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ironwoman63
   
 
Creato da ironwoman63 il 26/03/2010
rossa sempre!!!
 

 

barnard ferrero messora colaninno le ragioni a confronto

Post n°830 pubblicato il 28 Maggio 2012 da ironwoman63

 
 
 

un libro per non dimenticare FALCONE E BORSELLINO

Post n°829 pubblicato il 22 Maggio 2012 da ironwoman63

 
 
 

da vedere tutto.....

Post n°828 pubblicato il 22 Maggio 2012 da ironwoman63

 
 
 

bombe e sistema

Post n°827 pubblicato il 19 Maggio 2012 da ironwoman63

http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/05/19/strage-brindisi-l%e2%80%99identik-mandanti/234784/

 
 
 

il nostro oro per il dieci per cento del debito!

Post n°826 pubblicato il 18 Maggio 2012 da ironwoman63

 

 
 
 

FINE DEL MONDO O FINE DELL'EURO??

Post n°825 pubblicato il 16 Maggio 2012 da ironwoman63

 

di Marco d'Eramo, da il manifesto, 15 maggio 2012

Ma se l'euro si disintegra è proprio Fine di Mondo? Fino a ieri fare questa domanda era appannaggio solo di qualche pericoloso estremista. Ai mitici «mercati» sembrava possibile distinguere fra salvati e sommersi dell'euro. Certo, con un regime di rigore estremo avrebbero sofferto a lungo - e forse sarebbero naufragati - tutti gli esseri umani che non dispongono di fondi, ma almeno i capitali si sarebbero salvati. Oggi invece rischiano di liquefarsi anche i preziosi capitali. Così il dubbio sulla moneta unica viene pure ai portavoce più ortodosssi della finanza mondiale: The Economist ammette che salvare l'euro è auspicabile, «ma non a qualunque prezzo». Persino il presidente della Consob, l'organo di supervisione del capitalismo italiano, ieri si è lanciato contro «la dittatura dello spread»: Giuseppe Vargas ha detto infatti che «lo spread attribuisce ogni potere decisionale a chi detiene il potere economico, nei fatti vanificando il principio del suffragio universale» e compromettendo le stesse fondamenta delle democrazie europee: neanche Nichi Vendola o Mélenchon usano accenti così duri.

Se anche i finanzieri si ribellano contro il rigore, se pure a loro i conti non tornano, siamo alla frutta. E che i conti non tornassero lo hanno già affermato con forza gli elettori greci, francesi, italiani, e domenica anche tedeschi che in modi diversi hanno tutti votato contro l'austerità e il rigore imposto dalla Germania e hanno detto che per la moneta unica hanno già dato abbastanza, forse troppo.

Il dilemma è inaggirabile: senza il rigore l'euro va a picco; con il rigore soffocano tutti gli europei. In questa morsa sono presi tutti, a cominciare dal neo presidente francese. Nel vertice di domani con la cancelliera tedesca, e comunque entro 20 giorni, François Hollande deve strappare ad Angela Merkel almeno qualche concessione di sostanza per avere un risultato presentabile da mostrare ai francesi il 10 giugno, se vuole disporre di una maggioranza nel nuovo parlamento che uscirà allora dalle urne. Nella stessa morsa si trovano gli elettori greci che con ogni probabilità dovranno tornare a votare anch'essi il mese prossimo. E così gli spagnoli che hanno sono sull'orlo di un disastro bancario senza precedenti, solo rimandato dalla nazionalizzazione di Bankia. Gli stessi finanzieri tedeschi, dietro l'oltranzismo rigoristico, in realtà tremano: l'uscita della Grecia dall'euro trascinerebbe con sé in prima istanza Irlanda e Portogallo, e in seconda battuta farebbe affondare le banche spagnole e italiane, di rimbalzo colpendo al cuore il sistema produttivo tedesco: cioè nelle sue esportazioni.

Detto in soldoni: la dissoluzione dell'euro a breve termine è già all'ordine del giorno nelle cancellerie, e nelle stanze del potere, anche se nessuno lo ammette apertamente. E non è detto che sia una tragedia. Certo, il primo anno sarà terribile, ma forse non peggiore di quel che ci aspetta se continuiamo a stringere la cinghia fino a deperire d'inedia.

(15 maggio 2012)

 
 
 

magna magna....attenta analisi della situazione italiana

Post n°824 pubblicato il 15 Maggio 2012 da ironwoman63

MAGNA MAGNA? Tutti a casa! Palingenesi politica - Corruzione, crisi, esodati - I fenomeni Cinquestelle e Pirati - Stop all'acquisto dei caccia F35

Sono le h.16:54 del 13 maggio 2012 e a POSTA e RISPOSTA n. 312 giunge il seguente post del lettore o lettrice CARROZZINI dall'account ric.carrozzini@tiscali.it a proposito di un commento di Rosaria MIRRIONE, pubblicato il 10 precedente: "si ...

Fonte: Studiocataldi.it

Url: http://www.studiocataldi.it/news_giuridiche_asp/news_giuridica_11926.asp

 

 
 
 

vogliono vogliono vogliono..... e l'Italia collassa.

Post n°823 pubblicato il 15 Maggio 2012 da ironwoman63

Abi/ Da Moody's aggressione all'Italia. Giudizi irresponsabili su banche
Martedì, 15 maggio 2012 - 10:52:00

''Irresponsabile, incomprensibile, ingiustificabile'', cosi' l'Associazione Bancaria Italiana giudica la decisione di Moody's di tagliare il rating di 26 banche italiane. ''Ancora una volta le agenzie di rating si confermano come un elemento di destabilizzazione dei mercati con giudizi parziali e contradditori. Per abbassare il rating questa volta si tirano addirittura in ballo le misure di austerita' varate dal Governo Monti (''riducono la domanda economica di breve termine'') che una volta le stesse agenzie invocavano allorche' disegnavano l'outlook negativo delle imprese bancarie'', prosegue la nota.

Per l'Abi ''la decisione di Moody's e' un'aggressione all'Italia, alle sue imprese, alle sue famiglie, ai suoi cittadini'' Infine l'Associazione nella riunione di domani del Comitato esecutivo a Milano valutera' ''collegialmente tutte le azioni da adottare, in ogni sede, per tutelare i legittimi interessi dell'economia italiana, cosi' gravemente lesi dalle decisioni delle agenzie di rating''.

fonte Affari Italiani .it

 
 
 

opinioni diverse per un risultato antieuro

Post n°822 pubblicato il 13 Maggio 2012 da ironwoman63

 

di Virginia Perini

 

Dopo una grande attenzione al rigore, sembra che il premier Mario Monti ora possa concentrarsi sulla crescita del Paese. Le politiche per lo sviluppo cui sembra puntare Monti, per riassumere, consistono in un maggiore liberismo e in un mercato del lavoro più flessibile. Ma questo non basta. Anzi, per invertire la rotta servirebbero interventi che cambino la natura stessa della moneta, per allontanarla il più possibile dall'essere una riserva di valore. E poi il patto insito nel rapporto tra debitore e creditore, deve essere ricondotto a criteri più responsabili. Non deve esserci solo l'impegno di chi restituisce il denaro, ma anche l'accortezza e la buona fede di chi lo presta. Sono questi i principali pensieri dei due economisti dell'Università Bocconi di Milano, intervenuti alla filosofia sui Navigli, la colazione con dibattito della domenica mattina milanese. 

Massimo Amato è economista e storico, professore associato all’Università Bocconi. Ha scritto diverse monografie sul tema della moneta e della riforma monetaria. Si dedica da diversi anni allo studio e alla realizzazione di sistemi di moneta complementare e di credito locale. Luca Fantacci invece è docente di scenari economici internazionali e di storia delle crisi finanziarie all’Università Bocconi. Studioso del pensiero di Keynes e convinto, come il grande pensatore, che “se gli economisti fanno bene il loro lavoro, fra venticinque anni non ce ne sarà più bisogno”.

All'interno del noto ateneo milanese entrambi da anni studiano e teorizzano una svolta in campo monetario che si coniuga con un pensiero economico in opposizione ad alcune logiche montiane. Sono anche in procinto di aprire una banca pubblica in Francia.

 

E' l'ora di una nuova moneta. Caro Monti, si riparte da qui

fonte AFFARI ITALIANI.IT

 

 
 
 

il MES cos'e'??? da vedere assolutamente!

Post n°820 pubblicato il 12 Maggio 2012 da ironwoman63

 
 
 

bersani vendola di pietro, adesso tocca a voi

Post n°819 pubblicato il 11 Maggio 2012 da ironwoman63

di Paolo Flores d’Arcais, da il Fatto quotidiano, 10 maggio 2012

Cari Bersani, Di Pietro, Vendola (e naturalmente D’Alema, Veltroni e compagnia cantando), vi rendete conto che ormai il problema siete voi? Vi è rimasta un’oncia di lucidità per capire che il futuro del centrosinistra dipende dalla vostra disponibilità a passare il testimone promuovendo gruppi dirigenti radicalmente nuovi? Se vi poniamo queste domande non è per polemica, e meno che mai per provocazione, ma per REALISMO, come doverosa presa d’atto di una situazione ormai chiarissima, che solo i ciechi riescono a evitare di vedere.

In due parole: sono vent’anni che vince le elezioni chi conquista (almeno nell’immaginario) la piazzaforte dell’antipolitica. Berlusconi si presentò come “imprenditore”, contro Occhetto “politicante”. E Prodi vinse enfatizzando il “valore aggiunto” di società civile dell’Ulivo rispetto ai partiti della coalizione. Ora siamo al passo successivo: tutta la partita si gioca nell’antipolitica, cioè nell’altrapolitica, rispetto alla morta gora che sono (con buona pace di Napolitano) i partiti esistenti.

Berlusconi lancerà una nuova “forza”, perché il Pdl è ormai vissuto come un partito. Casini ha ammesso che il terzo polo non nascerà, e la nuova “forza” conservatrice la potranno fondare solo Passera&Co., i “tecnici” non i politici, candidando Monti alla presidenza della Repubblica. A sinistra, se non vi levate di torno (voi e tutta la nomenklatura dei burocrati grandi e piccoli, allevati come “polli in batteria” nelle manovre di corridoio e nelle stanze dei bottoni, compresi gli infiniti “giovani” nati vecchi, alla Renzi e Civati) sarà un esodo biblico verso il Movimento 5 Stelle, che coinvolgerà anche chi trova detestabile la dittatura carismatico-mediatica di Beppe Grillo, ma riconosce (e simpatizza con) la pulizia e la passione civile dei candidati del suo movimento.

È sperabile perciò una vostra “Damasco”, che vi liberi dalla tentazione di restare abbarbicati alle poltrone e agli strapuntini, alle interviste e ai talk-show. C’è da domandarsi, anzi, perché non ve la impongano i militanti di base del Pd, Sel, Idv, che pure esistono (questo giornale li ha incontrati, a centinaia, ogni volta che ha organizzato un dibattito), che spesso assomigliano in energia e pulizia alle giovani leve di M5S, ma che con la loro passività diventano corresponsabili delle nomenklature nell’harakiri in atto. Dite “basta!”, imponete primarie vere, con pari risorse e pari chance: un candidato della società civile le vincerebbe a mani basse. Solo così la sinistra avrà la possibilità di prevalere sulle destre vecchie e nuove.

(10 maggio 2012)

 

 
 
 

COS'E' E A COSA PORTA IL PAREGGIO IN BILANCIO

Post n°818 pubblicato il 08 Maggio 2012 da ironwoman63

19 Aprile 2012

Austerità
L'austerità voluta dalla Germania è entrata ufficialmente nella Costituzione italiana obbligando lo Stato al pareggio di bilancio

Senza un briciolo di dibattito pubblico, mascherando il tutto dalla solita manovra “tecnica”, difficile da spiegare ai cittadini, anche il senato ha approvato martedì sera, con una maggioranza che superava ampiamente i due terzi necessari, una modifica alla Costituzione che introduce per lo Stato l'obbligo del pareggio di bilancio.

 

I sì sono stati 235 su 231. Ne bastavano 214 per raggiungere idue terzi degli aventi diritto necessari ad apportare modifiche alla Carta. Solo Lega e Italia dei Valori hanno votato contro. Il 6 marzo alla Camera il risultato era stato persino più ampio con 489 voti favorevoli, 3 contrari e 19 astenuti.

 

L'Italia ratifica così il Fiscal Compact, il patto di stabilità europeo voluto dalla Germania e introduce ufficialmente l'obbligo delpareggio di bilancio per lo Stato. L'articolo, come modificato dal parlamento recita adesso: "lo Stato assicura l'equilibrio tra le entrate e le spese del proprio bilancio, tenendo conto delle fasi avverse e delle fasi favorevoli del ciclo economico". E ancora, "il ricorso all'indebitamento è consentito solo al fine di considerare gli effetti del ciclo economico e, previa autorizzazione delle Camere adottata a maggioranza assoluta, al verificarsi di eventi eccezionali".

 

Ma che significa avere l'obbligo del pareggio di bilancio? Quali sono le conseguenze per i cittadini? Spesso in questi casi la retoricamainstream , quella del potere finanziario per intenderci, utilizza lametafora dello Stato-famiglia per spiegare come sia una cattiva cosa spendere di più di quanto si incassa, alimentando il debito sovrano.

 

In realtà, come molti analisti hanno già ampiamente dimostrato, questa metafora non regge per il semplice motivo che lo Stato non è una famiglia e risponde a logiche completamente diverse. Mentre per una famiglia spendere più di quanto incassa è sinonimo di dissennatezza, per uno stato significa semplicemente cercare di garantire il benessere dei propri cittadini.

 

Il pareggio, o addirittura il surplus di bilancio, significano invece che lo Stato incassa più di quanto spende. E se ciò non è correlato ad un segno positivo della bilancia commerciale(ovvero al fatto che lo Stato esporta più di quanto importa), significa automaticamente che lo Stato si arricchisce a spese dei propri cittadini.

 

Se poi aggiungiamo che lo Stato utilizza il proprio surplus di bilancio per ripagare il debito contratto con banche private, otteniamo che le banche si arricchiscono a spese dei cittadini. Il tutto, da due giorni a questa parte, garantito dalla Costituzione.

 

Il problema, al solito, è che questa modifica è stata fatta passare dai media per un provvedimento tecnico, che agisce sui bilanci dello stato ma non ha “effetti collaterali” sulla popolazione, dunque non è necessario un dibattito pubblico su di essa. La verità è tutt'altra, e in pratica il patto di stabilità obbligherà i governi apolitiche fiscali rigidissime di privatizzazione, austerità, ulteriore distruzione di quel poco che resta dello stato sociale.

 

Il tutto, come puntualizza il prof Giuseppe Di Taranto nel video qui sotto, per soddisfare le esigenze economiche della Germania, terrorizzata dall'eventualità dell'inflazione (un rischio che per quasi tutti gli altri paesi della zona euro sarebbe molto più accettabile della cura di austerità).

 

 

Intanto si moltiplicano le iniziative di protesta contro le politiche fiscali rigide ed il ricatto del debito. Pochi giorni fa, a Bruxelles, è nata la rete internazionale per le auditorie cittadine sul debito (ICAN), che riunisce movimenti e reti in diversi paesi europei e del Nord Africa in lotta contro le misure di austerità attraverso la realizzazione di audit cittadino sul debito.

A.D

FONTE IL CAMBIAMENTO.IT

 

fino al 1 gennaio 2013 c'e' tempo per farlo togliere dalla costituzione.....vogliamo davvero aspettare quel giorno???? DENUNCIAMOLI PER GOLPE!!!!!

 

 
 
 

il MUOS di Niscemi un'altra schifezza USA in casa nostra

Post n°817 pubblicato il 07 Maggio 2012 da ironwoman63

Il sistema MUOS, ad uso esclusivo delle forze armate statunitensi, consentirà di propagare universalmente gli ordini di guerra, convenzionale e/o chimica, batteriologica e nucleare. Un'installazione che sta già comportando costi altissimi per l'ambiente e per la salute degli abitanti
 
Antonio MazzeoA Niscemi, in provincia di Caltanissetta, nel cuore di un'importante riserva naturale, sta per essere installato uno dei quattro terminali terrestri del MUOS (Mobile User Objective System), il nuovo sistema di telecomunicazioni satellitari per i conflitti del XXI secolo, quelle con i missili all'uranio impoverito, gli aerei senza pilota e le armi nucleari in miniatura, conflitti sempre più "virtuali", computerizzati, disumanizzati. Disumanizzanti. 

Il sistema MUOS, ad uso esclusivo delle forze armate statunitensi, consentirà di propagare universalmente gli ordini di guerra, convenzionale e/o chimica, batteriologica e nucleare. E finanche quelli per scatenare la guerra al clima e all'ambiente. Collegherà tra loro i centri di comando e controllo delle forze armate, i centri logistici e gli oltre 18.000 terminali militari radio esistenti, i gruppi operativi in combattimento e gli arsenali di morte sparsi in tutto il pianeta. La nuova rete di satelliti e terminali terrestri consentirà di moltiplicare di dieci volte il numero delle informazioni che saranno trasmesse nell'unità di tempo, accrescendo in modo esponenziale i rischi che venga scatenato l'olocausto per un mero errore tecnico.

Il MUOS incarna le mille contraddizioni della globalizzazione neoliberista. Elemento chiave delle future guerre stellari, avrà effetti devastanti sull'ambiente, il territorio e la salute delle popolazioni. Le tre mega-antenne emetteranno micidiali microonde che si aggiungeranno all'inquinamento elettromagnetico generato dalla stazione di telecomunicazione della marina militare USA presente da vent'anni in contrada Ulmo. In un recente studio sui rischi del nuovo sistema di telecomunicazioni a firma dei professori Massimo Zucchetti e Massimo Coraddu del Politecnico di Torino, si riporta che nel periodo compreso tra il dicembre 2008 e l'aprile 2010 «l'Arpa Sicilia ha effettuato una serie di rilievi sulle emissioni generate dalla stazione di radiotrasmissione di Niscemi che hanno consentito di rilevare valori di campo elettrico prossimi al valore di attenzione di 6 V/m». Le misurazioni hanno evidenziato in particolare «la presenza di un campo elettrico intenso e costante in prossimità delle abitazioni, mostrando un sicuro raggiungimento dei limiti di sicurezza per la popolazione e, anzi, un loro probabile superamento. In un caso il valore rilevato è risultato prossimo al limite di attenzione stabilito dalla normativa».

I lavori del MUOS hanno già compromesso irrimediabilmente l'habitat dell'area naturale "Sughereta",Sito di Importanza Comunitaria (SIC). I crescenti processi di militarizzazione, con i loro effetti deleteri sulle attività produttive ed economiche, stanno contribuendo allo spopolamento delle campagne e al massiccio esodo verso il Nord di centinaia di giovani niscemesi. E come se non bastasse, nello sfondo, l'inquietante presenza della criminalità organizzata. A eseguire una parte delle opere per il MUOS sarebbe stata chiamata un'impresa contigua alle "famiglie" mafiose locali.

Il Politecnico di Torino ha pure rilevato che il nuovo terminale per le Stars Wars avrà pesantissimi effetti sul traffico aereo nei cieli siciliani e in particolare sul vicino aeroporto di Comiso, riconvertito ad uso di civile dopo avere ospitato negli anni '80 i 112 missili nucleari Cruise della NATO. «La potenza del fascio di microonde del MUOS è senz'altro in grado di provocare gravi interferenze nella strumentazione di bordo di un aeromobile che dovesse essere investito accidentalmente», scrivono i professori Zucchetti e Coraddu. «Gli incidenti provocati dall'irraggiamento accidentale di aeromobili distanti anche decine di Km. sono eventualità tutt'altro che remote e trascurabili ed è incomprensibile come non siano state prese in considerazione dagli studi progettuali della Marina militare USA. I rischi d'interferenza investono potenzialmente tutto il traffico aereo della zona circostante il sito MUOS. Nel raggio di 70 Km si trovano ben tre scali aerei: Comiso, a poco più di 19 Km dalla stazione di Niscemi, e gli aeroporti militare di Sigonella e civile di Fontanarossa (Catania), che si trovano rispettivamente a 52 Km e a 67 Km». Sigonella e Fontanarossa, tra l'altro, sono già oggetto delle spericolate operazioni di atterraggio e decollo dei velivoli da guerra senza pilota Global Hawk, Predator e Reaper a disposizione delle forze armate USA e NATO.

Per gli studiosi del Politecnico, l'irraggiamento a distanza ravvicinata, di un aereo militare, potrebbe avereconseguenze inimmaginabili. «Le interferenze generate dalle antenne possono arrivare infatti a innescare accidentalmente gli ordigni trasportati. È quanto accaduto il 29 luglio 1967 nel Golfo del Tonchino alla portaerei US Forrestal, quando le radiazioni emesse dal radar di bordo detonarono un missile in dotazione ad un caccia F-14, causando una violenta esplosione e la morte di 134 militari. Tali considerazioni dovrebbero portare a interdire cautelativamente vaste aree dello spazio aereo sovrastanti l'installazione del MUOS».

Gli insostenibili pericoli per il traffico aereo del nuovo sistema di telecomunicazioni satellitari sono del tutto noti ai tecnici statunitensi, al punto che sei anni fa fu deciso di dirottare a Niscemi il terminale MUOS destinato originariamente alla stazione aeronavale di Sigonella. A determinare il cambio di destinazione, le risultanze di uno studio sull'impatto delle onde elettromagnetiche generate dalle grandi antenne (Sicily RADHAZ Radio and Radar Radiation Hazards Model), eseguito da due aziende statunitensi, AGI - Analytical Graphics Inc. e Maxim Systems. Nello specifico, venne elaborato un modello di verifica dei rischi di irradiazione sui sistemi d'armi, munizioni, propellenti ed esplosivi (il cosiddetto HERO - Hazards of Electromagnetic to Ordnance), ospitati nella grande base siciliana. Appurato che le fortissime emissioni elettromagnetiche del MUOS potevano avviare la detonazione degli ordigni, AGI e Maxim Systems raccomandarono i militari statunitensi di non installare i trasmettitori a Sigonella. Anche Filippo Gemma, amministratore di Gmspazio Srl di Roma (società che rappresenta in Italia la statunitense AGI), ha confermato l'esito negativo dello studio sull'impatto elettromagnetico. Nel corso dello speciale di Rai News 24 Base Usa di Sigonella. Il pericolo annunciato, trasmesso il 22 novembre 2007, Gemma ha dichiarato che «una delle raccomandazioni di AGI era che questo tipo di trasmettitore non dovesse essere installato in prossimità di velivoli dotati di armamento, i cui detonatori potessero essere influenzati dalle emissioni elettromagnetiche del trasmettitore stesso».

Contro il devastante progetto militare - mai discusso in sede parlamentare - si sono pronunciati tre consigli provinciali (Catania, Ragusa e Caltanissetta) e quasi tutti i Comuni vicini all'installazione USA di contrada Ulmo. In un primo tempo anche il Presidente della regione siciliana, Raffaele Lombardo, si era dichiarato contro il MUOS, poi con un repentino e più che sospetto giro di valzer si è trasformato in uno dei suoi più convinti sostenitori. Ciononostante comitati spontanei di cittadini, istituzioni e associazioni politiche, sindacali e ambientaliste stanno moltiplicando gli sforzi per ottenere la revoca delle autorizzazioni concesse per l'installazione delle mega-antenne. Dopo un corteo di protesta a Niscemi il 31 marzo scorso e un presidio a Comiso il 4 aprile in occasione del trentennale della grande manifestazione contro i missili nucleari Cruise, i No MUOS siciliani si ritroveranno a Niscemi il 29-30 aprile e l'1 maggio per una tre giorni di eventi e iniziative di sensibilizzazione.

«L'intero territorio dell'Isola ha già pagato altissimi costi sociali ed economici per le dissennate scelte di riarmo e militarizzazione», afferma Alfonso Di Stefano della Campagna per la smilitarizzazione di Sigonella. «Il recente conflitto in Libia ha consacrato il ruolo della Sicilia come grande portaerei per le operazioni di attacco USA, NATO ed extra-NATO in Africa e Medio Oriente. Dallo scalo "civile" di Trapani Birgi sono stati scatenati buona parte dei bombardamenti contro l'esercito e la popolazione civile libica. Sigonella è stata trasformata in capitale mondiale dei famigerati Global Hawk mentre prolifera ovunque l'installazione di radar per l'intercettazione delle imbarcazioni di migranti. Tutto ciò per perpetuare il modello di rapina delle risorse energetiche e arricchire i signori del complesso militare-industriale statunitense». Il MUOS, costato già più di sei miliardi di dollari, ha come principale contractor Lockheed Martin, il colosso a capo del dissennato programma dei cacciabombardieri F-35. Il dio di tutte le guerre ha sempre lo stesso volto di morte.

Articolo pubblicato in Lotta Continua, n. 2, aprile 2012.

dal blog di Antonio Mazzeo 

 
 
 

COS'E' LA MMT??

Post n°816 pubblicato il 07 Maggio 2012 da ironwoman63

 

http://www.democraziammt.info/.

IL LINK QUI SOPRA VI PORTA NEL SITO DELLA MMT.

VI CONSIGLIO VIVAMENTE DI DARE UN'OCCHIATA PER CAPIRE COME USCIRE DA QUESTA CRISI....ASPETTO I VOSTRI COMMENTI. 

BUON POMERIGGIO A TUTTI

LULU'

 
 
 

il commissariamento della democrazia

Post n°814 pubblicato il 05 Maggio 2012 da ironwoman63

 

ggiuliettiIl super commissario Monti sta procedendo a nominare commissari ovunque, ovviamente tranne che alla Rai, per non disturbare il titolare del conflitto di interessi. Così abbiamo il commissario Amato, il commissario Bondi, il commissario Grilli, per non parlare dei ministri Passera e Fornero che hanno assunto il ruolo dei vice questori o dei vice prefetti.

Di commissario in commissario, di emergenza in emergenza, si sta così provvedendo a alla costruzione di una sorta di “democrazia protetta” chiamata ad attuare le direttive imposte dalla maggioranza che guida l’Europa e, spesso, troppo spesso, condivise anche da chi dovrebbe almeno cominciare ad interrogassi sulla sacralità-centralità delle istituzioni monetarie internazionali e sulla pretesa di presentare come “neutrale, tecnicamente incontestabile” il punto di vista di una oligarchia bancaria e finanziaria.

Marx sarà anche morto, ma ogni tanto rileggerlo potrebbe riservare qualche piacevole sorpresa, nonché utili indicazioni anche per il presente.

Chi ha determinato le condizioni strutturali della crisi si autorappresenta ora come la soluzione al male, anzi come l’unica soluzione.

La logica dei commissari a cascata risponde a questa scelta, e strizza l’occhio all’antipolitica, cercando di presentarsi come quelli che impugnano la ramazza contro i ladri e corrotti che stanno nei partiti, nei sindacati, nelle associazioni; tutti farabutti, senza eccezione alcuna.

Naturalmente la “malapolitica” è responsabile di aver creato questo clima, nel quale c’è spazio per le provocazioni di qualsiasi avventuriero, tecnico o demagogo che sia.

Nei giorni scorsi un industriale veneto alla domanda: “Cosa potrebbe fare la politica per Lei?”, ha risposto: “Andarsene tutti…”.

La rabbia di quel signore è forse comprensibile, ma il medesimo ha condiviso la follia berlusconiana, si e sganasciato per le norme ad personam, ha inneggiato magari al dio Po, ha condiviso il lassismo fiscale, ha invocato i condoni, ha licenziato quando ha potuto

Ora non può travestirsi da Masaniello, e fingere di essere un black blok di Confindustria. La “società incivile” ha tenuto bordone alla malapolitica e ai corrotti, anzi li ha foraggiati.

Per questo ha ragione Luciano Gallino, e non solo lui, quando invoca il ritorno alla contrapposizione ideale, politica, programmatica tra gli schieramenti.

Alla logica del commissario bisogna contrapporre uno schieramento sociale che proponga di andare a pescare, per fare un esempio, risorse attraverso la patrimoniale, la tobin tax, la rinuncia all’acquisto degli F35, il contrasto alla criminalità mafiosa, la fine delle missioni militari, la sospensione delle mega opere inutili e rischiose.

Queste scelte non possono più essere considerate meno rilevanti della legge elettorale, dei costi della politica, delle riforme istituzionali. Le une senza le altre non determineranno la costruzione di un vero e proprio “blocco sociale” capace di affrontare insieme la questione morale, etica e sociale che piega e piaga la comunità nazionale.

Naturalmente questo progetto deve fare leva e auspicare la vittoria dei competitori di Sarkozy e della Merkel in Europa.

Prima si andrà a votare anche in Italia e meglio sarà, anche per riaprire una dialettica politica e sociale, oggi pericolosamente congelata.

Le riflessioni e le proposte ospitate da Micromega, a cominciare da quelle di Luciano Gallino e di Stefano Rodotà, rappresentano già un articolato progetto di alternativa politica, civica, culturale ed etica.

Vogliamo partire da qui, prima di essere azzerati dai commissari, di varia natura e di vario colore?

Giuseppe Giulietti

(1 maggio 2012)

fonte MICROMEGA

 

 
 
 

una intervista interessante da RAI televideo.it

Post n°813 pubblicato il 04 Maggio 2012 da ironwoman63

 

 

La finanza sta distruggendo l’economiaMichael Hudson, docente all’Università del Missourihudson_296

-Secondo lei, la finanza ha dichiarato guerra all’economia, cosa intende?
Si sono resi conto che il gioco è finito, che non c’è più crescita economica: vogliono prendere il malloppo e scappare. Sanno di aver contratto dei cattivi prestiti, che non potranno essere ripagati e vogliono che vengano ripagati dallo Stato, che il debito delle banche diventi statale. In Irlanda, ad esempio, i contribuenti dovranno pagare le banche per almeno 10 anni, così l’economia di quel Paese è morta, è compressa. 

-In Europa è scoppiata la sindrome dello spread, tutti parlano di austerità, rigore di bilancio per tornare alla crescita e anche voi parlate di crescita: quale è la differenza? 
Quando i neoliberisti parlano di crescita, in realtà la loro intenzione è quella di farvi un salasso sufficiente a farvi crescere. Quando l’MMT parla di crescita, l’idea è quella di nutrirvi per farvi crescere. Ora, si cresce di più se qualcuno ti toglie il sangue o se qualcuno ti dà da mangiare? 

-Tuttavia, alcuni economisti, penso a Serge Latouche, criticano apertamente il concetto stesso di crescita e l’attuale modello di sviluppo, accusato di devastare il pianeta, creare grandi sproporzioni nella distribuzione della ricchezza e guerre. 
Se pensiamo all’inquinamento e al riscaldamento climatico sembra che l’economia abbia raggiunto un limite naturale. Ma il problema ambientale non è separato dalle questioni finanziarie di cui ci stiamo occupando. Faccio un esempio concreto. Dopo la seconda guerra mondiale la città di Los Angeles aveva un ottimo sistema di trasporti pubblici, molto efficiente anche dal punto di vista delle emissioni di anidride carbonica. I produttori di automobili acquistarono il sistema di trasporti pubblici della città e i tram in modo da chiuderlo e costringere tutti ad acquistare una macchina. Risultato: Los Angeles è talmente inquinata che è praticamente impossibile respirare e, al momento, il settore finanziario sta sostenendo quei settori industriali –automobilistico, petrolifero, immobiliare- direttamente responsabili. Non è questa la crescita a cui pensiamo noi. La finanza ha interessi di breve termine, non si preoccupa affatto del lungo periodo. Proprio per ciò questa crescita non è sostenibile. 

-Professore, cosa accadrebbe ai mutui contratti in euro nell’ipotesi che un Paese, sia a causa di un default o per scelta, uscisse dalla zona euro? 
Quel Paese dovrebbe ridenominare tutti i mutui nella propria valuta. Poi dovrebbe fare ciò che fece Roosevelt negli Usa negli anni ’30, quando annullò la clausola dei contratti che dava al creditore il diritto di riscuotere il valore in oro anziché in dollari. Anche Paesi come la Lettonia, potrebbero avvalersi della stessa opzione e annullare la clausola sulla valuta estera (euro) presente sui mutui, sui prestiti personali e commerciali. Secondo le norme del diritto internazionale ciò è fattibile.

(M. P.

 

 
 
 

il risanamento di monti spiegato a due pensionati (ma anche ad altri)

Post n°812 pubblicato il 04 Maggio 2012 da ironwoman63


Gli inganni del “risanamento” dello Stato e  del “pareggio di bilancio” spiegati a due pensionati.

 

Cara Signora Ida, Caro Signor Ugo.

Lo dovete sapere, il governo Monti vi sta ingannando, e con lui i telegiornali e i giornali. Vi abbassano la pensione tassandovi, tutto costerà di più dalla benzina ai servizi, siete già più poveri oggi, e domani sarà peggio, per voi e per tutti. Ecco cosa succede.

Quante volte avete sentito le parole “risanare i conti dello Stato, per tornare a crescere”? Ok, tante volte, ogni giorno in Tv. Bene. Signora Ida e Signor Ugo, in che modo il governo di Monti sta facendo il “risanamento”? Spendendo di meno per noi (i famosi tagli) e tassandoci di più. Ok. Ma cosa accade esattamente?

Accade che ciò che il governo non spende per noi (ad esempio servizi o stipendi e pensioni), saremo noi a doverlo spendere pescando nei nostri risparmi o facendo debiti, oppure facendo rinunce anche serie. Semplice, non si scappa. Ma attenti alla trappola: pescare dai risparmi significa impoverirsi un po’, fare debiti significa impoverirsi molto – fare rinunce significa esattamente la stessa cosa, cioè essere più poveri di prima. Risultato: milioni di cittadini diventano un po’ più poveri o molto più poveri. Ok?

Ma il governo che ci “risana” ha deciso che oltre a spendere di meno, ci tassa di più. Noi, che già siamo diventati tutti un po’ più poveri come detto sopra, dovremo anche sborsare altri soldi in tasse, sempre dai risparmi o soldi che non abbiamo. Cioè, sempre meno risparmi, e per molti ancor più debiti. Logicamente, sempre più poveri. Non si scappa.

Ma che fa la gente in massa se gli calano i risparmi o addirittura va a debito? Smette di spendere in tutto quello che non è proprio essenziale. Va meno al cinema, compra meno scarpe, non cambia l’auto, compra meno case, meno cosmetici, meno vestiti, rinuncia alla piscina dei figli, non compra più la carne come prima, beve meno vino, disdice l’abbonamento alle riviste, non ristruttura più la casa, va meno a mangiar fuori ecc. Voi direte: una vita più come ai vecchi tempi. Forse, ma state attenti che per ciascuna di quelle rinunce significa che altrettanti negozi e aziende vendono molto di meno o lavorano molto di meno, finiscono a fallire, tantissimi oggi. E cosa significa? Che tagliano gli stipendi, o licenziano, creano disoccupati, e magari non assumono vostra nipote, che si è laureata e non ha lavoro. Questo è come un effetto domino, cioè cade una pedina e iniziano a cadere tutte le altre, in tutt’Italia, e quindi sempre più impoverimento, che crea incertezza, che crea sempre meno lavoro, che crea sempre più impoverimento.

Badate bene. Eravamo partiti dallo Stato che fa il “risanamento”, PER IL NOSTRO BENE. Dove siamo arrivati? Ecco dove:

Masse di impoveriti in generale che spendono di meno, questo mette in crisi i negozi e le aziende, questo cala gli stipendi e crea più disoccupati, tutti costoro di nuovo spendono molto di meno, e la ruota ricomincia da capo, meno denaro che gira, meno stipendi, licenziamenti… Ma non dovevamo essere “risanati”?

Ah!, ma alla televisione hanno detto che questi sono i “sacrifici” necessari perché poi DOPO tutti torneremo a star meglio, ci sarà la “crescita”!  No, dico, Signora Ida e Signor Ugo, vi pigliano per scemi? Come faremo a iniziare a star meglio stando peggio? Cos’è, un trucco del mago Merlino? I soldi sbucheranno dall’orto, misteriosamente… ? Non c’è altra possibilità. Forse Monti è un mago.

Eh sì, perché guardate bene le cose: Monti ha anche deciso che lo Stato smetterà per sempre di darci più soldi di quello che ci tassa, e questo si chiama il “pareggio di bilancio”. Significa: lo Stato, da qui in eterno, ci darà ogni anno 100 soldi e ci tasserà per 100 soldi. A noi rimane ZERO. Addirittura Monti metterà questa regola nella Costituzione fra pochi giorni! Quindi ZERO soldi dallo Stato, e allora da dove verranno i soldi per la magica “crescita”? Da noi cittadini e dalle aziende? Ma come? Ci hanno impoveriti tutti per anni per fare il gran “risanamento”, come diavolo facciamo a inventarci i soldi che non abbiamo più?

Guardate la scena: in una stanza c’è il governo Monti, ci siamo noi cittadini e aziende, e c’è il resto del mondo, cioè le altre nazioni. Allora, per riassumere i concetti:

-       Monti come prima cosa ci toglie soldi e ci tassa di più, noi siamo più poveri (il “risanamento”)

-       poi Monti ci darà ZERO soldi (ne spende 100 e ci tassa 100, il “pareggio di bilancio”)

-       a quel punto noi cittadini e aziende dobbiamo trovarli da soli i soldi, ma siccome Monti ci ha tutti impoveriti e non possiamo inventarceli i soldi, siamo con le braghe in mano (la “crescita”!!)

-       Il resto del mondo ci guarda.

Fantastico, ci vuole un genio per pensare a una economia così.

Signora Ida e Signor Ugo, non si sta scherzando. Vi distruggono la vita in sto modo, e la distruggono ai vostri nipoti. E indovinate perché lo fanno? Sì, sì, fuoco, fuochino, esatto, perché così un nugolo di miliardari ne approfittano. Lo sapete questi speculatori quanto ci hanno rubato in tre anni, da quando c’è la crisi? 457 miliardi di Euro, spariti dall’Italia esattamente nel modo che vi ho descritto. Lei Signora Ida quanto prende di pensione?

Signora, faccia una cosa: prepari una torta al mascarpone, attraversi quella stanza e vada davanti a Mario Monti. Gliela spiaccichi in faccia. Poi gli dia anche un bel calcio negli attributi maschili… lei può farlo, a 78 anni non l’arrestano.

DAL SITO DI PAOLO BARNARD.

 
 
 

il golpe finanziario spiegato agli scettici

Post n°811 pubblicato il 03 Maggio 2012 da ironwoman63

IL GRUPPO DEI TRENTA tratto dal sito di Paolo Barnard

 

Il derivato dei Derivati, che sono astrusi prodotti finanziari del tutto comprensibili a non più di 200 individui nel mondo, è la crisi finanziaria 2007-2012. Non è un gioco di parole, perché come ho già spiegato nei dettagli mesi fa, fu in particolare uno scherzetto di Derivati CDS fasulli della AIG di Joseph Cassano, ufficio di Londra, a far partire il collasso globale. Non che sia tutta colpa sua, perché sui Derivati era nata la precedente bolla speculativa immobiliare americana dei subprime, dei criminali MERS, dei Servicers, e da cui poi altri e infiniti Derivati Frankenstein (definizione di Wall St.) sono nati infettando quasi tutte le maggiori banche del mondo, e a pioggia tutto il resto. La crisi finanziaria, poi, ci ha portato non solo un macello creditizio, aziendale, occupazionale e sociale da rasentare un 1929, ma ha anche fornito il grande pretesto per infliggerci la sciabolata del progetto di Spirale della Deflazione Economica Imposta (le Austerità) che i golpisti usano per depredare a sangue interi Stati europei, courtesy of the Eurozone. I Derivati sono armi di distruzione di massa, e massa è la parola giusta, visto che questi Frankenstein-assets vagano per il pianeta senza più controllo né regolamentazione per una cifra di circa 650.000 miliardi di dollari. E’ dal 1994 che è suonato l’allarme su ste mine finanziarie, con Merrill Lynch che fece sparire 1,5 miliardi di dollari in assets da Orange County (USA), e si capisce chiaro che nessuno da allora ha voluto, né potuto, regolamentarli, cioè frenarli, visto che sono arrivati anche in Italia dieci anni dopo in una frotta di Comuni e con danni terrificanti (es. Milano, 1,7 miliardi di Euro, con JP Morgan Securities). Ancora oggi i contratti OTC (Over the Counter, sempre Derivati) sono liberamente usati per distruggere, e lo stanno facendo gli Hedge Funds come quello del criminale John Paulson, che scommettono in queste ore contro l’Euro, giusto per sparare una bella raffica sulla croce rossa dell’Europa moribonda (che in effetti dovrebbe morire, ma non caoticamente e non per ingrassare i Mr Paulson). Ne Il Più Grande Crimine 2011 spiego in una serie di esempi come accada che usando i Derivati un pugno di speculatori possa affondare persino uno Stato sovrano del G8, possa ricattarlo, sospingerlo oltre il baratro del default, e questo con le conseguenze agghiaccianti che si chiamano disoccupazione, sottoccupazione, suicidi, morti anzitempo, abbruttimento sociale, svendita forzosa a truffa di patrimoni pubblici, usura sullo Stato, e soprattutto perdita di democrazia a favore non solo dei profitti indicibili dei sopraccitati speculatori, ma anche del fascismo finanziario alla UE che oggi fa gridare allo scandalo anche il Financial Times. Quel fascismo che ha imposto i micidiali Trattati UE mai votati da alcun cittadino, i quali hanno di fatto abolito la sovranità delle Costituzioni nazionali, abolite anche dal ricatto degli speculatori (si veda il Golpe in Italia dell’11/11/11), i quali aiutano i fascisti UE che aiutano gli speculatori e via daccapo. Insomma, ciò che si chiama il Colpo di Stato Finanziario nell’Eurozona. E, lo ripeto, i Derivati arrivano ai 650 mila miliardi di dollari, cioè 8 volte il PIL mondiale, non so se è chiaro.

La domanda come sempre è: come si è arrivati a questo? E poi: Perché non lo si è evitato?

Risposta: Group of 30. Un complotto? Sì, Avvocato Gamberini. Ma non una fantasia (a meno che Mario Draghi non sia un DVD).

Lo schema è ormai un cliché, e l’ho già spiegato allo sfinimento. Primo: si distrugge la capacità dello Stato di creare e controllare qualsiasi ricchezza finanziaria significativa (con la “superstizione o isteria del deficit/debito” P. Samuelson). A quel punto la creazione di ricchezza finanziaria significativa rimane unicamente nelle mani dei mercati di capitali, da cui gli stati finiscono per dipendere in toto. Secondo: i mercati di capitali, che ora spadroneggiano, incaricano lobbies di eccezionali tecnocrati di disegnargli leggi, regole, strumenti, e anche propaganda, per ottimizzare la loro rapina globale. Terzo, li impongono ai governi che, come già detto, sono privati della facoltà di creare ricchezza finanziaria significativa e sono del tutto dipendenti dal ricatto di chi la crea, i mercati appunto, quindi ingoiano qualsiasi aberrazione speculativa, come l’esistenza dei mostruosi Derivati OTC a briglia scolta. Dopo di ciò i Golpe Finanziari sono quasi uno scherzo.

Ora tornate al secondo punto sopra, alle lobbies di eccezionali tecnocrati: il Group of 30, in primis. Nel 1978 il solito Rockefeller ci mette lo zampino (e te pareva se non c’entrava lui) e aiuta a creare il gruppo. Saranno 30 membri a rotazione, ma sempre 30 individui. E la cosa s’imposta fin da subito molto male: sono quasi tutti uomini che hanno lavorato con la mano destra nella speculazione finanziaria, e poi con la sinistra nella regolamentazione statale della stessa, o vice versa. No good. Ecco spiegato come accade che si crei un complotto, cari scettici. Non ci vuole un genio a capire che il poliziotto iscritto al club dei ladri che gli pagano laute prebende finisce col tradire il suo mandato nel più classico dei complotti per delinquere. Infatti, scrive Eleni Tsingou nel più devastante lavoro accademico sul Group of 30 (2003): “Questo Gruppo non solo ha legittimato il coinvolgimento del settore privato nelle politiche di Stato, ma ha anche permesso all’interesse privato di divenire il cuore delle decisioni di politica finanziaria. Questo perché molti dei suoi membri sono proprio quei politici che il Gruppo mira a convincere”. E vi anticipo qui che fra un po’ vi porto a scorazzare in uno dei più paradossali balletti di conflitti d’interesse mai visti al mondo, roba confronto a cui il Cavaliere è un ladro di caramelle. Ma prima c’è da rompersi gli occhi ancora un po’ col ‘wonkish stuff’.

Il Group of 30 dunque partì, vi lavoravano cervelli eccezionali, ed era stipato di miliardi come non immaginate. Prima clamorosa intuizione: ‘i Derivati iniziano a diventare interessanti, promettono molto bene, e se noi siamo i primi a capirci qualcosa e a scrivere il libretto delle istruzioni, tutti gli altri faranno riferimento a noi, visto che nessuno ci capisce un’ostia in sta roba.’ Nel 1993 il Gruppo pubblicò il primo studio completo sui Derivati OTC, ilDerivatives: Practices and Principles. I controllori statali delle transazioni finanziarie americani ed europei erano nella nebbia assoluta su quei prodotti, e ovviamente accolsero lo studio del Gruppo con favore. L’ignoranza gli tolse ogni potere di contrastarne le conclusioni. E le conclusioni del Group of 30 erano sostanzialmente due: i Derivati OTC sono indispensabili perché “rappresentano nuovi modi di capire, misurare e gestire il rischio finanziario” (sic! cioè gli strumenti più ‘rischiogeni’ della storia della finanza avrebbero secondo loro ridotto il rischio); e in secondo luogo, si sottolineava che “la chiave per l’uso dei Derivati è l’autoregolamentazione… le regole statali intrusive e basate sulla legge ne rovinerebbero l’elasticità e impedirebbero l’innovazione in finanza” (cioè, ci possiamo permettere di dirvi che le regole ce le facciamo in privato, tanto voi controllori non sapreste né contraddirci né quindi farle quelle regole). E cosa fecero i controllori? Per evitare di apparire ignoranti che brancolavano nel buio si aggrapparono alle raccomandazioni del Gruppo, sia in USA che in Europa, come si vedrà fra poco, sospinti in modo decisivo proprio dai loro colleghi Senior che erano membri di spicco di questa lobby. Ma nel succitato studio, il Group of 30osò anche di più e scrisse che i controllori avrebbero dovuto “aiutare a rimuovere le incertezze legali dei regolamenti in vigore, e fornire un trattamento fiscale (tasse) favorevole ai Derivati”. L’intero lavoro così pubblicato, cari scettici sui complotti, era stato abbondantemente oliato con i fondi della mega banca speculativa JP Morgan. Ogni altro commento è superfluo.

Nonostante la sfacciataggine di quelle righe, tre fra i maggiori organi di controllo del mondo, il Comitato di Basilea, il Congresso degli Stati Uniti e la Federal Reserve USA, trovarono l’idea dell’autoregolamentazione accettabile (in gergo è Best Practice), e di più: gettarono il loro peso contro i pochi controllori ed economisti che già allora suonavano le campane d’allarme (uno di questi fu il nostro glorioso William Black). A questo punto, due delle più potenti lobbies finanziarie anglosassoni, l’Institute for International Finance (IIF) di Washington e la Investment Banking Association di Londra (LIBA), buttarono sul tavolo della trattativa le loro proposte per l’autoregolamentazione della trasparenza sui Derivati, a pieno sostegno del Group of 30. Per dare l’idea agli scettici del complotto, la IIF è la lobby che poche settimane fa ha dato gli ordini nella trattativa suicida della povera Grecia verso la trappola del secondo bailout.

Risultato di quanto sopra: l’occasione per capire e controllare la distruttività dei Derivati OTC si era presentata all’inizio degli anni novanta. Il Group of 30 fu il primario attore nell’annullamento di ogni tentativo di portare questi killer sotto il controllo pubblico, e le conseguenze sono quelle che sappiamo, cioè crimini globali. Se il mio amico Avvocato Gamberini avesse una conoscenza precisa di cosa questi mostri hanno fatto alla vita di centinaia di milioni di famiglie, a milioni di aziende, e alle democrazie dei maggiori Paesi occidentali, per non parlare degli orrori nel Terzo mondo e sull’ambiente (ambito commodities); se potesse capire che oggi viviamo tutti su un ordigno termonucleare finanziario fuori controllo che si chiama 650.000 miliardi di Frankenstein-Derivatives in grado di far fallire il pianeta; se infine capisse che nessuna democrazia ha un senso quando tutta la ricchezza è nelle mani di queste lobby senza pietà a cui TUTTI i politici devono rispondere a bacchetta, invece che ai propri elettori - il mio amico Gamberini intuirebbe non solo la verità del Golpe Finanziario, ma anche l’urgenza di chiedersi cosa ci fa un uomo pubblico come Mario Draghi dentro il club di coloro che hanno impedito al mondo di fermare la finanza criminale planetaria dei Derivati, e parlo del club Group of 30.

Draghi è lì, lui, l’uomo che al timone della BCE dovrebbe vigilare proprio su coloro che condividono il suo club con intenti criminosi come quelli che si sono sopra descritti. E guardate (diamo il via alle danze): chi era il funzionario italiano che supervisionò da direttore generale del Tesoro lungo tutti gli anni ’90 la svendita del nostro Paese alle privatizzazioni selvagge che non hanno sanato di nulla il debito pubblico ma che hanno sanato di certo imprenditori falliti come De Benedetti e fatto incassare miliardi in parcelle alle investment banks? Chi era il funzionario italiano che non ha detto una parola contro la micidiale separazione fra Banca d’Italia e Tesoro che ingrassò le medesime banche? Era Draghi, uomo Group of 30, uomo Bilderberg, uomo Goldman Sachs, e anche ‘bugiardo-Sachs’ che ha sempre negato di essere stato in forza alla Goldman quando la banca di Wall Street organizzò la truffa per truccare i libri contabili greci in collusione col governo di Atene (e invece lui c’era eccome alla Goldman e ne dirigeva proprio gli affari europei). E allora, non è legittima la domanda del cittadino (facciamo finta che il cittadino si faccia domande, dai…) sull’imparzialità di un simile individuo nella gestione delle nostre vite? Quando ad esempio decide di inventarsi un trilione di Euro in piena agonia dell’Eurozona e di darli tutti, TUTTI, alle banche e senza condizioni (ad es. “riprendete a prestare alle aziende in percentuale X, o niente soldi”). Quando decide, come accaduto nei cruciali giorni del Golpe Finanziario in Italia, cioè dall’11 al 16 novembre 2011, di chiudere i rubinetti della BCE che avrebbero potuto salvare un governo eletto ma odiato dagli speculatori (che io detestavo, ma era un governo legittimo), e salvare l’Italia dal golpista Monti. Mario Draghi poteva fermare la loro mano semplicemente ordinando alla BCE di acquistare in massa i titoli di Stato italiani. Infatti tale acquisto avrebbe, per la legge basilare che li regola, abbassato drasticamente i tassi d’interesse di quei titoli, il cui schizzare in alto a livelli insostenibili stava portando l’Italia alla caduta nelle mani degli investitori/golpisti. I mercati si sarebbero fermati, resi inermi di fronte al fatto che la BCE poteva senza problemi mantenere a un livello basso costante i tassi sui nostri titoli di Stato. Ma Mario Draghi siede alla BCE e non fa nulla. Non siate ingannati dalla giustificazione standard offerta per questo rifiuto di acquistare titoli italiani da parte della BCE. Vi diranno che le è proibito per statuto, ma non è vero: infatti clausole come la SMP Bond Purchases lo permettono, e anche le regole sulla stabilità finanziaria del trattato d Maastricht. Draghi poteva agire, eccome. Ma l’uomo pubblico-membro del Group of 30 dimostrò che di pubblico ha solo l’aria che respira.

 

Come tutti gli altri colossi del settore pubblico internazionale compromessi in questa lobby sciagurata dove mischiano, o hanno mischiato, la loro funzione statale con quella speculativa, a partire dallo storico Paul A. Volcker, il Presidente della Federal Reserve (banca centrale USA) ma anche uomo della Chase Manhattan Bank e Group of 30.

 

Poi abbiamo Lord Richardson of Duntisbourne,  Governatore della Banca Centrale d’Inghilterra, ma anche caro alla Lloyds Bank eGroup of 30.

Poi Jacob A. Frenkel, Governatore della Banca Centrale d’Israele, ma anche in Merrill Lynch International e Group of 30.

 

Poi Geoffrey Bell, Ministero del Tesoro della Gran Bretagna, dirigente anche di Schroders e Group of 30.

 

Poi Domingo Cavallo, che era Ministro dell’Economia in Argentina, padre di un disastro economico spaventoso sulla vita di milioni di poveracci, e diligente scolaretto del Group of 30.

 

Poi Gerald Corrigan, Presidente della Federal Reserve Bank di New York, ma che attraversa la strada e si siede poi come Managing Director di Goldman Sachs, e anche Morgan Stanley, e Group of 30.

 

Poi Guillermo de la Dehesa, Governatore della Banca Centrale di Spagna, Ministro della Finanza, ma anche banchiere del Banco Santander Central Hispanico e di Goldman Sachs, e Group of 30.

 

Poi Arminio Fraga Neto Governor, Banca Centrale del Brasile, ma a busta paga di Solomon Brothers NY, Soros Management Fund, eGroup of 30.

 

Poi Toyoo Gyohten, Ministero delle Finanze del Giappone, ma dirigente della Banca di Tokyo e Group of 30.

 

Poi Gerd Hausler, Governatore della Bundesbank (banca centrale tedesca), ma dentro alla Dresdner Bank, e Group of 30.

 

… (amico scettico del complotto, non è finita, perché li hanno cooptati proprio tutti quelli grossi, stai lì a leggere, ci sono un paio di chicche in serbo più sotto, e pensa)

 

Poi Mervyn King, Governatore della Banca Cnetrale d’Inghilterra, eGroup of 30.

 

Poi Jacques de Larosière Conseiller, Governatore della Banca Centrale di Francia, ma direttore esecutivo di BNP Paribas, e Group of 30.

 

Poi William McDonough, del Departmento di Stato USA, e a busta paga della First National Bank of Chicago, e Group of 30.

 

Poi Tomasso Padoa-Schioppa, non ha bisogno di presentazioni, né le necessita la sua ideologia Neoliberista spinta, né i suoi ruoli in FIAT e Bilderberg, e Group of 30.

 

Poi il colosso due americano, Lawrence Summers, Segretario del Tesoro USA, fedele del Bilderberg, e Group of 30.

 

Poi Jean-Claude Trichet, il predecessore di Draghi alla BCE, ma anche Ministro delle Finanze francese, altro Bilderberg e Group of 30.

 

Poi Axel A. Weber, Presidente della Bundesbank, ma anche membro della European Systemic Risk Board e della Financial Stability Board. Sarà poi super pagato presidente di UBS, e Group of 30. Ma questo è grottesco. Uno che lavora col Gruppo che ha scatenato il peggior rischio sistemico della storia della finanza mondiale, uno che lavora per i profitti del  colosso speculativo UBS, poi siede anche fra i funzionari che valutano il rischio sistemico in Europa e fra quelli (FSB) che lavorano per “incentivare la stabilità finanziaria in un'ottica globale, adottare delle migliorie al sistema dei mercati e ridurre il rischio di crisi finanziarie per mezzo della condivisione di informazioni… inoltre, incentivare la cooperazione internazionale tra le autorità di vigilanza (sic)”.

 

Poi Adair Turner, Presidente del Financial Services Authority della Gran Bretagna, che è l'istituto nazionale deputato a controllare l’industria dei servizi finanziari. Quindi un controllore, ok? Ma eccolo a busta paga della super banca speculativa Merrill Lynch Europe come vice-presidente, e in bella mostra al Group of 30(questo bel signore fu anche capo delle commissioni per le pensioni e per i salari minimi, sic).

 

Poi Gerd Häusler , che ha diligentemente lavorato al Global Financial Stability Report (stabilità finanziaria, si noti) e al Financial Stability Forum (stabilità finanziaria, si noti). Ma questo signore ce lo troviamo come direttore del Institute of International Finance di Washington, altro deregolamentatore dei Derivati, ce lo troviamo ovviamente al Group of 30, e soprattutto ce lo troviamo a Lazard. Lazard di New York è un’agguerrita azienda di consulenze specializzata in alta finanza, che nel caso delle sempre disperata Grecia della crisi faceva il doppio gioco come consulente sia degli investitori-strangolatori, che del governo di Papademos allo stesso tempo. No comment.

 

Qui non si sta parlando di un miliardario con conflitti d’interessi. Qui parliamo dei padroni globali della finanza, di tutte le maggiori Banche Centrali del mondo, dei colossi bancari della speculazione planetaria, e dei massimi controllori della stessa, tutti invischiati in un’oscena amalgama di salotti condivisi, club condivisi, milioni di Dollari/Euro in consulenze condivise, dentro e fuori dalla funzione pubblica e in quella privata e vice versa di continuo. Qui stiamo parlando del sistema che ha messo in ginocchio l’economia del mondo in meno di un decennio, e che, per tornare nelle vostre case italiane, ha minato il futuro dei vostri bambini, e ha portato a masse immense fra cui tantissimi italiani sofferenze che oggi sono su tutti i giornali. Con la perdita di qualsivoglia democrazia reale. Questo è il Group of 30, la lobby che ha aiutato in modo decisivo a causare questo allucinante scenario, questo livello di crimine internazionale. Trenta individui a rotazione, ma solo trenta, col nostro Draghi in prima fila. Roba da far apparire Goldfinger un patetico principiante. Roba vera, tragicamente vera come sono vere le righe qui stampate, cari scettici del Golpe Finanziario. 

 

 
 
 

BUON PRIMO MAGGIO

Post n°810 pubblicato il 01 Maggio 2012 da ironwoman63

 
 
 

come prosegue....

Post n°809 pubblicato il 28 Aprile 2012 da ironwoman63

83 DENUNCE FATTE NEI CONFRONTI DI MONTI, NAPOLITANO E LA CASTA....DAL 4 APRILE, DATA DELA PRIMA DENUNCIA, MOLTI ALTRI SI SONO COSI AGGIUNTI E MOLTI ALTRI SI AGGIUNGERANNO!!

FORZA , SIATE  PARTIGIANI RESISTENTI !!

DENUNCIATELI ANCHE VOI!!

UNA DENUNCIA OGGI PER LA NOSTRA LIBERTA' DI DOMANI!!!

DIFENDIAMO I NOSTRI DIRITTI!!

SMETTIAMO DI PERDERE TEMPO A PARLARE,

AGIAMO NELLA LEGGE!!!

IRONWOMAN63

 
 
 
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Sul sito dell'Agenzia delle Entrate sono disponibili gli elenchi dei possibili beneficiari della ripartizione del contributo relativo all'anno d'imposta 2011. Per agevolare la consultazione delle liste è stato realizzato un motore di ricerca.

 

NO TAV    NO MUOS  

INSIEME AI POPOLI  CHE DIFENDONO IL LORO TERRITORIO

 
 

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GRAMSCI E GLI OPERAI DELLA FIAT

 Gli operai della Fiat sono ritornati al lavoro. Tradimento? Rinnegamento delle idealità rivoluzionarie? Gli operai della Fiat sono uomini in carne e ossa. Hanno resistito per un mese. Sapevano di lottare e resistere non solo per sé, non solo per la restante massa operaia torinese, ma per tutta la classe operaia italiana. Hanno resistito per un mese. Erano estenuati fisicamente perché da molte settimane e da molti mesi i loro salari erano ridotti e non erano più sufficienti al sostentamento familiare, eppure hanno resistito per un mese. Erano completamente isolati dalla nazione, immersi in un ambiente generale di stanchezza, di indifferenza, di ostilità, eppure hanno resistito per un mese. [...] Sapevano di non poter sperare aiuto alcuno dal di fuori: sapevano che ormai alla classe operaia italiana erano stati recisi i tendini, sapevano di essere condannati alla sconfitta, eppure hanno resistito per un mese. [...] Hanno fatto quanto è dato fare a uomini di carne ed ossa; togliamoci il cappello dinanzi alla loro umiliazione, perché anche in essa è qualcosa di grande che si impone ai sinceri e agli onesti. Antonio Gramsci, “Uomini in carne e ossa”, 1921

 

tracy chapman parlando di rivoluzione

Non lo sai Stanno parlando di una Rivoluzione Sembra un sussurro Non lo sai Stanno parlando di una Rivoluzione Sembra un sussurro Mentre fanno la coda per il sussidio Piangendo alla porta degli eserciti della salvezza Sprecando tempo agli uffici di collocamento Aspettando una promozione La povera gente si ribellerà E si prenderà la sua parte La povera gente si ribellerà E si prenderà ciò che le appartiene Non lo sai faresti meglio a correre, correre, correre Ho detto che dovresti Correre, correre, correre Finalmente la situazione si capovolgerà Parlando di Rivoluzione

 

Che_Guevara_-_Foto_Portrt

 

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blog di ironwoman63

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LETTERA ALL'INPS

 LA LETTERA ALL'INPS DI CHI E' STANCO DI PIEGARSI SOTTO IL PESO DELLA DISPERAZIONE
gentile dottore,

in allegato, le invio una lettera di protesta, compilata di mio pugno e, gia' pubblicata sul sito affaitaliani.it

La pregherei di leggerla, non tanto perche' lei possa fare qualcosa, in quanto, mi rendo perfettamente conto, che non dipende da lei, ma le chiedo , possibilmente, di  girare a chi di dovere, in modo che, l'urlo di protesta di chi, oggi, e' gia' in coma irreversibile, venga preso in considerazione dai signori legislatori. Gia' molti, hanno scritto, e sono sicuro che, una sua opinione, aiutera' tutti a rendere un servizio piu' efficace.

Nell'attesa di una sua risposta, le invio distinti saluti

 

Sergio D'Innocenzio


Gentile direttore, scrivo da Napoli.

Ho 61 anni, 38 di contributi INPS fra lavoratore dipendente ed autonomo come artigiano. Sono disoccupato dal 2008, anno in  cui, ho dovuto chiudere la mia piccolissima impresa (senza dipendenti) causa crisi economica. Con le vecchie leggi, dovevo essere in pensione, gia' da quattro anni. Ora, con le nuove normative,  se non cambiano ulteriormente le disposizioni, e, se ci arrivero', devo aspettare il 2017, cioe' a 67 anni, per riscuotere una pensione di circa € 700 mensili. Oggi, sopravvivo con qualche lavoretto saltuario e con l'aiuto, quando e' possibile dei miei familiari.

ho fatto un conteggio: con la valuta attuale, ho versato, in questi anni, con grossi sacrifici, spesso, anche indebitandomi, la somma di € 150000 -1600000

Quante vite dovro' vivere per recuperare parte di cio' che ho dato?

Mi ritrovo a 61 anni, in un vicolo cieco, senza lavoro, senza speranze.

Non posseggo alcun reddito ed ho un figlio disoccupato e uno, studente universitario fuori sede

La prego di pubblicare l'atto di disperazione di uno fra tanti che si vedono abbandonati dallo stato e dalle istituzioni

Cordiali saluti,

Sergio D'Innocenzio