
Roma, 14 dic - Si chiama ''Campo Libero'' ed e' un vino bianco, un trebbiano frutto del terreno confiscato a Francesco Schiavone, detto ''Sandokan'', capo del clan dei casalesi, la piu' potente cosca del casertano, una delle piu' organizzate e violente dell'intero panorama camorrista. Un vino dal sapore particolare, quello della legalita'.
Con questo vino il Presidente del Consiglio regionale del Lazio, Bruno Astorre, ha brindato oggi, a meno di 24 ore dall'apertura del processo in Cassazione che decidera' sugli ergastoli per Sandokan e gli altri padrini, insieme a consiglieri regionali e autorita' locali, sul podere gestito dalla Cooperativa sociale ''Il Gabbiano''. 10 ettari trasferiti nel 2003 dall'Agenzia del Demanio al Comune di Cisterna di Latina per essere utilizzati per scopi sociali.
''Grazie al Gabbiano e all'iniziativa del consigliere Fabrizio Cirilli - ha detto Astorre - vogliamo sensibilizzare i mass media, i consiglieri regionali e i cittadini, affinche' i prodotti provenienti dai beni confiscati alla mafia possano anche portare reddito. Questo di ''Campo Libero'' e' un esempio da imitare e per noi istituzioni da sostenere. Personalmente ne ho acquistate 100 confezioni per i regali di Natale a consiglieri e istituzioni, che verranno accompagnate da una lettera che ne illustra il valore sociale. La mafia uccide quando c'e' silenzio. Tenere i riflettori accesi e' importante, e' un segnale''.
Inviato da: eugee
il 20/03/2011 alle 16:49
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il 13/09/2010 alle 17:46
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il 30/08/2010 alle 17:06
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il 15/07/2010 alle 12:54