Community
 
antropoetico
   
 
Creato da antropoetico il 05/11/2010

antropoetico

poesia, romanzi ed emozione

 

 

« Acqua nel mareI miserabili episodio 48 »

I miserabili episodio 47

Post n°409 pubblicato il 26 Giugno 2012 da antropoetico
 

Anche nella stazione ferroviaria di Torino c’era agitazione, si vedevano molti poliziotti intenti a fare controlli, qualche striscione delle associazioni sindacali, operai in tuta. Evidentemente doveva essere stato organizzato un grosso raduno per protestare contro la Fiat. Già la più grossa azienda italiana, l’immagine stessa del capitalismo in Italia, stava cavalcando la crisi, chiudendo stabilimenti e cambiando le regole del gioco nei contratti di lavoro. Appariva chiaro anche al più sprovveduto operaio il disinvestimento in atto nel “bel paese” delle strutture operative per trasportarle in altre parti del pianeta dove produrre a un costo molto più basso. Un vero tradimento consumato sulla base delle regole del capitalismo dopo essersi fatta mantenere e aiutare dalla stato per oltre un secolo.

 

- Non conviene più produrre qui? Che problema c’è? Si chiude e si va nei paesi dell’est o in Sudamerica!

 

Un pensiero pronunciato ad alta voce che regalò a Roberto il premio di essere uno di quelli controllati dalle forze dell’ordine. Il maresciallo lo guardò, ma in modo compassionevole e comprensivo, come se si rendesse conto della verità di quelle parole.

- Come mai qui a Torino?

- Sto tornando a casa a Milano dai miei genitori. Sa, sono anziani.

- Allora non ha ancora molto tempo. Il diretto parte tra dieci minuti.  Mario – disse al suo collega- fammi una cortesia, prendi questi documenti e registralo subito.

- C’è casino in giro, vero?

- Purtroppo sì, erano anni che non si vedeva tanto malcontento. La gente non ce la fa più. Se togli il lavoro a un uomo egli perde la sua dignità.

- Lei è fortunato di questi tempi, almeno uno stipendio lo porta a casa sicuro.

Il maresciallo lo guardò, scuotendo la testa.

- Magari! Circolano voci che verranno dimezzati tutti gli stipendi degli statali. Lasciamo perdere.

- Non ci posso credere, noi come la Grecia. Una disfatta.

Nel frattempo Mario gli riportò i documenti. I poliziotti erano senza entusiasmo nel svolgere la loro funzione perché la sensazione che si stava diffondendo nel popolo italiano non lasciava sperare nulla di buono nel futuro. L’Italia era diventato un paese triste, schiaffeggiato continuamente dalle brutte notizie sbandierate dai mass media per aumentare l’audience.

- Vada e buona fortuna.

- Ah, grazie.

Roberto rimase scombussolato da quella frase. Quando mai nella sua vita gli era capitato di ricevere gli auguri da uno sconosciuto e per di più poliziotto? Se sei in una situazione difficile puoi sopportarlo grazie alla speranza che prima o poi , le cose s’aggiustano, migliorano, cambiano. Ecco la sensazione invece diffusa tra la gente parlava di un’ irreversibilità delle cose, di un tornare indietro, del dover rinunciare al benessere acquisito nell’ultimo trentennio anche dalle classi sociali meno abbienti. Ci mancò un pelo che perdesse il treno, tutto preso dai suoi pensieri social-moralistici, dovette correre a perdifiato per riuscire a salire al volo sull’ultima carrozza. Un’ora per arrivare a Milano e poi ancora un’ora per raggiungere casa dei suoi. Tempo, ecco adesso aveva tempo, per quello il cervello frullava di più. Quando si è svincolati dallo schema della società le cose cambiano. Roberto notò perfino che una bella ragazza, in piedi come lui nel corridoio, lo stava fissando intensamente sfoggiando un sorriso invitante. Eppure non c’erano motivi che, dal suo punto di vista, potessero giustificare una tale attenzione visto che si sentiva un pezzente con gli stracci che aveva addosso, sfatto come un letto alle sei di mattina e la barba che di certo lo invecchiava non poco. Una serie di sguardi di sfuggita, abbassando subito gli occhi ma lei sembrava insistere con quel sorriso abbagliante fisso su di lui come un sole, ogni volta che li rialzava. Dopo una decina di minuti, vedendo che non faceva nulla per favorire l’incontro, la bionda raccolse la sua borsa e gli venne incontro. A Roberto schizzò il cuore in gola, non essendo mai stato uno di quei fighi  maestri negli approcci, che sanno sempre cosa dire, come dirlo, che intuiscono, insomma, se la donna ha intenzione di starci. In fondo era un timido, spesso, incapace di manifestare apertamente i suoi desideri. Se la ritrovò a un metro con la mano allungata in avanti a chiedere la sua.

- Ciao, io sono Paola!

- Ah.., piacere, mi chiamo Roby.

- E non me la dai la mano?

Roberto,talmente imbambolato e preso dal guardarle gli occhi, era rimasto fermo come un legno secco. Notò, però, che erano discretamente arrossati.

- Scusami, ho dormito poco, sono uno straccio.

- Vieni spostiamoci più in là.

I suoi atteggiamenti erano strani, bella sì, ma qualcosa non quadrava.

Una volta che furono lontani da orecchi indiscreti gli sussurrò qualcosa all’orecchio talmente a bassa voce da risultare incomprensibile.

- Scusa, non ho capito. Puoi ripetere?

- Ce l’hai la roba?

In quel momento che gli caddero le balle per terra. Eccola la spiegazione del perché la tipa si fosse interessata a lui. Lo aveva scambiato per uno spacciatore.

- ho una voglia, dai dammi la roba, ti faccio anche scopare nel cesso.

Roberto era inorridito di fronte ai modi di fare della drogata pensando fino a che punto potesse spingere la dipendenza. Era pronta a darla anche al primo sconosciuto pur di farsi.

- Non sono uno spacciatore di quella merda!

- No? Strano, in genere li riconosco al volo. Tu ce l’hai scritto in faccia.

- Ok, che ne dici allora di trenta euro per una sveltina?

- Ma sei scema? Non tengo un euro, niente, nada, zero. Fila adesso.

- Come sei scorbutico! Non sei mica Raul Bova!

- Ma vaffanculo.

 

In effetti ci era rimasto male per diversi motivi. Si era illuso di essere ancora attraente e quello era stato un colpo all’orgoglio personale, vedere poi una donna ridotta così, seppur giovane e carina, faceva male al morale e infine essere scambiato per uno spacciatore indicava la necessità di darsi il prima possibile una bella ripulita.

 

 

 
 
 
Vai alla Home Page del blog

IL SENSO DELLA VITA, ACQUISTALO SU LULU.COM

senso della vita

 

LA CODA DEL DIAVOLO, ACQUISTALO SU LULU.COM

la coda del diavolo

 

AREA PERSONALE

 

ARCHIVIO MESSAGGI

 
 << Maggio 2013 >> 
 
LuMaMeGiVeSaDo
 
    1 2 3 4 5
6 7 8 9 10 11 12
13 14 15 16 17 18 19
20 21 22 23 24 25 26
27 28 29 30 31    
 
 

CERCA IN QUESTO BLOG

  Trova
 

FACEBOOK

 
 
Citazioni nei Blog Amici: 31
 

ULTIME VISITE AL BLOG

antropoeticomaristella0109several1ania1981LuceDiCristallo10semprescomoda1991IOSONOLUIsyngle65daliarosa10mareblu.sgdolcesettembre.1fabiana.giallosolegesu_risortoannunz1oswald.colosimoklintdanae
 

ULTIMI COMMENTI

 

CHI PUŅ SCRIVERE SUL BLOG

Solo l'autore puņ pubblicare messaggi in questo Blog e tutti possono pubblicare commenti.
 
RSS (Really simple syndication) Feed Atom