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Scarafaggi a Roma

Post n°16 pubblicato il 22 Febbraio 2009 da Ahira28
 

Roma 1945, guerra finita da qualche settimana. I palazzoni del quartiere San Giovanni pullulavano di famiglie di sfollati, chiunque avesse spazio subaffittava le stanze ai poveracci di san Lorenzo che avevano perso la casa o a quelli che erano arrivati in città dalle campagne devastate con la speranza di trovare un lavoro. Si viveva in sei sette per stanza e la notte il pavimento si copriva di brande. Tendine a fiorellini tirate su una corda a metà corridoio difendevano la privacy degli sposini o dei vecchi ammalati. Gli uomini che tornavano dalla prigionia o dagli ultimi fronti ricomponevano le famiglie e popolavano le notti di incubi.

Mangiare se ne trovava poco, c'era ancora il razionamento, e il mercato nero faceva da padrone.  Per chi aveva fegato e incoscienza c'era la possibilità d'andare ad Anzio, dov'erano sbarcati gli americani lasciando sul terreno ogni ben di Dio per la fretta dell'avanzata.

La caccia al "residuato bellico", oltre ad essere un modo per approvvigionarsi del necessario, era diventato una specie di rito d'iniziazione dei giovani romani, educati da trent'anni di fascismo allo sprezzo del pericolo come metro di valore dell'individuo.

Giggi e Alvaro avevano giusto trent'anni. Giggi era tornato in convalescenza dal fronte russo prima dell'otto settembre e non era più ripartito. Alvaro non lo avevano preso, era stato riformato perché aveva la tubercolosi; Vando, il più piccolo del gruppo, aveva solo diciassette anni e s'era salvato per un pelo dal fronte.

 

- A Ggi ciannamo pure noi? -

- Te tte caghi sotto si ciannamo… too dico io. Nun è mica na cosa facile, ce so le mine e si te sbaji …buuum!-

- Io nun me cago sotto portemece e vedi, er camio l'arimedia Arvaro, jo presta su cuggino…  e daje… portemece.

- Quand'è er momento vedemo… nun te prometto gnente però…eh!-

 

Il furgone l'aveva rimediato per davvero Alvaro,  in prestito dal cugino che lavorava con i trasporti e avevano deciso di andare quella notte stessa. Il problema era superare le ronde dei soldati che presidiavano i luoghi dello sbarco, dovevano partire prima del tramonto, essere ad Anzio prima che fosse notte, evitare i pattugliamenti, prendere il meglio al buio schivando le mine e ripartire alle prime luci dell'alba in modo da non destare sospetti rientrando in città.

Lo sciacallaggio era ancora punito e tanti che erano andati erano saltati sulle mine. Giggi era l'esperto, veniva dal fronte e tutti lo consideravano capace di distinguerle "dall'odore", come diceva lui.

 

Il furgone era di quelli sgangherati, verde e nero con le sponde di legno sverniciate. Il rischio di rimanere per strada, magari col carico, era quasi più grande che di saltare su una mina. Il viaggio era stato duro ma ce l'avevano fatta, avevano messo l'acqua nel radiatore un paio di volte, s'erano impantanati, avevano dovuto spegnere il motore per non insospettire i soldati lontani, ma alla fine erano tornati sani e salvi.

Il colpo era stato fruttuoso, avevano trovato parecchi pacchi di cibo, scatole di carne, minestre, medicinali e un pacco strano con una scritta che nessuno aveva saputo decifrare. Era intatto, per cui lo avevano caricato con un po' di paura; armi non ne volevano prendere, se ti trovavano con quelle erano guai seri.

 

Una  volta a casa il pacco era stato sballato con attenzione, ma il dubbio era rimasto. Conteneva scatole di latta con dentro una polvere bianca puzzolente.

- Nun la toccà magari schioppa…-

- Si daje…mo è na bomba!… co tutte e buche ch'amo preso, si ereno bombe sai ndo stavamo?-

- Che ne so magara è veleno!  Chiamamo la fija daa mercantina, quella l'americano lo sa.-

La figlia della merciaia si chiamava Sandra ed era una ragazzetta sveglia, aveva sedici anni e l'inglese lo aveva studiato un po' a scuola e molto ascoltando col padre radio Londra.

Aveva scrutato le scatole e aveva detto:

- C'è scritto che è DDT che d'è nun lo so, serve pe le cimici, li pidocchi, è na specie de veleno.

- Too dicevo che nun o dovevi toccà! -

- No no…toccà lo poi toccà… dice che se po' mette sotto all'ascelle e n'mezzo alli capelli pe ammazza i pidocchi, nun po' fa male.

- Vabbè lassalo lì ch'e mejio, grazie Sandrì -

 

Sandra se n'era tornata a casa con una scatola di carne e il terzetto era uscito a festeggiare pronto a spendersi tutti soldi guadagnati col viaggio.

Erano tornati ubriachi verso mezzanotte, lungo le scale buie s'erano messi  a fare le pecore.

- Beeeeeeeeeeeeeeeeeeee - Faceva Vando con la vocetta da ragazzino.

- Beeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeee - Rispondeva Alvaro con la voce da montone.

- Aho ma che d'è sta puzza? … a senti? -

- Boh che ne so… nnamo va che ciò sonno! -

 La Signora Rosa, la mamma di Giggi prima d'andare a letto aveva deciso di sperimentare la polvere bianca contro le cimici. N'aveva messa un bel giro intorno al letto, poi, visto che ce n'era tanta, l'aveva messa per tutti gli angoletti di casa e presa dall'entusiasmo l'aveva sparsa sulla soglia, sul pianerottolo, lungo la scala fino al portone. Ne aveva adoperati tre o quattro barattoli, poi era andata a dormire.

 

Giggi si svegliò al rumore del trambusto che c'era per le scale. Si sentiva gente che parlava forte, che strillava,  e nel cortile interno le donne chiacchieravano dai balconi.

- Ce sta no strato…nun poi capì, viè ggiù! -

- Ma che te credi che da me nun ce stanno?  Viè, viè a casa mia…che te faccio véde-

 

L'effetto del DDT era stato devastante. Per tutto l'appartamento, per le scale, e per le altre abitazioni, ovunque, c'era uno strato di scarafaggi morti. Quanti fossero non era quantificabile. Le bestie, che non erano mai state trattate con nessun tipo di disinfestante, erano morte stecchite.

Giggi provò a mettere i piedi giù dal letto, ma era difficile riuscire a camminare. S'infilò le pantofole e strusciando i passi per evitare di schiacciarli, si vestì, infilò gli anfibi della divisa e corse fuori.

Qualcuno era andato a prendere delle cassette di legno dal fruttivendolo, le donne stavano spazzando la scala e le riempivano a palettate.

Furono necessarie ventiquattro cassette per liberare l'intero palazzo dalla strage degli scarafaggi.

- A Sora Rò ma che ciavete le pecore? Ieri sera l'ho sentite salì -

- E che nun lo sapete? Ciò la pecora per via del llatte!-

- A Ggì hai visto st'americani che forza… Tataa n'po' de porvere e zacchete tutti stecchiti. Seconno me hanno fatto così pure co li fascisti… so forti st'americani.

 

La favola della strage degli scarafaggi agitò il quartiere per giorni, qualcuno disse che avevano trovato il Colosseo pieno di scarafaggi morti, e che gli americani avevano una polvere che faceva morire i nemici.

Qualche giorno dopo dalla signora Rosa si presentò un ometto magro dagli occhi lucidi.

- Sora Rò ciò un regazzino de tre mesi, mi moje nun cià ppiù latte, m'hanno detto che voi ciavete na pecora….

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Commenti al Post:
Arvalius
Arvalius il 23/02/09 alle 09:33 via WEB
Bel pezzo. Ma come mai lo hai ambientato a Roma?
 
 
Ahira28
Ahira28 il 23/02/09 alle 21:25 via WEB
perchè io sono romana e nel frullato di verità e invenzioni ci sono un po' di storie familiari
 
excerptum
excerptum il 23/02/09 alle 10:23 via WEB
capolavoro del 2001, si riafferma tale a distanza di sette anni (giusti giusti) - vorrà pur dire qualcosa...
 
 
Ahira28
Ahira28 il 23/02/09 alle 21:28 via WEB
diciamo che vuol dire che sto grattando il fondo del bidone ;-) grazie dei puntuali commenti, mi piacerebbe metterci anche qualcosa di ahira e camillo se me ne dai il permesso. Ne parliamo?
 
   
excerptum
excerptum il 24/02/09 alle 09:59 via WEB
mi accorgo solo ora che 2009 - 2001 = 8 (e non sette!) - questa osservazione getta ombre sinistre sulla mia salute mentale, facciale e frontale :-\
quanto alla tua domanda hai il mio imprimatur, con l'aggiunta di un bel fate vobis, e un fiat voluntas tua finale :)))
 
     
Ahira28
Ahira28 il 24/02/09 alle 21:40 via WEB
io il vobis non lo so fare, posso fare il vov, quello mi riesce discretamente, forse per l'origine russa,e si sa... io parlo russo quasi perfettamente. La fiat no... non la sopporto con rispetto aprlando preferisco la subaru. Grazie kardo ;-)
 
PapaveriSparsi
PapaveriSparsi il 24/02/09 alle 11:43 via WEB
Complimenti, ancora e sempre. Mi piace moltissimo come scrivi e non sono di gusti semplici...
 
 
Ahira28
Ahira28 il 24/02/09 alle 21:47 via WEB
Grazie "ancora e sempre" solo per avermi letta. I complimenti fanno bene all'anima :-) Tu hai il blog più curato e anche più chic che conosco, ogni tanto vado a fare un giro.
 
   
PapaveriSparsi
PapaveriSparsi il 02/03/09 alle 10:21 via WEB
Grazie...sei gentilissima.
 
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