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anima.e.carne
   
 
Creato da anima.e.carne il 18/11/2009

la solitaria

contraddizioni alla ricerca del senso..

 

 

11.08

Post n°97 pubblicato il 15 Aprile 2012 da anima.e.carne

LETIZIA BATTAGLIA

candidata alle amministrative 2012 - Palermo

per ORLANDO SINDACO

 
 
 

03.43

Post n°96 pubblicato il 14 Aprile 2012 da anima.e.carne

 

 

Mats Ek e Sylvie Guillem

in

"Smoke"

 
 
 

10.09

Post n°95 pubblicato il 02 Marzo 2012 da anima.e.carne

 

 

 

Facciamo pero' in modo
che tutto diventi soffice,
intimo, familiare, affabile,
anche nei gesti del crepacuore.

(Maurizio Cucchi)

 
 
 

19.43

Post n°94 pubblicato il 12 Febbraio 2012 da anima.e.carne

 
 
 

22.10

Post n°93 pubblicato il 17 Novembre 2011 da anima.e.carne
 

(foto di chiara quartararo)

 
 
 

13.15

Post n°92 pubblicato il 06 Settembre 2011 da anima.e.carne

 

LA BELLEZZA E LA ROVINA - Poeti al Garraffello

Palermo, 30 Settembre 2011

 

Per il secondo anno, un gruppo di operatori culturali - legati dal comune interesse per la poesia e dall’amore rabbioso per la bellezza di luoghi palermitani abbandonati a un colpevole degrado dalle amministrazioni cittadine – organizza un reading nel cuore della Vucciria, con la collaborazione attiva dei commercianti di Piazza Garraffello e coinvolgendo gli abitanti della zona.


Il titolo e la scelta del luogo indicano non soltanto una contrapposizione, ma la convinzione che la bellezza sia illuminare le zone buie, le nostre e quelle del mondo, non prescinderne.

Leggeranno loro testi i poeti Sebastiano Adernò, Maria Attanasio, Sebastiano Burgaretta, Roberto Deidier, Biagio Guerrera, Domenico Ingenito, Rosaria Lo Russo, Luigi Nacci, Elio Pecora, Nicola Romano, Francesca Traina.

Filo conduttore della manifestazione sarà la straordinaria musica di Giovanni Sollima, interpretata dallo stesso autore, che accompagnerà anche una performance di Uwe Jaentsch, artista austriaco da anni operativo a Piazza Garraffello, dove ha realizzato interventi che ne sottolineano la rovina palese e la bellezza nascosta e possibile.

Parteciperà all’iniziativa anche la fotografa Letizia Battaglia - un’altra artista palermitana di rilievo internazionale, come Giovanni Sollima, - con la proiezione di 18 intensi ritratti di Pier Paolo Pasolini, da lei realizzati nel ’72 al Circolo Turati di Milano.

Concluderà la serata, presentata da Fosca Medizza, un DJ Set di ABnormal.

La manifestazione è realizzata senza alcun finanziamento e tutti i poeti, musicisti, artisti e organizzatori prestano la loro opera a titolo gratuito e a proprie spese.

Ben consapevoli che la cultura non informa di sé una comunità senza l’attenzione e il sostegno della politica e dell’amministrazione, siamo però convinti che sia fondamentale contrapporre al disinteresse - e alla confusione fra promozione culturale e promozione turistica - di cui politica e amministrazione danno continua prova, l’iniziativa comune e la generosità di artisti e operatori culturali.

 

http://tv.repubblica.it/edizione/palermo/palermo-poesia-in-piazza-garraffello/77235/75600?video

 
 
 

05.31

Post n°90 pubblicato il 03 Luglio 2011 da anima.e.carne

Lello Voce

 
 
 

11.25

Post n°89 pubblicato il 17 Maggio 2011 da anima.e.carne

Ania Losinger

 

 
 
 

20.20

Post n°88 pubblicato il 25 Marzo 2011 da anima.e.carne

 
 
 

16.25

Post n°87 pubblicato il 23 Marzo 2011 da anima.e.carne

Il fotografo Francesco Francaviglia

incontra i Poeti di Sicilia

luglio 2010

 
 
 

15.00

Post n°86 pubblicato il 23 Marzo 2011 da anima.e.carne

SEBASTIANO ADERNO'

per la Giornata Mondiale della Poesia

Palermo - Fonderia alla Cala

20 marzo 2011

 

 

[I.N.R.I]


il figlio innalzò al fare
la cintura dei suoi polsi
da battere sulla croce

una lancia infilzò
la parte tenera del suo corpo
l'ultima memoria
a misura di quella perfezione

e si udirono colpi
un accanimento di colpi
per procurare una macchia d'opaco,
almeno una colpa, a quel cristallo

e fu allora

che all'altezza del petto divelto
oltre i meccanismi della clavicola
dio attraversò la croce,
allargò il suo volere
dando motivo alla nostra miseria
di coesistere con l'ignoto

quella stessa notte
i vermi
ne asciugarono il cavo oculare
rendendo mortale
quel capolavoro di conforto
che fu il suo sguardo

mentre sul nostro petto
germogliò lo strazio
di affetto a rendere
carezze di mani adultere
giuda
che sgranando preghiere
complesse come le infezioni
correvano a certificarne la morte

dopo tre giorni
marciando
su meccanismi di vermi e casacche
condannati
a percorrere vicoli ciechi
tra cloache
del condotto biliare,
ancora la testa ci girava per lo spavento

d'un tratto
la carne in eccedenza,
quasi un tubero sotto la pelle,
oltre la misura di una lusinga
e il richiamo,
fece barcollare il piatto,
tremare le lacrime e l'intonaco

e facendoci il segno della croce
come ci era stato insegnato
affondammo gli zigomi nel miracolo
 
 
 
fu scritto:
ogni venerdì Santo
legate le campane perché non sfugga
cristo si sappia è morto
c'è sfuggito come la vita dai polsi
se non ci fossero state le mani a trattenere il sangue
 
 e se dunque sempre gli orfani furono dei buoni padri,
andiamo
 
perché sulla sua schiena
fu pianificata l'espiazione di un ulivo
che si torceva in miseria
per non aver prestato le fronde
sulla via della croce
 
e fu come sopportare più dei polsi crocifissi
il cerchio iscritto da dio
come bersaglio al rintocco dei chiodi
 
per noi che nella vita fummo
cantico muto
lavoro di vomeri
trainati da corpi paralitici
costretti a coltivare
una luna nemica
 
ora, adesso
immagino un uomo
che si inchioda da solo

sale in soffitta,  sposta due tegole del tetto.

tutto è predisposto, apre un cassetto
afferra tre chiodi e un martello.

 
si sdraia al centro di un tavolaccio di legno
prende la misura, allarga le braccia
chiude gli occhi con un respiro profondo.
si mette a sedere, rovista tra le tasche
si accende una sigaretta. Il fumo s'addensa nella luce,
pensa che così, alla stessa maniera devono essere le anime dannate:
contorte nel presagio di un dolore impalpabile
un male ripiegato, per l'eterno incapace di stabilirsi in una forma

tira un'altra boccata dalla sua sigaretta
e spinge volutamente il fumo verso la feritoia
è incantato da quella danza sinistra
vuole rivedere come sarà la sua anima da morta
condannata ad un'incapace inconsistenza

spegne la sigaretta, si slaccia i polsini della camicia
leva scarpe e calze, ora è il tempo di darsi di martello

porta il busto in avanti, il tronco scricchiola
sente la schiena resistere, pensa a cristo,
a quel gesto della croce, a come disporre la deposizione
liquidando le sue colpe. Afferra un chiodo, accavalla le caviglie,
è vicino il momento di farsi incudine, provarsi al martello
il colpo possiede solo un motivo, non ammette incertezze
fa un respiro, si ripassa in mente il gesto, ha già deciso
si è immaginato un movimento perfettamente sincronizzato:
le reni devono scattare a molla come la trappola di un topo
la messa in posa del chiodo sulle caviglie accavallate
spetta alla mano sinistra e sua sorella deve battere con forza la testa,
chiudere il cerchio di questi tre movimenti,
fissarsi al centro perfetto del quadrante,
coi piedi appunto nell'ora sesta

dopo toccherà alla parte sinistra
la mano porgerà a se stessa la morte
ripiegando le cinque dita verso il polso
l'ultimo gesto sarà quello di tenersi ferma al chiodo
mentre il fulcro della spalla destra darà la spinta
per batterne la testa fissandola all'ora terza

mentre ripensa a questi gesti
s'accorge dell'incompletezza
di come gli sia impossibile darsi alla croce
fissarsi alla nona ora con la mano destra

allora piange come chi scopre
d'esser già morto

SEBASTIANO ADERNO'

 
 
 

16.49

Post n°85 pubblicato il 14 Marzo 2011 da anima.e.carne

 

 

Se il muro fosse di pietra e non d'aria,

se attraverso il muro non si toccassero gli alberi,

se le alte sbarre d'ombra che ti rigano l'anima

fossero l'ombra di vere sbarre a cui potersi aggrappare,

se ricordassi lo scatto d'una porta che si chiude

alle tue spalle e il tintinnìo delle chiavi

alla cintura del carceriere che si allontana:

quale sollievo ne avresti nell'orrore!

Perché ciò che si chiude può tornare ad aprirsi,

la rocca più imponente può essere distrutta.

Ma dove sei non è porta, e nessuna porta s'aprirà.

E non è muro: nessun muro sarà abbattuto.

Le sbarre d'ombra sono le vere sbarre,

non saranno divelte. Tu confini con l'aria,

tocchi gli alberi, cogli i fiori, sei libera,

 

e sei tu stessa la tua prigione che cammina.

 

MARGHERITA GUIDACCI

 
 
 

00.16

Post n°83 pubblicato il 09 Marzo 2011 da anima.e.carne

Peter Gabriel

per 

Anne Sexton

 
 
 

01.00

Post n°82 pubblicato il 03 Marzo 2011 da anima.e.carne


 
 
 

00.20

Post n°81 pubblicato il 25 Febbraio 2011 da anima.e.carne

Unkle

"Rabbit in your headlight"

 
 
 

19.17

Post n°80 pubblicato il 06 Febbraio 2011 da anima.e.carne

(foto di Shobha)

 

È tardi ormai per ripensare i figli,

e quella volta che al mio colloquio vestii male,

è tardi per levare il tuo piede dai pedali

per dare voce a quel campanello giallorosa.

Per dire non mi piace, mi spiace

ho fatto male, col grugno a incuriosirmi

alle gambe a un altro amore.

È tardi per la scuola, suprema consigliera

per diventar dottore, ingegnere, paraculo

permettermi dal lato di quelli che di giorno

decidono se hai notti davanti, oppure non.

È tardi, ormai, per darmi alle tonache da prete

è tardi perché dio non l’ho inventato io

è tardi per rifarmi la bocca, che fa male

lo zucchero rubato da bimbo

è tardi tutto.

 

Eppure troppo presto per coricarsi, ora

che non ho orecchio ancora allenato

all’acqua pura, alle radici d’erba supina

alle formiche

a tutta questa terra sguaiata

al canto primo

dei miei fratelli tutti risorti

è presto, è tardi

è tutto questo insieme, che non ho più camice

da mettere sul petto e sul cuore

è niente amici

né donne, né coraggio

per dire al mondo

basta

 

MASSIMO BOTTURI

 

 

 
 
 

10.54

Post n°79 pubblicato il 15 Gennaio 2011 da anima.e.carne

(foto di Chiara Quartararo)

 
 
 

23.01

Post n°78 pubblicato il 11 Gennaio 2011 da anima.e.carne

(Fabrice De Nola)

 

 

 

ALLA MIA AMANTE

 

sulla parete ossea delle tue tempie

osservavo quell'intrico appiccicoso

di inviti e cellette, ronzii molesti

e alveari nascosti tra i capelli

 

a tratti mi era chiara

la matrice subliminare del tuo essermi amante

quel tuo essere insetto dalle lunghe gambe

 

e impugnata la meravigliosa perfezione delle tue caviglie

afferrando con fiducia

l'estremo di un compasso

divaricavo le narici

per tracciare un'indagine storta

un sistema abile

a ricondurre ad un principio d'onestà

le tue maree

che si gonfiavano sotto i miei baci

 

io lì, tolto l'indinspensabile

sarei morto

 

e sepolto

da quel ricettacolo di difetti

lasciati a gravitare nello scarto

sgocciolante di un cucchiaio

tra me

e il mio pensarmi uomo, o cosa

altrimenti, forse

un mulino incastrato tra venti

indecenti e contrari

come le promesse e i propositi di lasciarti

che mi rimasero tra i denti

 

SEBASTIANO ADERNO'

 

 
 
 

19.17

Post n°77 pubblicato il 09 Gennaio 2011 da anima.e.carne

Goldfrapp

"Lovely head"

 
 
 

14.36

Post n°76 pubblicato il 09 Gennaio 2011 da anima.e.carne

Patti Smith

"Peaceble Kingdom"

 
 
 
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