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Post n°266 pubblicato il 25 Aprile 2013 da driver64
In questa bella giornata ancora fresca ma soleggiata che arrivano le riflessioni su cosa è stato il Venticinque Aprile e cosa rappresenta oggi. Ieri rappresentava una fine di una sanguinaria dittatura ed una tragica guerra ed un inizio, l'inizio di un'era nuova, di una democrazia orientata ad un futuro migliore. Oggi, fra negozi aperti ed il peso della crisi economica e della politica, con i rappresentanti di ciò che era un partito di lavoratori che si è in pratica sacrificato inutilmente in un'autolesionistica discesa verso il basso, questa ricorrenza ha perduto non il significato, ma ha perduto chi a buon diritto dovrebbe celebrarla, ha perduto degni continuatori e realizzatori del suo progetto. Chi vi partecipò ed è morto combattendo contro un nemico feroce e disumano, chi. fra i civili fu vittima di una barbarie senza pietà oggi verrebbe a chiederci ragione del suo sacrificio, vedrebbe un paese irriconoscibile nel territorio e nella mentalità delle persone, vedrebbe la cupidigia, l'avidità, vedrebbe i disoccupati, i Suv, le persone in coda alle casse dei centri commerciali. Ma allora per chi o per cosa avrebbero combattuto? Per un piccolo cabarettista borghese che strilla come un altro,piccolo uomo in una fumosa birreria esigendo rivalse e indicando biechi nemici da distruggere? Come sempre la responsabilità è di qualcuno, non si riesce a comprendere che la responsabilità è di una struttura che non è cambiata, la responsabilità è quella di ognuno di noi che ha scambiato il benessere economico e dell'accumulo del profitto per la dimensione unica possibile della propria esistenza. Io non sono un pauperista, voglio il pane e il companatico, voglio una società equa nella distribuzione delle risorse.In questo sistema ciò che non va è la misura del profitto,ciò che non va è il divario che da venticinque anni a questa parte separa i pochi cittadini che posseggono sempre più risorse e la maggioranza che vede diminuite le proprie risorse ed il proprio livello di rappresentanza. Non è il destino ma l'inevitabile decadenza di un sistema già critico di per sè e scorrettamente gestito, lasciato in mano alla speculazione senza alcun controllo. Noi stiamo pagando la dissennata, diabolica perversione di piccoli e grandi personaggi, Thatcher seppellita e e maledetta pochi giorni or sono, Reagan, G.W. Bush ed il nostro italianissimo Bettino Craxi che con la sua squadra di piccoli borghesi arrembanti e ha creato la Milano da bere e ha spianato la strada di Berlusconi ed al grattacielllino Formigoni e la sua gestione della sanità e dell'urbanistica. Oggi viene da chiedersi, ma possibile che la Resistenza abbia generato questa "repubblica" questi infausti risultati e queste immani, oscene figure? Ma possibile che dal '45 ad oggi dia stata solo decadenza e degrado delle coscienze e delle istituzioni?
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Prendendo spunto da un titolo del Corriere della Sera e parafrasandolo faccio anch'io il mio punto della situazione elettorale; scrivo di voto sciocco perché il partito di maggioranza è quello degli astensionisti, dei disertori delle urne che è l'unico dato degno di nota, queste percentuali da risicato quorum referendario che sono inaccettabili in un paese che una generazione fa sfiorava l'ottanta per cento di votanti. A questo punto ogni risultato risulta illeggibile così come è incomprensibile sia la tronfia soddisfazione di chi pretende "di aver vinto" le elezioni poiché non sarà mai in grado di ottenere il premio di maggioranza nei due rami del parlamento e per conseguenza la formazione di un governo, più comprensibile il rammarico di chi non è riuscito ad affermarsi come avrebbe potuto e dovuto per salvare la situazione nazionale come ci auguravamo. Rimane l'amara constatazione che la politica ed il voto come espressione di scelta democratica non sembrano davvero essere più lo strumento di cambiamenti, il segno che gli italiani ammettono nel peggiore dei modi il fatto che le decisioni sul destino del proprio paese le definiscono altri soggetti, i poteri forti economici ed i loro alleati e vassalli politici europei. Noi italiani che viviamo alla periferia dell'impero, non siamo nemmeno in grado per insufficienza dei rappresentanti politici e per nostra sfiducia generalizzata, di poter almeno prendere posizione e trattare contro questi poteri, figuriamoci opporci e proporre una nuova via. |
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Chi di voi sa cosa significhi la sigla Haccp? Qualcuno che abbia lavorato nell'industria alimentare probabilmente conosce il significato di questo verso che sembra uno sternuto, per gli altri ci sono le risorse di Wikipedia, per me invece, semplice consumatore Haccp significa "il particolare sapore che hanno determinati alimenti venduti al banco gastronomia dei supermercati e talvolta del caffè o del cappuccino del bar" E sì perché i soloni della comunità europea hanno imposto procedure e detergenti specifici all'industria alimentare, ai supermercati ed ai bar e forse a qualche altro luogo dove si manipolano alimenti destinati alla vendita ed alla somministrazione. Se da una parte il fatto che ci sia un "sillabo" per la pulizia e la sicurezza delle preparazioni alimentari e dunque per la salute e la tutela del consumatore, dall'altra c'è il fatto che anche le leggi ed i regolamenti con i fini più nobili si incagliano, si smussano e, di fatto, si ritorcono contro chi dovrebbero tutelare perché sono applicati da uomini, perché sono strutturati come procedure, perché in sé hanno dei trabocchetti o dei bug nascosti...Ben venga dunque uno standard, ben vengano le corrette procedure, ma mi spiegate perché le tazzine da caffè e del cappuccino una volta su quattro e le preparazioni di gastronomia dei supermercati, quasi sempre SANNO DI DETERSIVO? Ormai ci si rassegna, hai fretta trangugi il tuo cappuccino e mediti di cambiare bar, non hai voglia di cucinare e ti compri il solito vassoietto di pasta, di insalata russa, baccalà alla vicentina, di vitel tonnè, di polpette saporite, di tutti quelle preparazioni insomma che ti permettono di non spentolare e non trovarti con pigne di stoviglie da lavare. Compromessi, d'accordo, non tutti condividono queste scelte alimentari, però sacripante qualche volta lo comprerete anche voi un vassoietto di olive schiacciate o di pasta al forno, giusto per variare ed arricchire un menu, magari il sabato mattina per la domenica, quando prevedete di scappare a vedere la partita e vorreste sbrigarvela con il pranzo; ecco, e allora inviterete con voi l'effluvio saporito del Dr. Haccp, quel vago saporino di detersivino che si affaccia mentre gustate la vostra prelibatezza od il vostro cafferino. Sappiate che in quel momento state condividendo i Sacri Principi della Comunità Europea, gli stessi che volevano stroncare il classicissimo e dannosissimo forno a legna dei pizzaioli o l'obbrobrio dell'antigienicissima stagionatura del Lardo di Colonnata e delle mele non più grandi di un mandarino. E se quelle assurdità sono apparse subito per quello che erano, ovvero "boiate pazzesche" il Dr. Haccp è ancora sgradito ospite delle nostre mense e dei nostri bar; eh sì, quel saporino malefico è chiaramente un residuetto di detersivo che nessun risciacquo manuale di qualche scocciatissimo alimentarista o banconista preoccupato più di "seguire le regole" evitando "responsabilità" più che di seguire il proprio naturale olfatto e normale buonsenso che gli dice che le vaschette, le pentole o gli attrezzi, le tazzine ed i cucchiaini "puzzano dannatamente di detersivo" potrà mai eliminare e forse chissà fra vent'anni qualche altro solone affermerà che quel profumino è dannosissimo e che ha fatto più danni della centrale di Fukushima. Intanto gustiamoci un'oliva al sapone. |
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Le dimissioni de Papa Benedetto XVI hanno lasciati tutti attoniti, un avvenimento epocale che a me personalmente per impatto emotivo ricorda più il Cinque Maggio del Manzoni più che la caduta del Governo Monti. D'acchito il pensiero è che dietro ci siano ben altro e non solo problemi di salute e dietro quell'amara ammissione di inettitudine ci sia altro, come ad esempio il rifiuto di continuare una missione che al'ombra dell'ingombrante eredità di Papa Woytila sarebbe stata di semplice continuazione del suo pensiero conservatore e nello stesso tempo ci sia l' incapacità di esplorare nuove vie e rivedere una dottrina che è sempre meno condivisa e vissuta nei paesi occidentali e angosciosamente lontana dai problemi delle persone. Sorge tuttavia un' altro drammatico sospetto cioè che all' origine di queste clamorosa rinuncia vi siano state pressioni fortissime interne e probabilmente da zone oscure della gerarchia ecclesiastica riguardo a problemi di gestione che sotto il papato di Giovanni Paolo II sono rimasti o irrisolti o "congelati", problemi e contraddizioni che risolvibili forse a prezzo di sanguinose riforme e pulizie in grado di minare cambiare definitivamente il volto della Chiesa causando scismi e divisioni al vertice e minando dunque la residua fiducia in una Chiesa universale. Io penso che dietro questa rinuncia ci sia il dramma di un uomo che paradossalmente essendo meno spirituale e più smagato di Woytila abbia purtroppo meno fiducia nel Destino e nel Disegno di una Chiesa eterna e più paura ancora delle conseguenze delle azioni che pur sarebbero doverose. Questo forse era il Segreto di Fatima, una Chiesa che davanti ai cambiamenti e agli sconvolgimenti del globo ne abbia altrettanti al suo interno, problemi tali da non poter essere più partecipe come istituzione e qualificarsi come guida spirituale del mondo Cattolico. Fossero stati reali e palesi e "normali" problemi di salute c'era forse la scelta di ritirarsi e delegare ad altri, ma evidentemente neanche questa via poteva essere praticabile per una serie di oscuri motivi: rimangono queste drammatiche, polemiche, paurose dimissioni che lasciano tutti noi, credenti e non, turbati e inquieti, come se fossero il prodromo di altre novità epocali altrettanto inattese ed oscure.
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Stamane sabato 19 maggio 2012 a Brindisi una nuova orrenda strage è stata compiuta nel nostro paese. Con il passare delle orequesta strage risulta sempre più vile, pensata, costruita e agita da persone sanguinarie che hanno colpito deliberatamnte una scuola e le studentesse che la frequentano. Mentre Sheikh Yassin di Hamas aveva dato una regola, rispettata, di non colpire le scuole e gli studenti, i nostri terroristi ragionano diversamente e sebbene la natura dell'ordigno, bombole, materiale facilmente reperibili e trasportabili e poco monitorabili, faccia pensare a un gesto folle ed estemporaneo, il posizionamento dell'ordigno in un luogo idoneo, che richiedeva conoscenza del luogo, la cautela e la mimetizzazione per collocarlo e la scelta del momento di farlo esplodere, ovvero nel momento in cui le studentesse scese dal bus attendevano l'apertura dei cancelli, significano un' accurata pianificazione e la fredda volontà di compiere una strage; obiettivo dunque prestabilito e organizzazione accurata. |
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