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IL MEDO E I SUOI LEONI76. Fu per Dan un Bèlsatzar il solo discendente di Nabucco; e finì miseramente quando mise in tavola il vasame in oro e gemme tolto dal padre al tempio di Salemme. Mentre fra i compari in sacri calici bisboccia e il candelabro sgoccia, un mozzico di mano sull’intonaco appare avanti al trono. Scorrendo la parete, da raggricciare l’anima d’un prete, scrive per il muro che la tavola sovrasta: < Balista lesta lesta stila basta >. Legge e spiega Dan, senza attardarsi in tanti studi: “Incauto re, significa che chiudi”. Dice che la notte fu ammazzato Baldassarre, quando venne a sottrarre il trono ai Babilonici non Ciro, per Daniele, ma, primo re achemenide, un Dario il Medo che stuprò Babele. 77. Prova tu a campare trecent’anni! A quel traguardo e sempre sul futuro con lo sguardo, scrivi poi le cronache e vedrai se non azzecchi più il futuro che non i tempi vecchi! Beh, così Daniele ha cancellato i re Caldei che almeno in cinque o sei prolungano il rosario di Nabucco e i re Medi avanti a un Dario. Ma testimone eletto che fu di tutti i re ministro esatto, del feroce medo ben ricorda il nuovo editto: “Il mondo adori solo il sottoscritto”. Dan, che buon cristiano alza a Javè la prece d’uso, difende il suo dovere a brutto muso. Subito gettato nella fossa dei leoni, però con i sermoni li rende tanto docili, che vari ambasciatori spedirà il re tra i sudditi, per adottare il dio dei domatori. Babilonia fu conquistata da Ciro nel 539, non da un Dario il Medo; e a Nabonedo, non all’inesistente Belsatsar, dopo vari altri successori di Nebucadnetsar. Ma per Daniele... Il re Belsatsar fece un gran convito... e ordinò che si usassero i vasi d’oro e d’argento che Nebucadnetsar suo padre aveva sottratti al tempio... Le dita di una mano si misero a scrivere di fronte al candelabro sull’intonaco... Il re mutò colore... E Daniele... : “C’è scritto mene mene tekel ufarsin (Contato Contato Pesato Diviso) e significa che il regno è diviso tra Medi e Persiani”... Quella stessa notte Belsatsar il re caldeo fu ucciso. E Dario il Medo ebbe il regno all’età di sessantadue anni...Parve bene a Dario stabilire sul regno centoventi satrapi... e su essi tre capi, uno dei quali era Daniele... Un decreto vietò... di pregare uomini e Dei, tranne il re... Ma gli riferirono: “... Daniele prega il suo dio tre volte al giorno” ... Daniele fu gettato nella fossa dei leoni... Appena giorno il re vi si recò ansioso... Ma Daniele gli disse: “Che tu viva in eterno! Il mio dio ha mandato un angelo a chiudere le fauci dei leoni” ... Fu tratto fuori... e vi furono gettati gli accusatori, con mogli e figli... Così Daniele prosperò sotto il regno di Dario, come poi sotto quello di Ciro il Persiano (Daniele 5-6).
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