Creato da antropoetico il 05/11/2010

Antropoetico

La poesia lascia il segno sul cuore di chi ama.

 

Seduto su di una panchina

Post n°983 pubblicato il 29 Marzo 2015 da antropoetico

Malinconica solitudine

la domenica fuori porta

apre la spaccatura di vita,

l'intarsio che ha ricamato in te

un'aspettativa non convenzionale.

Sole, cielo azzurro e nuvole

seduto su di una panchina in montagna

osservando la vita altrui passeggiare

mano nella mano.

Ignoto al riparo degli occhiali scuri

non muovo muscolo, non rilascio emozione.

Mi fisso come la statua accanto,

assumo lo sguardo fiero e lo tengo alto

prendendo il sole di primavera

come fossi statua che consuma la sua cera.

Il torrente sotto il ponte canta la musica dell'acqua.

Tutto è un attimo che fugge via.

Passo dopo passo tornando da dove sono partito

lascio la natura in festa e torno al villaggio, torno a quel che resta.

 
 
 

Restando vivo

Post n°982 pubblicato il 28 Marzo 2015 da antropoetico

Vivo come un morto

e muoio restando vivo

appeso alla catena che mi tiene come un cane.

Resto qui per non dannare l'anima

ai fiori del mio giardino, agli animi incompresi,

ai dolori degli incapaci.

Incastrato in un casino

dando bene a chi non me ne rilascia,

a chi è cieco e sordo e non riesce a vedere che il suo mondo.

Prigioniero che lotta con le fiamme della depressione

di fronte all'incoscienza di chi non vuol capire

per miserimmi concetti.

Resto e insisto con la fatica dello schiavo,

spaccando pietre nel mio deserto interiore,

lasciando andare la ragione.

Resto e mi detesto

perché non reagisco ma subisco

affinchè il fiore non muoia

sotto un mucchio di letame.

 
 
 

L'aspettativa

Post n°981 pubblicato il 28 Marzo 2015 da antropoetico

Sentirsi sospesi dentro una bolla che galleggia nell'aria,presenti ma assenti in una realtà inadeguata. Ecco sì, come essere inscatolati in un destino preconfezionato, qualcosa a cui siamo attaccati della quale, però, non ne possiamo fare meno e che sappiamo non produrrà nulla di buono. Ci terrà lì, inchiodati, spendendo gli anni migliori e quelli cattivi. Dovremmo cambiare, dovremmo mutare atteggiamento eppure non lo facciamo. Abitudine, forse riflesso condizionato, ma non ci vogliamo staccare di dosso quel modo di sussistere perché sarebbe come strapparci pezzi di pelle. E allora andiamo avanti con la speranza del miracolo, del gesto eroico di qualcuno o di qualcosa capace di accendere la scintilla. Sognamo di essere rapiti e portati chissà dove con chissà chi. Ecco la speranza a cui affidiamo la parte migliore di noi. Una speranza però che non arriverà mai, che ha le stesse probabilità di una giocata al superenalotto. Forse questa è l'aspettativa dei mediocri, di quelli che non hanno la forza di imporre il cambiamento, di quelli che non scenderanno mai davvero in campo perché fa comodo la panchina mentre la partita la gioca qualcun'altro. E' l'unico modo di giocare di chi non ha talento, di chi si arrende, di chi non insiste ma si accontenta d'esistere. E allora ti chiedi perché senti dentro l'inifinito, il gioco di luci ed ombre, l'anima che chiama a un diverso livello di comprensione. Cerchi risposte senza saper nemmeno porre le domande, cerchi qualcosa che non troverai certo nel ripetere sempre le stesse cose.

 

 
 
 

Nemmeno un come

Post n°980 pubblicato il 27 Marzo 2015 da antropoetico

Apostrofando vita

in sospeso comprensorio

che unisce isole d'ambrati pensieri

rimango in solitario abbandono

senza musica, in mananza di suono.

Esterefatto e in fondo anche distratto

dalle stuzzicherie di un mondo veloce a consumo,

osservo senza guardare, vivo e interpreto

l'andamento lento, fuori sincronia e senza alcun profumo

del mio esistere fino a desistere.

Pensare, confrontare, desumere, catalogare,

mettere in fila chiodi sul legno del vissuto

e giocare con le mani per sentirle ondeggiare

fino a restare a galla in una fotografia d'anima

lontana nel tempo.

Senza un perché e nemmeno un come, un quando

semplicemente rimanere seduto su di una sedia

a cullar le gambe come se tutto fosse nenia d'altri tempi.

 
 
 

Stella di notte

Post n°979 pubblicato il 26 Marzo 2015 da antropoetico

Prendi una stella dal cielo di notte

e mettila in tasca, vivi della sua luce.

Non avrai più buio dentro il cuore

ma viaggerai all'interno della gallassia del pensiero

fino all'origine dei motivi.

Pulserà di calore nei siderali abbandoni della vita,

non ti lascerà mai e la tua scia sarà polvere di stelle,

incanto e meraviglia nei cuori desolati da eterni ghiacci.

Credi all'impossibile, trasforma la realtà in sogno

bruciando dell'energia emotiva fino alla pace

d'armistizio con la ragione.

Vivi come nessun altro. E' la tua vita.

 
 
 

Risveglio

Post n°978 pubblicato il 25 Marzo 2015 da antropoetico

Rinascere all'alba e sorgere alla vita

dal sonno della notte lasciando i sogni

alle coperte in mosso disordine.

Prepararsi al nuovo giorno,

al miracolo d'esistere nel reale.

Il virtuale immaginato come compagno d'azione

nell'attimo in cui si sorseggia il caffè

aspettando l'attimo della vestizione.

Percepire l'inutile esistere

nella vastità del tempo

eppure sapere di avere uno scopo,

di esserci in partita.

E allora si svuota il peso dell'invecchiare

e si gioisce di essere in gioco.

Siamo girotondo dentro il carosello del caos,

pietre che rotolano nella risacca del mare

resi meraviglia dalla luce che abbiamo dentro.

E' risveglio mattutino.

 

 

 
 
 

Caccheide

Post n°977 pubblicato il 23 Marzo 2015 da antropoetico

Alzarsi alla mattina

per rimmeter in moto la macchina

e i sofisticati meccanismi del crasso e del duodeno

fino all'evacuar di deretano.

Con il caffè e i cereali o lo yogurt greco in mano

se non il biscottino o la fetta marmellata

qualcosa leggendo nel rimuginare.

Sorseggiare nell'attesa che si compia il transito,

lo sblocco, lo spurgo, il liberatorio piacere

dell'interiore liberazione.

Meditando e sperando d'aver buon inizio di giornata.

All'inverso intoppati s'affronta il mondo complicato

ripieni ancor del mal digerito corso, preda del nervoso

e d'alito d'ampi fermenti interiori.

Non rimane che l'attesa, del primo impulso, del segnale

he c'infonda voglia di poggiar chiappe sulla tazza

e finalmente render al mondo quanto con cura elaborato.

 
 
 

Primavera

Post n°976 pubblicato il 20 Marzo 2015 da antropoetico

Colori e profumi inebriano l'aria,

negli occhi il cielo,

nelle orecchie il felice cinguettio

d'anime volanti,

lo senti il sangue che percepisce la natura che chiama.

La vita accende le piazze e la luce accarezza il risveglio

mentre i giorni si distendono al bello.

La primavera veste di nuovo gli alberi spogli

con il verde delle foglie e i grappoli dei fiori.

Il respiro si fa dolce come il sogno custodito

dentro un sorriso.

 
 
 

L'ineluttabilitā del destino

Post n°974 pubblicato il 19 Marzo 2015 da antropoetico

Quando si è giovani la speranza anima il cuore su tutti i fronti e lo arma per il combattimento della vita. Le energie ti sostengono e la storia davanti a te è ancora tutta da scrivere. In tali condizioni risulta facile pernsare che saremo noi a determinare il futuro, appare logico l'importanza della scelta e dunque ci mettiamo l'anima per ritagliarci un angolo di cielo. Purtroppo, con l'età e gli schiaffi in faccia che la vita riserva immancabilmente siamo costretti ad assistere alla disgregazione dei valori in concomitanza con il fallimento degli obiettivi posti. Si comprende, insomma, l'ineluttabilità del destino; l'essere, di fatto, incanalati in un percorso già definito da quello che siamo nella sostanza. Un binario che spesso conduce all'anonimato, ai ruoli secondari, allo stereotipo di una cosidetta normalità. Insomma il colore prevalente della nostra vita rimane un grigio persistente che tutto rende un amalgama inerte. Si smette di lottare di fronte all'ineludibile, a situazioni incancrenite, alle forzature morali e comportamentali imposte dall'ambiente e dalle persone che ci circondano. Tante situazioni restano senza una spiegazione, tanti perché rimangono appesi alle domande senza una vera risposta. L'unica certezza che accompagna è il tempo che passa e lentamente ti accompagna alla vecchiaia prima, alla morte poi. E allora cedi, ti lasci andare. Senti che il gioco non ne vale più la candela e che combattere è una guerra che non puoi vincere perché non sei un delinquente, non hai le palle, non sei, insomma, abbastanza cattivo da agire per i tuoi interessi. Vieni assalito dall'inedia, dalla voglia di assistere in pace, seduto su una sedia di paglia al tramonto delle tue aspirazioni e al sorgere dell'annunciata sconfitta. Finisci per gustare quel momento proprio e intimo della rassegnazione che corrisponde alla resa delle armi. Forse non è poi così male stare nelle retrovie del destino.

 
 
 

Buonanotte

Post n°973 pubblicato il 17 Marzo 2015 da antropoetico

Notte, buonanotte, vestimi di buio,

lascia che sia un sorriso senza denti

a scrivere col nero stelle cadenti.

Buonanotte mondo che corri e cancelli.

Ti vedo, appeso a questo chiodo nel cuore,

oscillare fra amore e dolore,

danzare come ballerina di tulle rosso.

Sei vino, dolce incantatore, appena mosso

dal succhi di labbra sul bicchiere.

Notte che picchi senza botte,

che ci dai dentro, fino in fondo,

un colpo e un sorriso,

un gemito che è godimento

questo farmi male.

Male senza ragione, con tutti i crismi,

logica senza finzione, l'emozione che buca,

mi fotto da solo come una sigaretta all'ultimo tiro,

prima di buttarla.

 
 
 
Successivi »
 

LA POESIA SALVERĀ IL MONDO

Questo blog ama ogni espressione artistica, l'arte, la passione e l'emozione. La poesia è un lampo di luce.

 

gayum

 

inquietudini

 

male necessario

 

donnne quanto danno

 
Citazioni nei Blog Amici: 102
 

ULTIME VISITE AL BLOG

rennyjo_2010kelita.chelazionesoloxdonnedgl2una_nonna_nel_desertantropoeticogioiablakNORMAGIUMELLIneimieipassirespirointrigantepepedgl16duca_ombraacqua.azzurra.fKatartica_3000simpleprince
 
 

RACCOLTA DI POESIE

coda diavolo

 

bacio vita

 

POESIE DI VITA

ombra

 

ROMANZO

la prigione

 

ULTIMI COMMENTI