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Post n°380 pubblicato il 24 Maggio 2012 da Luxxil
Provengo da chissà quale pianeta, certo non ho una ascendenza sulla terra, giusto un paio di generazioni:), se no non si capirebbero dei miei comportamenti prodotti e portati probabilmente dal mio mondo di origine, dove la correttezza, la lealtà, il senso del dovere e responsabilità, l'amicizia e l'amore hanno un loro valore indiscutibile e a cui non si viene mai per nessuna ragione meno. Dopo aver lottato e non ho smesso, sarà una costante per il resto della mia esistenza, con il tumore, appena ho ripreso a sentirmi abbastanza forte, e con ingenuità stavo per tirare un pò il fiato...sono richiamata velocemente in prima linea. E' mancato mio suocero, 91 anni, ho aspettato un mese e qualche giorno prima di chiedere informazioni sull'eredità, che per legge non mi spetta ma va alle mie figlie. e da dividere fra tanti , ma in ogni caso non sono bruscolini quando si è nelle condizioni economiche in cui il poco diventa tanto. Le mie figlie provengono dal mio stesso mondo e fiduciose guardavano i parenti del padre, che era una perla rara in seno a quella famiglia, per quello che riguardava la divisione dei beni. Cosi dopo tocchi di furbizia elargiti all'unico scopo di defraudarle, siamo andate oggi in banca, giusto per scoprire che il conto è stato svuotato dopo la morte dell'intestatario. darmi della cretina per aver pensato che stessero soffrendo, ed aver aspettato per una forma di rispetto verso il dolore per la morte del padre a chiedere prima, è stata la logica conseguenza. Chiedere l'aiuto di un avvocato che porti avanti la voce degli interessi delle mie figlie al momento è impensabile... diaciamolo pure...a volte questo è un mondo di merda che puzza molto. questo post è un semplice sfogo, dopo una discussione molto accesa in cui ho avuto la meglio, ma al lato pratico non è servita a nulla, vediamo per gli immobili se riusciranno a fregarci anche li. boh!
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Post n°379 pubblicato il 23 Maggio 2012 da Luxxil
La mia gatta Carotina, bianca e rossa, ieri sera ha partorito 5 gattini, è incredibilmente mi sono emozionata, pensavo di avere una pellaccia dura sul cuore, e invece ero piena di tenerezza che ha stupito persino me. Poi ci ho pensato, era una nuova vita, certo non umana, ma dopo tante sofferenze vedere la vita entrare nuovamente nella mia casa, anche se in una forma diversa da come nei miei pensieri potevo avere. Da oggi guarderò con occhi diversi anche i fiori che spuntano dai vasi dove li ho seminati, li osserverò come una delle tante meraviglie del mondo a cui presto poca attenzione. A volte mi sembra di non capire, di non riuscire ad afferrare tutta la bellezza che mi circonda, di dimenticare di guardare il cielo, non solo per capire se deve piovere o no, ma per quei colori magnifici di quel quadro stupendo che è, sia di giorno che di notte, con le sue migliaia di luci sospese. Mi ha fatto risentire il sentimento della tenerezza la mia gatta, cosi tanta, che gliene sono grata.
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Post n°378 pubblicato il 22 Maggio 2012 da Luxxil
-“ E allora, me la racconti??"”-. lo tirava per la veste fatta di pelli conciate e colorate , con un gran cappello a pan di zucchero sulla testa, morbido e caldo, un cappello buffo, ma il viso solcato da cicatrici era deturpato e solo un bambino libero nel cuore, poteva riuscire a vedere un sorriso che illuminava gli occhi. Il fuoco davanti a cui erano seduti volava alto e l'uomo vi buttava legnetti che ballavano la musica che il ragazzino suonava con un piccolo piffero. -" Se te la racconto di nuovo poi vai a dormire e mi lasci in pace ?? - " Giuro ...solo più una volta" -Quando arrivava la notte, tutte le notti, dopo che aveva spazzolato i cavalli, nutriti e fatti entrare nel recinto, il ragazzino salutava la madre dicendo –“ Vado da Ogro". e lei sapeva che l'uomo glielo avrebbe riportato tenuto fra le braccia addormentato. Strana donna, viveva al fondo del villaggio, con i capelli tinti di rosso sangue e che non sorrideva mai, ma guardando i suoi occhi scuri le si vedevano brillare mille sorrisi mai espressi. -" Allora!! C'era un gran guerriero che non conosceva la paura, gli Dei quando lo avevano addestrato alla vita non gliene avevano fatto dono" -cominciò a raccontare con voce profonda e ben modulata -" Cavalcava in simbiosi col suo cavallo, ci parlava e negli occhi di entrambi c'era la ferocia"-. Il ragazzino mentre lui parlava vedeva con gli occhi della mente, un guerriero coperto di un abito di pelle tinto di blu, con un cavallo che aveva una gualdrappa dello stesso colore, la criniera e i lunghi capelli del guerriero gialli come il grano maturo che si muovevano al vento. Nelle pause del racconto mentre l'uomo beveva da una fiasca tenuta vicino a terra , li immaginava scorazzare liberi come nessun altro, a menare fendenti con la sciabola, che facevano scivolare sulla strada di terra battuta, le teste di chi non aveva fatto in tempo ad allontanarsi al loro passaggio. -" Era talmente feroce che persino la sua nutrice aveva paura di lui, fece mille e più battaglie"- e qui l'uomo veniva preso da un fuoco che gli bruciava dentro mentre in piedi gesticolava, mimava le battaglie gridando i nomi dei compagni e degli avversari che vi avevano partecipato. "- Ogni Re lo voleva al suo fianco conquistato dalla sua fama di invincibilità, ma un giorno mentre il sangue di una testa recisa gli bagnava il volto, le apparve la dea della Morte, bella come nessuna, sensuale e morbida come sua madre la Vita e Lui ...."- il ragazzino si era addormentato ai suoi piedi, lo prese fra le braccia e lo portò a casa della madre. Seduta nella stanza dove aleggiava un buon odore di legna e incensi, alzò il capo dal rammendo che stava facendo -" Sei riuscito a finire la storia ??? -Gli chiese "- la risposta fu un ruvido -" No "- gli occhi di lei brillavano di tanti sorrisi -" Riuscirai mai a finirla ??" appoggiandolo sul giaciglio - " Quando sarà più grande e non si addormenterà " la donna si alzò e gli porse un bicchiere di vino rosso -" E gli dirai che quel guerriero sei tu?? “- dalla bocca tagliata da una profonda cicatrice uscì una risata -" Non mi crederebbe "- bevve di un fiato, posò il bicchiere, dette un ultimo sguardo al ragazzino che aveva i capelli gialli come il grano maturo e aprendo la porta disse -" Buonanotte donna!!!". e tornò alla sua solitudine… |
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Post n°376 pubblicato il 22 Maggio 2012 da Luxxil
Stasera ho visto una trasmissione sui giudici Falcone e Borsellino, e mi fa piacere sentirne ancora parlare, e parlare ancora, e di più...perchè non vanno dimenticati. Non ho la loro levatura morale, che è di pochi, quel senso del dovere, del rigore che spesso e appannaggio maschile. Mi viene da fare una riflessione vedendo i filmati, le loro dichiarazioni, e che il loro rigore, l'esporre ciò che sapevano, solo quando potevano portare delle prove concrete, potendolo affermare pubblicamente, quel rigore probabilmente è stata la causa della loro morte...era un rischio grave per la loro reputazione, costruita con serietà indiscutibile , e poteva anche invalidare anni di serio lavoro, fare quelle che potevano sembrare illazioni, ma che loro conoscevano bene, a mio avviso dovevano fare i nomi di quelli che richiedevano l'aiuto dei malavitosi, detti anche mafiosi, per il lavoro sporco, quello del massacro, per mantenere i loro posti di potere politico e finanziario. Dirci i nomi, avrebbero dovuto avere fiducia nel popolo più che nelle istituzioni, ma loro erano uomini delle istituzioni e lo sono stati fino alla fine, dirci i nomi, sapere quei nomi per tutti oggi farebbe la differenza. Invece quei nomi, per quel rigore e onestà, la fiducia incondizionata nella Legge che rappresentavano, che contraddistingueva il loro operato, se li sono portati nella tomba. E quei nomi chi li sa non li ha mai voluti dire, e non per rigore e onesta verso la legge ma proprio per l'opposto. Da tutti quegli avvenimenti sanguinosi, che ancora oggi ci fanno rimpiangere uomini di questo calibro, si intuisce che non si può usare la legge come oggi la si conosce per combattere quella parte che si è addentrata, annidata nello Stato e che lo ha reso fragile come struttura, e soprattutto deviata da quello che uno Stato libero e democratico dovrebbe essere.
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Post n°375 pubblicato il 20 Maggio 2012 da Luxxil
L’ombra dell’inverno cadeva sulla casa, portando fra le sue sontuose stanze il buio di quei giorni. Nella stanza chiusa si sentiva il suono di un pianoforte, le stesse note ripetute con ossessione, senza che una melodia uscisse da quei tasti bianchi e neri. Si avvertiva un dolore profondo in quella musica, che cercava uno sbocco, che voleva liberarsi dalla diga in cui era racchiusa, come pioggia, torrenti che volevano tracimare, distruggere per poi vedere ritornare la vita intorno a sé. La casa avvolta dall’inverno, con gli alberi spogli che le facevano da corona, languiva osservando sopra di sé il fumo grigio fuoriuscire da comignoli. Le stanze vivevano nel crepuscolo, fra tappeti lisi e arazzi a cui il colore faceva difetto. Nei quadri volti alteri e senza sorriso, e sui mobili scuri appoggiati sopra, animali in ceramica, alabastro, avorio, piccoli e grandi, erano disseminati in ogni dove, come in uno zoo ma inanimato, dove nulla dava fastidio con il suo odore, le sue richieste di cibo, ma da cui non proveniva alcun calore.
La donna di una bellezza carnale, nel suo ampio abito nero di chiffon, si alzò dallo sgabello davanti al pianoforte, si sedette guardando con gli occhi bianchi il tavolinetto con sopra una graziosa tazzina con dentro un liquido dorato e un biscotto di fianco, sorseggiò e mangio lentamente il biscotto, poi con le dita inizio a tamburellare le stesse note suonate ossessivamente al pianoforte, mentre l’ombra dell’inverno continuava a cadere sulla casa.
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