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L'angolo di Jane

Tutto su Jane Austen e sui libri che mi piacciono!

L'ANGOLO DI JANE

Benvenuti nel mio blog!

Questo spazio è dedicato a recensioni di libri e film, ai miei racconti,  a riflessioni personali di varia natura e soprattutto a Jane Austen, una delle mie scrittrici preferite.

Sono una stella del firmamento
che osserva il mondo, disprezza il mondo
e si consuma nella propria luce.
Sono il mare che di notte si infuria,
il mare che si lamenta, pesante di vittime
che ad antichi peccati, nuovi ne accumula.
Sono bandito dal vostro mondo
cresciuto nell'orgoglio e dall'orgoglio tradito,
sono il re senza terra.
Sono la passione muta
in casa senza camino, in guerra senza spada
e ammalato sono della propria forza.

(Hermann Hesse)

 


 

 

JANE AUSTEN -RITRATTO

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Starman Jones - Robert A. Heinlein

Post n°655 pubblicato il 22 Agosto 2011 da bluewillow
 

Titolo: Starman Jones Titolo originale: Starman Jones Autore: Robert A. Heinlein Traduzione: Antonio Bellomi Casa editrice: Mondadori Collana: Urania Collezione n; 103 N.B: questa è una pubblicazione venduta esclusivamente nelle edicole prezzo: 5,50 €

Immaginate un futuro molto lontano, in cui il viaggio spaziale sia una consolidata realtà, ma il mondo del lavoro sia regolato in una sorta di caste, le gilde, a cui si appartiene in via ereditaria. In questo ipotetico mondo avveniristico, dove i lavori liberi non ereditari sono solo quelli umili, bisogna accumulare denaro in quantità per pagare le esose tasse per iscriversi alla gilda, per garantirsi un istruzione o per procurarne una ai propri figli e il numero di regole e leggi è talmente alto da essere appena inferiore al numero di capi e capetti che esigono che, assieme alle imposte, sia pagato anche l'inevitabile dazio per la corruzione.
Come si può vivere in un posto simile se si è giovani, intelligenti e sognatori, ma senza molte risorse economiche?
Siccome non stiamo parlando dell'Italia moderna (eh già, la somiglianza è quasi spettacolare), ma del futuro immaginato da Robert A. Heinlen nel 1953, la risposta ovviamente è: infrangere tutte le regole e imbarcarsi, facendo carte false, per lo spazio.
E' questo il destino del giovanissimo agricoltore Max Jones,  dotato di un grandissimo talento matematico  e di una straordinaria memoria fotografica, con una insana passione per le stelle, costretto a fuggire di casa quando la matrigna, risposatasi con un avido tipaccio, decide di eleggerlo a Cenerentola della situazione, vendendo la fattoria di famiglia.
A Max non resta altro che prendere tutti i libri lasciatigli dal defunto zio, un astrogatore (cioè un astronauta), e tentare la fortuna nella più vicina città alla ricerca della gilda a cui l'uomo apparteneva: forse lo zio, prima di morire, potrebbe averlo designato come suo erede nella professione.
Lungo il cammino il nostro aspirante mozzo spaziale non potrà fare a meno di incontrare una specie di Long John Silver della situazione (e se non sapete di chi sto parlando, direi che è giunta l'ora che leggiate finalmente "L'isola del tesoro" di Stevenson. Mi raccomando: poi tornate a ringraziarmi!), il misterioso vagabondo Sam che prima deruberà Max e poi lo aiuterà a realizzare, in maniera assolutamente truffaldina, le sue  aspirazioni, garantendogli un imbarco sulla astronave civile Asgard.
Naturalmente non sarà un viaggio tranquillo, ma anzi sarà così pieno di imprevisti da permettere a Max di scavalcare totalmente gli irrigiditi meccanismi che sulla Terra inchiodavano il giovane alla zappa e ad un ben misero destino, permettendogli invece di mettere in mostra tutto il proprio valore, sia come aspirante astrogatore che come uomo.
Si tratta di un classico romanzo di formazione: il protagonista talentuoso si scontra con una società oppressiva, trova un modo di farsi valere scardinando il sistema dall'interno, ed infine aderisce a quel mondo che lo ha respinto, proponendosi però di fare di tutto per migliorarlo a favore di coloro che emergono dal basso.
Il libro fa parte di quelli che vengono definiti i "Juveniles" di Heinlein, scrittore tanto prolifico quanto influente su quanti decisero di cimentarsi in seguito nello stesso tipo di letteratura, ma il termine non è certo riferito all'età dell'autore, che aveva già 46 anni quando pubblicò "Starman Jones", ma al fatto che tali libri furono scritti pensandoli diretti a lettori molto giovani, ragazzi o teenager.
Questo forse giustifica il tono forse un po' "ingenuo" del volume, che si addentra solo  superficialmente nei contrasti di casta, e si focalizza soprattutto sulla crescita di Max, che impara a comportarsi responsabilmente e a decidere in modo autonomo, e sul lato avventuroso, che permette invece al protagonista di mettersi in evidenza e garantisce al lettore di essere trascinato nell'azione.
Heinlein costruisce un universo molto dettagliato e credibile: l'astronave, la sua gerarchia, il modo in cui è organizzata per garantirne la sopravvivenza di tutti i passeggeri sono resi in maniera assolutamente realistica (forse anche grazie all'esperienza di Heinlein come ufficiale di marina), con dovizia di dettagli, non tralasciando lo spazio per piccoli intermezzi comici ( come quelli di Mr. Chips, un delizioso esemplare di Pseudocanis hexapoda hesperae, un adorabile ragno peloso da compagnia, in grado di parlare, sempre in cerca di coccole o caramelle) o romantici (come quelli con la padrona di Mr. Chips, la scapestrata Ellie).
A segnare un po' il tempo che passa e fare invece di questo volume un involontario "steampunk" è invece il modo in cui viene descritto il modo in cui gli "astrogatori" decidono le rotte e fanno calcoli: niente computer (che nel 1953 erano ancora grandi come armadi), né calcolatrici, ma solo carta e penna, e spesso e volentieri anche calcoli a mente. I risultati vengono poi tradotti, sempre a mente, in numeri binari, e immessi manualmente nelle macchine, per programmare l'astronave in maniera assolutamente analogica.
Siamo ben lontani dall'Hal9000 e dal predominio dell'intelligenza artificiale che un altro grande della fantascienza, Arthur C.Clarke, aveva immaginato nel suo "La sentinella", il romanzo da cui fu poi tratta la sceneggiatura per "2001 Odissea nello spazio", anche se in verità il racconto di Clarke precede di ben cinque anni "Starman Jones" (1948).
Non è detto però che non abbia ragione Heinlein a descrivere un futuro maggiormente nelle mani degli uomini piuttosto che dei computer: in fondo nessuno è ancora mai riuscito a dimostrare in maniera definitiva che i computer siano sempre infallibili e uno dei grandi  problemi matematici irrisolti, detto problemi del millennio, riguarda proprio il fatto se un computer sia sempre in grado di dare il risultato di un problema in un tempo accettabile (problema P versus NP) o se invece non possa impiegare una eternità a dare la risposta.
In definitiva "Starman Jones" è un romanzo che relega i lati più scientifici a fare da debole sfondo, prediligendo invece lo sviluppo avventuroso, ma che può ancora favorevolmente essere apprezzato da un lettore moderno che non pretenda un eccesso di realismo nei risvolti più tecnici.

P.S.: amo alla follia Mr. Chips!
P:S.2: da questo libro è stato tratto probabilmente molto del materialeusato per realizzare "Stella variabile", un romanzo scritto da Spider Robinson sulla base di alcuni appunti incompiuti lasciati da Heinlen; per la cronaca il romanzo riporta come autori sia Robinson che Heinlein, sebbene sia stato essenzialmente scritto solo da Robinson.

 
 
 
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- perchè se il "Giornale del Grande Fratello" èuna testata giornalistica, va a finire che io sarei la CNN! (questa l'ho quasi copiata da un altro blogger!).
Se volete leggere altre definizioni simili e più divertenti (magari vi torna comodo) potete trovarle QUI

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