Creato da antropoetico il 05/11/2010

antropoetico

poesia, romanzi, emozione

 

Prepariamoci al peggio

Post n°854 pubblicato il 19 Settembre 2014 da antropoetico
 

Brutto dirlo ma, in una situazione come quella italiana, l'ottimismo abbonda solo sul volto degli stolti. Verrò bollato come uno dei tanti corvi che non sanno fare altro che lanciare oscuri presagi sul futuro, d'accordo. Ma il pessimismo non è la causa di una determinata situazione bensì la conseguenza. Certo, non avendo un posto "sicuro" per quanto oggi possa ancora considerarsi sicuro qualcosa, subisco maggiormente la pressione di un sistema ormai prossimo al tracollo che cerca di succhiare soldi a tutti, poveracci e barboni inclusi, tranne che alla solita cricca generata dal cancro della politica. Perlomeno della politica attuata negli ultimi cinquant'anni. La mia convinzione è che il sistema intero sia entrato in cancrena e che, fin quando, non ci sarà davvero gente capace di rispettare la morale e i cittadini, non ne usciremo. Sta di fatto che siamo costretti ad affrontare la soluzione e a fare ricorso a tutte le nostre energie rimaste. Il prossimo sarà il settimo anno dall'inizio della crisi e come in tutti i matrimoni falliti che si rispettino sarà quello cruciale. Dopo essere stato bombardato dai proclami, dalle iniziative, dall'annuncite, dai 100 giorni e poi dai 1000 di questi giorni e ricordando gi uomini politici che si sono susseguiti al governo nell'ultimo decennio, cosa vedo intorno a me? Cosa hanno mai fatto per risollevare le sorti del paese? Nulla. Hanno aumentato le tasse, cambiato loro il nome, fatto, insomma, il gioco delle tre carte chiedendo di più al sistema produttivo proprio quando non era più in grado nemmeno di restare in piedi. Migliaia di aziende chiuse, imprenditori falliti, suicidi sotto la bandiera del "si salvi chi può". Le migliori aziende sono letteralmente fuggite all'estero compresa la Fiat e questa la dice lunga sul futuro che abbiamo di fronte. Uccidendo, di fatto, l'economia anzichè sostenerla, poteva solo calare il PIL, cosa puntualmente avveratasi. Aumentando le tasse a dismisura  e su ogni fronte dalla casa all'Iva sono poi crollati i consumi. Tutti impegnati a tagliare costi per sopravvivere mentre la cricca continua, indisturbata a vivere nel benessere senza aver mai assaggiato sulla pelle i segni della crisi. Basta pernsare che un semplice usciere alla Camera prende ogni mese più di 5000 Euro. E questo la dice tutta sulla casta. Per loro la politica è un gioco di poltrone, un mezzo per portare a termine i loro affarucci ( mose e expo insegnano), la crisi un argomento di dibattito su cui sfoggiare ricette inattuabili. Per cui in Italia abbiamo ancora un discreto numero di persone che galleggia nell'abbondanza, gli amici degli amici, quelli che pensano che tanto ci penserà qualcun'altro a pagare. E in tutta questa baraonda, per aumentare la base del loro consenso, l'Italia continua ad essere invasa da gente disperata, senza lavoro, senza capacità d'integrazione che ci tocca accogliere e mantenere. Sì, mantenere, non hanno lavoro nè case. Che futuro possiamo aspettarci se non un continuo graduale peggioramento? Gli esponenti politici si preoccupano tanto delle regole sul lavoro ma il problema vero è che il lavoro non c'è, non c'è più. Un imprenditore non assume perché il dipendente è ormai, in molti casi, improduttivo. Poco o tanto non ci si carica di costi senza averne una resa. Il titolare d'azienda non assume perché non vende più. E' chiaro. E quest'andazzo non cambierà purtroppo. Non conviene più produrre in Italia quando all'estero costa un decimo se non meno. Ci avviamo in Europa a un'epoca post-industriale e la conversione in altre attività dove ancora si eccelle ( tecnologia, turismo, progettazione ) sarà lunga e dolorosa e al tempo stesso a un'africanizzazione già in atto dove l'Italia sarà il ricettacolo europeo, la base d'approdo, il porto multietnico dove l'Italianità verrà snaturata. La cosa migliore e forse l'unica possibile sarebbe quella, dunque, di trasferirsi all'estero, se non altro per ritrovare una indispensabilità tranquillità psicologica. C' è da vergognarsi di essere Italiani e da aver paura per il continuo aumento di delinquenza che si osserva. Gente con il coltello, con la mazza, violenze, omicidi, stupri. Per tutti, tranne che per la cricca nei palazzi dorati e nei quartieri d'alto borgo.

 
 
 

Nulla

Post n°853 pubblicato il 16 Settembre 2014 da antropoetico
 

Parole impastate nelle emozioni,

lividi di superbia e desideri incofessabili,

mani e piaceri fino al nulla.

Sono nulla, sei nulla, siamo il niente

che cammina senza meta.

Passeggeri su di un treno sconosciuto,

polvere in frammentazione,

pensieri senza alcun valore, parole nel cervello,

idee senza futuro, solo il nulla privo di valore.

Nulla entro una bolla, nulla che si gonfia,

carta bollata già presentata per la distruzione.

Autocompiacimento in un capello che diventa bianco.

Lento decadimento del niente che esiste e, subito,

si cancella nel nulla.

Nulla, niente, se non la sofferenza che cerchi di controllare

parcellizzando gocce di sporadica allegria, d'inutile gioia.

Anime sfrattate con il culo nudo in processione

verso l'inferno senza mutande.

Nulla, assoluzione nella dissoluzione,

escrementi emotivi incapaci di lasciare il deretano,

gocce d'urina in un giorno d'estate.

Nulla cosciente e incosciente

al bivio della definizione che non arriva.

Segnali sbagliati al bivio della coscienza.

Pervertiti dell'io, inutili confessioni priima del nulla.

 
 
 

Cartapesta

Post n°852 pubblicato il 16 Settembre 2014 da antropoetico
 

L'anima di cartapesta

in questo carnevale di vago esistere,

coriandoli che piovono e botti in cielo

ad accompagnare quel che resta.

Sorrisi dipinti e nasoni, riccioli su teste pelate,

gira la giostra per questo tempo sul carrozzone

e per quello che verrà nelle altre giornate.

Suoni e musica, colori sui manifesti,

tutto, ogni cosa per il circo e i suoi tendoni.

Saliamo sul carro in processione gioiosa,

fingiamo gioie nello zucchero a velo che mostriamo,

lecchiamo attimi di perduta beltà

finché dura, fino alla morte.

 
 
 

Effimero di Chimera

Post n°851 pubblicato il 14 Settembre 2014 da antropoetico

La vita quando la sogni

nell'anima che vibra sincera,

basta un attimo, il gioco sporco di nubi,

il turbinio vorticoso della bufera

irregolare, irrequieto come un teorema d'incubi

e tutto diventa effimero di Chimera.

Sono i giorni sfogliati dal tacquino del fato

a modellare la corolla e i pistilli del cuore,

sono sempre loro a tingere le ciocche

e a far piovere umanità sul viso

mente in cielo si eleva l'ultima capinera.

L'afferri come puoi, t'aggrappi controvento,

eppure non trattieni l'arcano in cui tutto sussiste,

il moto perpetuo di vite in processione

dalla culla alla bara.

Effimero destino che tutti noi lega.

 
 
 

CACCA

Post n°850 pubblicato il 11 Settembre 2014 da antropoetico
 

Se tu non ci sei alla mattina
mi sento tutto a disagio.
Sorseggio la tazza di caffè
e spero ti richiami come suffragio.
Ti penso mentre dentro ti sento
muovere tutta, sei parte di me,
sei transizione, trasformazione,
mutazione prima della liberazione.
Mi siedo sulla tazza e prego.
Prego che tu voglia lasciarmi,
l'alito si fa pesante mentre cerco
un filo di carta igienica.
Lo sento, ci sei, sei lì
ma lotti per non lasciarmi come
un'amante che ha paura di essere tradita.
Leggo il giornale,
sperando nel miracolo dei cereali,
mentre tranguglio l'ultimo bicchier d'acqua.
Sono pronto a darti il via,
sei ai blocchi partenza e fatichi a lasciarti andare.
Ti dai ancora troppe arie
ma poi ci metto del mio e ti esplello dal mio mondo.
Un nuovo giorno può iniziare.

 
 
 

Grido ancora

Post n°849 pubblicato il 11 Settembre 2014 da antropoetico
 

Grido.
Grido ancora.
Lo faccio con insistenza. Urlo disperato.
Ma nessuno ascolta preso dal suo telegiornale.
Inascoltato mentre lotto per la normalità
quando tutti osservano il dramma lontano
come se la vita vera non fosse qua.
Grido.
Grido ancora nella camicia di forza
che le convenzioni impongono
e rigo dritto, faccio la mia parte
per arginare la follia che mi circonda.
Grido.
Grido davvero in un mondo che mi hanno cambiato.
Sono inerme davanti ai neri sfottenti. agli arabi con le donne
nascoste dietro a un velo di sottomissione.
Mi sento perso, distrutto, disfatto.
Grido come non mai.
Questo è solo l'antefatto,
il preludio, la gioia di chi non ha nulla perdere
e viene, barbaro, a depredare gli anni di fatica.
Grido.
Grido inutilmente mentre si gonfiano i portafogli
dei politici di turno e un cane muore per la strada.

 
 
 

Pretesto

Post n°848 pubblicato il 10 Settembre 2014 da antropoetico
 

Paradigmi nei paradossi pretestuosi

che lasciamo varcare i confini del pregiudizio

pregando in processione fuori dall'aula

dove si grida il processo.

Passi lenti come solo il priore farebbe,

proferendo parafrasi dissonanti,

semplici parafulmini di preludio.

Un segno premonitore già pregiudicato

nella presenza pregnante di un verbo sconcio

previsto sì, prima che il cervello progredisse

reso forte dalla protesi protesa di un banale pretesto.

 
 
 

"Anima dannata"

Post n°847 pubblicato il 10 Settembre 2014 da antropoetico
 

E mi sporco le mani,
ci piscio dentro il pennello
in questa tela tagliata in due.
Non sono presente nell'oggi e nel domani,
aspetto il rigurgito, il suono del campanello,
l'orgsmo cognitivo nella minzione della dizione,
vivo in galleria d'abrase cornici, ci cammino
sulle idee calpestate e alla fine sputo.
Sputo sentenze, verdetti, sì, condanne a piene mani
sospeso nell'aria come il piccolo uccello
nel volo di falene di chi ama e vuole bene.
E mi sporco la faccia, resto zitto nel produrre minzione,
lo so che la mia acqua interiore genera sterchi d'annata.
Sono un'anima  maledettamente dannata.

 
 
 

Notte

Post n°846 pubblicato il 09 Settembre 2014 da antropoetico

E' la notte che si veste di buio

e nasconde la vergogna, questo vita senza dignità.

Rende invisibile il pulsare del cuore,

solo la coperta lo avverte.

Un tic e un tac nella paura di ricominciare.

E' la notte che bacia i perdenti,

che illumina chi merita tenebre,

è la notte che risveglia il cuore,

un fallito, deviante, insolito soffio.

Sono le mutande a ricordarmi la carne

prima che lo spirito si fonda con lo spirito

e tutto si rapprenda in attesa di pisciare.

E' la notte che mi porta al bagno,

che mi tiene sveglio, quella che tiene conto

del di più.

La notte insegna le perdizioni del giorno.

 
 
 

Silenzio

Post n°845 pubblicato il 08 Settembre 2014 da antropoetico
 

Non ho mani, né occhi, neppure la lingua.

Il mondo addosso mi caccia, scaccia, mi opprime,

sempre più stretto al mio angolo mi comprime.

Di fatto mi segue, con calma, senza tregua

e sceglie sempre il momento giusto, perfetto,

per infilarmi nel cuore disparati dardi avvelenati.

Mi piego, cado, scendo nell'abisso,

per farlo non serve essere dio con addosso un crocefisso,

mi taglio nei frammenti di vita, sulle aguzze spine di anime

senza un posto fisso, con un chiodo in testa, fisso,

ben piantato, ben oltre la ragione.

Non ho parole in tutto questo silenzio

se non l'odore che respiro in me.

 
 
 

In disparte

Post n°844 pubblicato il 07 Settembre 2014 da antropoetico
 

Desto nel destino

andando avanti senza piegarmi

disertando deserti emotivi.

Bastano le mie umiliazioni,

le sconfitte tutte radunate

dove ripongo fallimenti e dolori.

Desto scalpore, urto e faccio male

perché dico la verità.

Avrei dovuto nascondermi dietro silenzi,

vestirmi di stracci di menzogne

e camminare nell'inganno

perché adesso ne pago il prezzo,

moneta sonante per il danno.

Resta la dannazione

e la vita impropria.

Scarto esistenziale,

impuro cognitivo,

nè arte, nè parte,

in disparte, assolutamente.

 
 
 

Collisioni emotive

Post n°843 pubblicato il 07 Settembre 2014 da antropoetico
 

Diaspora cognitiva,

sotto accuse e responsabilità intatte,

lascia inerte il pensiero inerme

che striscia, sale, si trascina come verme.

Il giusto e l'ingiusto,

la morale che tanto poi non lo è,

l'archetipo immaginato, l'architrave

del periodo vitale ormai cessato

provocano collisioni emotive

lungo l'orbita esistenziale.

Rottami di ricordi

galleggiano nello spazio assente

delle idee e si perdono

al calar dell'astro dominante.

 

 
 
 

Luci nel corvino

Post n°842 pubblicato il 06 Settembre 2014 da antropoetico
 

Fioca luce al tramontar di giorno,

sul davanzale, fragile, riverbera il lumicino,

luce d'uomo al posto di quella del Divino,

dal contadino acceso al suo ritorno.

Piove il buio sulle valli e sui colli circostanti

cancellando il dì mentre moglie accudisce il forno.

Basta un tozzo di pane, un goccio di rosso vino

e i cuori s'avvicinano, mai stati invero distanti,

cercando l'abbraccio, l'attimo che vive per l'eterno.

Le gambe si distendono al caldo, cercando un posticino

mentre pensieri arruffati s'improvvisan viandanti nel buio,

luci nel corvino e un bacio conduce in su al letto lì vicino.

L'amor bussa forte  così che alla voglia di desinar, piace far subentrar

l'amor e il sentimento sbarazzino.

 

 
 
 

Fior di pensiero

Post n°841 pubblicato il 05 Settembre 2014 da antropoetico
 

Dogmi dentro il fiore

pistilli e stami di ragione

distesi lungo la corolla.

Pensieri impollinati

da ideologie straniere.

Ragionamenti dischiusi

alla rugiada del risveglio

pronti a dissetarsi.

Un verde intellettuale

rigoglioso emerge lungo lo stelo

mentre foglie di pregiudizio

cadono, secche, al terreno.

 

 
 
 

Assoluto dissoluto dissolvente

Post n°840 pubblicato il 04 Settembre 2014 da antropoetico
 

Improprio, ingiusto, ignaro
mai cercato, mai voluto,
trovandomi all'incrocio
fra amor proprio e un giorno infausto
ecco che qui, or ora, lo dichiaro:
Assoluto, dissoluto, ignaro.
Parole di carta dentro una vita di cartone,
l'animo che galleggia in sospensione
appeso al sospensorio
dispensando elogi e giudizi al meritorio.
Cacciato fuori dal mio mondo
avanzo nei pensieri d'altrui avanzo
con la paura di chi annusa fuori dal suo territorio
e caccia me, l'anima, il cuore,
vuole le mie zanne d'avorio
e mi disperde, mi perde,
cerca la carne nel plenilunio,
quattro pietre e un sacco di denaro
improprio, ingiusto, ignaro.
Emergo, osservo e mi immergo
nel fondali dell'anima,
sulle sabbie di conchiglia come un palombaro
e mi sciolgo dissolvente.

 
 
 

Prossimamente "10 per versi" - Antologia poetica. La prefazione di Antropoetico e Maurizio Melandri

Post n°839 pubblicato il 04 Settembre 2014 da antropoetico
 

DIECI. Come nel capolavoro della letteratura gialla "Dieci
piccoli indiani" di Agatha Christie, dove gli invitati vengono
riuniti a Nigger Island, senza conoscersi tra loro. Così i “Dieci
per versi” provengono da situazioni ed esperienze diverse,
ma si ritrovano, altra analogia col romanzo della Christie, in
mezzo al mare "poetico" che circonda l'isola, mare
agitatissimo tale da rendere i contatti con la terraferma


10perversi

praticamente impossibili. Nel famoso romanzo prende vita
un'indagine serrata per scoprire l'assassino tra gli invitati al
castello, in questa raccolta, invece, l'indagine introspettiva
verte sull'eterna fondamentale domanda:
"Chi siamo noi davvero?"
Cosa giace sepolto dentro le nostre viscere emozionali? Chi
c'è, davvero, nascosto tra la tenebra oscura e talvolta dannata
del nostro io interiore? La Poesia è il magico Arcano, il
contenitore ove attingere il Mistero, la sublime alchimia che
in un attimo può cambiare il verso o il destino di un'intera
esistenza. “Dieci per versi” rappresenta la poesia in concerto
o meglio l’insieme di voci soliste nella straordinaria bellezza
della loro diversità unite in un canto a volte armonioso, altre
in contrasto ma tutte con la medesima valenza emotiva. Dieci
come il simbolo di completezza indicato nella bibbia, dieci
come i comandamenti scritti sulla pietra da Mosè, dieci per
toccare con mano il vissuto che trasuda dalla rete e che ci
spiega il valore dell’esistere. Dieci come un volo di libellule
sul lago della vita, dieci come i minuti per una riflessione,
dieci come le compresse di una cura. Per il lettore ecco allora
un’occasione unica, il viaggio allegorico dentro la vita di dieci
persone da cui non si può uscire se non arricchiti nello
Spirito e nell'Anima. Attimi da condividere nel momento del
bisogno per trovare la dolcezza del conforto, la rabbia che
non si riesce a urlare, la gioia dell’attimo rubato all’infinito.
Dieci piccoli indiani, Dieci Anime in cammino in mezzo al
loro agitatissimo mare."

 
 
 

L'istinto del lupo

Post n°838 pubblicato il 02 Settembre 2014 da antropoetico
 

Voglio i tuoi fianchi da seguire

passandoci sopra i pollici,

sono lupo e vivo nell'olfatto.

Voglio sentire il tuo odore,

quello della carne che profuma

e prepara il talamo.

Muovi la sottana, giochi

e mi inviti ad entrare.

Respiro l'aria che circonda la tua tana

e mi sento pieno di vita,

è scomparsa ogni ferita.

L'istinto mi spinge a fidarmi

del buio a cui mi chiami.

 

 

 
 
 

Stella cadente

Post n°837 pubblicato il 02 Settembre 2014 da antropoetico
 

Sei lì.

Lo sento, lo percepisco anche se non ti vedo.

Guardi lo schermo e ti chiedi il perché.

C'è sempre un perché, un come mai, un silenzio che non spieghi.

Sei lì davanti allo schermo.

Avverti che tampona i tuoi vuoti esistenziali,

che ti rende presente anche se assente.

Leggi parole, guardi foto, partecipi infine

alla vita assente.

Aiuta a non sentirsi soli vivere le solitudini altrui,

rende migliori percepire vite al confine, vicine alla morte.

Sei lì e non sai più perché, il come, il dove

ma quel poco che arriva è meglio del nulla.

Brilla il monitor e ti senti stella.

Cadente ancora una volta.

 
 
 

Armistizio

Post n°836 pubblicato il 02 Settembre 2014 da antropoetico
 

Plenilunio e solstizio

in deprecabile incontro,

figlio di gonna sotto l'armistizio.

L'anima che viaggia nuda

contro corpi vaganti, in avaria.

Collisioni, collusioni e infine corruzioni

del pensiero schiacciato sotto dalla morale.

Supplizio dolce, spazio senza inizio.

La vita procede, concede, non lascia alcun indizio.

Figlio della luna in prossimità del cambio stagionale

partorito nello stesso pregiudizio,

scivolo sulla terra prima del tempo invernale.

Corro, scappo e infine cado nel precipizio.

Urlo, urlo...

 
 
 

Solventi

Post n°835 pubblicato il 02 Settembre 2014 da antropoetico
 

Umori solventi.

idee alla deriva

gira piano la ruota del carro.

Sotto il sole procede lento il carretto,

rumore di zoccoli sul sentiero ciotolato

che fugge e si perde in campi biondi.

Caldo, dentro un filo di vento freddo

alle porte dell'autunno.

L'estate che finisce, la pietra ancora calda

mente il verde stinge al bruno

dentro stati d'animo all'inchino

in attesa del rosso serale.

 
 
 
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ONDE - POESIA VISIVA -

Riverbero sul filo dell'acqua

di dolci onde a toccar le rive.

Un sasso in mano di taglio piatto

perché possa rimbalzare sulla massa liquida

e infine, di nuovo, il gesto liberatorio.

Lo lanci con la forza dei muscoli,

motivato dalla potenza del cuore,

e poi resti a guardare seduto il ritorno delle onde.

Circolari, come anelli, morbide ma decise

viaggiano allargandosi.

Tempo sincero

prigioniero dell'attimo concesso,

la vita è adesso.

Tutte le domande spariscono di fronte

al viaggio magnifico dell'acqua,

specchio dell'anima,

in attesa di lanciare un nuovo sasso.

 

gayum

 

inquietudini

 

POESIA LA STANZA DEI BALOCCHI

Capo chino,

sfilando a lato vicino al muro

torsione nell'inchino.

Piegato in osmosi dell'impuro

lascio che passi il manichino

col suo passo deciso, sicuro.

La luce si spegne nella stanza dei balocchi,

luogo di giochi e sorriso biricchino

e vita brucia nel legno inanimato,

accende fiaccolate di pensiero

costruendo respiri dalla plastica.

Il gioco è la molla

che schioda e muove ciò che si scolla.

Giocattoli veri in un mondo di finzione

capaci di meccaniche emozioni.

 

male necessario

 

donnne quanto danno

 

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RACCOLTA DI POESIE

coda diavolo

 

bacio vita

 

POESIE DI VITA

ombra

 

PRIMA DI NOTTE BUIA - POESIA -

Volano via

nello sfarfallio d'ali

fino a cieli assolati,

pensieri.

Il vento eleva

l'elaborazione della mente

lungo correnti ascensionali

e porta lontano sogni

mentre, all'ombra

di arbusti mediterranei

colorati di mirto e corbezzoli,

senza nulla fare o dire,

osservi l'arrossarsi

acceso al tramonto.

L'aria se li è presi,

sogni, pensieri, ricordi

e ti manca il fiato

nel chiaroscuro prima

di notte buia.

 

ROMANZO

la prigione

 

POESIA DALL'ANIMA

prima luna

 

SOGNI POETICI

dentro sogno

 

POESIA LUCI NEL CORVINO

Fioca luce al tramontar di giorno,

sul davanzale, fragile, riverbera il lumicino,

luce d'uomo al posto di quella del Divino,

dal contadino acceso al suo ritorno.

Piove il buio sulle valli e sui colli circostanti

cancellando il dì mentre moglie accudisce il forno.

Basta un tozzo di pane, un goccio di rosso vino

e i cuori s'avvicinano, mai stati invero distanti,

cercando l'abbraccio, l'attimo che vive per l'eterno.

Le gambe si distendono al caldo, cercando un posticino

mentre pensieri arruffati s'improvvisan viandanti nel buio,

luci nel corvino e un bacio conduce in su al letto lì vicino.

L'amor bussa forte  così che alla voglia di desinar, piace far subentrar

l'amor e il sentimento sbarazzino.