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ADVERSUS GENTES89. Damasco e Israele son funebri marmi: non è una ragione perché li risparmi; con Ninive e Tebe altresì l’Abissinia cadrà in ignominia. Terrore di tutti il leone di Giuda, che l’Africa e l’Asia calpesta e denuda, servito da popoli esangui, rimasti quel tanto che basti. Ad Edom si sente tra i monti una voce: “Arriva il mattino?” “S’avanza veloce, ma al regno che il buio dei secoli inghiotte sarà sempre notte”. Non toglier la sella al cammello che crolla, Arabia, ma lancialo come una molla: non c’è pei deserti né duna né rada che fermi la spada. Oracolo vero. Io sto sentinella in cima alla torre e Javè mi favella, negli occhi la fiamma dell’ira e d’intorno il buio d’un forno. 90. Son risse e chiassate anche dentro la torre, di gente che beve, che alterca, che corre: “Che serve l’impegno? A mare ogni remo! Ché tanto morremo”. Parola verace: domani morrete, voi tutti, s’intende, che Jah non temete. Né spade né carri ti troncano i piedi, ma il dio che non vedi. E tu, ciambellano del regio palazzo, per farti stimare da morto un gran cazzo, prenoti un sepolcro nel tempio: non sai che in terra starai? Pensieri più gravi tu sì che dai, Tiro: spremete, o navigli, l’estremo respiro! E tu, grande fiera mercato, Sidone, sai già la canzone: “ Ancheggia e passeggia, avvizzita mignotta, se ancora tu vuoi rimediare la piotta”. Né assiri magnaccia ingrassare più devi, ma i preti di Levi. Oracolo contro Damasco... Non sarà che un ammasso di rovine... e del residuo di Siria avverrà ciò che è avvenuto della gloria dei Figli d’Israele... Gli Assiri saranno abbandonati in massa agli uccelli rapaci... Lungo le rive del Nilo tutti i seminati, brulli per la secca, spariranno... e il paese di Giuda sarà il terrore dell’Egitto... Si grida da Seir: “Sentinella, a che punto è la notte?” ... “Si fa giorno e si fa ancora notte...” Oracolo contro l’Arabia... Venite incontro all’assetato... che fugge davanti alla spada... Tutta la gloria di Kedar sarà scomparsa... Tu che hai che sei salita sui tetti, città di clamori, di tumulti e di chiassate? Sarà Javè dio degli eserciti a farvi piangere... voi che dite: mangiamo e beviamo, ché domani morremo... E tu chi hai o che hai qui nel tempio, che ti ci erigi un sepolcro? ... Oracolo contro Tiro. Urlate, o navi di Tarsis! ... E tu, mercato delle nazioni, sii confusa, o Sidone... ché ti accadrà quel che dice la canzone della meretrice: “Prendi la cetra e passeggia, battona dimenticata; suona bene e canta molto, perché qualcuno si ricordi di te” ... Ma i suoi guadagni, i suoi salari impuri saranno consacrati al dio Javè... (Isaia 17-23)
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