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Un attore in scena

L'amore per la qualità delle cose

Creato da MANonTHEmoonMilano il 30/12/2009

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Spettacolo del 23 maggio 2012

Post n°164 pubblicato il 10 Maggio 2012 da MANonTHEmoonMilano
 

 

Oggi con l'ultima visita alla Ceriani di Uboldo possiamo dire di essere pronti...che faticaccia. Ma anche che divertimento...

 
 
 

Bentornata Juventus!

Post n°163 pubblicato il 07 Maggio 2012 da MANonTHEmoonMilano
 
Foto di MANonTHEmoonMilano

 

Partiti con mille difficoltà, con tanta diffidenza, con un allenatore "oltranzista" del 4-2-4, con due tremendi settimi posti da cancellare e la Serie B nel cuore: chi si aspettava  questo miracolo sportivo?

Ad Agosto nessuno!

Sarà stata la magia dello Stadio Nuovo?

Credo che il merito sia del tecnico e di tre giocatori che hanno fatto la differenza: Pirlo, Vidal e Lichsteiner.

Cacciato l'improponibile Del Neri, mai visto dopo Maifredi un allenatore così scarso, la Juventus giocando un calcio diverso dal solito (pressing a tutto campo, ritmo, collettivo e grandi idee) ha superato il favoritissimo Milan.

Conte ha infuso la mentalità Juve a dei giocatori l'anno scorso ridicolizzati e senza carattere con la cultura del lavoro. Una cavalcata entusiasmante fine alla fine.

Una vittoria senza discussioni.

Bentornata Signora!!!

 
 
 

E' Morto Ciccio Currò, mitico massaggiatore del Messina

Post n°162 pubblicato il 21 Aprile 2012 da MANonTHEmoonMilano
 






Ciccio Currò è la storia del calcio messinese: tra discese e risalite, trionfi e fallimenti, ha rappresentato il filo conduttore che ha legato ogni epoca calcistica. Il suo ricordo è incancellabile negli occhi e nelle menti di migliaia di messinesi che al "Celeste" sono cresciuti: la sua vita è stata dedicata al pallone ed allo stadio di via Oreto.

 

Il mio ricordo (Alan Paul Panassiti):

"Ho scoperto un giorno dopo la sua scomparsa che la memoria storica del calcio e di ogni sportivo di Messina è non, si è spenta. Un uomo all'apparenza burbero, molto competente e simpatico: un libro aperto sempre pronto e disponibile. Massaggiatore del Messina per oltre sessant'anni. Adesso che sono a Milano questa scomparsa mi riporta indietro di quasi vent'anni. Fu a lui che mi rivolsi, quando cominciai ad arbitrare dopo che il muscolo ballerino della mia gamba sinistra si spezzò durante una delle prime partite che arbitravo. Sembrava tutto finito invece lui, che era amico di mio padre come Franco Scoglio, mi accolse durante un fine settimana nel quale il Messina stava lottando ricominciare dopo il primo grande fallimento, dandomi tutta la disponibilità di buon padre di famiglia per capire come fare a potere continuare l'attività agonistica. Se adesso i muscoli delle mie gambe sono indistruttibili è grazie a lavoro fatto con lui in quell'indimenticabile 1993. Mentre mi cercava di massaggiare i muscoli doloranti e rovinati da quello stupido contrattempo mi raccontava tutta la sua vita sportiva e sfogliava con me (ma lo faceva con tutti) gli album dei ricordi. Qualche piccola lacrima scendeva dal suo viso, e quegli occhi avrebbero rivisto la serie A qualche anno dopo. Dopo quello le nostre strade si sono divise, ma quando capitava di ritrovarlo in qualche stadio d'Italia, lui si ricordava e mi abbracciava sempre. E io mi voglio ricordare di questo uomo buono, grande amante del suo e nostro Messina. Indimenticabile Ciccio, buon viaggio..."

 


Riportiamo integralmente il commosso saluto a Ciccio Currò, pubblicato sul portale del Città di Messina:

"Una vita per il calcio, una vita dedicata ai colori giallorossi, a quell'infinito amore per il pallone. Da oggi questo stadio che ogni giorno ci ospita sarà vuoto. Perché questo è il suo stadio, la sua casa. Il "Celeste" è Ciccio Currò. E la sua anima resta qui, con noi, a sostenere quella passione per questo sport che in lui, in Ciccio Currò, trovava la sua espressione più pura.

Come ogni mattina, anche quest'oggi Ciccio era pronto per raggiungere il "Celeste". Come ogni mattina avrebbe voluto soddisfare quelle piccole ma indispensabili abitudini di una vita intera: arrivare al campo, sorseggiare un caffè, sfogliare la Gazzetta del Sud, chiacchierare di calcio, accomodato in quella che è e resterà sempre la sua stanza, tappezzata di foto che ritraggono lui, Scoglio, Massimino, Schillaci e immagini di calciatori e partite delle stagioni più disparate. Ma quei problemi respiratori con cui combatteva con ardore ormai da anni oggi sono stati fatali. Ciccio Currò se n'è andato, aveva 80 anni, ma il suo ricordo è incancellabile negli occhi e nelle menti di migliaia di messinesi che al "Celeste" sono cresciuti: cambiavano le categorie, i calciatori, gli allenatori, i dirigenti, ma lui, Ciccio Currò, era il punto fermo, il filo conduttore che legava ogni epoca calcistica.

Il calcio è stato la sua vita: fin da ragazzino l'amore per questo sport e la vicinanza alla squadra della città, una vicinanza divenuta ben presto una causa a cui dedicare anima e corpo. In questo mondo c'era dentro da oltre sessant'anni e ne conosceva ogni particolare: i malanni avevano fiaccato il suo fisico ma non la sua mente ed era un piacere ascoltarlo mentre raccontava aneddoti, episodi, storie di calcio. Chiunque sia passato da questo glorioso stadio ricorda con affetto Ciccio Currò, che per anni del Messina calcio è stato massaggiatore, definizione ben presto divenuta limitativa per un personaggio che di questo nostro calcio è stato un'autentica bandiera, un simbolo, una leggenda. Un punto fermo per tutti, anche quando l'età non gli ha più consentito di essere utile all'interno del rettangolo di gioco. Non era tipo che amava autocelebrarsi, ma gli piaceva ricordare di sé la velocità con cui, durante le partite, scattava dalla panchina e raggiungeva i calciatori per prestare loro soccorso. "Ai miei tempi ero il più veloce di tutti" raccontava fiero. Ma ce ne sono tante altre di cose di cui poteva essere orgoglioso, perché nessuno era benvoluto, amato, quasi idolatrato come lui tra i personaggi che hanno fatto grande il calcio di casa nostra. Dal calcio ha ricevuto tanto, ma probabilmente meno di quanto ha dato, perché lui al pallone e ai colori giallorossi ha dedicato un'intera vita. Al fianco di quei colori c'è rimasto sempre e comunque, senza distinzioni di categorie.

Ciccio Currò è la storia del nostro calcio. Discese e risalite, trionfi e fallimenti, vittorie e sconfitte: lui c'è sempre stato, ad offrire il suo contributo e la sua smisurata passione. Dalla prima volta del Messina in A, negli anni '60, alla scomparsa dal panorama professionistico di quattro anni fa, passando per tutti i momenti di euforia e di depressione che il calcio inevitabilmente genera in chi come lui del calcio ha fatto una ragione di vita.

È un grandissimo orgoglio per questa nostra giovane società averlo avuto come nostro tifoso. Sempre qui con noi, presente, ogni giorno, ad offrire la sua esperienza, i suoi consigli, la sua immagine di uomo simbolo del calcio messinese, che da sola bastava a farci sentire veramente importanti. Era un piacere vederlo sorridere felice dopo ogni vittoria, così come è stato un grande dispiacere scorgere dopo la sconfitta di Ragusa la sua amarezza, manifestata con i suoi modi spiccioli e senza giri di parole. Ha seguito ed appoggiato questa squadra fin dalla sua nascita e ci piace ricordare la standing ovation che una folta platea gli ha tributato alla conferenza stampa di presentazione del Città di Messina nel luglio 2010. Un tributo che lo ha commosso e reso davvero orgoglioso. Ciccio ci ha apprezzato, aiutato, sostenuto. E ha amato questa società prima di tutto perché ha avuto cura del "Celeste", il suo "Celeste", quello stadio che da anni rappresentava la sua vera casa. Oggi in tutti noi, a partire dai nostri magazzinieri, Salvatore Mastroeli e Nino Utano, che lo hanno amorevolmente accudito negli ultimi tempi, c'è un profondo senso di tristezza. La società, lo staff, i calciatori lo ricordano e lo ricorderanno per sempre con grande affetto ed enorme commozione, grati per quanto lui ha saputo offrire, anche con la sua sola presenza, in questi ultimi anni. E con affetto e commozione lo ricordano certamente migliaia di tifosi, appassionati, amanti del nostro calcio, intere generazioni cresciute a pane e pallone, assorti nella magica atmosfera che solo il "Celeste", il suo "Celeste" sa regalare.

Ciao grande Ciccio, già ci manchi tanto".

 
 
 
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