Creato da giglio.alfredo il 31/03/2013
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UN'ARIA LONTANA di Alfredo Giglio

Post n°440 pubblicato il 23 Novembre 2017 da giglio.alfredo
Foto di giglio.alfredo

 

UN’ARIA LONTANA

di Alfredo Giglio ©

 

Nella quiete dell’aria ammorbata

Già periva ogni sorta d’amore

Mentre un sol che sembrava malato

Non mandava tepore al mio core.

Mi sentivo sospeso nel vuoto

Fino a quando una mano protesa

Non traeva il mio sguardo perduto

Per veder nella luce del giorno

Una stella spuntare più scura

Per l’azzurro che l’era d’intorno.

Sembra un vento che vien da lontano

Dalle viuzze di case modeste

Ch’ora porta il profumo selvaggio

Di chi nasce sognando foreste.

Nel suo seno conserva il coraggio

Di sfidare la morte nei flutti

E negli occhi di cerva smarrita

La dolcezza di un’anima mite.

Nel suo volto una luce più vera

Su una  pelle che par di velluto,

Profumata più rosa d’Halfeti

Ti seduce e ti rende più muto

E poi perso nel guardo infinito,

Come il fascino d’una  pantera.

 

Alfredo  Giglio

 

 

 

 
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L'IMMENSO CHIARORE di Alfredo Giglio

Post n°439 pubblicato il 20 Novembre 2017 da giglio.alfredo
Foto di giglio.alfredo

 

 

L’IMMENSO CHIARORE

di Alfredo Giglio ©

 

L’immenso chiarore del sole

Si perde nell’anima buia,

E la pioggia battente del Cielo

Confonde le lacrime amare

Di chi sofferente si piega,

Pregando un divino lontano.

Il male che l’aria avvampava

S’è spento nel giorno novello

Ch’appare coperto di stelle,

Anch’esse da tempo velate

Dalla morte ch’arriva celata.

Un silenzio è calato sul mondo

Nel profondo di cuori gelati.

Nella mente di pace vogliosa

S’alza  ora furente la gioia

Di potenza funesta omertosa.

Oggi ha vinto la morte sull’uomo

Ch’è disceso nel buio assoluto:

Possa lui ritrovare riposo

E pentirsi nella luce più fioca

Ch’ il buon Dio gli ha donato pietoso.

 

Alfredo  Giglio

 

17 novembre 2017

 

 

 
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ATTENDO L'ORE MIE di Alfredo Giglio

Post n°438 pubblicato il 07 Luglio 2017 da giglio.alfredo
Foto di giglio.alfredo

 

 

ATTENDO L’ORE MIE

di Alfredo Giglio ©

 

Da giorni ormai attendo l’ore mie

Sui fogli assorto con la  mano ferma

Che dir non sa quel che patisce il core

Seppur l’anima svela il suo dolore.

La mente pur rimane intorpidita

E tiene chiusi tutti i miei pensieri;

Solo lo sguardo vaga sulle cose

Senza avvertire moti o sentimenti

Che dian forma all’illusione vana

D’averla meco, che rimane un sogno.

Dentro mi manca quello spirto antico,

Respiro raro di divina Musa

Ch’ alta facea volar la fantasia

Appen di lei il soffio mi giungea.

Privo di quel calor che m’alitava,

Come tutte le cose a questo  mondo

Perisco nel silenzio senza gloria

Mentre il mio canto striscerà sul piede

Senza salire mai nell’alte sfere,

Perché dell’arte non sarà radice

Senza quell’armonia ch’a lei presiede

E quell’amor che mi rendea felice.

 

Alfredo Giglio

 

 

 

 

 

 
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IL MIO TEMPO di Alfredo Giglio

Post n°437 pubblicato il 07 Luglio 2017 da giglio.alfredo
Foto di giglio.alfredo

 

IL MIO TEMPO

di Alfredo Giglio ©

 

 

Come spongia che sullo sporco passa

E rende netto il tutto, senza macchia

Così il tempo ha distrutto i miei ricordi.

Osservo il giorno mio che scorre piatto

Senza emozioni, senza fretta alcuna,

Mentre l’albe rincorrono i tramonti

Su quel mare che più m’appare immoto.

Silenzio regna quasi tutto intorno

E pace rende l’anima serena,

Come  la vita fosse andata altrove

E già gli affanni fossero cessati.

Resto attonito, assorto nella quiete

E scorgo l’ombra mia che m’è compagna.

Ripenso alla tua chioma stesa al vento

E grande gioia mi pervade il core.

Il ricordo di tempi più felici

Svanisce ognora, come nebbia al sole.

Chiudo gli occhi di fronte all’infinito

E colgo con lo sguardo l’orizzonte

E mentre che si perde l’esser mio

In quella vanità della mia sorte,

Dell’arco mio avverto l’ore corte.

 

Alfredo Giglio

 

 

 

 
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LE MIE RADICI di Alfredo Giglio

Post n°434 pubblicato il 15 Giugno 2017 da giglio.alfredo
Foto di giglio.alfredo

 

LE MIE RADICI

di Alfredo Giglio ©

 

Quando la mente tra ricordi arranca

Come l’onda che viene alla tornata

Sento ancor più che l’anima mi manca

Perché risorge una figura amata

Ch’al petto m’ha tenuto con diletto.

Il cor si stringe ed i pensieri avvince

Andando ai dì di quella fanciullezza

Che trasportato m’ha nei primi sogni

Ch’erano fatti sol di tenerezza.

Sento il profumo della primavera

Che più sbocciare ha visto il mio sorriso

E vedo quella mano delicata

Che terso m’ha le lacrime dal viso.

Una donna sempre esile e modesta

Che ricca ha reso l’esistenza mia

Con la fatica sua penosa e gretta

In quella casa misera e ristretta,

Priva di mezzi e ricca sol d’amici

Ove attecchite son le mie radici.

Ora che la mia pianta è più matura,

Piena di rami e con la scorza dura

Mi sento solo e sono inaridito,

Vieppiù piangente e sempre più smarrito.

 

Alfredo Giglio

 

 
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