Creato da bluewillow il 31/03/2006

L'angolo di Jane

Tutto su Jane Austen e sui libri che mi piacciono!

L'ANGOLO DI JANE

Benvenuti nel mio blog!

Questo spazio è dedicato a recensioni di libri e film, ai miei racconti,  a riflessioni personali di varia natura e soprattutto a Jane Austen, una delle mie scrittrici preferite.

Sono una stella del firmamento
che osserva il mondo, disprezza il mondo
e si consuma nella propria luce.
Sono il mare che di notte si infuria,
il mare che si lamenta, pesante di vittime
che ad antichi peccati, nuovi ne accumula.
Sono bandito dal vostro mondo
cresciuto nell'orgoglio e dall'orgoglio tradito,
sono il re senza terra.
Sono la passione muta
in casa senza camino, in guerra senza spada
e ammalato sono della propria forza.

(Hermann Hesse)

 


 

 

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Il nostro agente all'Avana - Graham Greene

Titolo: Il nostro agente all'Avana Titolo originale: Our Man in Havana Autore: Graham Greene Casa traduzione: Adriana casa editrice: Mondadori pag: 276

"Il nostro agente all'Avana" è un caso curioso di romanzo: una storia di spionaggio, con risvolti decisamente umoristici, scritto da una ex-agente dei servizi segreti britannici MI-6, con elementi ispirati sia dalla storia personale dello scrittore, che da fatti storici realmente accaduti. Infatti anche se Graham Greene è noto sopratutto per la sua attività di autore di romanzi e di testi teatrali, durante la seconda guerra mondiale fu reclutato dalla sorella Elizabeth, già agente dei servizi, per essere spedito in Sierra Leone, continuando nel frattempo la propria attività di scrittore come copertura. Durante quell'esperienza, il supervisore e miglior amico di Greene nell'MI6, Kim Philby, si rivelò essere un infiltrato dell'Unione Sovietica che svolgeva il doppio gioco. Ne "Il fattore umano", un altro libro a tema spionistico, Greene si ispirò proprio a Kilby per uno dei suoi personaggi. Non si sa con esattezza quando terminò l'attività spionistica di Greene: uno suo biografo,Norman Sherry, sostiene che in realtà durò fino alla fine dei suoi giorni, avvenuta nel 1991.
"Il nostro agente all'Avana", scritto nel 1958, è un romanzo ambientato a Cuba, durante la fine del regime di Fulgenzio Batista, il cui potere era sostenuto dal governo americano a cui Batista aveva svenduto gran parte delle ricchezze del paese, poco prima che Fidel Castro e i suoi ribelli salissero al potere, per rimanerci fino ai nostri giorni. Nel romanzo si fa infatti riferimento a zone dell'isola controllate dai ribelli, poco sicure per gli stranieri.
A quell'epoca Cuba doveva essere un crocevia dello spionaggio internazionale, un ottimo terreno quindi per ambientarvi un romanzo. La vicenda raccontata da Greene è ispirata quasi sicuramente a quella di un vero agente segreto doppiogiochista che operava a Lisbona durante la seconda guerra mondiale, lo spagnolo Juan Pujol, nome in codice Garbo. Pujol lavorava per l'MI6, ma contemporaneamente fingeva di essere un traditore al servizio della Germania nazista. Lo spagnolo aveva inventato una intera rete di agenti infiltrati al proprio servizio, di cui scriveva personalmente i falsi rapporti, che poi venivano spediti ai tedeschi. Sembra che il lavoro di Garbo sia stato fondamentale per depistare i nazisti dall'intercettare il vero luogo dello sbarco in Normandia.
Il protagonista del libro di Greene, il venditore di aspirapolveri Jim Wormold, viene reclutato in maniera piuttosto sbrigativa dall'agente segreto britannico Hawthorne, interessato al fatto che Wormold abbia accesso, come responsabile della manutenzione degli aspirapolvere, a molte delle case più imporanti della capitale cubana. Pressato dalla necessità di denaro per mantenere la diciassettenne figlia Milly, decide di accettare. In realtà Wormold non ha la minima idea di come raccogliere informazioni importanti e fra i suoi compiti c'è quello di reclutare nuovi infiltrati: putroppo senza attività spionistica, niente denaro. L'uomo decide quindi di inventare di sana pianta i propri rapporti, fingendo di avere una serie di agenti, a cui viene corrisposta una paga intascata dallo stesso Wormold. Inizialmente tutto sembra procedere per il meglio, fino a quando qualcuno non prende sul serio i finti rapporti di Wormold e comincia ad uccidere persone che il venditore di aspirapolvere pensava non esistessero nemmeno.
Il romanzo ironizza sulla scarsa affidabilità dei servizi segreti e sui loro metodi. Alla fine, nonostante tutti gli errori commessi infatti, l'intero sistema copre sé stesso. Del resto chi controlla i controllori? L'intera storia è pervasa dall'umorismo, ma nonostante tutto non si può fare a meno di pensare che quanto raccontato da Greene non sia poi tanto lontano dalla realtà, ed infatti quasi certamente lo è. Anche se alla base sembra esserci una specie di giallo (chi è che uccide i finti agenti segreti?), in realtà la vicenda non è del tutto risolta, come probabilmente accade nella vita vera, e quindi la forza del volume non sta tanto nella vicenda spionistica in sé, quanto piuttosto nel modo in cui vengono presentate le forze in campo negli intrighi di stampo internazionale: di così esile affidabilità, ma di così grande importanza per le sorti del mondo.
Nel volume si fa riferimento a disegni di strani impianti militari che Wormold falsifica copiando lo schema dei propri aspirapolvere su scala gigante. Curiosamente qualche anno più tardi, nel 1962, proprio la presenze di impianti militari missilistici sovietici a Cuba fu la causa di una crisi della guerra fredda fra Cuba e gli USA, detta Crisi dei missili cubani. Che Graham Greene, in realtà, fosse all'opera come agente segreto anche quella volta?

 
 
 
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