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Un blog creato da christy_bloom il 06/05/2009

christy_bloom

Cambiamenti del vivere/ Nessun sempre

 
 

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Undicesimo, ritorno

Post n°12 pubblicato il 04 Ottobre 2009 da christy_bloom

Le bambine cattive non sono mai stupide.
Le bambine cattive imparano presto.
Ad usare i silenzi. I sorrisi. Le pieghe della bocca.
La lingua quando serve. Sanno trattenere.
Parole, desideri, pianti, urli, orgasmi.

Le bambine cattive non mangiano.
spostano il piatto e fissano il vuoto.

Le bambine cattive guardano fuori dal finestrino. Mute.

L'elefante azzurro scricchiola sotto il mio peso.
L'elefante azzurro, con la sua imbottitura in polistirene, ondeggia.
Il mare sotto i miei slip di pizzo.
Le mie mani rabbiose nel freddo del salone.  

Le bambine cattive sono le prime della classe.
Guardano i compagni dietro la lavagna.
Tengono diari ordinati, ricordi bruciacchiati e biglietti d'amore.

Ma non credono nell'amore.

Le bambine cattive masticano vendetta e stringono i muscoli.

Le bambine cattive ti afferrano i fianchi,
non ti lasciano venire.

Le bambine cattive ti fissano negli occhi,
non abbassano lo sguardo.
Aspettano. Per colpire.

Le bambine cattive aprono le gambe,
non temono la punizione,
non conoscono sensi di colpa.

Quando colpiscono, godono.

Le bambine cattive non portano braccialetti.
Non fanno rumore.

Le bambine cattive hanno angeli di sabbia nel cuore,
e serpi velenose tra le gambe sporche d'azzurro elefante.

 

 
 
 

Decimo, ritorno

Post n°11 pubblicato il 30 Settembre 2009 da christy_bloom

Entra dalle finestre spalancate questo mondo caldo e volgare.

Non ho la forza di alzarmi e chiudere. Distolgo lo sguardo.

C'è stato un tempo in cui questo corpo non mi apparteneva,

un tempo in cui guardavo il soffitto,

braccia e gambe che non sentivo.

C'è stato un tempo in cui il dolore mi dominava, forse.

Chiudere non servirebbe, il mondo fuori mi ha già invaso.

Ascolto, occhi spalancati, questo fuori lottare con ciò che rimane

del mio dentro, nascosto, fragile.

Sanguina, questo dentro indifeso.

La pelle in rivolta, allergica al caldo, al freddo, all'acqua, all'aria.

Alla vita.

Alla mancanza di vita.

Alle maschere che rivestono la realtà,

alla realtà che copre maschere su maschere.

Ancora una volta, non muovo un dito per impedirlo.

Soli. Si è sempre soli.

Mi chiedi a che serva stare insieme.

E chiudo gli occhi, spengo il telefono, la mente, il cuore.

Sono maestra dell'indifferenza.

Pur sapendo che non riuscirò a dormire

sotto queste palpebre chiuse.

Soli.

Quando le parole restano dentro, la voce stonata.

 

 

 
 
 

Nono, spazzatura

Post n°10 pubblicato il 07 Luglio 2009 da christy_bloom

Sono precisa e puntuale.
Mentre attendo l'apertura del cancello automatico, controllo i sacchetti degli altri condomini già in strada. Azzurro plastica, giallo secco, verde ramaglie. Poi ci sono i bidoni, marrone umido, verde vetro e lattine, giallo carta.
Mi piace l'ordine, sfogliare il calendario della raccolta differenziata, questa certezza rassicurante. Separare è diventata la mia ossessione, il mio senso.
Aprire i cassetti e svuotare.

 
 
 

Ottavo, attesa

Post n°9 pubblicato il 29 Giugno 2009 da christy_bloom

Cammino in continuazione. Dove vado non ha importanza: mantenere una direzione è puro pretesto per tenere l’equilibrio, condizione essenziale per continuare a camminare.
Vitaliano Trevisan

 

Attesa.

Certo, aspettare dilata il tempo. Aspettare mi crea un'ansia che non so riempire in altro modo che non sia il cibo. L'atto di mangiare, inghiottire nel mio caso, mi placa. Momentaneamente mi permette di respirare, sciogliere i muscoli, mollare le difese.
Mangiare mi restituisce il mio essere animale.
Nessuno mi considera grassa, eppure non posso guardarmi nuda allo specchio senza il desiderio di farmi a pezzi.
Aspettare, attendere, essere sospesa. Non si tratta più solo di tempo dilatato all'infinito, il tempo trascina con sé questo corpo gonfio e marcio, pieno di ogni orrore.

 
 
 

Settimo, ritorno

Post n°8 pubblicato il 19 Giugno 2009 da christy_bloom


In bagno davanti allo specchio appannato.
Pulisco con la mano in cerca della mia immagine, metto a fuoco.
Sono io? Mi intravedo dietro squame di pelle. La mia maschera.
Ho scordato di coprire lo specchio.
Ti guardi, non urli.
Saluti, mandi baci, parli del tempo.
Ti accarezzo i capelli, piano,
per non disturbarti.
Sono come terra riarsa, percorsa di fitte crepe.
Profonde, troppo lontano quel sotto dove infilo il naso e gli occhi.
Pioggia che batte sui vetri, ancora, ogni giorno. Respiro acqua.
Li apro questi vetri, mi investe il vento,
vento ed acqua a lenire la sete.
Ritardo ancora la caduta della maschera.
Ritardare, spostare in avanti.
Credere di avere tempo illimitato.
Pomeriggio inoltrato. Condivido il silenzio e l'aria con questa panchina.
Verniciata di verde. Mattoni rossi dietro la testa.
Me ne sto a guardare treni che arrivano improvvisi,
senza alcun annuncio, nessuno ad attendere nessuno.
Solo vento e sferragliare che taglia i pensieri, che spezza il respiro.
Il treno frammenta il percorso della mente,
rotolano a terra le immagini interiori.
Quando le raccolgo, svaniscono.
Restano schegge di vetro in cui si specchia un cielo che vira al nero.
Silenzio, solitudine e temporale. Infanzia.
Chi sopravvive all'infanzia può riempire libri e libri di parole.
Mi stendo, nessuno passa mai di qui. Chiuso, sbarrato,
ciò che resta di una piccola stazione.
Morto, abbandonato.
Vuoto nel vuoto. Mi calmo a contatto con il cemento caldo.
Silenzio, chiudo gli occhi.
Poi ancora treni, colori sullo sfondo della campagna.
Colori dell'infanzia. Del presente.

13/06/2007
 

 

 
 
 

Sesto, ritorno

Post n°7 pubblicato il 10 Giugno 2009 da christy_bloom

La pelle del viso che tira. Brucia.
Seguo il profilo del naso, le labbra, l'attaccatura dei capelli,
il contorno degli occhi.
Ho coscienza di questo viso, il mio, e di queste dita che, sfiorandolo,
ne alleviano il dolore.
Tira questa pelle che sta per rompersi. Pelle-vita che mi abbandona.
Che lascia il posto al nuovo.
Nuovo, delicato. Da proteggere.
Pelle rosea e fragile che sboccia dal dolore.
Movimento.
Taglio, incollo.
Ascolto, come avessi ritrovato l'udito dopo anni di silenzio,
ripercorro vie, inciampo, cado e mi rialzo,
tacchi che si infilano tra i ciottoli, odore di pane e dolci.
Ore tra i libri, a respirarli, sfiorarli. A tuffarsi dentro vite condensate.
Prendo un biglietto. Andata e ritorno.
Bisogna prevedere un ritorno,
e questa previsione mi avvelena la partenza.
Si inceppa la musica, il sogno.
La vita che muore in quel passo verso. Il piede proteso.
Gli occhi spalancati.
Taglio, incollo, coloro.
Per poi passare mani di bianco. Storie nuove. Nuovi viaggi, nuovi sogni.
Mani di nero. Per nascondere.
Dolore, vuoto, solitudine. Incomunicabilità.
Corpi aperti, corpi chiusi.
Il bambino gioca in cortile. Ripete il suo mantra sotto il sole estivo.
Rituale che placa, sempre uguale. Sempre nuovo.
Prende un pollo nel recinto, uno di quelli ai quali ha dato un nome.
Lo guarda dritto negli occhi.
"Sei stato cattivo oggi, tanto cattivo".
Lo immerge nella grande vasca blu.
L'animale lotta, si agita.
Il bambino si bagna con gli spruzzi. Sguardo vuoto.
Spinge ancora più in fondo. Fa caldo. Ha sete il bambino.
L'animale ha terminato la lotta. Un coperchio alla vasca adesso.
In casa lo aspettano i cartoni animati.

12/06/2007

 
 
 

Quinto, amore

Post n°6 pubblicato il 23 Maggio 2009 da christy_bloom

Sento la forza delle tue mani, quel loro cercare di aprirmi in due, spaccarmi.
So che è un atto d'amore, per liberarmi dei miei veleni, demoni, infezioni.
A volte penso sia già tardi, fatica inutile per te.
Dolore inutile per me. Altro dolore.
Ho imparato a tacere.

 
 
 

Quarto

Post n°5 pubblicato il 20 Maggio 2009 da christy_bloom

Ci sono notti che non accadono mai

Alda Merini

 
 
 

Quarto

Post n°4 pubblicato il 13 Maggio 2009 da christy_bloom
Foto di christy_bloom

...

 
 
 

Terzo

Post n°3 pubblicato il 09 Maggio 2009 da christy_bloom
Foto di christy_bloom

Avere un nome, una cicatrice importante, una bottiglia davanti.
Avere le mani che tremano, un bicchiere bagnato, la voglia di morire.
Avere la testa vuota, una rabbia fisica, l'urgenza di strappare via qualcosa radicato dentro, bruciare, cancellare.
Il bicchiere pieno, le grida fuori, tutto un mondo che preme stasera.
Un mondo intero che frana, diviene polvere e mi soffoca.
Un mondo che mi uccide, che provo ad annegare.

 
 
 

Secondo

Post n°2 pubblicato il 07 Maggio 2009 da christy_bloom

Per anni l'esercizio è stato quello di esserci, di non fuggire i problemi e la realtà, allenarsi e combattere, incassare e resistere. Essere centrata, presente, consapevole, pronta. Per anni mi sono violentata, mi sono strappata il cuore, ho chiuso fuori speranze, sogni, condivisione.
Ora che la guerra è finita, il nemico morto, la battaglia vinta e la paura superata, mi mancano la mia fragilità, l'abbandono, le paure. Mi manca l'innocenza, il sogno.

 
 
 

Primo

Post n°1 pubblicato il 07 Maggio 2009 da christy_bloom

Ieri guardavo attraverso i vetri bagnati la strada. La stessa inquadratura da anni, non ci avevo pensato. Incredibile quanta poca attenzione io presti ai particolari, alle immagini.
Oggi, dal ponte di legno, ho realizzato di aver perduto la speranza, il sogno.