Creato da sono.la.figlia il 29/10/2009
il mio mostro ha gli occhi grigi

Dovrebbe essere consolante

"Ormai lei è senza tempo e spazio;  se anche venite tutti i giorni non se lo ricorda"

 

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Post n°40 pubblicato il 16 Settembre 2013 da sono.la.figlia
 

Ecco, sono stata smentita subito:

retta aumentata di 2 euro al giorno....

Per chi frequenta il Nat più di 10 euro!

 
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Post n°39 pubblicato il 06 Settembre 2013 da sono.la.figlia
 

Regione Piemonte, tratto da La Stampa

Cresce, dal 1° ottobre, la retta per i malati di Alzheimer nei centri diurni e nelle strutture di ricovero. Una spada di Damocle si abbatte su centinaia di famiglie già disperate, «grazie» a una delibera votata in totale sordina il 2 agosto scorso: diminuisce il rimborso a carico della Regione, aumenta la quota che pesa sui malati: passerà dal 30 al 50 per cento.  

Significa che nei centri diurni la famiglia di un assistito pagherà 800 euro anziché i 450 di oggi, mentre la retta nei Nuclei Alzheimer Temporanei supererà i 2000 euro. «Una mazzata», denuncia senza mezzi termini l’Associazione malati di Alzheimer (Ama), che ha scritto una lettera aperta inviata anche alla Regione. «E’ evidente l’ulteriore accanimento contro malati non in grado di far valere i propri diritti», si legge. La delibera è passata a meno di due mesi di distanza da un altro provvedimento che rende più difficile il diritto di tutti i malati più gravi - non solo di Alzheimer - a entrare in una Rsa. Difficoltà dopo difficoltà, insomma.  

C’è un paradosso. Con questa delibera che sarà operativa fra due mesi - cioè 60 giorni dopo la votazione in giunta - i malati di Alzheimer - i più gravi fra tutti i gravi - pagheranno più di chiunque altro assistito. Malattia e beffa. Guido Mantovani è il presidente dell’Associazione Ama onlus, ancora di salvezza per numerose famiglie senza più riferimenti. «Ci rendiamo perfettamente conto - dice - che la coperta sanitaria è corta e comprendiamo persino che si debba alzare la compartecipazione alle spese. Ma non si può equiparare un malato di Alzheimer agli altri malati, per quanto gravi o non autosufficienti siano. Francamente, non comprendiamo quale sia la logica che sta sotto un provvedimento del genere: invece di essere aiutate, queste famiglie vengono ancora più penalizzate».  

Il problema non è solo nell’aumento delle rette. Non soltanto una questione economica, quindi. «La delibera regionale - prosegue l’Associazione Malati di Alzheimer - annulla anche la continuità delle cure». In altre parole: «Fino ad ora un ospedale, dopo aver tenuto fino a 60 giorni un malato in reparto, si preoccupava di destinarlo a una struttura adatta. Ora i 60 giorni massimi in ospedale diventano 30, e terminato quel periodo non c’è più continuità nell’assistenza».  

La delibera votata in giunta precisa che il budget della Regione è stato determinato partendo dal consuntivo delle Asl 2012, sottolinea che mantiene «inalterata la spesa effettiva e prevede un recupero di risorse grazie alla riduzione media del 3,3 per cento delle tariffe di ricovero». Ma sembra più un gioco delle tre carte, stando a quanto sostiene l’Ama: «Mentre si abbassa effettivamente di qualche euro le tariffe per la cosiddetta “bassa intensità di cura”, quella per l’alta, come l’Alzheimer, aumenta».  

La notizia della delibera sta allarmando moltissime famiglie. Una delibera miope, secondo l’Ama: «La conseguenza scontata sarà che meno pazienti potranno permettersi l’assistenza, quindi meno persone andranno nei centri diurni che vivono di rette e quindi scompariranno uno dopo l’altro». Per quanto riguarda i ricoveri nelle strutture, «le famiglie terranno i propri familiari a casa finché potranno, poi si rivolgeranno agli ospedali, intasando prima i pronto soccorso e poi i reparti già adesso al collasso. «Una vessazione - conclude la lettera dell’Ama che verrà inviata anche al governatore Roberto Cota -: è evidente che si tratta di un criterio puramente economico, lontano da ogni considerazione dei bisogni dei malati».  

** Se non lo dicevano ieri al telegiornale regionale io non ne avrei saputo nulla.
Forse non mi riguarda, infatti noi paghiamo già la metà della retta... ma allora avremmo dovuto pagare meno in questi 3 anni?!?!

 
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Post n°38 pubblicato il 29 Aprile 2013 da sono.la.figlia
 

Un anno fa facevamo ancora su e giù da Biella.

A Biella era caduta, lastre, mesi di immobilità... ma poi siamo riusciti a farla camminare di nuovo.

A Caselle è quasi caduta, niente lastre, ma è immobilizzata da quasi un mese; e siamo preoccupate (io e mia zia, il Cav meno) che non camminerà più.
La vediamo pigra, ogni tanto la alziamo per fare giusto 2 passi, ma si vuole sedere subito.

A Biella andavamo una volta la settimana, eppure avevamo la situazione chiara; qui mia zia va 2/3 volte ma non riusciamo mai a sapere niente.
Gli operatori fanno lo stesso lavoro -difficile- eppure lassù avevamo un rapporto migliore con loro; può davvero essere legato al fatto che qui sono di una cooperativa mentre a Biella erano "della struttura" ?

 
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Post n°37 pubblicato il 05 Dicembre 2012 da sono.la.figlia
 

Questa cosa mi preoccupa:

Un Natale più magro per i 4200 lavoratori delle residenze per anziani non autosufficienti.
Le convenzionate chiedono un piano di rientro alla Regione per sbloccare l’impasse delle banche che non concedono più il credito

Le Asl non pagano e le residenze socio sanitarie per anziani non autosufficienti rischiano di non corrispondere le tredicesime ai dipendenti. E non basta: se la situazione non si sblocca i proprietari delle Rsa potrebbero chiedere ai parenti dei degenti l’anticipo dell quota sanitaria. Insomma: i ritardi fino a 14 mesi nel pagamento da parte delle Asl possono mettere a rischio gli stipendi, ma in prospettiva la stessa esistenza delle strutture visto che molte aziende potrebbero fallire. 

L’allarme arriva dall’Associazione strutture terza età (Anaste), che chiede alla Regione di avere entro la fine dell’anno la certificazione dei crediti - oltre 70 milioni di euro - e un piano di rientro che consenta di ristabilire il rapporto con gli istituti di credito. Il presidente Michele Assandri è molto netto: «Siamo ad un punto di non ritorno. Dopo chela Regione la scorsa settimana ci ha comunicato che fino a febbraio non pagherà le banche hanno inchiodato il credito. E le nostre aziende non sanno come andare avanti». Spiega il meccanismo che ormai è inceppato: «La Regione paga il 50% della retta per un anziano non autosufficiente. Ma il blocco dei pagamenti dalle Asl potrebbe costringerci a chiedere alle famiglie di anticipare la quota a carico della sanità. Si tratta nella media di circa 42 euro al giorno per ogni ricoverato. Sarebbe una misura che non vorremmo prendere, ma rischiamo di non poterne fare a meno». 

 

(La Stampa - Torino)

 
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Post n°36 pubblicato il 14 Novembre 2012 da sono.la.figlia
 

mii
è passato un po' di tempo... cose ne son successe!

la più importante: mamma ora è vicino casa, più vicino a mia zia che a me, ma meglio così!
niente più gite di una giornata a Biella, ora ci arrivo in 20 minuti se c'è traffico!

ha ripreso a camminare
o meglio se qualcuno la alza dalla carrozzina e la sostiene lei cammina; le facciamo fare anche le scale

la struttura.. bhe.. non si può avere tutto...
a Biella era vecchia, ma il personale aveva esperienza
qui è tutto molto bello, molto nuovo, ma le cooperative che ci lavorano non mi convincono (nemmeno un anno che sono aperti, diamogli tempo)

 
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