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« LE VERITA' NASCOSTENESSUNA SPERANZA PER LA SIRIA?? »

RICEVO DA LAVORO E LIBERTA' E PUBBLICO

Post n°751 pubblicato il 05 Febbraio 2012 da ironwoman63

La FIOM è sotto il tiro incrociato di larga parte della stampa quotidiana e di larga parte dell'establishment politico e istituzionale perché rifiuta di sottoscrivere le nuove regole create dalla Fiata e in rapida estensione tra i metalmeccanici – ieri infatti è stato firmato l'accordo separato che estende le norme Fiata a tutto il settore dell'automotive – cioè auto e mezzi di trasporto – e in altre categorie industriali – come la gomma – plastica – che fanno parte della filiera dell'automotive. Il candidato a presidente della Federmeccanica – Bombassei – non fa mistero di ritenere che quella impostazione debba diventare la norma. Il governo Monti, d'altronde, sembra puntare nella stessa direzione. Tra le poche eccezioni della carta stampata c'è – oltre a il quotidiano Il Manifesto- il periodico Micromega che nell'ultimo numero, oltre a spiegare con molti articoli, cosa sta ac! cadendo lancia un appello al sostegno alla Fiom, privata tra l'altro di risorse economiche per il rifiuto della Fiat a trattenere e versare le quote degli iscritti al sindacato, prassi in estensione nella categoria dei metalmeccanici.

 
 
 
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GRAMSCI E GLI OPERAI DELLA FIAT

 Gli operai della Fiat sono ritornati al lavoro. Tradimento? Rinnegamento delle idealità rivoluzionarie? Gli operai della Fiat sono uomini in carne e ossa. Hanno resistito per un mese. Sapevano di lottare e resistere non solo per sé, non solo per la restante massa operaia torinese, ma per tutta la classe operaia italiana. Hanno resistito per un mese. Erano estenuati fisicamente perché da molte settimane e da molti mesi i loro salari erano ridotti e non erano più sufficienti al sostentamento familiare, eppure hanno resistito per un mese. Erano completamente isolati dalla nazione, immersi in un ambiente generale di stanchezza, di indifferenza, di ostilità, eppure hanno resistito per un mese. [...] Sapevano di non poter sperare aiuto alcuno dal di fuori: sapevano che ormai alla classe operaia italiana erano stati recisi i tendini, sapevano di essere condannati alla sconfitta, eppure hanno resistito per un mese. [...] Hanno fatto quanto è dato fare a uomini di carne ed ossa; togliamoci il cappello dinanzi alla loro umiliazione, perché anche in essa è qualcosa di grande che si impone ai sinceri e agli onesti. Antonio Gramsci, “Uomini in carne e ossa”, 1921

 

tracy chapman parlando di rivoluzione

Non lo sai Stanno parlando di una Rivoluzione Sembra un sussurro Non lo sai Stanno parlando di una Rivoluzione Sembra un sussurro Mentre fanno la coda per il sussidio Piangendo alla porta degli eserciti della salvezza Sprecando tempo agli uffici di collocamento Aspettando una promozione La povera gente si ribellerà E si prenderà la sua parte La povera gente si ribellerà E si prenderà ciò che le appartiene Non lo sai faresti meglio a correre, correre, correre Ho detto che dovresti Correre, correre, correre Finalmente la situazione si capovolgerà Parlando di Rivoluzione

 

Che_Guevara_-_Foto_Portrt

 

il grande ENRICO

 

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LETTERA ALL'INPS

 LA LETTERA ALL'INPS DI CHI E' STANCO DI PIEGARSI SOTTO IL PESO DELLA DISPERAZIONE
gentile dottore,

in allegato, le invio una lettera di protesta, compilata di mio pugno e, gia' pubblicata sul sito affaitaliani.it

La pregherei di leggerla, non tanto perche' lei possa fare qualcosa, in quanto, mi rendo perfettamente conto, che non dipende da lei, ma le chiedo , possibilmente, di  girare a chi di dovere, in modo che, l'urlo di protesta di chi, oggi, e' gia' in coma irreversibile, venga preso in considerazione dai signori legislatori. Gia' molti, hanno scritto, e sono sicuro che, una sua opinione, aiutera' tutti a rendere un servizio piu' efficace.

Nell'attesa di una sua risposta, le invio distinti saluti

 

Sergio D'Innocenzio


Gentile direttore, scrivo da Napoli.

Ho 61 anni, 38 di contributi INPS fra lavoratore dipendente ed autonomo come artigiano. Sono disoccupato dal 2008, anno in  cui, ho dovuto chiudere la mia piccolissima impresa (senza dipendenti) causa crisi economica. Con le vecchie leggi, dovevo essere in pensione, gia' da quattro anni. Ora, con le nuove normative,  se non cambiano ulteriormente le disposizioni, e, se ci arrivero', devo aspettare il 2017, cioe' a 67 anni, per riscuotere una pensione di circa € 700 mensili. Oggi, sopravvivo con qualche lavoretto saltuario e con l'aiuto, quando e' possibile dei miei familiari.

ho fatto un conteggio: con la valuta attuale, ho versato, in questi anni, con grossi sacrifici, spesso, anche indebitandomi, la somma di € 150000 -1600000

Quante vite dovro' vivere per recuperare parte di cio' che ho dato?

Mi ritrovo a 61 anni, in un vicolo cieco, senza lavoro, senza speranze.

Non posseggo alcun reddito ed ho un figlio disoccupato e uno, studente universitario fuori sede

La prego di pubblicare l'atto di disperazione di uno fra tanti che si vedono abbandonati dallo stato e dalle istituzioni

Cordiali saluti,

Sergio D'Innocenzio