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Creato da sinerequie il 10/04/2008

ALI STRAPPATE

un giorno dio appoggiò il suo piede sulla mia schiena e mi strappò le ali...poi mi disse - ora sei un uomo ...solo un fottutissimo uomo...

 

 

per me...

Post n°292 pubblicato il 08 Febbraio 2012 da sinerequie

la vita cosa troppo preziosa per lasciarla in mano al destino...

 
 
 

il capitano alla tempesta...

Post n°291 pubblicato il 12 Gennaio 2012 da sinerequie

 

e a voi non riservo pensieri...
m'avete incatenato qui nella stiva della mia nave,
come se fossi una fiera pericolosa,
animale mai domo lo son da sempre  è vero,
ma voi v'ho sempre tratto da pari,
non come marinai ,
come compagni in questo
viaggio,
alla ricerca di lei...
tolleravate  in silenzio quelli che consideravate 
i vaneggiamenti
di una mente  resa fallace dal toppo mare e dalla solitudine...
ed ora qui ai ceppi...
ad ascoltar le vostre beffe serene....
a udir lo stidulo grido dei gabbiani...
a sentir lo risacca leggera sui fianchi della nave...
vi maledico...
voi che vostra madre v'avesse soffocato nel suo ventre
benedirei le di lei mani...
io non voglio più calma
voglio l'occhi e l'orecchie piene di vento
non voglio  rollio del viaggio su mare piatto
voglio onde a sollevar la nave dall'acque e me dal cassero
non voglio canti tranquilli ad accomagnar il vostro lavoro
voglio bestemmie e lacrime ad ogni folgore che rischiara il nero delle nubi
non voglio più vele gonfie di aria ferma
voglio il suo vento che brandelli faccia di quella stoffa morta
non voglio più luce
voglio le sue tenebre a rischiararmi l'anima
non voglio più respiro
voglio il suo bacio
voglio lei...
voglio lei...
la mia tempesta...

 

 

 

 

 

 

voglio lei ...
voglio veder dove finisce il suo cuore...
voglio sentirmi ancor vivo...
volglio la mia tempesta...
ancor una volta...

 
 
 

pazzie preferenziali....

Post n°290 pubblicato il 10 Gennaio 2012 da sinerequie

 

21 Marzo 1901
Manicomio di San Girolamo, Volterra

Mia cara Consorte
Rispondo alla tua cara lettera da me tanto gradita
mi trovo molto contento ne legere la tua letera da mè tanto gradita
dove sento che state tutti bene.
Io sarei in perfetta salute di tornare a casa.
No vedo lora e il momento di tornare a casa
per abraciarvi tutti e baciarvi di cuore.
È già diverso tempo che io mi trovo in questo manicomio ricoverato,
distaccato da voialtri
dunqe prochurate quanto prima divenirmi a pigliare e portarmi i panni.
Non potete immaginare quanto brami di tornare a Cecina,
che qui mi par d’ essere in esilio.
La pazienza non mi manca, ma da un giorno, all’atro mi scapperebbe;
se non mi, facessero partire.
Stò contento, allegro, solo desidero di stare insieme, in famiglia.
Cara consorte mi raccomando a te e al mio caro fratello Robuamo
dunque non mi abbandonate sul fiore di mia vita.
Che io non vi o mai abbandonato scuserete
se qualche volta vi offeso con parole
ma il cuore è sempre amoroso con voialtri tutti quanti
ricevi tanti saluti e baci dal tuo affezionatissimo
Consorte Agapito

 
 
 

alle rose....

Post n°289 pubblicato il 08 Gennaio 2012 da sinerequie

 

Se te podet fermess che

che in due tira'l veent

i niguj g'hann poca memoria

ma l'erba resta in due l'è
 

Se te podet fermess che

anca se la tèra la gula

anca se l'oecc el te sbrüüsa

fermes che

perché me cugnussi menga un veent

che desentega una rösa

 

Se puoi fermati qui

qui dove tira il vento

le nuvole hanno poca memoria

ma l'erba resta dov'è

Se puoi fermati qui
 

anche se la terra vola

anche se l'occhio ti brucia

fermati qui

perché io non conosco nessun vento

che dimentica una rosa

 

(Davide van de sfross - rosa del vento)

 
 
 

soffi a nella mia notte...

Post n°288 pubblicato il 08 Gennaio 2012 da sinerequie

 

Et anca te na finestra de la sira,

Famm pasàa, famm vegnì dent...

 E sunt el veent...

 Set anca te un lampion del vial 
 
Lasses smöf, lasses sgallà...

 Muovo le candele e passo sul fuoco,

Ho gli occhi scuri e sono lento...

 Chissà in de ien nai...

Varda là in de ien...

Varda là in de lè...

 

Sei anche tu una finestra della sera,

fammi passare, fammi entrare...

 E sono il vento...

 Sei anche tu un lampione del viale

lasciati smuovere, lasciati scivolare...

 Muovo le candele e passo sul fuoco,

ho gli occhi scuri e sono lento...

 Chissà dove sono andati...

Guarda là dove sono...

Guarda là dov'è

 

(Davide van de sfroos- el veent )

 
 
 
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Questa però la conosco...è di Faber!
Inviato da: ladybaba1975
il 15/02/2012 alle 11:37
 
 

GRAZIE PROF...

Venite pure avanti, voi con il naso corto, signori imbellettati, io più non vi sopporto,
infilerò la penna ben dentro al vostro orgoglio perchè con questa spada vi uccido quando voglio.

Venite pure avanti poeti sgangherati, inutili cantanti di giorni sciagurati,
buffoni che campate di versi senza forza avrete soldi e gloria, ma non avete scorza;
godetevi il successo, godete finchè dura, che il pubblico è ammaestrato e non vi fa paura
e andate chissà dove per non pagar le tasse col ghigno e l' ignoranza dei primi della classe.
Io sono solo un povero cadetto di Guascogna, però non la sopporto la gente che non sogna.
Gli orpelli? L'arrivismo? All' amo non abbocco e al fin della licenza io non perdono e tocco,
io non perdono, non perdono e tocco!

Facciamola finita, venite tutti avanti nuovi protagonisti, politici rampanti,
venite portaborse, ruffiani e mezze calze, feroci conduttori di trasmissioni false
che avete spesso fatto del qualunquismo un arte, coraggio liberisti, buttate giù le carte
tanto ci sarà sempre chi pagherà le spese in questo benedetto, assurdo bel paese.
Non me ne frega niente se anch' io sono sbagliato, spiacere è il mio piacere, io amo essere odiato;
coi furbi e i prepotenti da sempre mi balocco e al fin della licenza io non perdono e tocco,
io non perdono, non perdono e tocco!

Ma quando sono solo con questo naso al piede
che almeno di mezz' ora da sempre mi precede
si spegne la mia rabbia e ricordo con dolore
che a me è quasi proibito il sogno di un amore;
non so quante ne ho amate, non so quante ne ho avute,
per colpa o per destino le donne le ho perdute
e quando sento il peso d' essere sempre solo
mi chiudo in casa e scrivo e scrivendo mi consolo,
ma dentro di me sento che il grande amore esiste,
amo senza peccato, amo, ma sono triste
perchè Rossana è bella, siamo così diversi,
a parlarle non riesco: le parlerò coi versi, le parlerò coi versi...

Venite gente vuota, facciamola finita, voi preti che vendete a tutti un' altra vita;
se c'è, come voi dite, un Dio nell' infinito, guardatevi nel cuore, l' avete già tradito
e voi materialisti, col vostro chiodo fisso, che Dio è morto e l' uomo è solo in questo abisso,
le verità cercate per terra, da maiali, tenetevi le ghiande, lasciatemi le ali;
tornate a casa nani, levatevi davanti, per la mia rabbia enorme mi servono giganti.
Ai dogmi e ai pregiudizi da sempre non abbocco e al fin della licenza io non perdono e tocco,
io non perdono, non perdono e tocco!

Io tocco i miei nemici col naso e con la spada,
ma in questa vita oggi non trovo più la strada.
Non voglio rassegnarmi ad essere cattivo,
tu sola puoi salvarmi, tu sola e te lo scrivo:
dev' esserci, lo sento, in terra o in cielo un posto
dove non soffriremo e tutto sarà giusto.
Non ridere, ti prego, di queste mie parole,
io sono solo un' ombra e tu, Rossana, il sole,
ma tu, lo so, non ridi, dolcissima signora
ed io non mi nascondo sotto la tua dimora
perchè oramai lo sento, non ho sofferto invano,
se mi ami come sono, per sempre tuo, per sempre tuo, per sempre tuo...Cirano

 

 
 

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