Creato da antropoetico il 05/11/2010

Antropoetico

La poesia lascia il segno sul cuore di chi ama.

 

Siamo e non sappiamo

Post n°918 pubblicato il 20 Dicembre 2014 da antropoetico

Tutto questo tempo che è passato.

I giorni, le ore, persino i minuti

hanno accumulato vita sulle spalle.

Un peso nel decadimento, qualcosa di lento

ma inesorabile come la lama che taglia il pelo.

Non ci sei, non ci siamo.

Figlio del pensiero errato comprendo il taglio

con cui mi trafiggo senza logica nè speranza.

Tutta quella gioia in corpi verso alla morte indotti,

non la concepisco. Mi sembra stupido e superficiale.

Nel carcere della carne

abbiamo già posto la firma per la nostra condanna.

Ridere è finzione, illusione nel deserto del vero,

siamo e non sappiamo.

 
 
 

La notte cancella

Post n°917 pubblicato il 17 Dicembre 2014 da antropoetico

Cosa resta di un giorno qualunque?

La notte cancella lo scritto della vita

con l'inchiostro del buio e il colore delle stelle.

Siamo viandanti che sorgono all'alba pronti

a morire dolcemente sotto una coperta di pensieri.

Siamo la parola che ci è rimasta dentro,

il colore della musica che ha scritto sull'anima

ritagli di profumi e ricordi d'incenso.

Cosa resta dell'uomo che eri solo ieri?

Confusione e passione ruotano danzando

memorie armoniche al ritmo dei lanciatori di coltelli.

Tu non sei più lo stesso, il limite si è sposta un grammo più in là.

E' la vita che ridisegna i contorni, che definisce ogni volta che ti punisce.

L'anima vibra e vibra ancora, suono che non si percepisce,

s'apre e si chiude in un battito sottile di palpebra.

Cosa resta di un giorno qualunque?

La notte cancella lo scritto della vita

con l'inchiostro del buio e il colore delle stelle.

 

 
 
 

Occhi pieni di silenzio

Post n°916 pubblicato il 15 Dicembre 2014 da antropoetico

Occhi pieni di silenzio i tuoi.

In quello sguardo siamo solo noi

prigionieri felici di tutte le parole che abbiamo tenuto dentro.

Il tempo scorre via solo per gli altri tenuto fermo dalle nostre mani

che cercano il calore del contatto e lo spazio si dissolve.

Cerchi le mie labbra e trovi un bacio, bacio il tuo sorriso.

Occhi pieni di silenzio i tuoi.

In quello sguardo siamo solo noi

resi liberi dalle prigioni che ci siamo imposte,

fuggiti dai cacciatori del nulla e dai morti nel cuore.

Sono tamburi e cornamuse in lontananza quel che resta del passato.

Un battito che ora è respiro, il tuo, il nostro sotto le carezze

che sventolano lungo i capelli.

Occhi pieni di silenzio i tuoi.

In quello sguardo siamo solo noi

nudi come all'origine nell'energia resa pura e sublime

dagli odori sospesi nell'aria.

Senza parole ci siamo detti tutto.

 

 
 
 

Affetto

Post n°915 pubblicato il 15 Dicembre 2014 da antropoetico

L'amor seppur amato

polvere è divenuto,

spinto in là dall'affetto

negli affanni del tempo e dei giorni,

un taglio semplice ma perfetto

che la parte animale ha reso difetto.

Sublime spazio al cuore non ha permesso

d'affondare nuove radici nella carne.

L'anima non cerca più l'amplesso,

il gioco sporco degli umori, il ricamo degli odori,

è lontano il richiamo istintivo che par solo riflesso.

Non c'è spazio nell'affetto di un nuovo inzio

perchè il bene è troppo grande per contener

l'egoismo dell'approccio e dell'orgasmo.

L'emozione è semplice fastidio, infimo spasmo

da contenere in statuaria procrastinazione.

Tutto si muove, gira dentro quasta carne

che è prigione, libagione e confusione.

L'affetto come il miele cristallizza e resta lì

nel vaso dell'intenzioni.

 

 
 
 

Buon natale

Post n°914 pubblicato il 13 Dicembre 2014 da antropoetico

La vita in festa

nel paese dei balocchi,

figlia di pubblicità e panettoni.

riluce al buio del basso autunno.

Gioia accartocciata negli occhi,

anche i ladri si sentono più buoni

presi dal gioioso inganno.

Si mischia la realtà con il sogno,

le proteste dei diritti

con cioccolatini e torroni,

Il grido di piazza in coro

con il velo sul pandoro.

Lungo il suo asse naturale

si muove il mondo incrinato

in una gioia che sembra male.

Gira e rigira tra i morti in casa

di vissuti fallimenti, di madri col coltello.

Con la neve dolce tutto appare più bello,

anime perse di uomini incapaci di amare

donne al limite, vittime di un presepe

dove ormai si sono aperte le crepe.

Resta l'albero a parlar di natale con

il suo silenzio appeso fuori dalla porta

e le luci nella notte aspettando il Cristo.

 
 
 

Altrove

Post n°913 pubblicato il 10 Dicembre 2014 da antropoetico

Ho lasciato i miei giorni appassire,

la mia vita riempirsi di rughe e di grigio,

prigioniero dell'idea di luce.

Sono stato il sogno che tu hai cancellato,

la matita leggera in giorni pesanti

fino all'arrivo del cielo e del suo respiro.

L'aria finalmente in un gioco da vincitore perdente.

Ho fuso i concetti, rotto gli schemi senza seguire la logica,

non ho mai smesso  d'amarti in questa odissea mia.

Quanti giorni con le dita sul vetro umido a disegnare il sogno,

a scrivere il nome tuo.

La neve cade ancora sul mio focolare acceso per te.

Io sono qui nella promessa, nell'idea

che vivi altrove.

 
 
 

Bottoni d'inverno

Post n°912 pubblicato il 08 Dicembre 2014 da antropoetico

L'inverno culla

i sogni di sfumata estate

nei bottoni del giaccone.

Cappotti e sciarpe

custodiscono il calore

dalla nebbia umida.

Vivere fino all'ultimo goccio

la luce che il cielo ancora dona

passeggiando nei viali rosseggianti di foglie.

Chiedersi perchè, i motivi

di un giorno ancora, scivolare tra la gente.

 
 
 

Mi liquefo

Post n°911 pubblicato il 07 Dicembre 2014 da antropoetico

Non sono più lo stesso,

cambia la strada, muta il percorso,

l'acqua del destino sposta la sabbia

e trascina via.

Tracima l'argine, la riga esce dal margine,

il pollo diventa ormoni e cartone.

Genetico transgenico,

acqua piena d'arsenico,

liquame inodore e cambia anche lo spirito.

Melassa cola fuori dai bordi del vasetto,

non contano più nemmeno i sogni nel cassetto.

Mi liquefo.

 
 
 

Nemmeno la doccia

Post n°910 pubblicato il 07 Dicembre 2014 da antropoetico

Scolpito dal divino

in marcescente carne

così mi pongo all'artista.

Poltiglia di vita

raffazzonata alla meglio

nel tritacarne delle spirali del tempo.

Opera incompiuta, bellezza grezza,

ricamo sporcato da catrame.

Insisto, esisto, sussisto

ma non sono il Cristo

e la croce la porto tutti i giorni

al posto di lavoro.

Canto senza pubblico

e ascolto il silenzio del passero

appeso al ramo spoglio.

Resto in panchina fino alla fine

aspettando il cambio, l'attimo di gloria,

l'ultimo minuto che risolve la partita.

Non faccio nemmeno la doccia alla fine.

 
 
 

Sonnecchiare il vino

Post n°909 pubblicato il 07 Dicembre 2014 da antropoetico

Silenzio intorno,

le campane da lontano,

suona il mezzogiorno.

Luce che filtra dalla finestra socchiusa,

l'anima vaga senza meta.

Piovvigginando fuori

nella pioggia di foglie gialle e rosse

colora il tempo grigio l'autunno

e scalda il cuore il tepore dei primi caloriferi.

Scivola una ciabatta in fuga dall'altra pantofola

lasciando aperto il buco nella calza.

Silenzio anche dentro,

voglia di sonnecchiare il vino,

irrorato a companatico della pasta

nelle voci della tv che non si segue

ma tiene nel percorso della vita.

 
 
 
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LA POESIA SALVERĀ IL MONDO

Questo blog ama ogni espressione artistica, l'arte, la passione e l'emozione. La poesia è un lampo di luce.

 

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ULTIMI COMMENTI

Buona giornata anche a te Antonella!
Inviato da: antropoetico
il 18/12/2014 alle 09:00
 
E' molto triste! Per fortuna esistono anche i ricordi....
Inviato da: alba.estate2012
il 17/12/2014 alle 18:00
 
Grazie Luisa, apprezzo la tua stima nei miei confronti!...
Inviato da: antropoetico
il 17/12/2014 alle 06:59
 
Errata corrige: "tutto il respiro...
Inviato da: Luisa
il 16/12/2014 alle 08:25
 
Sempre sublime la tua poesia. In un soffio di fiato tutto...
Inviato da: Luisa
il 16/12/2014 alle 08:23