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la vita che verrà

Post n°219 pubblicato il 18 Maggio 2017 da altro_che_mela
 

La scoperta dell’atomo e dell’energia atomica ha contribuito al progresso, ma ne è nata anche la bomba atomica.  L’uso dell’energia è positivo, l’uso della bomba è negativo.  Non per questo si ferma il progresso.

E mentre se ne accettano i vantaggi si può far finta che non esistano i problemi?  No. 

E più progresso c’è più vantaggi ci sono. E più ce ne sono e più ce ne servono. Sembra quasi che non possiamo assolutamente farne a meno. E non ne facciamo a meno. Noi vogliamo tutto questo. Per noi stessi. E per i nostri figli.

Ora volere tutto questo e poi limitare l’analisi dei bisogni solo agli aiuti al sociale non si costruisce nulla, perché ognuno rimane arroccato sul suo, in difesa invece che all’attacco. 

Ed è lecito e opportuno chiedersi quale tutela e quale sviluppo per l’economia, per il lavoro, per l’energia alternativa, per il cibo, per il territorio, per il debole, per la cultura …quale ricerca? quale innovazione?

Chi le affronta queste tematiche?

 Alla fin fine la democrazia è bella perché tutti possono urlare la loro rabbia e la democrazia ha bisogno di tutti: poi però bisogna fare la sintesi e governare. 

Non idealizzo il New Deal in America dopo il tracollo delle borse nel ’29. Ma ricordo qual è stato uno degli sprint del rinnovamento:  si voleva, fra l’altro, che i sindacati fossero forti ed esigenti perchè così con le loro richieste avrebbero spinto gli imprenditori ad aggiornarsi e ad essere competitivi.  Creando così sviluppo e lavoro.  E stiamo parlando dell’America!

Non esiste solo la classe operaia come non esiste solo la classe imprenditoriale: non c’è l’una senza l’altra ed entrambe sono destinate a scomparire se non si sorreggono a vicenda.

Una cosa è certa: non si può, in questa lunga fase di crisi,  tagliare la ricerca; non si possono  lasciare le imprese da sole a rompersi la testa sul muro pensando di farcela ad abbatterlo.

Né si possono lasciare da soli i lavoratori di tutti i settori che, in presenza di aziende in crisi, si trovano davanti un muro contro il quale si rompono la testa e stop.  

Chi è chiamato a governare deve farsi carico di tutti e dei problemi di tutti, non solo di una parte. 

Uno Stato, una regione, un ente locale è di tutti i suoi cittadini, non solo di alcuni.

E tutti han diritto di godersi la vita. E la capacità di godimento è una qualità dell’uomo in progress o nel suo divenire, mentre si realizza.  Il godimento non può essere futuribile, di là da venire. 

Se manca quel colpo di pistola che fa scattare gli atleti sui blocchi di partenza diventa una utopìa anche godersela, la vita.

Quindi ora e subito occorre la politica del fare, decidendo programmi e fissando le regole, certo.

 

Altrimenti  l’alternativa è di vivere su un’isola deserta. Da soli.

 
 
 
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