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Rimini, il caos organizzato

Post n°72 pubblicato il 01 Aprile 2013 da appestato.am

La discussione in Consiglio Comunale sulla cosiddetta variante delle Celle (nei pressi della rotonda di via Bagli) per rendere "al minuto" una struttura commerciale autorizzata "all'ingrosso", ha messo in luce, attraverso gli interventi di consiglieri di maggioranza e di opposizione (uno), come la zona sia afflitta da un traffico caotico, per usare un termine, se non ricordo male, proposto da uno degli stessi oratori.
Inutile, a questo punto, fare un processo al passato, resta soltanto da augurarci che gli amministratori comunali sappiano decidere per il meglio, il che sembra ora un'impresa quasi impossibile, non per sfiducia nei loro confronti, ma soltanto per l'evidenza dei fatti che si sono "aggravati" con la notizia che il ponte sul Marecchia, sostitutivo di quello di Tiberio da pensionare, potrà essere realizzato in tempi brevi sulla via Tonale che scaricherà tutto il traffico verso la via Bagli e la sua infelice rotonda, già processata in Consiglio comunale per la questione ricordata all'inizio.
A questo punto, nessuno potrà più prendersela con nessuno. La Giunta Gnassi non ha altre scelte. È con le spalle al muro, ed è costretta a pagare per colpe non sue. L'assoluzione della Giunta non significa però pure il perdono politico per chi ha amministrato Rimini in tutti questi anni. È un discorso amaro e triste perché il sottoscritto non ha le nostalgie canaglie mostrate dall'opposizione di destra al Sindaco, e soprattutto perché questa "crisi" amministrativa ricaduta sulle spalle della Giunta Gnassi, appare in tutta la sua pesantezza proprio nel momento in cui lo stesso partito principale a Rimini, è con le spalle al muro a Roma nella crisi politica (senza virgolette rivolte ad attenuare il senso dell'affermazione), che è quella del Pd del buon Bersani.
Per non farla troppo lunga, richiamo soltanto un recente, articolato intervento sulla stampa cittadina della signora Manuela Fabbri, che riassumo in una sola battuta: il Pd riminese si presenta ufficialmente soltanto come erede del vecchio Pci. A quanto scritto per diretta conoscenza dei fatti dalla signora Fabbri, si potrebbe aggiungere una non insignificante curiosità: mentre il sen. Sergio Zavoli a Ravenna ha letto al presidente Napolitano una pagina sul partigiano Bulow scritta da un autore riminese, qui a Rimini la nuova edizione di quella pagina non è mai stata presentata nelle apposite istituzioni in mano agli eredi del vecchio Pci, perché il suo autore, già da tempo scomparso, era stato inserito all'Indice dal Pci in quanto "uscito a sinistra" nel 1956 per i fatti d'Ungheria, ed aver poi aderito a Rifondazione.
Se non hanno funzionato i piani urbanistici, la memoria politica degli eredi del Pci nella linea denunciata dalla signora Fabbri, non ha avuto esitazioni.
Antonio Montanari

 
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Biblioteca Malatestiana di Rimini

Post n°71 pubblicato il 14 Luglio 2012 da appestato.am

Una nuova pagina riassume tutti i link che riguardano la storia "in progress" della Biblioteca Malatestiana di Rimini.

Sul tema una pagina esiste già nel sito.

 

 

 

 
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Storie cancellate

Post n°70 pubblicato il 24 Dicembre 2011 da appestato.am

A qualcuno non è piaciuto il mio articolo sul 1946 (intitolato «Erba nei fossi e forche in piazza») che affronta un tema poi riproposto ne "I giorni dell'ira".
Con l'arroganza poco democratica di chi detiene un potere inteso non come servizio ma come difesa di posizioni privilegiate (che non sono soltanto economiche), di recente mi è stato fatto notare che "la storia si fa con i documenti".
Ho risposto pubblicamente sul web che, a Rimini, i documenti sono stati fatti sparire. Questo il testo pubblicato un mese fa.

«Mi si dice da persona autorevole, a proposito di certe storie riminesi di guerra e del dopoguerra, che la Storia si fa in base ai documenti. I documenti ci sono e smentiscono gli autocompiacimenti delleautobiografie.
Il problema è che molti documenti sono stati fatti sparire, dalle raccolte dei giornali conservati nelle biblioteche e dalla serie di atti pubblici (ovvero ufficiali) posseduti dalle stesse biblioteche.
E quindi, questi autorevoli personaggi che sostengono gli autocompiacimenti delle autobiografie, come spiegano quello che ora non c'è più?»

Vorrei aggiungere ora che, di certi episodi del 1944, a Rimini non si è mai parlato.

I primi a tacerne sono stati i repubblichini più in vista.
Cito dal "Giornale di Rimini" (I, 1) dell'8 luglio 1945, il pezzo sulla lunga lettera inviata da Paolo Tacchi al sindaco di Rimini, lettera che si concludeva che l'accenno ad «altre tre uccisioni avvenute» in città.
Giuffrida Platania in un testo inviato la segretario del fascio repubblichino (posteriore al 20.5.1944), scrive di «Altre azioni che per opportunità non è il caso di menzionare...».

Un personaggio antifascista noto per le sue posizioni polemiche verso la dirigenza antifascista postbellica, Elio Ferrari, scriveva in un fax inviato alla redazione del settimanale "il Ponte" il 28 aprile 1997, che un concittadino aveva fatto vivere momenti drammatici ai figli di un capo dell'antifascismo riminese (di questo "capo" faceva nome e cognome nel fax, come pure del "concittadino").
Lo stesso nome e lo stesso cognome del "capo" antifascista, faceva un generale e partigiano a chi lo intervistava, accusando quel signore "concittadino" citato da Ferrari, di aver sparato ad uno dei due figli di quel medesimo capo dell'antifascismo riminese.

C'è infine anche chi riferisce che, per quei colpi d'arma da fuoco, nel marzo 1944 ci scappò un morto, e non era il defunto l'obiettivo dell'azione. Forse si tratta di una di quelle «altre azioni che per opportunità non è il caso di menzionare...», secondo quanto scriveva Platania.


Rimini ieri. Cronache dalla città
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Rimini stranissima

Post n°69 pubblicato il 04 Novembre 2010 da appestato.am

Città stranissima, Rimini.

In un precedente post, ho parlato di Rimini "città molto strana".

Città stranissima, aggiungo oggi. Per raccontare come alcune (due, suppongo) recensioni apparse a mia firma sul settimale "il Ponte" a cui collaboro dal 1982, abbiano destato scandalo. Spiego il perché.

Prima recensione. In essa scrivo che una citazione riportata ha in originale un senso opposto a quello che le si attribuisce.

Seconda recensione. Scrivo che in quel libro c'è un itinerario ben esaminato negli anni '70, che vide in Elemire Zolla (1926-2002) uno studioso di punta, oggi utilizzato in ambito esoterico, come paladino della condanna della cultura della "modernità". Non so se per colpa della prima o della seconda recensione, ma non me ne hanno chieste più al giornale. E sono passati parecchi mesi.

 
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Grandi manovre

Post n°68 pubblicato il 04 Agosto 2010 da appestato.am

Ho annunciato sul "Ponte" l'imminente pubblicazione di una storia di Rimini nei 150 anni dall'Unità d'Italia ad oggi.
Sembra che la cosa abbia provocato sospetti, ne parla anche il mio oroscopo.
Tranquilli, quella storia l'ho già scritta e pubblicata in volume nel 2004.
Tante grandi manovre (con l'arrivo al giornale di una "grande" firma) per niente, dunque...

 
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