lezioni di politica. Perché tu sei giovane e devi ascoltare chi ha esperienza. Il presidente Pizzadili ha agito bene. Tu devi ascoltare». Caustico e lapidario Careddu. «Onorevole si è dimenticato la lezione più importante - dice Careddu, Pd - quella su come si lanciano le bottigliette. Io rispetto le persone con i capelli bianchi se hanno qualcosa da insegnare».
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da La Nuova Sardegna MARTEDÌ, 24 NOVEMBRE 2009

La città che lavora. Paolo Piccinnu: «Bene la concorrenza, ma i negozi olbiesi meritano più attenzione»

«Il cuore del commercio siamo noi»

Avanzano outlet e grande distribuzione, ma gli operatori locali si difendono

«Le carte vincenti? Noi puntiamo sempre su qualità e servizio»

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OLBIA. Il porto, l’aeroporto e, soprattutto, la Costa Smeralda attirano le grandi firme e così Olbia è diventata una piccola capitale del commercio globale.
 Da Auchan a Iperstanda, da Zara a Unieuro, da Feltrinelli a Brico. Fino all’outlet dell’abbigliamento in cui Daniela Fargion ha messo insieme i nomi più grossi della moda italiana e straniera. Arrivi in città che, tra applausi, polemiche e talvolta questioni politiche, hanno sempre fatto notizia. Ma a tenere alto il vessillo del commercio ci sono anche, e soprattutto, una serie di esercenti locali che da anni, spesso in silenzio e senza alcun clamore, portano avanti le loro attività. In tutti i settori, dall’abbigliamento agli elettrodomestici, dagli alimentari agli arredamenti. Di quest’ultima branca del commercio fa parte anche Paolo Piccinnu, il titolare dell’omonimo showroom con più di 50 anni di storia alle spalle.
 «Io sono per la concorrenza, mi fa piacere che si venga a investire a Olbia - afferma il commerciante -. Il problema è che i locali sono quasi offuscati davanti ai colleghi che arrivano da fuori. Non è mia intenzione far polemiche non nessuno, sono convinto che ognuno faccia bene il suo mestiere, ma non capisco le tante attenzioni che vengono riservate verso chi viene da fuori, mentre noi del posto passiamo quasi inosservati». Paolo Piccinnu, quasi senza volerlo, indossa i panni del paladino del commercio locale. Un ruolo che gli calza a pennello. A dirlo è la storia della sua attività, avviata dal padre Giuseppe verso la fine degli anni Cinquanta. «Era un piccolo magazzino di Telti, il nostro paese - racconta -. Mio padre vendeva quello che in quel dato momento serviva alla gente: macchine da cucire, piccoli elettrodomestici. Poi nel 1977 il trasloco a Olbia, in via Mameli, fino al 1994, quando ci siamo trasferiti in via Roma. Nel 2000, poi, abbiamo aperto uno showroom di di1500 metri. Ora siamo alla terza generazione impegnata nell’attività».
 Oggi Piccinnu è tra i leader della Gallura negli arredamenti. Un crescendo di successi raggiunto nonostante la crisi e la concorrenza agguerrita. «Noi puntiamo su qualità e servizio - dice l’alfiere del commercio made in Olbia -. In più siamo sempre al passo coi tempi. Vedi il sito internet o il concorso a premi che regalerà a un fortunato cliente fino a 15 mila euro in gettoni d’oro».
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